domenica 7 agosto 2011

"l'alternativa mediterranea , un ottimo libro per capire cosa succede, terza parte



Alain de Benoist. In libri recenti, Târiq al-Bishrî e Hamadi Redissi dimostranobenissimo come il contatto con l'Occidente abbia prodotto nel mondo islamico un vero «trauma dellamodernità» (sadmat al-hadatha). Fino alla metà degli anni 1960, le elite arabe e del Vicino-Oriente avevano scommesso tutto sulla modernità forzata. L'impresa è fallita e il fondamentalismo l'ha sostituita. Allo stesso tempo, vediamochiaramente che la critica alla modernità da parte dei fondamentalisti contiene una fascinazione per essa che non si osa esprimere apertamente. Sapendo che la«modernizzazione» è l'adozione simultanea della società di mercato, dell'ideologia dei diritti umani, dell'individualismo occidentale, della democrazia liberale e dello«Stato di diritto», come vede i rapporti del Sud con la modernità? Cosa pensadell'atteggiamento di quelli che, giudicando la modernizzazione una necessità, sostengono che il modello occidentale debba essere esportato nel mondo arabo-musulmano?


Danilo Zolo. Ci sono autori che identificano tout court i processi di globalizzazione con la diffusione della modernità occidentale. Fra questi ci sono filosofi e sociologi europei, come Jürgen Habermas, Ralf Dahrendorf, Antony Giddens, Ulrich Beck, per i quali il problema cruciale del nostro tempo non è quello del dialogo e del reciproco rispetto fra le diverse civiltà e culture del pianeta. Il problema principale è l'unificazione del mondo attorno ai valori dell'Occidente, assunti come universali o come universalizzabili. Ciò che si trova oltre il cerchio della modernità occidentale è arretratezza economica,oscurantismo,fanatismo,oppressione . In opposizione a questo punto di vista, per quanto riguarda un possibile dialogo fra l'Europa e la cultura islamica, centrale è il tema del rapporto fra Islam e modernità. Va sottolineato anzitutto che questo rapporto ha tormentato il mondo arabo-islamico sin dagli inizi dell'Ottocento, a partire dalla vittoriosa spedizione di Napoleon Bonaparte in Egitto. La dolorosa esperienza della 'scoperta dell'altro' come potente e come vincitore si è ripetuta più volte nel corso dell'era coloniale fra Ottocento e Novecento e ancor di più nella seconda metà del secolo scorso, a causa delle 'umiliazioni' che l'Occidente, direttamente o tramite lo Stato israeliano, ha inflitto al mondo arabo: anzitutto la
sconfitta subita nel 1949 da parte delle armate israeliane e, nel 1967, la completa occupazione dei territori palestinesi a conclusione della Guerra dei sei giorni; poi è intervenuto il trauma della guerra del Golfo del 1991 - una sconfitta che Fatema Mernissi ha posto in particolare rilievo -, e infine l'aggressione anglo-americana contro l'Iraq del marzo 2003. Come hanno sostenuto Târiq al-Bishrî e HamadiRedissi, il 'trauma della modernità' è una lesione che continua a 'destrutturare' e a
lacerare il mondo islamico. È quella che Samir Kassir, prima di essere assassinato, aveva chiamato 'la sindrome del malheur arabe', l'infelicità degli arabi. Le aggressioni coloniali e postcoloniali che i paesi arabi hanno subito, assieme all'oppressione politica ed economica che ne è seguita, hanno introdotto una profonda'divisione' entro la maggior parte delle istituzioni intellettuali, educative, politiche ed economiche del mondo arabo. L'assoluta superiorità degli invasori, in materia di........

L'alternativa mediterranea" di Alain de Benoist - Danilo Zolo





Approfondimento
Contributi di Samir Amin, Bruno Amoroso, Margot Badran, Raja Bahlul, Angelo Baracca, Franco Cassano, Hafidha Chefir, Donatella Della Ratta, Ali El Kenz, Andrea Gallina, Orsetta Giolo, Gustavo Gozzi, Serge Latouche, Predrag Matvejevič, Stefania Panebianco, Renata Pedicelli, Alessandra Persichetti, Lucia Re, Armando Salvatore, Gustavo Salvatore, Nour-eddine Saoudi, Lucia Sorbera, Danilo Zolo.

copertina

L'alternativa mediterranea

Cura: Franco  Cassano 
        Danilo  Zolo 
Collana: Campi del sapere
Pagine: 664
Prezzo: Euro 40,00
Compra il libro 
Spedizione gratis con 19 euro di spesa
 

In breve
Il Mediterraneo come crocevia di civiltà e possibile luogo di incontro e
dialogo tra Occidente e mondo islamico. Un tentativo concreto per
l’avvio di un processo di pacificazione basato sul rispetto e la
conoscenza reciproca.
Il libro
I contributi, tutti originali, nascono sotto questa insegna e sono il risultato di un dialogo già avviato.
Alcuni dei temi trattati: l’esportazione della democrazia, i media, l’associazionismo civile nel Mediterraneo arabo-islamico, la mobilità migratoria, l’assedio militare, la questione palestinese, i diritti delle donne e il femminismo islamico, la questione penitenziaria, Europa e mondo islamico, il costituzionalismo.
Alain de Benoist. Lei è stato l'architetto, insieme a Franco Cassano, di un libro collettivo di oltre 650 pagine intitolato L'alternativa mediterranea (1). Citando Peregrine Horden e Nicholas Purcell - che nella loro opera monumentale The Corrupting Sea. A Study of Mediterranean History (2000) scrivono: «l'unità e la coerenza dell'area mediterranea sono indiscutibili» - aggiungete: «"Unità" non significa uniformità culturale o monoteismo», ma al contrario «pluriverso». Nel corso della storia, dalle guerre di Atene contro Sparta o dal grande scisma d'Oriente alla divisione attuale dei paesi arabi, passando per le avventure coloniali francesi e britanniche, non è che il Mediterraneo sia sempre stato profondamente diviso? Aldilà dei conflitti di cui il Mediterraneo è stato testimone, secondo Lei, cosa crea questa unità mediterranea, sia a livello storico e geografico che a livello spirituale,ambientale o simbolico?
Danilo Zolo. Come è noto, un contributo di grande rilievo al dibattito sulla questione mediterranea, e quindi sull'unità del Mediterraneo, è stato offerto da Fernand Braudel. Ed è appunto al suo pensiero storiografico che si ispira il libro che Franco Cassano ed io abbiamo recentemente curato per l'Editore Feltrinelli. Mentre Henry Pirenne aveva elaborato lo schema della cesura dell'unità mediterranea a causa della conquista araba del Medio Oriente e dell'Africa del Nord, Braudel ha valorizzato il pluralismo delle fonti culturali che hanno dato vita alla civiltà mediterranea. È un fatto incontestabile che la tradizione greca e quella latina hanno interagito con la cultura ebraica e con il mondo arabo-islamico grazie, fra l'altro, alla feconda mediazione degli ebrei spagnoli e dei moriscos, rifugiati in massa nel Maghreb nel corso del Cinquecento. Contro gli stereotipi dell'egemonia greco-latina, dell'orientalismo e del razzismo coloniale, Braudel e la "scuola algerina" hanno rivalutato la cultura araba: il suo immaginarioartistico, la grande tradizione speculativa, medica e matematica. Come Peregrine Horden e Nicholas Purcell hanno più recentemente sostenuto nella scia della lezione di Braudel, c'è un elemento che dal punto di vista storico-ecologico unifica il Mediterraneo e lo distingue da ogni altra area geografica: è la rara coesistenza fra un ambiente naturale nel quale le comunicazioni umane si sono agevolmente sviluppate lungo le sponde marine e una topografia costituita da nuclei sociali di ridotte dimensioni, dislocati e frammentati lungo le coste e nelle isole. La singolarità orografica, il clima temperato e una vegetazione particolare - la vite, l'ulivo, gli agrumi - hanno fatto del Mediterraneo uno spazio ecologico che per millenni ha favorito, lungo tutte le sue sponde, la formazione e la stabilizzazione di strutture abitative, di colture rurali e di sistemi commerciali spazialmente dislocati e frammentati, ma nello stesso tempo in stretta comunicazione fra loro. L'intensità delle relazioni comunicative, dei travasi culturali, dei rapporti commerciali, degli incroci demografici e degli scambi più diversi, inclusi i conflitti, le guerre, le crociate e le scorrerie piratesche, hanno contribuito a forgiare una solida koiné culturale e civile. Lo sviluppo della cultura europea, a cominciare dalla eccezionale esperienza di Al-
Andalus, si è intrecciata con la tradizione coranica. Queste radici comuni non sono state divelte neppure dai più aspri antagonismi e hanno prodotto frutti ricchissimi. Basti pensare che l'area mediterranea vanta la più grande concentrazione artistica del  mondo. L'unità e la grandezza del Mediterraneo - questa è una delle tesi centrali del nostro libro su L'alternativa mediterranea - sta nella longevità del suo 'pluriverso' culturale che a rigore si è articolato non entro 'un mare', ma entro un 'complesso di mari'. E si è trattato, come ha scritto Braudel, di mari "ingombri di isole, tagliati da penisole, circondati da coste frastagliate [...] la cui vita si è mescolata alla terra e non è separabile dal mondo terrestre che l'avvolge". In questo senso il Mediterraneo ha preservato la sua unità in quanto 'mare fra le terre', resistendo alla sfida proveniente dai grandi spazi oceanici e continentali scoperti dai navigatori spagnoli e portoghesi. Si potrebbe dire, attualizzando, che le 'civiltà mediterranee' sono sopravissute resistendo all''atlantismo' americano. Ringraziamo l'editore per la pubblicazione. Un bel lib ro da leggere tutto!
Per molti europei il Mediterraneo è solo una frontiera da pattugliare.........

L'ALTERNATIVA MEDITERRANEA , SECONDA PARTE

continua l'itervista
Alain de Benoist. Nel suo libro L'occidentalisation du monde Serge Latouche, che ha contribuito anche al vostro volume, utilizza la parola «deculturazione» per descrivere il momento in cui il contatto tra culture «non si manifesta attraverso uno scambio equilibrato ma piuttosto attraverso un flusso massiccio a senso unico: la cultura che riceve è invasa, minacciata nella sua propria essenza e può essere considerata vittima di una vera e propria aggressione». Nel passato, l'espansione coloniale rappresentò un «flusso massiccio a senso unico», ma oggi è piuttosto il contrario. Sono le vecchie potenze coloniali che vivono con il sentimento di essere "invase" e «minacciate nella loro essenza». L'immigrazione massiccia con la quale gli Europei oggi si confrontano ha creato le condizioni possibili per la moltiplicazione veloce nei paesi occidentali di libri che puntano il dito non soltanto contro l'islamismo radicale ma anche contro l'Islam tout court. L'Europa si è rinchiusa in una posizione difensiva, avvertendo il mondo musulmano come una minaccia su tutti i fronti, sia interno che esterno. Un atteggiamento del genere non aiuta ovviamente alla realizzazione del parternariato euro-mediterraneo che voi vorreste vedere realizzato. Come analizza questa situazione? Come è possibile uscire dallo schema dello 'scontro di civiltà' e ricreare le condizioni propizie ad uno «scambio equilibrato»?
Danilo Zolo. Non direi in alcun modo che oggi assistiamo ad una inversione del fenomeno coloniale. Nell'Ottocento e nella prima metà del Novecento le armateeuropee hanno invaso e occupato il resto del mondo e in particolare i paesi africani e arabo-islamici, facendo strage di centinaia di migliaia di persone innocenti, distruggendo le strutture politiche ed economiche dei paesi aggrediti, e devastandone le culture e le tradizioni. Oggi - si sostiene - sarebbero le vecchie potenze coloniali ad essere investite da imponenti flussi migratori che l'Europa inevitabil-mente percepisce come una invasione coloniale in direzione inversa. Si tratta, a mio parere, di due fenomeni completamente diversi. Oggi il fenomeno coloniale è solo formalmente esaurito. In realtà, in particolare dopo il collasso dell'impero sovietico e l'emersione dello strapotere degli Stati Uniti d'America e dei suoi più stretti alleati europei, assistiamo a forme di neo-colonialismo particolarmente aggressivo che investono in particolare i paesi arabo-islamici. E questo accade nel contesto dei processi di globalizzazione che in larga parte coincidono con il progetto occidentale di egemonia globale sul piano economico, politico e militare. Lo Stato di Israele è l'architrave di questo colonialismo perdurante che occupa militarmente e domina un'area cruciale del Medio Oriente arabo-islamico. Nel frattempo sono i processi di globalizzazione economica guidati dalle massime potenze econo-miche del pianeta a produrre, con le crescenti sperequazioni economico-sociali che generano su scala planetaria, le grandi migrazioni verso Occidente. In questo senso il Mare mediterraneo, nelle condizioni in cui oggi si trova, è per un verso uno spazio neo-coloniale a disposizione delle grandi potenze occidentali per controllare militarmente l'intera area mediorientale, mesopotamica e centro-asiatica. Per un altro verso il Mediterraneo viene usato dall'Europa come barriera per contenere drasticamente i flussi migratori provenienti in larga parte dai paesi arabo-islamici della sponda sud-est. L'Occidente intero nega se stesso nel suo delirio di onnipotenza e fomenta il fenomeno del terrorismo islamico, mentre l'Europa percepisce i migranti - di cui peraltro ha un estremo bisogno - come "diversi", come nemici invasori, come quasi-terroristi. La sola risposta possibile a questo collasso è un'Europa meno occidentale e più "europea", meno asservita agli interessi degli Stati Uniti, pronta a un dialogo paritario con ilmondo islamico, capace di impostare la questione israelo-palestinese come un problema mediterraneo, attenta e partecipe alle imponenti novità che stanno investendo l'Asia orientale, a cominciare dal colosso cinese..........

mercoledì 3 agosto 2011

McAfee e il cyber-spionaggio lungo un lustro dal Blog "Punto Informatico"


La security enterprise statunitense dice di aver individuato la più lunga campagna di cyberattacchi mai scoperta. Un singolo gruppo (o un singolo individuo) ha rubato informazioni per anni a organizzazioni in ogni parte del mondo

Roma - McAfee ha tracciato i contorni di quella che è stata definita l'operazione "Shady RAT", ovvero una campagna di cyberattacchi che ha preso di mira ben 72 diverse organizzazioni e che si è protratta almeno per 5 anni. I cyber-spioni hanno rubato informazioni riservate e controllato server di ogni genere di soggetto - istituzionale, militare, aziendale e via elencando......clicca x art. int


orso castano : davvero singolare questo mondo occidentale , avvitato dentro le sue4 speculazioni che hanno provocato la sua crisi , che continua con descrizioni e linguaggi strani come "il debito sovrano" o aumento del debito pubblico, ecc. eppure ci sono realta' tragiche ed in fondo il tutto non e' poi cosi' strano , si tratta di speculazione sul piu' debole , fatta senza pieta', implacabile, insensibile verso i piu' deboli , gli ultimi della terra. Wall street , Douglass , l'atore disse che mentre girava il film provava nausea verso i personaggi che come attore rappresentava....c'e' speranza di cambiamento?





CATASTROFE UMANITARIA IN “corno d’Africa”

Nel cosiddetto “corno d’Africa” la situazione non è più sostenibile. 
Nessuno ne parlava, fino ai recenti appelli.Perché questa negligenza
da parte dei media internazionali? Forse siamo arrivati al punto in 
cui la morte di milioni di persone, soprattutto bambini, è diventata 
una triste abitudine, che non fa più notizia. Eppure siamo ancora in 
tanti a lavorare ogni giorno con impegno, per salvare vite in Somalia,
Kenya e Etiopia.La nostra associazione è attiva da oltre 40 anni 
nelle aree colpite dalla tremenda carestia. La situazione in Somalia 
sta precipitando. Sempre più famiglie stanno scappando a Mogadiscio 
e nelle aree circostanti, per trovare cibo e acqua.L’UNHCR parla di 4.800
persone accolte a luglio nel campo rifugiati di Dadaab nella parte
orientale del Kenya. Circa 1.000 persone sono accolte ogni giorno al 
campo di Doolow Ado, in Etiopia. Nel mese di giugno più di 54.000 persone sono fuggite in Etiopia e Kenia...............


martedì 2 agosto 2011

Il lavoro sporco di Nitto Palma, neoministro di Giustizia da spidertruman , blog


MERCOLEDÌ 27 LUGLIO 2011

Casomai non fosse chiaro a qualcuno il perchè della scelta di Nitto Palma e il lavoro che nei prossimi mesi il nuovo Guardasigilli si appresta a porre in essere.

Emendamento 1.01 (Nitto Palma)

       1. L'attività di indagine e l'azione penale relative a fatti di reato contestabili al Presidente della Repubblica, salvo quanto previsto dall'articolo 90 della Costituzione, ai componenti del Governo, ai parlamentari ed ai giudici costituzionali sono sospese fino alla cessazione della carica ricoperta
2. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 159 del codice penale e sono sospesi i termini previsti per le indagini preliminari.
3. Per i reati indicati nell'articolo 380 del codice di procedura penale l'autorità giudiziaria procedente dispone la revoca della sospensione di cui al primo comma su richiesta della Camera dei Deputati per i componenti del Governo non parlamentari, della Camera di appartenenza per i parlamentari e della Corte Costituzionale per i giudici costituzionali. La delibera relativa alla richiesta di revoca è immediatamente trasmessa all'autorità giudiziaria procedente.
4. In assenza della richiesta di cui al terzo comma non possono essere compiuti atti di indagine e quelli eventualmente compiuti sono inutilizzabili.
5. I processi in corso nei confronti dei soggetti indicati al primo comma sono sospesi. La sospensione può essere revocata secondo le modalità previste dal terzo comma.


Atto Camera n. 1235
XIV Legislatura
presentato il 16/07/2002, ritirato il 17/07/2002

http://legxiv.camera.it/_dati/leg14/lavori/bollet/200207/0717/html/0102/allegato.htm#20n1
Attuazione dell'articolo 68 della Costituzione  (RIPRISTINO DELLA PIENA IMMUNITA' PARLAMENTARE).

orso castano : ogni commento e' superfluo! ma quando andremo alle elezioni ! quando cominceranno le manifestazioni , democratiche ma diffuse in tutto il paese per far cadere un governo che ci sta affondando e che difende solo la casta , che avra' dirirtto alla pensione d'oro per aver fatto una sola , per cosi dire, "slegislatura"?

grid parity con il fossile , forse a presto.


“Il fotovoltaico fai da te fra due anni
sarà l’energia più conveniente” da "il fatto" del 8/5/2011
w la "grid parity"
Nessuno l’aveva previsto. Eppure, entro due anni, l’energia solare “fai da te” sarà più conveniente, anche senza incentivi: autoprodurre elettricità con pannelli fotovoltaici, specie nel Sud, costerà meno della bolletta dell’Enel. Si avvicina infatti la “grid parity”, la coincidenza tra il costo del chilowattora per autoconsumo, prodotto con panelli da 200 kW di picco (kWp), e quello dell’energia acquistabile dalla rete elettrica. A rivelarlo sono i calcoli eseguiti dal professor Arturo Lorenzoni del dipartimento di Ingegneria elettrica dell’università di Padova. Ma le buone notizie non si fermano qui: per Vishal Shah, analista di Wall Street, il settore solare vedrà nei prossimi anni una riduzione dei costi di un ulteriore
40%....................clicca x art

Psichiatria: LA SINDROME "TSUNAMI" DI CRISTINA BERGIA


orso castano: l'articolo e' interessante e conferma che le vittime dello tsunami soffrono come le vittime di guerra in mezzo alle bombe

Le persone che hanno vissuto un evento stressante di estrema gravità, indipendentemente dalla loro storia clinica, subiscono molti effetti negativi; quindi la causa primaria del disturbo post-traumatico da stress risiede nell’evento esterno, non nella persona........Credo per tale motivo, l’inclusione di questo criterio diagnostico non è stato risparmiato da critiche: “Perché molte persone che hanno vissuto esperienze traumatiche, eppure non hanno sviluppato il disturbo post-traumatico da stress?”. Shalev et al. (1996) dimostrarono, per esempio, che solo il 25% delle persone passate attraverso un evento traumatico, con conseguenti lesioni fisiche, aveva in seguito sviluppato il Ptsd. Altri studi dimostrarono che circa l’80% delle vittime di un evento erano riuscite a far fronte al trauma, mentre una minoranza che varia dal 10 al 30% sviluppava disturbi di lunga durata (Meichenbaum, 1994). L’evento in sé quindi non può essere l’unica causa del disturbo. Attualmente la ricerca sta studiando e ricercando i possibili fattori che possano distinguere gli individui che sviluppano il disturbo post-traumatico da stress da quelli che non lo sviluppano. ........Diverse teorie psicologiche e biologiche sono state avanzate per spiegare lo sviluppo del disturbo post-traumatico da stress: le teorie dell’apprendimento (vedi Fairbank et al., 1987; Keane et al.,1985), le teorie cognitivo-comportamentali (Chemtob et. al., 1988; Foa et al., 1986) le teorie psicodinamiche (Horowitz,1986; 1990).......fattori predittivi dello sviluppo del disturbo l’appartenenza al sesso femminile, la separazione dei genitori durante l’infanzia, la familiarità e la preesistenza di qualche disturbo psicologico (disturbo di panico, ossessivo-compulsivo, depressione)........L’evento traumatico viene rivissuto persistentemente con ricordi spiacevoli di quel momento che ricorrono in modo intrusivo nella nostra mente sotto forma di immagini, pensieri, o percezioni. Sogni spiacevoli fanno sì che l’evento da noi vissuto riaffiori e spesso la sensazione di rivivere l’esperienza, le illusioni, le allucinazioni ed episodi dissociativi ci inducono a credere ed agire come se l’episodio traumatico si stesse a noi ripresentando......Il rivivere l’esperienza traumatica è un aspetto di notevole importanza, in quanto probabile fonte delle altre categorie di sintomi; secondo alcune teorie ciò sarebbe la caratteristica centrale del disturbo (Foa et al., 1992; Horowitz, 1986),

ELOGIO DEL SINCRETISMO, tra l'oggi e l'escaton

..........Questa Chiesa "islamocristiana", prefigurata in Agar l'egiziana, è già una realtà destinata a manifestarsi al momento del compimento finale delle benedizioni divine per i figli d'Ismaele. Per ora si soffre la ferita della separazione, del muro dell'inimicizia ancora non del tutto abbattuto... e così spesso ricostruito anche a partire dal misconoscimento cristiano di Gesù nel suo desiderio d'unirsi ad ogni uomo, desiderio che abbiamo riscoperto nell'attitudine evangelica radicale di Charles de Foucauld. Questo muro di non riducibilità protegge l'Islam dall'assimilazione prematura che ne spegnerebbe il carisma, e protegge la Chiesa dalla tentazione imperialistica. Cosippure la separazione garantisce entrambe dalla tentazione di possedere il mondo ed impone un dialogo tra umili.Non nascondo il mio desiderio d'andare pellegrino alla Mecca e di tornare a Gerusalemme da lì, assieme ad i figli d'Ismaele, la Umma di Muhammad. Sia chiaro, non desidero alcun mimetismo, non cerco di creare una quinta colonna, un cristianesimo segreto ed infiltrato... Per un verso riconosco che il mistero di Gesù vive già efficacemente nel mondo religioso dell'Islam con Maria sua madre, e vedo che i musulmani sono di fatto in grado d'accettarmi così, monaco, discepolo di Gesù innamorato dell'Islam. Non che sia loro facile, ma vi intravvedono come l'annuncio d'una finale armonia in Dio. E noto che una certa evoluzione si annuncia nel pensiero e nel rapportarsi dei musulmani con i quali siamo in contatto... e quanto siamo cambiati noi! Non ci è parso d'aver perso Cristo ma piuttosto d'esserci persi per lui ed in lui.
E l'antica Chiesa d'Oriente I cristiani d'Oriente ci guardano perplessi ed il nostro stesso essere cristiani d'Oriente ci interpella. D'altronde anche il nostro ecumenismo, a Deir Mar Musa, è un po' sincretico, dobbiamo ammetterlo. Ma se è molto difficile per i più fare il salto che esige la scelta vocazionale d'impegnarsi in un progetto di vita di questo genere, è anche vero che cristiani di tutti i Riti dell'Oriente ci visitano e ci apprezzano. Questa Comunità monastica, restituendo restaurato e rinnovato un simbolo della priorità assoluta dell'esperienza mistica a questo Oriente tanto cristiano quanto musulmano, desidera reinventare quella positiva relazione che esistette tra i primi musulmani ed i monaci ai confini dei deserti d'Arabia. Il mondo tradizionale musulmano si è progressivamente arroccato nei secoli in una fissità ed impermeabilità che hanno reso la vita comune con gli ebrei e i cristiani sicuramente proficua sul piano culturale e sociale, ma non più in grado d'offrire nell'oggi risposte plausibili alle domande globali dei giovani. E quindi l'Islam tende o a ributtarsi indietro nella fissità ereditaria o a buttarsi fuori nel pentolone della melting-pot. Mentre i cristiani orientali non riescono ad uscire dalla logica della difesa identitaria per opposizione e separazione, la quale conduce oggi, è statistico, all'emigrazione o la cantonizzazione. I tentativi di proteggere se stessi, attraverso il favorire una società nazionale multiculturale e laica, non riescono ad invertire la tendenza, almeno per ora. A mio parere sono tentativi fallimentari fintanto che negano l'apporto originale dell'Islam al progetto di società comune e sono basati su un'artificiosa separazione tra sacro e profano dove in definitiva non c'è spazio per il riconoscimento dello statuto teologico dell'alterità..............


orso castano: l'ammirevole sforzo che in Antiochia, questi "frati" stanno facendo, usando l'ospitalita' e la parola , cosi' come il colloquioe l'ascolto , per  riconoscere le ragion dell'altro , e' forse l'unica speranza che rimane prima di un stupida guerra di religione che porterebbe solo morte e distruzione. Non foss'altro per questo e per il loro coraggo, non ostentato, umile, ma possiamo dirlo, grandioso, vanno indicati e resi noti. Bravissimi!!

Averoe'

VITA
Ibn-Rushd (1126-1198), meglio noto in Occidente col suo nome latinizzato di Averroè, nacque a Cordova, nella Spagna araba e fu l'ultimo e il più grande pensatore della tradizione islamica.
Nella seconda parte della sua vita si trasferì nel Marocco, dove divenne medico di corte ed esercitò uffici pubblici. Cadde però in disgrazia per le sue dottrine e dovette andare in esilio.
Le sue opere più importanti furono i commenti ad Aristotele, un commento all'Almagesto diTolomeo, il Liber universalis de medicina eDestructio destructionis, in cui si oppone al pensiero di Al-Ghazali.
[Scheda di Adriano Virgili]
PENSIERO
Averroè, da grande ammiratore e commentatore di Aristotele, è convinto che il pensiero aristotelico affermi in forma scientifica le stesse verità esposte nel Corano. Perciò sostiene, contro la posizione dei tradizionalisti religiosi come Al-Ghazali, l'estremo valore della filosofia e della scienza. Secondo Averroè il Corano contiene la religione perfetta, guida dell'umanità. Mentre però la gente comune deve attenersi al suo senso letterale, gli intellettuali possono decifrarne i simboli poetici, seguendone le "suggestioni". Vi sono quindi diversi mezzi per raggiungere la verità, che pure è una sola.Influenzato dall'islamismo, da Aristotele e da Plotino, Averroè concepisce tutto ciò che esiste secondo un rigoroso ordine gerarchico, al cui vertice è posto Dio. Dio però non crea il mondo: il mondo, il suo movimento e la materia sono infatti eterni.L'ordine della realtà si rispecchia nelle scienze, organizzate in un insieme armonico. L'ordine della scienza è generato nella luce di un'intelligenza originaria ed eterna, quella che Aristotele indicava come intelletto agente. All'azione di tale intelletto agente risponde nell'uomo un intelletto possibile, inteso come la capacità di trascendere la conoscenza sensibile per giungere all'universalità della scienza.A differenza di Aristotele, per Averroè anche l'intelletto possibile è eterno e separato dall'individualità dei singoli esseri razionali, esso infatti è la disposizione trasmessa dall'intelletto agente. L'anima propriamente individuale (che da Aristotele era stata suddivisa in vegetativa, sensitiva e intellettiva) è perciò mortale.

Strage Bologna: Fini, ricordare per difendere liberta' e legalita


 02 agosto

Roma, 2 ago. (Adnkronos) - ''In occasione del trentunesimo anniversario della efferata strage alla stazione di Bologna che ha provocato ottantacinque morti e oltre duecento feriti, sconvolgendo la coscienza civile e democratica della citta' e dell'intero Paese, desidero rivolgere alla memoria delle vittime, ai loro familiari e a tutti coloro che furono direttamente colpiti dal vile attentato il pensiero commosso e solidale mio personale e dell'intera Camera dei deputati. Ritengo che la determinazione con la quale Bologna ed i suoi cittadini ricordano ogni anno quel tragico 2 agosto 1980 costituisca un alto motivo di incitamento per tutti noi a difendere con convinzione e fermezza i valori di liberta' e di legalita' che sono alla base della nostra democrazia, contro ogni forma di fanatismo politico, di odio ideologico e di violenza terroristica". Lo scrive il presidente della Camera Gianfranco Fini, in un messaggio inviato al sindaco di Bologna, Virginio Merola, e al presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna, Paolo Bolognesi.
orso castano :
 l'evoluzioni del Presidente della Camera Fini e' da apprezzare con risalto!

lunedì 1 agosto 2011

da Google news


Un milione di robot entro il 2014 nella …

La Repubblica - ‎58 minuti fa‎
La Foxconn, che costruisce i dispositivi della Apple, di Amazon, Sony, Dell e altri giganti della tecnologia, annuncia di voler incrementare il numero di automi nelle sue fabbriche. Dai 10 mila di oggi a 300 mila l'anno per i prossimi tre anni. ...

Catene di montaggio Foxconn - Arrivano i robot

Hardware Station - ‎1 ora fa‎
Foxconn, il più grande produttore a livello mondiale per quel che riguarda informatica e dispositivi elettronici, ha deciso di attuare un piano di automazione per le proprie fabbriche attraverso l´introduzione di un milione di robot! ...


orso castano: lo sfruttamento della forza lavoro e' uguale in tutto il mondo e quando non se ne puo' piu' e non c'e' altra scelta c'e' il suicidio. Quindi la depressione puio' , anzi spesso e' solo la manifestazione delle difficolta' della via. Speriamo che cresca una psichiatria del disagio seria e che il web sia una cassa di risonanza in grado di connettere ed organizzare chi soffre. Ma occorre cambiare il web , renderlo piu' pubblico, piu' sovvenzionato dal servizio pubblico, il web come diritto alla comunicazione. Occorrera' un alunga lotta per questo.