martedì 30 agosto 2011

Gb, si pensa a visite mediche tramite Skype


da UNIVADIS del 30/8/2011  
Gb, si pensa a visite mediche tramite Skype
Roma, 29 ago. (Adnkronos Salute) - Visite mediche 'virtuali' grazie al software per computer e telefonini Skype: collegandosi col proprio 'camice bianco', lui dirà cosa fare in caso di blandi disturbi, oppure se è il caso di recarsi al suo studio. E' l'ipotesi al vaglio del Sistema sanitario nazionale britannico, come ha raccontato al 'Times' il direttore medico Bruce Keogh.Per Keogh il Nhs (National Health Service) d'Oltremanica ha bisogno di una svolta tecnologica, e i consulti on line sono il primo passo: "Aprirerebbero le porte a un servizio 24 ore su 24, sette giorni su sette - sottolinea - e abbatterebbero le barriere geografiche con cui molti pazienti devono fare i conti. Ma ci vorrà del tempo prima che ci si possa avvalere delle ultimissime tecnologie disponibili". L'idea è stata accolta con 'riserva' dalle associazioni di pazienti e di medici: secondo Katherine Murphy, chief executive di Patients Association, la proposta andrebbe inserita nel "giusto quadro. Se si soffre di un rash cutaneo e lo si mostra tramite telefonino o computer al proprio medico, lui potrà dirci cosa fare, se andare all'ospedale o meno. Ma questa opzione non deve diventare un modo per ridurre il tempo che i medici dedicano ai propri pazienti"
orso castano :l'idea sicuramente innovativa, idea e' sicuramente molto interessante , ovviamente vanno id    attentamente valutate le patologie ed il momento del trattamento (se si tratta di chiedere precisazioni su una terapia, se si tratta di verificare il funzionamento o meno di alcune particolari terapie, o colloqui psichiatrici per disturbi minori  che richiedono  prevalentemente colloqui di sostegno, ecc) . Insomma bisogna valutare caso per caso e , sopratutto, come giustamente dice l'articolo "questa opzione non deve diventare un modo per ridurre il tempo che i medici dedicano ai propri pazienti" anzi direi il contrario

domenica 28 agosto 2011

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domenica 21 agosto 2011

DISOCCUPAZIONE. Secondo Unioncamere il 2011 si chiuderà con lo 0,7 per cento di posti in meno.

Più di duecento richieste per un posto da vigile urbano ad Opera. Non sono solo i giovani del paesino dell’hinterland milanese a voler concorrere, le domande provengono da tutta Italia. Ormai siamo abituati a questo genere di notizie e sembra che dovremo farci il callo, dato che secondo Unioncamere il 2011 si chiuderà con una perdita di 88mila posti, pari allo 0,7 per cento del lavoro dipendente. Dai dati Censis Unipol emerge che, tra le famiglie di under 35 , solo 3 su 10 riescono a risparmiare. clicca su titolo

ecoraccolta : si puo' fare


Raccolta differenziata: in Norvegia i rifiuti si vendono al supermercato , clicca su titolo

sabato 20 agosto 2011

da Valigia blu'. Anna Hazare: digiuno, facebook e twitter. Il nuovo Gandhi ai tempi dei social network


"Il sogno dell'India come una nazione forte non si realizzerà senza villaggi autosufficienti, questo si può ottenere solo con l'impegno sociale e il coinvolgimento dell'uomo comune." (A. Hazare) ANNA HAZARE ha 73 anni. I suoi seguaci lo chiamano il "secondo Gandhi". L'attivista non-violento, che ha creato uno dei più vasti movimenti di protesta dai tempi dell'indipendenza dell'India, porta avanti la sua lotta alla corruzione con lo sciopero della fame. Ma India contro la corruzione è un movimento potentissimo anche sui social media. Soprattutto su facebook e twitter. La corruzione in India e la protesta di Hazare La corruzione in India è a tutti i livelli, politici e burocratici. Soffoca il Paese da anni, è dal 1968 che si cerca di dare vita inutilmente a un'agenzia anti-corruzione. Un terzo dei parlamentari è incriminato (ricorda qualcosa?). E dopo anni di immobilismo e di rassegnazione, Hazare è riuscito mettere in moto le proteste. Prima la rete con il sito I PAID A BRIBE (ho pagato una mazzetta) in cui si invitano le persone a denunciare tentativi di corruzione. "Poi, - come ha scritto VALERIA FRASCHETTI su Repubblica - con la mobilitazione di piazza, di cui Harare era destinato a essere il leader naturale. Attivista di lungo corso di formazione gandhiana, famoso per aver trasformato un villaggio del suo Stato, il Maharashtra, in una comunità ecosostenibile modello, nel suo curriculum vanta una ventina di anni dedicati a lottare contro casi di corruzione locali. Finché ad aprile ha portato la sua crociata a Nuova Delhi e iniziato il suo primo sciopero della fame per chiedere la creazione del "Lockpal", sorta di super-garante indipendente che vigili e giudichi sulla corruzione. La protesta s'è conclusa dopo 100 ore con la clamorosa capitolazione del governo, che ha acconsentito alla creazione di una commissione che redigesse la legge. Solo che, quando qualche settimana fa il testo è stato reso pubblico, non è affatto piaciuto ad Hazare e al suo popolo". Il 16 agosto Hazare è così tornato in piazza e, dopo aver rifiutato le condizioni della polizia, che imponevano un digiuno limitato a tre giorni e un numero chiuso di 5 mila persone nel parco dove si doveva tenere la protesta, è stato arrestato. Da poche ore il nuovo Gandhi HA LASCIATO LA PRIGIONE e sta per iniziare il digiuno pubblico di 15 giorni. Quanto è potente Hazare su facebook e twitter? Il sito AFAQS ha decodificato il potere di Hazare e del movimento India Against Corruption sui social media. Su facebook sono nate negli ultimi mesi più di 150 pagine relative a "Anna Hazare"e "India Against Corruption" . A quanto pare le pagine non sono state create dal team ufficiale di Hazare ma da "fan" che sostengono la causa. Per esempio una delle pagine "JOIN ANNA HAZARE'S FAST TO BRING THE JAN LOKPAL BILL" creata da un utente di Mumbai ha più di 38mila iscritti. La pagina ufficiale INDIA AGAINST CORRUPTION ha oltre 378mila fan con oltre 60mila iscritti negli ultimi 17 giorni. I dati analizzati da BUZZREF.COM sono molto indicativi: la pagina ha ottenuto oltre 71mila mi piace e 13mila commenti per soli 170 post pubblicati nel mese di agosto. Il sito mette a confronto questi dati con quelli di MTV India, che ha 2,9 milioni di fan e ha ricevuto nello stesso periodo 21mila like per 59 post. Il potere 2.0 di Hazare è evidente anche su twitter. Tantissimi utenti hanno inviato messaggi di solidarietà ad Hazare. Negli ultimi due giorni gli argomenti più discussi su twitter in India sono stati: 'Anna Hazare' e 'Jan Lokpal'. L'hashtag #isupportannahazare è stato quello più usato il 17 agosto con oltre 8000 tweet. Più di 9000 tweet hanno usato l'hashtag #Janlokpal tra il 16 e il 17 agosto. Secondo Topsy.com, circa 15.000 tweet che citano Anna Hazare sono stati pubblicati negli ultimi due giorni. La forza dell'account twitter ufficiale del movimento @Janlokpal è aumentata notevolmente negli ultimi due giorni. Il punteggio KLOUT di @janlokpal è salito da 68 a 74 dal 15 al 17 agosto; è grande punteggio, se si considerano i punteggi Klout di alcuni tra gli account più influenti in India su Twitter, come quello del Dalai Lama @DalaiLama che è 86. E non sono solo persone comuni che twittano a sostegno di Anna, ma anche persone influenti, come Anupam Kher (@AnupamPkher, Klout 78), Shekhar Kapur (@shekharkapur, Klout 72), stanno contribuendo con i loro post ad accrescere il potere di Anna sui social media. Dunque è evidente che il movimento sta acquisendo sempre più forza anche in rete. Ma come sempre quello che conta in rete e fuori la rete è la credibilità. E la storia di Hazare parla da sola. Arianna Ciccone @valigia blu - riproduzione consigliataanna-hazare.jpg

venerdì 19 agosto 2011

Si puo' fare : Sperimentata con successo la batteria semisolida a ricarica rapida di Simone/ costruita in Crimea il + grande fotovoltaico del mondo


orso castano : si puo' fare, se lo si vuole. Lentamente , ma inesorabilmente stiamo andando verso una nuova concezione dell'uomo inserito in un'ecosistema piu' rispettoso della vita e della salute. Valori preziosi!!


+++++Un team di ricercatori americani appartenenti al Massachusetts Institute of Technology (MIT) ha infatti realizzato un nuovo modello di batteria più leggera, economica e rapida da ricaricare che, secondo i primi test, potrebbe realmente trasformare il settore dei veicoli elettrici. Il nuovo sistema è basato sulla tecnologia delle batterie di flusso, composte cioè da sostanze liquide.


La novità consiste nel fatto che si avrebbe una densità energetica dieci volte maggiore, grazie a un’innovazione fondamentale: la struttura liquida della batteria di flusso è infatti stata combinata con la tecnologia delle normali batterie solide a ioni di litio; in sostanza si tratta di un mix fra due elettroliti diversi il cui risultato, chiamato batteria di flusso semisolida, è quello di avere delle particelle solide sospese nel liquido.
Quali i vantaggi? In sostanza per ricaricare questo tipo di batterie, è sufficiente sostituire i liquidi; per cui si tratta di un’operazione che potrebbe richiedere pochi minuti.

L'Istituto nazionale per il Commercio Estero e' stato soppresso con Decreto Legge n.98 del 6 luglio 2011, articolo 14 commi 17-27. Convertito in Legge n. 111 del 15 Luglio 2011

orso castano: bambino ed acqua sporca, tutto via , al water, tanto si accorpa in pachidermici enti per risparmiare . Funzioneranno ? dubitiamo.
  • PERCHE' IL PAESE SAPPIA
  • Sopprimere l’eccellenza : l’I.C.E.: “best practice” della P.A.           Ai primi posti per qualità ed efficienza secondo la legge del Ministro Brunetta.   Nel dicembre 2010 la CIVIT “Commissione indipendente per la valutazione delle pubbliche amministrazioni” prevista dalla legge  Brunetta ... 
    Inviato in data 12/ago/2011 04:42 da SostienIce SostienIce
  • A rischio il master e i corsi per giovani e imprese           Il 90% dei partecipanti occupati nelle imprese export, consorzi e associazioni produttive.   «Senza l’aiuto economico e la borsa di studio data dall’Ice, molti di noi non avrebbero... 
    Inviato in data 12/ago/2011 04:39 da SostienIce SostienIce
ON AGOSTO - 10 - 2011
Uno dei provvedimenti che hanno destato maggiori perplessità nella politica di risanamento finanziario adottata dal Governo è stato sicuramente la soppressione dell’Ice, l’Istituto per il commercio estero, avvenuta in finanziaria mediante il decreto 98  del 6 luglio 2011 convertito nella legge 111/11. La ragione è semplice. Razionalmente si presuppone che un ente pubblico venga eliminato quando: a) determina incisivi tagli di spesa; b) ha una scarsa consistenza; c) viene ritenuto inutile dai potenziali beneficiari; d) incide scarsamente sull’economia nazionale; e) può essere facilmente integrato. Vediamo se è questo il caso il caso dell’ICE.
<strong>Risparmi</strong>. L’aspetto ‘risparmio’ si trova al primo punto perché formalmente è la ragione madre della soppressione dell’Ice. Ebbene, da diversi anni in perfetta controtendenza con quanto sta avvenendo, ad esempio in Francia, Germania e Inghilterra, l’Italia ha sempre diminuito i contributi all’Agenzia nazionale che sostiene l’export. Attualmente questo contributo si aggira sui 110 milioni di euro all’anno, comprensivi dei costi di personale e di gestione delle sedi in Italia e all’estero. Saranno milioni risparmiati? Difficile immaginarlo. Il personale (circa 700) continuerà ad essere pagato presso altri ministeri e anche i costi della sede centrale (che probabilmente verrà assorbito dal Ministero per lo sviluppo economico) continueranno ad essere gli stessi. Si risparmierà sicuramente sugli uffici in Italia e all’estero. Ma in compenso si perderanno gli oltre 50 milioni di contributi che l’Ice riscuote annualmente dalle aziende private per i servizi prestati. Non occorre a questo punto essere un esperto ragioniere per rendersi conto che nell’ambito di un manovra di 48 miliardi forse gli unici veri risparmi si avranno con i 48 precari licenziati (alcuni avevano appena superato un concorso durato un anno).
<strong>Consistenza</strong>. L’Ice è stato fondato nel lontano 1926. Il suo ruolo nell’ambito del commercio estero italiano è cresciuto sensibilmente nel corso degli anni. Nel 2010 hanno partecipato alle iniziative dell’Istituto poco meno di 20 mila aziende: circa 7 mila hanno beneficiato di servizi personalizzati (informazione, assistenza e consulenza gratuiti) e 2.300 di servizi a pagamento. Sono state ben 7171 le iniziative promozionali in 74 Paesi per 80 settori merceologici che hanno prodotto oltre 40 mila incontri tra aziende italiane e controparti estere. Fino a poco tempo fa l’Ice vantava 115 unità operative in 88 paesi: una cifra che è scesa a 92 con la chiusura di importanti sedi come Praga, Amsterdam, Bratislava, Dublino, Manila e Lisbona. Gli uffici regionali sono 17 uffici.
<strong>Beneficiari</strong>. E’ forse il punto centrale. Cosa ne pensano i potenziali beneficiari dell’Ice? Praticamente c’è stata una levata di scudi da parte di moltissime categorie e associazioni, dalla Confindustria alla CNA (artigiani), alla Confapi (piccoli industriali) , allo SIMI (Sistema moda), all’Acimit (macchine tessili), Federmeccanica, Acimit (macchine tessili), Assovini, all’Anica (cinematografia), ecc. Tutti sembrano concordi nel sostenere che verrà a mancare in Italia un vero punto di riferimento per le attività all’estero. Del resto è sufficiente ricordare già nelle prossime settimane sono ad alto rischio la Fiera della moda di Mosca (200 aziende), la Fiera agro alimentare di Colonia (270 aziende e 13 organismi associativi), diverse iniziative in Brasile e Germania che dovrebbero coinvolgere oltre 600 aziende, nonché la importante Fiera delle macchine tessili di Barcellona (400 aziende).
<strong>Economia nazionale</strong>. Ma l’Ice interessa solo gli esportatori (che, comunque, sono oltre 200 mila) o può essere considerato un Istituto di interesse nazionale? La risposta sembra ovvia se prendiamo in considerazione il peso del commercio estero sul Pil che è del 53,9% (export, import e servizi). Per la cronaca il 69,3 %  del commercio estero italiano riguarda l’Europa mentre i primi 5 mercati extra UE sono Cina, Turchia, Russia, Giappone e Brasile. In parole povere, l’economia italiana nel suo complesso dipende moltissimo dal commercio estero ma nonostante ciò è deciso di tagliare la sua struttura pubblica che promuove l’export (e che, anche attraverso l’indotto), garantisce milioni di posti di lavoro.
<strong>Procedura di sostituzione</strong>. In questo caso la domanda è: Chiudere l’Ice per fare che? Purtroppo non ci è stato possibile avere una risposta sicura e coerente.

mercoledì 17 agosto 2011

La concezione della morte nella cultura africana e il dramma di Lampedusa (la dolorosa morte degli immigrati africani) di Jean-Pierre


orso castano :si lo so la lettera e' lunga , ma va pubblicata lo stesso e va letta, gli esseri umani dei barconi africani soffrono e piangono come gli italiani piu' poveri e sfortunati.Se esiste una parola che e' come una pietra milare  eredita' del vangelo , bene questa e' la parola "fratello". Purtroppo bistrattata, logora, dimenticata e calpestata. Tocca gridarla forte e sempre perche' dobbiamo "restare umani"



"Ho pensato di fare una breve riflessione sul senso e il significato della morte nella cultura africana prendendo spunti da quello che sta succedendo nel Mediterraneo in questi anni e in questi giorni: La terribile morte dei miei connazionali dell’Africa subsahariana. Ma la Morte per un africano cos’è?Ho potuto raccogliere qui a Verona la testimonianza di diversi immigrati africani dell’Africa Nera arrivati da Lampedusa nei centri di accoglienza della nostra città, nonché quello del vice parroco di Lampedusa don Vincent d’origine tanzaniana che era passato a visitarmi. Due delle numerose testimonianze ascoltate mi hanno particolarmente toccate. Sono quelle di Tairou e di Soko. Due giovani di robusta costituzione fisica che mi raccontano che eranno arrivati in Libia dopo un lungo attraversamento dei paesi africani come la Nigeria, il Niger, il Ciad prima e il deserto del Sahara dopo. Tairou viene dal Togo, mentre Soko dal Ghana, ma entrambi uniti dallo stesso sogno: Uscire dalla miseria economica e dalla dittatura/violenza politica in cui versano i loro paesi e arrivare finalmente in Europa per trovarvi una migliore condizione di vita attraverso il lavoro, ogni genere di lavor, a costo di dormire sotto i ponti e nelle case dirocate. Per questi due giovani l’Europa non è un miraggio, ma rappresenta un ‘opportunità come avevano letto nei libri di testo nelle scuole elementari e medie che hanno avuto la chance di frequentare.
Tairou e Soko mi hanno messo in condizione di capire attraverso i loro racconti la dura vita che conducono gli africani subsahariani in Libia soprattutto nell’ambito di lavoro nei campi dove vengono impiegati con uan misera paga che non gli permetteva nemmeno di acquistare una sigaretta e meno meno una scheda telefonica per chiamare i parenti laggiù e nella società libica in genere, dove i neri non  ben visti. Una vita dura piena di insidie, di rischi legati proprio alle condizioni stessa di lavoro senza alcuna tutela sindacale, con misere paghe e con una vistosa mancanza di sicurezza. Questi lavoratori dell’Africa subsahariani sono quotidianamente alla preda dei caporali e dei ricconi  libici.
Con lo scopio della guerra in Libia aveva due soluzioni davanti agli occhi:  tornare in Africa Nera che avevano lasciato qualche anno o mese prima o avventurarsi con dei mezzi di fortuna (barconi, zattere, vecchie navi guidate da qualche passeur con scarsi mezzi di navigazione, incompetenti nella guida di tali mezzi). Una scommessa fatta da altri d’origine africana,  come dei senegalesi, ivoiriani, nigeriani, ghanesi, sudanesi, eritrei, etiopi, nigerini, burkinabè ecc.. Arrivo al punto che mi interessa sottolineare oggi in quest’articolo: Il viaggio di questi africani in compagnia della sorella Morte. La morte è la costante di questo lungo viaggio prima dai paesi d’origine e poi dalla Libia verso le coste italiane e in particolare modo verso il porto di Lampedusa, pi’ vicino alla Libia (90 km) che non dalla terra ferma italiana (Porto di Empedocle 120 km). I nostri narratori Tairou e Soko mi raccontano il fatto che già prima di salire sulla loro nave di fortuna, accanto a loro c’erano alcuni soccoritori (non libici, ma africani neri) che tiravano fuori dall’acqua sottostante alcuni corpi senza vita. Una vecchia nave si era sfraccellata causando molte vittime tra cui bambini e molte donne. Corpi come degli stracci vengono innalzati e riportati sulla terra ferma. Corpi che rimarranno senza alcuna sepoltura, al massimo vengono portati lontano per una fossa comune, senza menzione di nome, né della provenienza. Sepoltura senza cerimonie e senza riti degni tale nome.  Mentre erano sulla nave verso l’Italia, Tairou e Soko notano continuamente sull’acqua del mare corpi galleggianti e i loro cuore batteva a mille, sapendo che i loro stessi corpi possono trasformarsi da vivi a galleggianti se la loro nave dovesse fare qualche scherzo percorso facendo. E allora, per i miei connazionali africani cosa rappresenta la MORTE che li accompagna in questo lungo e tremendo  viaggio? Come la guardano in quanto africani con una propria Weltanschaung questa tremenda realtà? E’ la stessa domanda che ho potuto porre a Tairou e a Soko quando hanno concluso i loro racconti fatti da parole e profondi silenzi che significano mancanza di lessico o di vocabolario adeguati per dire…tutto…quello che “abbiamo vissuto, subito e visto”. Mi hanno detto due cose li ha invasi nell’animo: La paura e la Fragilità. Quindi per loro la morte è rappresentata da queste due cose: paura e fragilità. Che cos’è in realtà la morte per la cultura africana e come viene accolta dall’inviduo e dalla sua comunità di appartenenza. Da notare che l’inviduo e la comunità sono in perfetta simbiosi. Non esiste l’uno senza l’altra e vice versa (svilupperemo questo concetto in altre occasioni). La morte è concepita nella cultura africana come una realtà vivente, che puo’ rendere visita in qualsiasi momento dell’esistenza. Tra la morte e la vita non c’è un confine ben definito e netto. Entrambe rendono visita ad ogni creatura del Cosmo, e ne hanno diritto. La morte nella cultura africana subsahariana non la finitudine, l’assenza definitiva e nemmeno un entità che viene a rapire un membro della comunità dei viventi visibili. Essa, la morte non è inoltre concepita come un gigantesco braccio “armato” che distrugge le potenzialità e le energie che la Madre-Natura ha fornito alle persone per vivere, per crescere, per procreare o perpetuarsi o per realizzare i loro talenti e doni della natura stessa. Tanto che si dice comunemente nella tradizione africana che chi ama la vita, deve accettare che la sua vita conviva con la morte. La morte stessa è vista come un veicolo necessario su cui ogni persona deve salire per entrare definitivamente nella grande comunità che è  la Comunità dei Viventi Invisibili dove continuano a vivere e a intercedere per ogni donna e uomo i testimoni intramontabili: gli  ANTENATI. 
Naturalmente anche in Africa quando scompare una persona, c’è la tristezza, il dolore di un “incomprensibile distacco”, una sentita assenza di una persona cara a tutta la Comunità dei Viventi Visibili. Si piange per l’ assenza e  il vuoto che questa persona lascia,  si cerca perciò di avvolgere i suoi cari, parenti, moglie o mogli ( se è poligamo), i figli del calore necessario che li possa  ad elaborare con serenità e pace  il lutto. Si dice inoltre che se “l’assente” o il “tromegbe” (chi ha girato le spalle) l’espressione degli Ewe del golfo della Guinea per dire che uno è deceduto è sereno, tutta la comunità che lo rimpiange ritrova pace e serenità. Alcune espressioni linguistiche africane parlano anche del defunto come chi è “rientrato alle origini” o chi è “ritornato a casa di pace in compagnia delle madri e dei padri della storia delle origini e del futuro”, altre espressioni sono anche del tipo “il messaggero portatore di eventi e fatti agli antenati”. Al defunto non si dice maiAddio, ma solo e semplicemente  Arrivederci qui e là! (nelle due comunità).

lunedì 15 agosto 2011

La ricerca italiana non sta tanto male nel mondo

Col suo recente rapporto Knowledge, networks and nations. Global scientific collaboration in the 21st  century, la Royal Society di Londra ci mostra quanto sia cambiato il “modo di lavorare degli scienziati” negli ultimi anni e quanto sia spiccato il processo di internazionalizzazione della loro attività. È un rapporto che riguarda, letteralmente, il mondo della ricerca e la sua recente evoluzione. Caratterizzata, come abbiamo già avuto modo di ricordare, da una crescita enorme di risorse umane e finanziarie; da uno sviluppo della ricerca in paesi a economia emergente soprattutto (ma non solo) in Asia; da un forte processo di integrazione, con netto incremento delle ricerche condotte da team internazionali..................E cosa ci dice? Beh, che l’Italia, almeno in termini quantitativi, ha retto bene al processo di rapida globalizzazione della ricerca. Meglio di tanti altri paesi. Prendiamo, per esempio, la produttività scientifica. In pochi anni, dal 2002 al 2007, il numero annuo di articoli scientifici con peer review nel mondo è aumentato del 50% (da 1,09 milioni a 1,58 milioni), grazie al lavoro di un numero accresciuto di scienziati (tra il 2002 e il 2007 i ricercatori “full time” nel mondo sono aumentati del 25%, passando da 5,7 a 7,1 milioni). La crescita dei ricercatori è avvenuta soprattutto nei paesi a economia emergente. Cosicché molti paesi di antica tradizione scientifica hanno perduto peso relativo.

orso castano: valutare l'impatto della ricerca sul mondo del lavoro e' complesso. La ricerca che produce ricerca , cioe' carta che serve ai ricercatori per psudotitoli, ma che rimane inutilizzata dalle aziende  NON SERVE.  Sopratutto in un momento come questo quando la globalizzazione rende la competitivita' piu' forte ed agguerrita e formare squadre affiatate e combattive che puntino allo sviluppo competitivo dei prodotti e quindi dell'economia e' cosa vitale. Dovrebbe essere questo il parametro con cui giudicare l'importanza delle varie ricerche che nobn devono servire solo a far carriera ma a far sviluppare ed in fretta l'economia.

Crisi: ripartire dalla formazione per uscirne , da scienza inrete , blog , clicca

......(stralcio) intervista con 
Patrizio Bianchi, ex rettore dell’Università di Ferrara e attuale Assessore alla scuola, formazione professionale, università, ricerca e lavoro della regione Emilia-Romagna
...........Da dove ripartire, allora? Saranno necessarie misure urgenti in diversi campi: dalle infrastrutture all’edilizia, dalle piccole e medie imprese al terzo settore. Eppure, nel caso in cui questi interventi venissero presi in considerazione non è detto che siano in grado di sostenere da soli la crescita; sembra che dal dibattito pubblico che si è scatenato in seguito all’approvazione della manovra ci sia una grande esclusa. Nell’attuale “era della conoscenza”, la competitività di una nazione su scala mondiale si gioca soprattutto sulla capacità di rispondere in modo efficace alla crescente domanda di prodotti e servizi ad alto contenuto intellettuale. Ora più che mai è necessaria una strategia di ampio respiro sulla formazione in grado di trascinare il nostro Paese, nel lungo termine, verso la tanto auspicata crescita. La questione di fondo è che, forse, il rinnovamento dell’istruzione universitaria non potrà più essere demandato solo a contrastate riforme del sistema che non considerino il “capitale umano” proveniente dagli atenei italiani come la chiave di volta per uscire dalla crisi. Certo, questo argomento non sarà gradito a tutti quei commentatori, politici in testa, che hanno sparato a zero sul mondo universitario e sulla ricerca nel nostro Paese, bollandole come sprecone e poco competitive. Le mele marce si trovano un po’ ovunque e applicare “la legge del taglione” all’intero comparto......
I: Il mercato del lavoro che ha appena citato sembra non dialogare con il mondo universitario, tant’è che, secondo i dati Almalaurea, il 17% dei laureati, ad un anno dal conseguimento del titolo, non riesce a trovare un impiego. Questa cifra è imputabile a  una crescita economica che stenta a decollare oppure ad un rapporto sbagliato tra domanda e offerta? 
P.B.: Direi ad entrambi i fattori........



domenica 14 agosto 2011

Cos'e' l'Empatia

Martin Heiddeger , il filosofo dell\Martin Heiddeger , il filosofo dell'empatia

Jeremy Rifkin l\Rifkin : l'empatia ci salvera'?

modificare i modelli educativi , imparare ad imparareimparare ad imparare



Jeremy Rifkin sull\sempre Rifkin : empatia


Telecom Italia cede Loquendo al gruppo Nuance

orso castano : un altro pezzo dell'industria tecnologicamente avanzata vacia da Torino? Riuscira' Fassino a frenare l'emorragia?............Loquendo, azienda torinese che conta 100 dipendenti, è uno spin-off nato nel 2001 dal centro di ricerca Telecom Italia Labs. Secondo quanto indicato da Telecom, Nuance ha assunto «l'impegno contrattuale a mantenere la sede di Loquendo a Torino» dove intende creare «un centro di ricerca di eccellenza nello sviluppo di soluzioni per le tecnologie vocali a livello mondiale».

Napolitano, "Ora confronto aperto in Parlamento"

Il presidente della Repubblica Giorgio NapolitanoIl presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato il decreto sulla manovra approvata dal Consiglio dei ministri, sottolineando la necessita' di un confronto aperto in Parlamento e sul piano sociale con la responsabilita' che l'attuale delicato momento richiede......
orso castano : un vecchio comunista, europeista, rispettoso della costituzione : una vera e preziosa fortuna.

sabato 13 agosto 2011

Crisi: Camusso, chi è più ricco deve pagare di più. La CGIL non starà ferma

......Società italiana depressa. Ma, secondo voi del sindacato, a che punto siamo del precipizio?
«Bisogna sempre considerare che in Italia resiste un sistema manifatturiero, solido, che esporta, che ha consentito la modesta crescita di questi anni. Altro punto di forza: il risparmio privato, alto, sicuramente, una diga che ha messo al riparo famiglie e soprattutto figli. Sono condizioni che avrebbero potuto permetterci di reagire prima e meglio degli altri. Invece siamo qui, affaticati, spaventati, in attesa ancora, traditi da tre anni di promesse e di annunci fantasiosi, tante parole a vuoto sulla crisi che non c’è e nessuna politica di sviluppo».......Tremonti ha aggiunto qualcosa a proposito di licenziamenti.
«Testualmente: diritto di licenziare. Un salto di qualità, dopo che i governi di destra hanno moltiplicato nel lavoro le figure precarie, rendendo difficile l’aumento o almeno la difesa della qualità del nostro sistema produttivo, che avrebbe bisogno di tanta professionalità».
E sulle tasse?
«Niente che faccia pensare a una seria azione contro l’evasione fiscale. Annunci e basta. Mentre una politica antievasione servirebbe non solo a far l’emergere il sommerso, a colpire la criminalità, ma diventerebbe condizione favorevole di dinamismo, di una competizione reale, frenata invece da clientele, favori, taglieggiamenti».....
..

arte tedesca , 1869-1860 , Ernst Liebermann





UNA ITALO-SIRIANA RACCONTA I BLOGGER DEL CAIRO, FACEBOOK DIFFUSO IN EGITTO PRIMA CHE IN EUROPA.




Una ragazza italo-siriana racconta a Doha i blogger egiziani.
 Una triangolazione che racconta la relazione fra attivismo politico e web attraverso il documentario “Cairo Downtown” scelto da Aljazeera per aprire la Settima edizione dell’Aljazeera Documentary Film Festival.

Carolina Popolani era ad Alessandria d’Egitto nel 2007 quando ha incontrato Shahinaz Abdel Salam, il blogger al centro del documentario “Cairo Downtown”. Da qui inizia il racconto del mondo dei blogger egiziani, i maestri, insieme agli iraniani, dell’attivismo politico online.
Nel 2007 Facebook era ancora una novità in molti paesi europei. In Egitto invece Wael Abbas aveva già postato centinaia di video sul suo canale su Youtube, soprattutto documenti amatoriali che gli mandava la gente comune che non aveva il coraggio di esporsi. Nel 2006 era stato pubblicato così il video di un poliziotto egiziano che sodomizzava un detenuto e si filmava per umiliarlo ulteriormente, minacciandolo di inviare le riprese alla sua famiglia. Da qui è cominciato tutto. “È nato come un movimento spontaneo” spiega Popolani "lo sciopero del 6 aprile in Egitto è stato indetto dai blogger”.............
Carolina Popolani era ad Alessandria d’Egitto nel 2007 quando ha incontrato Shahinaz Abdel Salam, il blogger al centro del documentario “Cairo Downtown”. Da qui inizia il racconto del mondo dei blogger egiziani, i maestri, insieme agli iraniani, dell’attivismo politico online. Nel 2007 Facebook era ancora una novità in molti paesi europei. In Egitto invece Wael Abbas aveva già postato centinaia di video sul suo canale su Youtube, soprattutto documenti amatoriali che gli mandava la gente comune che non aveva il coraggio di esporsi. Nel 2006 era stato pubblicato così il video di un poliziotto egiziano che sodomizzava un detenuto e si filmava per umiliarlo ulteriormente, minacciandolo di inviare le riprese alla sua famiglia. Da qui è cominciato tutto. “È nato come un movimento spontaneo” spiega Popolani "lo sciopero del 6 aprile in Egitto è stato indetto dai blogger”.............

orso castano : corruzione a gogo' , violenze + ricatti usando i filmati delle violenze stesse, da qui' gli egiziani sono partiti per combattere per la liberta' ed i diritti civili. La rete ha fatto da amplificatore e coagulatore delle lotte. Credo che gli egiziani sappiano bene cosa vuol dire un paese libero nei diritti civili. Lo dovrebbero spiegare agli occidentali, a chi guarda i barconi carichi din profughi e disperazione come rompiscatole. Ame certi racconti ricordano "sequesto e' un uomo" del compianto (mai abbastanza) Primo Levi.

Grafene: la futura promessa dell'elettronica

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Si tratta di un sottilissimo strato di carbonio dello spessore pari ad un atomo, un singolo strato di grafite. Le predizioni teoriche sul comportamento di questa membrana bidimensionale suggerirebbero la difficoltà di resistenza al calore, mentre nella pratica è un quasi impercettibile movimento oscillatorio che le consente di mantenere la compattezza della struttura cristallina. Resistenza più alta delle leghe metalliche, conducibilità termica e durezza migliore del diamante, impermeabilità e trasparenza sono tra i vantaggi del derivato della grafite. Il carbonio 6C è un elemento capace di cristallizzare in diverse forme, ciascuna con proprietà fisiche differenti - il diamante, ad esempio, un isolante trasparente o la grafite, un conduttore opaco con reticolo esagonale, la base delle comuni matite. Ed è il ‘mattone’ del grafene, un materiale innovativo diventato la promessa di una probabile nuova rivoluzione tecnologica........clicca x art

Tacita Dean Fotografa


Tacita Dean, fotografa
 

Il ministro Prestigiacomo attacca: dalla manovra un grave regalo alle ecomafie

ROMA - «Gravissima l'inaspettata norma contenuta nella manovra che cancella il Sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti. Un vero e proprio regalo alle ecomafie», attacca in serata il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Secondo il ministro il sistema Sistri «avrebbe consentito il controllo e la movimentazione di tutti i rifiuti speciali nel Paese che rappresentano l'80% di quelli prodotti. La tracciabilità dei rifiuti è un obbligo comunitario e tutti sanno che l'attuale sistema cartaceo consente frodi e abusi e non è in grado di fornire in tempo reale, tanto al ministero dell'Ambiente quanto alle forze dell'ordine, un quadro della movimentazione dei rifiuti. I dati nazionali disponibili hanno un ritardo di due anni».............. 

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