domenica 14 luglio 2013

Proposta Pd: incompatibili eleggibilità e azienda

Repubblica.it: il quotidiano online con tutte le notizie in tempo reale.  orso castano : in Italia il conflitto di interessi e' molto esteso, dal Parlamento dove c'e'  chi loe' in maniera eclatante fino alle ramificazioni piu' periferiche delle Istituzioni. Anche quelle sanitarie , magari Regionali . La legge dovrebbe riguardare non solo i Parlamentari, ma tutte le istituzioni e gli apparati burocratici , dove le opacita' trasversali sono frequentissime e sotterranee. Solo un esempio: i Primari eterni , asstonechair : Perche' nessuno li conta? Perche' la Lorenzin non pubblica su internet questi dati? Come e' possibile un rinnovamento scientifico se' persiste da decenni questa situazioneé? Ma non solo, lo strapotere di chi occupa posti di potere nelle pubbliche Istituzioni si estende anche all'interno dei partiti politici, dove frequentissimamente vengono affidati posti di potere tecnico-politico a chi contemporaneamente occupa posti delicati di responsabilita' nelle Istituzioni: c'e' una continuita' di potere che garantisce una partitocrazia odiosa ed insopportabile!! Naturalmente pagata da tutti gli italiani che sono schiavi di un potere tra i piu' maf.......i



ROMA - Un disegno di legge per superare la legge 361 del 1957: sostituendo il principio di ineleggibilità con quello di incompatibilità. E consentendo a Silvio Berlusconi, qualora venisse approvato prima delle decisioni della Giunta per le Elezioni del Senato, di mantenere la carica di senatore (eventuali condanne a parte). A patto di rinunciare al controllo sulle sue aziende. E' quanto prevede un ddl del Pd, depositato al Senato lo scorso 20 giugno, di cui sono i primi firmatari Massimo Mucchetti, presidente della Commissione Industria e Luigi Zanda, capogruppo del Pd a Palazzo Madama. 
Il testo, sottoscritto da altri 23 colleghi, reca il titolo "Integrazione della legge 15 febbraio 1953, n. 60, In materia di incompatibilità parlamentare". Tra i firmatari Claudio Martini, Vannino Chiti, Miguel Gotor, Franco Mirabelli, Maurizio Migliavacca, Salvatore Tomaselli, Giorgio Tonini, Walter Tocci. Il ddl "dovrà esser assegnato alla commisione Affari Costituzionali" di Palazzo Madama, spiega il primo firmatario. Per applicarlo al caso dell'ex premier, però, dovrebbe essere approvato prima che arrivi la decisione delle Giunta delle Elezioni del Senato."La principale novità - scrive nella relazione Mucchetti - è rappresentata dalla proposta di qualificare come cause di incompatibilità le situazioni finora definite come cause di ineleggibilità dall'articolo 10 della legge" (di cui è prevista l'abrogazione). L'intento sanzionatorio, sottolineano i promotori, non riguarda soltanto la proprietà di imprese individuali e la rappresentanza legale di società di capitali, - come è stato inteso in passato - ma anche la "la situazione di coloro che risultano avere il controllo o l'esercizio di un'influenza dominante su una società".UN ANNO PER VENDERE - Con le nuove norme, la Giunta delle Elezioni, invece di dover decidere sull'eventuale ineleggibilità del Cavaliere, che porterebbe alla decadenza immediata dal seggio, dovrebbe valutare una eventuale incompatibilità, consentendo a Berlusconi la scelta. Rimuovere la causa senza rinuciare all'ufficio parlamentare o lasciare il seggio conservando la causa dell'incompatibilità. Secondo il ddl, la rimozione del conflitto potrà avvenire vendendo la partecipazione di controllo di un'azienda entro un anno, oltre il quale il parlamentare inadempiente decade. 
VIETATE CESSIONI A PARENTI - Esclusa la possibilità di cessione a soggetti in rapporti professionali o di parentela. "L'azionista di controllo eletto parlamentare deve conferire entro trenta giorni ad un soggetto non controllato nè collegato il mandato irrevocabile a vendere entro trecentosessantacinque giorni le partecipazioni azionarie di cui sopra a soggetti terzi, ossia a soggetti senza rapporti azionari nè professionali con il venditore e comunque a soggetti diversi dal coniuge, dal convivente more uxorio e dai parenti fino al quarto grado e affini fino al secondo grado, nonché a soggetti diversi dagli amministratori delle società".ESCLUSO UN BLIND TRUST - I promotori del ddl spiegano inolltre di aver scelto "la rimozione in radice della partecipazione di controllo" e non un blind trust, giacchè, 'la devoluzione a un blind trust elimina sì l'influenza del parlamentare nella gestione aziendale, ma non la ben più grave possibilità che il parlamentare pieghi la sua opera a favore della società nella quale conserva il suo interesse patrimoniale.NORMA SUBITO APPLICABILE - La norma sarebbe applicabile anche nella legislatura in corso. Il testo contiene, infatti, una norma transitoria che prevede che, in sede di prima applicazione, le disposizioni avranno effetto per i membri del Parlamento in carica all'entrata in vigore della legge.MALAN: "ESPROPRIO PROLETARIO" - "Chiamiamolo pure con  il suo nome: Esproprio proletario". Lucio Malan, senatore Pdl e componente della Giunta delle Elezioni, commenta così la proposta dei senatori democratici."Sarebbe più facile e semplice se a questo punto scrivessero in una legge che 'non si può candidare chi si chiama Berlusconi, senza neanche mettere il nome di Silvio, perché con quel testo non si potrebbe candidare in politica nessun Berlusconi, nemmeno i figli". Critica anche la deputata Stefania Prestigiacomo: "Gioverebbe innanzitutto al paese se il Pd convogliasse sulla crisi economica tutte le energie che spreca per trovare il modo, l'escamotage di eliminare Berlusconi dalla vita pubblica". Più cauta Beatrice Lorenzin, ministro della Salute: "Rispetto l'attività del Parlamento che sta cercando comunque, anche nella sensibilità di questi senatori di sopperire ad alcune questioni". .............................

The Allocation of Talent and U.S. Economic Growth Chang-Tai Hsieh Chicago Booth and NBER Erik Hurst Chicago Booth and NBER Charles I. Jones Stanford GSB and NBER Peter J. Klenow ∗ Stanford University and NBER February 22, 2013 – Version 3.0

   Torna all'Home page di Banca d'Italia   un'analisi molto puntuale sull'uso dei "talenti" neri e donne nella crescita USA                                                                                    Introduction
Over the last 50 years, there has been a remarkable convergence in the occupational
distribution between white men, women, and blacks. For example, in 1960, 94 percent
of doctors and lawyers were white men. By 2008, the fraction was just 62 percent.
Similar changes occurred throughout the economy during the last fifty years, particularly
among highly-skilled occupations.1
A large literature attempts to explain why white men differ in their occupational
distribution relative to women and blacks and why those differences have been changing
over time. Yet no formal study has assessed the effect of these changes on aggregate
productivity. Given that innate talent for many professions is unlikely to differ across
groups, the occupational distribution in 1960 suggests that a substantial pool of innately
talented blacks and women were not pursuing their comparative advantage. The
resulting misallocation of talent could potentially have important effects on aggregate
productivity.2
This paper measures the aggregate productivity effects of the potential misallocation of
talent among women and blacks from 1960 to 2008. To do this, we examine
the differences in labor market outcomes between race and gender groups through
the prism of a Roy (1951) model of occupational choice. While it is not our goal to
causally identify any specific friction that explains differences in occupational sorting,
our model is broad enough to encompass many of the common explanations highlighted
in the literature. Specifically, we begin by assuming that every person is born
with a range of talents across all possible occupations and chooses the occupation
with the highest return. Differences in the occupational distribution between men and
women can be driven by differences in the distribution of talent between groups.
Rendall (2010), for example, shows that brawn-intensive occupations (such as
construction) in the U.S. are dominated by men, and that changes in the returns to brawn- vs.
brain-intensive occupations can explain changes in the occupational distribution of
women vs. men since 1960; see also Pitt, Rosenzweig and Hassan (2012). Related,
Goldin and Katz (2002) and Bertrand, Goldin and Katz (2010) provide evidence that
innovations in contraception and increased labor market flexibility for
women had important effects on the occupational choices of women.However, we
also allow other forces to play a role in explaining differences in occupational
sorting. Consider the world that Supreme Court Justice Sandra Day O’Connor
faced when she graduated from Stanford Law School in 1952. Despite being ranked
third in her class, the only private sector job she could get immediately after graduating
was as a legal secretary (Biskupic, 2006). Such barriers might explain why white
men dominated the legal profession at that time. And the fact that private law firms
are now more open to hiring talented female lawyers might explain why the share of
women in the legal profession has increased dramatically over the last fifty years.
Similarly, the Civil Rights movement of the 1960s was surely important for the changing
occupational distribution of blacks.3
To capture these forces, we make several changes to the canonical Roy framework.
First, we allow for the possibility that each group faces different occupational frictions
in the labor market. We model these frictions as a group/occupation-specific “tax”
on earnings that drives a wedge between a group’s marginal product in an occupation
and their take home pay. One interpretation of these “taxes” is that they represent
preference-based discrimination as in Becker (1957). For example, one reason why
private law firms would not hire Justice O’Connor is that the law firms’ partners (or their
customers) viewed the otherwise identical legal services provided by female lawyers as
somehow less valuable.4
Second, we allow for frictions in the acquisition of human capital. We model these
frictions as a group-specific tax for each occupation on the inputs into human capital
production. These human capital frictions could represent the fact that some groups
were restricted from elite higher education institutions, that black public schools are
underfunded relative to white public schools, that there are differences in prenatal or
early life health investments across groups, or that social forces steered certain groups
towards certain occupations.Finally, we allow for changes in the returns to skill across
occupations. If thesechanges are common to all groups, then they will not affect the
occupations of menand women differently. However, some technological changes may
be group-specific.The innovations related to contraception mentioned earlier are a prime
example. Skill biased technical change may have changed the occupational distribution
of womenrelative to men if women are relatively more endowed with skill.
In our augmented Roy model, all three forces — barriers to occupational choice,
relative ability across occupations, and relative returns to occupational skills —
 will affect the occupational distribution. To make progress analytically, we follow McFadden
(1974) and Eaton and Kortum (2002) and assume that talent obeys an extreme value
distribution. This assumption gives us two key results. First, we get a closed-form
expression relating the share of a group in an occupation to the frictions faced by the
group in the occupation relative to frictions faced by the group in all occupations. Talent is misallocated only when the frictions differ across occupations. Second, the misallocation of talent due to the dispersion of occupational frictions lowers the averagewage of the group in all occupations. Larger barriers in an occupation lead to a selection effect in which only the most talented choose that occupation, and these two
forces exactly net out in the model. As a result, frictions specific to an occupation show
up in quantities rather than in wages in that occupation. These two results allow us
to back out the occupation-specific frictions for each group from data on occupational
shares and average wages. Using data from the decadal U.S. Censuses and the
American Community Surveys, we find that the dispersion of the occupational frictions faced
by women and blacks, and thus the misallocation of talent, decreased substantially over
the last fifty years.We close the model by introducing the demand for skills in each occupation,
wherethe price of skills is determined by the supply and demand for skills in each occupation.
In our general equilibrium Roy model, the observed changes in occupational choicerelative
wages, and aggregate productivity can be explained by a combination of our
three forces (occupational barriers, talent distribution, occupation-specific technical
change). We then use this framework to isolate the effect of improved allocation of
talent among women and blacks from 1960 to 2008.
We freely admit this calculation makes no allowance for model misspecification and
thus should be viewed as only an illustration of the potential magnitude of the effect of
declining occupational barriers. In addition, without further information, we cannot
disentangle the effect of labor market discrimination from that of frictions in the human capital
market. However, while only illustrative, this calculation captures forces
that a simple back-of-the-envelope calculation (based on changing wage gaps alone)
does not. First, our calculation isolates the potential effect of changes in occupational
barriers, whereas the observed changes in the wage gap are also driven by innovations
in sector-specific productivities, skill requirements, and demographics. Second, our
calculation hones in on the effect of talent misallocation which, in the model, is only
driven by the dispersion in occupational barriers. Third, our calculation incorporates
the impact of changes in occupational barriers on white men, whereas the wage gap
calculation does not. Our results imply that changes in occupational barriers facing blacks
and womencan potentially explain 15 to 20 percent of aggregate growth in output per
worker between 1960 and 2008. These estimates are 40 percent larger than what we
find witha simple back-of-the-envelope calculation. Furthermore, essentially all of the gain is
driven by the movement of women into high-skilled occupations. We infer that changes
in occupational barriers may have raised real wages by roughly 40% for white women,
60% for black women, and 45% for black men, but lowered them by about 5% for white
men. Again, that wages of white men may have suffered is one important reason why
a simple back-of-the-envelope calculation could underestimate the importance of
declining labor market frictions in explaining aggregate productivity growth.The paper
proceeds as follows. Section 2 lays out the basic model of occupationalchoice. In
Section 3, we provide micro evidence for one of the key predictions of oursorting
model. We then use our framework to measure the frictions in occupational choice
between blacks and women versus white men in Section 4. In Section 5, we
explore the macroeconomic consequences of the changes in occupational frictionsacross
groups. We offer some closing thoughts in the final section.

La fiducia che non c'è di angelo panebianco (stralci) da Corriere della Sera.it

 ....................La vera causa della sfiducia nel futuro non è presente, se non marginalmente, fra i temi della campagna elettorale. Essa consiste nell'aggravamento - dovuto alla crisi economica - della tradizionale diffidenza dei cittadini nei confronti dello Stato, una diffidenza che, a sua volta, alimenta le aspettative negative di ciascuno sul (proprio) futuro.
I politici parlano di «riforme» ma fingono di non sapere che lo Stato italiano è fin qui risultato irriformabile e che di tale irriformabilità c'è ormai generale consapevolezza. Pesano sia le nostre immarcescibili tradizioni amministrative sia tanti errori commessi, nel corso del tempo, dai governi (da tutti i governi)...................La crisi aggrava una antica e mai risolta sfiducia dei cittadini nello Stato (a sua volta, causa della sfiducia nelle prospettive future). Il successo di pubblico che hanno sempre ottenuto le puerili parole d'ordine sulla «riscossa della società civile» è una spia di quella sfiducia, unita al tentativo di identificare il capro espiatorio nei soli politici di professione e, in definitiva, nella democrazia rappresentativa.
L'irriformabilità dello Stato dipende dal fatto che le tradizioni culturali (giuridiche, in particolare) del Paese, e una vasta ragnatela di interessi politici e burocratici, hanno impedito che l'amministrazione venisse investita da una rivoluzione liberale, capace di convertire la diffidenza in fiducia. Decenni di vita democratica sono serviti a poco. L'amministrazione dello Stato continua imperterrita a operare secondo antichi principi illiberali: retroattività delle norme, inversione dell'onere della prova (sempre a carico del cittadino), una prassi per la quale è vietato tutto ciò che non è esplicitamente permesso. La democrazia, semmai, accrescendo il numero degli interessi in gioco, ha aggravato i mali antichi. Ha favorito una proliferazione e una complicazione delle norme che esaltano la discrezionalità politico-amministrativa. Ogni tanto si sente invocare la semplificazione del quadro normativo. Ma sono parole al vento. Una vera semplificazione toglierebbe spazio alla discrezionalità e troppi interessi ne verrebbero danneggiati.C'è, sullo sfondo, anche il «tradimento dei chierici», dovuto all'attività di molti fra i giuristi che fanno i consulenti per l'amministrazione e a quei professori di diritto che hanno contribuito a forgiare le mentalità di coloro che nell'amministrazione operano.Ad alimentare la sfiducia, oltre alle tradizioni amministrative, concorrono gli errori dei governi. Ivi compresi quelli del «governo tecnico»....................................In questo caso, nell'errore, non hanno pesato le tradizioni giuridiche o gli interessi della burocrazia. L'ipotesi di chi scrive è che abbia giocato un ruolo, piuttosto, l'eccesso di macro-economisti presenti nel governo, persone addestrate a pensare in termini di modelli econometrici, di flussi, e di macro-grandezze, poco propense a mettersi nei panni dei consumatori o dei produttori, a ragionare sulle loro aspettative e sui (micro)comportamenti conseguenti.Le componenti che alimentano la sfiducia nel futuro, deprimendo l'economia e facendo di quella sfiducia una profezia che si auto-adempie, sono molte e complesse. La principale sembra consistere in un diffuso giudizio negativo sulla affidabilità dei governi (intesi in senso lato, strutture amministrative comprese). Se è questo il problema italiano, di questo dovrebbe occuparsi la campagna elettorale. Ma, di sicuro, ciò non accadrà.

sabato 13 luglio 2013

SKILL UPGRADING AND EXPORTS (ESPORTAZIONI E CAPITALE UMANO)

da Torna all'Home page di Banca d'Italiaorso castano :qualche buona notizia
Antonio Accetturo (Banca d’Italia), Matteo Bugamelli (Banca d’Italia)
e Andrea Lamorgese (Banca d’Italia)
Tema di discussione n. 919, luglio 2013
Classificazione JEL: F12, J23, J24 – Parole chiave: commercio internazionale,
domanda di lavoro, scolarizzazione, migrazione,
composizione della forza lavoro.
Sommario non tecnico
I lavori pubblicati nella collana Temi di discussione intendono contribuire al dibattito scientifico nei diversi campi di interesse dei ricercatori della Banca d'Italia. Le opinioni espresse nei lavori sono attribuibili esclusivamente agli autori e non impegnano in alcun modo la responsabilità dell’Istituto. Nel citare i temi, non è, pertanto, corretto attribuire le argomentazioni ivi espresse alla Banca d’Italia o ai suoi Vertici.
A partire dagli anni novanta la progressiva riduzione delle barriere commerciali e
l’accesso ai mercati internazionali di paesi a
basso costo del lavoro hanno alimentato un acceso dibattito sulle possibili ricadute sui livelli
occupazionali e salariali nelle economie avanzate. Mentre gran parte della letteratura si è
concentrata sugli effetti delle importazioni, recenti sviluppi teorici hanno mostrato come anche le esportazioni possano avere conseguenze
sulla domanda di lavoro delle imprese; i processi di innovazione e di miglioramento della
qualità dei prodotti che generalmente si associano a una maggiore presenza sui mercati internazionali possono infatti aumentare la produttività dei lavoratori più qualificati e la loro
richiesta da parte delle imprese.
Utilizzando i dati sulle esportazioni delle
province italiane e quelli dell’indagine sulle
forze di lavoro, che riporta informazioni dettagliate sul livello di istruzione e sulla qualifica
funzionale del singolo lavoratore, lo studio si
pone l’obiettivo di identificare se nel periodo
2000-06 l’andamento delle esportazioni abbia
comportato, a livello di settore e provincia,
una modifica della domanda di lavoro differenziata per tipologia di lavoratore.
I risultati mostrano come nei settori e
nelle province in cui l’espansione delle vendite
all’estero è stata più significativa si sia registrato un più forte aumento della domanda di
forza lavoro qualificata. In termini quantitativi,
a un aumento del valore delle esportazioni pari
al 10 per cento avrebbe corrisposto, nella stessa provincia e settore, un incremento del livello medio di scolarizzazione degli occupati dello 0,7 per cento; la crescita della quota di impiegati e dirigenti (cosiddetti colletti bianchi)
attribuibile alle esportazioni sarebbe risultata
pari, complessivamente, a circa un punto percentuale. In base a queste stime, le maggiori
vendite all’estero registrate nel periodo 2000-
06 avrebbero contribuito per circa un quarto
all’incremento totale della domanda di lavoratori qualificati osservato in quel periodo

venerdì 12 luglio 2013

Il virus dell'Aids usato come cura Funziona la terapia genica: 6 bambini guariscono da malattie finora incurabili

ROMA - Ora Jacob può giocare e andare a scuola senza il terrore di ammalarsi per una banale infezione. Può correre per casa come tutti i bimbi di tre anni, senza indossare quell'elmetto che prima lo proteggeva dal rischio di gravi emorragie in caso di caduta. Il suo sguardo curioso e la vivacità dei suoi movimenti sono la testimonianza più bella del successo raggiunto con la nuova terapia genica targata San Raffaele e Telethon per due gravi malattie ereditarie, la leucodistrofia metacromatica e la sindrome di Wiskott-Aldrich. Il risultato, celebrato da una doppia pubblicazione sulla prestigiosa rivista Science e presentato in un'affollata conferenza stampa, si deve all'intuizione di Luigi Naldini, oggi direttore dell'Istituto San Raffaele Telethon per la terapia genica (Tiget) di Milano. Proprio lui, nel 1996, pensò di disarmare il temutissimo virus Hiv, responsabile dell'Aids, per trasformarlo in un efficiente cavallo di Troia che trasporta nella sua pancia i geni sani con cui correggere gravi malattie ereditarie, arrivando fino alle cellule dell'inaccessibile sistema nervoso centrale.
Dopo anni di esperimenti in laboratorio per valutare sicurezza ed efficacia della terapia genica sulle cellule staminali del sangue, nel 2010 è partita la sperimentazione su 16 piccoli pazienti da tutto il mondo, di cui 6 affetti da una grave malattia neurodegenerativa, la leucodistrofia metacromatica (la malattia di Sofia al centro del caso Stamina), e 10 colpiti da una rara immunodeficienza, la sindrome di Wiskott-Aldrich. Dopo tre anni, ecco i primi frutti. Jacob (3 anni, americano), Canalp (4 anni, turco) e Samuel (9 anni, di Roma), tutti affetti dalla sindrome di Wiskott-Aldrich, sono potuti quasi rinascere.
Lo racconta Alessandro Aiuti, responsabile dell'unità di Ricerca clinica pediatrica del Tiget, in collegamento con il San Raffaele via Skype dalla casa del piccolo Jacob a Philadelphia. «Nella sindrome di Wiskott-Aldrich - spiega Aiuti - le cellule del sangue sono direttamente colpite dalla malattia e le staminali corrette hanno sostituito le cellule malate, dando luogo a un sistema immunitario funzionante e a piastrine normali. Grazie alla terapia genica i bambini non vanno più incontro a emorragie e infezioni gravi e possono correre, giocare e andare a scuola».
Ottimi risultati sono stati ottenuti anche su Mohammad (4 anni dal Libano), Giovanni (3 anni dagli Usa) e Kamal (3 anni, egiziano), i primi tre pazienti trattati per la leucodistrofia metacromatica: la malattia, aggredita prima della comparsa dei sintomi, è stata arrestata. «Il caso più eclatante è quello di Mohammad, il primo si cui siamo intervenuti», spiega Alessandra Biffi, che ha coordinato questa seconda ricerca. «Ha iniziato la terapia quando aveva solo 16 mesi: dopo la settimana di cura e i due mesi di osservazione in ospedale, è tornato alla sua vita. È sopravvissuto ai due fratelli maggiori, morti per la stessa malattia, e ormai - conclude la ricercatrice - ha raggiunto in buona salute un'età a cui nessun paziente era potuto arrivare in simili condizioni».
Giovedì 11 Luglio 2013 - 23:52

giovedì 11 luglio 2013

Share on oknotizie More Sharing Services Usa, un drone atterra su una portaerei: è la prima volta

Forse in futuro non serviranno più basi in Paesi stranieri


      TMNEWS
Roma, 11 lug. (TMNews) - Un prototipo di drone X-47B è atterrato sulla portaerei americana USS H. W. Bush, al largo delle coste della Virginia. È la prima volta che un vettore senza pilota riesce in una delle manovre più difficili da coordinare per via delle turbolenze presenti su una nave in movimento. Il velivolo era partito dall'aerostazione di Patuxent River, nel Maryland.

L'evento rende più realistica la possibilità per gli Stati Uniti di far decollare ed atterrare droni direttamente dalle portaerei, senza dover utilizzare basi terrestri in altri Paesi. La Us Navy, infatti, ha dichiarato che questo evento apre un nuovo capitolo nella storia dell'aeronavale. Nel maggio scorso, lo stesso drone aveva superato anche il test di decollo: era stato lanciato sempre dalla portaerei USS H. W. Bush attraverso una catapulta.

We are closer and closer to have a Youth Guarantee implemented in Europe but, together, we need to keep the momentum going.
We invite you to join the campaign, organize and join events in your region and spread the word to your family and friends. 
Remember, your support is key to tackle youth unemployment in Europe!
COMING UP
Gümüldür, Turkey, 14-21 July
YES - Young European Socialists Summer Camphttp://www.youth-guarantee.eu/

mercoledì 10 luglio 2013

ancora sul caffe' verde

orso castano : non esistono , o almenno non siamo riusciti a trovare, lavori di fitovigilanza sul caffe' verde e sulle sue capacita' dimagrnati, ne' sugli effetti della caffeina presente (in  misura minore che nel caffe' tostato e non libera) , quindi queste informazioni vanno prese con prudenza. Comunque , se con scarsi effetti collaterali, potrebbe essere un buon dimagrante.


Il caffè verde crudo proprietà nutrizionali e modalità di preparazione

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  • Diffido chiunque voglia  utilizzare  questo articolo con attività commerciale e promozionale, da me totalmente non autorizzata e neppure condivisa.
  • Ho scritto questo articolo fuori da ogni intendimento economico.
  • Informo i lettori  di questo contributo scientifico che ogni programma dietetico per recuperare un sano peso corporeo è un atto medico che deve essere prescritto da un Medico Specialista in Scienza della Alimentazione o altro specialista medico.
  • Pensare di utilizzare il caffé verde per dimagrire non è la mia  indicazione.
  • Non si mangia solo per dimagrire, ma per fornire molecole nutrienti ad ogni cellula del nostro organismo.

IL CAFFE’ VERDE CRUDO



L’attenzione nutrizionale verso il caffè verde crudo sta crescendo. 
Esprimo la mia posizione di medico nutrizionista sul caffè verde crudo, basata solo su considerazioni scientifiche, sulla sua composizione in principi nutritivi e sui suoi effetti salutari. Considero un errore contrapporre il caffè verde crudo con il caffè cotto-tostato. Sono due bevande, entrambe dotate di effetti salutari, sempre assunte in dose giuste per non superare 300 mg di caffeina al giorno. Sono due modi di utilizzare i frutti della pianta del caffè. Ciascuno può scegliere le due modalità in rapporto alla propria condizione di salute e di edonismo. 
Scrivo alcune riflessioni sul caffè verde crudo, evidenziando che esistono in rete e nella divulgazione televisiva e cartacea, posizioni troppo enfatizzate sulle sue proprietà nel ridurre la massa grassa corporea e quindi favorire un netto dimagrimento. 
Ritengo che nel 2012 si debba avere conoscenze basilari e non difficili da comprendere ponendo al centro la conoscenza della fisiologia del corpo umano. 


CAFFE’ VERDE CRUDO E OBESITA’

Il caffè verde possiede le metil-xantine, molecole naturali dotate di azione lipolitica sugli adipociti bianchi ipertrofici del tessuto adiposo. Cioè le metil-xantine favoriscono la liberazione di acidi grassi dagli adipociti, che riducono così il loro volume e peso. Questi acidi grassi liberi (in sigla inglese Free-Fatty-Acids FFA) immessi nel sangue devono essere ossidati nel metabolismo cellulare. Se questi acidi grassi liberi (FFA) non vengono però ossidati, utilizzati dalle cellule essi vengono trasformati di nuovo in trigliceridi nel fegato e veicolati con lipoproteine VLDL dal fegato di nuovo agli adipociti. 
Quindi le metil-xantine del caffè verde agiscono facendo uscire acidi grassi dagli adipociti, assicurando una azione lipolitica (riduzione volume adipociti), ma se la persona non riduce il suo apporto energetico giornaliero, non esercita attività motoria aerobica, il fegato interviene e “riempie “ di nuovo gli adipociti, annullando gli effetti salutari delle metil-xantine del caffè verde crudo. Quindi il caffè è un co-adiuvante nel dimagrimento, ma non può da solo risolvere l’eccesso di peso corporeo.


CAFFE’ VERDE CRUDO e CAFFEINA


La caffeina è una metil – xantina. 
Nel caffè verde crudo è contenuta una dose minore di caffeina rispetto al caffè cotto-tostato.
Nel caffè verde crudo si trova unita all’acido clorogenico, come clorogenato di caffeina, che determina un tempo più lungo nell’assorbimento intestinale della caffeina. Cioè bevendo caffè verde crudo non si ha il picco di caffeina dopo 30-40 minuti, come si ha invece con il caffè cotto tostato. Con il verde crudo si ha un assorbimento lento e continuo della caffeina dall’intestino al sangue assicurando una dose contenuta di caffeina all’interno dell’organismo in grado di esercitare azioni salutari prolungate. Evitando il picco rapido di caffeina nel sangue si ottiene una migliore condizione di attenzione, vigilanza, vitalità, tipiche sensazioni generate dalla caffeina. Inoltre si permette al fegato di metabolizzare in tempi giusti la caffeina. 
I tempi del metabolismo della caffeina hanno un ruolo centrale per assicurare i suoi effetti salutari. 
Esiste una netta differenza tra il clorogenato di caffeina contenuto nel caffè verde crudo rispetto alla caffeina libera contenuta nel caffè cotto –tostato. Dopo ingestione di caffè crudo verde la caffeina viene assorbita in modo lento, graduale e continuo. Con il caffè cotto-torrefatto la caffeina viene invece assorbita in modo più veloce causando un picco entro 30-40 minuti. La caffeina raggiunto il sangue rimane in circolo per esercitare i suoi effetti, viene rimossa dal fegato per essere metabolizzata trasformata in teobromina, in teofillina e poi in altre molecole fino alla sue eliminazione dal sangue. Con il caffè cotto tostato abbiamo picchi rapidi di presenza di caffeina nel sangue per poi avere una più o meno rapida eliminazione epatica e renale. Quindi si possono avere periodi in cui il sangue non contiene caffeina. Con il caffè verde crudo il tempo di presenza di caffeina nel sangue si allunga, con livelli più bassi rispetto a quanto assicurato dal caffè cotto torrefatto. 
Ritengo che sia più vantaggioso assicurare il livello più basso di caffeina, ma più prolungato nel sangue rispetto a picchi di ascesa e di decadimento, come invece succede con caffè cotto torrefatto. Rispetto ai tempi di metabolizzazione della caffeina, le donne hanno una maggiore rapidità di rimuoverla dal sangue attraverso il loro fegato rispetto agli uomini. 
I maschi hanno un tempo più lungo per allontanare la caffeina dal sangue, occorrono almeno 3-5 ore in alcuni, in altri 5-7 ore. Esiste un gene capace di controllare modalità e tempi di metabolizzare la caffeina. Chi metabolizza in modo lento la caffeina ha il rischio di un suo accumulo, se assunta con più tazzine durante la giornata andando incontro a sintomi di intossicazione da caffeina.

CAFFE’ VERDE FITOCOMPLESSO NUTRACEUTICO 


Il caffè verde crudo è un fitocomplesso dotato di effetti benefici per la salute ed è una bevanda promossa in una sana alimentazione. Il caffè è una bevanda acida. Il caffè cotto tostato ha un pH attorno 3- 3,5. Il caffè verde crudo ha un pH attorno a 5, meno acido del cotto.
Il ruolo nutrizionale del caffè verde crudo non è limitato agli effetti delle metil-xantine (caffeina), esso contiene principi nutritivi e nutrienti dotati di azione nutraceutica interessanti per efficienza e salute del corpo umano. 
Il caffè verde crudo, come fitocomplesso, ha un valore nutrizionale globale nettamente superiore al valore dei suoi singoli componenti.
L’acido clorogenico è maggiormente contenuto nel caffè verde crudo rispetto al caffè cotto torrefatto, che non lo contiene più! 
L’acido clorogenico può essere trasformato nell’intestino in acido caffeico, utile per le sue azioni salutari anti infiammatorie. Il caffè verde contiene inoltre acido ferulico, acido tannico, acido quinico, interessanti dosi di polifenoli, minerali, vitamine del complesso vitamina B.

PREPRAZIONE

Si può preparare il proprio caffè verde crudo :

acquisire semi verdi, non tostati di Coffea arabica o robusta
- pestare in un mortaio i semi verdi da ridurre in polvere
- preparare un recipiente con acqua da portare almeno a 80 °C
- immergere la polvere preparata da semi verdi crudi, non torrefatti
- lasciare in infusione, filtrare e bere la bevanda 




Prof. PIER LUIGI  ROSSI
MEDICO
SPECIALISTA SCIENZA DELLA ALIMENTAZIONE
MEDICINA PREVENTIVA
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Ambulatorio Nutrizione Clinica  Roma - Arezzo
Segreteria Tel. 0575 / 40.11.70
 

Grillo: «Paese sta saltando. Ho chiesto a Napolitano di andare in tv per dire verità agli italiani»

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................. «Ma non possiamo parlare di questo perché il problema vero è che non abbiamo più tempo. Il Paese se ne sta andando via alla velocità della luce». Su Berlusconi: «Bisogna fare pulizia» «Berlusconi non dovrebbe neanche mai essere entrato in Parlamento, in un Paese normale. Ma continuano a legittimarlo nel governo», ha detto Grillo, rispondendo a una domanda sulle ultime vicende che riguardano il Cavaliere. «Bisogna assolutamente fare pulizia», ha aggiunto «Nessuno è riuscito a frenare il debito che ci sta divorando» «Il debito pubblico ci sta divorando. Paghiamo 100 miliardi di euro l'anno di interessi. Solo quest'anno per non fallire dovremo vendere 400 miliardi di titoli - ha proseguito Grillo -. Né Berlusconi, né Monti né Letta sono riusciti a frenare il debito. Gli interessi sul debito, ladiminuizione delle entrate fiscali causate dal fallimento di massa delle imprese, alla disoccupazione e al crollo dei consumi rappresentano la certezza del prossimo default. Non c'è scelta, il debito pubblico va ristrutturato». «Noi arginiamo la rabbia di chi vorrebbe prendere i fucili» Il Movimento 5 stelle fa argine alla rabbia di chi vorrebbe «prendere i fucili», ma ora serve un «resettaggio totale» della classe politica italiana, «devono andare a casa tutti. Bisogna eliminarli, dobbiamo buttarli fuori tutti - ha detto Grillo -. L'ho detto a Napolitano: cerchiamo di cambiare perché siamo persone perbene. Cosa volete di più,dovreste essere orgogliosi che il Movimento ha tenuto un po' di democrazia. L'ho detto al presidente della Repubblica, cerchiamo di temperare animi di persone che vorrebbero prendere i fucili. Ma quanto possiamo tenere, quando ti prendono per il culo in Parlamento. Dobbiamo fare un resettaggio totale, devono andarsene a casa tutti 
Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/JUeDm

Saccomanni, le decisioni di Standard&Poor's destabilizzano

10 LUG 2013 "E' aperto il dibattito nelle sedi ufficiali sul ruolo delle agenzie di rating nell'orientare le scelte e le aspettative dei mercati finanziari internazionali". Standard & Poor's, ha spiegato Saccomanni, "basa la sua decisione su due fattori: un indebolimento della crescita e la disfunzione del meccanismo di trasmissione monetaria". Sul primo fattore, ha osservato il ministro, l'analisi di S&P "poggia essenzialmente sugli andamenti dello scorso decennio e del primo trimestre del 2013. Si ignorano totalmente i dati recenti sulla congiuntura, gli effetti delle misure di stimolo e di riforma gia' assunte, come pure le valutazioni di istituzioni ufficiali, come l'Unione Europea e il Fondo monetario internazionale, che hanno certificato il consolidamento delle finanze pubbliche e che prevedono una ripresa dell'economia dal quarto trimestre del 2013 e nel 2014". Sul secondo fattore, ha aggiunto il ministro, "si ipotizza una permanenza di disfunzioni che sono di valenza europea e che sono state oggetto di interventi da parte delle Autorita' italiane e di istituzioni europee come la Commissione, la Banca europea per gli investimenti e la Banca centrale europea". "La decisione appare basata sull'estrapolazione meccanica di dati e della situazione del passato, con minima o nulla considerazione per le misure gia' prese o in corso di attuazione", ha poi sottolineato il ministro. "Il futuro e' valutato sulla base di una percezione di rischi che tengono conto degli scenari peggiori". L'Italia "ha il potenziale per invertire il ciclo sfavorevole durato troppo a lungo, a patto di sfruttare tutti i margini", ha aggiunto Saccomanni, ricordando che siamo "in una fase cruciale della vita economica dell'Italia" e dobbiamo "tenere la barra ferma sul risanamento. Alla fine quello che conterra' sara' la decisione degli investitori di investire nel nostro paese". Quanto all'Imu e all'Iva, Saccomanni ha spiegato che "il Governo fin dal suo insediamento ha chiesto tempo per affrontare" le questioni "aperte" su Imu e Iva "in modo ponderato" ed e' impegnato a trovare "soluzioni condivise dalla maggioranza. La mia posizione personale - ha proseguito Saccomanni - non si e' discostata di un millimetro da questa linea. Ritengo interesse primario dell'economia italiana rimuovere al piu' presto dal dibattito politico una questione che non puo' piu' essere fonte di incertezza per famiglie, risparmiatori e investitori". (AGI)g 

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orso castano : aumentano le nostre potenzialita' di controllo sulla natura, la computerizzazione consente in medicina calcoli prima impensabili, possiamo intravedere un futuro in cui l'epigenetica e l'eugenetica consentiranno di controllare in misura consistente la salute degli individui, ma le relazioni umane, i valori che le sottintendono, la profondita' della cultura , la filosofia in genere e la filosofia della scienza in particolare , quella no!! Anzi e' possibile intravedere una divisione tra due classi di umani, quelli pienamente e criticamerntee digitalizzati e quelli malamente digitalizzati , dominati da futili contenuti, privi di critica, pornodipendenti, consumisti convinti ed ossessivi.. Il loro numero e' soverchiante , il loro narcisimo consumistico irriducibile...............il possesso di oggetti di consumo inutili sostituisce la conoscenza ed un sistemadi valori.

 Pma, rivoluzione nella diagnosi pre-impianto:

super-test per arrivare all'embrione 'perfetto'

Si chiama "Next generation sequencing" ed è in grado di individuare, in tempi molto rapidi, tutti i difetti genetici finora conosciuti. La nuova tecnica presentata a Londra consente di selezionare gli embrioni 'migliori', aumentando dal 30 al 50% la percentuale di successo dell'impianto e dunque di gravidanza. Il primo bimbo che ne ha 'beneficiato' è nato a giugno a Oxford

Con la selezione genetica, invece, la percentuale di successo arriva al 50% e oltre. Ma la "next generation sequencing" - così è stato battezzato il mix di test genetici - può individuare anche tutti i difetti genetici di cui si conosce il tratto di Dna alterato. Tra mortali, gravi, meno gravi sino a quelli comunque compatibili con la vita, sono circa 5 mila. Molti altri sono ancora da scoprire ma, se si vuole, da oggi si può anche selezionare un embrione senza i geni alterati noti.

Rimangono fuori le alterazioni genetiche alla base dei "big killer" come infarto e cancro. Specie in quest'ultimo casi, le ricerche recenti stanno rivelando che le anomalie si creano in quella parte del Dna detta "oscura", molto più grande di quella nota, la cui decifrazione è solo agli inizi.
    
La nuova tecnica, con l'annuncio del primo bambino nato a giugno (il secondo parto è previsto tra breve), è stata illustrata oggi dal gruppo di ricerca guidato da Dagan Wells dell'università di Oxford, uno dei pionieri della diagnosi pre-impianto, nel primo giorno del congresso della Società europea di riproduzione umana ed embriologia (Eshre), a Londra, dove sono convenuti circa 9 mila specialisti non solo dall'Europa.
La nuova tecnica si basa sui più recenti sistemi di analisi del DNA a basso costo e rapidi (16 ore invece di giorni). "L'analisi ha un costo tra la metà e i due terzi di quelle con cui attualmente si individuano i gravi difetti cromosomiali - ha detto Dagan Wells - . Se ulteriori studi su grandi numeri di casi confermeranno la validità e l'affidabilità della nuova tecnica, potremmo offrire il test a tutte le donne che affrontano la fecondazione artificiale".In Gran Bretagna oggi i test per selezionare gli embrioni con maggiori probabilità di impianto sono riservati alle donne meno giovani, le più a rischio di generare embrioni con gravi anomalie dei cromosomi che impediscono l'impianto dell'embrione nell'utero o vanno incontro ad aborti ricorrenti.
La rapidità del "next generation sequencing" è l'altro fattore che ne estenderà tantissimo l'uso. Attualmente i test genetici richiedono vari giorni per dare una risposta, un tempo che rende necessario mettere l'embrione in vista sospesa (congelamento) in attesa della risposta per poi decongelarli. Una procedura costosa, che comporta anche qualche perdita di embrioni. La risposta in sole 16 ore della nuova tecnica non richiede tutto ciò.
Commenta Stuart Lavery, direttore di uno dei dipartimenti di Procreazione medicalmente assistita più prestigiosi della Gran Bretagna, quello dello Hammersmith Hospital di Londra: "La 'next generation sequencing' è uno strumento molto, molto potente per la diagnosi pre-impianto genetico. Ma ora deve seguire un studio clinico su un gran numero di casi per confermare l'efficacia di questo approccio". Wells ne ha annunciato l'inizio per la fine di quest'anno.
In Italia, vigenti i limiti della legge 40, la nuova tecnica può essere utilizzata solo da coppie che affrontano la fecondazione artificiale perché ne è stata accertata l'infertilità. Quindi una coppia portatrice di gravi anomalie ereditarie, ma non sterile non può avvalersi della diagnosi genetica pre-impianto. Ma le cose stanno per cambiare in quanto lo scorso 28 agosto la Corte europea dei Diritti Umani, proprio sull'accesso alle tecniche di fecondazione assistita, ha condannato l'Italia perché viola l'art. 8 della Carta Edu. Tale sentenza, che deve essere ancora, recepita dall'Italia, consentirà a breve anche alle coppie fertili portatrici di una grave malattia ereditaria di ricorrere ai test genetici sugli embrionii

martedì 9 luglio 2013

da Il Giornale :Giusto pregare, ma le leggi devono essere rispettate, Francesco è vicino a chi soffre, non fatene un fan dei clandestini

il Giornale, ultime notizie.......................Prendete il caso del viaggio, umanissimo e meritevole, del Papa a Lampedusa. «Sono qui per pregare», ha detto Francesco. E naturalmente ha aggiunto, e aggiungerà, che chi si butta in una disperata traversata di mare, senza altra forza che la disperazione, va aiutato. E siamo tutti d'accordo con lui, anche se diverso è il modo di concepire e progettare quell'aiuto. Da chi vorrebbe un'accoglienza senza se e senza ma, senza porsi il problema delle conseguenze, a chi pensa piuttosto a un'accoglienza temporanea in attesa di sistemazioni migliori e distinte a seconda dei bisogni e delle opportunità. A chi vorrebbe fermare ogni possibilità di sbarco per aiutare i bisognosi nei loro Paesi, secondo il principio «invece di dare un pesce, insegnare a pescare». (Poi ci sono anche quelli che dicono «Non sono fatti miei, si arrangino», ma non li consideriamo neanche.).....................

Reddito famiglie Italia 2013: -0,4% in un anno

da LeoEconomia
.................Il reddito disponibile delle famiglie è aumentato dello 0,8% rispetto al trimestre precedente, ma è diminuito dello 0,4% nel confronto con il corrispondente trimestre dell’anno passato. Il potere di acquisto delle famiglie è diminuito del 2,4% tra il primo trimestre dell’anno in corso e lo stesso periodo del 2012, ma se confrontiamo questo trimestre a quello precedente notiamo un aumento dello 0,5% (il primo segno positivo dopo otto trimestri di variazioni negative).
Da rilevare infine che il tasso di investimento delle famiglie – ovvero gli investimenti in rapporto alreddito disponibile lordo – è del 6,5%, per una riduzione dello 0,3% rispetto al trimestre precedente (stesso calo se il periodo di osservazione diventa l’anno precedente).  Cala pure la  spesa per consumi finali, in calo dello 0,1% se lo rapportiamo al trimestre precedente e dell’1,4% rispetto al primo trimestre dell’anno scorso (per l’intero 2012 il calo è del 2,8%, il peggiore delle serie storiche dell’Istat).

Fmi taglia stime pil italia. Si aggrava recessione Eurolandia, frena crescita globale

NEW YMessaggero logoORK - L'economia italiana si contrarrà quest'anno dell'1,8%, dopo il -2,4% del 2012. A rivedere al ribasso le stime per l'Italia è il Fmi che, nell'aggiornamento del World Economic Outlook, conferma quanto stimato nell'Article IV della settimana scorsa. Il pil 2013 si contrarrà di 0,3 punti percentuali in più rispetto alle stime di aprile. Nel 2014, invece, crescerà dello 0,7%, 0,2 punti percentuali in più rispetto alle previsioni di aprile.

Male tutta l'Eurolandia. Ma a peggiorare sono le stime di tutta Eurolandia. La recessione è più profonda del previsto nel 2013. Il Fmi stima una contrazione quest'anno dello 0,6%, ovvero 0,2 punti percentuali in più rispetto ad aprile, e un ritorno alla crescita nel 2014, quando il pil crescerà dello 0,9% (-0,1 punti rispetto ad aprile). In Eurolandia la Germania traina, ma il suo passo rallenta: quest'anno crescerà dello 0,3%, ovvero 0,3 punti percentuali in meno rispetto alle stime di aprile, per accelerare all'1,3% nel 2014 (-0,1 punti percentuali). L'economia francese si contrarrà quest'anno dello 0,2% (-0,1 punti) e salirà dello 0,8% (invariata rispetto ad aprile) nel 2014. Il pil della Spagna calerà nel 2013 dell'1,6% (invariato su aprile) per rimanere fermo nel 2014. ...............

L'ombra del 'grande fratello', spiati mentre si naviga su siti medici

univadis - un servizio offerto da MSDMilano, 8 lug. (Adnkronos Salute) - Paura di essere spiati? Forse le ossessioni di chi vede l'occhio del 'grande fratello' ovunque non sono del tutto infondate. Scandalo Datagate a parte - dove nel mirino dei servizi segreti Usa sarebbero finiti diversi Paesi, fra cui l'Italia - secondo quanto emerge da una ricerca pubblicata su Jama, anche i movimenti di chi non fa parte delle alte sfere sono spesso e volentieri tracciati. E in campi 'sensibili', come la salute. Lo spiega Marco Huesch, ricercatore dell'University of Southern California (Los Angeles).
Tra dicembre 2012 e gennaio 2013, usando un campione di 20 siti web popolari collegati al tema salute, Huesch ha usato dei 'privacy tool' disponibili gratuitamente (software accessori per vagliare i percorsi delle pagine web e la riservatezza garantita ai dati personali) per andare a caccia di elementi esterni su queste pagine. Risultato: tutti e 20 i siti visitati dallo scienziato avevano almeno un 'third-party element', pezzi invisibili esterni inseriti all'interno di una pagina web e potenzialmente in grado di raccogliere informazioni. In media Huesch ne ha trovati 6 o sette. Inoltre, 13 siti presentavano uno o più 'strumenti di monitoraggio', mentre nessun elemento simile è stato rilevato su siti medici strettamente legati a gruppi professionali. Cinque dei 13 siti con 'tracking element' avevano anche permesso l'accesso a 'bottoni' di monitoraggio di social media.
Non solo: le ricerche effettuate sono trapelate a entità 'terze' di monitoraggio da 7 siti. I termini della ricerca non sono 'passati' a siti esterni di monitoraggio solo quando la ricerca è stata fatta su siti governativi o su 4 dei 5 siti dedicati ai medici. "L'incapacità di affrontare questi problemi - si conclude nello studio - potrebbe comportare la perdita di fiducia delle persone nei confronti di questi siti web, e ridurre la volontà di accedere online a informazioni relative alla salute".

Caffe' Verde dimagrante ? da prendere con prudenza

Risposta dell'esperto

Un utente ha fatto una domanda sull'argomento "Green caffé, qualche notizia"

Volevo sapere qualche cosa di più sul green caffè (caffè verde): fa male al nostro corpo? È dannoso? Può avere effetti collaterali?

Il caffè verde non è altro che il caffè non sottoposto al processo di tostatura che lo rende di colore marrone molto scuro. Il caffè verde è molto ricco di polifenoli, sostanze che hanno una potente azione antiossidante/antiradicalica, potendo quindi proteggere l'organismo dai danni causati dai radicali liberi. In particolare gli studi scientifici pubblicati sinora indicano che il caffè verde come estratto secco alla dose di 200-300 mg al giorno ha azione protettiva sul cuore e sui vasi sanguigni, sul cervello, sui reni e sulla pelle e che addirittura nell'animale è capace di ridurre l'incidenza di parecchi tipi di tumori quando somministrato cronicamente. Ai dosaggi indicati un estratto di caffè verde quindi non solo non fa male, ma aiuta l'organismo a stare in forma.
Ha risposto Antonello Sannia

Caffè verde (Coffea Arabica) 

Il semi di caffé verde (Coffea arabica, robusta L., fam. Rubiaceae) sono notoriamente ricchi di sostanze a potente azione biochimica come polifenoli, tannini e caffeina, che hanno effetti antiossidanti, ipoglicemizzante, antinvecchiamento oltre a favorire notoriamente l’aumento del metabolismo e lo smaltimento della massa grassa corporea.

Benché il caffé come bevanda sia conosciuta da tempo, solo di recente sono stati messi a punto estratti di semi di caffè con un particolare profilo di standardizzazione del fitocomplesso che esalta la concentrazione dei polifenoli, ed in particolare dell'acido clorogenico.
L'acido clorogenico è uno dei composti polifenolici più importanti contenuti nel caffè verde, che si perde tuttavia durante la tostatura dei chicchi per l'ottenimento della polvere di caffè da consumare come bevanda. L'acido clorogenico si trova prevalentemente nei semi ma anche nelle foglie e nei frutti.
 
Caffe Verde (Coffea arabica) - acido clorogenicoL'acido clorogenico, estratto dai semi di caffè verde, è dotato di un notevole potere antiossidante e si presta a diventare uno dei più innovativi principi attivi.

La scoperta più importante fatta è la capacità dell'acido clorogenico di intervenire nella regolazione dei livelli di glucosio nel sangue, per azione specifica sulle reazioni di gluconeogenesi e glicogenolisi epatica.
Studi farmacologici hanno già dimostrato che l'acido clorogenico è un inibitore della glucosio-6-fosfatasi, un enzima che svolge un ruolo di primaria importanza nell' omeostasi glicemica del sangue.
Questi risultati sono stati poi confermati da studi in vivo in cui si evidenzia che, proprio grazie a questo meccanismo d'azione, l'acido clorogenico è in grado di ridurre la glicogenolisi epatica (la trasformazione del glicogeno a glucosio nel fegato) e il glucosio circolante

Dotato di un notevole potere antiossidante si presta a diventare uno dei più innovativi principi attivi.
Studi preliminari circa la sua farmacocinetica nell'organismo umano indicano che l'assorbimento avviene a livello intestinale e in gran parte dopo idrolisi ad acido caffeico.
Chimicamente infatti l'acido clorogenico è l'estere dell'acido caffeico.
La scoperta più importante fatta è la capacità dell'acido clorogenico di intervenire nella regolazione dei livelli di glucosio nel sangue, per azione specifica sulle reazioni di gluconeogenesi e glicogenolisi epatica.
Studi farmacologici hanno già dimostrato che l'acido clorogenico è un inibitore della glucosio-6-fosfatasi, un enzima che svolge un ruolo di primaria importanza nell' omeostasi glicemica del sangue.
Questi risultati sono stati poi confermati da studi in vivo in cui si evidenzia che, proprio grazie a questo meccanismo d'azione, l'acido clorogenico è in grado di ridurre la glicogenolisi epatica (la trasformazione del glicogeno a glucosio nel fegato) e il glucosio circolante.

Si verifica pertanto un abbassamento del tasso ematico di glicemia nel sangue e un aumento delle concentrazioni epatiche di glucosio-6- fosfatasi e di glicogeno.
L'effetto sul controllo degli zuccheri nell'organismo è amplificato da un secondo meccanismo: l'inibizione del loro assorbimento.
Si ipotizza che questo avvenga attraverso un meccanismo di intervento specifico e diretto sulle cellule della mucosa intestinale, determinando una riduzione del passaggio in circolo degli zuccheri introdotti con il cibo.
Per sfruttare al meglio queste proprietà è stato messo a punto uno speciale estratto di Caffè verde titolato in acido clorogenico al 50% (con un bassissimo contenuto di caffeina, < 2%), che è quindi in grado di: accelerare il metabolismo degli zuccheri, di abbassare il picco glicemico, di intervenire sull'assorbimento di glucidi introdotti con la dieta e di controllare la sintesi di lipidi insulino-dipendente.

Gli estratti di caffè verde sono pertanto dei potenti antiossidanti, utili per contrastare lo stress ossidativo e l'invecchiamento, a cui si aggiunge la capacità di controllo degli zuccheri utile in stati pre-diabetici e nel calo ponderale.
Il Caffè verde è ritenuto una pianta sicura. Gli studi farmacologici e clinici disponibili non riportano tossicità, nè effetti collaterali significativi e non sono note controindicazioni particolari, eccetto per l'ipersensibilità individuale.
Va infine sottolineato come molti derivati dell’acido clorogenico e caffeico abbiano mostrato, tra le sostanze naturali, le più spiccate proprietà di inibizione della 5 afa redattasi in studi in vitro (verbascoside, isoverbascoside, CAPE ossia caffeic acid phenethyl ester).
Le orticaceae sono altre piante ricche di questa sostanza, contenuta in particolare nelle foglie, e tra le specie più ricche di acido clorogenico spicca la Bohemeria Nipononivea, tanto che si è supposto che i principali principi attivi di questa pianta siano uno o più derivati dell’acido clorogenico.
Peraltro proprio gli estratti di caffé verde sono alla base di una lozione per l’ispessimento dei capelli uscita nell’autunno 2007 dopo anni di ricerca, mirata soprattutto ai problemi femminili di assottigliamento dei capelli (ma che pare aver dato alcuni risultati anche in soggetti di sesso maschile).