martedì 3 maggio 2016

scie chimiche , la protesta dei piloti di aerei


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Quali sono le malattie che si possono correlare alle scie chimiche?
E’ noto che le chemtrails contengono elementi chimici e biologici dannosi. E’ quindi possibile collegare il massiccio spargimento di vari veleni nell’ambiente
sia all’insorgenza di nuove patologie sia all’incremento di malattie un tempo meno diffuse.
Una sindrome causata dalle scie chimiche è il Morgellons, un terribile morbo che si manifesta con fibre di materiali sintetici che fuoriescono dalla pelle. Questi filamenti, contenuti nelle scie chimiche, al loro interno ospitano nanostrumenti in grado di replicare il D.N.A. di insetti, virus, parassiti con cui vengono a contatto. Ecco perché la malattia insorge di solito in seguito alla puntura di un insetto.
Il Morgellons, caratterizzato da un prurito insopportabile, provoca un grave deperimento dell’organismo. La connessione tra scie chimiche e Morgellons è stata appurata da vari medici tra cui la dottoressa Hildegarde Staninger, il dottor Michael Castle, il dottor Edward Spencer, il dottor Karyo.
Poiché, con le chemtrails, sono sparsi vari metalli (l’alluminio, il bario, il piombo etc.), si diffondono sempre più malattie come il Parkinson e l’Alzheimer. La causa del Parkinson è probabilmente da ricercarsi nell’accumulo di metalli nell’encefalo. Anche il Parkinson, sebbene se ne sospetti un’origine genetica, è legato presumibilmente all’accumulo di metalli nel cervello.
Il bario è un veleno che attacca soprattutto i muscoli, cuore compreso. Può essere all’origine di ictus a loro volta legati alla fibrillazione atriale ed all’infarto miocardico.
Molte forme tumorali (ad esempio i linfomi) sono connesse all’uranio e all’etilene dibromide, quest’ultimo è un insetticida ufficialmente bandito negli Stati Uniti. Se assorbito dall’organismo, può causare danni al sistema nervoso, edemi polmonari e sintomi quali dispnea, ansia, affanno, tosse. È molto irritante per le mucose e le vie respiratorie.
Il dottor Donald Scott ritiene che la fibromialgia, l’Alzheimer, la sclerosi multipla, l’encefalomielite mialgica (o sindrome da affaticamento cronico), insieme con altre affezioni neurosistemiche, siano la conseguenza dell’aggressione del micoplasma, un batterio che è stato geneticamente modificato in vari laboratori canadesi e statunitensi e quindi sperimentato sulle popolazioni inconsapevoli. I micoplasmi sono stati e vengono sparsi – ricorda Scott – soprattutto con gli aerei.
Lo studioso Tom Montalk ha individuato nelle chemtrails vari batteri: lo Pseudomonas eruginosa, Enterobatteri e la Serratia marcescens.
Lo Pseudomonas eruginosa è un batterio che è stato modificato geneticamente da aziende come la Pathogenesis. Se inalato, può provocare immunodepressione e danni alle cellule in cui si insedia come ospite.
Gli Enterobatteri sono microorganismi comprendenti l’Enterobatterio coli, la salmonella e la Klebsiella, responsabile della polmonite.
La Serratia marcescens è un patogeno molto pericoloso che determina l’insorgenza della polmonite. Questo batterio, come emerge da documenti declassificati, fu sperimentato nel 1950 sulla popolazione, ovviamente inconsapevole, di San Francisco: causò vari decessi.
Altri disturbi ed affezioni meno gravi, ma non per questo da trascurare sono dovuti all’inalazione ed alla ingestione di elementi chimici e biologici di varia natura: depressione, annebbiamento mentale, stipsi, sindromi para-influenzali, stanchezza cronica, difficoltà di concentrazione, amnesie…
Un altro capitolo è costituito dalle patologie causate dalle intense e costanti emissioni elettromagnetiche inquadrabili in un piano di potenziamento delle trasmissioni a fini militari. Il Professor Levis elenca le principali sintomatologie connesse all’irradiazione di onde elettromagnetiche. Queste si possono riassumere nei seguenti problemi: sintomi cutanei (prurito, eritemi, allergie); del sistema nervoso (disturbi del sonno, ansia, cefalee, emicranie, sindromi depressive…); del sistema muscolare (crampi, dolori muscolari, astenia); del sistema cardiovascolare (aritmie, disturbi della pressione arteriosa, ictus); del sistema ormonale e di quello immunitario (riduzione della sintesi della melatonina, alterazioni delle popolazioni linfocitarie); del sistema riproduttivo (aborti spontanei); del sistema acustico (tinniti), visivo, olfattivo, digestivo. L’esposizione alle radiazioni non ionizzanti è reputata da molti scienziati all’origine di neoplasie, soprattutto leucemie.
Fonte: QUI

http://www.supernotizie.net/2015/09/09/scie-chimiche-ecco-tutte-le-malattie-causate-dal-loro-rilascio-ci-avvelenano-lentamente/


Postcards From Pripyat, Chernobyl - A Film By Dany Cook, orrore , la radioattivita' dovrebbe essere bandita!!

https://youtu.be/XSOuEZ9xhDg

https://youtu.be/xdnZDZu_hEs

https://youtu.be/Z4vMk5aCCg8

Che tante persone vedano , il piu' numerose possibili. Riflettano. Siamo nel centro dell'Europa e continuiamo ad usare il nucleare!!!!!





mercoledì 27 aprile 2016

Eron - Soul of the Sea

 Soul of the Sea - sul relitto di una piccola barca trasportata da Rimini al centro di Roma, percorrendo tutta l'Italia centrale. Nell'opera, prodotta nel cortile di palazzo Mattei di Paganica dove ha sede l’Istituto della Enciclopedia Italiana, la progressiva apparizione di volti incorporei, come se trasudassero nella ruggine accumulata dall'imbarcazione, riporta l’attenzione alla tragica vicenda dei rifugiati nei nostri mari.

domenica 17 aprile 2016

Teorie della globalizzazione e libertà individuale di Flavia Monceri (Docente di Filosofia della Politica. Università di Pisa.)

Ampi stralci di un docuento sulla globalizzazione , che dovrebbe essere letto perche' e' una sintesi teorica dei vari punti di vista sulla globalizzazione , dal livello "Risultati immagini per societa' liberafilosofico a quello sociologico.Risultati immagini per societa' liberaRisultati immagini per societa' libera

......................La situazione si fa ancora più complessa sul piano della filosofia e metodologia delle scienze sociali. Certamente si può concordare sul fatto che la percezione di vivere su un “globo”, dotato di confini fluidi che costringono tendenzialmente tutti a prendere coscienza della possibilità, e a volte dell’inevitabilità, di entrare in contatto con realtà anche molto distanti dalla propria sia uno dei tratti caratteristici della nostra contemporaneità. Ma questa percezione è molto meno diffusa a livello individuale di quanto spesso gli scienziati sociali mostrino di credere, perché essa dipende da una valutazione soggettiva, e dunque dalla concreta estensione della “sfera vitale” di ogni singolo individuo................la percezione di vivere in uno spazio globale sia ancora piuttosto limitata, e riguardi principalmente coloro che per professione o per vicende personali si trovano a dover spostare costantemente i confini del proprio “ambiente”. Nella stragrande maggioranza dei casi, invece, lo spazio globale non è che una essenza non ben definita al di là della propria, e generalmente travalica le possibilità concrete di fruizione individuale................rimettere in discussione i tradizionali strumenti della ricerca scientifico-sociale per valutarne l’applicabilità a una situazione che non era stata prevista all’epoca della loro elaborazione. In definitiva, il primo problema cui si deve cercare di dare una soluzione riguarda gli strumenti concettuali per mezzo dei quali può essere possibile ricostruire teoricamente il fenomeno della “globalizzazione”. Come è naturale, il primo concetto da porre in discussione è proprio quello di “globalizzazione”, il significato del quale non può essere dato per scontato all’inizio dell’indagine, mentre dovrebbe semmai scaturire dall’analisi dei concreti processi in atto a livello globale..............Qui sta allora la principale aporia nell’uso del termine “globalizzazione”: esso rimanda a un concetto di tipo universalistico, che comporta la preliminare professione di fede nell’esistenza di sistemi di valore condivisibili ed estensibili, i cui contenuti sono tutti da ricondurre a visioni del mondo di tipo occidentale. E’ il caso di concetti-valori quali i “diritti umani”, la “democrazia”, la “libertà e l’autodeterminazione dei popoli”, e così via, alla definizione contenutistica dei quali non è previsto che partecipino anche gli esponenti delle culture da “globalizzare”, rendendo ancor più problematico il senso del rapporto fra la “globalizzazione” così intesa e la libertà di tutti gli individui che popolano lo spazio globale...............Secondo Fukuyama (La fine della storia e l’ultimo uomo, trad. it. Milano, 1996) il crollo dei regimi socialisti nell’Europa orientale e il conseguente indebolimento dei regimi ad essi assimilabili nel resto del mondo, permetterebbe di affermare la “fine della storia”, intesa come processo dialettico. Infatti, nella configurazione storico-mondiale successiva al 1989 non esisterebbero più seri ostacoli alla diffusione dei regimi di stampo democratico-liberale occidentale, perché non esiste più neppure l’avversario ideologico presente nell’epoca della Guerra fredda. Da questo punto di vista, “fine della storia” significa che esiste ormai un solo praticabile sviluppo, costituito dalla diffusione capillare e dal perfezionamento del modello economico del capitalismo occidentale, accompagnato da quello politico della democrazia-liberale. Questi due modelli costituiscono insieme il fine che la storia universale doveva raggiungere e la fine della storia intesa come sede di conflitti “dialettici” fra diverse ideologie.
Una posizione piuttosto diversa è quella di Samuel P. Huntington (Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale, trad. it. Milano, 1997), che non accetta la tesi della fine della storia, sostenendo anzi che la rottura dell’equilibrio bipolare, e il conseguente trapasso a una configurazione geopolitica multipolare, determina una situazione nella quale i conflitti si acuiscono e assumono un carattere irriducibile. Gli attori del mondo multipolare post-Guerra Fredda non sono più gli stati-nazione, quanto piuttosto le “civiltà”, il cui nucleo è costituito da una serie di valori condivisi dai suoi membri, di tipo principalmente religioso e culturale. Ne risulta una configurazione nella quale esiste un numero determinabile di grandi civiltà (che Huntington non riesce però precisamente a stabilire, oscillando fra le sette e le nove) che rappresentano ognuna il più ampio contesto identitario possibile per gli individui. L’appartenenza a una determinata civiltà è esclusiva, nel senso che comporta la totale lealtà verso di essa e un atteggiamento conflittuale verso tutte le altre.
Così, mentre Fukuyama sembra pronosticare un futuro di pacificazione fra le diverse culture, sulla scorta della diffusione globale del capitalismo e soprattutto della democrazia, evento che data l’univocità del processo storico appare inevitabile anche là dove meno sembra prevedibile, Huntington sembra più propenso a ritenere che i microconflitti scaturiti dalla fine del bipolarismo si trasformeranno in macroconflitti fra civiltà (occidentale, ortodossa, sinica, islamica, africana (forse), giapponese, indù, latinoamericana), determinati principalmente dalla incomunicabilità di principio fra sistemi di valore assoluti all’interno e impermeabili verso l’esterno.

Dal punto di vista metodologico, allora, la posizione di Fukuyama può essere definita “universalistica” nel senso che ammette la possibilità di individuare un nucleo di princìpi e di istituzioni in grado di diffondersi capillarmente fino a costituire il fondamento di una “civiltà universale” alla maniera di Immanuel Kant (Per la pace perpetua, 1795), riducendo progressivamente le occasioni di conflitto. La posizione di Huntington è invece affine al “relativismo culturale”, già proposto da Oswald Spengler ne Il tramonto dell’Occidente (1918-22), secondo il quale esistono tanti sistemi di valore assoluti quante sono le culture, sistemi che proprio per la loro assolutezza e autoreferenzialità rendono inevitabile lo “scontro” fra le civiltà....................................Secondo Beck, infatti, la globalizzazione è un fenomeno che deve essere controllato sulla scorta di alcuni princìpi di tipo etico-giuridico, senza l’ausilio dei quali i processi in atto si trasformerebbero in forze incontrollabili il cui esito potrebbe essere soltanto la distruzione dell’ecosistema globale. In tale contesto, l’Unione Europea viene considerata come un primo importante passo sulla via dell’unificazione mondiale, ed essa, che per prima si è mossa sulla via del superamento degli stati-nazione in vista di un ordinamento sovranazionale, ha il compito (la missione) di renderne partecipi tutti gli altri popoli della Terra, indicando loro la via da percorrere per raggiungere il fine ultimo: la creazione di una “repubblica federale mondiale” che permetta di sottoporre a correttivi gli effetti perversi dei processi di globalizzazione (economica, ma anche culturale).............I ristoranti fast-food e le carte di credito sono ben lontani dall’essere l’unica esportazione americana che sta cambiando radicalmente il globo. Inoltre, non è soltanto che gli Stati Uniti stanno producendo beni di consumo poi esportati nel resto del mondo. Ciò che i ristoranti fast-food e le carte di credito mostrano è il fatto che gli Stati Uniti hanno adesso intrapreso il business di creare, produrre ed esportare mezzi di consumo drammaticamente nuovi. Gli Stati Uniti, una volta centro di sviluppi rivoluzionari nei mezzi di produzione, oggi possono essere meglio descritti come il centro della creazione di mezzi di consumo radicalmente nuovi. Esportare i mezzi di consumo in altre società, spesso insieme ai beni che possono essere consumati tramite tali mezzi, è un fatto di importanza molto maggiore rispetto alla semplice esportazione di beni. Infatti, ciò altera radicalmente non solo ciò che le persone consumano, ma il modo in cui esse consumano.
La nozione di mezzi di consumo deriva dal concetto di Marx di mezzi di produzione, ovvero gli strumenti, le macchine, le materie grezze e tutto ciò che era posseduto dai capitalisti e di cui i proletari avevano bisogno per essere produttivi. I mezzi di consumo possono essere definiti come quelle cose possedute dai capitalisti che essi rendono necessarie per i consumatori, perché essi possano consumare. Le catene di ristoranti fast-food e il sistema di carte di credito rientrano chiaramente in questa definizione. Al pari dei marxiani mezzi di produzione, i mezzi di consumo dovrebbero essere considerati come fenomeni materiali. […]

Ritornando al tema centrale, i ristoranti fast-food e le carte di credito sono soltanto due innovazioni nei mezzi di consumo all’interno del continuo flusso che ci si può aspettare dagli Stati Uniti nei prossimi anni. Essi non solo soltanto fenomeni eccezionali; sono parte di un processo di lungo periodo che sta alterando il modo in cui le persone consumano e vivono.

Per evitare che il lettore possa nutrire ancora dei dubbi sulle conclusioni qui tratte, mi si lasci concludere con un altro esempio della rivoluzione nei mezzi di consumo, una rivoluzione ancora nei suoi primissimi stadi di sviluppo. Si tratta dell’emergenza dei cybermalls[centri commerciali cibernetici] su Internet. […] Ciò che colpisce in questa tendenza sono le sue implicazioni globali. Verrà un tempo in cui chiunque abbia un computer potrà attingere in qualsiasi luogo da Internet e dai suoi cybermalls. Assisteremo a un livello senza precedenti di omogeneizzazione nei consumi in tutto il mondo; il mondo avrà effettivamente il suo centro commerciale unico. I centri commerciali cibernetici, creati in America, e indubbiamente dominati – perlomeno all’inizio – dalla tecnologia e dal business americani, condurrà a livelli sempre maggiori di americanizzazione e omogeneizzazione.
.........................Una tendenza generale che troviamo nelle religioni occidentali contemporanee (principalmente ebraismo, cristianesimo e islam) è l’idea di un Dio che creò l’universo e che interviene regolarmente nella storia. Il messaggio implicito rivolto ai credenti è «Vai e fai altrettanto»; quindi, ci troviamo di fronte a una divinità attiva che costantemente modella e crea il mondo e si aspetta che i suoi fedeli facciano altrettanto. Dio spesso invia gli uomini in missioni per compiere opere divine nel mondo ed in alcuni casi anche attività economiche; ciò viene definito come una “chiamata” da Dio. Di conseguenza, una tendenza verso un orientamento così terreno, che enfatizza l’azione nel mondo per ordine del divino, è evidente nella maggior parte delle religioni occidentali, benché ognuna di loro possieda anche una teologia ultraterrena.
Le religioni orientali tendono invece a venerare sia le molte divinità, specializzate secondo le diverse funzioni, sia gli uomini che vengono divinizzati, come Buddha o Confucio. Queste divinità, piuttosto che impartire ordini ed intervenire nella storia, preferiscono semplicemente spiegare come opera l’universo e suggerire agli uomini come ottenere il meglio con quello che è stato loro predestinato in questa vita. Essi istruiscono la collettività a determinare il loro dharma (obbligo religioso/dovere) in un momento particolare della loro esistenza e ad adempierlo al meglio delle loro abilità: A causa del karma (la legge causa-effetto che governa l’universo) essi saranno premiati se fedeli all’impegno verso il loro dharma, o saranno puniti se falliranno nell’adempierlo. Quindi, il dovere di ognuno non è cambiare il mondo, come per le religioni occidentali, ma seguire i suoi precetti per sfuggire al suo controllo. La ricompensa abituale, secondo la tradizione indù e quella buddista, è un’incarnazione più benevola nella vita successiva, mentre la prevedibile punizione è un’incarnazione inn un’esistenza seguente meno favorevole. Non si tratta quindi di essere o meno morale o immorale, oppure di fare o non fare ciò che gli dei suggeriscono, ma di essere armoniosamente allineato con l’universo. […]

venerdì 15 aprile 2016

Casaleggio lascia in eredita' al fjglio un nuovo sistema operativo per le elezioni e discussioni in rete : Rousseau

cose2
Risultati immagini per rousseau

fitosorveglianza

http://www.epicentro.iss.it/focus/erbe/aggiornamenti.asp


(14 aprile 2016) Disturbi dello spettro autistico e terapie complementari

(24 marzo 2016) X Corso “Riconoscimento e segnalazione di reazioni avverse da prodotti di origine naturale”

(10 marzo 2016) Allergie stagionali e rimedi naturali
Risultati immagini per piante medicinali
(10 marzo 2016) Tre video promuovono farmacovigilanza e fitosorveglianza

(3 marzo 2016) Menopausa e terapie complementari

Riporto solo un'estratto dell'ultimo breve articolo segnalato


Qual è la linea di fondo?
Che cosa sappiamo circa l'efficacia della salute complementare approcci per i sintomi della menopausa?
I fitoestrogeni , erbe e altri prodotti naturali non sono stati chiaramente dimostrato di alleviare i sintomi della menopausa.
La ricerca sulle ipnoterapia e meditazione di consapevolezza è nelle sue fasi iniziali, ma alcuni studi hanno avuto risultati promettenti.
L'agopuntura non ha dimostrato di essere più efficace di agopuntura simulata per alleviare le vampate di calore.
Lo Yoga non è stato dimostrato per alleviare le vampate di calore, ma può essere utile per alcuni sintomi associati alla menopausa.
L'evidenza non supporta sostiene che misura misti (composti) bioidentici ormoni sono più efficaci di terapia ormonale convenzionale.

Che cosa sappiamo circa la sicurezza della salute complementare approcci per i sintomi della menopausa?
I prodotti naturali possono avere effetti collaterali o interagire con i farmaci, e poco si sa circa la loro sicurezza a lungo termine.
Pratiche di mente e corpo , come l'agopuntura, l'ipnosi, la meditazione, lo yoga e hanno buone record di sicurezza.
Su misura mista ormoni bioidentici non hanno dimostrato di essere più sicuro rispetto ad altre forme di terapia ormonale, e il loro contenuto può variare da lotto a lotto.

Ucraina

Ieri a Kiev è arrivato il vicepresidente Usa, Joe Biden, con un nuovo piano di aiuti all’Ucraina da 190 milioni di dollari


di Eugenio Cipolla
In Europa, quella geografica s’intende, c’è una guerra (oramai) dimenticata che da quasi due anni sta flagellando un paese intero: l’Ucraina. Oggi, a un paio di mesi di distanza dall’ultimo report, l’Alto commissariato Onu per i diritti umani, ha diffuso un nuovo bilancio delle vittime della guerra in Donbass. Da aprile 2014, sono 9.098 i morti negli scontri tra l’esercito regolare e i separatisti filorussi, mentre 20.732 sono i feriti. I combattimenti, dopo un periodo di tregua vera, sono ripresi con una certa costanza, anche se in maniera meno diffusa rispetto all’ultima crisi.......................Ucraina, la guerra dimenticata: 9.000 morti dall’inizio del conflitto

giovedì 14 aprile 2016

kYENGE : “Verso la fine del regolamento di Dublino”

l.m. 
un po' utopistico il rapporto della Kyenge che disegna una Europa che non c'e', e che e' ostile alle mere politiche di accoglienza, che deve diventare buonista , non articolata, basata solo  sull'accoglienza tout court. L'integrazione e' una cosa complessa e la Kyenge trascura proprio gli aspetti essenziali e determinanti: l'acculturazione dei migranti che nulla sanno delle tradizioni europee e della cultura  e della storia millenaria dell'Europa. Come possono integrarsi? Costruire un uomo nuovo europeo cosciente della multipolarita' significa creare un uomo acculturato sulle storie europee ed africane , perche' possa gradualmente creare una sua identita' positiva che operin una sintesi creativa, positiva , che sintetizzi e superi i  limiti delle due culture. Negli usa , melpot, per definizione, questo e' stato piu' semplice, non essendoci una storia millenaria alle spalle ma solo due storie : quella dei nativi, con la loro cultura animistica, molto rispettosa dell'ambiente e della natura , e quella dei fuoriusciti , all'inizio ex xdetenuti, dalle nazioni europee. Non c'erano strutture archeologiche a rocordare il passato , non c'erano dipinti di Leonardo, o di Brunelleschi, non c'erano gli Uffizi, non c'erano i resti dei templi della magna grecia , non c'erano le radici della filosofia di Platone o di Aristotele ad influenzare il processo identitario. In Europa invece c'e' tutto questo meravioglioso ma articolato e complesso "peso" da elaborare insieme alla storia africana , che spesso e' una storia di liberazzione dal colonialismo con tutti i drammi che questo ha comportato,in Africa c'e' stato il superamento dell'animismo , religione primitiva ma molto articolata , al contrario di quanto si pensa, c ome ci ha insegnato Bastide.
Il recupero , la sintesi, la creazione del puzzle e' piu' complesso e richiede tempo.    Diversamente prevarra' una cultura dell'esclusione , quella che ha portato gli abitanti delle Banlieau francesi a recuperare un processo identitario fuori del tempo, basato su un Islam violento, marziano, distante da ogni valore umano ed umanitario.


Il rapporto mette le basi per una vera politica comune europea sull’immigrazione e l’asilo e si basa su un approccio globale al fenomeno migratorio perché per rispondere a questa crisi non c’è una sola chiave di soluzione e tutte devono essere fondate sul principio di solidarietà fra gli Stati Membri. Le soluzioni ci sono e ora lo spartiacque è tra chi, lavorando all’attuazione di questa agenda, è favorevole a risolvere la crisi migratoria affrontandola insieme a livello comunitario e i ‘contrari’ che desiderano invece utilizzarla per dissolvere l’Unione Europea”. Cécile Kyenge ha indicato, entrando nel merito delle proposte, che “con il Rapporto decretiamo la fine del regolamento di Dublino e la nostra scelta di campo è chiara: andare al di là del concetto dello stato di primo approdo che scarica tutto il peso sull’Italia e sulla Grecia. Proponiamo di istituire un sistema centrale e collettivo per l’assegnazione delle responsabilità. Non si presenterebbe più una domanda di asilo all’Italia o alla Grecia, ma all’Europa”. Kyenge ha sottolineato che “il salvataggio di vite umane diventa una priorità assoluta, così come la messa a punto di meccanismi che prevedano la ripartizione di beneficiari di protezione internazionale in tutti gli Stati membri dell’Unione europea. Gli Stati Membri adempiano i loro obblighi sulla ricollocazione”. Nel rapporto co-redatto da Kyenge insieme all’eurodeputata maltese Roberta Metsola (PPE) il Parlamento Europeo insiste sulla necessità di un meccanismo vincolante e obbligatorio di reinsediamento di un numero considerevole di richiedenti asilo direttamente dai campi profughi dei Paesi Terzi agli Stati Membri, i cosiddetti “corridoi umanitari”, senza tuttavia tralasciare il potenziamento di forme analoghe di solidarietà, come l’ammissione umanitaria e i visti umanitari, agendo anche sulle cause profonde dell’immigrazione. “Chiediamo – ha concluso Kyenge – delle misure specifiche per i minori a partire dal diritto all’assistenza legale, sanitaria, all’istruzione, alla tutela, e soprattutto alla non detenzione a causa della loro condizione”.