sabato 26 settembre 2009

L'obesità è un 'peso' sociale:

costa 8,3 miliardi all'anno In Italia quasi 4,9 milioni obesi, in futuro emergenza sanitaria  Obesità, emergenza sanitaria globale dei prossimi anni, ma anche un costo sociale che in Italia, dove ci sono quasi 4,9 milioni di italiani obesi, pesa per quasi 8,3 miliardi di euro all'anno. La determinazione del costo sociale dell'obesità in Italia rappresenta la prima fase di uno studio congiunto condotto dalla Scuola Superiore Sant'Anna e dall'Università Bocconi relativo all'obesità e alla Chirurgia Bariatrica. Il lavoro della Scuola Superiore Sant'Anna presenta i dati relativi alla prevalenza dell'obesità in Italia, negli USA e in Europa e svolge una revisione sistematica degli studi internazionali sul costo sociale dell'obesità, che ha permesso di stimare il costo sociale annuo di una "generica" persona obesa in 1.700 euro composti da 1.400 euro di costi sanitari e 300 di costi non sanitari.................. 

ghiacciai addio , da Virgilio

clicca x ingr. 

mercoledì 23 settembre 2009

Dati Istat sull'occupazione

dall'Istat , sito internet

Periodo di riferimento: II trimestre 2009 Diffuso il: 22 settembre 2009 Prossimo comunicato: 17 dicembre 2009 Nel secondo trimestre 2009 (*) l’offerta di lavoro registra, rispetto allo stesso periodo del 2008, una riduzione dell’1,0 per cento (-241.000 unità). Rispetto al primo trimestre 2009, al netto dei fattori stagionali, l’offerta di lavoro si riduce dello 0,2 per cento. Nel secondo trimestre 2009 il numero di occupati risulta pari a 23.203.000 unità, in forte calo su base annua (-1,6 per cento, pari a -378.000 unità). Il risultato sintetizza il protrarsi della caduta dell’occupazione autonoma delle piccole imprese, l’accentuarsi del calo dei dipendenti a termine e la nuova riduzione del numero dei collaboratori. In termini destagionalizzati e in confronto al primo trimestre 2009, l’occupazione nell’insieme del territorio nazionale registra una flessione pari allo 0,3 per cento. Il tasso di occupazione della popolazione tra 15 e 64 anni scende dal 59,2 per cento del secondo trimestre 2008 all’attuale 57,9 per cento. Il numero delle persone in cerca di occupazione sale invece a 1.841.000 unità (+137.000 unità, pari al +8,1 per cento rispetto al secondo trimestre 2008). Iil tasso di disoccupazione aumenta, passando dal 6,7 per cento del secondo trimestre 2008 all’attuale 7,4 per cento. Rispetto al primo trimestre 2009, al netto dei fattori stagionali, il tasso di disoccupazione aumenta di un decimo di punto

Libro Verde di Sacconi e la centralita' dell'individuo , osservazioni UAAR

UNIONE DEGLI ATEI E DEGLI AGNOSTICI RAZIONALISTI – UAAR CASELLA POSTALE 749, 35122 PADOVA - TELEFONO / SEGRETERIA / FAX 049 876 2305 E-MAIL info@uaar.it – SITO WEB www.uaar.it, clicca x documento intero

RESPONSABILITÀ INDIVIDUALE È sicuramente da apprezzare la centralità che il Libro verde ha assegnato alla persona. Uno degli aspetti più importanti della modernità è senz’altro il passaggio da una concezione della persona come “suddito”, incentrata sui suoi doveri, a quella di individuo, incentrata sui suoi diritti: diritti che non devono ovviamente prescindere dall’assunzione di precise responsabilità, ma che non devono nemmeno più essere compressi nel nome di una mentalità uniformatrice. È un passaggio che, per ragioni storiche e culturali, in Italia non si è mai realmente concretizzato, e che contribuisce fortemente ad ampliare il gap che ci divide da gran parte delle nazioni europee. Non solo la nostra società impedisce frequentemente all’individuo l’espressione compiuta del proprio potenziale: quasi sempre, impedisce addirittura che egli si renda conto di disporre di un suo potenziale. Condividiamo pertanto appieno la tesi (p. 10) che «una società che sia al tempo stesso dinamica e assai più competitiva» debba porre al centro del sistema l’individuo, «con i suoi diritti e le sue potenzialità, ma anche con le sue responsabilità».

.......................COMUNITÀ E INDIVIDUO...................Per questo motivo, parlare di «Welfare fortemente comunitario» (p. 15), a proposito di una società ormai fortemente plurale come la nostra, può indurre a pensare a un’opzione preferenziale per uno scenario di tipo comunitarista, caratterizzato cioè da una scelta privilegiata dello Stato nei confronti delle comunità, anziché dell’individuo: la cui personalità rischia di essere compressa all’interno del gruppo e le cui proiezioni relazionali sono in realtà mediate dalla comunità di appartenenza, siano esse etniche o religiose. È un’interpretazione che può essere suffragata dal riferimento (p. 10) all’esigenza di una «proposta compiuta, ancorata ad una solida visione della comunità», peraltro immediatamente seguita dal riferimento a un «un orizzonte integrale, che abbracci la persona nella sua totalità».............Peraltro, sia l’opzione multiculturalista, sia l’opzione monoconfessionale finiscono per accantonare, per tagliar fuori dall’attenzione delle politiche governative coloro che non appartengono ad alcun gruppo, specialmente se di tipo religioso, venendo meno al principio dell’universalità dei diritti. «La calamità dell’esclusione» – ha scritto il premio Nobel Amartya K. Sen – «può andare a braccetto con la benedizione dell’inclusione»9. L’uomo moderno è al centro di una rete di molteplici interconnessioni ed è caratterizzato da una pluralità di interessi, relazioni e appartenenze, da un’unicità che mal si concilia con l’appartenenza (che si vorrebbe inscritta nel DNA) a un solo gruppo.........................Ricordiamo inoltre come la stessa Unione Europea identifichi come «competenza sociale» la «capacità di comunicare in modo costruttivo in ambienti diversi, di mostrare tolleranza, di esprimere e di comprendere diversi punti di vista, di negoziare con la capacità di creare fiducia e di essere in consonanza con gli altri», individuando come basi della «competenza civica» il «pieno rispetto dei diritti umani, tra cui anche quello dell’uguaglianza quale base per la democrazia, la consapevolezza e la comprensione delle differenze tra sistemi di valori di diversi gruppi religiosi o etnici», creando così i presupposti per un atteggiamento positivo.............................CONCLUSIONI..........La prosperità economica di una società è certo strettamente legata ai livelli di salute e alla possibilità che le nuove tecnologie «garantiscano un futuro competitivo e sostenibile per l’Europa», come ha affermato la Commissione Europea69. Sono tuttavia determinanti anche altri fattori: alti livelli di educazione e di conoscenza, in particolare scientifica; spazi di confronto e di informazione che permettano al maggior numero di cittadini di formarsi una propria opinione, di esporla liberamente e di partecipare ai processi decisionali; riconoscimento delle diversità di genere, di orientamento sessuale, di concezioni del mondo. Una società viva non può più, nel terzo millennio, pensare di fare a meno di queste condizioni.

orso castano : l'articolo andrebbe letto al completo. E' interessante. Da' , ovviamente, una lettura di parte del libro verde. Lo valuta come un tentativo (a suo dire non ben riuscito , pur se positivo)  di conciliare i diritti del soggetto che rischia di venire , a suo dire , schiacciato , oltre che da una certa cultura dominante , anche da un welfare totem che impedirebbe addirittura al soggetto di prendere coscienza delle sue potenzialita'. Quindi e' favorevole ad un welfare minimalista , che supporta con sostegni indiretti il soggetto e la sua famiglia. Ma tornando sulla terra ed alle vicende che tutti possiamo osservare : la crisi economica ed ocupazionale e' massiccia e crescente , (al di la' delle parole suggestive del governo), la precarizzazione dilaga e non credo la si possa indicare come inevitale , se non auspicabile , filosofia di vita; gli ammortizzatori sociali all'italiana non funzionano e non puntano ad investimenti massicci nel campo della ricerca , lo stesso concetto di merito si sfarina e passa attraverso le forche caudine del familismo amorale o delle lobby di potere, che sempre piu', nella crisi,  si aggrappano ai loro privilegi . E' qui' che queste osservazioni si arenano , non sembrano utili per individuare una strada di uscita dai problemi la cui dimensione e' di massa.

musica

musica

ministro Sacconi e la "centralita' del soggetto" (magari...debole e senza rete)

dal blog GIORNALETTISSIMO , clicca

.................UN LIBRO DEI SOGNI SENZA SOGNI – Un libro dei sogni che parte, a dispetto dei continui richiami al pragmatismo di cui il documento è infarcito, da un assunto davvero “ideologico“: l’idea che, in questi tempi di crisi e di ristrettezze, occorre ridimensionare uno stato sociale ormai insostenibile, che non ci possiamo più permettere. E che va sostituito con un modello “alternativo” in cui lo stato tira i remi in barca e lascia il campo ad altri soggetti. Come si dice qui, “un nuovo modello sociale basato sul concetto di stato minimo e diversificato per settori e realtà territoriali, sull’individualismo e su una bilateralità unicamente sostitutiva dell’intervento pubblico. Un progetto in cui i più deboli sono destinati a diventare ancora più indifesi e con il quale si sostituisce il welfare universale con un modello neocorporativo“. Insomma, un sogno senza sogni, un volo con ali ipotetiche, l’ideologia dello stato minimo che affida le politiche sociali al privato sociale, la tutela della salute alla sanità privata mentre si disconoscono gli impegni presi con le regioni e si delineano risorse finanziarie palesemente insufficienti per il Sistema sanitario nazionale, il sistema pensionistico alle “soluzioni individuali” e le relazioni industriali alla bilateralità “anestetizzata” a-conflittuale e a-sindacale. Un sogno senza sogni. Che poi muoiono all’alba. LA RITIRATA DELLO STATO – Un modello ideologico, perché non è supportato da dati di fatto: il documento non contiene un dato che è uno. E allora, partiamo noi da un dato: in Italia la spesa per il welfare non è affatto superiore a quella degli altri paesi europei, caso mai il contrario. Non lo dice Giornalettismo, ma l’Eurostat: è il 26,4% del Pil contro il 27,8% della media Ue, il 29,4% della Germania, il 31,5% della Francia. Il nostro problema, da sempre, è casomai lo squilibrio esistente tra tutelati ed esclusi: ad esempio, il peso eccessivo della spesa per le pensioni, che il ministro Sacconi ha sempre detto di non voler riformare nonostante le ripetute dichiarazioni dei ministri Brunetta e Tremonti. Il nostro problema è casomai nella tutela di alcune categorie di lavoratori a spese degli altri, ma di fronte alle continue richieste di una riforma complessiva degli ammortizzatori sociali il ministro ha sempre fatto spallucce. Mentre nel libro bianco parla esplicitamente di welfare occupazionale, che però significa - guarda caso – che i lavoratori più forti possono assicurarsi più tutele, mentre ignora le condizioni dei lavoratori più deboli. Proprio mentre l’attuale flessibilità (che a Sacconi tra l’altro piace assai) comporta soprattutto per giovani e donne continui passaggi da occupazione a disoccupazione e a ri-occupazione.

link : prefazione : http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/7494E9D8-980B-4B82-9ECD-17DE4D368B52/0/PaginedalibroverdeDEF25luglio_presentezione.pdf

libro verde : http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/B8453482-9DD3-474E-BA13-08D248430849/0/libroverdeDEF25luglio.pdf

Presidenza del Consiglio dei Ministri :http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/libro_verde_welfare/

verso la catastrofe irreversibile

Il ministro scajola ha dimenticato che gli italiani bocciarono il nucleare con un referendum

da Virgilio : Nucleare/ Scajola sfida le Regioni ribelli: Consulta ci dirà sì Il ritorno all'atomo è un bene primario   Garantire all'Italia "energia elettrica a prezzi allineati con quelli degli altri Paesi europei nel pieno rispetto dell'ambiente è un bene primario per i cittadini e per la tutela dell'unità economica del Paese" e dato che "quest'obiettivo si può raggiungere solo con una quota di energia nucleare, crediamo che il potere sostitutivo del governo sia non solo legittimo ma necessario. Speriamo che la Corte Costituzionale confermi quest'orientamento". Così, in un'intervista a Libero, il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, intervie sul ricorso che sei Regioni hanno presentato alla Consulta in materia di politica nucleare. Secondo il ministro "il processo di rientro nel nucleare è trasparente e motivato".

orso castano : ancora il nucleare, in un paese ad alto tasso di zone sismiche. Altro che energia rinnovabile , inquinamento e dei peggiori. In Piemonte non e' ancora stato risolto il problema della  vecchia centrale di Caorso , ancora li ' in piedi, abbandonata eed intatta. Npon sanno dove depositare le macerie. Evvivva ! Bravo Scajola , quello, lo ricordo per averlo sentito personalmente in TV , che aveva detto che Biagi (poi assassinato dalle BR) "era solo un rompi......"

martedì 22 settembre 2009

Conferenza mondiale sul futuro della scienza , Venezia , 20/22 sett. 09

I temi in sintesi della Conferenza.............. La ricerca sul Dna non allungherà vita ma certo la migliorerà In futuro immaginabile sara' possibile check up completo con unico esame sangue Venezia , 21 set. (Apcom) - La ricerca sul Dna porterà a migliorare "la prevenzione, la diagnosi e il trattamento delle malattie". La sintesi della tre-giorni su 'Il Futuro della scienza' dedicata quest'anno alla 'Rivoluzione del Dna' e del segretario generale della Conferenza Chiara Tonelli. "L'obiettivo - spiega ancora - non è un ulteriore allungamento della durata della vita", che ha già quasi raggiunto il suo tetto, "ma far sì che si possa vivere bene, in salute, tutto il tempo", possibilmente fino all'ultimo. In un futuro forse non troppo lontano, si potrà così immaginare di controllarsi con un unico esame del sangue che fotograferà tutto il nostro stato di salute, indicando per esempio anche il principio di un tumore. "La maggior parte delle malattie - riassume ancora Chiara Tonelli - se diagnosticata precocemente può essere non solo curata ma guarita". In tema di prevenzione, per esempio, con la genetica si può pensare di creare alimenti non solo mirati ad alleviare la fame nel mondo ma anche che aiutino a prevenire l'obesità, come il pomodoro viola come una melanzana, ottenuto aggiungendo antociani, pigmenti presenti , per esempio, in fragole, mirtilli e ciliegie, che la ricerca condotta fino ad ora solo su topolini, con gli umani si sta iniziando, sta identificando come armi anti-obesità oltre che come potenti antiossidanti in grado di combattere le infiammazioni alla base di alcune malattie croniche. E per la cura? La domanda che alleggia è quando la ricerca sul Dna sarà in grado di curare i diversi tumori. "I tumori - sottolinea il genetista Edoardo Boncinelli - non sono le uniche malattie esistenti, anche se la la loro probabilità cresce con l'aumentare dell'età. Certamente il genoma ha spianato la strada ed ha aumentato la velocità per la ricerca su questa malattia, tenendo presente che non si tratta di una patologia unica ma di almeno duecento tipi: saremo in grado di affrontarne alcuni presto, altri tra qualche anno, altri ancora ci faranno penare. Non se ne può parlare - mette in rilievo - come si trattasse di un unico problema. la ricerca sui tumori - sottolinea - è comunque ben finanziata persino in Italia". Anche l'oncologo Umberto Veronesi, presidente della Conferenza e fondatore dell'Istituto europeo di oncologia, racconta come nella sua creatura ci siano cinquecento persone al lavoro sul tema.Quando si avranno dei risultati? Il Dna, sintetizza, ha fatto fare notevoli balzi in avanti. Ma è presto per sbilanciarsi su tempi precisi.

Creare la VITA in laboratorio .....Veronesi dal pensiero forte . "le magnifiche sorti e progressive", clicca

Creare la VITA in laboratorio non è solo un rischio, ma una possibilità in più. Il genetista americano Craig Venter ha fatto un altro passo avanti nel processo della creazione della “vita sintetica”. Dietro questa espressione, che suona un po’ oscura, c’è la realizzazione - dopo un lungo lavoro di laboratorio - di una nuova specie di batterio mai esistita prima. Il dna di un microrganismo è stato prelevato, modificato e inserito in un altro microrganismo, dando così origine a nuova forma di vita........Certo, la scoperta del “codice della Vita” - così si può definire la mappatura del genoma umano e lo studio della funzione dei geni – ha prodotto la più grande rivoluzione culturale della storia recente dell’uomo. E oggi pone dei nuovi interrogativi al nostro pensiero.Nel dna abbiamo trovato l’alfabeto per leggere il libro della biologia sulla Terra e ci troviamo a dover elaborare un nuova etica che tenga conto di un fatto inedito: la biologia umana non differisce molto da quella degli altri esseri viventi, ma l’uomo è l’unico in grado di intervenire su ogni forma di vita. Anche la sua.Purtroppo non è abbastanza diffusa la convinzione che la scienza non lavora per ciò che non è utile all’uomo e, dunque, processi tecnicamente fattibili, come la creazione di un dna artificiale o la clonazione, non saranno mai sviluppati se non in casi di provato vantaggio per il bene dell’umanità. Proprio per questa riflessione, la prossima Conferenza mondiale sul futuro della scienza, che si terrà a Venezia dal 20 al 22 settembre, ha per titolo “La Rivoluzione del dna”. L’obiettivo è, prima di tutto, quello di spiegare alla gente le straordinarie potenzialità di questa nuova conoscenza attraverso le testimonianze di Craig Venter e dei Premi Nobel Renato Dulbecco e James Watson. Si parlerà di genomica e della speranza di sconfiggere, grazie al trasferimento di geni, malattie degenerative (come il Parkinson e l’Alzheimer) ed evolutive (come il cancro). I geni sono anche la piattaforma per gli studi sulla longevità e sulle cure personalizzate, la chiave - applicati in agricoltura - per combattere la fame e la sete.

Medici sempre più sotto stress , da Doctor News del 22/9/09

Brunetta il "Rottamatore" , il nemico dei fannulloni",  quello che vuole svendere la sanita'... legga e mediti  !!! La dedizione al lavoro e ai pazienti, la paura di commettere errori, i turni a volte massacranti li rendono vulnerabili. Fragili, cercano rifugio nell'alcol e nella droga e arrivano al suicidio 2-4 volte più spesso rispetto alla media generale

Si chiama dipendenza patologica professionale, una malattia pericolosa che, se non curata, può portare anche a soluzioni estreme. E spesso proprio i dottori non cercano aiuto e non si curano. Non è un caso che, in tutto il mondo, il tasso di suicidi tra i camici bianchi è due volte superiore a quello della popolazione generale tra gli uomini e addirittura quattro volte tra le donne. Numeri da brividi, che hanno origine proprio dalle dipendenze legate alla professione."Secondo quanto registrato in Spagna, Paese molto simile a noi anche nel sistema sanitario, i medici che trovano rifugio nell'alcol, nelle droghe e nel gioco d'azzardo, sono circa il 12%. Di questi, l'8% ha problemi con l'alcol". A riferirlo è l'allergologa dell'ospedale Sant'Anna di Torino Paola Mora, responsabile del Centro studi Albert Schweitzer, che ha organizzato un congresso nazionale sul tema dal titolo 'Ardere, non bruciarsi', in programma sabato alle Molinette di Torino. Un appuntamento che porrà l'accento proprio su quanto poco si è fatto e si sta facendo in Italia per affrontare questa emergenza. "Nel nostro Paese - spiega Mora - non si è fatto alcun tipo di indagine in questo senso. Non a caso i dati che abbiamo ci arrivano da oltreconfine. In Spagna, tanto per fare un esempio, da 10 anni il loro Ordine dei medici ha iniziato un programma specifico che si chiama 'El Paime'. Un programma dal quale è emerso che circa il 12% dei 165 mila camici bianchi spagnoli soffrirà almeno una volta in carriera di queste dipendenze. Stiamo parlando di circa ventimila professionisti". Adottando questa formula anche in Italia, sarebbero circa 40 mila i camici bianchi italiani alle prese con questi problemi. A finire nel tunnel della dipendenza sono soprattutto i medici più bravi e stakanovisti. "A cadere nella trappola - spiega Mora sono proprio i camici bianchi che dedicano tutta la loro vita al lavoro. Sempre pronti a correre in ospedale e sostenere turni massacranti". Professionisti 'scoppiati' che iniziano a essere depressi e a rifugiarsi nell'alcol o nella droga o in entrambi. Per far fronte a questo tipo di problemi ci si dovrebbe rivolgere a strutture assistenziali pubbliche "alle quali il medico non può rivolgersi, perché - spiega l'esperta - si ha paura di essere riconosciuti e di avere ripercussioni sulla carriera". Una vera emergenza che da noi sembra ignorata, ma non lo è negli altri Paesi. "Negli Usa - spiega - esiste un programma federale che dà ottimi risultati.Il 75% dei medici riesce infatti a risolvere i propri problemi". In Italia, secondo l'esperta, buio fitto o quasi. "In Piemonte - sottolinea Moro - il Centro torinese di solidarietà, l'Adimed (Associazione difesa del medico) e lo Schweitzer hanno elaborato il primo progetto destinato al personale sanitario in difficoltà". Un progetto ancora rimasto sulla carta. "Per renderlo operativo - conclude - chiediamo aiuto alle Istituzioni e alla Federazione nazionale degli Ordini dei medici. E anche all'Istat, affinché si cominci a fare delle rilevazioni anche da noi"

orso castano: il comportamento del "Rottamatore" "va a morire ammazzato" non e' qualificabile  oltre che ingiustificabile. Attendiamo che i  sindacati medici aprano finalmente le procedure per verificare l'incostituzionalita' dei suoi decreti!!

Influenza A: operazione pandemia? riceviamo via mail e pubblichiamo

Da:Benedetta Saglietti (eusebioeflorestano@gmail.com) Che ne pensano i medici di un video del genere? un saluto Benedetta........................ E' difficile ignorare che l'allarme mondiale per l'influenza A sta di fatto arricchendo l'industria farmaceutica, come spiega bene su AgoraVox tale Lucio, citizen-journalist maestro di scuola primaria... Gli fa eco quest'interessante video-inchiesta che gira su YouTube. Che cosa ne pensate? La trovo piuttosto convincente. Mi ricorda il migliore Michael Moore, quando in uno dei suoi primi film-documentari denunciava il giornalismo americano che faceva da megafono agli allarmi lanciati dalle lobby governative che alimentavano la paura collettiva per qualsiasi cosa, distraendo l'attenzione dai veri problemi su cui indagare: non la povertà, la disoccupazione, le guerre, la malasanità, le carenze nelle scuole o le frodi ai danni dei cittadini, ma l'invasione delle zanzare-tigre, delle api-assassine, ecc. ecc. ... orso castano: speriamo bene per la comprensione della lingua. Ovviamente chi sta al potere ha tutto l'interesse a "distrarre" l'informazione dai problemi piu' gravi che richiedono cambiamenti nella distribuzione delle risorse e del potere. Il mercato dei farmaci e' ormai un mercato globale controllato dalle multinazionali ma bisogna stare attenti a demonizzare tutto. Si rischia di buttare via con l'acqua sporca anche il bambino.I problemi vanno analizzati caso per caso.Grazie.

doc sub : video , clicca e commenta, anche via e-mail , pubblicheremo le mail

lunedì 21 settembre 2009

Che bella la Sanita' Pugliese !

“Le scelte di Federmeccanica rappresentano un atto di arroganza intollerabile”, ha detto il Segretario Generale dei metalmeccanici della CGIL, Gianni Rinaldini, dopo aver ricevuto e preso visione della lettera indirizzata in serata dall´organizzazione delle imprese al sindacato, al termine del consiglio direttivo tenuto a Milano, in cui la stessa federazione ha formalmente risposto ai quattro punti indicati dalla FIOM CGIL, per scongiurare un´intesa separata ed eventualmente anche la decisione di scioperare. Federmeccanica ha respinto la richiesta di bloccare i licenziamenti ritenendola “in se inaccettabile in quanto esporrebbe le imprese che necessitano di ristrutturare gli organici a morte sicura”. E sulla questione della sospensione dell´applicazione dell´accordo separato sul modello contrattuale e, conseguentemente, di un via libera ad una soluzione economica transitoria, un accordo ´ponte´ per i prossimi due anni, ha sostenuto come non “è nelle disponibilità delle singole categorie” farlo, spettando invece alle confederazioni. orso castano : la precarizzazione del posto di lavoro e , direi, del sistema di vita, in moltissimi suoi aspetti, a partire dalla scelte che molte donne fanno di rinviare o di non avere dei figli , sta portando a conseguenze sociali e soggettive molto gravi. Qualche studioso , non so se illuminato o meno , quasi quasi non disapprova e parla di societa' "fluida" , all'interno della quale anche i"valori si fluidificherebbero" . A me sembra che questa fluidificazione dei valori non ci sia, c'e' piuttosto una violenta costrizione a rinviare scelte di vita fondamentali, costrizione determinata da una cronica e vasta carenza/assenza di forme di ammortizzazioni sociali che dovrebbero tutelare i soggetti, sopratutto i piu' deboli, consentendogli di vivere una vita degna e non disumana, come quella che vive chi e' al limite della poverta'. Cosi' il conflitto tra forze del lavoro e capitale rinvia agli interventi mancati e distorti che questo stato va facendo, non tutelando le fasce deboli. E' forse questo quello che il ministro Sacconi nel suo documento programmatico intende per "vogliamo porre al centro di tutto la persona", cioe' ciascuno si arrangi ed "impari a far qualcosa" come dice la Gelmini agli insegnanti?.......

cosa propone Magistratura Democratica per la Giustizia

.........................Occorre proseguire in questa direzione concentrando l'azione sui temi più scottanti e sensibili:  l'immigrazione, che costituisce banco di prova della democrazia e della tenuta dei principi di civiltà e di uguaglianza su cui si fonda il patto costituzionale ,  il carcere, e l'aumento della popolazione carceraria, dovuto al'aumento della criminalizzazione, piuttosto che al dato oggettivo dell'aumento dello della criminalità;  il diritto dell'economia, a fronte di una crisi che sconfessa ogni fiducia illimitata nella capacità del mercato di fornire a tutti garanzie ed opportunità;  il processo penale e la sua evoluzione dopo l'introduzione del modello accusatorio, ribadendone la funzione di accertamento dei fatti di reato e delle responsabilità individuali, nel pieno rispetto delle regole e delle garanzie sin dalla fase delle indagini;  il sequestro e la confisca dei profitti illeciti e dei patrimoni di mafia, con una ricognizione dell'attività giudiziaria in materia di misure di prevenzione patrimoniali, anche alla luce delle recenti modifiche normative;  il funzionamento della giustizia civile quale tramite di tutela efficace e tempestiva dei dritti individuali e collettivi di fondamentali principi di uguaglianza.  Magistratura democratica intende continuare nel suo impegno a fianco dei colleghi che operano nelle realtà più difficili e disagiate, esponendosi in condizioni ambientali spesso compromesse per affermare il valore della legalità. La vicinanza, anche fisica, alle realtà meridionali, deve continuare, per supportare l'azione dei singoli, sia sul piano del presidio della legalità, sia su quello della denuncia delle situazioni opache, se non colluse, all'interno degli uffici.  In materia di diritto del lavoro, Md intende contrastare con forza il processo di riduzione dei controlli attraverso l'ampliamento dello spazio di discrezionalità del datore di lavoro, strategicamente rivolto all'indebolimento dell'unità sindacale, ed alla compressione del ruolo della giurisdizione: occorre riportare il focus dell'intervento giurisdizionale sulla persona e sulla dignità del lavoro e del lavoratore, fondamento della nostra Costituzione e delle Carte europee. E' imprescindibile un intervento riformatore serio sul sistema italiano di welfare, efficace ed equo e capace di realizzare forme di inclusione attiva di tutti i lavoratori, indipendentemente dalla forma contrattuale del rapporto, auspicando l'introduzione di forme di tutela universalistica dei "minimi vitali", funzionale ad evitare che consistenti fasce di popolazione scivolino verso la povertà e la compromissione dei diritti di cittadinanza, civili, politici e sociali.  MD rinnova il proprio impegno in favore della riapertura del processo di costituzionalizzazione dell'Unione e più in generale per una profonda democratizzazione del suo sistema decisionale attraverso il rafforzamento dei poteri del Parlamento Europeo e delle forme di partecipazione della società civile e dei cittadini alla sfera pubblica europea. Tappa essenziale di questo riavvio del "discorso costituzionale" rimane la ratifica definitiva del Trattato di Lisbona che consente di conservare le innovazioni più significative del vecchio Progetto di costituzione europea, a cominciare dalla formale obbligatorietà della Carta dei diritti dell'U.E. MD ribadisce l'urgente necessità del rafforzamento del capitolo sociale dell'Unione a fronte della crisi economica internazionale e dei rischi di disoccupazione di massa e delle difficoltà in cui si trovano i sistemi di tutela sociale nazionale, attraverso la predisposizione dei " minimi di trattamento comune" e la promozione del dialogo sociale. Ribadisce il suo impegno più che decennale per la costruzione e il completamento di un sistema di protezione dei diritti fondamentali multilivello incentrato sulla compenetrazione tra Costituzioni nazionali e Carte dei diritti sovranazionali e sul principio del " trattamento di miglior favore" che valorizza il ruolo del giudice ordinario come motore e cuore dell'intero sistema. Manifesta, in questa prospettiva, la propria soddisfazione per l'imponente "applicazione anticipata " della Carta di Nizza ad opera delle Corti i ogni livello .  Ricorda l'imponente lavoro realizzato da Medel in questi anni che ha intensificato i legami tra i gruppi professionali di vari paesi e guadagnato il ruolo di interlocutore privilegiato sia degli organi dell'UE che di quelli del Consiglio d'Europa. Il confronto e il rapporto tra magistrati europei, se si vuole una presenza garantistica efficace orientata ai valori del costituzionalismo europeo, si rivela come una risorsa strategicamente decisiva.  Approvato all'unanimità, Modena 29 marzo 2009

orso castano : condivisibile il documento, per la prudenza (nessun accenno , quindi nessuna polemica) alla separazione delle carriere . Questo pero' e' solo il documento di presentazione del congresso nazionale....vedremo il dibattito. La giustizia comunque e' deteminante per la sicurezza dei cittadini.

mercoledì 16 settembre 2009

Le reti sociali e la sete di dati , un rischio per la tutela della privacy, l'ombra di un Grande Fratello

II potere dei network e di tutti gli altri ......Un'opportunità per gli statistici, un rischio per la tutela della privacy .Oggi più che mai si fa largo utilizzo di espressioni quali "Web Sociale" e "Web par-tecipativo", al fine di enfatizzare due degi aspetti principali attorno ai quali ruota quel grande meccanismo comunemente chiamato internet: la facilità con la quale gli internauti riescono a interagire tra loro e il potere che ciascun utente ha di produrre contenuti (user generated content). Quest'ultimi, presentati nelle forme multimediali del momento (testo, audio, video), contengono una grande mole di informazioni relative al loro autore; è il cosiddetto "bias dell'informazione", secondo il quale chiunque dia vita a un contenuto non può esimersi dal corredarlo di tracce personali. Molto importante è poi la tendenza alla creazione di reti sociali virtuali, in grado di mettere in contatto persone dalle caratteristiche affini; ciò richiede specifiche piattaforme (i social network) e la completa disposizione dell'utente a fornire informazioni genuine su di sé, che aggregate permettono la creazione di un profilo accessibile a chiunque e necessario per la riuscita del "gioco". Entrambi questi aspetti fanno sì che in Rete vi sia un inesauribile flusso di dati personali (talora sensibili) , alcuni volutamente condivisi, altri ingenuamente creduti al sicuro, che ne fanno un interessantissimo laboratorio perle indagini statistiche. Ma chi ha la possibilità di registrare ed elaborare questi dati? Principalmente i proprietari delle piattaforme web, gli unici in grado di tracciare e in seguito analizzare il comportamento dei propri utenti. Questi enormi concentrati di informazioni personali attraggono i centri di studio statistici e i gruppi di marketing, che per potervi accedere devono però pagare i proprietari delle .piattaforme; nasce così il mercato dei dati aggregati, fondato sul commercio dei dati personali quotidianamente lasciati in Rete. Tra le piattaforme in grado di immagazzinare il maggior flusso di informazioni è leader Facebook, che ha il grande vantaggio di essere generalista, il che gli permette di ospitare un'utenza eterogenea e di disporre quindi di ogni sorta di dati sensibili. Un vantaggio che, racconta Daniele Frongia (dirigente interno Istat), non nasconde di voler sfruttare. L'obiettivo è infatti quello di mappare le relazioni tra individui mediante un'avanzata ricerca antropologica e sociale, al fine di creare veri e propri grafici matematici esplicativi dell'articolarsi delle relazioni umane. Una ricerca dall'alto tasso informativo, che diviene preoccupante se pensata totalmente nelle mani di un'unica azienda. La possibilità di reperire dati personali in Réte non si esaurisce con i social network: come spiega Davide Bennato (docente di Sociologia della ricerca e innovazione all'Università La Sapienza di Roma) sono sempre di più i portali che chiedono agli utenti pareri e previsioni in merito a qualcosa (film, attore, presidente, governo) con l'obiettivo di aggregare le loro risposte e dar vita a previsioni e indagini culturali. Per indurre gli utenti a partecipare al meccanismo vengono sfruttati i più articolati stratagemmi: da premi virtuali a coloro le quali previsioni si rivelano veritiere, a vere e proprie ricompense in denaro; tra questi fece scalpore il portale che chiedeva agli iscritti di scommettere denaro sulla zona del Medio Oriente che nei mesi a venire sarebbe stata colpita da un attentato. Un servizio dietro il quale non si celava sadismo, bensì la volontà di comprendere quali fossero le zone più a rischio secondo il parere popolare, per poi prendere le dovute precauzioni. All'obiezione secondo la quale indagini statistiche incentrate su dati raccolti in Rete non abbiano valore universale risponde Chris Anderson, direttore di Wired: con il trascorrere del tempo la coda lunga della Rete sarà in grado di fornire quantità di dati tali da poter essere definite universali. Ciò sancirà la scomparsa del metodo sdentitico di campionatura che tuttora sta alla base degli studi statistici, sostituito dal data mining di queste gigantesche quantità di informazioni. Oggi la tendenza è di riconoscere l'aspetto "social" della Rete come un valore aggiunto per le indagini statìstiche, sebbene centri di statìstica tradizionali (Istat, Eurostat, National Statìstics), per loro stessa ammissione, non facciano diretto utilizzo di questa tipolpgia di dati, dal momento che richiedono una tecnica di reperimento che esula dai rigidi standard ai quali da tempo sono soliti fare affidamento. Questa, sempre secondo Bennato, si articola in diretta o indiretta. Nel primo caso si tiene conto delle classifiche, delle votazioni, delle preferenze che gli internauti manifestano apertamente, nel secondo si mira alla creazione di un profilo per ciascun utente generato dall'analisi delle caratteristiche, degli elementi ricorrenti e di altri aspetti distintivi presenti negli user generated cóntent (siano essi con fini divulgativi, personali o altro). Esistono inoltre studi statistici che per mezzo di Robot, software silenziosi installati su j computer di utenti-campione,  ne registrano ogni attività in Rete; sfruttando così la tendenza culturale alla socializzazione e alla condivisione, possono reperire ingenti quantità di informazioni bypassando le piattaforme. A rallentare l'insediamento dei Robot si oppongono lampanti problematiche legate alla privacy, che rapportate però al mercato dei dati aggregati e alle analisi antropologiche sui rapporti umani, rischiano di passare in secondo piano. GUIDO ARATA , da nova'a del Solke 24ore del 13/7/09

Ass. Lavoro over 40 : una petizione per i senza lavoro over 40 , clicca x doc.integ.

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OGGETTO: Petizione a sostegno dei disoccupati over 40. Illustri Onorevoli, con la presente vorremmo attirare la Vostra attenzione su un fenomeno preesistente alla crisi economica dell’ultimo anno, ma amplificato da essa: la disoccupazione over 40. Chi sono i disoccupati over 40? Uomini e donne ritrovatisi senza un lavoro da un giorno all’altro per la crisi e che incontrano oggettive difficoltà a rientrare nel mondo del lavoro. Uomini, spesso unica fonte di reddito per le proprie famiglie o per se stessi, troppo giovani per andare in pensione, ma ritenuti, a torto, un costo troppo alto da sostenere. Donne uscite dal lavoro per dedicarsi alla famiglia, inizialmente per un periodo limitato necessario alla gestione dei figli, ed alle quali non viene più data la possibilità di ritornarvi. Sono fantasmi perché ogni giorno devono lottare non solo con la frustrazione di non rappresentare un sostegno per la propria famiglia, ma anche con la difficoltà di farsi ascoltare, di essere considerati in base alla propria esperienza e non “solo” in base alla propria età anagrafica. Tutto questo in un momento particolare della propria vita in cui si ritrovano a fare i conti con i costi di gestione di una famiglia già avviata, ma troppo “giovane” per essere autonoma. In un momento della loro vita lavorativa in cui si credeva di poter rappresentare un “valore” che viene puntualmente ignorato a fronte di un mero vantaggio economico, spesso infondato. Dietro ogni disoccupato over 40, si nasconde il rischio di un mutuo non pagato, di un figlio che non potrà continuare gli studi, di una famiglia senza possibilità di pagare un affitto, di una pensione futura che non arriverà mai ai contributi minimi per essere rimborsata e di una disperazione che in alcuni casi sfocia in gesti estremi, senza possibilità di ritorno. Un costo sociale troppo alto per essere ignorato. La situazione è ulteriormente aggravata per i soggetti diversamente abili e per i soggetti affetti da malattie professionali causa d’inabilità permanenti. Chi Vi scrive tocca ogni giorno con mano i disagi dell’essere un disoccupato over 40. Siamo stanchi di essere ignorati, privati di un “plus valore” costato anni di sacrifici e di gavetta, defraudati della dignità e dell’orgoglio d’essere parte attiva nella società e nelle nostre famiglie. Per questo chiediamo misure “concrete” volte a monitorare il problema ed a risolverlo, dal momento che da soli, i corsi di formazione previsti dalla Comunità Europea, risolvono parzialmente il problema a medio termine e non tengono minimamente conto dell’urgenza della situazione. Inoltre, l’attuale legge Biagi prevede interventi con sgravi contributivi per gli over 50 (art 54 e segg.), mentre la criticità è individuabile già dai 40 anni. In passato altri “appelli” sono stati tentati in più occasioni, da parte di associazioni che si occupano del problema, attraverso petizioni consegnate al Senato o alla Camera, a partire dal 2003, per un totale di 10.000 firme, ma senza la minima attenzione. Nel frattempo il problema si è enfatizzato, al punto che, recentemente, il Papa Benedetto XVI, nella sua ultima enciclica, ha caldamente raccomandato di non dimenticare coloro che perdono il posto di lavoro ed ai quali è doveroso rivolgere la massima attenzione e cura. Non ultimo, il nostro Presidente del Consiglio, il quale ha condiviso l’invito del Papa confermando la volontà, in occasione del G8 tenutosi a L’Aquila, di porre attenzione a coloro che si ritrovano disoccupati da un giorno all’altro, per cause che prescindono dalla loro competenza o dalla volontà personale............