lunedì 5 ottobre 2009

Il caso Lexapro e la depressione in età pediatrica

Nel marzo 2009, l’FDA ( Food and Drug Administration ) ha approvato l’antidepressivo Lexapro ( Escitalopram ) nel trattamento del disturbo depressivo maggiore nei pazienti in età pediatrica ( 12-17 anni ). Secondo la società produttrice del farmaco Forest Laboratories, nei soli Stati Uniti, quasi 2 milioni di bambini e adolescenti hanno sofferto di depressione maggiore nel corso del 2008. Qualche mese prima dell’approvazione, il Dipartimento di Giustizia statunitense aveva accusato Forest Laboratories di aver promosso l’uso pediatrico di Lexapro nei pazienti in età pediatrica. Lexapro, come gli altri antidepressivi può promuovere pensieri suicidari in questa popolazione di pazienti. Il Wall Street Journal, in precedenza aveva riportato che il Dipartimento di Giustizia aveva accusato Forest Laboratories di aver violato le leggi anti-tangente, versando soldi ai medici affinché prescrivessero Lexapro ai pazienti pediatrici. Forest Laboratories è stata anche accusata di aver nascosto i risultati di uno studio che aveva concluso che Lexapro e Celexa ( Citalopram ), un altro antidepressivo, non erano farmaci efficaci nel trattamento dei pazienti pediatrici. Pur conoscendo che i farmaci non erano efficaci nei bambini e negli adolescenti, e che potevano causare pensieri suicidari in questa popolazione, Forest Laboratories promosse Lexapro e Celexa nel trattamento della depressione pediatrica, utilizzando uno studio più favorevole. E in quel periodo, l’FDA non aveva ancora approvato il farmaco in questa popolazione di pazienti. Negli Stati Uniti, Lexapro, che è stato approvato nel 2002 per il trattamento della depressione negli adulti, appartiene alla classe degli SSRI ( inibitori selettivi del riassorbimento della serotonina ). Nella scheda tecnica di Lexapro così come in quella degli altri antidepressivi è incluso un Black Box Warning riguardo all’aumentato rischio di suicidalità ( pensieri suicidi e comportamento suicidario ) nei bambini, adolescenti e giovani adulti in studi di breve periodo.

Dopo la spirale di suicidi fra dipendenti dell'azienda, sostituito il numero due di France Telecom , clicca

da APCOM , Dopo la spirale di suicidi fra dipendenti dell'azienda , avvicendamendo ai vertici di France Telecom dopo la spirale di suicidi, 24 in un anno e mezzo, fra i dipendenti del gruppo. L'azienda ha annunciato oggi le dimissioni del numero due, Louis-Pierre Wenes, che verrà sostituito da un fedelissimo di Nicolas Sarkozy, Stephane Richard, ex direttore di gabinetto del ministro dell'Economia, signora Christine Lagarde. Richard, nominato a luglio direttore generale con delega alle questioni internazionali di France Telecom,.............. 

domenica 4 ottobre 2009

le leggi dello stato : i Comuni non possono usare iresidui passivi !!!

da Agora' , rivista on line del Comune di Torino del 2/10/09
Un Consiglio aperto lunedì in piazza castello
Rivedere le regole finanziarie per i comuni, a partire dal Patto di stabilità. E’ questo che chiederanno, attraverso una mozione, i Consigli comunali del Piemonte che si sono dati appuntamento per un Consiglio comunale aperto, lunedì 5 ottobre alle 10.30, in piazza Castello a Torino ed al quale sarà presente anche l’assemblea elettiva di Palazzo civico. Sindaci Con le attuali regole, infatti, il patto di stabilità interno blocca nelle casse comunali quantità considerevoli di euro di residui passivi che sarebbero invece, secondo i comuni, immediatamente spendibili per investimenti. Si tratta di risorse che i comuni non possono utilizzare neanche per completare lavori già appaltati e/o in avanzata fase di realizzazione o destinare a situazioni di emergenze sociali. In Piemonte, spiega Amalia Neirotti, presidente dell'Assemblea Anci piemontese, sono 131 i comuni toccati dal Patto di stabilità (riguarda i comuni con più di 5mila abitanti) su un totale di 1206. Il Consiglio verrà introdotto da Beppe Castronovo, in qualità di presidente del Consiglio comunale di Torino, che ha convocato la seduta, su invito dell’Assemblea regionale dell’ANCI (Assemblea nazionale comuni italiani) "Obiettivo della seduta", spiega Amalia Neirotti, presidente dell'Assemblea piemontese dell'Anci, "è quello di votare congiuntamente una mozione relativa ad una possibile modifica del Patto di Stabilità, la cui bozza è stata preparata durante una riunione dell’ANCI regionale a fine luglio, tenutasi a Rivalta". In caso di maltempo, l’iniziativa alla quale potranno assistere i cittadini, si svolgerà nel foyer del Teatro Regio.

messina : da anni in pericolo !! La Regione, lo stato che hanno fatto ?

Messina, tragedia annunciata: "Decine di vittime, centinaia i dispersi, morire di fango" Striscia la notizia ci mostra un' alluvione a Messina che purtroppo non ha destato attenzione nei mezzi di informazione. La gente è in difficoltà ed ha bisogno di aiuto!

w la liberta' di stampa e di espressione

Saviano parlà della necessità per un giornalista di poter svolgere tutti il proprio lavoro tranquillamente, senza dover subire attacchi personali sul proprio privato. Parla anche di "onore" Una folla enorme alla manifestazione contro Berlusconi per la libertà di espressione

capoccioni, piani alti, e ministri....come Brunetta : come "governare internet" , i blogger ....sono tagliati fuori. Nessun dibattito sulla rete.

..................Tra i temi affrontati, alcuni nodi di grande attualita': la liberta' di espressione, la sicurezza, l'anonimato in Rete, il diritto d'autore, i diritti e doveri degli utenti e le reti sociali. Al Forum sono stati invitati, tra gli altri, i Ministri Mariastella Gelmini, Renato Brunetta e Giulio Tremonti, il Viceministro Paolo Romani e alcuni dei parlamentari piu' impegnati su questi temi, tra i quali Antonio Palmieri, Luigi Vimercati e Vincenzo Vita.

L'evento e' organizzato dall'Istituto di Informatica e Telematica (IIT) del CNR di Pisa in collaborazione con la sezione italiana della Internet SOCiety (ISOC Italia) e con l'Ufficio italiano del W3C (W3C Italy).

Costruiamo insieme il futuro della Rete!" Pisa, 5-7 Ottobre 2009 Auditorium del Centro Congressi dell'Area della Ricerca CNR Programma del Forum L'evento sara' trasmesso in diretta video, per la visualizzazione seguire http://reti4.iit.cnr.it/live/live.jsp In seguito all'evento sarà disponibile sul sito tutta la documentazione audio-visiva. LUNEDI' 5 OTTOBRE 2009................ 10:00 Registrazione 11:00 Saluti di benvenuto al Forum Claudio Montani, Presidente dell'Area della Ricerca CNR di Pisa Marco Filippeschi, Sindaco di Pisa 11:10 Saluti istituzionali e relazioni di apertura dei lavori Introduce Francesco Beltrame, Direttore del Dipartimento ICT del CNR Luciano Maiani, Presidente del CNR Giovanni Biondi, Capo Dipartimento per la Programmazione del Ministero dell'Istruzione, Universita' e Ricerca Markus Kummer, Coordinatore Esecutivo del Segretariato ONU per l'Internet Governance Forum Tarek Mohamed Kamel, Ministro delle Comunicazioni del Governo della Repubblica Araba di Egitto, Paese che ospitera' l'Internet Governance Forum 2009 [videomessaggio] Bertrand de La Chapelle, Rappresentante del Governo francese nell'High Level Group UE sull'Internet Governance Stefano Trumpy, Rappresentante del Governo italiano nel Governmental Advisory Committee di ICANN Domenico Laforenza, Direttore dell’Istituto di Informatica e Telematica del CNR 13:00 - 14:00 Pranzo (Chiostro 1° piano e sala 29) 14:00 - 16:00 Sessione tematica N.1: Sicurezza e liberta' di espressione: quale equilibrio? Presiede Guido Scorza, Docente di Diritto dell'Informatica, Universita' di Bologna 16:00 - 16:30 Pausa caffe' (Chiostro 1° piano e sala 29) 16:30 - 18:30 Sessione tematica N.2: Reti sociali: cosa e' pubblico, cosa e' privato Presiede Davide Bennato, Docente di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi, Universita' di Catania 18:30 Chiusura dei lavori MARTEDI' 6 OTTOBRE 2009........... 08:30 - 10:30 Sessione tematica N.3: Diritto d'autore: tra tutela e diffusione del sapere Presiede Juan Carlos De Martin, Co-Direttore del Centro NEXA su Internet & Societa' del Politecnico di Torino 10:30 - 11:00 Pausa caffe' (Chiostro 1° piano e sala 29) 11:00 - 13:00 Sessione tematica N.4: Identita' in Rete: anonimato o riconoscibilita'? Presiede Andrea Monti, Presidente dell'Associazione per la Liberta' nella Comunicazione Elettronica Interattiva 13:00 - 14:00 Pranzo (Chiostro 1° piano e sala 29) 14:00 - 16:00 Sessione tematica N.5: Diritti in Rete e principi: tra globalizzazione e nuove minacce Presiede Beatrice Magnolfi, Sottosegretario nella XV Leg. 16:00 - 16:30 Pausa caffe' (Chiostro 1° piano e sala 29) 16:30 - 18:30 Sessione tematica N.6: Gestione della Rete: verso quale futuro? Presiede Rita Forsi, Direttore dell’Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell'Informazione 18:30 Ricordo del Professore Giuseppe Biorci MERCOLEDI' 7 OTTOBRE 2009.............. 8:30 - 11:00 Confronto di esperienze (in parallelo) Internet e tecnologie del futuro Modera: Flavia Marzano, Presidente UnaRete Internet e nuove forme di impresa Modera: Sergio Bellucci, Consigliere di Amministrazione di LAit Internet e nuove forme di intervento amministrativo e politico Modera: Carlo Mochi Sismondi, Direttore Generale del FORUM PA Internet, arte e cultura Modera: Arturo di Corinto, Cattid - Universita' Sapienza di Roma 11:00 - 13:30 Sessione plenaria di chiusura del Forum Contributi al prossimo IGF globale di Sharm El Sheikh 2009 Introduce Laura Abba, Dirigente dell'Istituto IIT del CNR Intervengono i moderatori dei confronti di esperienze ed i presidenti delle sessioni tematiche, con una breve relazione di rapporto sui principali argomenti emersi. Conclusione dei lavori dell’Internet Governance Forum Italia 2009 Introduce Domenico Laforenza, Direttore dell’Istituto IIT del CNR Intervengono: Angelo Raffaele Meo, Professore del Politecnico di Torino Giovanni Adamo, Dipartimento Identita' Culturale del CNR Fabio Pistella, Presidente del CNIPA Federico Gelli, Vicepresidente della Regione Toscana Dopo la conclusione dell'evento, nel pomeriggio di mercoledi' 7 sono previsti i seguenti eventi: 1. Una riunione aperta a tutti, per impostare le azioni future di IGF Italia. La riunione sara' curata dal Comitato dei Promotori di IGF Italia che venne costituito a Cagliari in occasione dell'IGF Italia 2008.

venerdì 2 ottobre 2009

Vasco Rossi , Liberi Liberi , clicca

generale , clicca 

L'«equilibrio di Nash»

di Armando Massarenti da Domenica , Sole24ore del 27 sett 09 .............Secondo la definizióne j. Nash, due giocatori sono in una situazione di equilibrio quando nessuno dei due, al termine del gioco, (cioè quando gli è anche nota la mossa dell'avversario e può analizzare l'intera giocata col senno di poi), farebbe una mossa diversa da quella che ha fatto. Nessuna recriminazione, nessun risentimento ha senso, perché, in tali situazioni di equilibrio, considerando la propria strategia, il giocatore vede che è la più razionale, tenuto conto delle strategie possibili dell'avversario. Nash ha,dimostrato che per ogni gioco finito con due giocatori è possibile trovare almeno un punto di equilibrio. L'«equilibrio di Nash» è la strategia nella quale ogni giocatore massimizza il suo risultato sapendo quali sono le strategie degli altri giocatori. Nei giochi ripetuti, un equilibrio cooperativo, cioè un equilibrio di Nash, si genera nel tempo e diventa stabile. Diventa, in altre parole, una «norma». Purtroppo però questo equilibrio non sempre disegna la situazione migliore. Se la norma implicita che si afferma e autogénera è «evadere il fisco», «pagare tangenti» o «passare con il semaforo rosso», dovremmo chiederci se, in questa e in mille altre occasioni che ci riguardano assai da vicino, possiamo fare qualcosa perché si realizzi un equilibrio diverso, o se, in certi casi, non sia meglio la competizione invece della cooperazione. La teoria dei giochi è uno degli strumenti più efficaci per capire questi meccanismi. Peccato che non la si prenda abbastanza in considerazione quando si parla di riforme.

John Nash , matematico, Nobel , su giochi strategici e comportamento sociale

di John Nash, da Domenica , Sole 24ore del  27 sett 09 ................Il  dilemma del prigioniero ripetuto porta a un risultato paradossale: da una situazione di impasse si impara ad aver fiducia negli altri  Lo spunto per questo lavoro mi è venuto qualche tempo fa, da un incontro con studenti universitari che frequentavano un campo estivo dedicato alla scienza. Stavo parlando di evoluzione in natura e mi sembrava che, tale argomento si prestasse a essere indagato con la teoria dei giochi, di uso più frequente nelle ricerche economiche. Dopo quell'incontro ho voluto vedere se era possibile costruire modelli di cooperazione, attraverso mosse di accettazione con le quali un giocatore può semplicemente accettare [o rifiutare] l'agency di un altro, o di una preesistente coalizione di giocatori. La mossa doveva assumere una forma interamente cooperativa, come se fosse "altruistica", senza nulla di competitivo. Le partite sarebbero state ripetute più volte, ogni giocatore avrebbe potuto reagire in maniera non cooperativa se un altro esibiva una sequenza di comportamenti indesiderati. Il gioco, insomma, somigliava alle partite reiterate del Dilemma del prigioniero, utilizzato ora anche dalla biologia  teorica. In quésta disciplina ha già rivelato una  possibilità paradossale: ilcomportamento cooperativo può risultare da un' evoluzione naturale pur partendo dal presuppostoi che gli organismi  o le specie, in interazione siano spinti dal proprio interesse, cioè da un motivo non cooperativo. Personalmente.penso che gli esperimenti siano la strada giustaper scoprire «la verità ultima» su come giocano gli esseri umani. A mettere in pratica la teoria dei giochi però, ci  sono anche corporazioni e stati. Un'analisi del gioco così com'è praticato ridotta a quella del comportamento umano sarebbe poco utile. Quindi non siamo ricorsi a volontari e abbiamo simulato al computer il comportamento evolutivamente stabile di una triade di giocatori che contrattavano tra dì loro. Dal punto divista sperimentale, la triade equivale a un insieme di tre, robot e la capacìtà di svolgerere esperimento diventa una mera questione di matematica. (...)' Nella simulazione, a volte i giocatori "devono" accettare globalmente le azioni altrui, sebbene còn riluttanza, o non otterrebbero mai i vantaggi di una  coalizione, specificati dalla funzione matematìca che li caratterizza. È abbastanza ovvìo che la mossa di accettazione è quasi altruistica, perché l'agente non è costretto a considerare gli ìnteressi di altri giocatori* "se non" attraverso la struttura contestuale del gioco reiterato e attraverso le reazioni altrui incorporate nella struttura del modello. A volte, il giocatore che accetta "esigerà" di essere premiato con il livello  di benefici da lui scelto, commisurato alle  conseguenze utilitarie medie di un suo voto di accettazione. ............ Vale a dire che i giocatori potevano trasformarsi in negoziatori avveduti, in  paziente attesa che la controparte facesse concessioni. L'inserimento nel modellò di una «accettazione riluttante asintotticamente perfetta» ha procurato un altro vantaggio. Ha eliminato una regola apparentemente àrbitrariadélvoto, secondo la quale la partecipazione di più di un elettore rendeva certificata ed effettiva una singola mossa di voto scelta a caso. Con i miei colleghi, ho cercato per più di un anno di trovare una buona variante del modello, in cui le parti avrebbero adottato modalità cooperative con l'assistenza di agenti che avrebbero pilotato il processo per conto dei giocatori iniziali Mi sembrava normale, si osservano analoghi comportamenti cooperativi nelle società umane. Ma Io sforzo è andato a vuoto, perlomeno nella forma in cui è stato tentato. il problema, in parte, era che la riluttanza di un giocatore ad accettare l'intermediazione di un agente, un avvocato per esempio, sembra innaturale se l'agente è adatto a svolgere bene la propria funzione. (Avevamo concepito una funzione robotica per gli agenti-avvocati Nel caso speciale di un gioco a due partecipanti, era risultato in precedenza che un esito cooperativo "era" realizzabile nel modello in cui avevano "entrambi" bisogno di accettare la funzione di uno specifico agente-avvocato robotico per riuscire a cooperare, e per accedere così ai benefici utilitari disponibili solo in condizioni di cooperazione). Ma non siamo riusciti a trovare un buon modello che comprendesse la funzione robotica di agenti-legali nei giochi con tre partecipanti. C'era la complicazione dei diversi "stadi" nella coalizione dei giocatori, e in fin dei conti sembrava diventare "troppo vantaggioso" per due dei giocatori iniziali essere rappresentati da un agente-avvocato: non potevano più - in un equilibrio del loro gioco - comportarsi come se fossero riluttanti ad accettarne l'agency. Con il senno di poi, è chiaro che il nostro schema di agenti avvocati robotici , concepiti per operare a vantaggio degli interessi dei giocatori originari, non corrispondeva alla "vita reale". Nella società umana dopotutto, è la "competizione" tra gli avvocati che li spinge a difendere i veri interessi dei loro assistiti! per comprendere megio vedi anche il post : "come si riformano le regole"  

Nubifragio a Messina, quattordici morti e numerosi dispersi

............I GEOLOGI: "UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA" "Una tragedia annunciata, anzi che si preannunciava ogni anno. E questa volta purtroppo è accaduto". Il presidente dell'ordine dei Geologi della Sicilia, Gian Vito Graziano, commenta ad Apcom gli effetti del nubifragio che ha provocato morti e distruzione."Nelle zone a sud di Messina, ma anche in altre province come a Palermo, ogni anno si ripropongono sempre gli stessi problemi avvicinandosi ai mesi più piovosi. Oggi - prosegue - esistono strumenti di pianificazione regionale avanzati, che ci fotografano situazione quasi in diretta, ma non si interviene. La colpa è di un'assenza cronica di fondi, ma anche la manutenzione ordinaria - come la pulizia di canali, fiumi e tombini - non viene fatta". (Apcom)

giovedì 1 ottobre 2009

due parole sulla sanita' in Italia

Violenza sulle donne , ISTAT 2007

..............................PRINCIPALI RISULTATI Sono stimate in 6 milioni 743 mila le donne da 16 a 70 anni vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della vita (il 31,9% della classe di età considerata). 5 milioni di donne hanno subito violenze sessuali (23,7%), 3 milioni 961 mila violenze fisiche (18,8%). Circa 1 milione di donne ha subito stupri o tentati stupri (4,8%). Il 14,3% delle donne con un rapporto di coppia attuale o precedente ha subito almeno una violenza fisica o sessuale dal partner, se si considerano solo le donne con un ex partner la percentuale arriva al 17,3%. Il 24,7% delle donne ha subito violenze da un altro uomo. Mentre la violenza fisica è più di frequente opera dei partner (12% contro 9,8%), l’inverso accade per la violenza sessuale (6,1% contro 20,4%) soprattutto per il peso delle molestie sessuali. La differenza, infatti, è quasi nulla per gli stupri e i tentati stupri. Unione europea Fondo sociale europeo Negli ultimi 12 mesi il numero delle donne vittime di violenza ammonta a 1 milione e 150 mila (5,4%). Sono le giovani dai 16 ai 24 anni (16,3%) e dai 25 ai 24 anni (7,9%) a presentare i tassi più alti. Il 3,5% delle donne ha subito violenza sessuale, il 2,7% fisica. Lo 0,3%, pari a 74 mila donne, ha subito stupri o tentati stupri. La violenza domestica ha colpito il 2,4% delle donne, quella al di fuori delle mura domestiche il 3,4%. Nella quasi totalità dei casi le violenze non sono denunciate. Il sommerso è elevatissimo e raggiunge circa il 96% delle violenze da un non partner e il 93% di quelle da partner. Anche nel caso degli stupri la quasi totalità non è denunciata (91,6%). È consistente la quota di donne che non parla con nessuno delle violenze subite (33,9% per quelle subite dal partner e 24% per quelle da non partner). Le donne subiscono più forme di violenza. Un terzo delle vittime subisce atti di violenza sia fisica che sessuale. La maggioranza delle vittime ha subito più episodi di violenza. La violenza ripetuta avviene più frequentemente da parte del partner che dal non partner (67,1% contro 52,9%). Tra tutte le violenze fisiche rilevate, è più frequente l’essere spinta, strattonata, afferrata, l’avere avuto storto un braccio o i capelli tirati (56,7%), l’essere minacciata di essere colpita (52,0%), schiaffeggiata, presa a calci, pugni o morsi (36,1%). Segue l’uso o la minaccia di usare pistola o coltelli (8,1%) o il tentativo di strangolamento o soffocamento e ustione (5,3%). Tra tutte le forme di violenze sessuali, le più diffuse sono le molestie fisiche, ovvero l’essere stata toccata sessualmente contro la propria volontà (79,5%), l’aver avuto rapporti sessuali non desiderati vissuti come violenza (19,0%), il tentato stupro (14,0%), lo stupro (9,6%) e i rapporti sessuali degradanti ed umilianti (6,1%). I partner responsabili della maggioranza degli stupri. Il 21% delle vittime ha subito la violenza sia in famiglia che fuori, il 22,6% solo dal partner, il 56,4% solo da altri uomini non partner. I partner sono responsabili della quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica rilevate. I partner sono responsabili in misura maggiore anche di alcuni tipi di violenza sessuale come lo stupro nonché i rapporti sessuali non desiderati, ma subiti per paura delle conseguenze. Il 69,7% degli stupri, infatti, è opera di partner, il 17,4% di un conoscente. Solo il 6,2% è stato opera di estranei. Il rischio di subire uno stupro piuttosto che un tentativo di stupro è tanto più elevato quanto più è stretta la relazione tra autore e vittima. Gli sconosciuti commettono soprattutto molestie fisiche sessuali, seguiti da conoscenti, colleghi ed amici. Gli sconosciuti commettono stupri solo nello 0,9% dei casi e tentati stupri nel 3,6% contro, rispettivamente l’11,4% e il 9,1% dei partner. Sono più colpite da violenza domestica le donne il cui partner è violento anche all’esterno della famiglia. Hanno tassi più alti di violenza le donne che hanno un partner attuale violento fisicamente (35,6% contro 6,5%) o verbalmente (25,7% contro 5,3%) al di fuori della famiglia; che ha atteggiamenti di svalutazione della propria compagna o di non sua considerazione nel quotidiano (il tasso di violenza è del 35,9% contro il 5,7%); che beve al punto di ubriacarsi (18,7% contro il 6,4%) e in particolare che si ubriaca tutti i giorni o quasi (38,6%) e una o più volte a settimana (38,3%); che aveva un padre che picchiava la propria madre (30% contro 6%) o che a sua volta è stato maltrattato dai genitori. La quota di violenti con la propria partner è pari al 30% fra coloro che hanno assistito a violenze nella propria famiglia di origine, al 34,8% fra coloro che l’hanno subita dal padre, al 42,4% tra chi l’ha subita dalla madre e al 6% tra coloro che non hanno subito o assistito a violenze nella famiglia d’origine. Le violenze domestiche sono in maggioranza gravi. Il 34,5% delle donne ha dichiarato che la violenza subita è stata molto grave e il 29,7% abbastanza grave. Il 21,3% delle donne ha avuto la sensazione che la sua vita fosse in pericolo in occasione della violenza subita. Ma solo il 18,2% delle donne considera la violenza subita in famiglia un reato, per il 44% è stato qualcosa di sbagliato e per il 36% solo qualcosa che è accaduto. Anche nel caso di stupro o tentato stupro, solo il 26,5% delle donne lo ha considerato un reato. Il 27,2% delle donne ha subito ferite a seguito della violenza. Ferite, che nel 24,1% dei casi sono state gravi al punto da richiedere il ricorso a cure mediche. Le donne che hanno subito più violenze dai partner, in quasi la metà dei casi hanno sofferto, a seguito dei fatti subiti, di perdita di fiducia e autostima, di sensazione di impotenza (44,9%), disturbi del sonno (41,5%), ansia (37,4%), depressione (35,1%), difficoltà di concentrazione (24,3%), dolori ricorrenti in 3 diverse parti (18,5%), difficoltà a gestire i figli (14,3%), idee di suicidio e autolesionismo (12,3%). La violenza dal non partner è percepita come meno grave di quella da partner. 2 milioni 77 mila donne hanno subito comportamenti persecutori (stalking), che le hanno particolarmente spaventate, dai partner al momento della separazione o dopo che si erano lasciate, il 18,8% del totale. Tra le donne che hanno subito stalking, in particolare il 68,5% dei partner ha cercato insistentemente di parlare con la donna contro la sua volontà, il 61,8% ha chiesto ripetutamente appuntamenti per incontrarla, il 57% l’ha aspettata fuori casa o a scuola o al lavoro, il 55,4% le ha inviato messaggi, telefonate, e-mail, lettere o regali indesiderati, il 40,8% l’ha seguita o spiata e l’11% ha adottato altre strategie. Quasi il 50% delle donne vittime di violenza fisica o sessuale da un partner precedente ha subito anche lo stalking, 937 mila donne. 1 milione 139 mila donne hanno subito, invece, solo lo stalking, ma non violenze fisiche o sessuali. 7 milioni 134 mila donne hanno subito o subiscono violenza psicologica1: le forme più diffuse sono l’isolamento o il tentativo di isolamento (46,7%), il controllo (40,7%), la violenza economica (30,7%) e la svalorizzazione (23,8%), seguono le intimidazioni nel 7,8% dei casi. Il 43,2% delle donne ha subito violenza psicologica dal partner attuale. Di queste, 3 milioni 477 mila l’hanno subita sempre o spesso (il 21,1%). 6 milioni 92 mila donne hanno subito solo violenza psicologica dal partner attuale (il 36,9% delle donne che attualmente vivono in coppia). 1 milione 42 mila donne hanno subito oltre alla violenza psicologica, anche violenza fisica o sessuale, il 90,5% delle vittime di violenza fisica o sessuale 1 milione 400 mila donne hanno subito violenza sessuale prima dei 16 anni, il 6,6% delle donne tra i 16 e i 70 anni. Gli autori delle violenze sono vari e in maggioranza conosciuti. Solo nel 24,8% la violenza è stata ad opera di uno sconosciuto. Un quarto delle donne ha segnalato un conoscente (24,7%), un altro quarto un parente (23,8%), il 9,7% un amico di famiglia, il 5,3% un amico della donna. Tra i parenti gli autori più frequenti sono stati gli zii. Il silenzio è stato la risposta maggioritaria. Il 53% delle donne ha dichiarato di non aver parlato con nessuno dell’accaduto. 690 mila donne hanno subito violenze ripetute da partner e avevano figli al momento della violenza. Il 62,4% ha dichiarato che i figli hanno assistito ad uno o più episodi di violenza. Nel19,6% dei casi i figli vi hanno assistito raramente, nel 20,2% a volte, nel 22,6% spesso.................

orso castano : la ricerca va letta tutta , molto interessante la parte che riguarda la violenza intrafamiliare. Colpisce la vastita' del fenomeno. Meglio non pensare alle ripercussioni sui figli , sul cattivo esempio che spesso porta a perpetuare comportamenti fortemente negativi.

mercoledì 30 settembre 2009

piani alti, capoccioni e politici......come Brunetta portino al convegno i clip del post e non li dimentichino

A PISA, DAL 5 AL 7 OTTOBRE 2009, IL SECONDO INTERNET GOVERNANCE FORUM ITALIA........."Costruiamo insieme il futuro della Rete!"  Pisa, 5-7 Ottobre 2009 Auditorium del Centro Congressi dell'Area della Ricerca CNR Programma preliminare del Forum L'evento sara' trasmesso in diretta video,  per la visualizzazione per la visualizzazione seguire http://reti4.iit.cnr.it/live/live.jsp In seguito all'evento sarà disponibile sul sito tutta la documentazione audio-visiva.

LUNEDI' 5 OTTOBRE 2009 10:00 Registrazione 11:00 Saluti di benvenuto al Forum Claudio Montani, Presidente dell'Area della Ricerca CNR di Pisa Marco Filippeschi, Sindaco di Pisa 11:10 Saluti istituzionali e relazioni di apertura dei lavori Introduce Francesco Beltrame, Direttore del Dipartimento ICT del CNR Luciano Maiani, Presidente del CNR Renato Brunetta, Ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione [in attesa di conferma] Paolo Romani, Viceministro del Ministero dello Sviluppo Economico [in attesa di conferma] Giovanni Biondi, Capo Dipartimento per la Programmazione del Ministero dell'Istruzione, Universita' e Ricerca Relazioni di apertura: Markus Kummer, Coordinatore Esecutivo del Segretariato ONU per l'Internet Governance Forum Tarek Mohamed Kamel, Ministro delle Comunicazioni del Governo della Repubblica Araba di Egitto, Paese che ospitera' l'Internet Governance Forum 2009 [videomessaggio] Bertrand de La Chapelle, Rappresentante del Governo francese nell'High Level Group UE sull'Internet Governance Stefano Trumpy, Rappresentante del Governo italiano nel Governmental Advisory Committee di ICANN Domenico Laforenza, Direttore dell’Istituto di Informatica e Telematica del CNR 13:00 - 14:00 Pranzo (Chiostro 1° piano e sala 29) 14:00 - 16:00 Sessione tematica N.1: Sicurezza e liberta' di espressione: quale equilibrio? Presiede Guido Scorza, Docente di Diritto dell'Informatica, Universita' di Bologna 16:00 - 16:30 Pausa caffe' (Chiostro 1° piano e sala 29) 16:30 - 18:30 Sessione tematica N.2: Reti sociali: cosa e' pubblico, cosa e' privato Presiede Davide Bennato, Docente di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi, Universita' di Catania 18:30 Chiusura dei lavori MARTEDI' 6 OTTOBRE 2009 08:30 - 10:30 Sessione tematica N.3: Diritto d'autore: tra tutela e diffusione del sapere Presiede Juan Carlos De Martin, Co-Direttore del Centro NEXA su Internet & Societa' del Politecnico di Torino 10:30 - 11:00 Pausa caffe' (Chiostro 1° piano e sala 29) 11:00 - 13:00 Sessione tematica N.4: Identita' in Rete: anonimato o riconoscibilita'? Presiede Andrea Monti, Presidente dell'Associazione per la Liberta' nella Comunicazione Elettronica Interattiva 13:00 - 14:00 Pranzo (Chiostro 1° piano e sala 29) 14:00 - 16:00 Sessione tematica N.5: Diritti in Rete e principi: tra globalizzazione e nuove minacce Presiede Beatrice Magnolfi, Sottosegretario nella XV Leg. 16:00 - 16:30 Pausa caffe' (Chiostro 1° piano e sala 29) 16:30 - 18:30 Sessione tematica N.6: Gestione della Rete: verso quale futuro? Presiede Rita Forsi, Direttore dell’Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell'Informazione 18:30 Ricordo del Professore Giuseppe Biorci MERCOLEDI' 7 OTTOBRE 2009 8:30 - 11:00 Confronto di esperienze (in parallelo) Internet e tecnologie del futuro Modera: Flavia Marzano, Presidente UnaRete Internet e nuove forme di impresa Modera: Sergio Bellucci, Consigliere di Amministrazione di LAit Internet e nuove forme di intervento amministrativo e politico Modera: Carlo Mochi Sismondi, Direttore Generale del FORUM PA Internet, arte e cultura Modera: Arturo di Corinto, Cattid - Universita' Sapienza di Roma 11:00 - 13:30 Sessione plenaria di chiusura del Forum Contributi al prossimo IGF globale di Sharm El Sheikh 2009 Introduce Laura Abba, Dirigente dell'Istituto IIT del CNR Intervengono i presidenti delle sessioni tematiche e i moderatori dei confronti di esperienze, con una breve relazione di rapporto sui principali argomenti emersi. Conclusione dei lavori dell’Internet Governance Forum Italia 2009 Introduce Domenico Laforenza, Direttore dell’Istituto IIT del CNR Intervengono: Angelo Raffaele Meo, Professore del Politecnico di Torino Tullio Gregory, Direttore del Dipartimento Identita' Culturale del CNR Fabio Pistella, Presidente del CNIPA Federico Gelli, Vicepresidente della Regione Toscana

"L'evento ha lo scopo di riunire gli attori della Rete italiana, provenienti da differenti settori: Amministrazioni Pubbliche, Universita' e Ricerca, comunita' tecniche, industrie e organizzazioni non governative. Tra i temi affrontati, alcuni nodi di grande attualita': la liberta' di espressione, la sicurezza, l'anonimato in Rete, il diritto d'autore, i diritti e doveri degli utenti e le reti sociali. Al Forum sono stati invitati, tra gli altri, i Ministri Mariastella Gelmini, Renato Brunetta e Giulio Tremonti, il Viceministro Paolo Romani e alcuni dei parlamentari piu' impegnati su questi temi, tra i quali Antonio Palmieri, Luigi Vimercati e Vincenzo Vita..........L'evento e' organizzato dall'Istituto di Informatica e Telematica (IIT) del CNR di Pisa in collaborazione con la sezione italiana della Internet SOCiety (ISOC Italia) e con l'Ufficio italiano del W3C (W3C Italy). La partecipazione sara' aperta a tutte le organizzazioni, le istituzioni e le singole persone. I risultati dei lavori di Pisa saranno presentati alla prossima riunione dell'IGF globale che si terra' a Sharm El Sheikh, nel Novembre 2009, ospitata dal governo egiziano. I partecipanti al Forum di Pisa sono invitati a proporsi per contribuire nelle sessioni tematiche e nei confronti di esperienze previsti nel programma. "

INTERNET: Vita, "Con ddl Pecorella è allarme rosso censura"

(ASCA) - Roma, 18 settembre 2009 ''La censura e il bavaglio della Rete sono come un effetto speciale nei giochi di magia: scompaiono da una parte e ricompaiono dall'altra. Sembrava frenata l'ansia repressiva del ddl sulle intercettazioni al Senato proprio in merito al tema della Rete, ma all'improvviso eccola rispuntare alla Camera sotto specie di ddl Pecorella/Costa: per l'equiparazione della disciplina sulla stampa ai 'siti internet aventi natura editoriale'. Cioe' tutti''. Lo denunciano il senatore Vincenzo Vita e il deputato Giuseppe Giuletti...........''E' noto, invece -spiega Vita- che proprio la diversa natura della Rete rispetto ai media tradizionali, richiede anche al diritto di aggiornare le sue forme di intervento. Siamo alle solite. Gran parte del sistema politico non conosce e non si occupa della Rete, ma vuole censurarla preventivamente, perche' e' un po' difficile controllarla e non ha programmi diretti da Bruno Vespa''.

dal sito del senatore Vita

orso castano : la situazione e' in gran movimento : il 3 ott, a Roma ci sara' la manifestazione per la liberta' d'espressione organizzata dai giornalisti che vogliono essere liberi, il 5-7 ott. a Pisa gli amici del giaguaro organizzeranno un (CONTRO?) convegno con "grossi nomi" che cercheranno PROPOSTE PER "regolamentare" (cioe' imbrigliare internet, poi tutti a Sharm El Sheikh, nel Novembre 2009, ospitata iL "democratico" governo egiziano , dove , ispirati dalle piramidi e dagli imperatori dell'antico egitto , ancora una volta si provera' a riflettere come rendere internet piu' efficiente e docile. Il Senatore Vita del PD sara' a Pisa, speriamo che non dimentichi quanto scritto sul suo sito. In sintesi , invece di aprire un dibattito, un forum su internet , si gioca nelle camere semichiuse con il "demolitore" Brunetta , a INVENTARSI B RIGLIE PER CONTROLLARE LA BESTIA .....internet. Evviva evviva!! Brunetta edizione tascabile e' una garanzia di liberta' ed efficienza. E' come Attila , dove passsa non cresce piu' erba (si intende quella cattiva!) !!

Messaggio del Presidente della Repubblica sulla Internet governance Cagliari 24 ottobre 2008

"... L'avvento della Societa' dell'Informazione a seguito della globalizzazione dei mercati, e della rivoluzione della rete, richiede forme nuove e condivise d'azione in adeguamento delle regole al nuovo scenario di opportunita' e di rischi. Negli ultimi anni si sono moltiplicati i tentativi della comunita' internazionale di stabilire principi e strumenti per gestire lo sviluppo armonico della Rete, e per diffonderne l'uso nel mondo, superando l'attuale divario digitale e favorendo cosi' la nascita della cittadinanza digitale globale. Si e' avviato un processo che ha permesso di discutere queste nuove prospettive e di compiere dei primi importanti passi in avanti con il convinto contributo dell'Italia. La persistente assenza di regole fondamentali per Internet non si traduce necessariamente in maggiore liberta', ma puo' al contrario significare la prevaricazione del piu' forte sul piu' debole. E' urgente definire principi comuni per un equilibrato sviluppo della rete, sulla base delle discussioni e delle iniziative intraprese in ambito ONU ed Europeo..." Giorgio Napolitano

orso castano : grazie giorgio , e' impossibile vivere in un mondo senza regole, sopratutto quando queste regole normano e governano la liberta' di stampa e di espressione , cosi' da moderare il dibattito politico ed impedire eccessi di critica. Ancora una volta , GRAZIE GIORGIO E GRAZIE ANCHE A CHI TI HA MESSO LI'' A VIGILARE LE SORTI DELLA DEMOCRAZIA.....

Eurodig e Governance di Internet

22 Settembre 2009 dia intergruppo2punto 0  L’Ufficio Federale svizzero della Comunicazione (OFCOM) e l’Unione europea di Radio- Televisione (UER) hanno organizzato col sostegno del Consiglio d’Europa il secondo dialogo pan-europeo sulla governance di Internet (EuroDIG), che si è svolto a Ginevra dal 14 al 15 settembre 2009. L’obiettivo di questo dialogo pan-europeo è quello di creare una piattaforma di discussione e di scambio tra le parti interessate al rispetto della vita privata online, alla cyber criminalità, all’informazione online, alla neutralità delle reti, alle risorse critiche e al futuro di Internet da qui al 2020. L’EuroDIG contribuisce al dialogo regionale e mondiale, in vista del Forum sulla governance di Internet (IGF) istituito dalle Nazioni Unite, il cui prossimo appuntamento sarà a Sharm-el-Sheik dal 15 al 18 novembre. In qualità di Vice Presidente della VII Commissione, istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport, del Senato della Repubblica, il Sen.Vincenzo Vita, membro dell’Intergruppo Parlamentare 2.0, ha preso parte alla tavola rotonda dei parlamentari europei per discutere dell’Internet Governance...................Oggi il principale attore che ha l’incarico di assegnare gli indirizzi IP, di identificare protocollo e gestione del sistema dei nomi a dominio e dei sistemi root server è l’ICANN, Internet Corporation for Assigned Names and Numbers, un ente internazionale non-profit, istituito il 18 settembre 1988 dal Dipartimento per il Commercio degli Stati Uniti.

ESTENDERE AMMORTIZZATORI AI PRECARI

DA IDV  :"Mentre il Pil continua a crollare, il governo non si occupa di sostenere le piccole e medie imprese ma bensi' pensa a limitare il diritto dei lavoratori a scioperare". Cosi' Leoluca Orlando, portavoce nazionale di Idv. "Idv propone urgentemente l'estensione degli ammortizzatori sociali per precari, apprendisti e categorie non protette da tali sussidi. A rischio - conclude Orlando - e' la sopravvivenza di centinaia di migliaia di persone e il paese che rischia di perdere professionalita' e unita' operative. Per Paolo Brutti ''servono ammortizzatori sociali abbondanti, semplici e quasi automatici, estesi ad ogni tipo di attivita' e di contratto, meglio se erogati dalle regioni, che mantengano i lavoratori legati alle loro attivita' produttive, magari con orari ridotti e flessibilizzati. Lo strumento da cui partire esiste gia': e' la cassa integrazione a rotazione a complemento dell'orario. La vera battaglia e' quella di estenderla agli apprendisti, ai precari e ai settori privi di protezioni sociali''

martedì 29 settembre 2009

ma la crisi e' finita?

da apcom (associated press) ....La crisi non è ancora finita e il suo impatto sull'occupazione si sta manifestando in questi giorni. Il dato dell'Inps sulla disoccupazione è "negativo", ha commentato dal canto suo il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. I dati dell'Inps confermano le pesanti conseguenze della crisi sull'economia e sull'occupazione", ha dichiarato Stefano Fassina, responsabile finanza pubblica del Pd. Le oltre 984.000 domande di disoccupazione presentate all'Inps "sono il dato più semplice ed immediato per capire che forse qualcosa non sta andando per il verso giusto e che il mercato del lavoro deve affrontare una situazione sempre più pesante", è stato invece il commento di Antonio Foccillo, segretario confederale Uil. "Finalmente emergono alcuni dei dati che da mesi chiediamo e che dimostrano senza ombra di dubbio quanto sia pesante la crisi e grave la ricaduta sui lavoratori". Così il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni.

INPS: I DISOCCUPATI SONO 450 MILA

(AGI) - Roma, 28 set. - L'Ufficio stampa dell'Inps precisa che il numero dei beneficiari di sussidio di disoccupazione ad aprile 2009 e' di 450mila soggetti (in marzo erano piu' di 460mila), cosi' come si legge sulla banca dati dell'Inps (www.inps.it). Si tratta dell'ultimo dato assestato disponibile: il numero dei beneficiari non corrisponde mai al numero delle domande presentate e accolte. La precisazione risulta, prosegue l'Istituto, necessaria per la lettura parziale offerta ai dati diffusi oggi durante la conferenza stampa del presidente dell'Istituto, Antonio Mastrapasqua. Il numero di domande ricevute e lavorate nel corso degli ultimi dodici mesi (1,1 milioni, di cui 980mila accolte) e' la sommatoria di richieste che si sono accumulate nel tempo. Non offrono la fotografia di un momento, ma la sequenza di fatti successivi. Il rapporto e' di circa 1 a 2: un beneficiario ogni due domande. La spiegazione e' semplice: il beneficio ha una durata variabile tra i sei e gli otto mesi; e non tutti i beneficiari ne godono per l'intero periodo, e non appena un beneficiario trova nuova occupazione decade dal diritto di ricevere il sussidio. E' lecito quindi stimare il numero attuale dei disoccupati tra i 450mila di aprile, accertati dall'Inps, e i circa 500mila previsti entro fine anno dal recente rapporto del cnel
28/09/2009

lunedì 28 settembre 2009

ammazzablog

Da Diritto alla Rete ,clicca immg

Se non riuscirà il governo italiano a toglierci la rete, ci penserà l'europa, come: Post aggiunto da imbuteria il 28 Settembre 2009 alle 12:00 Visualizza il blog di imbuteria;.......................IL TRATTATO DI LISBONA IN SINTESI E’ un impianto di regole europee raccolte in un Trattato che non è così come ce lo immagineremmo (un unico testo), ma è formato da migliaia di emendamenti a centinaia di regole già in essere per un totale di 2800 pagine. E’ stato fatto in quel modo con intento truffaldino e anti democratico, come spiego fra poco. Se ratificato da tutti gli Stati, esso diventerà di fatto una Costituzione che formerà la struttura per la nascita di un super Stato d’Europa, come gli Stati Uniti d’America, con una Presidenza, con un governo centrale, un Parlamento, un sistema giudiziario. Questo super Stato diventerà più forte e vincolante di qualsiasi odierna nazione europea. Tutti noi europei diverremo cittadini di quello Stato e soggetti più alle sue leggi che a quelle dei Parlamenti nazionali, pur mantenendo la cittadinanza presente (italiana, tedesca ecc.). Infatti le leggi fatte da questo super Stato d’Europa saranno vincolanti sulle nostre leggi nazionali, e saranno persino più forti della nostra Costituzione. Ma al contrario degli Stati Uniti, tali leggi verranno scritte da burocrati che noi non eleggiamo (es. Commissione Europea), mentre l’attuale Parlamento Europeo, dove risiedono i nostri veri rappresentanti da noi votati, non potrà proporre le leggi, né adottarle o bocciarle da solo. Potrà solo contestarle ma con procedure talmente complesse da renderlo di fatto secondario. Il Trattato di Lisbona infatti offrirà poteri enormi a istituzioni che nessun cittadino elegge direttamente (Consiglio Europeo che sarà la presidenza - Commissione Europea e Consiglio dei Ministri che sarà l’esecutivo - Corte di Giustizia Europea, che sarà il sistema giudiziario), le quali avranno persino la facoltà di far entrare in guerra l’Europa senza il voto dell’ONU. I poteri di cui si parla avranno principi ispiratori pericolosamente sbilanciati a favore del business, con poca attenzione per i bisogni sociali dei cittadini. Tutto il cosiddetto Capitolo Sociale del Trattato di Lisbona (lavoro, salute, scioperi, tutele, leggi sociali, impiego…) è miserrimo, con gravi limitazioni e omissioni, mentre sono sanciti con forza i principi del Libero Mercato pro mondo degli affari. Dovete ricordare mentre leggete queste righe, che stiamo parlando di un Trattato che potrebbe molto presto ribaltare la vostra vita come nulla da 60 anni a questa parte: nuovo Stato, nuova cittadinanza, nuove leggi, nuovi indirizzi di vita nella quotidianità anche più banale, sicuramente meno democrazia, e nessuno che ci abbia interpellati. Come sarà questa nuova esistenza? Migliore, o un salto indietro nella qualità di vita? Saremo più liberi o più schiavi degli interessi delle elite di potere? Anche nel Capitolo Giustizia il Trattato pone seri problemi. Ci sarà un organo superpotente, la Corte di Giustizia Europea, che emetterà sentenze vincolanti sui nostri diritti fondamentali e sulle leggi che ci regolano; la Corte sarà superiore in potere alla nostra Cassazione, al nostro Ministero di Giustizia, ma di nuovo sarà condotta da giudici nominati da burocrati che nessuno di noi ha scelto. Come interpreteranno i nostri diritti di uomini e di donne? Ci hanno interpellati? Ed è qui il punto. Un Trattato col potere di ribaltare tutta la nostra vita di comunità di cittadini, viene scritto in modo da essere illeggibile ed è stato già ratificato (manca solo la firma dell’Irlanda, che terrà un referendum il 2 ottobre) dai nostri governi completamente di nascosto da noi, e volutamente di nascosto. Questo poiché una versione simile di questo Trattato (la Costituzione Europea) e con simili scopi fu bocciato da Francia e Olanda nel 2005, proprio perché scandalosamente sbilanciato a favore delle lobby di potere europee e negligente verso i cittadini. Scottati da quell’umiliante esperienza, i pochi politici europei che contano (il 90% non ne sa nulla e firma senza capirci nulla) hanno architettato una riedizione di quelle Costituzione bocciata chiamandola Trattato di Lisbona, e la stanno facendo passare in segreto dietro le nostre spalle. Il Trattato di Lisbona contiene anche clausole di valore, che come ogni altra sua regola sarebbero vincolanti su tutti gli Stati, dunque anche su questa arretrata e cialtrona Italia, e limitatamente a ciò per noi non sarebbe un male. Tuttavia, la mole dei cambiamenti cruciali che porterebbe è tale e di tale potenza per la nostra vita di tutti i giorni e per i nostri diritti vitali, da obbligare chi vi scrive a lanciare un allarme: il Trattato di Lisbona va divulgato alle persone d’Europa e da queste giudicato con i referendum. Pena la possibilità di un futuro molto, ma molto più gramo di quello che qualsiasi Cavaliere potrà mai regalarci......................L’intera opera è stata architettata in modo da essere incomprensibile e letteralmente illeggibile dagli esseri umani ordinari, inclusi i nostri politici. In totale si sta parlando di 329 pagine di diversi e disconnessi emendamenti apportati a 17 concordati e che vanno inseriti nel posto giusto all’interno di 2800 pagine di leggi europee. Questo labirinto non è accidentale. Come spiega il parlamentare europeo danese Jens-Peter Bonde “i primi ministri erano pienamente consapevoli che il Trattato non sarebbe mai stato approvato se fosse stato letto, capito e sottoposto a referendum. La loro intenzione era di farlo approvare senza sporcarsi le mani con i loro elettori”. Il nostro Giuliano Amato ribadì il concetto appieno...................