giovedì 26 aprile 2012

da La Stampa.it


ESTERI
26/04/2012 - LA CRISI EUROPA AL BIVIO

Hollande: senza crescitanon firmo il patto con l'Ue

Francia, il candidato socialista all’Eliseo: “Il rigore non basta”

da Atlas , Draghi invita alla crescita


BCE: PER MARIO DRAGHI ALL’EUROPA SERVE UN “PATTO PER LA CRESCITA” ECONOMICA

    di  .  Scritto  il  26 apr 2012  alle  7:00.

Dopo il patto finanziario è necessario un “patto di ”: a dirlo ieri è stato il presidente della Banca centrale europea ( parlando di fronte al parlamento europeo.
Dopo aver definito “inevitabili” le misure di tagli e le politiche di avviate da molti governo per rimettere in sesto i conti e rafforzare le proprie posizioni di fronte ai debiti nazionali, Draghi ha evidenziato che le misure economiche recentemente adottate dalla Commissione e dal Parlamento europeo potrebbero aprire la strada a un patto di crescita per la zona euro.
Le parole di Draghi sono state sottoscritte e accolte con soddisfazione da tutti i principali leader europei, quasi tutti costretti a fronteggiare un vasto malcontento popolare per tagli e nuove imposte, ma nessuno finora ha spiegato in che maniera l’ e i singoli governi intendono stimolare la crescita.
Venticinque dei 27 stati membri dell’ lo scorso marzo hanno sottoscritto un nuovo accordo di rigore finanziario (il trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance: Tscg), ma nelle ultime settimane non sono poche le voci critiche dirette a quel documento.
L’ultima è quella del candidato socialista alla presidenza francese considerato il favorito per il ballottaggio della prossima settimana, Francoise Hollande, il quale ha detto che, se eletto, intende rinegoziare il trattato proprio perché intenzionato a stimolare la crescita economica.
orso castano : era ora che una voce autorevole , che occupa una posizione di forza capace di influenza le politiche economiche dei paesi "piu' pesanti" europei, dicesse la sue criticando le politiche recessive ed invitando a politiche di crescita. Manca, ma non potevamo aspettarcelo un richiamo a trovare i soldi per finanziare queste politiche dove stanno comodamente seminascosti : nelle rendite finanziarie. Bisogna seguire l'esempio di Roosevelt che nel New Deal aveva distinto in due tronconi le banche , quelle speculative e quelle che3 prestano soldi per finanziare la crescita, anche a rischio. Ma per realizzare questa mossa politica occorre , a livello europeo, un'alleanza tra tutte le forze del lavoro, egemonizzata dalla forza piu' "pesante " , quella degli operai , poi quella delle PMI e delle Partite Iva. La sinistra , sopratutto se Hollande vince , non puo' piu' aspettare, deve agire con risolutezza!!

mercoledì 25 aprile 2012

Fornero all'Alenia

da "La Stampa", on line . Corruzione in Finmeccanica


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POLITICA
25/04/2012 - INCHIESTE/ SOLDI ALLA POLITICA

Finmeccanica, il grande accusatore: "Orsi, 10 milioni per scalare il vertice"

Parla Borgogni: favori
a Giorgetti e Reguzzoni

GUIDO RUOTOLO
INVIATO A NAPOLI
E alla fine di una giornata in cui il suo nome ha ballato parecchio, indicato come il «colpevole» dell’incriminazione di Giuseppe Orsi, numero uno di Finmeccanica, Lorenzo Borgogni, ex relazioni esterne della holding pubblica del settore difesa, sbotta: «Vorrei ricordare che il sottoscritto, interrogato nell’ottobre e novembre scorso a Napoli, ha soltanto risposto alle domande che hanno rivolto i pubblici ministeri».

Lei, indagato e cacciato da Finmeccanica, dunque, non si è vendicato accusando il suo nemico, Giuseppe Orsi?
«Questa interpretazione dei fatti è offensiva, diffamatoria. Ripeto, a domanda dei pm ho risposto, fornendo indicazioni precise sulle mie fonti».

Notizie de relato, di seconda mano le sue...
«Notizie di cui ero venuto a conoscenza grazie a rivelazioni o a documentazione della quale ero venuto in possesso».

E perché non è andato prima dai magistrati?
«La vicenda della vendita degli elicotteri in India si era consumata da poco tempo».

Senta Borgogni, lei ha parlato di una tangente di 10 milioni di euro alla Lega. Conferma?
«Per il sostegno alla nomina di Orsi ai vertici di Finmeccanica sono stati dati 10 milioni di euro alla Lega. Questo è quanto ho appreso da fonti la cui identità ho rivelato ai magistrati di Napoli. Se dopo cinque, sei mesi di tempo, Orsi è stato indagato per riciclaggio e corruzione internazionale, vuol dire che sono state fatte delle verifiche. E il loro esito è stato positivo, evidentemente».

Lei è stato sentito da Napoli nell’ambito della inchiesta sulle commesse estere di Finmeccanica.
«E quando mi hanno chiesto di Valter Lavitola e delle commesse in CentroAmerica, a Panama, non ho saputo rispondere, perché non conoscevo Lavitola e nulla ho mai saputo su quelle commesse».

Il presidente Finmeccanica, Giuseppe Orsi, intervistato ieri sera al Tg1 ha detto che nessuna attività di intermediazione è stata attivata per la commessa indiana, anche perché in quel Paese l’intermediazione è bandita.
«Io ho risposto a domande precise dei pm. E ho raccontato quello che avevo saputo, del ruolo di Haschke e del secondo intermediario».

Il rapporto tra Orsi e la Lega era davvero così stretto? Lei ha parlato delle assunzioni di un parente dell’onorevole Giorgetti, Lega, e degli affari di Reguzzoni...
«È vero, ho detto dell’assunzione nell’interesse di Giorgetti ma anche del figlio del senatore Pd Nicola Latorre o della figlia del banchiere Ponzellini all’AgustaWestland. Ma, ripeto, solo perché ho risposto a delle domande molto precise dei pm. E poi ho parlato dell’ex capogruppo della Lega, Reguzzoni».

La storia dei capannoni vicino Malpensa affittati da AgustaWestland per 5,4 milioni di euro all’anno, dopo che l’azienda aveva chiuso il capannone di sua proprietà a Sesto Calende. Capannoni presi in affitto da una società nella quale ha interessi Reguzzoni. Ecco, Borgogni si è chiesto perché tutto questo gran da fare di Orsi per la Lega?
«La risposta già l’ho data. Orsi voleva essere nominato ai vertici di Finmeccanica. E aveva bisogno del forte sostegno della Lega. Del resto, l’AgustaWestland è l’azienda che ha radici antiche nel territorio della Lega, la provincia di Varese. E quindi lui era nei fatti investito dalla Lega a rappresentare il territorio».

orso castano : per controllare i mercati internazionali e , sopratutto, quelli in sviluppo, che non posseggono ancora le tecnologie determinanti per difendersi , per vincere la concorrenza internazionale sulle armi, e' indispensabile corromper , le tangenti come strumento incluso nel modo di procedere capitalistico per dominare , e la finanza serve anche a questo. Quindi c'e' poco da scandalizzarsi. La storia dei subalterni e' c osa "altra".  Non esistono subalterni nazionalisti ed i piu' deboli sono costretti se non vogliono vedere azzerati i loro diritti, a difende3rli con le unghie e con i denti laddove se li sono conquistati (vedi l'Europa) ed a propagandarli globalmente. Vero Ministra..... Fornero? Sicuramente sarai d'accordo!!



marx e la corruzione capitalistica da homolaicus


..................SULLA CORRUZIONE POLITICA, clicca
La nostra epoca è caratterizzata dal dominio del capitale. È nata -come dice il marxismo- nel XVI sec. e, se ogni civiltà dura mediamente un migliaio di anni, essa non morirà tanto presto, anche se i sintomi della sua decadenza si vedono chiaramente sin da ora. Con le due guerre mondiali (soprattutto con l'ultima) abbiamo sperimentato di quanta distruzione sia capace il capitalismo. Una terza potrebbe esserci per una nuova ripartizione delle colonie voluta da eventuali Paesi del Terzo Mondo o dell'ex "socialismo reale" divenuti capitalisti, oppure per impedire che questi Paesi diventino veramente "socialisti".
Si può addirittura prevedere che il futuro capitalismo, alla luce di quanto è già successo col nazismo e col fascismo, che si richiamavano alle idee del socialismo, avrà tratti assai simili allo stalinismo, benché dal punto di vista borghese. Il socialismo occidentale si affermerà come forma di razionalizzazione del capitale. Naturalmente, perché ciò avvenga, occorrerà una base popolare di consenso molto più ampia di quella che riuscì ad ottenere il nazifascismo: non basterà la piccola borghesia, ci vorranno anche gli operai.
Per conseguire un obiettivo del genere sarà necessaria una corruzione particolarmente sofisticata. Attualmente la corruzione dei partiti occidentali che si richiamano, in maniera distorta, al socialismo, facendo gli interessi del capitale, è fondamentalmente di tipo economico, cioè fondata sulla possibilità di ottenere dei vantaggi materiali. In Occidente ancora non si concepisce una corruzione "ideale", senza profitto: se esiste, essa viene considerata o stupida o poco pericolosa.
Con lo stalinismo invece si è inaugurata una nuova forma di corruzione, quella politica, cioè del dominio allo stato puro, del potere per il potere, dell'egemonia assoluta su tutto, anche sul capitale, in nome di un'ideologia apparentemente favorevole alle masse. Lo Stato era uno strumento non della borghesia, ma di un partito. Hitler e Mussolini sono stati il prodotto della classe borghese e senza l'appoggio dei monopoli non avrebbero potuto fare niente. Stalin invece è stato il prodotto di un'idea, che prima si è affermata in seno a un partito di governo e poi è dilagata in tutto lo Stato.
La superiorità della corruzione politica dello stalinismo è dimostrata anche dal fatto ch'essa è durata tantissimo, anche dopo la morte di Stalin e persino dopo la destalinizzazione del XX Congresso del Pcus: praticamente essa ha cominciato a entrare in crisi solo con la filosofia della perestrojka, ufficializzata dall'ex-partito di Gorbaciov nell'aprile del 1985.
Forse gli storici si dovrebbero chiedere se il socialismo di stato non abbia vinto il nazifascismo anche per questa sua più alta forma di corruzione. Spesso infatti si dice che il socialismo ha vinto il capitalismo, nella IIa guerra mondiale, nonostante lo stalinismo. Eppure lo stalinismo ha rappresentato, benché negativamente, una più alta forma di organizzazione statale. Un collettivismo forzato può portare a risultati peggiori dell'affermazione individualistica dell'uomo, ma i fatti hanno dimostrato che ai tempi di Stalin esso costituiva un'organizzazione più razionale.
Il fallimento totale di questa organizzazione si è verificato non in tempo di guerra ma in tempo di pace. La ragione sta nel fatto che nel mentre la si costruiva, gli uomini erano convinti che con essa avrebbero potuto realizzare gli ideali del socialismo. Essi in realtà stavano realizzando gli ideali del socialismo di stato, burocratico e amministrato. Ecco perché oggi, nei paesi est-europei, molti vedono l'affermazione dell'individualismo anche in funzione antisocialista. Ecco perché dobbiamo fare in modo che l'ideale del collettivismo libero non vada perduto. Solo con l'edificazione di questa forma di collettivismo l'umanità potrà risparmiarsi i disastri sia del capitalismo che del socialismo di stato.
IL FORMALISMO BORGHESE
Una caratteristica tipica della morale nella società capitalistica è il formalismo.
Poiché, per principio, ogni criterio di vita, nell’ambito del capitalismo, è antitetico all’umanità delle cose, il limite che generalmente si vuole porre fra un’azione lecita e una illecita è di fatto un limite di circostanza, legato alla convenienza del momento.
Quanto pesino, nella determinazione di tali confini formali di liceità, gli interessi di potere, è facile indovinarlo. La morale capitalistica è essenzialmente il frutto di un compromesso di conflitti antagonistici per natura.
Nel capitalismo tutto è antagonistico, a meno che non sussistano sacche di pre-capitalismo in via di estinzione, o non si formino resistenze di tipo anti-capitalistico, capaci di evolversi verso forme di transizione socialista.
La morale capitalistica è la morale dell’interesse privato prevalente, cioè di quella sfera privata che, a causa della sua forza, tende a ufficializzarsi, diventando sfera dominante. In tal senso, tutte le differenze che si pongono tra azioni lecite e illecite diventano alquanto formali e relative.
L’unica vera differenza possibile, nell’ambito del capitalismo, è quella fra un’azione illecita sanzionata dalle leggi (p.es. l’usura delle banche) o dalla prassi quotidiana (p.es. l’evasione fiscale o i profitti della criminalità organizzata) e l’azione illecita al di fuori delle consuetudini e delle leggi dominanti (p.es. lo scippo di un tossicodipendente).
Normalmente noi consideriamo la mafia un fenomeno illecito, ma solo un ingenuo potrebbe pensare che l’attività di un’impresa capitalistica o di una banca sia sostanzialmente lecita, ovvero che sia illecita solo in casi del tutto particolari.
L’immoralità, cioè la corruzione, l’assenza di valori umani ecc., è la regola, non l’eccezione, nella società capitalistica.
Peraltro tale società è strutturata in maniera così gerarchica e burocratica che il singolo diventa immorale anche contro la sua volontà. Non tanto perché egli sia consapevole di compiere azioni immorali (che non vorrebbe compiere), quanto perché si trova a compierle anche senza saperlo: anzi, normalmente, la sua immoralità più persistente è proprio quella più inconscia, cioè quella maggiormente determinata dalla fisionomia globale del sistema, che porta ad assumere, in maniera del tutto naturale, pensieri e atteggiamenti contrari all’etica umana...............


orso castano : ci si scandalizza sulla corruzione dilagante nell'Italietta post-edonistica-erotica di B. che ha voluto eroticitizzare la corruzione: non piu' soldi , o meglio non solo soldi ,rubati allo stato, occupato dalla finanza internazionale (o da partiti asserviti ad essa) ,ma anche favori, prostitute, barche , nani e ballerine, videocrazia, tutto, anche gli strumenti piu' aggiornati per comunicare, tutto sotto controllo attraverso la corruzione ed il vizio piu' sfrenato, fino alla perversione. Tutto sempre finalizzato al mantenimento del potere contro le classi piu' deboli e povere.Non siamo piu' all'etica borghese luterana, ma al capitalismo onnivoro contemporaneo (vedi post sullacorruzione finmeccanica), che per sopravvivere ha bisogno di un dominio sempre piu' spinto sulle coscienze, come acutamente osservava Marcuse o come piu' blandamente afferma Baumann col suo concetto di "coscienze fluide", junghianamente intese. La crisi mette in discussione questo modello, ma anch'essa e' una crisi ciclica' , non definitiva del modello capitalistico. Al centro viene messa la finanza internazionale , la globalizzazione della stessa finanza ed una trasformazione del modo di produzione che non cambia assolutamente i rapporti di potere sui luoghi di produzione stessi, anzi la concentrazione del potere nelle mani della finanza internazionale viene accelerata, cosi' la razionalizzazione produttiva , la delocalizzazione (per una radicale negazione dei diritti del lavoro) . la crisi e' utilizzata dalla finanza per cercare di sfuggire al controllo delle classi subalterne che dovranno riorganizzarsi a livello internazionale per non "finire a gambe all'ìaria"...
 

domenica 22 aprile 2012

il risultato ottenuto dalla "maestrina dal pianto taumaturgico" con la riforma del lavoro (suggerita dalla finanza internazionale)

front de gauche en France et en Europe

 orso castano : non c'e' che dire "speriamo" che Holland  tenga fede agli impegni, che , se non appaiono "rivoluzionari" pure sono un chiaro segnale di svolta che contrasta lapolitica di tasse x tasse sui piu' deboli seguita da sarkossy+ Merkel , che rafforza solo la finanza e non il mondo del lavoro (operai + PMI) . Fatto che sta avviando l'Italia verso la  Grecia.Certo e' che l'unificazione delle forze del lavoro nell'intera Europa con un'alleanza strategica con le PMI e' fondamentale per una crescita economicca che faccia uscire la stessa Europa dalla sudditanza dagli USA e dai Paesi emergenti (anche attraverso il ricatto energetico; si ricordi che il governicchio tecnicistico-destrorso  dell'uomo del loden nostrano non ha ancora elaborato un piano energetico che renda il nostro paese autonomo , come invece stanno facendo negli USA) che i padroni della finanza internazionale stanno ad arte creando.


............La patrimoniale. Proprio il candidato del PS ha lanciato la proposta, che in Italia avrebbe scatenato un putiferio e che invece in Francia anche dai media conservatori è stato accolta con interesse, di una superpatrimoniale del 75% su tutti i guadagni oltre 1milione di euro. Solo lo 0,1% della popolazione attiva dovrebbe essere toccata da questa tassa, che per le casse dello Stato significherebbe un guadagno sui 250 milioni di euro. Ma l’effetto simbolico è enorme: “Accettare di pagare un’imposta supplementare per aiutare il Paese a rialzarsi è un modo per essere patriottici” è stato il suo monito. Il programma essenziale di Hollande contiene “60 impegni per far rialzare la Francia” Al primo posto c’è il “rilancio della produzione, dell’occupazione e della crescita”, con la nascita di una Banca pubblica per gli Investimenti e un programma di “riconversione ecologica ed energetica dell’industria e lo sviluppo di nuove tecnologie e dell’economia digitale”. Quindi, una politica per favorire l’occupazione attraverso sgravi fiscali alle imprese e aiuti pubblici per le aziende che intendono investire in Francia. Non solo, ma anche una dura scure su quelle imprese francesi che hanno delocalizzato in altri paesi, punendole fiscalmente (a questo scopo verrebbe fatto divieto di cessare le attività produttive se non c’è una società pronta a rilevarle). Una distinzione verrebbe operata sui proventi reinvestiti e sui dividendi distribuiti agli azionisti, oltre ad introdurre una diversa tassazione societaria: 35% per le grandi, 30% per le piccole e medie, 15% per le piccolissime. Forse per questi suoi propositi, Hollande è ben visto da una buona parte del mondo imprenditoriale, tanto da essersi attirato le critiche dei “Sarkozysti” che lo hanno definito “amico spalleggiato dal grande capitale”. In realtà, durante il governo di Sarkò, i “grandi ricchi” di Francia hanno ottenuto benefici fiscali di tutto riguardo: dalla riduzione delle tasse di successione allo sconto fiscale di circa 45 miliardi di euro in 5 anni e alla possibilità per 2 mila di loro di godere di una tassazione di favore, esportando capitali in Svizzera. La riforma fiscale di Hollande comprende inoltre l’aumento dell’aliquota dal 41% al 45% sui redditi oltre i 150 mila euro l’anno e l’aumento al 15% delle imposte sugli utili delle banche. Per le banche verranno prese misure contro il ricorso ai “paradisi fiscali”, si attuerà il blocco dei “prodotti tossici”, mentre verranno abolite le stock-options e verranno regolamentati i “bonus” dei supermanager. Verrà introdotta una tassa su tutte le transazioni finanziarie, sul tipo della FTT, auspicata anche per il resto dell’Unione, così come la creazione di un’Agenzia Europea di Rating, per contrastare lo strapotere di Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch. Infine, riduzione dei costi per le operazioni bancarie, le tenute dei conti e del credito al consumo.
Welfare, “Beni comuni”. Farà certo discutere, in epoca di tagli al welfare state e di rincorsa mondiale all’innalzamento dell’età pensionabile (misure auspicate anche dal Fondo Monetario Internazionale), il proposito del leader socialista di riportare invece l’età pensionabile dagli odierni 62 ai 60 anni (con 41 anni di contributi), la creazione di oltre 2 milioni di nuovi alloggi popolari (mettendo a disposizione gratuitamente i terreni di proprietà statale), affitti “calmierati”per gli studenti, la creazione di 150 mila posti di lavoro per i giovani, specie dei “quartieri difficili”, e 60 mila assunzioni nella scuola, martoriata dai tagli di Sarkò. C’è poi l’idea “rivoluzionaria” di bloccare il prezzo della benzina per almeno 3 mesi, “mettendo le compagnie petrolifere di fronte alle loro responsabilità”. Verranno mantenuti gli statuti di bene pubblico per le società controllate in parte dallo stato come: EDF, elettricità, SNCF, ferrovie, La Poste, ecc…Ma non solo, Hollande, se eletto, chiederà all’Unione Europea di adottare una direttiva “sulla protezione dei servizi pubblici essenziali”, di ridiscutere il Fiscal Compact, vero “nodo scorsoio” iperliberista, per sostituirlo con un “Patto di responsabilità, gouvernance e crescita per uscire dalla crisi e dalla spirale dell’austerità, privilegiando lo sviluppo e l’occupazione, modificando in questo senso il ruolo della Banca Centrale Europea, creando le Euro-obbligazioni”

da L'Unita' , il programma di hollande

«Cambiamento adesso» clicca

......FINANZE PUBBLICHE: per raggiungere l'equilibrio di bilancio, Hollande punta a una riforma fiscale che prevede, tra l'altro, un'aliquota superiore al 45% per i redditi superiori ai 150.000 euro e un'aliquota al 75% per i redditi superiori a 1 milione di euro nonchè l'abolizione dei «regali fiscali e gli sconti» ai più ricchi e alle grandi aziende. La manovra dovrebbe portare nuove entrate per 29 miliardi di euro. Impegnandosi a rispettare i vincoli europei sul 3% del deficit entro il 2013, Hollande prevede di proseguire così lo sforzo per giungere all'equilibrio nel 2017, ossia un anno più tardi rispetto alle promesse del suo principale sfidante, il presidente uscente Nicolas Sarkozy.

GIOVANI: il socialista ha fatto dei giovani una delle sue priorità. La promessa di 60.000 nuove assunzioni nell'istruzione non riguarda solo gli insegnanti ma anche altri mestieri educativi. Anche sul fronte dell'occupazione, promette più lavoro, anche grazie a esoneri fiscali per le aziende che assumono un giovane. 

EUROPA: il favorito nei sondaggi si è impegnato a rinegoziare il trattato europeo di bilancio ('fiscal compact'), approvato a Bruxelles, con l'obiettivo di inserirvi la dimensione della crescita. Una prospettiva che non piace a molti leader europei, a partire dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. Hollande chiede anche un ruolo maggiore per la Bce, che a suo avviso dovrebbe avere le stesse prerogative della Federal Reserve americana, e spinge per gli Eurobond, la Tobin tax e la Carbon tax. 

PENSIONI: Il programma socialista vuole correggere la riforma previdenziale di Sarkozy, riportando l'età pensionistica a 60 anni, ma solo per chi ha versato 41,5 anni di contributi. 

COMPETITIVITÀ: creazione di una banca pubblica di investimenti per il sostegno alle Pmi. 

FAMIGLIA: Sì a matrimonio e adozione da parte di coppie gay. 

EUTANASIA: Per Hollande, chi è maggiorenne, in fase avanzata o terminale di una malattia incurabile, causa di una forte sofferenza, potrà chiedere, in condizioni precise e rigide, un'assistenza medica per finire la propria vita nella dignità.

NUCLEARE: riduzione progressiva della quota nucleare nella produzione di elettricità dal 75% al 50% entro il 2025. Chiusura di una ventina di reattori, ma solo la centrale di Fessenheim chiuderà i battenti nel prossimo quinquennio. Contrariamente agli ecologisti, Hollande vuole però andare avanti con i lavori della centrale EPR di ultima generazione di Flamanville.

VOTO AGLI STRANIERI: tutti gli stranieri potranno votare nelle elezioni locali.

ISTITUZIONI: Stop al cumulo dei mandati per i parlamentari. Rafforzamento della decentralizzazione.

mercoledì 18 aprile 2012

etnie in vendita da http://understandingsociety.blogspot.it/ ottimo blog di filosofia della scienze sociali



John e Jean Comaroff Comaroff hanno scritto una storia complessa di etnia e della cultura contemporanea in Etnia, Inc. .I Comaroffs sono, naturalmente, illustri antropologi culturali presso l'Università di Chicago che hanno fatto ricerche approfondite e la scrittura per l'Africa. (Ad esempio, John Comaroff e Simon Roberts, regole e processi: la logica culturale del Dispute in un contesto africano , Jean Comaroff e John Comaroff, della Rivelazione e della Rivoluzione, Volume 1: il cristianesimo, il colonialismo, e Coscienza in Sud Africa: 001 . ) Quindi, le loro osservazioni sulla cultura ed etnia in un mondo globalizzato sono destinati a essere interessante. ...........Essi documentano in modo dettagliato l'idea centrale espressa dal titolo, l'idea che i gruppi etnici di tutto il mondo stanno cercando di commercializzare e mercificare le loro culture indigene. Anche la Scozia sta cercando di marchio e di mercato in sé - insieme alla Shipibo del Perù, MEGA del Kenya, e Contralesa in Sud Africa. E, naturalmente, questo processo genera una manciata grande di sabbia negli ingranaggi del concetto di "autenticità culturale" stesso ( dopo ). La mercificazione della propria identità etnica a cui si riferiscono è illustrata con numerosi esempi, per esempio, con frammenti di materiale di marketing sviluppate per alcuni dei gruppi etnici del mondo.............Il secondo filo di argomentazione essi intrattengono è la letteratura corrente politico-filosofica sull 'etnia e la globalizzazione. Discutendo Foucault, Adorno, Montesquieu, e numerosi altri, che fanno una riflessione attenta su dove "identità etnica" sta ora in filosofia e teoria. Si discute, ad esempio, il juridicalism che ha spazzato attraverso il campo dei diritti umani e dei popoli (prime kl 789). (Si riferiscono genericamente allo sforzo di stabilire diritti legali di proprietà, lungo linee etniche come "lawfare";. KL 797) La mercificazione di etnia gioca direttamente nella tesi secondo cui le identità sono socialmente costruiti e performativo. La ricreazione di "mestieri tradizionali, cerimonie e danze" in villaggi turistici è chiaramente una sorta di Disneyland attività - anche quando gli artisti hanno una qualche relazione ereditaria alle pratiche precedenti in cui questi punto di rievocazioni. La cultura surrogato che viene eseguita la risonanza ha poco o nulla con la vita ordinaria in quei gruppi attuali. Ma sembra anche che C & C anche credere che le persone hanno identità come soggettività incarnata - per quanto labile e socialmente influenzato possano essere.