giovedì 11 marzo 2010

la tv su internet (clicca x la tv)

Watch TV OnlineTvChannelsFree.com - The largest resource available on the web for viewing Free Internet Television. Live streaming TV, News, broadband internet TV stations, and video from all over the world. About 3,552 Online TV Channels from 60+ countries in Europe, North America, Africa,Asia, The Caribbean, Latin America, Middle East all in one website. clicca x link


la presentazione del libro di Puccini:
Se è vero che le previsioni sono fatte apposta per essere smentite, quella che il New York Times fece nel 1939 appare clamorosa: «La tv non sarà mai rivale della radio perché obbliga la gente a tenere gli occhi fissi su un video; le persone in America non hanno abbastanza tempo per dedicarsi alla sua visione».In oltre mezzo secolo di storia lo sviluppo della televisione ha contraddetto appunto in modo clamoroso questa previsione.Naturalmente, questo è avvenuto tra progressi e innovazioni, in una vera e propria “mediamorfosi” continua, come la definisce Enrico Pulcini nel suo libro “Click tv” (Franco Angeli, 2006; 160 pagine, 16 euro), dall’eloquente sottotitolo “come internet e il digitale cambieranno la televisione”. All’inizio, Pulcini sgombra il terreno su quello che considera un falso problema. La caratteristica invasiva ed ecumenica del mezzo ha sortito nella vasta schiera di chi lo vede e chi parla un effetto pro e contro, apocalittici e integrati, Coppi-Bartali. Pulcini consiglia di mettersi l’animo in pace: la vera natura ed essenza del piccolo schermo saranno ben chiare solo tra chissà quanti anni; al momento quello che non si può mettere in discussione è che la tv è indispensabile a parecchi milioni di persone. Ma quale tv?Da qualche anno, le reti commerciali americane il 5% di pubblico e di pubblicità. È ormai assodato che la tv broadcast, quella ecumenica e popolare, dà segni di crisi. Alla base sta una parola magica: interattività, che non appartiene certo alla tv broadcast. Milioni di persone interagiscono sempre più con media personalizzanti come internet, telefoni mobili, videoregistratori, e altri dispositivi sofisticati. Tutto questo, complice la mitica convergenza, è destinato a cambiare la stessa tv, che “si fa digitale”. Internet e l’avvento della digitalità nelle trasmissioni trasformeranno l’intero settore televisivo portando sul televisore contenuti e servizi inediti e, finalmente, interattivi. Un mondo che Pulcini chiama “fibersfera”, dove non ha senso sfruttare la digitalità per riprodurre schemi e modelli della tv generalista.I progressi tecnologici (avete presente il fenomeno TiVo negli States) ci consegneranno apparecchi televisivi sempre più simili al computer, capaci di svolgere molteplici funzioni e i sistemi trasmissivi, sempre più potenti faranno fluire immagini e dati digitali rendendo gli utenti più padroni dell’universo televisivo e meno subordinati all’operatore. Si aprirà l’era della Ip-Tv (che è diversa dalla Web-tv, avverte l’autore), la scommessa di diffondere la tv via internet, ma anche quella della tv sul telefonino (la tv da passeggio) e quella del digitale terrestre. Convergenza, dunque, tra mondi che saranno sempre più simili.Le tecnologie consentiranno agli utenti di produrre contenuti (la voglia c’è, basta guardare il proliferare di blog) e di intervenire nella comunicazione televisiva digitale, col risultato di moltiplicare i canali sui quali realizzare e ricevere immagini. Il libro parla espressamente di neo-contenuti come le webfiction, produzioni simili alle fiction televisive ma di costo ridotto, caratterizzate da interattività alta e linearità frammentata, pensate direttamente per la distribuzione via Web.Anche la pubblicità è destinata a cambiare, per rispondere all’esigenza di un modello interattivo rivolto a un target sempre più segmentato, specifico ed esigente. L’advertising sarà sempre meno tale e diventerà sempre più intrattenimento, senza escludere forme futuribili di fusione con il grande schermo del cinema e con la console del videogame. Il libro descrive insomma una vera e propria rivoluzione dei media che interesserà utenti, studiosi, operatori e aziende del settore televisivo, giornalisti, editori. Pulcini dedica a loro il suo libro, e a tutti quelli che ritengono che lo sviluppo della tv digitale sia un cammino (senza ritorno) verso una frontiera che cambierà per sempre il mondo della comunicazione.
Enrico Pulcini

Click Tv - Come Internet e il digitale cambieranno la televisione
Edizioni Franco Angeli
160 pagine, euro 16,00

















solo uno stralcio che mi sembra tratti un aspetto rilevante : "come funziona l'informazione personalizzata":

mercoledì 10 marzo 2010

una iniziativa di Capitale dIgitale

Segnaliamo un interessante evento promosso da Capitale Digitale :

“Internet è libertà, perché dobbiamo difendere la rete”
giovedì 11 marzo ore 15 presso la Camera dei Deputati.
Ospite dell’evento sarà Lawrence Lessig , noto professore dell’Università di Harvard e fondatore di Creative Commons, che terrà una lectio magistralis su ” il Web e la trasparenza tra ideali e realtà”.

Collaborazione tra FDA (USA) ed EMEA (UE) sui faremaci. Cresce l'Europa.

FDA COMUNICATO STAMPA , 3 agosto 2009
Contatto: Christopher Kelly, 301-796-4676, christopher.kelly @ fda.hhs.gov
FDA, Agenzia Europea dei Medicinali lancio Good Clinical Practices Initiative
Sforzo di collaborazione volto a garantire un comportamento adeguato di studi clinici
La US Food and Drug Administration e l'Agenzia Europea dei Medicinali (EMEA) ha annunciato oggi un accordo per lanciare un accordo bilaterale di Good Clinical Practices (GCP) Initiative, volta a garantire che le prove cliniche presentate nelle applicazioni di marketing di droga negli Stati Uniti e in Europa sono condotte in modo uniforme , appropriato ed eticamente. L'iniziativa avrà inizio con una fase pilota di 18 mesi il 1 ° settembre 2009 e sarà incentrata sugli sforzi di collaborazione di ispezionare i siti trial clinici e studi. I prodotti disciplinati dalla Center della FDA Drug Evaluation and Research negli Stati Uniti, e dall'EMEA per l'Unione europea saranno al centro dell'iniziativa."La collaborazione con gli alleati internazionali come l'EMEA portare a interessanti opportunità per il progresso della salute pubblica", ha dichiarato il commissario della Food and Drugs Margaret A. Amburgo, MD "Questo importante sforzo contribuirà a rafforzare le garanzie per i partecipanti e di altri soggetti coinvolti negli studi clinici".Tra gli obiettivi principali della FDA-EMEA GCP iniziativa saranno i seguenti:
- Per effettuare lo scambio di informazioni periodiche sui GCP informazioni relative al fine di semplificare la condivisione di informazioni di pianificazione di ispezione GCP, e di comunicare in modo efficace e tempestivo sui risultati di controllo.
- Per effettuare le ispezioni GCP di collaborazione attraverso la condivisione di informazioni, esperienze e procedure di ispezione, che hanno collaborato nello svolgimento delle ispezioni, e la condivisione delle migliori conoscenze pratiche.
- Per condividere le informazioni sulla interpretazione del GCP, mantenendo ciascuna agenzia di regolazione informato della GCP legislazione, orientamenti normativi e documenti correlati, e di identificare e agire insieme a favore del processo di ricerca clinica.
"Lo sviluppo clinico dei medicinali è un impegno globale", ha affermato Janet Woodcock, MD, direttore del Centro della FDA Drug Evaluation and Research. "Con le risorse limitate di cui dispone per affrontare la natura globale della ricerca clinica, questa è una straordinaria opportunità per la FDA e l'EMEA di lavorare insieme per effettuare i controlli e condividere le informazioni."
A conclusione della fase pilota, una valutazione congiunta sarà effettuata da parte della FDA e l'EMEA, con la portata e il processo di modifica e modificato in base alle esigenze.
"Questa è un'altra iniziativa che rafforzerà ulteriormente il rapporto molto forte tra la FDA e l'EMEA", ha detto Murray M. Lumpkin, MD, vice commissario per i Programmi Internazionali. "Ciò consentirà sia la FDA e l'EMEA di sfruttare le rispettive risorse GCP ispettivo così tanto di noi può utilizzare le nostre risorse per garantire più delle sperimentazioni cliniche presentate per entrambe le agenzie sono di alta qualità."
Società prevede di presentazione della domanda di commercializzazione contemporaneamente alla FDA e l'EMEA, e interessati a partecipare al comune ispezioni componente dell'iniziativa devono contattare Leslie Ball, MD, Direttore, Divisione di ricerche scientifiche, Center for Drug Evaluation and Research, a Leslie.Ball @ fda.hhs.gov.
orso castano : forse e' passato un po' in sordina ma l'EMEA , l'agenzia dei farmaci europea sta assumendo un ruolo centrale nella approvazione dei farmaci in Europa, la collaborazione con la FDA americana rinforza questo ruolo. Si apre un capitolo interessante per  la farmacoterapia europea. Staremo a vedere.

lunedì 8 marzo 2010

Le rinnovabili si controllano col satellite

Il Gse, Gestore dei servizi energetici, installerà cinquemila terminali satellitari per monitorare le fonti di energia rinnovabile.
Per farlo, utilizzerà un servizio basato su satellite per le applicazioni di telemetria e di video sorveglianza.
La holding pubblica del ministero dell’Economia che promuove, incentiva e sviluppa le fonti rinnovabili in Italia, diventa dunque la prima in Europa ad adottare un sistema di monitoraggio nella produzione di energia “green” (eolico, solare, idroelettrico) tanto esteso.


“Il sistema permette di raggiungere qualsiasi luogo del territorio italiano dove si produce energia rinnovabile”, ricorda Nando Pasquali, amministratore delegato del Gse.
La piattaforma satellitare ha inoltre il vantaggio di trasmettere i dati a costi contenuti, paragonabili a quelli di una tradizionale linea adsl...........
orso castano : speriamo che non sia la solita promessa.....

domenica 7 marzo 2010

presente/futuro


da youtube:....  Hugh Everett III (Maryland, 11 novembre 1930 McLean, 19 luglio 1982) è stato un fisico statunitense attivo principalmente all'Università di Princeton.È stato celebre tra i fisici per aver formulato per primo nel 1957 l'interpretazione a molti mondi della meccanica quantistica. Secondo questa teoria, quando si effettua una misurazione quantistica e si osserva una funzione d'onda, questa non diventa l'unica reale (come si pensava precedentemente) ma assumono esistenza anche tutte le misure che non sono state trovate, generando ognuna un altro universo. Everett abbandonò gli studi in fisica subito dopo aver completato la tesi di dottorato, scoraggiato dallo scarso interesse degli altri fisici verso queste sue teorie. Ha sviluppato notevolmente l'impiego dei moltiplicatori di Lagrange in ricerca operativa, che poi egli stesso per conto dell'IDA ha utilizzato, divenendo così pluri-milionario. Sposò Nancy Gore (poi divenuta Nancy Everett), con la quale ebbe due figli, Mark Oliver Everett e Elizabeth Everett......
Everett morì d'infarto a 51 anni, nel 1982, l'anno in cui un'équipe di ricerca dell'Università di Parigi, diretta dal fisico Alain Aspect ha scoperto che, sottoponendo a determinate condizioni delle particelle subatomiche, come gli elettroni, esse sono capaci di comunicare istantaneamente una con l'altra indipendentemente dalla distanza che le separa, sia che si tratti di 10 metri o di 10 miliardi di chilometri.

orso castano : che ve ne pare ? Si accettano commenti. Grazie.

il computer a DNA ed il computer quantistico

Con il termine generico di computer a DNA ci si riferisce ad una forma di computer che utilizza il DNA (e quindi la biochimica e la biologia molecolare) al posto dei tradizionali computer a base di silicio. Si tratta di un soggetto di ricerca e sviluppo di estremo interesse.Il DNA è stato utilizzato per la prima volta nel campo dell'informatica nel 1994 dal celebre matematico Leonard Adleman,scienziato della University of Southern California, che ebbe l’intuizione di studiare il DNA per utilizzarlo al posto di metallo e silicio. per risolvere un semplice problema di cammino hamiltoniano (un problema NP-completo). Dopo gli esperimenti iniziali di Adleman, sono stati fatti numerosi progressi e molte macchine di Turing sono state dimostrate essere costruibili. Nel 2002 alcuni ricercatori del Weizmann Institute of Science di Rehovot, in Israele, hanno presentato una macchina molecolare programmabile, composta da enzimi e molecole di DNA invece di microchips di silicio. Tale computer, in grado di svolgere 330 mila miliardi di operazioni al secondo, si è rivelato oltre 100000 volte più rapido del PC più rapido allora disponibile.Nel 2004 Ehud Shapiro, Yaakov Benenson, Binyamin Gil, Uri Ben-Dor e Rivka Adar del Weizmann Institute hanno annunciato su Nature la costruzione di un computer a DNA. Si tratta di una struttura accoppiata con un modulo per l'input e ed in grado di diagnosticare l'attività cancerosa all'interno di una cellula, rilasciando il farmaco adatto in seguito alla terapia. .In Giappone alcuni scienziati hanno creato il primo DNA artificiale del mondo. Potrà essere utilizzato per realizzare una nuova generazione di computer.Nell’ambito del DNA computing si usano due componenti essenziali: gli enzimi, che vanno a ricoprire il ruolo di hardware, e il DNA, che invece costituisce il software. L’obiettivo della bioinformatica consiste nel miscelare enzimi e DNA e creare organismi viventi per dare vita a computer capaci di performance mai viste, sia in termine di velocità e prestazioni che di capacità di storage.Una volta implementato e ottimizzato il procedimento, gli scienziati potranno miniaturizzare i DNA computer, che diverranno probabilmente i sostituiti degli attuali microprocessori.Sempre sulla base di quanto scritto da Punto Informatico, mezzo chilo di DNA basterebbe per memorizzare i dati contenuti in tutti gli hard disk esistenti oggi. Inoltre, la nuova tecnologia permetterebbe di contenere in maniera davvero significativa i consumi.  Il computer israeliano non è convenzionale ma funziona su base chimica, e precisamente grazie a molecole di DNA, l’aci do desossiribonucleico che co stituisce la microscopica doppia elica racchiusa in tutte le nostre cellule. I computer tradizionali, invece, si basano sull’e lettronica. Ogni secondo mi liardi di transistor ricevono mi nuscoli impulsi di corrente che, passando attraverso ciascun transistor, risultano nell’assen za o nella presenza di corrente, interpretata come uno 0 oppu re un 1 nel linguaggio dei bit. I vantaggi li abbiamo sotto gli oc chi tutti i giorni. Gli svantaggi pure, in forma di consumo ener getico e nella crescente impossibilità di imprimere ulteriori spinte significative alla tecnolo gia. Usciranno ancora e a lungo microprocessori più potenti di quelli attuali, ma non certo un milione di volte più potenti, co me le CPU di oggi sono rispetto a quelle dei primi Anni Settanta. Ecco le ragioni della ricerca di tecnologie alternative, come il computer a DNA, un meccanismo basato su molecole di DNA ed enzimi, proprio come avviene nel corpo umano.Il successo degli studi di bioinformatica aprirebbe la strada a numerose applicazioni, tra le quali l’ottimizzazione delle nanotecnologie molecolari autorigeneranti, dei biochip da impiantare nel corpo umano e dell’intelligenza artificiale...........Una molecola di DNA consiste di diversi milioni di nucleotidi che compongono il genoma umano, il progetto di organismi viventi.Successivamente, i singoli filamenti di molecole di DNA che sono galleggianti al di sopra del microchip sono filettati o tirati  da un campo elettrico, che inizia il processo di lettura e di sequenziamento le molecole.Il dispositivo è costituito da DNA transistor di dimensioni nanometriche alternando strati di metallo e dielettrici. Una porta logica a base organica consiste in un frammento di DNA, collegato ad una porta di input in cui immettere il materiale organico che rappresenta i dati. Reagendo alle informazioni in ingresso, il DNA si comporta come un enzima, modificando a sua volta un'altra breve sequenza di acido desossiribonucleico con cui comunica i risultati del calcolo in uscita..............
.........team of IBM Researchers is exploring new and innovative ways to quickly read human DNA at a low cost -- an advancement that can lead to important breakthroughs in health condition diagnosis and treatment. The scientists are designing a "DNA Transistor" which is created by using an electron beam to make a nanometer-sized opening in a microchip, called a nanopore, to read DNA Molecules. A DNA molecule consists of millions of different nucleotides that make up the human genome; the blueprint of living organisms. Next, single strands of DNA molecules that are floating above the microchip are threaded or pulled through the nanopore by an electrical field, which begins the process of reading and sequencing the molecules.
The DNA Transistor device consists of alternating nanometer-sized layers of metal and dielectric. Discrete charges located along the backbone of a DNA molecule get trapped by electrical fields inside the nanopore. By trapping the DNA molecule, scientists will have ample time to measure the molecule structure. By cyclically turning on and off these gate voltages, researchers have shown theoretically and computationally, and expect to be able prove experimentally, the plausibility of moving DNA through the nanopore at a rate of one nucleotide per cycle a rate that IBM scientists believe would make DNA readable. Low-cost, yet efficient analysis of DNA data promises to help facilitate the discovery of new healthcare products, and help determine an individual's predisposition to a particular disease or condition. "
(clicca qui'  e traduci)

Il computer quantistico è il PC del futuro. :Per la prima volta è stato riprodotto un fenomeno fondamentale del comportamento dei conduttori elettrici, in base al quale possono diventare isolanti, descritto 50 anni fa dal fisico e premio Nobel Philip W. Anderson. Ad annunciare la riproduzione della localizzazione di Anderson è stato un gruppo di ricercatori del Laboratorio Europeo di Spettroscopie non Lineari (Lens) dell’Università di Firenze in uno studio pubblicato sulla rivista Nature.I ricercatori hanno ottenuto per la prima volta evidenza diretta della localizzazione di Anderson per onde di materia, un fenomeno quantistico indotto dal disordine a livello microscopico, che è stato teorizzato per gli elettroni nei solidi, per spiegare alcuni drammatici cambiamenti nelle proprietà dei conduttori elettrici. Le implicazioni di questo importante risultato riguardano la comprensione del comportamento dei superconduttori, poiché si apre ora la possibilità di simulare nuove fasi della materia che si comportano secondo le leggi della meccanica quantistica. «Fino ad ora» ha spiegato Massimo Inguscio, «non era stato possibile osservare la localizzazione di Anderson in esperimenti con elettroni, a causa della forte interazione tra gli elettroni stessi e si era dovuto ricorrere a sistemi senza massa. 
vedi anche http://www.unitn.it/ateneo/organi_gov/rettorato/download09/BEC_Nature_quantum_dots.pdf
per saperne di piu' http://www.almack.ch/category/3/57/66
orso castano : la comunicazione del futuro/presente sara' sempre piu' veloce e precisa. La quantita' di dati trasmissibile spingera' a cercare nuovi strumenti di controllo della massa dei dati , per evitare interferenze da "rumori di fondo" o di altri elementi confondenti. Il cervello umano dovra' confrontarsi con questo problema. La conoscenza pratica/teorica  di questi sistemi dicriminera' i livelli di conoscenza/potere dei singoli e dei gruppi . Quando e se , ci sara' il teletrasporto il controllo dell'uso di queste potenzialita costituira' un terreno di confronto/scontro , speriamo leale e pacifico, per il  potere. Ma oggi i problemi sono ben piu' pesanti e difficili : la precarieta' sta diventando una regola di vita e si sta allargando dal mondo del lavoro ad altri e fondamentali (per l'essere umano) aspetti, come le relazioni umane. Occorrera' vigilare e contrastare queste tendenze.

Giampaolo Fabris, sociologo e autore del libro "Societing" e (piu' recente) "la societa' post crescita"


Giampaolo Fabris: rifondiamo il marketing (clicca x video/intervista, sito Episteme)

Societing, il titolo del suo ultimo libro, è già un neologismo utilizzato dagli operatori del marketing. E' la società a fare il marketing, non più le aziende in maniera verticale. L'intervista di Eccellere al noto sociologo per capire chi dovrà fare il primo passo.
di Enrico Ratto
I grandi mercati di massa non sono più dominanti, la società del grande ceto medio non si è realizzata. Secondo Gianpaolo Fabris, autore del libro "Societing. Il marketing nella società post-moderna" (Egea Editore), qualcuno dovrà tener conto di tutto questo, perchè il vecchio sistema di vendita e comunicazione del prodotto sta accusando seri colpi.



Professor Fabris, anche una certezza antica come il vecchio incontro tra domanda e offerta, può andare verso il fallimento di fronte al mutare dell'assetto sociale?
Il marketing nasce in una società post-taylorista, ma che ha ancora in sé i fondamentali del taylorismo. Nasce in un periodo in cui si prospettava una gigantesca società di ceti medi, nella quale il consumatore è una figura passiva, una società in cui vi era una forte asimmetria informativa e in cui tutto il potere era nelle mani dell'impresa.
Come sono cambiate le cose negli ultimi decenni?
Prima di tutto è cambiato il sociale, il mondo si è rivelato molto più frammentato rispetto ai modelli proposti. L'individuo ha dimostrato una grande "individualità" e il consumatore, termine tipico del marketing vecchio stampo, dopo aver fatto un lungo periodo di apprendistato, ha imparato il mestiere.
Si dice infatti che consumare sia un mestiere...
Esatto. Gli individui hanno imparato questo mestiere. Poi sono arrivate le tecnologie digitali: il detonatore. La tesi del mio libro è che sta iniziando un'epoca nuova, ma voi, uomini di marketing, non ve ne siete accorti.
E quando i marketing manager, o gli imprenditori stessi, se ne accorgeranno, come dovrà cambiare il loro atteggiamento?
Dovranno pensare al marketing come a qualcosa di orizzontale, non più verticistico. Si è passati dal modello "da uno a molti", poi al modello "da molti a uno", infine oggi si opera nel modello "da molti a molti".
Però sono stati inventate nuove strategie di marketing, con un occhio a quest'ultimo modello...
Sono strategie più di maniera che di sostanza. Non si tratta di inventare una nuova strumentazione all'interno di un modello e di una concezione antica. Si tratta di rifondare il marketing.
Che ruolo deve avere il marketing?
Il marketing deve tornare ad essere una funzione nobile all'interno dell'impresa. Oggi spesso si pensa al marketing e agli strumenti di vendita e di comunicazione come a qualcosa di mistificatorio. E' il risultato di anni di vecchie procedure verticali. Dovrebbe cambiare anche l'uso dei termini: il consumatore visto come una preda, la parola target è troppo militaresca... In futuro dovrà esserci relazione, rapporto dialettico tra l'impresa e chi usufruisce dei suoi beni e servizi.
Quale errore ha commesso il marketing per ottenere questi risultati?
Il marketing ha fatto l'errore di traslare le strategie competitive tra le aziende, quelle azioni che portano ad una sana concorrenza, sul rapporto impresa - cliente. Si è visto il cliente come un qualcosa da conquistare, non come un partner o un committente. L'impresa dovrebbe capire che se il consumatore diventa un collaboratore, questa sua posizione acquista un significato molto interessante, soprattutto in una prospettiva di business. Perchè le aziende fanno business, non pensiamo che facciano altro.
Quella asimmetria informativa in cui è cresciuto il marketing, con le nuove tecnologie, si sta appiattendo sempre di più...
Il successo delle auto Km Zero, l'abbattimento degli intermediari, sono tutti indicatori di un cliente che conosce molte più cose rispetto al passato.
Ma seguire nuove strade, adottare nuove strategie, va d'accordo con un periodo economico così difficile?
L'azienda deve adottare il marketing più efficace possibile. La mia idea è che sia molto più efficace il marketing che dialoga con il consumatore, rispetto al vecchio modello. Quanto Procter & Gamble, Fiat, aziende importanti, investono in queste nuove strade, non è che non abbiano la contingenza di vendere i prodotti, non lo fanno solo per sperimentare. Lo fanno perchè credono sia la strada più efficace. Il libro non è un wishful thinking, è una analisi dello stato delle cose.
Il successo dei grandi marchi, di chi spinge molto il brand a scapito del prodotto, sembra però dire "guardate che una volta ottenuta la fiducia, il consumatore non confronta più i prodotti, non si pone più molte domande". Questo atteggiamento è esattamente l'opposto che vede il cliente interessato a conoscere sempre più...
Per una stragrande maggioranza dei beni e dei servizi, il consumatore non si porrà mai problemi. Per i prodotti quotidiani, probabilmente continueranno ad esserci comportamenti non-critici. Ma per i consumi che contano, ci troveremo di fronte ad un cliente proattivo. Tutto ciò che viene venduto su internet è più legato al prodotto che alla marca: alberghi, voli, conti correnti... C'è un confronto continuo "tra molti e molti" che spinge alla conoscenza.
In un modello di marketing "tra molti e molti" che cosa deve fare un marketing manager per seguire lo sviluppo di un prodotto?
Il tempo delle vecchie ricerche di mercato è ormai concluso: creano solo delle caricature. In termini più generici e orizzonti più lontani, ci si chiede anche se il vecchio totem della crescita non sia un asset da mettere in discussione. Il marketing deve dialogare sempre più con tutti gli stakeholders, non solo badare al profitto continuo e crescente. E' un meccanismo più complesso, ma perchè è la società ad essere più complessa. E' la società che ci siamo prodotti da soli.
Chi dovrà segnare il cambiamento? Gli imprenditori, gli operatori del marketing, le istituzioni?
La scuola. Le università, le business school. Dovranno nascere dei dibattiti molto duri sull'argomento, bisognerà scrivere dei manifesti del nuovo marketing per laicizzare i pilastri del vecchio sistema di fare mercato.

 30-Lug-2008
© 2008 - Eccellere - Business Community


presentazione del libro (clicca x link):
Non è sufficiente aggiungere il termine compatibile per restituire ruolo e legittimità alla crescita. Se parlare di decrescita - all'insegna del "fermate il mondo voglio scendere" - è solo una prospettiva utopica e conservatrice, si impone comunque un nuovo tipo di crescita. Che ha come presupposto un vero cambiamento nell'antropologia del consumo e stili di vita diversi di cui si vedono, già adesso, testimonianze intorno a noi. La società del futuro è quella della post-crescita: ne sarà protagonista il consumatore, novello Davide contro Golia. Soprattutto perché ha oggi in mano un'arma potentissima, il mondo Web, a cui fa ricorso non soltanto per massimizzare i propri diritti e interessi, ma anche per creare, più o meno consapevolmente, lo stato nascente di una nuova proposta di civilizzazione. Che non possa divenire il consumo - un tempo area del privato e del disimpegno - la nuova frontiera della partecipazione politica?

Credo sia la prima volta che venga usato pubblicamente il termine"post-crescita" .Qualcuno tremerà: esiste qualcosa dopo (o oltre la crescita)? La crescita economica non assorbe in sè tutto ciò che possiamo pensare o affermare sul mondo? Mi sembra chiaro che parlare di post-crescita, significa affermare che il tempo della crescita è ormai finito. L'idea di crescita economica ha fatto il suo tempo.Fabris si guardà però bene dal dirlo. Affrontando questo argomento, avrebbe potuto avviare un interessante dialogo con il vivace e variegato mondo della decrescita, ma invece chiude a prioritutte le porte, ironizzando e criticando la decrescita, su cui sostiene esista una facile saggistica . Scive Fabris: Opporre a questa tipologia di crescita la decrescita ... significa proporre strategie che ignorano con fastidiosa supponenza cosa oggi rappresenti il consumo nelle nostre vite, i suoi significati simbolici, identitari, indulgendo nelle demonizzazioni di antico conio.  Significa, ancora una volta, fare di tutt'erba un fascio riscattando solo i valori d'uso del consumo per persistere a legittimare un nuovo anatema sui suoi significati edonistici, espressivi, semiotici, identitari. Significa reintrodurre anacronistici steccati tra bisogni primari e secondaridi cui speravamo esserci liberati per sempre. Mi chiedo se l'esimio prof. Fabris abbia mai letto a fondo l'opera di Serge LatoucheIvan Illich e Cornelius Castoriadis, se abbia mai viaggiato in Africa e conosca qualcosa delle società non occidentaliLatouche direbbe probabilmente che questa prosa rappresenta un perfetto esempio di immaginario colonizzatoL'orizzonte del signor Fabris si muove solo dentro al consumo; non esiste più la società, non esistono più i cittadini (parole che infatti nell'articolo non compaiono mai), ma solo i consumatori e leaziendeMentre alcuni privilegiati si baloccano sul senso edonistico o identitario dei consumi, nel mondo un miliardo di persone soffre la fame ed ha scarso accesso all'acqua potabile.Per loro la distinzione tra bisogni primari e secondari è piuttosto evidente e niente affatto anacronisticaFinchè si vive, come Fabris, nella religione del consumo, si resta totalmente impelagati nell'idea della crescita e non si è certo "post". Forse gli edonisti se ne renderanno conto quando resteranno a secco con i loro SUV, avranno finito la Nutella o dovranno staccare la spina dell'idromassaggio...

l'intervento di Latouche ad un recente convegno , a Torino







orso castano : Fabris e Latouche , due punti di vista opposti ? o diversi ? o complementari ? Le argomentazioni che ambedue  portano, sembrano interessanti : se e'  importante monitorare in che modo i "consumatori" utilizzano il web per informarsi sui "prodotti piu' svariati , diventando sempre piu' informati e  scambiandosi sempre piu' esperienze rispetto all'uso dei "prodotti" (importante anche perche'  cosi' si costruiscono di fatto social network utili ed interessanti , in continua crescita) e' altrettanto importante non demonizzare le teorie sulla decrescita per quel che di positivo suggeriscono,un modo di produrre compatibile ned un modo di consumare alternativo : vedi le Transition Town, o le esperienze di " verde verticale" all'interno delle citta'.In ogni caso sta emergendo un nuovo modo di utilizzare le informazioni (ed il web la fa sempre piu' da padrone) e di richiedere "prodotti" , modo sempre meno passivo e , quindi, piu' partecipato. Nel campo medico il "consumatore" (brutta parola) potra' trovare sul web informazioni abbondanti , ma anche contradditorie. L'esperienza clinica , certo, non puo' essere sostituita dalla comunicazione di informazioni sul web, ma la domanda di salute e di assistenza si  andra' facendo sempre piu' precisa ed informata. Questo comportera' , da parte del mondo sanitario, la necessita' di un aggiornamento costante , ma anche la capacita' di porsi "meta", cioe' in una situazione di "arbitrato competente" rispetto alle stessi informazioni presenti sul web.