giovedì 10 maggio 2012

il magna-magna sanitario sulla pelle dei pazienti: e Monti? Sobriamnente , come il President, non vede!!


Da mensa a rifiuti, Ssn spende 4,4 mld in servizi ma 50% e' spreco, da UNIVADIS
Roma, 9 mag. (Adnkronos Salute) – In Italia per i servizi ospedalieri non sanitari (lavanderia, utenze telefoniche, mensa, consumo energetico, smaltimento rifiuti etc.) il Ssn spende circa 4 miliardi e mezzo. Troppi, a giudicare dai diversi livelli di spesa tra Regione e Regione. Con una gestione della spesa più accorta si potrebbe infatti risparmiare fino a 2 miliardi di euro, circa il 40–55% della spesa globale. E' il risultato della ricerca sui costi dei servizi non sanitari a carico del Ssn, condotta da Ageing Society–Osservatorio terza età, illustrata oggi a Roma nel corso del convegno 'Anziani e Wefare: quale sostenibilità?'. Lo studio è stato eseguito passando al setaccio i bilanci delle Regioni e delle Asl.
Per questo tipo di servizi la spesa media in Italia per giornata di degenza è pari a 63 euro, ma le differenze regionali risultano però particolarmente marcate. Si passa, infatti, dai 22 euro al giorno della Lombardia ai 111 del Friuli e ai 92 dell'Umbria. E ancora: 57 euro in Piemonte; 75 in Valle d'Aosta; 76 in Veneto; 69 in Liguria; 71 in Emilia Romagna; 78 in Toscana; 61 nelle Marche; 44 nel Lazio; 57 in Abruzzo; 50 in Molise; 63 in Campania; 58 in Puglia; 64 in Basilicata; 49 in Calabria; 41 in Sicilia; 61 in Sardegna; 45 nella Provincia autonoma di Bolzano e 79 in quella di Trento.
L'Ageing Society ha quindi messo a confronto il costo medio nazionale dei singoli servizi e quello medio rilevato nelle Regioni più virtuose. Applicando quest'ultimo valore ed estendendolo a tutte le Regioni, secondo l'Osservatorio, sarebbe possibile recuperare risorse per un miliardo e 690 milioni di euro circa. A fronte di una spesa totale pari a 4 miliardi e 436 milioni di euro circa.

Lancet, 1 caso su 6 di tumore provocato da virus o batteri
Roma, 9 mag. (Adnkronos Salute) - Sono circa due milioni i nuovi casi di cancro che ogni anno vengono causati da agenti infettivi, l'80% dei quali nelle zone meno sviluppate del mondo, rileva un nuovo studio su 'The Lancet Oncology'. Inoltre, dei 7,5 milioni di morti per tumori che si sono verificate in tutto il mondo nel 2008, circa un milione e mezzo sono avvenute per infezioni potenzialmente prevenibili o curabili. In proporzione, si può affermare che un tumore su sei sia causato da virus, batteri o parassiti, avverte la ricerca.
Gli esperti dell'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro francese hanno eseguito un'analisi sistematica per stimare la proporzione di tumori potenzialmente attribuibile a infezioni a livello globale. Utilizzando i dati di una serie di studi precedenti, comprese le statistiche Globocan con le stime sull'incidenza dei tumori per 27 forme di malattia in 184 Paesi, il team ha calcolato che il 16% di tutte le neoplasie nel 2008 era correlato con infezioni, percentuale che nei Paesi in via di sviluppo risulta però quasi del 23%, rispetto al 7,4% della parte del mondo più industrializzata. "Le infezioni da virus, batteri e parassiti - spiegano gli autori - sono una delle cause maggiori ma anche prevenibili di cancro in tutto il mondo. Pensiamo al papillomavirus umano (Hpv), all'Helicobacter pylori e ai virus dell'epatite B (Hbv) e C (Hcv), che insieme sono responsabili di oltre 1,9 milioni di nuovi casi di tumore del collo dell'utero, gastrico e del fegato".

Monti e Balduzzi contro il Governo Clinico della Sanita' : cosa ci stanno a afre? a ricvonfermare caste, r4accomandazioni, traffici massoni e sconcerie politicho-sanitarie? allora vadano via! E' !troppo! altro che governo tecnico, qui' non si nto9ccano i santuari del potere bcostituito e le caste!! stralci da UNIVADIS


Sindacati medici su ddl Governo clinico, no a conflitti tra istituzioni
Milano, 9 mag. (Adnkronos Salute) - "Dopo l'entrata a gamba tesa della Conferenza delle Regioni con valutazioni che lasciano fortemente perplessi, il ddl 'Governo clinico' torna all'esame della Commissione Affari sociali della Camera. Il regionalismo in sanità non può di fatto tradursi in una pratica di 'sindacato', spinta fino al conflitto tra istituzioni, nel rifiuto di ogni atto di indirizzo nazionale in un ambito, quello del diritto alla salute, tutelato dalla Costituzione, né in un neocentralismo che marginalizza nella gestione delle aziende sanitarie sia la comunità professionale sia le comunità locali". E' il monito unanime dei sindacati medici (Anaao Assomed, Cimo-Asmd, Aaroi-Emac, Fp Cgil medici e Fp Cgil Stpa, Fvm, Fassid, Cisl medici, Fesmed, Anpo-Ascoti-Fials medici, Uil Fpl medici, Sds Snabi, Aupi, Sinafo, Ugl medici) che in una nota congiunta lanciano un appello: "E' ora che il Parlamento recuperi il proprio ruolo".
I rappresentanti sindacali non hanno 'digerito' le osservazioni della Conferenza delle Regioni ed esprimono le loro perplessità: "La Conferenza critica il ruolo di organo dell'azienda attribuito dal ddl al Collegio di direzione, dimenticando che le leggi approvate da alcune Regioni, compresa quella del suo presidente, da tempo prevedono tale configurazione giuridica come anche la selezione di una terna di candidati da sottoporre al direttore generale per la nomina 'fiduciaria' dei direttori di struttura complessa, che si vorrebbe eliminare dal testo malgrado esprima una scelta debole rispetto ad una meritocratica graduatoria".
I sindacati analizzano punto per punto le valutazioni dell'organismo di coordinamento fra le Regioni: "Si stigmatizza - spiegano - la mancata previsione dell'obbligo del rapporto esclusivo per i direttori di struttura, dimenticando che la Corte Costituzionale ha riconosciuto alle Regioni la possibilità di auto-regolarsi in materia e che le stesse Regioni, attraverso una interpretazione bizzarra dell'art.9 della legge 122/2010, minano 'alla base il principio di appartenenza' rifiutandosi di pagare l'indennità di esclusività al raggiungimento dei 5 e 15 anni di servizio. Nessun rapporto fiduciario viene invece invocato, allorquando è l'università a nominare direttamente i direttori di struttura complessa nelle Aziende ospedaliero-universitarie e nessuna invadenza lamentata se il Miur concede ai medici universitari di raggiungere il limite di quiescenza di 70 anni per fini assistenziali che nulla hanno a che vedere con le proprie competenze".
Dalla Conferenza delle Regioni, incalzano le organizzazioni sindacali, "viene anche ritenuta eccessiva l'autonomia professionale dei medici e dei dirigenti sanitari che si vuole sottoposta, piuttosto che alla difesa del diritto alla salute dei cittadini, a scelte aziendali ancorate a logiche di risparmio e di tagli indistinti dei servizi".

martedì 8 maggio 2012

filosofia di Beppe Grillo. + Napolitano elogia la politica e critica il web


orso castano : ci sarebbero, ma verranno sviluppate in futuro mano a m,ano che emergeranno,
 importanti considerazioni sul movimentismo e la politica, sulla capcita' di movimenti poco  
strutturati di leggere la complessita' del mondo politico-sociale proprio
perche' , essendo poco strutturati e burocratizzati, possono avere una 
lettura piu' immediata ed aderente  agli avvenimenti politici rilevandone
i limiti, dopo averli messi a confronto con i bisogni emergenti di una societa'. 
Sminuire l'importanza di cio', essere ciechi rispwetto a questo, fa commettere 
errori imperdonabili ed allontana i rappresentanti delle Istituzioni piu' 
importanti dal loro compito .

"Filosofia di Beppe Grillo. Il Movimento 5 Stelle". L’analisi filosofica del movimento che fa tremare i partiti

Il Movimento 5 Stelle deve essere necessariamente riconosciuto per quello che è: un fenomeno di grandissimo impatto che ha coinvolto nel giro di pochi anni una incredibile quantità di giovani (e non solo), che è stato capace di presentarsi in alcune delle ultime elezioni diventando persino determinante, con percentuali che a pronunciarle solo qualche anno prima avrebbero fatto  sghignazzare tutti i più illustri osservatori e analisti politici. Di solito si dice che in questa drammatica fase della nostra storia repubblicana, cavalcare l’onda dell’anti-politica è cosa facile, tanto che è stato capace persino un comico, Beppe Grillo, con strumenti populisti, a contrastare e mettere in questione la vecchia politica partitica della penisola. Guardando lucidamente questo fenomeno, tentando attraverso uno sguardo critico serio di tenersi lontani contemporaneamente tanto dagli “apocalittici” che vedono in Grillo un eversivo, uno squinternato, un demagogo fascista, tanto dagli “integrati” che lo osannano come nuovo profeta e guida contro il male che ci circonda, bisogna però riconoscere l’efficacia, la novità e le potenzialità che il suo progetto ha portato e che continuerà ad alimentare nel tempo.Questa è la posizione di Edoardo Greblo, storico redattore di Aut Aut e filosofo della politica specializzato nelle innovative forme di democrazia partecipata; il suo Filosofia di Beppe Grillo. Il Movimento 5 Stelle, edito da Mimesis, è un volume versatile e di facile lettura, ma al contempo denso di contenuti e capace di ricondurre l’esperienza del movimento del comico ligure nel quadro delle storiche modalità di partecipazione civico-sociale alla cosa pubblica. Attraverso una comprensione laica, Greblo è in grado di sostenere come la tanto abusata accezione di “anti-politica” non possa essere ammessa indiscriminatamente soprattutto al cospetto di comunità attive che decidono di tornare a occuparsi del proprio territorio, delle proprie condizioni, e soprattutto del proprio futuro. È ovvio che la prassi di tacciare i “grillini” come sconclusionata espressione di qualunquismo è stata una strategia dei partiti per ridimensionare la funzione e la forza del movimento; tutto questo resta vero a prescindere poi dall’idea specifica che ognuno può farsi sui determinati contenuti. Come per il Tea Party americano, o i movimenti contro Wall Street e gli Indignados spagnoli, solo per citarne alcuni (tra i quali andrebbe annoverato la tristemente archiviata elezione di Obama), si tratta dell’emersione di nuovi modi di fare politica, di prendere decisioni che incidono sull’esistenza di tutti, e in questa rivoluzione il web assume il ruolo dominante, essendo la matrice che rende possibile la strutturazione di questo nuovo spazio sociale.La filosofia applicata a questo universo, come espone egregiamente Greblo, può partire dalle considerazione di ordine teoretico sul significato di democrazia e sui suoi modelli (anche perchè spesso quando si dice democrazia non si sa bene a cosa ci si sta riferendo), di attivismo politico, persino di finalità politiche, che dalle grandi narrazioni marxiste e millenaristiche vengono ora declinate in base alle esigenze e alle urgenze dell’oggi. L’autore conclude il suo saggio facendo il resoconto dei risultati e degli obiettivi raggiunti in questa prima fase, evidenziando anche ambiguità di fondo e limiti che il movimento dovrà essere in grado di affrontare per continuare a mantenere il suo ruolo.Questo è un libro che farà sicuramente parlare perché si tratta del primo vero tentativo di studio filosofico e concettuale sul fenomeno, non un’esaltazione fine a se stessa e nemmeno una demonizzazione. Perché la filosofia d’altronde questo dovrebbe fare, tenendosi lontana dalle manie e dalle propagande.










Le considerazioni "meta" di Napolitano :  "Non si prenda l’abbaglio di ritenere che la soluzione sia offerta dal miracolo delle nuovetecnologie informatiche, dall’avvento della Rete”. E ancora: “Non c’è partecipazione individuale e collettiva efficace alla formazione delle decisioni politiche nelle sedi istituzionali, senza il tramite dei partiti”. Al Movimento 5 Stelle bolognese non sono piaciute le parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, pronunciate durante la cerimonia di conferimento della laurea ad honorem.E allora non è forse un caso che Napolitano abbia scelto di lanciare il proprio monito contro “l’abbaglio della rete” proprio a Bologna, dove nei quartieri il Movimento 5 stelle sfiora il 13% dei consensi e sottrae voti proprio al Partito Democratico. Grillo, assieme a Gianroberto Casaleggio, ha da poco pubblicato un libro, “Siamo in guerra”. Quando ne ha scritto sul suo blog ha parlato del web come di  “un’opportunità unica per creare un’intelligenza collettiva che possa affrontare i problemi globali che ci stanno distruggendo”. “La Rete – spiega Grillo – si sta diffondendo in ogni aspetto della realtà come un incendio. I vecchi faraoni saranno seppelliti nei loro sarcofagi. Mummie del passato”...........Napolitano uomo del Novecento che non capisce il popolo della rete? Sembra pensarla così anche un altro consigliere grillino, Marco Piazza, che su facebook ironizza: “”Il telefono? Superfluo, ci si può parlare a voce”, “Le mail? A cosa servono? Perché non mandare una lettera?”. Prima di mettere piede in Comune per anni ha navigato – e fatto politica – su meetup, la piattaforma che i grillini usavano per discutere e decidere. Ora che a Palazzo D’accursio ci va di persona e lavora a contatto con tutti i partiti dell’arco costituzionale, Piazza non ha cambiato idea. “Mi dispiace molto che il presidente non capisca che i partiti non sono più adeguati a rispondere a queste nuove esigenze”. “I partiti – scrive il consigliere – divorano i finanziamenti elettorali che percepiscono illegalmente, i Movimenti non costano niente ai cittadini”..............“I partiti di oggi, piramidali e strutturati, non funziona più e questo è sotto gli occhi di tutti. La vera differenza la fa proprio internet che ci permette di confrontarci e di contare tutti nella stessa identica maniera”. Ma la rete non è solo uno strumento? “E’ vero, ma se usato correttamente può fare la differenza”


Osservatorio Cerved, 3mila fallimenti nel 2012 In crescita il dato che testimonia la chiusura di imprese a causa della difficile congiuntura economica: +4,2% nei primi tre mesi


 
orso castano : ormai e' recessione piena , e se lavittoria di Hollande infonde qualoche speranza, e se l'avanzamento delle sinistre in Italia, sopratutto delle sinistre anti auterity ad ogni costo e senza pieta' per i piu' deboili , come Fornero indica , da' quaqlche speranza , le parole di B. ormai fuorigioco e di Bersani che "e' leale con Monti-Ras-Putin non rassicurano per nulla. Bersani non vuol capire che Monti no9n tradira' mai loa finanza internazionale di cui e' figlio prediletto, come la Merkel, Bersani ha perso in Italia le elezioni , la sinistra che' ha vinto non e' il PD, ma personalita' esterne che poco hyanno a che vedere con il suo partito

..............«sono ulteriormente inaspritedai lunghi tempi dei tribunali: il 17,3% dei fallimenti chiusi nel2011 fa riferimento a aziende che hanno portato i libri in tribunaleprima del 1996 e il 36,4% a imprese che lo avevano fattoprecedentemente al 2001». «La riforma della disciplina fallimentare - commenta Gianandrea De Bernardis, amministratore delegato di Cerved Group - doveva ridurre il carico di lavoro dei tribunali, escludendo le microimprese dall`ambito di applicazione della legge. L`ondata di nuovi fallimenti aperti a seguito della crisi ne ha però neutralizzato gli effetti: in media, i creditori devono aspettare per la ripartizione dell`attivo circa nove anni dalla dichiarazione del fallimento». LE CIFRE - I dati territoriali tracciano differenze significative: se i creditori delle imprese siciliane devono aspettare almeno dodici anni e le pugliesi 10,8, quelli del Trentino Alto Adige possono ritenersi «più fortunati» con un`attesa media di 5,7 anni. Tempi di attesa così lunghi costituiscono, secondo De Bernardis, «un considerevole costo occulto per il sistema delle pmi, che peraltro si accompagna a percentuali di recupero dei crediti incagliati in imprese fallite molto bassi: solo il 14% del totale del passivo, al lordo delle spese di procedura». Gli ultimi dati dell`Osservatorio Cerved Group sulle procedure aperte nei primi tre mesi del 2012 evidenziano un inizio d`anno molto difficile. Per il sedicesimo trimestre consecutivo infatti, i fallimenti segnano un incremento rispetto allo stesso periodo dell`anno precedente: tra gennaio e marzo 2012 sono state aperte 3 mila procedura fallimentari, +4,2% se paragonato al primo trimestre del 2011. L`unico timido segnale positivo si riscontra nei dati destagionalizzati: tra gli ultimi mesi del 2011 e i primi tre del 2012 il numero dei fallimenti (corretto per i fenomeni di stagionalità e calendario) risulta in calo dell`1,1%, tenendosi comunque a dei livelli più alti rispetto al periodo pre-crisi. LE SOCIETA' DI CAPITALE - Nell`ambito delle società di capitale, forma giuridica in cui si concentrano quasi i tre quarti dei fallimenti aperti, aumentano i default soprattutto tra le aziende non in grado di depositare un bilancio valido tre anni prima della procedura (+13,2%) e tra le piccole imprese con un attivo compreso tra 2 e10 milioni di euro (+9,9%). Continuano a incrementare, anche se a ritmi inferiori, le procedure tra le microimprese con un attivo inferiore a 2 milioni di euro (+2,5%) e tra le medie aziende con un attivo compreso tra 10 e 50 milioni di euro (+5,6%). Dal punto di vista settoriale, nel primo trimestre del 2012 si rilevano le tendenze osservate nell`anno precedente.LA CRISI DELL'EDILIZIA - Continua a ritmi intensi l`aumento dei fallimenti nell`edilizia (+8,4% rispetto ai primi tre mesi del 2011), con l`insolvency ratio (che misura il numero di procedure aperte su 10 mila imprese operative nel settore) che si attesta a 8,3 punti. «Pur rimanendo il comparto caratterizzato dalla maggiore diffusione dei fallimenti, l`industria ha registrato un calo dei default del 7,2% rispetto al primo trimestre del 2011. In ambito manifatturiero, i miglioramenti interessano le aziende che operano nel campo della produzione di beni intermedi, nella meccanica, nei mezzi di trasporto e nella produzione dei metalli; viceversa risulta in peggioramento la situazione nel sistema casa e moda», conclude De Bernardis. L`analisi a livello territoriale del primo trimestre 2012 invece conferma le dinamiche osservate nel corso dell`anno precedente: i default continuano a crescere in tutta la Penisola, a eccezione del Nord Est, in cui si registra una diminuzione dell`8,8% rispetto allo stesso periodo del 2011, grazie ai forti cali osservati in Veneto (-12,3%) e in Emilia Romagna (-12,2%). L`aumento dei fallimenti è invece particolarmente intenso nel Centro Italia (+12,7%), maggiore rispetto alla media nazionale nel Mezzogiorno e nelle Isole (+6,5%) e nel Nord Ovest (+4,9%).

lunedì 7 maggio 2012

Il Governo Monti va ancora sotto , e se andasse a casa?


Reuters IT

Referendum Sardegna, vittorie plebiscitarie per abolizione province

lunedì 7 maggio 2012 17:16
 
ROMA (Reuters) - Al 96% delle sezioni pervenute, tutti i dieci quesiti referendari in Sardegna - cosiddetti "antipolitica" perché favorevoli all'abrogazione di province e riduzione del numero degli amministratori - hanno superato il quorum di 1/3 previsto dalla legge per considerare valida ciascuna consultazione.
E' quanto si legge sul sito della Regione Sardegna nel quale si parla di un'affluenza intorno al 35,5%.
Secondo quanto riferito dai movimenti referendari, dai dati parziali dello spoglio vi sono risultati per il sì superiori al 90% dei voti espressi..............

adnkronos : Merkel contro Hollande , la partita comincia

orso castano : finalmente le posizioni si chiariscono. La Merkel vuole fare da padrona , contro i paesi piu' deboli , contro la sinistra europea , contro i piu' poveri. Dimentica quanti aiuti ha , a suo tempo ricevuto, per la riunificazione della Germania. E il nostro caro Monti che fara? Fara' da mediatore contro la sinistra? E Bersani che fara' ? Anche lui mediazione'? La situazione rischia di complicarsi. In Italia come in Grecia le sinistre  avanzano e pongono ilo problema di una revisione della politica dei suicidi e della recessione, cioe' degli splendidi risultati che gli amici della finanza internazionale, cinici ed insaziabili (anche del sangue dei disperati!) hanno finora prodotto. Vedremo. Intanto chissa' come e perche', ricompaiono i terroristi, sempre puntuali come a Piazza della Logia a Brescia!


Merkel ammonisce Hollande: "Il fiscal compact non si rinegozia"

Angela Merkel   Angela Merkel
ultimo aggiornamento: 07 maggio, ore 16:17
Berlino - (Adnkronos/Dpa/Ign) - La cancelliera tedesca: "Riceverò il presidente francese a braccia aperte, perché entrambi vogliamo che l'Europa abbia successo". Il faccia a faccia tra i due potrebbe avvenire il giorno stesso dell'insediamento del socialista

i suicidi poco interessano la Forrnero


orso castano : non una parola la Fornero, non una parola sui suicidi che continuano, evidence based legati ad equitalia ed ai suoi metodi estorsivi a dir poco, solo insulti per tutti gli studenti ed anche i laureati ....!!

Crisi, agente immobiliare suicida a Vicenza. A Lecco imprenditore salvato dalla figlia

ultimo aggiornamento: 07 maggio, ore 15:20
Roma - (Ign) - Ennesimo caso in pochi giorni dopo l'artigiano veneziano di ieri e i due di sabato: il 52enne si è impiccato a una giostra per bambini nel parco di via Adenauer. Più fortunato il caso di Lecco: la figlia è riuscita a salvare il padre tenendolo sollevato fino all'arrivo della madre

Nuova provocazione del ministro Fornero:
"I giovani devono studiare, non sanno l'italiano"

"Non conoscono l'italiano, neanche i rudimenti della matematica"

FOTO ANSA
13:48 - "I nostri giovani sanno troppo poco: non conoscono le lingue, italiano compreso, e neanche i rudimenti della matematica. Non sanno fare di conto". Parola del ministro del Lavoro, Elsa Fornero, intervenuta a un convegno sull'apprendistato a Torino. Il ministro ha citato alcuni dati sui giovani della fascia d'età fra 18 e 24 anni con titolo di scuola media inferiore: la media europea, ha detto, è del 14%, in Italia del 18,8%.
"Sono dati che evidenziano - ha sottolineato Fornero - che c'e' una percentuale ancora troppo alta di popolazione giovane lasciata a se stessa. Un dato questo rischioso per i giovani ma anche per la societa'". A proposito, invece, della popolazione tra i 30 e i 34 anni con titolo di studio universitario, la percentuale italiana è del 19,8% contro una media europea del 33,6%.

"Questo vuol dire - ha detto Fornero - che i nostri giovani studiano ancora troppo poco.Inoltre, se andiamo a guardare la qualità della nostra istruzione e formazione con test consolidati,si evidenzia che i nostri ragazzi sanno troppo poco, non conoscono le lingue, neppure la loro, non conoscono i rudimenti di aritmetica e matematica e, in taluni casi, non sanno far di conto.

E anche per quanto riguarda i laureati - ha concluso - il quadro è desolante". In questo senso, secondo Fornero, è importante il canale formativo dell'apprendistato, che "va interpretato come la via tipica per i giovani per entrare nel mondo del lavoro".

domenica 6 maggio 2012

da quotidianosanita'.itPubblico impiego. Ecco come cambierà. C'è l'accordo tra Sindacati-Governo-Regioni


orso castano : era ora , bene la Cosmed !!. Adesso vedremo se ci sara' concretezza e rispetto degli accordi, nonostante le  opposizioni delle varie caste e lobbies . Speriamo bene ,  ma riferiremo.E se fosse un modello per il Privato ? Camusso non mollare e ....speriamo che vinca HOLLANDE !!

Cosmed. Riforma pubblico impiego: "E' finito il periodo brunettiano"

04 MAG - "Almeno a parole il clima è cambiato, l’impianto punitivo della Brunetta è, almeno politicamente, intaccato. Adesso occorrono fatti concreti e conseguenti". Così, in una nota Costantino Troise, Segretario generale della Cosmed, che sottolinea come "è stato recuperato il ruolo delle Regioni come datori di lavoro, e come tale interlocutori indispensabili per ogni intesa che riguardi aspetti normativi ed economici del personale dipendente del Ssn".
 Per la Confederazione dei medici e de dirigenti della sanità "il protocollo segna indubbiamente una svolta dopo il periodo “brunettiano” e segna la fine di una lunga “guerra fredda” che aveva come obiettivo l’azzeramento del ruolo del sindacato, definendo per legge materie tradizionalmente oggetto di accordi sindacali".
In particolare, prosegue la nota "viene affermata esplicitamente la necessità di superare “la logica dei tagli lineari” e “l’approccio finanziario e ragionieristico”. 


lL Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, Le Regioni,
le Province e i Comuni, le Organizzazioni sindacali, concordano quanto segue.
La pubblica amministrazione é stata oggetto negli ultimi anni di una serie
di interventi che hanno comportato una drastica riduzione della spesa
(attraverso i tagli lineari) e una profonda riorganizzazione. La logica dei tagli
lineari ha effettivamente ridotto la spesa pubblica, ma non ha favorito il
diffondersi della cultura dell’ottimale organizzazione delle risorse, secondo
principi di efficienza, efficacia ed ecohomicita. Gli interventi preannunciati in
tema di spending review debbono rappresentare un’occasione per superare
l'approccio finanziario e ragionieristico della spesa pubblica ed avviare un
processo di modernizzazione dell'amministrazione pubblica attraverso
un’attivita di proforlda razionalizzazione.
La situazione di crisi impone pero che siano create condizioni di
misurabilita, veriticabilita e incentivazione della qualita dei servizi e delle
funzioni pubbliche in modo da valorizzare le professionalita dei lavoratori
pubblici ed avere parametri significativi per le politiche premiali nei loro
confronti.
lnvestire nella qualita della Pubblica Amministrazione as indispensabile per
dare efficacia all'azione pubblica nel quadro di imparzialita, buon andamento e
legalita e come elemento essenziale per favorire e garantire la crescita socio-
economica del Paese. Alle risorse necessarie puo e deve concorrere la riduzione
degli sprechi e la responsabilizzazione dei centri di spesa.
ll miglioramehto delle funzioni pubbliche richiede una serie di interventi,
normativi e contrattuali, che riguardano:
un nuovo modello di relazioni sindacali;
.la razionalizzazione e la semplificazione dei sistemi di misurazione,
valutaziohe e premialita, honché del ciclo della perfomance;
1
nuove regole riguardanti il mercato del lavoro nel pubblico impiego;
i sistemi di formazione del personale;
la dirigenza pubblica, rafforzandone ruolo, funzioni e responsabilita al fine di
garantirne una maggiore autonomia rispetto all'autorita politica;
- Un nuovo modello di relazioni sindacali.

equitalia mortale, altro che Martinelli con le armi in casa, qui ci sono le bombe atomiche benedette dal cattolico Monti (va in chiesa sempre e si confessa .......non dei suicidi) appoggiato dal "sinisstrro" Bersani!!

orso castano : anche  Martone, in della Fornero, tecnico colto ed oggettivamente filofinanzainternazionale ,sottosegretariofogliadifico, (quello di ""CHI NON SI LAUREA PRIMA DEI 28 ANNI E' UNO SFIGATO") ha  acconsentito da sempre , per sua ammissione,  all'inflessibilita' di equitalia , (di proprieta' de l'Etat e dell'INPS , lenta e burocratizzata,  col diritto al 9 % di guadagno sulle confische, cosi pare) . Bravo !! : come il cattolico Monti (col piglio superegoico, L'état C'est Moi !!) che va a messa la domenica e speriamo parli al suo confessore dei suicidi dei piu' deboli e fragili!, legati , evidence based, alle cartelle di equitalia! Il tutto alla faccia degli psichiatri imbonitori (quei pochi che parlano, non certo di Psichiatria Democratica, che e' servita, forse, per arrivare a molti primariati pubblici , ma ora tace xe' Monti e la casta , i ladri di stato cosi diffusi dal centro alla periferia, non si toccano,  rappresentando questo stato forte autoritario e sanguinario con i piu' deboli e debole coi piu' forti!) che hanno il "coraggio" , per non dire altro,  di affermare in TV che i suicidi "ci sono sempre stati e che ora destano piu' attenzione" , Allora Viva le armi pulite delle cartelle esattoriali, armi, stando ai risultati , di uno stato dalla "libido sanguinaria"che mette al primo posto il bilancio ed all'ultimo, come Robespierre, l'essere umano, (che si suicidino pure, ma lo Stato , in nome di Dio, viene prima...non tollerando che altri esprimano dissenso.) giuste , come la Pietas Cristiana, di cui non si sente parlare oggi da parte dei prelati del 5 x 1000. Quelli che in TV aiutani gli umili e  gli sventurati......  

Ivrea, ordigno artigianale davanti alla sede di Equitalia

    venerdì 27.04.2012


    .........Calderoli e Stucchi hanno incontrato nel carcere di Bergamo Luigi Martinelli, scoprendo che il passivo sarebbe ben più consistente di 1000 euro: "Abbiamo messo a disposizione un legale per la sua difesa. Doveroso incontrarlo per capire le ragioni di un gesto così estremo e non isolato"........ (c'e' ancora qualcuno che si sforza di comprendere la disperazione umana, allora va detto : BRAVO !! )
    Luigi Martinelli in carcere: «Monti sta affamando la gente»
    Luigi Martinelli, l'uomo che giovedì si è asserragliato nella sede dell'Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia prendendo 17 ostaggi, ha detto ai parlamentari leghisti che l'hanno incontrato che il suo debito era di 44mila euro. Ma di questi soldi non ci sono tracce. Da quanto risulta ai magistrati Martinelli aveva solo un debito di 1400 euro, a causa di un canone Rai non pagato e lievitato a causa dell'intervento di Equitalia.



    A Roberto Calderoli e Giacomo Stucchi, che sono andati a trovarlo in cella ha detto anche che non voleva fare del male a nessuno e che il suo gesto voleva essere solo dimostrativo. «Monti sta affamando la gente», ha detto ai due parlamentari.

    «Perché lo ha fatto? Chiedetelo a Monti». Queste le lapidarie parole del fratello di Luigi, Pietro Martinelli, in risposta alla domanda sui motivi che possono avere spinto l'uomo all'azione di giovedì. «Io conosco mio fratello come una persona tranquilla, un lavoratore - ha raccontato Pietro Martinelli - ma questo non è un momento facile per nessuno e dai un giorno dai l'altro può anche accadere che uno perda la testa». I due fratelli abitano a pochi passi di distanza e i rapporti sono affettuosi, quasi protettivi, visto che Luigi è il fratello maschio più piccolo di una famiglia numerosa, che contava nove fratelli. «Se avesse avuto bisogno di qualcosa tutti noi saremmo stati pronti ad aiutarlo - ha proseguito-. La verità è che si sta peggio adesso di quando si era in guerra».

    Deve pagare 15mila euro di tasse: si spara E un precario di 47 anni s'impicca a Enna

    Nei giorni scorsi aveva ricevuto una cartella esattoriale da 15mila euro: questa mattina un imprenditore 72enne ha deciso di farla finita sparandosi un colpo alla testa. È stato portato d'urgenza in ospedale a Napoli: è in condizioni gravissime. I medici: "Non ce la può fare". Ai famigliari ha lasciato solo un foglio di carta: "La dignità vale più della vita"

    di  - 

    sabato 5 maggio 2012

    radioattivita a Fukuschima


    Fukushima: CESIO RADIOATTIVO 85 VOLTE MAGGIORE DI CHERNOBYL

    La TEPCO sta per avviare i preparativi per il lavoro più difficile e pericoloso: la rimozione del combustibile esaurito dal Reattore n.4.
    Esperti di tutto il mondo hanno da tempo espresso preoccupazioni sullo stato estremamente compromesso dell'edificio, che contiene oltre 1.500 barre di combustibile radioattivo.

    L'ex ambasciatore del Giappone in Svizzera, Mitsuhei Murata, è stato invitato a parlare dell'incidente nucleare di Fukushima, il 22 marzo 2012, all'udienza pubblica della Commissione di Bilancio della Camera dei Consiglieri.
    Davanti al Comitato, l'Ambasciatore Murata ha affermato con rigore che se l'edificio disastrato del reattore 4 crolla - con 1.535 barre di combustibile nella piscina del combustibile esaurito di 100 piedi (30 metri) da terra - non solo causerà l'arresto dei 6 reattori, ma colpirà anche la vasca comune di combustibile esaurito, che contiene 6.375 barre di combustibile, situate a circa 50 metri dal reattore 4.

    In entrambi i casi le barre radioattive non protette da una vasca di contenimento, si troverebbero pericolosamente all'aperto. Questo causerebbe sicuramente una catastrofe globale di entità mai sperimentata in precedenza. Egli ha sottolineato che la responsabilità del Giappone nei confronti del resto del mondo è incommensurabile. Una catastrofe simile colpirebbe tutti noi per secoli. L'ambasciatore Murata ci ha informato che il numero totale delle barre di combustibile esaurito nell'impianto di Fukushima Daiichi, escludendo quelle nel conteiner a pressione, è 11.421 (396 615 566 1,535 994 940 6375).

    L'ambasciatore ha chiesto a Mr. Robert Alvarez, massimo esperto di combustibile esaurito, ex Consigliere Politico Anziano del Segretario e Vice Assistente Segretario per la sicurezza nazionale e l'Ambiente presso il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti, di illustrare il potenziale impatto di queste 11.421 barre. La risposta ricevuta da Mr. Robert Alvarez è sconcertante:

    «Negli ultimi tempi sono state rese note ulteriori informazioni sulla situazione circa il combustibile esaurito a Fukushima-Dai-Ichi. Mi pare di capire che delle 1.532 barre di combustibile nel reattore, 304 siano fresche e non irradiate. Restano quindi 1.231 barre di combustibile radioattivo nella vasca 4, che contengono oltre 37 millioni di curies (~1.4E +18 Becquerel) di radioattività a lunga durata. La vasca n. 4 è a 100 piedi dal suolo, è strutturalmente danneggiata ed è esposta agli agenti esterni.

    Se un terremoto o altri eventi dovessero causare il drenaggio dell'acqua di questa vasca, si verificherebbe un catastrofico incendio radioattivo che implicherebbe quasi 10 volte la quantità di Cs-137 rilasciato dall'incidente di Chernobyl.