Legato ad un letto, polsi e caviglie. Così sarebbe morto Francesco Mastrogiovanni, maestro elementare di Castelnuovo Cilento(SA). Aveva 58 anni. Il 31 luglio era entrato nell'ospedale San Luca di Vallo della Lucania: sul suo capo pendeva un'ordinanza di Trattamento sanitario obbligatorio perché, a detta delle autorità, aveva dato in escandescenze... Quattro giorni dopo, la mattina del 4 agosto, gli infermieri l'hanno trovato morto,con profonde ferite ai polsi e alle caviglie che, secondo i periti, sarebbero state provocate da una legatura prolungata con legacci di plastica rigida o fil di ferro.Parla il legale della famiglia Mastrogiovanni.
orso castano : questa storia drammatica si commenta da sola. I neurolettici dovrebbero essere usati con grande prudenza e moderazione.La contenzione non dovrebbe essere usata. Il monitoraggio della salute dei pazienti ricoverati deve essere costante. Il Sindaco (Rsponsabile della Salute Pubblica) , che per legge deve autorizzare il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatrio) , condizione sola che permette eccezionalmente, la contenzione,dovrebbe essere avvisato della stessa.I familiari e rappresentanti delle associazioni dei diritti dei pazienti, dovrebbero poter accedere in qualsiasi momento , per controllo. Questo su tutte le quotidiane contenzioni : da quelle psichiatriche , agli anziani agitati, ai tossicodipendenti detenuti o ricoverati.Ma queste possibilita' di controllo oggi, purtroppo, non vengono praticate.venerdì 20 novembre 2009
giovedì 19 novembre 2009
miser B. il tagliatore ....di futuro
siamo in tanti : "una moltitudine inarrestabile"
Pawl Hawken parla del suo ultimo libro Blessed Unrest, (il libro in italiano ha come titolo "Moltitudine Inarrestabile", come il piu' grande Movimento della storia del mondo è nato e perchè nessuno lo ha visto arrivare. Una parte del libro in italiano è ora consultabile su www.moltitudineinarrestabile.it
orso castano : un grazie all'amico Michele Tabusso per averci suggerito questo clip. Molto bello.
martedì 17 novembre 2009
domenica 15 novembre 2009
Claudio Lolli , quello li' , il compagno Antonio Gramsci (20 anni di galera sotto il fascismo) , piccola borghesia, la socialdemocraazia
Indagine conoscitiva sull'informatizzazione delle pubbliche amministrazioni, clicca x documento intero
COMMISSIONE I , AFFARI COSTITUZIONALI, DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO E INTERNI, Seduta di mercoledì 28 ottobre 2009......................L'indagine ha peraltro messo in evidenza tutte le difficoltà legate alla concreta attuazione di questa prospettiva così avanzata, facendo emergere gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione di una pubblica amministrazione veramente moderna ed in sintonia con i bisogni dei cittadini.
Da un lato è emersa nel corso delle audizioni la carenza di una normativa secondaria di carattere tecnico che traduca in concreto i principi posti a livello generale.
Per altro verso, è stato evidenziato come le strutture amministrative mostrino in alcuni casi una notevole lentezza ad adeguarsi ai nuovi principi, per motivi legati in parte al mancato funzionamento pratico dei meccanismi di coordinamento, in parte alle difficoltà nella gestione delle risorse, in parte a carenze di natura tecnica.Sotto questo aspetto è stato osservato, in particolare dagli esperti, che l'informatizzazione dei processi di per sé non porta necessariamente ad una modernizzazione dei servizi offerti. Perché l'uso delle tecnologie informatiche si traduca in un aumento dell'efficienza della pubblica amministrazione occorre che esso sia supportato da una capacità progettuale da parte delle amministrazioni. L'informatica è al servizio dell'attività amministrativa e solo sulla base di una razionale, accurata e consapevole attività di snellimento, di semplificazione e di adattamento dei procedimenti amministrativi alle nuove esigenze
di celerità e di trasparenza nell'offerta dei servizi pubblici essa può dare frutti maturi.
Gli esperti, in particolare, hanno sottolineato come le tecnologie dell'informatica siano un mero «fattore abilitante», uno strumento che deve essere accompagnato da altri interventi che riguardano le norme, il rinnovamento culturale, i sistemi di programmazione e controllo e la formazione delle competenze necessarie. L'informatizzazione non può servire di per sé a risolvere i problemi dell'azione amministrativa. Solo una amministrazione di qualità può consentire al processo di informatizzazione di tradursi in formidabile spinta per lo sviluppo del Paese. Anche l'analisi sul rapporto tra pubbliche amministrazioni e mercato dell'ICT conferma questo dato. C'è un problema rappresentato dal sistema delle gare pubbliche, c'è un problema relativo alla posizione debole della pubblica amministrazione come contraente, c'è un problema rappresentato dalla frammentazione e dalla inadeguatezza qualitativa della domanda che viene dalle pubbliche amministrazioni, la quale non sfrutta appieno le potenzialità di innovazione insite nelle tecnologie informatiche.Il costo dell'ignoranza informatica è stimato in 2 miliardi di euro annui con riferimento al solo settore sanitario.
Per quanto riguarda il profilo delle risorse disponibili per portare avanti l'obiettivo dell'informatizzazione delle nostre strutture pubbliche, è necessario riflettere su alcune componenti quantitative e qualitative della spesa.
Sul piano quantitativo, da un confronto con gli altri paesi europei, emerge che la spesa pro capite per l'ICT da parte della pubblica amministrazione del nostro Paese risulta inferiore a quella della maggior parte dei Paesi europei. In una rilevazione fornita dal CNIPA che ha interessato 16 paesi dell'Unione europea, l'Italia occupa il dodicesimo posto, con una spesa pro-capite di 51,3 euro annui, a fronte dei 254,8 euro della Svezia, cui spetta il primo posto, dei 147,5 euro del Regno Unito, degli 86 euro della Francia e dei 72,3 euro della Germania.
Sul piano qualitativo, si registra un peso eccessivo della quota di spesa destinata alla gestione ed alla manutenzione dei sistemi informativi rispetto a quella destinata allo sviluppo e agli investimenti. Nel 2008 si è registrato sotto questo profilo un miglioramento piuttosto significativo nelle amministrazioni centrali: la quota di spesa destinata allo sviluppo è infatti passata dal 45,8 per cento del 2007 al 54, 2 per cento del 2008. Resta peraltro da verificare se il dato sia ascrivibile ad un'effettiva inversione di tendenza o non sia un dato episodico, riferibile ad un singolo anno.
Inoltre le attuali modalità di formazione del bilancio non risultano in grado di cogliere le potenzialità connesse alle spese per investimenti in un settore quale quello dell'informatizzazione. Gli investimenti in questo settore rappresentano un costo nell'immediato i cui benefici sono destinati a prodursi a distanza di tempo ed in favore di unità organizzative diverse da quelle che hanno determinato la spesa. È necessario al riguardo individuare nuovi strumenti per la valutazione degli investimenti che tengano conto della complessità di questo fenomeno.
.............Questo è un punto cruciale: occorre spendere di più e meglio per allargare l'offerta dei servizi in rete a vantaggio di cittadini e imprese. Sotto questo profilo è emerso come i progetti di implementazione dei servizi e i progetti di infrastrutturazione della rete siano intimamente correlati e complementari: creare un'infrastruttura capace di supportare i servizi rappresenta, dunque, la condizione per lo sviluppo del piano e-gov 2012 del Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione e, per tali ragioni, è stato evidenziato come i due piani siano stati presentati in modo coordinato dai due ministeri - pubblica amministrazione e innovazione e sviluppo economico e comunicazioni - nel progetto «Cittadinanza digitale». L'accesso alle infrastrutture di telecomunicazione a banda larga e alle tecnologie informatiche evolute è infatti riconosciuto ormai come uno dei bisogni primari per lo sviluppo sostenibile di un territorio........... È risultato, infatti, come spesso si assista ad una spiccata capacità, da parte degli enti locali, di rappresentare il front office anche attraverso l'informatizzazione, evidenziando un buon livello di comunicazione iniziale. Poi, però, quando si tratta di passare a erogare veri servizi ai cittadini e alle imprese, emergono dei problemi, anche per una difficoltà di coordinamento tra regioni ed enti locali.
È stata evidenziata da più parti la assoluta necessità di rafforzare una linea di indirizzo condivisa, attorno a un unico asse che, nel rispetto delle sfere di autonomia costituzionalmente previste, consenta allo Stato di esercitare le funzioni di coordinamento informatico dei dati dell'amministrazione statale, regionale e locale ad esso attribuite in via esclusiva dall'articolo 117, comma secondo, della Costituzione. In particolare, da parte degli enti locali è pervenuta la richiesta di essere coinvolti, a livello di programmazione, in un progetto di maggiore ampiezza, con direttive più certe da parte dello Stato.
A queste esigenze si ispira il piano «E-Government 2012», presentato dal Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, on. Renato Brunetta, nel gennaio 2009 e nella stessa direzione sembra andare il «Piano straordinario Stato, regioni, enti locali per l'attuazione dell'e-government. E-gov 2010», approvato dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nella seduta del 9 aprile 2009.
ma nonostante quanto sopra rilevato , il governo: .............
Banda larga: il governo congela 800 milioni , clicca qui' x l'articolo
4 novembre 2009
Gli 800 milioni del piano Romani-Brunetta per il superamento del «digital divide» e che da tempo attendono di essere sbloccati dal Cipe sono stati sostanzialmente congelati in attesa della fine della crisi, «perché il governo ha cambiato l'ordine delle priorità». Lo ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, che, in merito all'ipotesi avanzata dal vice ministro alle Comunicazioni Paolo Romani di ricorrere al mercato finanziario se i fondi pubblici non saranno disponibili, ha commentato: «Faremo l'uno e l'altro».
oppure come spiega l'ADUC , clicca qui' x articolo:
BANDA LARGA E GLI 800 MILIONI CONGELATI: L'AVVERTIMENTO DEL GOVERNO A TELECOM ITALIA
..............Il contrasto è tra il Governo (tutto) e Telecom Italia; alla base del quale c'è un dubbio del Governo (tutto): che dobbiamo farne di Telecom Italia? Continuare a garantirgli privilegi, nella speranza che rimanga italiana? Oppure toglierglieli e vedere cosa accade? Vivacchiare e finire definitivamente nella pancia della spagnola Telefonica (già ora indirettamente azionista di maggioranza relativa)? Oppure qualcos'altro? Il perche' del congelamento. Il Governo (tutto) pensa che stanziando questi spiccioli dia ancora respiro a Telecom Italia che da un lato e' troppo forte per essere fatta fuori e sostituita, dall'altra è troppo debole per poter continuare a essere l'asse portante delle telecomunicazioni italiane (e nelle quali non si sa chi comanda). Troppi i debiti e precario l'assetto societario che vede azionista di maggioranza relativa, seppur indirettamente, Telefonica, lo straniero che tanto fastidio dà, all'attuale e ai passati governi. Con il congelamento, il Governo (tutto) ha lanciato un messaggio a Telecom Italia: non pensare di continuare a vivacchiare sfruttando i nuovi investimenti pubblici nella Rete. Telecom Italia, infatti, deve investire pesantemente nella propria rete che va adeguata ed estesa. Farlo coi soldi pubblici è la miglior cosa, ovviamente; le permetterebbe di continuare a sfruttare la rendita di posizione di cui gode. Un vantaggio che il Governo (tutto) non vuol concedere. Perchè ha a cuore l'interesse degli italiani, imprese e cittadini? Oppure altro? Dietro i muri del potere si possono intuire altri scenari, come il coinvolgimento di Poste Italiane (controllate da Tremonti) in Telecom o addirittura una sorta di fusione Telecom-Mediaset (del presidente del Consiglio). Sono scenari, ipotesi, balle messe in giro ad arte, ma confermano che gli 800 milioni congelati sono solo un avvertimento, un elemento tattico in vista del dispiegamento a tutto campo delle truppe. Una partita, quella della Rete, che si sta giocando sotto traccia e che vede coinvolti anche Rai e Sky, visto che ormai è alle porte la totale 'fusione' e interoperabilità tra tecnologie che permettono la trasmissione di contenuti: etere, cavi, satellite. Se realmente si avesse a cuore l'interessi degli utenti, si potrebbe sbrogliare facilmente tutta la matassa. E' assodato che Telecom Italia è ormai un peso morto per lo sviluppo del Paese; al contempo è complicato giuridicamente 'espropriarle' la Rete (di vecchia generazione) da cui la nuova (in fibra ottica) non può prescindere. C'è una via d'uscita: inserire negli obblighi attribuiti al gestore che deve garantire il servizio universale anche la fornitura per tutti di un collegamento in banda larga minimo di uno o due mega. In questo modo, Telecom Italia o si decide a mettere sul mercato la propria rete (riducendo drasticamente la sua montagna di debiti) oppure si dà un nuovo assetto proprietario, con soci disposti a investire per davvero. E' in questa direzione che va la proposta lanciata da noi dell'Aduc............
sabato 14 novembre 2009
Enrico Berlinguer , un grande politico , con la vista lunga, da tenere ben presente oggi !!
Negri: La lotta armata in Italia l'ha iniziata lo Stato
Toni Negri, "il cattivo maestro" della lotta armata degli anni 70 torna a graffiare. Ai microfoni di Sky tg24 parla del mondo operaio e del momento politico italiano
bifo 1
bifo 2
bifo 3 orso castano: molto tempo e' passatodal 77' ad oggi. I piu' giovani non sanno e non possono ricordare il clima di tensione sociale e di violenza politica che esisteva. Ma quelle pagine per alcuni aspetti cosi' tristi fanno parte della nostra storia ed e' giusto che ci si faccia sopra una riflessione. Una parte della generazione di adolescenti di allora era portatrice di idee di rivolta contro una gestione della politica non molto lontana da quella di oggi, dove la corruzione e le leggi ad personam la fanno da padrone. Gli "opposti estremismi" furono una trappola mortale che impedi' l'individuazione di una strada per il rinnovamento della classe politica. Fino a che punto furono provocati e costruiti dal potere saranno gli storici a documentarlo. Non mancarono le vittime della repressione : lo studente Lo Russo fu ucciso dalla polizia. Cosi' per il potere fu facile cosa reprimere e rimuovere. Bifo (Franco Berardi ) era un leader bolognese di quegi anni .Nei video ricostruisce il percorso politico da allora ad oggi.Interessanti , anche se un po' scontate, le sue riflessioni sul cambiamento delle modalita' di comunicazione tra persone e dei media . Claudio Lolli , una canzone per il 77
FRANA ISCHIA: “AIUTO, CROLLA LA MONTAGNA”. LA DISPERATA CHIAMATA DI UNA TESTIMONE AL 113
Il lavoro e la crisi: esigiamo le risposte. Il peggio deve ancora venire! L'intervento di Guglielmo Epifani
Il lavoro e la crisi: esigiamo le risposte. L'intervento di Guglielmo Epifani a Roma il 14/11/09
UNA ACUTA E CHIARA SINTESI DEL PESO CHE IL MONDO DEL LAVORO PAGA PER UNA CATTIVA GESTIONE DELLA COSA PUBBLICA. IL CLIMA SOCIALE GENERALE E' QUELLO DI UN GENERALIZZATO NON RISPETTO PER IL MONDO DEL LAVORO , DEI PIU' DEBOLI , DEI PRECARI .
venerdì 13 novembre 2009
GIUSTIZIA: DI PIETRO, REFERENDUM CONTRO ENNESIMA LEGGE AD PERSONAM
Roma, 13 nov. (Adnkronos) - "In occasione della manifestazione 'No B Day' che si svolgera' a Roma, il 5 dicembre, l'Italia dei Valori attrezzera' degli appositi stand per raccogliere le firme dei cittadini che vorranno sottoscrivere il referendum per chiedere l'abrogazione dell'ennesima vergognosa legge ad personam, fatta ad hoc per il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi". Lo afferma in una nota il Presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.
giovedì 12 novembre 2009
A PROPOSITO DI TRASPARENZA NELLA GESTIONE DEI BUDGET DA PARTE DEI PRIMARI
ASL TO1 (Torino 1) , ATTO AZIENDALE : UNO STRALCIO
...........................Direttore del Dipartimento
Il Direttore di Dipartimento coordina le strutture a questo afferenti favorendo l’integrazione funzionale, la collaborazione professionale, il miglioramento del clima interno, È nominato dal Direttore Generale con apposito incarico e rappresenta il Dipartimento, in particolare nel Collegio di Direzione e nel Consiglio dei Sanitari. Compete al Direttore di Dipartimento: - predisporre la proposta di programma di attività annuale, correlandolo all'utilizzo delle risorse disponibili; - accedere ai dati gestionali delle strutture afferenti al Dipartimento; - partecipare alle fasi di negoziazione del budget delle singole strutture afferenti al Dipartimento; - promuovere l’adozione delle direttive aziendali in tema di uniformazione, completezza e snellimento delle procedure; - programmare la razionale utilizzazione delle risorse umane, strumentali e tecnologiche assegnate direttamente al Dipartimento; - adottare ed adeguare alle specifiche esigenze del Dipartimento le linee guida utili per un più corretto indirizzo diagnostico-terapeutico ed organizzativo; - promuovere le verifiche periodiche sulla qualità, secondo le linee aziendali e d’intesa con il Comitato di Dipartimento; - dare attuazione ai piani dipartimentali di formazione continua; - vigilare affinché gli incarichi dirigenziali di consulenza e alta professionalità siano assegnati nelle strutture afferenti al Dipartimento con principi uniformi ed in coerenza con le esigenze organizzative; - sostituire il Direttore di struttura complessa o semplice dipartimentale in caso di assenza temporanea o vacanza: in tale caso, mantiene le funzioni sino a diverso provvedimento del Direttore Generale; - convocare le riunioni del Comitato di Dipartimento, stabilendone l’ordine del giorno; - svolgere i compiti specificamente assegnati dalla Direzione aziendale. In caso di temporanea assenza o di vacanza, le funzione sono svolte da un altro Direttore di Dipartimento aziendale, allo scopo indicato. In caso di decadenza dall’incarico, il Direttore Generale può designare un Direttore di Dipartimento.facente funzioni.
ART. 36
Il Comitato di Dipartimento
Il Comitato di Dipartimento collabora con il Direttore del Dipartimento per il miglior
funzionamento delle attività dipartimentali, coerentemente con i principi aziendali di
riferimento.
È costituito dai responsabili delle Strutture complesse e semplici a valenza dipartimentale
appartenenti al Dipartimento e dal Coordinatore Infermieristico – Tecnico Sanitario.
Il Direttore del Dipartimento può invitare alle sedute, senza diritto di voto:
- i responsabili delle strutture semplici non aventi valenza dipartimentale;
- i responsabili di altre strutture complesse o semplici interagenti col Dipartimento;
- i rappresentanti dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e degli
specialisti ambulatoriali
- i rappresentanti di enti, associazioni e categorie professionali che interagiscono con
il Dipartimento. Il calendario delle riunioni è predisposto dal Direttore del Dipartimento annualmente. Le riunioni sono di massima da tenersi mensilmente e una di queste deve essere dedicata all’illustrazione degli obiettivi di budget concordati con la Direzione Generale, con
l’obbligatorio invito ai responsabili di struttura semplice e ai soggetti che fattivamente
contribuiscono alla realizzazione di tali obiettivi.
Il Comitato di Dipartimento elabora proposte in ordine a:
- modelli organizzativi del Dipartimento, con particolare riferimento ai profili
diagnostici, terapeutici ed assistenziali;
- programmazione annuale delle attività dipartimentali con lo sviluppo degli obiettivi
assegnati dalla Direzione aziendale da realizzare nel corso dell'anno;
- promozione del razionale utilizzo del personale assegnato al Dipartimento nell'ottica
dell'integrazione dipartimentale;
- proposte per il miglioramento continuo della qualità e per le connesse verifiche;
- elaborazione del piano di formazione continua.
Il Comitato di Dipartimento inoltre:
- esprime il parere sulla proposta di istituzione di nuove strutture semplici;
- adotta linee guida a valenza dipartimentale utili per il più corretto indirizzo
diagnostico terapeutico;
- valuta e propone al Direttore Generale, tramite il Direttore di Dipartimento, il
motivato inserimento di altre strutture – già istituite e funzionanti – nel Dipartimento;
- propone al Direttore Generale una rosa di tre nominativi scelti tra i Dirigenti di
struttura complessa per la nomina del Direttore di Dipartimento;
ASL TO1 – ATTO AZIENDALE 26
- valuta ogni altro argomento sottopostogli dal Direttore di Dipartimento o daidirigenti delle strutture che lo costituiscono in relazione a problemi o eventi diparticolare importanza....................
ORSO CASTANO : E' ORA DI SVILUPPARE NELLA SANITA' UNA DEMOCRAZIA DIRETTA. QUESTO ATTO AZIENDALE DIMOSTRA COME I VERTICI SANITARI E NON DELL ASL NON HANNO NESSUNA INTENZIONE DI RENDERE CONTO AI CITTADINI DI COME GESTISCONO I LORO (dei cittadini) SOLDI. INFATTI ESSI DOVREBBERO PUBBLICARE SUL WEB I LORO PROGETTI DI IMPEGNO DEI SOLDI CHE RICEVONO. SE L'HA FATTO OBAMA , POSSONO BEN FARLO PURE LORO. CHE NE PENSA IL NOSTRO ASSESSORE ALLA SANITA' , CHE SAPPIAMO APPARTENERE AD UN'AREA POLITICA CHE FA DELLA DEMOCRAZIA UNA BANDIERA ? PERCHE' COSI' TANTO POTERE AI PRIMARI CHE SAPPIAMO ESSERE NOMINATI DIRETTAMENTE DAL DIRETTORE GENERALE , A SUA VOLTA DI NOMINA POLITICA?
un esempio di cosa possa accadere anche "a sinistra" c'e' lo da Niki , clicca
In Italia non esiste : RICHIESTA DELLA FINOCCHIARO PER L' INTRODUZIONE DEL REATO DI TORTURA , clicca
dal blog "Il Detenuto Ignoto"
martedì 10 novembre 2009
Dichiarazione dei senatori radicali Donatella Poretti, Marco Perduca e di Irene Testa Segretario dell'Associazione Il Detenuto Ignoto
Apprendiamo con estremo favore dell'iniziativa della senatrice Anna Finocchiaro, la quale ha chiesto al termine della conferenza della capigruppo di calendarizzare i disegni di legge per l'introduzione del reato di tortura nel nostro codice penale. Come Radicali abbiamo depositato un disegno di legge sia al Senato che alla Camera, oltre ad un emendamento che raccolse numerosissime firme trasversali, e che non passò per pochi voti, nella speranza che il legislatore voglia colmare quel vuoto sempre più insostenibile in un Paese che voglia definirsi civile, dove, anche alla luce di ciò che è accaduto a Stefano Cucchi e rischia di accadere ogni giorno a chiunque, ci sembra ormai improrogabile. E' importante che certi crimini vengano puniti con una fattispecie specifica e non, come spesso accade, quando si riesce a dimostrarne le responsabilità, per
semplici lesioni. Per queste ragioni ci auguriamo che l'iter di quanto richiesto dalla capogruppo del Pd possa essere rapido e lineare e si possa così giungere finalmente a rendere attuale e "materiale" quanto da oltre vent'anni attende nel limbo formale delle promesse ai cittadini e alle istituzioni internazionali
"Troppi medici hanno pensato: in fondo era solo un tossico
di Maria Zegarelli de l'Unita'
Ignazio Marino è senatore, presidente della Commissione parlamentare d’indagine sul Servizio Sanitario nazionale. Ma prima di tutto è un medico. e ogni sua considerazione da lì parte, dal suo essere medico. Il faldone sul caso di Stefano Cucchi ogni giorno si riempie di più. E ogni giorno si aggiungono particolari che non tornano. Contraddizioni. Troppe.
Presidente, lei ha parlato di contraddizioni e cose che la convincono poco. Ma ce n’è una che più l’ha colpita?
In alcuni medici e in alcune delle persone che abbiamo ascoltato in questi giorni ho coltoun atteggiamento molto simile a quello di Giovanardi. Non lo hanno detto esplicitamente ma mi è sembrato che il loro approccio fosse quello. Come a dire, in fondo era un tossico, uno spacciatore, dal carattere difficile.
È questo che le hanno fatto intendere?
Sì, in alcune delle persone ascoltate c’era una certa insofferenza.
Insofferenza soltanto o anche omertà?
Guardi, io ho respirato da parte di alcuni medici una certa passività rispetto ai regolamenti che privano di ogni umanità questa professione. Si sono adeguati senza sentire il bisogno di ribellarsi a comportamenti richiesti che confliggono con il nostro dovere.
A chi si riferisce in particolare?
Per esempio ai medici del Sandro Pertini. Mi chiedo come sia possibile che di fronte ad un ragazzo che sta per morire nessuno sente il bisogno di alzare il telefono e avvertire un famigliare. Non lo fanno neanche quando Stefano Cucchi muore. La madre lo viene a sapere perché gli recapitano la richiesta di autorizzazione a procedere all’autopsia. C’è qualcosa che va rivisto in questo meccanismo perché è disumano. Cucchi ci mette di fronte a questo problema.
I medici del Fatebenefratelli hanno detto che quando Cucchi arrivò al pronto soccorso non aveva lesioni sul volto. Come se lo spiega?
Continuo a non spiegarmelo: Cucchi va al Fatebenefratelli dopo aver fatto le foto segnaletiche in carcere nelle quali si vedono chiaramente le ecchimosi sul volto. Come mai i quattro medici del Fatebenefratelli dicono che loro non ne hanno viste mentre in due certificati antecedenti, altri medici constatano quelle ecchimosi? Altra circostanza: sappiamo che Cucchi è stato picchiato, gli hanno rotto due vertebre, ma non sappiamo quante volte è stato picchiato. Vado avanti: i sanitari di Regina Coeli dicono che non poteva camminare quando lo hanno portato all’isola Tiberina: lì i medici dicono che camminava. Per questo motivo insieme ai senatori Galiato (Pdl) e Soliani (Pd), stiamo valutando l’ipotesi di un confronto diretto tra medici.
Le rifaccio la domanda: quanta omertà c’è in tutta questa storia? Cucchi davanti ai medici non era mai solo, c’era sempre un agente di polizia penitenziaria. Questo può aver influito sulle sue dichiarazioni e sulle domande dei medici?
Omertà ce n’è, tanto è vero che malgrado la documentazione raccolta e le deposizioni, ancora non si riesce a capire quale sia stata la dinamica dei fatti, perché ognuno dà una versione diversa. Quanto al fatto che Cucchi parlasse sempre davanti ad un agente è un aspetto che non abbiamo ancora approfonditomache affronteremo.
Si è capito perché Cucchi ha rifiutato il ricovero al Fatebenefratelli la prima volta?
Da quello che ci ha riferito un medico di Regina Coeli il suo rifiuto nasceva dal fatto che gli avevano detto che lì non avrebbe potuto fumare, mentre in carcere poteva, anche in infermeria. Possibile che nessun medico ha avuto dubbi sulla storia della caduta dalle scale? Anche qui ci sono discordanze: a Regina Coeli Cucchi dice di essere caduto dalle scale, mentre al Fatebenefratelli racconta di aver sbattuto contro uno spigolo.
12 novembre 2009
per non dimenticare : speriamo che non si ripeta , ma la situazione e' inquietante!!
.....................Franco Basaglia aveva 37 anni quando incontrò per la prima volta la realtà del manicomio: nel 1961, dopo aver rinunciato alla carriera universitaria intrapresa presso l’università di Padova, assunse la direzione dell’Ospedale psichiatrico di Gorizia. L’impatto fu traumatico: il giovane psichiatra osservava con sconcerto le pratiche in uso all’interno del manicomio e i trattamenti vessatori a cui i degenti erano sottoposti. Elettroshock, camicia di forza, contenzione, induzione di febbri malariche erano solo alcune delle torture non soltanto tollerate, ma addirittura prescritte dal regolamento di questi istituti. Basaglia iniziò a guardare con interesse alle correnti psichiatriche di origine fenomenologia ed esistenziale (Jaspers, Minkowski, Binswanger) e provò gradualmente a ricreare, all’interno dell’ospedale psichiatrico, il modello della “comunità terapeutica”, di origine britannica. “Un malato di mente entra nel manicomio come ‘persona’ per diventare una ‘cosa’. Il malato, prima di tutto, è una ‘persona’ e come tale deve essere considerata e curata (...) Noi siamo qui per dimenticare di essere psichiatri e per ricordare di essere persone”, ripeteva il nuovo Direttore ai medici ed agli infermieri del suo manicomio...........................
un aggiornamento su internet/italy , clicca
Aggiornamento lavori parlamentari 11 Novembre 2009 di intergruppo2punto0 Riportiamo di seguito alcuni aggiornamenti sui lavori parlamentari delle scorse settimane sui temi legati ad Internet, in particolare sul tema della banda larga, di cui si è parlato molto negli ultimi tempi. Il Senatore Vimercati, membro dell’Intergruppo Parlamentare 2.0, ha presentato assieme ad alcuni suoi colleghi, tra cui anche un altro “Parlamentare 2.0″, il Sen. Vita, un emendamento al ddl Finanziaria 2010 che prevede l’istituzione di un fondo di 200 M di euro per il finanziamento di progetti volti ad estendere e a sviluppare le reti di telecomunicazione a banda larga in Italia. L’emendamento dovrebbe essere esaminato e votato nei prossimi giorni. Sempre al Senato, il Sen. Francesco Ferrante (PD) ha presentato un’interrogazione in cui insiste sul ruolo fondamentale della banda larga come strumento di crescita e di modernizzazione del paese e in cui si chiede di conoscere i motivi che hanno portato al “congelamento” degli 800 M di fondi destinati allo sviluppo della banda larga nelle c.d. “aree sottoutilizzate”. Per quanto riguarda la Camera segnaliamo la presentazione, da parte del Presidente della Commissione Affari Costituzionali, di una bozza di documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sull’informatizzazione delle pubbliche amministrazioni, che dovrebbe essere esaminata nel corso della giornata odierna.
martedì 10 novembre 2009
Lo scienziato come ribelle e la scienza come contropotere , clicca qui'
...............Freeman ci racconta che il mondo scientifico si sta allontanando dalla semplicità dei bisogni primari della gente comune e si orienta sempre di più a fornire giocattoli ultratecnologici all’élite intellettuale ed economica. Così “Il principale beneficio sociale apportato dalla scienza pura in campi esoterici è quello di svolgere la funzione di programma di welfare per gli scienziati e gli ingegneri” (p. 40). Come sembra accadere intorno al supposto fenomeno del riscaldamento globale e negli studi sull’anidride carbonica: la Biosfera è talmente complessa che gli scienziati più onesti ammettono la scarsa comprensione delle interconnessioni intersistemiche della Natura. In realtà, "Benché scienza pura e scienza applicata possano dare l’impressione di muoversi in direzioni opposte, esiste una singola causa sottostante che ha agito su entrambe. Questa causa è il potere dei consigli di amministrazione e nel finanziamento della scienza. Nel caso della scienza pura , i comitati sono composti da esperti scientifici che eseguono i rituali dei giudizi dei pari [in concorrenza tra di loro]. Nel caso della scienza applicata, i comitati sono composti da dirigenti e amministratori di aziende commerciali. Di solito queste persone danno il loro sostegno a prodotti che possono comprare clienti ricchi come loro” (p. 40). Perciò vengono tralasciati o scartati progetti scarsamente comprensibili dalle masse, dai politici o dagli uomini più ricchi, oppure troppo audaci agli occhi di tutti. Non ci rendiamo conto che nel terzo millennio “Le norme etiche degli scienziati devono cambiare essendo cambiata la portata del bene e del male causata dalla scienza. A lungo andare il progresso etico è l’unica terapia per il danno prodotto dal progresso scientifico” (Haldane; Einstein). Inoltre bisogna sottolineare che “la scienza è un mosaico di visioni parziali e conflittuali. In tutte queste visioni c’è però un elemento comune: la ribellione contro le restrizioni imposte dalla cultura localmente dominante, occidentale o orientale che sia” (p. 19). E spesso sono gli studiosi meno accademici o addirittura i dilettanti ad avere più libertà di sperimentare e di innovare (p. 142). Il messaggio principale di Freeman è che “la scienza è un’attività umana, e che il modo migliore per capirla è capire gli individui che la praticano. La scienza è una forma d’arte e non un metodo filosofico. I grandi progressi nella scienza sono di solito la conseguenza di nuovi strumenti e non di nuove dottrine. La scienza prospera nel modo migliore quando usa liberamente tutti gli strumenti disponibili, senza essere costretta da nozioni preconcette di come la scienza dovrebbe essere. Ogni volta che introduciamo un nuovo strumento, esso conduce sempre a scoperte nuove e inattese, perché l’immaginazione della natura è più ricca della nostra” (p. 32). Dunque la scienza è mantenuta in moto da forze sociali e nello stesso tempo trascende queste forze per scoprire le innumerevoli realtà naturali. Esiste la storia sociale e la storia intellettuale, e c’è anche il contributo di scienziati artisti e ribelli, che obbediscono “ai loro istinti più che alle domande sociali o a principi filosofici” (p. 29). Anche se “Gran parte della storia della scienza, come di quella della religione, è una storia di lotte causate dal desiderio di denaro e di potere”, molti studiosi “vedono la massima ricompensa che si può ottenere dall’essere scienziati non nel potere e nel denaro, ma nell’opportunità di cogliere un barlume della bellezza trascendente della natura. Sia nella scienza sia nella storia c’è spazio per una varietà di stili e di intenti” (p. 30)............Freeman ha lavorato all’Institute for Advanced Study di Princeton (www.ias.edu) e si definisce un vecchio conservatore. Invece secondo il mio modesto parere, Freeman è anche un fisico che ama stare con i piedi per terra e che ha la mente ben motivata e ben orientata a interpretare il nostro futuro. Così, in ogni angolo di questa ormai lurida Terra, dispersa tra libere stelle che viaggiano nell’infinito, la vera “scienza è un’alleanza di spiriti liberi che si ribellano contro la tirannide locale che ogni cultura impone ai propri figli” (p. 20).
orso castano: una visione libertaria della scienza , direi ottimistica, che tiene conto dei condizionamenti ma li spinge sullo sfondo. Purtroppo questi esistono e l'amore dello scienziato per l'arte o la bellezza (oltre che talora per il potere , il danaro ed il successo) non sempre riescono a romper questi orpelli. Piu' realista , ma anche piu' esterema, la posizione di Fayaraband (vince l'ipotesi scientifica che ha dietro piu' soldi e potere) .......cercare una posizione mediana non e' facile ed e' indispensabile studiare le varie posizioni approfonditamente.
300 mila assunzioni in meno. Lo scenario italiano non è però di quelli che lasciano sperare , clicca qui'
...............in termini di
nuove prospettive occupazionali. Secondo le stime di Unioncamere a fine 2009 le assunzioni totali in tutta Italia saranno 523 mila (vedi tabella). Oltre 300 mila in meno di quanto erano state l'anno scorso (828 mila) e nel 2007 (839 mila). A dicembre 2009, tra entrate e uscite dal "castello" dell'occupazione, si registrerà un saldo negativo di 213 mila unità. Mai mentire. La presenza all’interno del curriculum di un “buco”, che sia un licenziamento o un'interruzione di una collaborazione, non passa quindi inosservato e non lascia indifferenti. Allora cosa fare? Per i direttori del personale è preferibile dirlo sempre. Mai mentire. La menzogna è considerata un comportamento molto grave dal 40 per cento. E lo stesso pensa anche un altro quaranta per cento, anche se però comprende le ragioni di un tale comportamento. Solo per il 21 per cento la bugia non incide in alcun modo sulla decisione finale. Spiegare e contestualizzare. Semmai, è bene spiegare le ragioni di quanto accaduto. Provare insomma a contestualizzare. "I candidati coinvolti in queste problematiche con cui ho avuto a che fare - racconta Paolo Citterio, presidente di Gidp, l'associazione di direttori del personale (leggi intervista integrale)- enunciavano le motivazioni senza problemi durante il colloquio anche perché se non lo avessero fatto a fronte delle precise domande dell'esaminatore si sarebbe spezzato il filo fiduciario che lega sempre i due interlocutori nel colloquio e comunque sarebbe stato ingannare la buona fede dell'esaminatore. Quindi conviene spiegare sempre le motivazioni che vi vedono o vi hanno visto senza lavoro a chi vi intervista. E' invece sbagliato tacerlo per ritrosia o per vergogna ”.............Conseguenze sociali e costi economici. Riuscire a rientrare è davvero un'impresa. Ma non è un problema che coinvolge solo i singoli individui. E' una questione che interessa tutta la società. Qualche giorno fa Joaquin Almunia, il commissario europeo agli Affari economici, ha espresso la sua preoccupazione e la necessità di elaborare riforme del mercato del lavoro che evitino la creazione di una disoccupazione strutturale nel lungo termine. Pochi giorni prima da Parigi gli esperti dell'Ocse, alla presentazione dell'Employment Outlook 2009, avevano manifestato la preoccupazione che l'aumento significativo della disoccupazione diventi strutturale, perché i disoccupati di lungo periodo diventano meno attraenti per i datori di lavoro. Con gravissime conseguenze sociali e costi economici elevati.orso castano : accanto a qualche "consiglio" al momento del colloquio con il selezionatore il documento offre spunti da leggere sulla situazione drammatica di chi perde il lavoro oltre i 40/50 anni.

riceviamo e volentieri pubblichiamo: COME LICENZIARE 9000 PERSONE SENZA CHE NESSUNO SE NE ACCORGA !!!!!
AGILE – ex EUTELIA
E’ iniziato il licenziamento dei primi 1200 lavoratori di OLIVETTI-GETRONICS-BULL-EUTELIA-NOICOM-EDISONTEL TUTTI CONFLUITI IN: AGILE s.r.l. ora Gruppo Omega Agile ex Eutelia è stata consegnata a professionisti del FALLIMENTO. Agile ex Eutelia è stata svuotata di ogni bene mobile ed immobile. Agile ex Eutelia è stata condotta con maestria alla perdita di commesse e clienti . Il gruppo Omega continua la sua opera di killer di aziende in crisi , l’ultima è Phonemedia 6600 dipendenti che subirà a breve la stessa sorte. Siamo una realtà di quasi 10.000 dipendenti e considerando che ognuno di noi ha una famiglia, le persone coinvolte sono circa 40.000 eppure nessuno parla di noi. Abbiamo bisogno di visibilità Mediatica, malgrado le nostre manifestazioni nelle maggiori città italiane ( Roma - Siena_Montepaschi – Milano – Torino – Ivrea – Bari – Napoli - Arezzo - ) e che alcuni di noi sono saliti sui TETTI, altri si sono INCATENATI a Roma in piazza Barberini, nessun Giornale a tiratura NAZIONALE si è occupato di noi ad eccezione dei TG REGIONALI e GIORNALI LOCALI. NON siamo mai stati nominati in nessun TELEGIORNALE NAZIONALE perchè la parola d’ordine è che se non siamo visibili all’opinione pubblica il PROBLEMA NON ESISTE. == Dal 4-Novembre-2009 le nostre principali sedi sono PRESIDIATE con assemblee permanenti ==Se sei solidale con noi INOLTRA QUESTA MAIL ad almeno 10 amici nei prossimi 30 minuti, non ti costa nulla , ma avrai il ringraziamento di tutti i lavoratori e le Lavoratrici di Agile ex Eutelia che da mesi sono senza stipendio Altrimenti questa azienda moriràLe Lavoratrici e i Lavoratori di Agile s.r.l. – ex Eutelia
orso castano : altro che segnali di ripresa !!Per chi non deve far rientrare !/2 oppure 1/4 dei capitali nascosti in svizzera (sport nazionale dei piccoli , medi, grandi ricchi (poveracci!! ma hanno l'assistenza e la comprensione delle banche sempre pronte a rastrellare denaro) , per chi insomma ha come unica "preoccupazione" la perdita del posto di lavoro ed il mutuo da pagare" e non sa come tirare avanti, ci pensa B & B , ministro e premier.........
venerdì 6 novembre 2009
da Radio Radicale : il punto "sull'efficienza energetica" in Italia" clicca qui'
Efficienza energetica. Punto di forza per l'Italia, efficace per il clima, conveniente per l'Europa, più intelligente per tutti - Convegno di Amici della Terra
Roma, 5 novembre 2009 - 15:19
Ai partecipanti vengono distribuiti tre Dossier realizzati dagli Amici della Terra. Il primo "Gli indicatori di posizionamento del sistema Italia su energia e clima: eccellenze, ritardi e omissioni" esamina i dati di posizionamento dell'Italia nel contesto europeo e globale. Il secondo "Efficienza energetica: più efficace per il clima, meno costosa per l'Europa, più equa per l'Italia, più intelligente per tutti illustra le potenzialità economiche e ambientali di una strategia volta a incrementare l'efficienza. Il terzo "Rinnovabile l'energia ma non il territorio. Le implicazioni per l'Italia della nuova direttiva europea sullo sviluppo delle rinnovabili al 2020" analizza le potenzialità e i limiti delle rinnovabili in Italia
Rosa Filippini presidente di Amici della Terra (ADT) Presiede Relazione introdutiva Andrea Molocchi componente dell'Associazione Amici della Terra (ADT) Interventi Corrado Clini direttore generale del Ministero dell'Ambiente Stefano Saglia sottosegretario di Stato allo Sviluppo Economico (PDL) Francesco Giorgianni direttore Affari Pubblici dell'ENEL Alessandro Clerici
vicepresidente della Commissione Energia di Confindustria
Guido Rossignoli
direttore generale dell'ANFIA
Roberto Malaman
direttore generale dell'Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas
Carlo Manna
responsabile ufficio Studi dell'ENEA
Luigi Sampaolo
responsabile Climate Chance and Environmental Policy di ENI
Luigi De Simone
amministratore delegato ICQ Holding
Marco Golinelli
vice presidente Wartsila - Italia
Elisabetta Zamparutti
deputato, componente della Commissione Ambiente (PD - Radicali)
Diego Gavagnin
direttore editoriale Quotidiano Energia
giovedì 5 novembre 2009
una fattoria x il futuro : agricoltura sostenibile
Rebecca Hosking, nota documentarista naturalista inglese, affronta il tema della dipendenza dagli idrocarburi fossili delle filiere agro-industriali contemporanee.
Video di grande impatto, narra in forma autobiografica il percorso della stessa autrice alla ricerca di un nuovo modello produttivo della sua fattoria alla luce dell'imminenza del picco del petrolio.
Fantastiche riprese di fattorie sostenibili indipendenti dall'agrochimica e dai combustibili fossili (esempi di permacultura, agricoltura verticale, orti-giardini giardini-foresta,). Interviste a Colin Campbell, Richard Heinberg, Patrick Whitefield, Chris Dixon, Martin Crawford ed ai figli di Arthur Hollins.
Sullo stesso tema si consiglia la lettura del documento del Post Carbon Institute "La transizione agroalimentare: verso un modello indipendente dai combustibili fossili" scaricabile al seguente link:http://www.transitionitalia.it/download/la_transizione_agroalimentare.pdf
martedì 3 novembre 2009
Alda Merini ci ha lasciato ...............un mondo piu' povero.
Roberto Vecchioni : dedicata ad Alda Merini
clicca la freccia (o il riquadro)
lunedì 2 novembre 2009
sorvegliare e punire : m. foucault , clicca qui'
Sorvegliare e punire: la nascita del potere disciplinare
Confermando il fascino esercitato su Foucault dalle immagini vivide, il preludio di Sorvegliare e punire (1975) è ancora più sensazionale di quello della Storia della follia, con la sua particolareggiata descrizione dei lebbrosari trasformati in manicomi. Ad aprire questo libro è la descrizione della spettacolare esecuzione di Robert-François Damiens che, nel 1757, aveva attentato alla vita di Luigi XV, che, peraltro, scampò indenne. La descrizione ripresa da Foucault è particolareggiata e agghiacciante: dapprima tenagliamento al petto e agli arti con strumenti incandescenti, poi combustione con zolfo della mano che aveva compiuto l'attentato, quindi il corpo, o meglio ciò che ne rimaneva, tirato e smembrato da quattro cavalli e alla fine consumato dal fuoco. Tutto questo davanti al popolo di Parigi che per nulla al mondo avrebbe mancato un tale spettacolo . Solo tre quarti di secolo più tardi, con l'intermezzo di una lunga rivoluzione e dell'Impero, nei giorni ormai pienamente borghesi di Luigi Filippo, un altro regicida mancato, Fieschi, veniva giustiziato senza tutta quella macabra esibizione. Allo stesso tempo - come mostra un puntiglioso insieme di regole redatto in quel periodo per una casa di detenzione di giovani carcerati a Parigi - nella meticolosa programmazione della giornata dei carcerati, veniva esibita una inventiva per nulla inferiore all'insieme di crudeltà rituali mostrate nell'esecuzione di Damiens. La tortura brutale del passato aveva lasciato il posto a una puntigliosa iper-regolamentazione: già negli anni '30 del secolo diciannovesimo la punizione quale spettacolo raccapriciante scomparve; essa fu sostituita da grandi prigioni, che si diffusero in tutto l'Occidente quale nuovo elemento importante del panorama urbano: nasceva così la "società carceraria". In Sorvegliare e punire Foucault sostiene che è necessario considerare la punizione e la prigione come complesse funzioni sociali, e non semplicemente come un insieme di meccanismi repressivi. La punizione non dovrebbe essere considerata esclusivamente nel suo aspetto giuridico, nè come un riflesso delle strutture sociali; l'approccio di Foucault all'istituzione carceraria, piuttosto, è un modo per isolare lo sviluppo di una specifica tecnica di potere...............
L'ampio sviluppo strategico analizzato da Foucault può essere sintetizzato nel seguente imperativo: fare della tecnologia del potere il "principio dell'umanizzazione della penalità e della conoscenza dell'uomo". In questa strategia il bersaglio principale è costituito dal corpo. ...................La prigione resta tuttavia la figura principale usata da Foucault per porre in risalto le trasformazioni intervenute nelle tendenze dell'Occidente riguardo alla disciplina stessa. Questa storia di rapporti di potere e relazioni d'oggetto può essere esplicata riassumendo le tre figure di punizione che Foucault ci fornisce. Esse sono: la tortura quale strumento del sovrano; la rappresentazione ideale, intesa come l'utopia dei riformatori umanisti dell'età classica; e infine la prigione e la sorveglianza normalizzatrice, vale a dire la moderna tecnologia di potere disciplinare.Nella prima figura, la tortura era la forma paradigmatica della punizione. I criminali venivano suppliziati, torturati, squartati e costretti, al momento della loro morte, a confessare i loro crimini al cospetto della folla in uno spettacolo pubblico. Foucault spiega che questo supplizio pubblico era un rituale politico. La legge veniva presentata come simbolo della volontà del sovrano e colui che la violava doveva rispondere della sua ira. Un'infrazione alla legge veniva considerata come un atto di guerra, come un attentato violento alla persona del re, il quale era tenuto a rispondere in modo proporzionale o meglio, attraverso una dimostrazione di forza. Esisteva tutto un procedimento formale che portava a questo "carnevale delle atrocità": veniva istituita un'accusa che, in tutta segretezza, raccoglieva le prove; a completamento della procedura si esigeva la confessione dell'accusato (tenuto all'oscuro delle prove raccolte a suo carico); e questa confessione la si otteneva mediante il rituale del supplizio eseguito in pubblico. Esso non era un atto di furore bestiale ma, al contrario, un modo scientifico di infliggere sofferenza al corpo: "Il supplizio poggia su tutta un'arte quantitativa della sofferenza [...]. La morte-supplizio è l'arte di trattenere la vita nella sofferenza, suddividendola in 'mille morti' e ottenendo, prima che l'esistenza si concluda, 'le più sublimi agonie'". Lo sviluppo di questa arte così minuziosamente calcolata era legata in modo diretto ai codici legali: il dolore inflitto al corpo doveva essere adeguato al crimine commesso. Il momento culminante del rituale, vale a dire l'esecuzione, veniva a coincidere con il momento culminante dell'inchiesta giudiziaria. Verità e potere risultavano così congiunti l'uno all'altro. In sintesi, la figura del supplizio riunisce in sé un complesso formato da potere, verità e corpo. L'atrocità della tortura era una dimostrazione di potere che rivelava anche la verità. La sua applicazione era un atto di vendetta e, allo stesso tempo, un'arte. Ma il fatto che si trattasse di un rituale discontinuo, ogni volta da rappresentare in un luogo nuovo e su un corpo nuovo, indicava che il potere del sovrano non era applicato con continuità; e, nella stessa direzione, agiva la confessione pubblica durante il supplizio. In essa era insita una forma specifica di resistenza. La presenza di grandi folle a queste dimostrazioni di potere era un'arma a doppio taglio: mentre da un lato queste manifestazioni servivano infatti a suscitare il terrore tra i presenti, dall'altro potevano presentare il rischio che si generassero rivolte o proteste (qualora l'esecuzione fosse stata giudicata ingiusta); il criminale poteva essere liberato e i carnefici potevano essere assaliti o linciati dalla folla. In sintesi, in questi spettacoli di atrocità c'era "tutto un aspetto da carnevale in cui i ruoli sono rovesciati, le potenze sbeffeggiate e schernite, ed i criminali trasformati in eroi".
Nel corso del XVIII secolo un gruppo di riformatori umanisti produsse un nuovo tipo di discorso che attaccava gli eccessi di violenza, le ostentazioni del potere sovrano e l'apoteosi della vendetta della folla. Essi chiedevano l'abolizione dello spettacolo dell'atrocità: "Occorre che la giustizia criminale, invece di vendicarsi, finalmente punisca". Inoltre era tale l'eccesso da ambo le parti che questo sistema finiva per essere inefficace: l'esercizio spettacolare, ma anche personale e irregolare, del potere da parte del sovrano mostrava che queste cerimonie avevano un effetto di deterrenza sempre minore nei confronti del crimine. Essi proposero un nuovo tipo di punizione che associava una maggior clemenza ad una maggior efficienza nelle sue applicazioni. La loro principale giustificazione teorica si basava sulla teoria del contratto sociale, secondo la quale la società è composta di individui che si sono riuniti e hanno formato una società attraverso un accordo contrattuale. Il crimine non veniva più considerato un attacco alla persona del sovrano ma come una rottura del contratto, vittima della quale era la società intera. Ogni qualvolta veniva commesso un crimine, era l'intera società ad essere coinvolta, per cui la punizione doveva essere più clemente in quanto essa, da un lato doveva riparare al torto arrecato all'intera società, dall'altro doveva riportare il trasgressore all'interno di essa, cercando di renderlo produttivo. Questa riqualificazione del soggetto si basava su "tutta una tecnologia della rappresentazione": una punizione rappresentativa doveva immediatamente ricordare, agli spettatori che ne osservavano lo svolgimento, sia la natura del crimine che il rimedio imposto per correggerlo; essa doveva funzionare come deterrente, come indennizzo per la società e come lezione; non poteva più dipendere dalla volontà arbitraria del sovrano, ma doveva coincidere con il vero ordine della società..............................................
per il documento integrale : http://www.swif.uniba.it/lei/filpol/ktbo/21.html
Bene pubblico e Public Goody. Il grande fratello fra violenza e consenso
dall Rivista: SOCIOLOGIA DEL DIRITTO
Autori o Curatori: Giulio Itzcovich
Anno di pubblicazione: 2008 Fascicolo: 2
Presentazione: Public Good and Public Goody. Big Brother from Violence to Consensus - This article describes and analyses the story of Jade Goody, a guest in the British edition of the television programme Big Brother in 2007, before then developing some thinking about Big Brother itself in legal theoretical and political terms. In this perspective, Big Brother is primarily a place in which public violence is perpetrated, thus violence is perpetrated legally in public: visibly and offered for viewing. Big Brother can be considered to be a tool for general positive prevention, or for an advertisemental production of consent: the production of an ethics of social communications, of politically correct; the construction and control of communications that become inextricably public and private. As a metaphor for social life and an institution where psychology and experimental method converge with the reinvention of everyday life as a piece of show business, but also repression and penal prevention, construction of its audience, publicity and torment, Big Brother appears to be a paradigm of the control society, as distinct from the disciplinary society.................traduzione con google........................
Bene pubblico e di pubblico divertimento. Grande Fratello dalla violenza al Consensus - In questo articolo si descrive e analizza la storia di Jade Goody, ospite in edizione inglese del programma televisivo Big Brother nel 2007, prima di allora lo sviluppo di una riflessione su Big Brother si legge in termini teorici e politici. In questa prospettiva, il Grande Fratello è soprattutto un luogo in cui la violenza è perpetrata in pubblico, quindi la violenza è perpetrata legalmente in pubblico visibilmente . Grande Fratello può essere considerato uno strumento di prevenzione generale positiva, o per una produzione del consenso; la produzione di un'etica della comunicazione sociale, del politicamente corretto, la costruzione e il controllo delle comunicazioni che diventano inestricabilmente pubblici e privati. Metafora della vita sociale ed un istituto in cui convergono psicologia e metodo sperimentale , con la reinvenzione della vita quotidiana come un pezzo dello show business, ma anche la repressione e la prevenzione penale, la costruzione di un suo pubblico, pubblicità e tormento. il Grande Fratello sembra essere un paradigma della società di controllo, in quanto distinta dalla società disciplinare.
vedi anche : http://menteallegra.blogspot.com/2009/11/sorvegliare-e-punire-la-volonta-di.html#links
"Sorvergliare e punire" : nelle istituzioni totali la storia si ripete fino alla morte !!
vedianche :http://menteallegra.blogspot.com/2009/11/bene-pubblico-e-public-goody-il-grande.html
orso castano : la critica alle istituzioni totali su cui tanto si elaboro' ai tempi della chiusura dei manicomi , puo' essere applicata alle istituzioni carcerarie di oggi , che qualche ministro dell'attuale governo vuole aumentare nel numero. L'istituzione totale ha conservato le sue regole interne erodendo pericolosamente (fino al limite della loro esplosione) anche quei passi avanti che avevano portato ad un'avvicinamento tra il mondo reale e queste istituzioni .
Appello per Radio Radicale
Ciao, ho firmato l'appello per il rinnovo della convenzione con Radio Radicale per la trasmissione delle sedute del Parlamento, servizio pubblico che Radio Radicale svolge da 33 anni con unanimi riconoscimenti di qualità e correttezza. Se nella finanziaria in corso di approvazione non verrà previsto il rinnovo, si corre il rischio di impedirle di continuare a vivere e svolgere questa funzione, proprio nell'attuale contesto della comunicazione e della democrazia in Italia! Ti invito a firmare l'appello a questo link: http://www.radioradicale.it/perche-viva-radio-radicale Se vuoi saperne di più su Radio Radicale, il servizio che svolge, e il tipo di finanziamento pubblico che riceve, puoi trovare tutte le informazioni qui: http://www.radioradicale.it/radio-radicale-uno-spreco-di-denaro-pubblico Grazie,

