venerdì 21 novembre 2014
Renzi rifletta, la centralita' della classe operaia sta rimontando. A nulla serve lo scontro frontaLe; NAPOLITANO E' MEGLIO CHE SE NE VADA , RICONOSCA DI AVER SBAGLIATYO E DI AVER INDIRETTAMENTE APPOGGIATO I DICTAT INTERNAZIONALI DELLA FINANZA CHE VUOLE UNA MAREA DI SCHIAVI DIFFUSI IN TUTTO IL MONDO.
giovedì 20 novembre 2014
eternit, una strage impunita!!
orso castano: un orrore, 3000 morti e quanti ancora ne moriranno, nessun colpevole, gli avvocati hanno invocato la prescrizione , la legge sulla quale e' ferma da anni in parlamento , ma tutti se ne "fottono" .e'semplicemente vergognoso!! Questoparlamento di non eletti governato da un non eletto dovrebbe avere il coraggio di dimettersi. Troppi i disastri, dal dissesto idrogeologico al''eternit . questo parlamento semplicemente non esiste!!
cosa propone il Ministro orlando
Di Marina Bonifacio – Nuova prescrizione, processo breve, stop a ricorsi in appello e in Cassazione – o almeno con le modalità attuali – patteggiamento allargato per reati fino a 8 anni, ma solo se c’è piena confessione. Sono questi alcuni dei nodi della riforma della Giustizia e che stanno creando tensioni tra Pd e Ncd.
La legge Orlando porrà infatti dei filtri di selezione sui ricorsi in appello e in Cassazione, nel senso che sia condannato che pm non saranno più liberi di appellarsi sempre e comunque. Misura che farà ovviamente diminuire i tempi e i numeri dei processi, ma che scontenta il Nuovo centrodestra. Ci sarebbe un filtro anche in Cassazione, con il blocco in caso di sentenza “doppia conforme”, riforma che alleggerirebbe la Suprema Corte dal peso di diversi faldoni, ma che non si è mai riusciti a realizzare.




................cosiddetta legge ex Cirielli approvata dalla maggioranza di centrodestra nel 2005, vanno assolutamente cambiate.
Lo ripetono "da anni". Da nove per l'esattezza, dall'approvazione della ex Cirielli. "Quella legge è assolutamente inadeguata e la riforma della materia della prescrizione è una urgenza". Questo il commento di Rodolfo Sabelli, presidente dell'associazione nazionale magistrati. Che interviene nel dibattito scaturito dal verdetto pronunciato ieri dalla Cassazione che ha annullato la condanna a 18 anni di reclusione al magnate svizzero Stephan Schmidheiny, dichiarando prescritto il reato di disastro ambientale doloso. E con i magistrati in tanti nelle ultime ore chiedono che venga rivisto tutto l'impianto normativo sulla prescrizione.
La reazione delle Istituzioni. I presidenti di Camera e Senato, Pietro Grassoe Laura Boldrini, annunciano che la riforma delle norme partirà dalla Camera. Le due presidenze si sono accordate in tal senso per sbloccare l'esame della riforma contenuta in disposizioni all'interno di leggi sia all'esame della Camera che del Senato. E il presidente del Senato: "Non ho letto la sentenza sul caso Eternit e non posso commentare, ma c'è una legge sulla prescrizione che è sbagliata e che va cambiata al più presto, sono anni che lo dico".
Necessità simile era stata indicata anche dal premier. Cambiare la normativa. Questa la posizione del presidente del Consiglio. Che ha così commentato: "O la vicenda Eternit non è un reato o, se è un reato ma è prescritto, bisogna cambiare le regole del gioco sulla prescrizione". Matteo Renzi ha aggiunto: "Da premier dico processi più veloci, senza l'incubo della prescrizione. Ci sono dei dolori che non hanno tempo: mi colpiscono da cittadino, e mi fanno venire i brividi, le interviste a qualche familiare, vedove o figlie, che mostrano una dignità pazzesca, che crede nella giustizia e continua a combattere".
La Cgil: "Corsia preferenziale per una nuova prescrizione". Rivendicare il processo per avere giustizia per quei morti. Parte da qui Susanna Camusso, parlando a Bologna della vicenda Eternit. Il segretario della Cgil si definisce "esterrefatta" per la sentenza e poi incalza il governo: bisogna andare oltre l'annuncio di un decreto sulla prescrizione. Un provvedimento di questo tipo "sarebbe un atto di assoluta giustizia per il Paese: serve subito una corsia preferenziale".
Legambiente: "Introdurre anche i reati ambientali". Per Vittorio Cogliati Dezza, presidente dell'associazione ambientalista, "L'indignazione di Renzi è positiva". Ma non basta, perchè per modificare concretamente questa situazione "è bene chiarire che non si tratta solo di un problema di tempi di prescrizione, ma occorre che venga approvato il disegno di legge sull'introduzione dei delitti ambientali nel codice penale". L'appello di Legambiente è rivolto al premier e ai ministri per "arrivare entro l'anno al via libera in Commissione a palazzo Madama e per i primi giorni del 2015 all'approvazione in Aula".
Don Ciotti: "Come si può prescrivere la giustizia?". Il presidente di Libera affida a una nota la propria riflessione. "Non è mia intenzione giudicare il lavoro dei magistrati, che spesso non posso fare altro che applicare puntualmente le leggi. Mi chiedo però che leggi siano quelle che ammettono la prescrizione per reati gravi, tali da configurarsi come una vera e propria strage, e i cui effetti si protraggono oltre i tempi stabiliti per la loro punibilità". Poi le domande: "Come può cadere in prescrizione la ricerca di verità e la speranza di giustizia? Come può essere prescritta la responsabilità? Meccanismi di questo genere mettono in discussione il principio dell'uguaglianza di fronte alla legge".
La rabbia di Boccuzzi. Deputato del Pd e sopravvissuto al rogo della ThyssenKrupp, Antonio Boccuzzi non nasconde la propria rabbia. "Nessun dolo per la morte dei sette operai ThyssenKrupp di Torino, assolti i tecnici coinvolti nel processo sul terremoto dell'Aquila, e ora la prescrizione per la strage Eternit: qualcosa non va nella giustizia italiana". E il deputato aggiunge: "E' ora che il premier Renzi, il ministro della Giustizia e tutto il Governo intervengano per fermare lo scandalo della prescrizione". E nei prossimi giorni il gruppo del Pd alla Camera incontrerà i familiari delle vittime.
Felice Casson: "La colpa maggiore è del Parlamento". Aule troppo lente. Soprattutto su temi così sensibili. Felice Casson, senatore democratico, sottolinea come "una diversa possibile interpretazione delle norme sulla prescrizione avrebbe consentito di non arrivare a questa nuova ingiustizia". E la responsabilità maggiore è del Parlamento e di chi, anche all'interno del governo, "ha bloccato le nuove norme sulla prescrizione da noi presentate in Commissione Giustizia del Senato e pronte da mesi per essere approvate". Polemica la reazione di Pippo Civati. Che così commenta le parole del premier: "Alla buon'ora, presidente! Questo è quel che ci viene da dire leggendo le dichiarazioni di Matteo Renzi circa la necessità di riformare il regime della prescrizione dei reati in Italia".
Forza Italia: "Il diritto fa a pugni con la giustizia". Questa la nota del Mattinale del partito di Silvio Berlusconi, premier al momento dell'approvazione dell'ex Cirielli: "Dinanzi a questo è assurdo prendersela con i giudici della Cassazione. Hanno interpretato la legge, secondo scienza e coscienza. Siamo dinanzi al caso tragico in cui il diritto fa a pugni con la giustizia. In primo e secondo grado i giudici avevano fatto decorrere i tempi per misurare la prescrizione all'insorgere dei danni alle persone, dunque hanno condannato. La Cassazione ha corretto questa impostazione".
Il M5S: "Il Pd voti la nostra proposta". Una proposta di legge "depositata ormai da giugno 2013". E che eviterebbe che "situazioni come quella del processo Eternit". I deputati M5S esprimono piena solidarietà alle famiglie vittime dell'amianto e lo sdegno per l'attuale politica di Renzi: "Sulla nostra proposta, già a giugno 2014, si era espresso favorevolmente il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, definendola l'unica proposta davvero efficace per combattere il problema della prescrizione".
E negli ultimi anni l'Anm non è stata la sola che ha chiesto di intervenire sui termini di prescrizione dei reati. Il tema è stato spesso sollevato anche in Parlamento. Lo ricorda su twitter Beppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, che critica le modifiche apportate alla normativa sulla prescrizione.
cosa propone il Ministro orlando
Di Marina Bonifacio – Nuova prescrizione, processo breve, stop a ricorsi in appello e in Cassazione – o almeno con le modalità attuali – patteggiamento allargato per reati fino a 8 anni, ma solo se c’è piena confessione. Sono questi alcuni dei nodi della riforma della Giustizia e che stanno creando tensioni tra Pd e Ncd.
Riguardo alla prescrizione l’ex Cirirelli dovrebbe rimanere al suo posto, anche se l’orologio si ferma al primo grado. Il corrispettivo della prescrizione bloccata sarà il processo breve: sarà di due anni la durata in appello e 18 mesi quello in Cassazione.

Farà discutere probabilmente anche le novità sul patteggiamento, che diventerà possibile per i reati fino ai 3 anni, rispetto ai 2 attuali, oltre alla possibilità di poter nuovamente ricorrere alla misura alternativa in appello, ma soprattutto il “patteggiamento allargato”, per reati punibili fino a 8 anni, ma solo in presenza di confessione piena.
La vera sfida riguarda però un altro capitolo, quello della riforma penale, non tanto gradita dall’Associazione nazionale magistrati, soprattutto sul punto intercettazioni, dove si prevede che i testi siano dati solo per riassunto.
................cosiddetta legge ex Cirielli approvata dalla maggioranza di centrodestra nel 2005, vanno assolutamente cambiate.
Lo ripetono "da anni". Da nove per l'esattezza, dall'approvazione della ex Cirielli. "Quella legge è assolutamente inadeguata e la riforma della materia della prescrizione è una urgenza". Questo il commento di Rodolfo Sabelli, presidente dell'associazione nazionale magistrati. Che interviene nel dibattito scaturito dal verdetto pronunciato ieri dalla Cassazione che ha annullato la condanna a 18 anni di reclusione al magnate svizzero Stephan Schmidheiny, dichiarando prescritto il reato di disastro ambientale doloso. E con i magistrati in tanti nelle ultime ore chiedono che venga rivisto tutto l'impianto normativo sulla prescrizione.
La reazione delle Istituzioni. I presidenti di Camera e Senato, Pietro Grassoe Laura Boldrini, annunciano che la riforma delle norme partirà dalla Camera. Le due presidenze si sono accordate in tal senso per sbloccare l'esame della riforma contenuta in disposizioni all'interno di leggi sia all'esame della Camera che del Senato. E il presidente del Senato: "Non ho letto la sentenza sul caso Eternit e non posso commentare, ma c'è una legge sulla prescrizione che è sbagliata e che va cambiata al più presto, sono anni che lo dico".
Necessità simile era stata indicata anche dal premier. Cambiare la normativa. Questa la posizione del presidente del Consiglio. Che ha così commentato: "O la vicenda Eternit non è un reato o, se è un reato ma è prescritto, bisogna cambiare le regole del gioco sulla prescrizione". Matteo Renzi ha aggiunto: "Da premier dico processi più veloci, senza l'incubo della prescrizione. Ci sono dei dolori che non hanno tempo: mi colpiscono da cittadino, e mi fanno venire i brividi, le interviste a qualche familiare, vedove o figlie, che mostrano una dignità pazzesca, che crede nella giustizia e continua a combattere".
La Cgil: "Corsia preferenziale per una nuova prescrizione". Rivendicare il processo per avere giustizia per quei morti. Parte da qui Susanna Camusso, parlando a Bologna della vicenda Eternit. Il segretario della Cgil si definisce "esterrefatta" per la sentenza e poi incalza il governo: bisogna andare oltre l'annuncio di un decreto sulla prescrizione. Un provvedimento di questo tipo "sarebbe un atto di assoluta giustizia per il Paese: serve subito una corsia preferenziale".
Legambiente: "Introdurre anche i reati ambientali". Per Vittorio Cogliati Dezza, presidente dell'associazione ambientalista, "L'indignazione di Renzi è positiva". Ma non basta, perchè per modificare concretamente questa situazione "è bene chiarire che non si tratta solo di un problema di tempi di prescrizione, ma occorre che venga approvato il disegno di legge sull'introduzione dei delitti ambientali nel codice penale". L'appello di Legambiente è rivolto al premier e ai ministri per "arrivare entro l'anno al via libera in Commissione a palazzo Madama e per i primi giorni del 2015 all'approvazione in Aula".
Don Ciotti: "Come si può prescrivere la giustizia?". Il presidente di Libera affida a una nota la propria riflessione. "Non è mia intenzione giudicare il lavoro dei magistrati, che spesso non posso fare altro che applicare puntualmente le leggi. Mi chiedo però che leggi siano quelle che ammettono la prescrizione per reati gravi, tali da configurarsi come una vera e propria strage, e i cui effetti si protraggono oltre i tempi stabiliti per la loro punibilità". Poi le domande: "Come può cadere in prescrizione la ricerca di verità e la speranza di giustizia? Come può essere prescritta la responsabilità? Meccanismi di questo genere mettono in discussione il principio dell'uguaglianza di fronte alla legge".
La rabbia di Boccuzzi. Deputato del Pd e sopravvissuto al rogo della ThyssenKrupp, Antonio Boccuzzi non nasconde la propria rabbia. "Nessun dolo per la morte dei sette operai ThyssenKrupp di Torino, assolti i tecnici coinvolti nel processo sul terremoto dell'Aquila, e ora la prescrizione per la strage Eternit: qualcosa non va nella giustizia italiana". E il deputato aggiunge: "E' ora che il premier Renzi, il ministro della Giustizia e tutto il Governo intervengano per fermare lo scandalo della prescrizione". E nei prossimi giorni il gruppo del Pd alla Camera incontrerà i familiari delle vittime.
Felice Casson: "La colpa maggiore è del Parlamento". Aule troppo lente. Soprattutto su temi così sensibili. Felice Casson, senatore democratico, sottolinea come "una diversa possibile interpretazione delle norme sulla prescrizione avrebbe consentito di non arrivare a questa nuova ingiustizia". E la responsabilità maggiore è del Parlamento e di chi, anche all'interno del governo, "ha bloccato le nuove norme sulla prescrizione da noi presentate in Commissione Giustizia del Senato e pronte da mesi per essere approvate". Polemica la reazione di Pippo Civati. Che così commenta le parole del premier: "Alla buon'ora, presidente! Questo è quel che ci viene da dire leggendo le dichiarazioni di Matteo Renzi circa la necessità di riformare il regime della prescrizione dei reati in Italia".
Forza Italia: "Il diritto fa a pugni con la giustizia". Questa la nota del Mattinale del partito di Silvio Berlusconi, premier al momento dell'approvazione dell'ex Cirielli: "Dinanzi a questo è assurdo prendersela con i giudici della Cassazione. Hanno interpretato la legge, secondo scienza e coscienza. Siamo dinanzi al caso tragico in cui il diritto fa a pugni con la giustizia. In primo e secondo grado i giudici avevano fatto decorrere i tempi per misurare la prescrizione all'insorgere dei danni alle persone, dunque hanno condannato. La Cassazione ha corretto questa impostazione".
Il M5S: "Il Pd voti la nostra proposta". Una proposta di legge "depositata ormai da giugno 2013". E che eviterebbe che "situazioni come quella del processo Eternit". I deputati M5S esprimono piena solidarietà alle famiglie vittime dell'amianto e lo sdegno per l'attuale politica di Renzi: "Sulla nostra proposta, già a giugno 2014, si era espresso favorevolmente il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, definendola l'unica proposta davvero efficace per combattere il problema della prescrizione".
E negli ultimi anni l'Anm non è stata la sola che ha chiesto di intervenire sui termini di prescrizione dei reati. Il tema è stato spesso sollevato anche in Parlamento. Lo ricorda su twitter Beppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, che critica le modifiche apportate alla normativa sulla prescrizione.
mercoledì 19 novembre 2014
rea key : dipendenza psicologica : "donne che amano troppo"
orso castano : il fenomeno della dipendenza e' presente negli uomini e nelle donne , caratterizza la coppia, come l'attaccamento , in misura diversa ma piu' o meno uguale . La donna e' uscita da una condizione di sudditanza culturale ed oggi partecipa paritariamente alla vita sociale e politica. gli esseri umani possono amare troppo , ma questo dipende dalle vicende della loro storia. Se questo porta alla sofferenza ed alla sudditanza va analizzato e scandagliato. Ma non si possono assolutamente appiattire le esistenze su un unico inesistente piano a parte le differenze biologiche che spingono verso modalita' differenti nell'affrontare i problemi dell'esistenza.
“Donne che amano troppo”: il Convegno contro la violenza sulle
donne




Il 25 novembre è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Tra i vari eventi di particolari interesse in programma vi è il Convegno dal titolo “Donne che amano troppo- Amore, passione e dipendenza affettiva” del prossimo 25 e 26 Novembre 2014.
L’Aula Magna dell’Università degli Studi di Messina in Piazza Pugliatti n.1 ospiterà l’incontro suddiviso in tre sessioni: la I^ sessione approfondirà gli aspetti psicologici della dipendenza affettiva; la II^ Sessione sarà dedicata alla Rivelanza Giuridica e le Tutele; la III^ Sessione tratterà, invece, gli Aspetti clinici e medico-legali della Violenza contro la Donna.
A dare il via ai lavori, giorno 25 novembre alle ore 14.30 saranno: il Prof. Pietro Navarra, Magnifico Rettore dell’Università di Messina; il Prof. Fulvio Giardina ,Presidente Nazionale Ordine Psicologi; il Prof. Giuseppe Vita, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze; il Prof. Giancarlo de Vero , Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza; il Prof. Giovanni Moschella , Direttore del Dipartimento di Scienze giuridiche e storia delle Istituzioni; la Prof. ssa Rosalba Larcan, Direttore del Dipartimento di Scienze umane e sociali; la Prof.ssa M. Antonella Cocchiara , Presidente CUG Università di Messina; l’ Avv. Francesco Celona , Presidente Ordine Avvocati di Messina; Dott. Giacomo Caudo , Presidente Ordine dei Medici e Odontoiatri di Messina; Dott.ssa Patrizia Panarello, Assessora pari opportunità Comune di Messina; Dott.ssa Mariella Crisafulli , Consigliera Provinciale di Parità.
La I^ Sessione dedicata agli “Aspetti Psicologici della Dipendenza affettiva” sarà presieduta e coordinata dalla Prof.ssa Concetta Parrinello,docente del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Messina ed interverranno: la Dott.ssa Graziella Zitelli, Psicologa e Psicoterapeuta,Consigliere Ordine Psicologi Regione Sicilia, su “L’emancipazione della donna e della famiglia nella storia fino ai giorni nostri: fattori sociali e psicologici dell’evoluzione”; la Dott.ssa Letteria Tomasello ,Psicologa Dipartimento Neuroscienze Università di Messina, su ” Dipendenza affettiva: quando l’amore diventa schiavitù. Le emozioni nel processo psicoterapeutico”; la Dott.ssa Annamaria Garufi ,Psicologa, Psicoterapeuta Comunità Lelat Messina su “Dipendenza affettiva e co-dipendenza: la vita di coppia di alcolisti e tossicodipendenti”; la Dott.ssa Antonella Prudente ,Psicologa, su ”Il silenzio e la finzione, un percorso dentro l’emotività femminile i sensi di colpa e le paure irragionevoli”.
La II^ Sessione, che si svolgerà sempre il 25 novembre, approfondirà il tema della “Rilevanza giuridica e le tutele”, con particolare attenzione ai seguenti temi: “Ordini di protezione”, a cura della Dott.ssa Rita Russo, Consigliere di Corte di Appello di Catania; “Mediazione familiare: intervento possibile. Professionisti qualificati”, a cura della Dott.ssa Federica Anzini , Presidente Nazionale AIMEF; “Il femminicidio: dimensione criminologica e profili penalistici”, a cura della Prof.ssa Lucilla Risicato del Dipartimento di Giurisprudenza Università di Messina; “La ribellione delle donne di mafia – Scardinare le regole ataviche di assoggettamento familiare”, a cura del Dott. Emanuele Crescenti , Procuratore aggiunto presso la Procura di Palmi; “Mobbing e straining nel rapporto di lavoro, a cura della Prof.ssa Carmen La Macchia del Dipartimento di Giurisprudenza Università di Messina; “Le attività di contrasto della violenza contro le donne: strumenti e strategie”, a cura dell’ Avv. Carmen Currò, Presidente Cedav Messina.
La III^ Sessione che, invece, si svolgerà dalle ore 9.00 del 26 novembresarà incentrata sugli “Aspetti Clinici e Medico-Legali della violenza contro la donna e sarà presieduta e coordinata dal Prof. Giuseppe Vita. Gli interventi previsti riguardano: “Neuroantropologia ed evoluzione cerebrale” del Prof. Massimo Raffaele delDipartimento Neuroscienze Università Messina ; “La violenza all’interno delle mura domestiche: l’alleanza terapeutica” del Dott. Santi Benincasa ,MMG, Psicoterapeuta ASP 7 Ragusa; “La violenza sulla donna nel mondo: infibulazione ed effetti sulla salute” del Dott. Santi Galletta , Medico Chirurgo Dipartimento di Neuroscienze Università di Messina; “Aspetti clinici della violenza visti dal ginecologo: proposte e strategie” della Dott.ssa Luisa Barbaro, Ginecologa Asp 5 Messina; “Donne vittime di violenza e ripercussioni sulla salute” della Dott.ssa Adele Bonanno , Psichiatra Asp 5 Messina; “Violenza sessuale: aspetti medico-legali e forensi” del Prof. Alessio Asmundo del Dipartimento di Scienze Biomediche e delle Immagini Morfologiche e Funzionali Università di Messina; “La violenza di genere dall’osservatorio di una psicologa del Cedav” della Dott.ssa Teresa Staropoli , Psicologa Cedav; “La violenza tra oggettività e soggettività: verso l’individuazione di sé e la conquista della responsabilità” della Dott.ssa Tiziana Frigione, Psichiatra, Psicoterapeuta Asp 5 Messina.
E’ previsto, inoltre, l’intervento del Dott. Giovanni Iacono, Presidente regionale Sicilia Federsanità-Anci e concluderà i lavori il Prof. Avv. Raffaele Tommasini.
Agli studenti e alle studentesse dell’Ateneo è rilasciato un attestato ai fini del riconoscimento dei CFU. Agli avvocati partecipanti saranno attribuiti i crediti riconosciuti dal Consiglio dell’Ordine.
Ai partecipanti sarà rilasciato un attestato.
Ai partecipanti sarà rilasciato un attestato.
Il Convegno è stato organizzato con il patrocinio e il contributo dell’Ordine degli Pasicologi della Regione Siciliana, dei Dipartimenti di Neuroscienze e Giurisprudenza dell’Università di Messina, dell’Ordine degli Avvocati di Messina, dell’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Messina, dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari.
domenica 16 novembre 2014
National Institute of Mental Health (NIMH) is the largest scientific organization in the world dedicated to research focused on the understanding, treatment, ... Mental Health Information - Depression - Bipolar Disorder - Anxiety Disorders
ORSO CASTANO : IL SEMINARIO ON LINE SUI DISTURBI AFFETTIVI ANDREBBE LETTO, LA FAMA E LA SERIETA' DEL NIMH LO RICHIEDONO PER AVERE IL PUNTO DELLA SITUAZIONE.
a part of the U.S. Department of Health and Human Services
, is the nation’s medical research agency—making important discoveries that improve health and save lives.
NIMH Twitter Chat on Seasonal Affective Disorder
On November 13, 2014, NIMH hosted a Twitter chat on seasonal affective disorder (SAD) with NIMH expert Dr. Matthew Rudorfer.
giovedì 13 novembre 2014
dal Marchese del Grillo :"io so' io........e voi non siete un cazzo"
orso castano : uno spaccato della giustizia italiana raccontato da un avvocato:
Rinvii d’udienza: il marchese del Grillo aveva ragione. Questo è lo sfogo di un avvocato che, prima di essere avvocato, si sente contribuente, consumatore e, soprattutto, cittadino di un Paese dove ognuno riesce sempre a fare, alla fine, quello che vuole. Non c’è riforma che tenga. Ecco perché Giolitti (poi ripreso da Mussolini) aveva giustamente affermato: “Governare gli italiani non è impossibile. È inutile”. Esco dall’udienza poche ore fa. Una causa per un risarcimento del danno. Senza entrare troppo nella cronaca giudiziaria – perché qui sarebbe del tutto irrilevante – né indicare chi, in questo caso, difendessi, sono obbligato però a fornire tre elementi. Il primo. Il giudice era un G.O.T.: per chi non è pratico delle aule, si tratta di giudici onorari nominati per massimo tre anni (rinnovabili per altri 3 anni) con il compito di sopperire alle esigenze dei tribunali più ingolfati di lavoro. In genere si dà loro un ruolo meno corposo di quello dei magistrati “stabili”, e ciò sia per il breve tempo in cui essi rimangono in carica, sia perché, appunto, hanno una funzione di soccorso all’occorrenza. Di norma, i giudizi affidati ai G.O.T. sono – per fortuna dei clienti e degli avvocati – caratterizzati da rinvii di udienze più brevi rispetto a quelli ordinari. - See more at: http://www.laleggepertutti.it/59021_ecco-perche-nessuna-riforma-della-giustizia-servira-ad-accelerare-i-processi#sthash.wZIOtLNH.dpuf
Il terzo. Siamo in primo grado.
Torniamo al nostro caro processo civile. Che, nel caso che qui vi sto raccontando, finisce con l’escussione dell’ultimo testimone e, quindi, con il verbale per il rinvio all’ultima udienza, quella di precisazione delle conclusioni. Il G.O.T. scrive da sé il provvedimento e dispone: “Il giudice rinvia la causa all’udienza del… 15 novembre 2016”.
Mi è sembrato di vedere, in quel momento, tre volti antagonisti, guardarsi l’un l’altro. Da un lato quello (di sfida) del capo del Governo Renzi e del suo ministro della giustizia Andrea Orlando; dall’altro quello (sornione) del piccolo G.O.T. di Cosenza, di un piccolo tribunale di 68mila abitanti, di un piccolo processo, di un piccolo avvocato, per un piccolo risarcimento del danno. E allora, è vero che le dimensioni, in certe cose, non contano. Il primo ministro potrà fare tutte le riforme che vuole, togliere ferie ai magistrati, ridurre i termini feriali, degiurisdizionalizzare i processi e sottrarli agli avvocati. Ma i giudici, alla fine, di Cassazione o di periferia, si prendono sempre l’ultima parola. E non ci sarà riforma che tenga finché i rinvii di udienza potranno essere disposti senza alcun controllo sulla congruità e sul limite massimo di distanza l’uno dall’altro.
Ma alla fine, come ho già detto, questo è il Paese dove ognuno riesce sempre a fare quello che vuole. E di cui quel famoso Marchese del Grillo (impersonato da un grande Alberto Sordi) descrisse così bene il carattere della classe media, da sintetizzare, in un’unica espressione, la nostra proverbiale strafottenza verso qualsiasi realtà: “Mi dispiace. Ma io so’ io. E voi non siete un…” (clicca sotto).
- See more at: http://www.laleggepertutti.it/59021_ecco-perche-nessuna-riforma-della-giustizia-servira-ad-accelerare-i-processi#sthash.wZIOtLNH.dpuf
Rinvii d’udienza: il marchese del Grillo aveva ragione. Questo è lo sfogo di un avvocato che, prima di essere avvocato, si sente contribuente, consumatore e, soprattutto, cittadino di un Paese dove ognuno riesce sempre a fare, alla fine, quello che vuole. Non c’è riforma che tenga. Ecco perché Giolitti (poi ripreso da Mussolini) aveva giustamente affermato: “Governare gli italiani non è impossibile. È inutile”. Esco dall’udienza poche ore fa. Una causa per un risarcimento del danno. Senza entrare troppo nella cronaca giudiziaria – perché qui sarebbe del tutto irrilevante – né indicare chi, in questo caso, difendessi, sono obbligato però a fornire tre elementi. Il primo. Il giudice era un G.O.T.: per chi non è pratico delle aule, si tratta di giudici onorari nominati per massimo tre anni (rinnovabili per altri 3 anni) con il compito di sopperire alle esigenze dei tribunali più ingolfati di lavoro. In genere si dà loro un ruolo meno corposo di quello dei magistrati “stabili”, e ciò sia per il breve tempo in cui essi rimangono in carica, sia perché, appunto, hanno una funzione di soccorso all’occorrenza. Di norma, i giudizi affidati ai G.O.T. sono – per fortuna dei clienti e degli avvocati – caratterizzati da rinvii di udienze più brevi rispetto a quelli ordinari. - See more at: http://www.laleggepertutti.it/59021_ecco-perche-nessuna-riforma-della-giustizia-servira-ad-accelerare-i-processi#sthash.wZIOtLNH.dpuf
Il terzo. Siamo in primo grado.
Torniamo al nostro caro processo civile. Che, nel caso che qui vi sto raccontando, finisce con l’escussione dell’ultimo testimone e, quindi, con il verbale per il rinvio all’ultima udienza, quella di precisazione delle conclusioni. Il G.O.T. scrive da sé il provvedimento e dispone: “Il giudice rinvia la causa all’udienza del… 15 novembre 2016”.
Mi è sembrato di vedere, in quel momento, tre volti antagonisti, guardarsi l’un l’altro. Da un lato quello (di sfida) del capo del Governo Renzi e del suo ministro della giustizia Andrea Orlando; dall’altro quello (sornione) del piccolo G.O.T. di Cosenza, di un piccolo tribunale di 68mila abitanti, di un piccolo processo, di un piccolo avvocato, per un piccolo risarcimento del danno. E allora, è vero che le dimensioni, in certe cose, non contano. Il primo ministro potrà fare tutte le riforme che vuole, togliere ferie ai magistrati, ridurre i termini feriali, degiurisdizionalizzare i processi e sottrarli agli avvocati. Ma i giudici, alla fine, di Cassazione o di periferia, si prendono sempre l’ultima parola. E non ci sarà riforma che tenga finché i rinvii di udienza potranno essere disposti senza alcun controllo sulla congruità e sul limite massimo di distanza l’uno dall’altro.
Ma alla fine, come ho già detto, questo è il Paese dove ognuno riesce sempre a fare quello che vuole. E di cui quel famoso Marchese del Grillo (impersonato da un grande Alberto Sordi) descrisse così bene il carattere della classe media, da sintetizzare, in un’unica espressione, la nostra proverbiale strafottenza verso qualsiasi realtà: “Mi dispiace. Ma io so’ io. E voi non siete un…” (clicca sotto).
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la non riforma della giustizia civile!! Renzi fa pasticcik, ed i sui ministri sono competenti?!

sono preparati e che ingarbugliera' nel caso del divorzio dove specialisti con tanto di diploma (dopo cinque anni di studio ed esami scritti ed orali) in terapia familiare sono con forza tagliati fuori , anzi neppure presi in considerazioni ed al loro posto vengono introdotti avvocati che nulla sanno delle dinamiche familiari , che richiedono un a lunga e faticosa preparazione ed esperienza clnica e non, per riuscire ( e non sempre le ciambelle escono col buco) a concludere una mediazione seria. E' l'Italia delle caste sfasciate che vuole comandare ed imporre i suoi interessi !!tanto sono i cittadini, i poveri cristi come sempre a pagare un apparato giudiziario che l'Europa continua da anni ed anni a condannare er sanzionare. E tu Rednzi dove sei, con B a mangiare aragoste?!!

In questa particolare fase storica dove l’opinione pubblica è sconcertata dalle guerre tra le procure e dalle eclatanti sentenze di condanna seguite da sentenze di assoluzioni che fanno apparire il diritto e la giustizia due spettri erranti, porsi il problema della degiurisdizionalizzazione per definire l’arretrato in materia civile appare un tentativo non solo velleitario ma addirittura surreale.
Pensare a soluzione pasticciate, come a quelle proposte con la riforma, in un Paese dove la crescente domanda di giustizia è quintuplicata negli ultimi anni e dove, alla pendenza di quasi cinque milioni di cause civili in primo grado si sommano quelle penali e dove la durata media dei processi è tra le più alte in Europa è un suicidio per la credibilità.
Così in un Paese dove si dubita, e a volte a ragione, della terzietà del giudice,pensare che due parti possano d’accordo richiedere la translatio iudicii, ad arbitri privati nominati con criteri niente affatto trasparenti dall’organo politico del Consiglio territoriale degli avvocati, per impiccarsi ad un procedimento brevissimo, senza garanzie di professionalità e senza alcuna certezza dei costi è un’operazione rozza e impraticabile.
Proporre poi la negoziazione assistita, istituto già abortito nel sistema francese, assegnandola d’ufficio agli avvocati, che si sono dimostrati impermeabile a qualsiasi formazione in tema di ADR, e già “Todos caballeros” come mediatori di diritto per appartenenza a prescindere dall’inclinazione serve solo a certificare che il legislatore delibera senza nulla conoscere nella materia.
Si sono create, poi, aspettative pericolose di passaggio dal divorzio biblico al divorzio fulmine, assegnato a soggetti, tra i meno attrezzati in materia di mediazione familiare; si sono ampliate le condizioni di procedibilità a tutte le materie, con fondati profili di incostituzionalità che sarebbe interessante farsi spiegare da coloro che sempre più fagocitati da quelle toghe – solitamente le più ciarliere e presenzialiste – con maggiore foga si sono contrapposte alla mediazione e che oggi propongono sulla sua falsariga la Negoziazione e l’Arbitrato.
La stessa riforma del processo esecutivo si palesa come poca cosa; sicché non si può più far finta di ignorare che, nonostante l’intervento riformatore, per oltre un cinquantennio, sia sulla struttura normativa dell’ordinamento giudiziario che sulla disciplina del rito civile i risultati , ad oggi, sono scoraggianti e bisogna prendere atto che l’approccio sino ad ora seguito nella riforma della giustizia civile è stato fallimentare.
Questa riforma, come le proposte della Commissione Presieduta dal Prof. Vaccarella, appare solo un timido correttivo rispetto al malato “Giustizia” e non è affatto una misura idonea volta a rendere efficacia la mission del processo civile che è quella di comporre rapidamente i rapporti giuridici tra consociati e tra le imprese, attività indispensabile per la crescita competitiva e la tenuta democratica del Paese.
martedì 11 novembre 2014
the china studi , scaricabile, graditissimi commenti

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Un testo monumentale con un importante studio epidemiologico durato ventisette anni e realizzato in collaborazione con varie università. Lo scienziato americano T. Colin Campbell, assieme al figlio Thomas M. Campbell II, studiano la relazione fra dieta e malattia, giungendo a conclusioni sorprendenti. Finalmente alcune delle tesi fondamentali da sempre sostenute dalla medicina naturale sono verificate e testate: la genetica non è il fattore predominante nella genesi delle malattie; il controllo ossessivo di grassi, carboidrati, colesterolo e omega-3 non dà come risultato una buona salute; farmaci e chirurgia non curano le malattie di cui siamo affetti; i medici non sanno esattamente cosa consigliare per rimanere in buona salute; solo con la dieta e lo stile di vita si può guarire dalle malattie cardiache; il cancro al seno è correlato a una situazione ormonale alterata che è determinata dal cibo che mangiamo; il consumo di latticini aumenta il rischio di cancro alla prostata; gli antiossidanti contenuti in frutta e vegetali sono correlati a una migliore performance mentale nella terza età; vari tipi di cancro sono correlati al consumo eccessivo di proteine animali.
domenica 9 novembre 2014
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