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giovedì 21 luglio 2016

il Manifesto dell'intergruppo parlamentare per la liberalizzazione della legge sulla cannabis

 (per la proposta di legge vai a :http://www.cannabislegale.org/proposta-di-legge/   e commenti di WIRED http://www.wired.it/attualita/politica/2016/07/21/cannabis-legale-legge/ )


Manifesto Risultati immagini per cannabis
Nella sua ultima Relazione annuale, la Direzione Nazionale Antimafia ha denunciato apertamente, a proposito dell’azione di contrasto alla diffusione dei derivati della cannabis, “il totale fallimento dell’azione repressiva” e “la letterale impossibilità di aumentare gli sforzi per reprimere meglio e di più la diffusione dei cannabinoidi”. D’altra parte, aggiunge la DNA, dirottare ulteriori risorse su questo fronte ridurrebbe l’efficacia dell’azione repressiva su “emergenze criminali virulente, quali quelle rappresentate da criminalità di tipo mafioso, estorsioni, traffico di essere umani e di rifiuti, corruzione, ecc.” e sul “contrasto al traffico delle (letali) droghe ‘pesanti’”.

In questo quadro, è proprio la DNA a proporre politiche di depenalizzazione che potrebbero dare buoni risultati “in termini di deflazione del carico giudiziario, di liberazione di risorse disponibili delle forze dell’ordine e magistratura per il contrasto di altri fenomeni criminali e, infine, di prosciugamento di un mercato che, almeno in parte, è di appannaggio di associazioni criminali agguerrite”.

La proposta della DNA è tutt’altro che teorica, vista l’evoluzione della politica e della legislazione sulle droghe leggere nel Paese, che è stato per decenni un guardiano e un garante inflessibile dell’ordine proibizionista. Negli USA, infatti, cresce rapidamente il numero degli Stati che hanno legalizzato la produzione e la vendita della marijuana per uso ricreativo. Colorado, Washington, Oregon, Alaska e District of Columbia segnano una tendenza che è destinata a consolidarsi e che la Presidenza Obama non intende minimamente avversare. A questi si aggiungono l’Uruguay nonché altri Paesi, anche europei, che stanno sperimentando strategie più o meno esplicite di depenalizzazione.

L’opzione antiproibizionista sulla marijuana non è più semplicemente un’idea, ma è diventata una concreta strategia di governo, con effetti positivi sul piano sociale, sanitario e del contrasto alle organizzazioni criminali e con una dimostrabile efficienza sul piano fiscale. Pensiamo che anche in Europa e in Italia abbia senso lavorare per seguire l’esempio dei paesi che per primi sono passati a un sistema di piena regolamentazione legale della produzione, vendita e consumo della cannabis, adattandone le caratteristiche al nostro contesto sociale e giuridico. E pensiamo che debbano essere proprio i legislatori a organizzare una vera riflessione pubblica su questo tema, a maggior ragione dopo un richiamo autorevole e drammatico come quello della DNA.

Per questa ragione abbiamo deciso di costituire un intergruppo parlamentare per la legalizzazione della cannabis e dei suoi derivati, capace di rivolgersi insieme ad opinione pubblica e forze politiche e di lavorare a una proposta comune, credibile e concreta da presentare all’attenzione delle Camere. Occorre che una discussione evidentemente aperta sul piano politico e civile trovi finalmente riscontro anche nel dibattito istituzionale.

mercoledì 11 maggio 2016

cannabis effetti sull'encefalo

l.m: gli studi sulla cannabis sono contrastanti, e' comunque certa la sua attivita' sul cervello. Cosi' come e' documentata   oltre che dagli studi , dalle evidenze che allevia il dolore neurologico. E' quindi importante che nella prescrizione  ci sia una responsabilita' medica e che si monitorizzi il suo uso e gli effetti sull'encefalo che produce. Cosi' come , a scopo precauzionale , come per l'alcool va valutato attentamente se non sia prudente vietare la guida a chi ha nel sangue un tasso problematico di Cannabinoidi.

Risultati immagini per cannabis
Lo rivela uno studio statunitense condottto nello stato di Whashington - che ha legalizzatola marijuana nel dicembre 2012 - dalla AAA Foundation for Traffic Safety, secondo cui i limiti di legge sul consumo di cannabis consentito per guidare sono arbitrari e non supportati dalla scienza, cosa che potrebbe tradursi in un pericolo concreto per gli automobilisti. I ricercatori hanno scoperto che la percentuale di conducenti coinvolti in incidenti mortali che avevano recentemente consumato cannabis è più che raddoppiata: dall'8% al 17% tra il 2013 e il 2014. Inoltre un conducente su sei coinvolto in incidenti mortali nel 2014 aveva recentemente usato marijuana. "Questo aumento significativo è allarmante", ha detto Peter Kissinger, presidente e ceo della fondazione, "Washington deve servire come caso studioper aprire gli occhi su quello che può verificarsi negli altri Stati per quanto riguarda la sicurezza stradale, dopo la legalizzazione della droga". Washington è stato uno dei primi Stati a legalizzare l'uso ricreativo di marijuana, ma almeno altri 20 Stati stanno considerando di fare la stessa scelta entro il 2016
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/effetti-cannabis-libera-aumentano-incidenti-stradali-http://www.ilgiornale.it/news/cronache/effetti-cannabis-libera-aumentano-incidenti-stradali-1257253.html

giovedì 17 marzo 2016

una precisazione farmacologica sulla cannabis sativa

...............DIFFERENZA TRA THC E DROGHE – Per quanto si tenda ad assimilarle, c’è una bella differenza tra il meccanismo di attivazione del THC e quello di qualsiasi altra droga. Nella ricezione della sostanza, mentre per il THC esistono recettori in molte zone dell’encefalo, che ci predispongono all’assorbimento della molecola, le altre droghe hanno un carattere decisamente intrusivo e distruttivo. Ciò che crea lo stato psicoattivo dovuto a uno spinello è un’attivazione, la cocaina invece è un’interruzione del normale funzionamento celebrale.
Per chiarire questa distinzione c’è bisogno di esempi. Tutti i nostri sensi funzionano tramite la stimolazione di alcuni recettori: la vista subisce stimolazioni dalle onde elettromagnetiche della luce, il tatto quelle di pressione, l’udito da vibrazioni dell’aria e il gusto e l’olfatto sono stimolati dalla ricezione di  molecole. Così, il sistema nervoso autonomo si autogestisce tramite il sangue “registrando” quante e che tipo di molecole arrivano nei centri di controllo, per far sì che in un feedback costante se ne producano altre, permettendo l’omeostasi del nostro organismo.
Metaforizzando con un sistema come quello visivo, un’allucinazione può essere provocata da una luce particolare o da una da un mal funzionamento celebrale: entrambi creano l’allucinazione ma il modo e gli effetti sono completamente diversi. Ugualmente, la cocaina interrompe il riassorbimento della dopamina e il THC genera una stimolazione.
GLI ENDOCANNABINOIDI – Hanno molto a che fare con il funzionamento di queste sostanze gli endocannabinoidi. Sono molecole che produce il nostro organismo capaci di legarsi ai recettori di cannabinoidi CB1 e CB2 presenti nel nostro cervello. Noi, volenti o nolenti, siamo programmati per secernere e ricevere la stessa sostanza che è presente nellacanapa, e come noi, tutti gli esseri viventi, dotati di un sistema nervoso centrale abbastanza sviluppato.
Gli endocannabinoidi regolano o contribuiscono alla regolazione di molti fattori come:appetito, riproduzione, stress, memoria, attività analgesica e proliferazione cellulare.  Questo non vuol dire che la loro presenza è data dalla presenza di una pianta che produce la stessa sostanza, assolutamente! Ma che abbiamo un’organismo in grado di assorbirla non patologicamente.
Rational_scale_to_assess_the_harm_of_drugs_(mean_physical_harm_and_mean_dependence)_it.svgLA SENSAZIONE – Che cosa ci succede? Potrei elencare tutti isintomi descritti da molti siti che prendono spunto da manuali medici, ma richiamano attività difficilmente riconoscibili da chi ne fa un uso di cannabis. Infatti, la sensazione è molto influenzabile dal contesto sociale, emotivo e fisiologico del soggetto. Ad esempio, la nota mancanza diconcentrazione riscontrabile se si assiste ad una lezione scolastica (se di poco interesse), tende ad aumentare se si osserva un film o un documentario interessante.
Spesso si ha l’impressione che i pensieri vadano più veloci delle parole o delle situazioni che si vivono, in quanto una delle azioni principali del THC è quella di velocizzare,fluidificare e disorganizzare il pensiero, come se non si facesse in tempo a pensare a una cosa, che già se ne pensa una conseguente, tendenza che diverge da quella di un bambino, che invece sposta l’attenzione da un oggetto all’altro senza nessi.
Ovviamente, l’abuso porta a paranoie e disturbi psicotici: porta il soggetto a non riuscire più a governare i suoi pensieri, e se l’abuso dura giorni, mesi o addirittura anni ciò diventa patologico e nocivo alla salute mentale del soggetto. Come in tutto, l’abuso crea sempre danni, e molti studi lo confermano: un uso frequente e per tempo prolungato della cannabis crea dei disagi, non tanto fisici quanto psichici: normale, se si pensa alla sua modalità di attivazione. E’ come se si osserva per tanto tempo il sole: i nostri recettori visivi si bruciano!
Molti grandi artisti, studiosi o filosofi facevano e fanno tutt’ora uso di marijuana proprio per questa qualità psicoattiva, proprio perché ad una maggior sensibilità sensoriale ed emotiva del soggetto si associa la fluidità di pensiero creando uno stato mentale che genera idee, euforia o ilarità.
EFFETTI BENEFICI? – Da decenni si studia la sostanza in mille modi diversi e ciò che rimane è la prova della sua innocua se non salutare azione. Se a metà del ‘900 era definitadroga killer dalla propaganda proibizionista, oggi è molto usata a scopi terapeutici. Molti scienziati hanno proclamato le sue funzioni benefiche, decretandola utile a molte trattazione mediche, e molti Stati hannolegalizzato il possesso personale.
Ultimi dati scientifici riportati da Wen Jiang e colleghi, ad esempio, hanno fornito la prima evidenza che i cannabinoidi possono regolare la proliferazione di cellule ippocampali, agendo sui recettori CB1 (in particolare il cannabinoide sintetico HU210 e l’endocannabinoide anandamide). Tali recettori, attivati per via endogena da derivati vegetali o da cannabinoidi sintetici, possono promuovere la neurogenesi ippocampale, ossia la formazione di nuovi neuroni.
Sembra quasi che più si lascia libera la ricerca sulla cannabis più essa sembra innocua se non benefica. Per confermare tutto ciò, provate ad andare da un medico a chiedergli se preferirebbe un figlio con il vizietto del bicchiere o dello spinello (che inoltre non è affatto accertato crei dipendenza).
cannaIL PROBLEMA PIU’ GRANDE – Il problema maggiore è il controllo. Tutti gli studi eseguiti e anche le attivazione fisiologiche benefiche sono esatti, se esatta è la molecola: il nostro corpo è in grado di ricevere le molecole della famiglia dei cannabinoidi e non di altre sostanze.  Quindi, l’illegalità della sua raccolta, fornitura e lavorazione non crea sicuramente i presupposti per far sì che ciò accada. Il narcotraffico non sta attento al prodotto ma al guadagno e così ciò che ci arriva in mano non sempre è “naturale” e coerente con molti degli effetti qui descritti.
La legalizzazione, oltre a provuore lo sviluppo di farmaci decisamente meno dannosi di quelli da laboratorio, oltre al più grande taglio ai guadagni mafiosi provenienti dal narcotraffico, darebbe anche più sicurezza a tutti quei milioni e milioni di consumatori che esistono soltanto in Italia. Ma forse è proprio per questo che rimane illegale...

mercoledì 24 febbraio 2016

cannabis : l'esperienza della Regione Toscana

È il Laboratorio galenico dell’ospedale di Santa Maria Nuova la struttura dove, per l’Azienda sanitaria di Firenze, vengono predisposti i preparati a base di Cannabis che, nel rispetto e in esecuzione della delibera regionale 1162 del 23 dicembre 2013 con cui è attuata la legge 18 del 2012, i reparti di oncologia, neurologia, algologia e gli hospice impiegano per alleviare il dolore a pazienti refrattari alla morfina e ad altri farmaci analgesici anche a base di oppiacei, e a pazienti affetti dalla sindrome di Gilles de la Tourette. Da quando è stato incaricato di questo compito, nel maggio di quest’anno, il Laboratorio galenico ha preparato ad oggi per una decina di pazienti, quasi 1.000 cartine, impiegando all’incirca 60 grammi della sostanza giunta dall’Olanda, secondo le procedure stabilite.
Sono 4 i prodotti derivati dalle infiorescenze essiccate della Cannabis contenenti Delta-9-tetraidrocannabinolo (dronabinolo o THC) e Cannabidiolo (CBD) disponibili in commercio appunto in Olanda.
Ci sono poi 3 farmaci di sintesi a base di cannabinoidi – commercializzati per lo più negli Stati Uniti e in Canada, ma anche in Danimarca, Germania, Regno Unito e Spagna – impiegati prevalentemente nella profilassi della nausea e del vomito indotti dalla chemioterapia, nel contrastare l’anoressia in pazienti affetti da Aids, nella spasticità secondaria a sclerosi multipla, nel dolore neuropatico o causato da tumori in stato avanzato.
I preparati del Laboratorio galenico vengono realizzati impiegando uno dei 4 prodotti derivati dalle infiorescenze essiccate della Cannabis. Il farmacista, opportunamente protetto con indumenti monouso, dopo aver verificato la reale identità del prodotto e tarato gli strumenti per la pesatura, prepara delle cartine, che possono contenere da 50 a 200 milligrammi di Cannabis, avendo lo scrupolo di etichettarle una ad una con le indicazioni del reparto che ne ha fatto richiesta, l’identificativo criptato del paziente per cui sono prescritte e la dicitura della normativa a cui sono soggette. Il contenuto delle bustine viene somministrato per via orale, ovvero sia preparando una tisana che si consiglia di bere una volta al giorno alla sera, salvo diversa indicazione, ovvero due volte, al mattino e alla sera. La tisana viene preparata facendo bollire per circa 15 minuti 100 milligrammi di prodotto in 100 millilitri di acqua che, opportunamente filtrata e a piacimento dolcificata, può essere conservata in un thermos nell’arco della giornata. Per conservare in frigorifero, al massimo 5 giorni, quantitativi superiori, viene consigliato di aggiungere una sostanza grassa come per esempio latte in polvere, per mantenere in equilibrio la concentrazione dei principi attivi. È allo studio l’ipotesi di confezionare la Cannabis direttamente in filtri come quelli comunemente impiegati per il tè.
L’alternativa alla somministrazione per via orale è quella per via inalatoria, con l’utilizzo di un vaporizzatore. In questo caso ci sono numerose raccomandazioni da seguire per ottenere risultati terapeutici appropriati. La somministrazione per inalazione, infatti, dà effetti farmacologici più rapidi ed intensi, ma meno prolungati di quella per via orale. Viene ovviamente sconsigliato il consumo di cannabinoidi tramite il fumo perché provoca la contemporanea assunzione di sostanze potenzialmente cancerogene e irritanti per le vie respiratorie.
Molto scrupolose le procedure che devono seguire tanto il farmacista preparatore quanto il medico che prescrive l’uso della sostanza, in particolare per quanto riguarda l’approvvigionamento all’estero del principio attivo.
Sull’utilizzo terapeutico della Cannabis l’Azienda sanitaria di Firenze ha predisposto un puntuale opuscolo informativo con i contribuiti della dottoressa Teresa Brocca, direttore del Dipartimento del farmaco della Asl 10, della dottoressa Irene Ruffino, direttore del Laboratorio galenico di Santa Maria Nuova, della dottoressa Idalba Loiacono e del dottor Fabio Firenzuoli del Centro di riferimento regionale in fitoterapia presso l’ospedale di Careggi. L’opuscolo illustra, oltre alle patologie per le quali è indicata e consentita la terapia con prodotti a base di cannabinoidi, le normative vigenti, le possibili interazioni con l’impiego di altre sostanze, le avvertenze e le controindicazioni che è necessario conoscere e, infine, cosa dev’essere fatto in caso di overdose.
 

cannabis Piemonte : perplessita' nelle procedure prescrittive.......limitazioni delle liberta' di scelta da parte medica!


http://www.quotidianosanita.it/piemonte/articolo.php?articolo_id=36435
Piemonte. Uso terapeutico canapa: giunta regionale definisce indirizzi per la somministrazione
La fornitura dei medicinali verrà effettuata direttamente dalle farmacie ospedaliere. La somministrazione in seguito prescrizione di medico specialista o di medico di medicina generale, è prevista per le patologie indicate dal ministero della Salute.


15 FEB - La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Sanità, Antonio Saitta, ha definito oggi con una specifica delibera gli indirizzi procedurali ed organizzativi per la somministrazione a scopo terapeutico dei medicinali cannabinoidi in ambito ospedaliero, in strutture assimilabili o in ambito domiciliare. La fornitura dei medicinali verrà effettuata direttamente dalle farmacie ospedaliere.

La somministrazione della canapa, in seguito prescrizione di medico specialista o di medico di medicina generale, è prevista per le patologie indicate dal ministero della Salute:
• dolore da sclerosi multipla o lesioni del midollo spinale resistente alle terapie convenzionali;
• dolore cronico il cui trattamento con antinfiammatori non steroidei o con farmaci cortisonici o oppioidi si sia rivelato inefficace;
• effetto stimolante dell’appetito nella cachessia, anoressia, perdita dell’appetito in pazienti oncologici o affetti da Aids e nell’anoressia nervosa che non può essere ottenuto con trattamenti standard;
• effetto ipotensivo nel glaucoma resistente alle terapie convenzionali;
• riduzione dei movimenti involontari del corpo e facciali nella sindrome di Gilles de la Tourette che non può essere ottenuta con trattamenti standard;
• effetto anticinetosico ed antiemetico nella nausea e vomito causati da chemioterapia, radioterapia, terapie per Hiv che non può essere ottenuto con trattamenti tradizionali
15 febbraio 2016

vedi anche,

Marijuana: cosa dice la legge italiana?

  :http://www.marijuanaonline.it/marijuana-o-cannabis/marijuana-cosa-dice-la-legge-italiana/ :



DIFFERENZE TRA CANNABIS SATIVA, INDICA E RUDERALIS


 http://www.zambeza.it/blog-differenze-tra-cannabis-sativa-indica-e-ruderalis-n13

venerdì 19 giugno 2015

Cannabis, anche in Piemonte sì all'uso terapeutico


Approvata all'unanimità dal Consiglio regionale la proposta di legge. L'uso della cannabis a fini terapeutici dovrà essere prescritto dal medico e sarà a carico del Servizio sanitario regionale


Redazione 10 Giugno 2015

E' stata approvata all'unanimità dal Consiglio regionale del Piemonte la legge che permette l'utilizzo terapeutico della cannabis.
La proposta di legge è stata presentata da Marco Grimaldi (Sel) e Mario Giaccone (Chiamparino per il Piemonte); nel testo viene promossa anche la ricerca sull'utilizzo del principio attivo della pianta, sugli usi per l'industria tessile ed anche lo studio per un futuro centro di produzione controllato da realizzare sul territorio regionale.
La legge prevede inoltre una spesa di 200mila euro per le attività di ricerca ed autorizza ad "avviare azioni sperimentali o progetti pilota con soggetti autorizzati per la produzione di preparazioni a base di canapa".
L'uso della cannabis a fini terapeutici dovrà essere prescritto dal medico e sarà a carico del Servizio sanitario regionale. La distribuzione dei farmaci a base di cannabinoidi avverrà in farmacia o negli ospedali.

domenica 14 settembre 2014

attenti alla HAZE (varieta' allucinogenana della cannabis) !!

LaAmnesia Haze Haze è una varietà di Cannabis originaria delle colline della Bay Area, in California, negli anni settanta. È un incrocio non stabilizzato di varietà genetiche colombiane, messicane, indiane e thailandesi. Produce gemme molto pelose, con un tempo di fioritura molto lungo, e producono un picco molto intenso e cerebrale. Inoltre possiede un aroma molto complesso di incenso con sfumature di cedro del libano. È una varietà che può avere parecchie applicazioni mediche.
L'origine di questa varietà viene considerata "nobile" per via dell' ascendenza e delle linee di parentela, selezionate negli anni 70 dagli Haze Brothers. Consiste in un ibrido quadrilaterale di Oaxacan (Mexican Sativa), Acapulco Gold, Columbian Gold e Thai Sativa.
Alcune "scuole" sostituiscono le due gold con Sative equatoriali congolesi. Probabilmente in seguito alla scomparsa degli Haze Brothers, l'esemplare è rimasto al titolare della banca dei semi "The flying dutchman", altre fonti affermano invece che sia passato a Sadu Sam di Sagarmatha.
Le varietà Haze sono sative purissime, che si differenziano per la loro azione antidolorifica, piuttosto che narcotica, com'è tipico delle cannabis indica. Pare che ciò sia dovuto dalla modulazione della THCV (tetraidrocannabivarina) che, essendo un antagonista dell'Anandamide (un cannabinoide endogeno), mitiga l'effetto "stordente" di THC e CDB, causando un effetto più euforico e frizzante. Le Haze sono varietà utilizzate come farmaci dal Ministero della Salute Olandese.
Esistono molte varietà di Haze nei Coffeshop Olandesi, come ad esempio la Super Lemon Haze, dal sapore intenso e molto gradevole, che contiene addirittura fino al 22,9% di THC. Altri incroci comuni sono: Super Silver Haze, Strawberry Haze, Blue Berry Haze, Liberty Haze e Amnesia Haze.

 
scheda tossicologica :Dopo l’arrivo in Olanda della genetica haze, seguita dalla creazione di numerosi ibridi, un emigrato americano avrebbe poi unito uno di questi ibridi con un maschio derivato da semi haze vecchio stampo, creando così Amnesia Haze.

La nostra Amnesia Haze è una pianta ben mantenuta che arriva appena sopra 1 m, circa 1,2 m. Può crescere all’esterno, ma richiede un clima caldo come in Australia, Africa settentrionale e California; tuttavia, può essere necessaria una coltivazione in serra a causa del lungo periodo di fioritura.

Amnesia Haze è una delle nostre piante dalla resa migliore; produce 70-80 g per pianta e fino a 600 g per metro quadro con una luce a 600W. La produzione outdoor, con pieno sole, può essere abbondante, raggiungendo fino a 700 g per pianta. In questo caso però va usata particolare attenzione, data la sensibilità della pianta; problemi con il tempo, gli insetti o l’irrigazione possono danneggiare il raccolto finale.

L’unico inconveniente di Amnesia Haze è la lunghezza del periodo di fioritura, 12 settimane. Sebbene sia talmente lungo da mettere in fuga la maggior parte dei coltivatori commerciali, i veri intenditori di cannabis scopriranno che l’attesa vale davvero la pena. Amnesia Haze è adatta sia per coltivazione idro che per terriccio, oltre a operazioni sea/screen of green.

Quindi dopo 4 mesi di coltivazione e 2 settimane di essicazione e concia, arriva finalmente il momento di fumare l’Amnesia Haze che avete messo così tanto a coltivare. Appena fate un tiro siamo certi che sarete più che soddisfatti con il fumo, dopo averlo tanto atteso. La nostra Amnesia Haze è davvero una delle nostre migliori varietà di cannabis in vendita.

Ogni tiro porta con sé un high psichedelico mentale, adatto a mandare qualunque fumatore dritto verso l’astrosfera. Il sapore è fresco e fruttato come ci si aspetta da un haze, che lo rende ancora più piacevole. Un avviso ai fumatori: è molto forte e, come si intuisce dal nome, a volte l’effetto dopo una sessione è quello di spegnere completamente il cervello.