mercoledì 12 gennaio 2011

"Wikileaks merita protezione, non minacce", di Julian Assange del 7/12/2010 , clicca x art.

stralci dall'art.pubbliato su "Internazionale" 
 ......"Scriveva nel 1958 un giovane Rupert Murdoch, allora proprietario ed editore del quotidiano australiano The News: “Nella gara tra segretezza e verità, vincerà sempre la verità”. Forse questa osservazione rispecchiava la denuncia fatta a suo tempo da suo padre, Keith Murdoch, il quale rivelò che le truppe australiane erano inutilmente sacrificate sulle spiagge di Gallipoli da ufficiali britannici incompetenti. E infatti i britannici cercarono di metterlo a tacere. Ma Keith Murdoch non si fece imbavagliare e così, grazie ai suoi sforzi, si mise fine alla disastrosa campagna di Gallipoli. A quasi un secolo di distanza da quegli eventi, anche Wikileaks pubblica coraggiosamente notizie che devono essere divulgate. Custodi della verità : Sono cresciuto in una cittadina di campagna del Queensland, in Australia, dove la gente era abituata a parlare fuori dai denti. Erano persone diffidenti nei confronti di un governo elefantiaco perché erano convinte che rischiasse di cadere preda della corruzione se non lo si teneva d’occhio. I giorni bui della corruzione nell’amministrazione del Queensland, prima dell’inchiesta Fitzgerald (tra il 1987 e il 1989), dimostrano che cosa succede quando i politici imbavagliano la stampa impedendole di dire la verità. Quel ricordo mi è rimasto dentro, e Wikileaks è stato creato proprio sulla base di quei valori fondamentali. Il progetto iniziale, concepito in Australia, era di usare in modi nuovi internet per raccontare la verità. Di fatto, Wikileaks ha dato vita a un nuovo tipo di giornalismo, il giornalismo scientifico. Noi lavoriamo con altri organi d’informazione per dare le notizie ma anche per dimostrare che sono vere. Il giornalismo scientifico consente di leggere una notizia d’attualità e poi andare in rete e vedere, con un clic, il documento originale su cui si basa. In questo modo si può giudicare da soli: questa notizia è vera? Il giornalista l’ha riferita con esattezza? Le società democratiche hanno bisogno di mezzi d’informazione forti, e Wikileaks è uno di questi. Essi contribuiscono a far sì che i governi rimangano onesti. Wikileaks ha rivelato alcune scomode verità sulle guerre in Iraq e in Afghanistan e ha divulgato per primo le notizie sulla corruzione delle grandi multinazionali. Esistono guerre giuste: E C’è chi ha detto che io sono contro la guerra. Per la cronaca, non è così. A volte le nazioni devono andare in guerra, e di guerre giuste ce ne sono. Ma niente è più sbagliato di un governo che mente ai suoi cittadini su quelle guerre e poi chiede agli stessi cittadini di rischiare la propria vita e le proprie tasse per quelle menzogne. Se una guerra è giustificata, allora che si dica la verità, e i cittadini decideranno se appoggiarla.........Wikileaks non è stato l’unico a pubblicare i dispacci delle ambasciate statunitensi nel mondo. Alcune testate, tra cui il britannico Guardian, il New York Times, lo spagnolo El País e il tedesco Der Spiegel, hanno reso di pubblico dominio gli stessi cablogrammi con alcune parti “revisionate”............Negli Stati Uniti sono stati lanciati decine di appelli affinché venissi “eliminato” dalle forze speciali. Sarah Palin dice che bisognerebbe darmi “la caccia come a Osama bin Laden”, il senato americano ha all’esame un disegno di legge volto a dichiararmi “una minaccia internazionale” e a riservarmi il relativo trattamento.
Un consulente dell’ufficio del primo ministro canadese ha parlato alla tv nazionale invocando la mia uccisione. Un blogger americano ha proposto che mio figlio, che ha vent’anni, venga rapito qui in Australia e che gli venga fatto del male al solo scopo di colpire me............. I rappresentanti della Nato a Kabul hanno dichiarato alla Cnn di non aver trovato neanche una persona che necessitasse di protezione [a causa delle nostre rivelazioni]. Altrettanto ha detto il dipartimento della difesa australiano. Nulla di ciò che abbiamo reso noto ha danneggiato militari o fonti......... Ma le nostre rivelazioni sono tutt’altro che irrilevanti. I dispacci dei diplomatici americani rendono di pubblico dominio alcuni fatti sorprendenti:



* Gli Stati Uniti hanno chiesto a suo tempo ai loro diplomatici di sottrarre materiale biologico e informazioni a funzionari dell’Onu e a gruppi di difesa dei diritti umani, tra cui dna, impronte digitali, scansioni dell’iride, numeri di carte di credito, password per i collegamenti internet e foto dei documenti d’identità, il che costituisce una violazione dei trattati internazionali. È presumibile che siano presi di mira anche diplomatici australiani presso le Nazioni Unite.
* Re Abdallah dell’Arabia Saudita ha chiesto agli Stati Uniti di attaccare l’Iran.
* Esponenti ufficiali della Giordania e del Bahrein vogliono che il programma nucleare iraniano sia fermato con qualsiasi mezzo a disposizione.
* L’inchiesta britannica sull’Iraq è stata pilotata per proteggere “gli interessi statunitensi”.
* La Svezia fa segretamente parte della Nato e al suo parlamento vengono tenute nascoste le informazioni condivise dall’intelligence Usa.
* Gli Stati Uniti alzano la voce per convincere altri paesi ad accogliere detenuti liberati da Guantanamo. Barack Obama ha acconsentito a incontrare il presidente della Slovenia solo se questa avesse accettato un ex prigioniero. A Kiribati, il nostro vicino nel Pacifico, sono stati offerti milioni di dollari per accogliere degli ex  la corte suprema degli Stati Uniti ha affermato che “soltanto una stampa libera e non soggetta a condizionamenti può denunciare efficacemente eventuali inganni da parte dell’amministrazione”. La tempesta che si è creata attorno a Wikileaks rafforza oggi l’esigenza di difendere il diritto di tutti i mezzi
d’informazione a rivelare la verità
.
L’articolo originale sull’Australian. Traduzione di Marina Astrologo

alla porta 2 di Mirafiori , da l'Unita' di 12/1/2011

alla porta 2 di Mirafiori.......Ci sono televisioni, giornalisti, delegati e sindacalisti. «Ci siete tutti, mancano solo gli osservatori dell’Onu, poi tra qualche giornonon ci sarà più nessuno e saremo di nuovi soli…», osservaamaramente Antonio, quarantenne, uno dei più giovani qui dentro. Sul piazzale i sostenitori del sì e il comitato del no si scambiano qualche insulto mentre distribuiscono i volantini. Volano spintoni, accuse, poi torna la calma. Sono momenti difficili, anche drammatici. Di lato, quasi a cercare rifugio, un vecchio operaio si asciuga le lacrime con un fazzoletto a quadrotti. Ha il volto scavato, un berrettino calcato sulla testa e la tristezza infinita di una umanità sofferente che ne ha viste di tutti i colori in fabbrica e ancora non ha finito di subire ricatti, offese dal potente di turno. «Mi chiamo Agostino Antonio, sono pensionato, ho 73 anni. Sono venuto per solidarietà con gli operai, ogni tanto torno qui a incontrare i lavoratori, a scambiare due parole. Ma ora li vedo litigare e mi viene una tristezza… che brutto vedere i sindacati divisi».............Landini alla Cgil: bisogna far saltare l'accordoIl leader della Fiom Maurizio Landini, a margine della seconda assemblea delle Camere del lavoro della Cgil a Chianciano Terme, nel tardo pomeriggio di oggi fa appello alla Cgil: "La Cgil capisca che siamo di fronte non a un brutto accordo o all'ennesimo accordo separato. Siamo di fronte a un cambio epocale e servono risposte straordinarie. Bisogna far saltare l'accordo e renderlo non applicabile. In termini sindacali bisogna far riaprire la trattativa e considerare la vertenza ancora aperta"................... Comunque vada, per il capogruppo Pd alla commissione Attivita' produttive della Camera Marchionne deve incontrare il Parlamento o suoi delegati: "È inammissibile che il Parlamento sia tenuto fuori dalla vicenda Fiat che riguarda migliaia di famiglie e il futuro della politica industriale italiana. Per questo abbiamo ribadito alla presidenza della commissione Attivita' produttive della Camera la richiesta di ascoltare Marchionne. Vogliamo sapere quali sono le prospettive future dell'azienda". 12 gennaio 2011


orso castano : domani sara' una triste giornata per il paee. Il maglioncino cashmir vuole distruggere d'un colpo i diritti dei lavoratori, cioe' la democrazioa nei posti di lavoro. Forse a lui non interessa nulla, guadagnando mille volte di piu' di un operaio di linea, se l'Italia prendera' una brutta china. Forse e' meglio che se ne vada in America o nei paesi dell'America Latina. In Europa non sara' mai capito se non dai padroni. La FIAT e' stata stracomprata dallo stato decine di volte. Adesso lui alza la voce ricattando sul posto di lavoro. Non ha torto Landini. Questo "accordo" firmato da sindacati che potrebbero per la loro posizione chiamarsi"gialli" segna uno spartiacque , i padroni e questo governo , compreso gli ex socialisti come Sacconi, plaudono alla sconfitta della democrazia in fabbrica e domani, probanilmente, plauderanno a quella nel paese.!!

martedì 11 gennaio 2011

botta e risposta tra Camusso e Marchionne : dopodomani il referendum tra i lavoratori. Il governo e' sbilanciato verso il magioncino di cashmire.

Botta e risposta Camusso-Marchionne su Mirafiori. "Il Governo non vede che quando Sergio Marchionne insulta ogni giorno il Paese e le sue possibilità non offende solo i cittadini e il nostro Paese, ma in realtà dice della qualità del governare e delle risposte che vengono date", ha tuonato oggi il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, nella sua relazione all'Assemblea nazionale delle Camere del lavoro, spiegando che l'esecutivo non se ne accorge anche perché "è stato tifoso e promotore della riduzione di diritti dei lavoratori".............Susanna Camusso è dunque tornata a chiedere a Sergio Marchionne maggiori dettagli su Fabbrica Italia, anche perché in molti cominciano a interrogarsi sulla "distonia" fra gli annunci di Fiat e l'assenza di nuovi modelli sul mercato. Immediata la risposta di Marchionne............


orso castano: e' possibile che vincail si sotto il ricatto del posto di lavoro, ma la resistenza all'attacco distruttivo dei diritti e' forte e resistera' . Vedremo cosa succedera', Marchionne deve aspettarsi una lunga lotta....

obesita' e cervello , da UNIVADIS , clicca x art.

Roma, 10 gen. (Adnkronos Salute) - (stralcio) Un girovita 'oversize' non solo rende poco armoniosa la silhouette, ma può addirittura ridurre le dimensioni del cervello. Lo hanno scoperto i ricercatori della New York University School of Medicine (Usa), in uno studio in via di pubblicazione sulla rivista 'Brain Research'. L'obesità, ricordano gli esperti, è legata a un aumento del rischio di diabete di tipo 2, malattia già nota per essere associata a una compromissione cognitiva. Antony Convit e il suo team hanno voluto però approfondire la questione, verificando in particolare quale sia l'impatto dei chili di troppo in corrispondenza del punto vita sulla struttura fisica del cervello. Gli scienziati hanno quindi utilizzato la risonanza magnetica per confrontare il cervello di 44 pazienti obesi con quelli di 19 persone magre della stessa età e livello di istruzione. Ne è emerso che gli individui obesi hanno più acqua nell'amigdala, una parte del cervello coinvolta nel comportamento alimentare..........

da Libero.it :il Cav. insulta la magistratura


I
l Csm continua la sua strenua lotta contro il Cavaliere. Questa volta l'accusa non è di natura politica, ma si spinge sul piano della continenza verbale. Silvio Berlusconi avrebb denigrato con accuse infondate il sostituto procuratore di Milano Fabio De Pasquale. Ma anche la magistratura nel suo complesso. Questa la "sentenza" della Prima Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura, allegata alla proposta di risoluzione con cui ha concluso la pratica a tutela di De Pasquale, il pm del processo Mills.

LA FRASE INCRIMINATA - Il Csm si riferisce alle parole pronunciate lo scorso 3 ottobre dal Premier, il quale disse che esiste una "associazione a delinquere" tra le toghe e definì "famigerato" il magistrato. La pratica per De Pasquale è stata approvata a maggioranza, con un solo voto contrario: quello del laico della Lega Nord Matteo Brigandì...........



orso castano: puo' governare chi attacca quasi quotidianamente la magistratura anche nei suoi organi supremi?

lunedì 10 gennaio 2011

Marchionne, piano Mirafiori e' chiaro



(ANSA) - DETROIT, 10 GEN - Se a Mirafiori vincesse il no per Sergio Marchionne 'ci sono moltissime alternative'. La proposta per Mirafiori, spiega l'ad di Fiat, 'e' chiara. Vogliamo mandare avanti la fabbrica e tutto l'indotto, solo questo. Vogliamo introdurre una piattaforma e una serie di modelli per mantenere l'occupazione ai massimi livelli possibili. Voglio fare vetture e farle bene. Se volete che non lo facciamo a Mirafiori, me lo dite e andiamo altrove'. D'accordo il presidente della Fiat, John Elkann. orso castano : alla faccia degli operai e delle loro famiglie. Ma siamo proprio sicuri che nessun altro operarore e nessun altro capitale vuole investire sull'auto a Torino? Fiat ha ricevuto miliardi e miliardi dallo stato , da Torino, dagli operai. Adesso vuol dare il benservito.....chissa' meglio la volkswagen ! mentre Marchionne al calduccio del suo caschemir straparla e ricatta : "A causa della crisi economica del biennio 2008-2009, i consumi delle famiglie italiane hanno registrato una diminuzione annua del 2,1 per cento, tornando ai livelli che hanno preceduto il 1999. (clicca x sito)"Tra le voci di consumo, nel biennio in esame, sono risultate in calo la spesa per le vacanze (-3,2 per cento), per i pasti in casa e fuori casa (-3,2 per cento), per la la mobilità e le comunicazioni (-3,1 per cento) e per l'abbigliamento (-3,1 per cento). Al contrario, hanno tenuto le spese per la salute (+2,5 per cento), per elettrodomestici (+2,4 per cento) e quelle per beni e servizi per la telefonia (+0,4 per cento)..........."

domenica 9 gennaio 2011

morte dal cielo



Istat: Lavoro, aumenta la percentuale di chi non lo cerca da Il Sannita.it , clicca x link




 Per quasi 1,5 milioni di italiani la ricerca di un posto di lavoro e’ cosi’ difficile da risultare impossibile. E allora vale la pena rinunciare. E’ questo il popolo degli scoraggiati, che secondo i dati dell’Istat si espande, raggiungendo nel terzo trimestre del 2010 quota 1 milione 478 mila, in aumento del 14% rispetto allo stesso periodo del 2009. Una folta schiera di persone che non rientra nelle stime ufficiali sulla disoccupazione, ma che puo’ comunque considerarsi un indice dello stato di salute del mercato del lavoro e piu’ in generale dell’economia del Paese. Nel dettaglio, gli scoraggiati sono le persone che dichiarano di non essere alla ricerca di un impiego, perche’ ritengono di non riuscire a trovarlo. Non rientrando, quindi, ne’, ovviamente, nella fascia degli occupati ne’ in quella dei disoccupati. Fanno, invece, parte degli inattivi, ovvero coloro che, in eta’ compresa tra i 15 e 64 anni, non hanno e non cercano un posto. Sempre secondo l’ultimo aggiornamento si tratta di 15 milioni e 266 mila unita’. Anche per gli inattivi si registra un rialzo a confronto con luglio-settembre dello scorso anno (+2%), guardando al Mezzogiorno l’aumento e’ superiore alla media (+2,2%), proprio a causa, spiega l’Istituto di statistica del ”riproporsi di fenomeni di scoraggiamento”. Sono tutte risorse fuori dal mercato del lavoro: uomini, donne, giovani e adulti emarginati, destinati a diventare sempre piu’ numerosi in tempi di crisi. Fin qui si sono considerati gli scoraggiati ”in senso stretto”, ma se a questi si aggiungono quelli ”in senso lato”, cioe’ coloro che, fa sapere sempre l’Istat, ”dichiarano di non cercare lavoro perche’ in attesa di passate azioni di ricerca”, il numero nel terzo trimestre 2010 diventa di 2 milioni 133 mila, da 1 milione 844 mila del corrispondente periodo del 2009, con un balzo del 15,7%. Un’altro rialzo a doppia cifra che conferma un crescente sentimento di sfiducia degli italiani sulla possibilita’ di trovare un’occupazione. L’impennata degli scoraggiati in senso lato ha inciso anche sull’innalzamento degli inattivi nel Nord (+2,2%) e nel Centro Italia (+1,3%). Nell’ultima rilevazione sulle forze lavoro, l’Istituto, infatti, evidenzia come questi aumenti derivino sopratutto da adulti che aspettano risposte da precedenti tentativi di ricerca del posto, oltre che da giovani impegnati in un percorso d’istruzione.


orso castano : ringraziamo Il Sannita. L'art. e' sintetico e chiaro. Ci e' spiaciuto stralciarlo.  Va letto!.
per saperne di +:http://www.studiodipsicologiadellavoro.it/default.asp?sarea=42 , clicca x art.intero
“ Quando si lavora , si è attivi , mentre , quando si è disoccupati, non si fa niente . Io , mi accascio in una poltrona e mi trascino tutto il giorno per casa ; una mancanza di volontà incredibile e non riesco a spiegarmelo . Sono già stanca alla mattina quando mi alzo dal letto ! “ ......Le conseguenze della disoccupazione erano gia state descritte nel 1938 da due noti psicologi P. Eisenberg e P. F. Lazarsfeld e sono state poi confermate più recentemente dagli studi di altri psicologi . La situazione tipica , secondo la quale il disoccupato si “ involve “ prevede tre fasi :
1. Un primo periodo di rifiuto della nuova realtà , immediatamente successivo alla perdita del posto di lavoro . L’individuo crede che …” In un modo o nell’altro ne verrò fuori “ .
2. Un periodo di pessimismo quando non si presenta all’orrizzonte un nuovo lavoro , nonostante i numerosi tentativi . L’individuo comincia a pensare …” credo che non ne verrò mai fuori “ .
3. La rassegnazione e il ripiegamento su se stessi quando si diventa “ un(a) disoccupato(a) cronico , l’individuo comincia a pensare : “ sono spacciato non ne verrò mai fuori … “ .
La fase 3 subentra molto spesso quando si supera la soglia fatidica di nove mesi di ricerche infruttuose . Per l’esattezza , si constata che , nella maggioranza dei casi , in meno di un anno l’equilibrio emotivo del(la) disoccupato(a) viene spezzato :
• La propria immagine agli occhi delle “ figure chiave “ della famiglia ( marito , moglie , figli ) viene modificata , svalutata : il padre che non osa parlare con il figlio della propria situazione di disoccupato : la moglie che si sente screditata per aver perso il proprio lavoro ed aver dovuto tornare , suo malgrado , a svolgere il ruolo di madre casalinga .
• Ne consegue una notevole perdita di energia che porta alla “depressione “ , che può esprimersi in forma molto aperta o latente . In entrambi i casi , l’individuo sprofonda in un’apatia che fa tendere verso il punto zero le proprie possibilità d’inserirsi nuovamente in una attività professionale .

stralcio  da recensione :"L’ereditiera di una famiglia ricca, il manager che ha lasciato il lavoro, il fiero sfaccendato, la sognatrice che vive con poco, l’uomo che evade dalle responsabilità, il gran lavoratore che ora vive di rendita:  sono questi alcuni dei protagonisti delle storie del libro, che partendo da situazioni diverse e arraggiandosi in maniera diversa con quello che hanno, hanno scelto la libertà assoluta.Ovviamente non è tutto oro quello che luccica e quindi l’altro lato della medaglia è il giudizio degli altri, l’emarginazione sociale e l’impossibilità di vivere secondo i canoni le relazioni, i rapporti amicali e la famiglia. Una scelta radicale che va perseguita e che quindi richiede una precisa volontà di portare avanti uno stile di vita alternativo, in cui il lavoro semplicemente non esiste.Siete sicuri che l’Italia sia fondata sul lavoro?


giovedì 6 gennaio 2011

Uccelli morti e pesci senza vita preoccupano l'Arkansas. Ecco i video Youtube



(clicca , clicca su cc in rosso  x sottotitoli  e traduzione)

http://www.youtube.com/watch?v=kfwSc-IZpao  

http://www.youtube.com/watch?v=PuhxifoVg9k

semplicemente impressionante, ma aspettiamo a saperne di piu' , x art. clicca su Ciaopeople magazine :

http://magazine.ciaopeople.com/News_WorldInfo-1/Mondo-8/Uccelli_morti_e_pesci_senza_vita_preoccupano_l'Arkansas__Ecco_i_video_Youtube-24498

Landini : la Fiom punto di riferimento per chi ha a cuore le liberta' sul posto di lavoro (e , quindi, nel paese)

da RAINEWS24.it del 1/1/2011................(stralci, clicca x art.intero).La democrazia è oggi lo strumento che serve. Dovrebbe preoccupare il governo e chi fa politica il fatto che la maggioranza dei cittadini o non va a votare o pensa che siano tutti uguali. Questo dovrebbe essere un punto di riflessione: forse non è la gente che non ha capito, ma c'è qualcosa che non funziona". Secondo Landini "l'elemento della democrazia sui luoghi di lavoro e fuori sarebbe davvero la vera scommessa su cui lavorare per recuperare una coesione sociale. Il conflitto si evita se si accetta che la contrattazione tra le parti e' una mediazione di interessi"..................Noi - aggiunge - non firmeremo mai degli accordi che cancellano altri sindacati, perché queste divisioni servono solo alle imprese". "Noi siamo un sindacato - ribadisce -, quello che firma più accordi di tutti. Fare sindacato non vuol dire semplicemente dire di sì. Abbiamo un'idea alta del sindacato e della sua autonomia dalle imprese, dai partiti e dai governi. Il sindacato deve costruire un suo punto di vista insieme ai lavoratori e confrontarsi alla pari con tutti. La politica mi sembra che la stia facendo qualcun'altro"."Avanti senza di noi? Non è scontato..." La partita con la Fiat è ancora aperta. Ne è certo Maurizio Landini, segretario generale della Fiom che in una intervista all'Agi aggiunge: "Che la Fiat possa andare avanti" nel suo progetto anche senza la Fiom "non è certo". "Vediamo dove va e fin dove arriva. Io ho l'impressione che voglia andare negli Stati Uniti e dovrebbero essere preoccupati tutti quelli che pensano che con questi accordi si è mantenuta la Fiat in Italia e che si sono fatti grandi passi in avanti".Sui programmi di politica industriale in questi mesi non si è discusso affatto, sottolinea: "Si sbandierano 20 miliardi di investimenti, ma per adesso conosciamo solo quello che vogliono fare con 1,7 miliardi dal 2012 e nel frattempo la cassa integrazione aumenterà, i nuovi modelli sono in ritardo e i concorrenti sono più avanti proprio su questo terreno".

Lo sciopero del 28 gennaio "non credo che sarà sufficiente, ma - spiega ancora Landini - non è rivolto solo alla Fiat. E' rivolto anche al resto delle imprese metalmeccaniche italiane che deve decidere cosa vuol fare: se vuole seguire la linea della Fiat, che è un atto di rottura con la storia della nostra Costituzione e contro le regole democratiche, oppure no".
ma veniamo al referendum, che la FIAT vuole accelerare , ricattando sugli investimenti che , forse, come afferma Landini, ha intenzione di spostare fuori Italia.................
Le ragioni del sì- INVESTIMENTI: l'intesa assicura un futuro allo stabilimento torinese, con investimenti per oltre un miliardo di euro e l'arrivo di nuovi modelli, per un totale di produzione a regime per la joint venture Fiat-Chrysler di 280.000 vetture l'anno (con la possibilita' di piena occupazione per gli addetti attuali e nuove assunzioni).
- PIU' SOLDI IN BUSTA PAGA: con l'aumento dei turni settimanali (dai 10 attuali a 17 a regime), e lo scattare di maggiorazioni legate ai turni soprattutto notturni, la busta paga crescera' di circa 3.500 euro lordi l'anno. Le pause si ridurranno di 10 minuti al giorno con una compensazione monetaria di 32,50 euro al mese.
- DIRITTI: non e' in discussione il diritto di sciopero del singolo lavoratore. E' prevista una clausola di responsabilita' per i sindacati firmatari in particolare sulle 120 ore di straordinario annuale per cui, in caso di violazione dell'accordo, si attivavano sanzioni in materia di contributi e di permessi per l'organizzazione che lo ha violato.

 Le ragioni del no
- ORARI E TURNI: l'intesa peggiora le condizioni di lavoro aumentando i turni settimanali, riducendo le pause e aumentando il monte ore di straordinari obbligatori (da 40 a 120 ore l'anno).
- MENSA: al momento resta fissata durante il turno, ma quando lo stabilimento andra' a regime potrebbe essere trattato lo spostamento a fine turno.
- MALATTIA: l'accordo introduce sanzioni sui periodi di assenze brevi per malattia ripetuti e a ridosso delle feste, con il mancato pagamento del primo giorno di assenza.
- RAPPRESENTANZA SINDACALE: l'accordo, secondo, la Fiom riduce le liberta' perche' i lavoratori firmano un contratto individuale di assunzione per la Newco e a quel punto le richieste dell'azienda e i tempi di lavoro non sono piu' contestabili.
- DIRITTI: Se la Fiom non firma l'accordo i lavoratori iscritti all'organizzazione non potranno piu' eleggere i propri rappresentanti in fabbrica.

"La Fiom non è isolata. Un sindacato è isolato quando non rappresenta più i lavoratori. Ma noi stiamo aumentando gli iscritti e i delegati che abbiamo nelle fabbriche". Maurizio Landini, segretario generale delle tute blu della Cgil."
...ma preocupanti le dichiarazioni di Sacconi , ex socialista, ora ministro : il ministro del Welfare Maurizio Sacconi. «Le buone relazioni industriali si fondano sul dialogo, ma ovviamente anche sulla capacità di decidere». Il ministro spiega anche che le intese su base aziendale come quella Fiat «evolveranno verso un accordo collettivo che potrebbe riguardare il settore dell’auto o una sezione dei metalmeccanici, come è avvenuto per la siderurgia, o un contratto a parte come per le tlc anni fa».
orso castano: il tutto si commenta da solo

mercoledì 5 gennaio 2011

ROPINIROLO (REQUIP) E PRAMIPEXOLO (MIRAPEXIN) farmaci anti-parkinsoniani dopamino-agonisti aumentano la pulsione al gioco?


Il Ropinirolo (Requip) e il Pramipexolo (Mirapexin)  appartengono alla classe dei farmaci dopamino-agonisti i quali agiscono "direttamente" sui recettori della dopamina (recettori dopaminergici) nei gangli della base, in modo simile alla levodopa.
I dopamino-agonisti sono una classe di molecole che, seppure dotate di diverse proprietà chimico-fisiche, non devono essere trasformate in dopamina prima di divenire efficaci (come, invece, lo necessita la levodopa). Essi stimolano "direttamente" i recettori dopaminergici.
Questa caratteristica è probabilmente legata alla conformazione di una parte della loro molecola che imita la struttura tridimensionale della dopamina e che viene, pertanto, riconosciuta dai recettori dopaminergici.
I farmaci dopamino-agonisti disponibili attualmente in farmacia sono: Bromocriptina (Parlodel), Lisuride (Dopergin), Pergolide (Nopar), Apomorfina, Diidroergocriptina (Daverium), Ropinirolo (Requip), Pramipexolo (Mirapexin).
Il Ropinirolo e il Pramipexolo non sono derivati ergolinici (trattasi di preparati sintetici e non derivati da alcaloidi della segale, un fungo parassita della segale). Non dovrebbero, quindi, provocare gli effetti collaterali tipici dei farmaci dopamino-agonisti ergolinici (arrossamento doloroso delle estremità, gonfiore ed edemi). Dal loro uso non è stata, inoltre, osservata la comparsa di casi di fibrosi polmonare e retroperineale che se pur rara, potrebbe presentarsi in pazienti trattati con farmaci agonisti dopaminergici ergolinici.
Attualmente non si hanno dati clinici sufficienti per valutare l'opportunità di ritardare, nelle fasi iniziali di malattia, l'uso della levodopa. I pareri in merito sono contrastanti.
Alcuni ricercatori ritengono che la levodopa possa aumentare la sopravvivenza delle cellule neuronali mentre, di contro, altri sono di opposta opinione.......Dati clinici hanno dimostrato che il Ropinirolo e il Pramipexolo, usati in monoterapia, hanno una notevole efficacia su pazienti parkinsoniani negli stadi iniziali della malattia, paragonabile a quella ottenuta con levodopa........


ma veniamo a quanto scritto su diversi quotidiani , lo stralcio e' preso dal Sole24ore



..............La causa civile, avviata due anni fa, arriva ora in tribunale. La prima udienza è fissata a Viareggio per l'8 febbraio. L'azienda sanitaria ha fatto ingiunzioni contro le due ditte farmaceutiche che producono i farmaci, le filiali italiane della Eli Lilly e della Boeringher Ingelheim. Il corrispondente del Guardian, John Hooper, scrive di non essere riuscito a contattare nessuna delle due ditte per un commento.
Citando il quotidiano Il Tirreno, Hooper ricorda che Chisci aveva cominciato ad assumere i farmaci dopamino-agonistici nel 1999. Ma solo dal 2005 l'induzione al gioco è stata inclusa tra gli effetti collaterali indicati nel foglietto di avvertenze del medicinale....... "Non è chiaro se il paziente fosse stato messo in guardia", prosegue il Guardian, ma i suoi legali intendono sostenere che nel 1999 gli effetti collaterali erano già noti. Il paziente non gioca più, soprattutto perché non gli sono rimasti più soldi.I legali affermano che si tratta della prima causa del genere in Italia. Secondo il Guardian, si pensa che sia anche la prima in Europa. Un precedente esiste negli Stati Uniti: nel 2008, un poliziotto in pensione di Milwaukee, nel Wisconsin, Gary Charbonneau, aveva fatto causa contro la Boeringher Ingelheim e aveva ottenuto 204mila dollari come risarcimento delle sue perdite al gioco, 175mila per le sofferenze subite e ulteriori danni punitivi di 7,8 milioni. 

Per gli apocalittici il «multitasking» ci disabitua a localizzare l'attenzione necessaria alla lettura. È vero?


Che  cosa passa per la testa nativo digitale? I suoi circuiti neuronali sono diversi dai nostri, figli dell'era Gutenberg, cervelli educati alla lettura di libri o (nei casi più frequenti) anestetizzati da 60 anni di televisione? I media ci cambiano le sinapsi fino a farci compiere, di generazione in generazione, veri e propri salti evolutivi? Oppure il cervello rimane, alla fin fine, sempre lo stesso e si adatta plasticamente, nel bene e nel male, alle nuove opportunità offertegli da internet, sociolnetwork, videogiochi, smartphone, così come, prima di questi, alla lettura di Guerra e pace?
Partiamo da un microepisodio, raccontato dal guru dei nuovi media Clay Shirky. A proposito, ma quanti ce ne sono di questi guru, e con quanti messaggi diversi! Niente paura. Più o meno gli ingredienti dei loro discorsi sono gli stessi. Cambia il tono, apocalittico in alcuni, entusiasticoin altri. Una bimba di 4anni stava guardando un dvd con i genitori. Di punto in bianco, nel bel mezzo del film, la piccola è saltata giù dal divano  ed
è corsa dietro al televisore. Il padre ha pensato che volesse verificare se le persone del film fossero re-almente nell'apparecchio. Lei frugava tra i cavi dietro il monitor e alla domanda «Che stai facendo?» si sporse da dietro lo schermo e rispose: «Cerco il mouse». Ecco un'idea che è già ben piantata nella mente di un bambino di oggi: uno schermo senza mouse ha qualcosa di strano. I media che si rivolgono a te senza permetterti di partecipare sono alquanto impertinenti. Una volta che si è aperta a tutti la possibilità di consumare, produrre, risolvere problemi e condividere interattivamente contenuti in rete, è difficile tornare indietro. E il motivo sta scritto nei nostri neuroni. La facilità, la gratuità, le motivazioni altruistiche, il senso di equità, il desiderio di interattivià, di partecipazione e confronto - come spiega Shirky in "Surplus cognitivo. Creatività e generosità nell'era digitale,oltre che essere il vero sale e la nuova opportunità offerta dai socialnetwork , trovano conferma in esperimenti neuroscientifi-ci assai noti che disegnano la natura umana in maniera assai meno egoistica e assai più cooperativa e animata da spirito civico di quanto le teorie dell'homo o economicus ci avevano fatto credere.
A proposito di generosità, Shirky avrebbe anche potuto ricordare Giacomo Rizzolatti e i suoi «neuroni specchio», o «neuroni dell'empatia», che si attivano nel nostro cervello quando osserviamo i comportamenti altrui. Un particolare non da poco, dal momento che l'area specchio è implicata nella fruizione di informazioni in immagini e fiunati veicolati dal web. Senza contare che Rizzolatti è ancora più importante, come ispiratore dei rapporti tra media, educazione e cervello, per le sue scoperte sulla neuroplasticità. A partire dai suoi studi sulla visione è apparso chiaro che tale plasticità dura per tutta la nostra esistenza, anche se nell'infanzia e nell'adolescenza è più accentuata. Lo conferma una branca nascente delle neuroscienze, laneuro-..........educazione, per opera di Karl Fischer a Har-vard (uno dei curatori di The Educateti Brain, Hardbound) e del giapponese Koizumi che sta girando in lungo e in largo il suo paese monitorando i cervelli degli studenti con delle cuffiette non invasive.Da questi studi emerge che il learning by doing, l'imparare facendo di deweyiana memoria, magari introiettato attraverso i videogiochi, prepara il cervello alla soluzione di problemi via via più complessi, ed è quindi una risorsa preziosa per l'educazione. Lo si vede bene nei test Ocse-Pisa. I ragazzi che fanno uso delle tecnologie informatiche tendono ad avere risultati migliori, non tanto per il vantaggio tecnologico in sé, ma per il tipo di abilità "aperte" che sono in grado di sviluppare. Mentre i 45enni tendono ancora ausare internet come una megaenciclopedia da consultare, a mano a mano che si scende con l'età, l'uso diventa sempre più attivo e interattivo. Ma è solo un dato sociologico. Gli studi sul cervello mostrano che non ci sono scuse che tengano: a nessuna età si è inadatti alle diverse opportunità cognitive emergenti dai nuovi media. Anche i compiti cognitivi svolti per la prima volta in età adulta producono configurazioni neurali nuove, e modificano fisica-mente il nostro cervello.
Come nota Paolo Ferri in Nativi digitali (in uscita per Bruno Mondadori), è paradossale..........che oggi la sintesi più completa degli studi su neuroplasticità e "intelligenza digitale", dispersi in vari ambiti del sapere, sia contenuta nel testo dell''apocalittico" Nicholas Carr, "The Shallows", What thè Internet Is Doing to Our Brains (in uscita per Cortina), secondo cui internet ci rende sempre più superficiali e inadatti alla lettura approfondita di tipo gutenberghiano. Una tesi condivisa da Frank Schirr-macher in "La libertà ritrovata. Come (contìnuare a pensare nell'era digitale " che a sua volta si rifa a "Proust e il calamaro Storia e scienza del cervello che legge di Maryanne Wolf (Vita e pensiero). Durante la lettura i neuroni "rallentanti" posticipano di pochi millesimi di secondo la trasmissione neuronale da altre cellule nervose. Quanto basta per ordinare le informazioni e creare visioni d'insieme e riflessivtà utili all'approfondimento e allo sviluppo del pensiero. Che scomparirebbe invece, secondo gli apocalittici, durante il multitasking - l'attitudine a compiere più operazioni contemporaneamente, sollecitata dalla lettura sul web - che attiverebbe solo le parti più primitive del nostro cervello. In internet, scansionando il flusso informativo per rilevarne cambiamenti significativi ed esponendoci a stimoli multipli, perderemmo così la capacità di focalizzare l'attenzione. L'uso della rete in effetti favorisce più lo sviluppo della visione periferica, più adatta a indentificare movimenti e forme, e meno della visione /oveale, tipica della lettura di libri stampati.
Ma in realtà - osserva Henry Jenkins in Culture partecipative e competenze digitali (Gueri-ni)-«multìtasfeingeattenzionenondovrebbe-ro essere viste come forze opposte tra loro. Dovremmo, piuttosto, pensare a esse come abilità complementari, entrambe usate dal cervello in modo strategico per affrontare in maniera intelligente i limiti della memoria a breve termine». Nella storia umana, del resto, siamo stati sia «contadini», cui è necessaria un'attenzionefocalizzata,sia«caccìatori»,ca-paci di «scansionare un territorio complesso alla ricerca di segni e indizi per capire dove le sue prede siano nascoste». «Per secoli, le istituzioni scolastiche sono state strutturate per creare "contadini"», osserva lenkins. Oggi, invece, occorre dirigersi Verso un'intelligenza digitale sempre più matura e avvertita, per dirla con Antonio Battro e J. P. Denham (Ledizioni), cheoffronouna ulteriore chiave diletturadel-lenostre capacità dibase, la cosiddetta «opzione click». Perché ci è così naturale premere pulsanti, o aprire e chiudere manopole o circuiti elettrici? Questa "abilità digitale" - di tipo pragmatico, che nulla ha a che vedere con la più astratta matematica binaria che fa funzionare i computer - getta le sue radici nella storia evolutiva dell'uomo, è una risposta ai problemi di sopravvivenza e riproduzione affrontati nel Pleistocene. È un'opzione sì/no che ci è f amiliarissima fin da quando veniamo allattati. Anche unbambino che non sa né leggere né scrivere può attivare un collegamento ìpertestuale e muoversi all'interno degli ipertesti attraverso una semplice serie di click, esplorando ambiti conoscitivi e pratici per mezzo di decisioni elementari.
Ogni ulteriore intelligenza digitale parte da lì. Da una facoltà condivisa con primati e altri animali, da adulti e da bambini che si attaccheranno sempre più volentieri al mouse a scapito del ciucciòtto. E che saranno pronti ad usarlo per aprire nuovi mondi, affrontare sfide e inediti problem solving, continuando a rimodellare il proprio cervello per i cenfanni che si aspettano di vivere. Ineffabili, inafferrabili per i nostalgici di inesistenti età dell'oro cognitive, o per i predicatori di imminenti apocalissi.

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Bossi detta i tempi "A gennaio il federalismo deve passare"

Una affermazione tanto categorica quanto rischiosa .E la sinistra che fa? resta a guardare? non si mobilita per contrapporgli l'obiettivo di un federalismo solidale? Se questo non accade avremo un sud sempre piu' incatenato a logiche clientelari, e mafiose, e sopratutto improduttive:
dal Corriere della sera.it del 29/4/2009,Ancora poche ore e la regione Si­cilia batterà un record planeta­rio: su 3.450 dipendenti, ai Beni Cul­turali, ci saranno 770 dirigenti. Il tri­plo dell'intero parco dirigenziale del­la regione Lombardia."  e da Republica.it del 23/10/2006 :ancora una volta a Palermo si sono mirabilmente superati. In cima alla lista degli uomini d'oro c'è oggi un burocrate che ogni giorno di euro ne intasca 1553. A fine anno ne porterà a casa 567 mila e 300, lordi e comprensivi di tutte le indennità. È un primato assoluto anche nella Sicilia dei suoi califfi. 



ma ecco l'affermazione di Bossi:"Tra il 17 e il 23 gennaio il federalismo "deve passare", "In quel periodo c'è il problema che il federalismo deve passare l'ultimo decreto attuativo nella commissione bicamerale - ha detto - quindi se non passa quella cosa lì, non possiamo portare il federalismo in Consiglio dei Ministri. Io sono convinto che passi".

Il Tar «riabilita» la Forleo: errori sul trasferimento ed ancora.........Incendio nella villa del giudice Forleo Gravi danni alla casa in Puglia del magistrato che si occupò del caso Unipol-Bnl


Il Tar del Lazio dà ragione a Clementina For­leo e annulla la decisione con cui il Csm il 28 luglio 2008 ha trasferito il gip da Milano a Cremona per incompatibilità ambientale dopo che in tv e sulla stampa aveva parlato di «sottili pressioni» che avreb­be subito da «poteri forti» e di rallentamento delle indagini quando si occupava come giu­dice del caso Unipol/Bnl.


ed ancora...............
Clementina Forleo (Raffaele Rastelli)MILANO - Un incendio ha danneggiato gravemente la villa, sulla strada tra Francavilla Fontana (Brindisi) e Sava (Taranto), del giudice Clementina Forleo. Il rogo è divampato la scorsa notte, intorno all'una, e sul posto sono intervenute quattro squadre dei Vigili del Fuoco. Accertamenti sono in corso sulle cause dell'incendio. A quanto si è appreso, la villa da due anni era stata data il locazione a un imprenditore agricolo di Manduria (Taranto), che sempre la scorsa notte ha subito l'incendio della sua azienda, a Manduria. Anche la polizia sta indagando sui due incendi, che hanno causato danni ingenti.
INCIDENTI - Nel 2005 entrambi i genitori della giudice Forleo persero la vita in un incidente stradale, sempre nelle campagne di Francavilla. Sulla natura di quello e di altri episodi la giudice Forleo ha sempre manifestato forti sospetti e dubbi.

orso castano : citerei , per chi volesse capire meglio, l'articolo di Travaglio di cui riporto come  stralcio le conclusioni : -clicca x art. intero-
"Ora, se le parole hanno un senso, i reati di aggiotaggio sono stati commessi “in concorso con altri da identificare”: e, visto che al telefono si è sempre in due, anche per i pm di Milano i possibili concorrenti nel “disegno criminoso” sono i parlamentari che parlano con Consorte. La Forleo non ha fatto altro che esplicitare questo concetto, spiegando al Parlamento perché quelle telefonate sono assolutamente necessarie per le indagini già avviate e per quelle ancora da avviare e chiarendo che, una volta autorizzate, le telefonate potranno essere usate anche contro i parlamentari interessati. Alcuni insigni giuristi scrivono che la Gip non poteva comunque “accusare” parlamentari non ancora indagati dalla Procura. Ma la Procura e la Gip ribattono di non aver ritenuto possibile indagare quei parlamentari, visto che le eventuali prove a loro carico, le uniche, sono contenute proprio nelle telefonate in questione: che, finchè il Parlamento non ne autorizzerà l’uso, sono inutilizzabili. Come se non esistessero. Se anche fosse vero che s’è sbagliato, lo si è fatto perché la legge Boato del 2003 che impone l’autorizzazione del Parlamento per qualunque telefonata intercettata in cui compaia la voce di un parlamentare, è una boiata pazzesca. Una “norma indecorosa, scritta coi piedi, grossolanamente invalida”, tant’è che “è facile previsione che tale sia dichiarata dalla Corte costituzionale”. Parola di Franco Cordero, principe dei processualisti italiani, su la Repubblica di ieri. Invece di prendersela con la Forleo, il Parlamento farebbe bene a non legiferare coi piedi. O comunque, dopo averlo fatto, a prendersela con se stesso."

martedì 4 gennaio 2011

Lavoratori, tiè! Il non-senso della vita , clicca

da Repubblica.it, stralcio, artic. di Piergiorgio Odifreddi del 29.dic 2010



Più che un capitano d’industria, Marchionne sembra Sordi ne I vitelloni di Fellini: uno strafottente che, quando passa vicino agli operai, fa loro il gesto dell’ombrello e urla “Lavoratori, tiè”! Ma coi tempi che corrono, con comparse come Fassino e Chiamparino a fargli da spalla, e capipopolo come Berlusconi e Obama ad applaudirlo, c’è poco da sperare che l’auto su cui viaggia Marchionne si fermi di botto e lui sia costretto a scappare come Sordi.Che Berlusconi lo applauda, non stupisce. Basta leggere Giovanni Agnelli, la biografia che Valerio Castronovo ha dedicato anni fa al fondatore della Fiat, per capire come nacque la sua industria e come egli fece i suoi soldi: esattamente come Mediaset e Berlusconi, appunto. Cioè, con aggiottaggi, denunce, processi, corruzioni di giudici, tangenti ai partiti, speculazioni edilizie (Bardonecchia vs. Milano Due), controllo di una stampa addomesticata (La Stampa vs. il Giornale), fiancheggiamenti dell’uomo forte (Mussolini vs. Craxi), e infine discesa in campo: da primo senatore a vita nominato dal Duce l’uno, e da presidente del Consiglio l’altro.un tale malfattore mantenesse la proprietà di un’azienda che era prosperata sulla pelle dei lavoratori, e nel collaborazionismo coi fascisti. Agnelli e Valletta furono spogliati della presidenza e dell’amministrazione della Fiat, ma la sporca realpolitik ebbe presto il sopravvento sui puri ideali. Agnelli ebbe la compiacenza di morire, e Valletta fu reintegrato nel suo ruolo. Vent’anni dopo sarebbe stato nominato senatore a vita dal socialdemocratico Saragat, così come l’erede del vecchio senatore, il rampollo Gianni, lo sarebbe stato nel 1991 dal democristiano Cossiga.E fu proprio l’avvocato a dichiarare una volta che “la Fiat è governativa”. Cioè, pronta a scendere a patti con qualunque governo, pur di continuare a praticare la politica del capitalismo d’accatto che ha dissanguato l’Italia: gli utili agli imprenditori, le perdite allo stato (e dunque, ai lavoratori). Se la Fiat ha prosperato nel dopoguerra, è stato grazie a una dissennata politica di privilegio dell’auto privata a scapito dei servizi pubblici......................   




4 gennaio 2011: Napolitano e Landini , stralci da Corriere della sera.it, clicca

Napolitano :«Mi auguro che sulle relazioni industriali, oggetto di contenzioso alla Fiat, si trovi un modulo più costruttivo di discorso»«Credo che nessuno possa negare che esista un problema di bassa produttività del lavoro. Ma non è una questione legata esclusivamente al rendimento lavorativo delle maestranze. È legata anche, prevalentemente, all'innovazione tecnologica e all'organizzazione del lavoro»
«Ci attendono prove molto impegnative. Occorre uno scatto, una mobilitazione. Bisogna soprattutto tenere aperte le linee di comunicazione con le generazioni più giovani, i cui problemi sono quelli del futuro dell'Italia» 
Landini (FIOM): Parlando dell'accordo di Mirafiori, Landini si aspetta che «le forze politiche si rendano conto che quello che sta facendo Marchionne è contro la Costituzione. C'è in giro tanta propaganda e noi vogliamo parlare dei contenuti, della situazione nelle fabbriche». Nella loro autonomia, insiste il leader Fiom, le forze politiche decideranno cosa è più giusto fare, «noi chiediamo che si discuta questa situazione in tutte le assemblee elettive in Italia». Per Landini è in corso «un attacco ai diritti e alla democrazia senza precedenti. Il governo non sta facendo quello che dovrebbe fare, oltre a non avare una politica industriale, non sta tutelando i diritti dei lavoratori». E infine conclude: «Non è vero che in Italia per investire c'è bisogno di fare la macelleria sociale della Fiat».

orso castano. la questione Fiat riguarda tutti , le sue conseguenze sulla vita democratica e sui diritti di rappresentanza sono cruciali per un paese occidentale come l'Italia . Lo statuto dei lavoratori, il diritto ad essere rappresentato in fabbrica sono conquiste venute dopo anni di lotte in fabbrica e battaglie parlamentari.Su questi temi un cedimento aprirebbe la strada ad un arretramento sociale imponente.Una mediazione e' possibile e doverosa. il "filosofo" Marchionne non puo' approfittare della globalizzazione per cancellare i diritti acquisiti dopo anni di lotte molto dure.Non vanno dimenticate le parole di Karl : proletari (e disoccupati-precari) di tutto il mondo unitevi!

"Conosco le fabbriche meglio di loro" Fassino risponde alle critiche Fiom, da Repubblica.it, clicca




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(stralci dall'articolo).............Perché sì all'accordo? "Perché dal punto di vista produttivo ha un valore innegabile. Consente un investimento che garantisce la certezza dell'occupazione a 15 mila lavoratori tra Fiat e indotto. Rilancia Mirafiori che era vicina al collasso. Attiva la produzione di modelli di alta gamma. È un'operazione nel segno dell'espansione". Con grandi sacrifici per gli operai."È vero. Ai lavoratori sono richieste condizioni onerose. Compensate però dalla sicurezza del lavoro. In America i sindacati della Chrysler hanno sottoscritto un accordo che prevede per i neoassunti la riduzione del salario da 28 a 14 dollari l'ora e 5 anni di non conflittualità".Ma qui siamo in Italia."Magari. Qui siamo nel mondo globalizzato. In Germania i sindacati di molte aziende stanno ricontrattando le condizioni salariali per tenerne conto. Ecco perché rifiutare l'accordo mi sembra un grave errore. Peraltro avrebbe conseguenze solo sui lavoratori. La Fiat invece ne uscirebbe indenne limitandosi a trasferire la produzione negli Usa. Ma c'è un punto nell'intesa che non condivido".Quale?"Marchionne vuole l'esigibilità del contratto e ha ragione. Ma l'obiettivo può essere conseguito con un'intesa interconfederale o aziendale che stabilisca che gli accordi vengono sottoposti a referendum il cui esito è vincolante per tutti i lavoratori e tutte le sigle. In questo modo l'azienda è garantita nel rispetto del contratto, ma nessun sindacato è negato nella sua funzione di rappresentanza".Lei direbbe sì nell'interesse dei lavoratori. Significa che la Fiom non sta difendendo quegli interessi? "Non mi permetto di fare una tale affermazione. Ma vedo che la Fiom si è arroccata. È molto velleitario alzarsi dal tavolo e non firmare. Così il sindacato non difende i lavoratori anzi li espone a un rischio maggiore. La tutela delle rigidità non funziona più, oggi ci vuole il governo delle flessibilità. La Fiom dice: 10 anni fa abbiamo sottoscritto degli accordi e non si toccano. Ma 10 anni fa non c'erano la Cina, l'India, il Brasile".Si può paragonare il no della Fiom di oggi alla posizione del Pci sulla scala mobile? "Anche allora prevalse una linea puramente difensiva. Successivamente lo riconobbero dirigenti come Trentin e Chiaromonte. Una strategia di conservazione davanti a mutamenti radicali alla fine si rivela la più debole e la più inefficace".Le fabbriche sono cambiate. Com'è cambiato lei rispetto al ragazzo che andava ai cancelli di Mirafiori negli anni '80? "Ho cercato di fare tesoro di quell'esperienza. Ho avuto maestri del calibro di Emilio Pugno e Aventino Pace. Ho imparato che quando sei davanti a problemi oggettivi, con una radice sostanziale, l'ultima delle cose utili è negarli. Ci si sporca le mani e non si ha paura di farlo. In quegli anni ne abbiamo inventate di soluzioni innovative. Il 6 per 6 nel settore tessile quando arrivava la competizione cinese, l'organizzazione del lavoro nel settore gomma su due settimane con 12 giorni lavorati e 3 di riposo. Siamo stati dentro il cambiamento perché quello non devi mai fare è metterti fuori. Pace insegnava a noi giovani una grande verità: "Guardate che se ai problemi la soluzione non la date voi, la darà il padrone senza di voi"".Marchionne non parla molto di qualità eppure solo 3 auto su 10 in Italia vengono dal gruppo Fiat. Non sarà mica colpa degli operai e della produttività?"L'osservazione è giusta. Ed è giusto incalzare il progetto di Fabbrica Italia. Abbiamo una quantificazione di massima dell'investimento: 20 miliardi. Ma oggi sappiamo come saranno spesi, per Pomigliano e Torino, solo un miliardo e mezzo. Sarebbe utile conoscere in quale direzione andranno gli altri 18. Ma dobbiamo incalzare anche il governo che è stato completamente assente, che non si pone il problema di una politica industriale".Lo sciopero del 28 gennaio proclamato dalla Fiom è una follia?"Non spetta ai partiti pronunciarsi sugli scioperi. Ma a Landini chiedo: al di là della denuncia come si propone di incidere su quello che succede negli stabilimenti Fiat? Se denuncia e basta rischia di esaurire il suo ruolo in una testimonianza. Sarà pure nobile sul piano etico. Ma sul piano pratico la sua efficacia qual è?".(30 dicembre 2010)orso castano : per ragioni di opportunita' , sopratutto per questo, per non farsi emarginare , per mantenere il contatto con gli operai , per queste ragioni bisogna "sporcarsi le mani", cioe' bisogna ingoiare questo rospo. Ma l'attacco non e' rivolto solo agli operai , ma a tutti i lavoratori . e questo Fassino non lo dice, nonche' alle regole democratiche che governano il mondo del lavoro ed a cascata tulttla la societa', ed anche questo Fassino lo dimentica.  Dovrebbe pero' porsi una domanda : riuscira' il PD (e la sinistra nel complesso) a frenare il possibile effetto valanga di questo contratto., .(modello di relazioni padroni-sindacato) sulle altre fabbriche? e la sinistra, che non e' al governo, riuscira' a fermare B. nel modificare le regole di democrazia che, sotto i colpi di chi ha  in mano  le redini, vaccillano sempre di piu'? ed i soggetti deboli , le famiglie impoverite, i precari, i giovani sempre meno giovani e sempre piu' disoccupati/sottoccupati , la generazione del lavoro negato, insomma, chi avranno come riferimento, su quale forza politica potranno far  conto, che identita' daranno, alla fine, alle loro vite? Le mosse FIAT aprono una enorme riflessione, l'importante e' che le conclusioni a queste riflesioni non le diano altri , ormai supercompromessi , logorati e coinvolti dal poptere . E' assolutamente indispensabile che chi non ha futuro cammini sulle proprie gambe e diventi una forza unita prima che la valanga li travolga.

Tasso inflazione annuo all'1,5% Nel 2009 era stato lo 0,8% A dicembre in rialzo del 2%, colpa dei carburanti

da la stampa.it stralcio 

Il tasso di inflazione medio annuo nel 2010 è stato pari all’1,5%, quasi raddoppiato rispetto a quello del 2009 (0,8%). Robusto l'incremento congiunturale a dicembre:per l’inflazione a dicembre: i prezzi al consumo sono saliti dello 0,4% portando all’1,9% il dato tendenziale (indice Nic con tabacchi a 140,9), massimo da dicembre 2008...............