venerdì 20 novembre 2009

"Chiedevamo aiuto e abbiamo trovato psichiatri incompetenti e negligenti" clicca

da RAI Community beta 22-09-2009  

Vi voglio raccontare la storia di mio figlio ex reduce della Bosnia. Al suo rientro accusava dolori diffusi,nervosismo,sbalzi di umore, il medico curante mi diceva che erano sintomi psicosomatici.  Dopo pochi mesi si è ricoverato per un ernia discale e qui hanno riscontrato i valori epatici alterati,hanno disintossicato il fegato e dopo ed è stato operato aveva 24 anni. Tutto procedeva bene ,dopo circa due anni viene richiamato dall'Esercito Italiano come riservista,partecipa a un campo in Bulgaria ,tra i vari richiami,rientra a casa a settembre 2001, non era più lui,quei sintomi che sopra ho elencato si erano ripresentati in forma più acuta,ha avuto una crisi convulsiva è stato soccorso e portato in ospedale,qui nuovamente i valori epatici sono stati trovati alterati e ci hanno consigliato una visita da un gastroenterologo,questo medico vedendo i valori del fegato (GT e transaminasi)ci ha consigliato una visita neuropsichiatria -stop all'alcool. Naturalmente è prevalsa la tesi dei medici,e non quella nostra che continuamente dicevamo che aveva partecipato ad una missione per sei mesi a Sarayevo . Arriviamo alla psichiatria,per sei lunghi anni non sono stati prese in considerazione le nostre parole,noi genitori siamo stati totalmente messi da parte perchè insistevamo sul fatto lui era cambiato dal rientro dalla missione e lì qualcosa era sicuramente successo,loro cercavano di convingerci che quella era un'altra storia ed è nato un braccio di ferro. In questo arco di tempo mio figlio non ha mai visto la figura di uno psicologo. Solo somministrazione di neurolettici mensilmente,non è stato mai richiesto un controllo del fegato ,visto che nel frattempo gli era stata diagnosticata una epatopatia cronica. Ho iniziato a fare ricerche e ho scoperto di tanti militari che avevano partecipato alle missioni erano morti e tantissimi malati,è stata fatta una biopsia al fegato e fatti analizzare i reperti dalla NANODIAGNOSTICS e abbiamo scoperto nel suo fegato presenza di metalli pesanti :Carbonio -ferro-stagno-nichel -cobalto-titanio-cromo ,questi materiali mettalici non sono nè biodegradabili e nè biocompatibile. Col passare del tempo sono emersi gli effetti collaterali dei farmaci,aumento di peso(30kg),movimenti involontari,affanno,apatia e alternanza a momenti di euforia,questi segni purtroppo li vedevamo solo noi famigliari ,ma al servizio non li vedevano ,continuavano a dire che stava bene e che la mamma non voleva ancora tagliare il cordone ombellicale. Naturalmente ho capito che erano degli incompetenti e negligenti,ho cambiato servizio in un'altra città e qui ho fatto una scoperta,è stato chiesto un ECG é risultato il QT alto,è stata sospesa la terapia ,sono quasi 2 anni che non prende psicofarmaci e si sta curanto per la patologia cdi cui è affetto : " INTOSSICAZIONE DA METALLI PESANTI " . In questi 6 anni la psichiatria non ha curato niente ,ma ha danneggiato un quadro clinico di per sè grave. Io ho reclamato alla Regione Puglia,al direttore generale ,al direttore del dipartimento ,all'urp, a tante associazioni di categoria e non ,ai sindacati. Sapete cosa vi dico? C'è una grande collusione da far spavento. Ma io sono testarda e vado avanti,non mi fermerò .

orso castano : la diagnosi in psichiatria non e' cosa semplice,  le parole dei familiari vanno prese sempre in seria considerazione . I familiari possono essere di grande aiuto nella gestione del paziente , il dialogo con loro deve essere costante , devono essere messi , con chiarezza , al corrente degli interventi che vengono fatti.  

morire di psichiatria

Legato ad un letto, polsi e caviglie. Così sarebbe morto Francesco Mastrogiovanni, maestro elementare di Castelnuovo Cilento(SA). Aveva 58 anni. Il 31 luglio era entrato nell'ospedale San Luca di Vallo della Lucania: sul suo capo pendeva un'ordinanza di Trattamento sanitario obbligatorio perché, a detta delle autorità, aveva dato in escandescenze... Quattro giorni dopo, la mattina del 4 agosto, gli infermieri l'hanno trovato morto,con profonde ferite ai polsi e alle caviglie che, secondo i periti, sarebbero state provocate da una legatura prolungata con legacci di plastica rigida o fil di ferro.Parla il legale della famiglia Mastrogiovanni.

orso castano : questa storia drammatica si commenta da sola. I neurolettici dovrebbero essere usati con grande prudenza e moderazione.La contenzione non dovrebbe essere usata. Il monitoraggio della salute dei pazienti ricoverati deve essere costante. Il Sindaco (Rsponsabile della Salute Pubblica) , che per legge deve autorizzare il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatrio) , condizione sola che permette eccezionalmente, la contenzione,dovrebbe essere avvisato della stessa.I familiari e rappresentanti delle associazioni dei diritti dei pazienti, dovrebbero poter accedere in qualsiasi momento , per controllo. Questo su tutte le quotidiane contenzioni : da quelle psichiatriche , agli anziani agitati, ai tossicodipendenti detenuti o ricoverati.Ma queste possibilita' di controllo oggi, purtroppo, non vengono praticate.

giovedì 19 novembre 2009

TERMINI IMERESE : OPERAI ELEGGONO IL LORO SINDACO........

ORSO CASTANO : E' UN DRAMMA....

miser B. il tagliatore ....di futuro

DA LA REPUBBLICA "L'Italia sarà fuori dal mercato aspetteremo le scoperte degli altri" di MARIO REGGIO   ROMA - "I politici non vogliono capire l'importanza strategica della ricerca. Nessuno vuol fare più il ricercatore e i giovani emigreranno sempre di più all'estero. L'Italia rischia di perdere rapidamente il livello che ha raggiunto tra i paesi industrializzati". Il professor Silvio Garattini non riesce a trattenere il suo disappunto dopo l'ennesima notizia sulle scarse risorse destinate alla ricerca. La storia si ripete: dopo le promesse, la disillusione. "Il problema è chiaro: i governi, di qualsiasi natura e colore politico, non ritengono strategica la ricerca. Perché se la ritenessero importante farebbero gli stessi sforzi che hanno fatto per assicurare una maggiore sicurezza al Paese. Questa è certamente importante, ma la ricerca lo è altrettanto e rinviare anno dopo anno vuol dire relegare il paese al sottosviluppo". Di questo passo il gap con gli altri paesi avanzati sarà incolmabile. "Già oggi noi siamo praticamente fuori dai mercati e dai prodotti che hanno un alto valore aggiunto, come l'elettronica, le telecomunicazioni e la farmaceutica. Siamo ridotti al rango di semplici consumatori e concessionari di prodotti che compriamo da altri". Un sistema che costa all'Italia migliaia di miliardi. "Certo. La non ricerca ci costa cifre spaventose. Non esportiamo nuovi prodotti e siamo costretti a pagare brevetti e licenze per poter mantenere in vita il sistema. Nel campo biomedico, ad esempio, non possiamo continuare ad essere parassiti e godere delle scoperte degli altri. Così non possiamo far valere le nostre opinioni e accettare tutto passivamente. La ricerca ha tempi lunghi ma, se non cominciamo, non avremo mai risultati". Anche con i ricercatori siamo messi male "Abbiamo la metà dei ricercatori francesi e poco più di un terzo di quelli inglesi, quindi possiamo scordarci la competitività con questi paesi. Nel frattempo l'età media aumenta perché i giovani, quelli più intelligenti e preparati, preferiscono scegliere carriere nuove e più remunerative, come nell'informatica e nella finanza. Oggi, d'altro canto, vengono date borse di studio al limite della sopravvivenza. Per queste ragioni i politici devono capire che è strategico invogliare i giovani ad intraprendere la ricerca, perché è da lì che nasce l'innovazione, quindi la competitività". Ci sarà un incremento della fuga di cervelli? "Se non ci sarà una scossa vitale, il processo diventerà inarrestabile. I giovani che sono fuggiti all'estero non tornano in questa situazione di miseria, non solo perché non ci sono soldi, ma anche perché l'ambiente non è molto stimolante". I privati possono dare una mano? "L'Airc, Telethon, 30 ore per la vita danno già soldi per la ricerca. Ma certamente non basta. I politici potrebbero stimolare gli investimenti dei privati detassando le risorse che vengono destinate alla ricerca. Oppure potrebbero aprire una nuova voce dell'8 per mille: i cittadini potrebbero scegliere tra le confessioni religiose e la ricerca e questo non costerebbe nulla allo Stato. Ad esempio le risorse raccolte potrebbero essere destinate ad accrescere le misere borse di studio ai ricercatori. In fin dei conti non sono pessimista: alla fine a forza d'insistere qualcosa dovrebbe uscire fuori". (23 ottobre 2001) ............ORSO CASTANO : E' DAL 2001 CHE IL GOVERNO TAGLIA I FONDI ALLA RICERCA SCIENTIFICA !! DOVE VUOLE ARRIVARE E PERCHE'? SPERA DI PRIVATIZZARE IN TAL MODO LE UNIVERSITA' PUBBLICHE? O MEGLIO DI DISTRUGGERLE  PER SVENDERLE? COSI' FACENDO STA DISTRUGGENDO IL DIRITTO ALLO STUDIO ALLARGATO ED ANCHE IL FUTURO DELLA PRODUTTIVITA' IN ITALIA. ESPORTEREMO LE ESCORT AL POSTO DI BREVETTI SCIENTIFICI!

siamo in tanti : "una moltitudine inarrestabile"

Pawl Hawken parla del suo ultimo libro Blessed Unrest, (il libro in italiano ha come titolo "Moltitudine Inarrestabile", come il piu' grande Movimento della storia del mondo è nato e perchè nessuno lo ha visto arrivare. Una parte del libro in italiano è ora consultabile su www.moltitudineinarrestabile.it

orso castano : un grazie all'amico Michele Tabusso per averci suggerito questo clip. Molto bello.

domenica 15 novembre 2009

il processo breve , dal sito dell'ADUC

Claudio Lolli , quello li' , il compagno Antonio Gramsci (20 anni di galera sotto il fascismo) , piccola borghesia, la socialdemocraazia

piccola borghesia la socialdemocrazia "i giornali di marzo" ,bella canzone sulle "illusioni" del 77'e la reazione all'uccisione dello studente Lo Russo da parte della polizia

Indagine conoscitiva sull'informatizzazione delle pubbliche amministrazioni, clicca x documento intero

COMMISSIONE I , AFFARI COSTITUZIONALI, DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO E INTERNI, Seduta di mercoledì 28 ottobre 2009

......................L'indagine ha peraltro messo in evidenza tutte le difficoltà legate alla concreta attuazione di questa prospettiva così avanzata, facendo emergere gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione di una pubblica amministrazione veramente moderna ed in sintonia con i bisogni dei cittadini.  Da un lato è emersa nel corso delle audizioni la carenza di una normativa secondaria di carattere tecnico che traduca in concreto i principi posti a livello generale. Per altro verso, è stato evidenziato come le strutture amministrative mostrino in alcuni casi una notevole lentezza ad adeguarsi ai nuovi principi, per motivi legati in parte al mancato funzionamento pratico dei meccanismi di coordinamento, in parte alle difficoltà nella gestione delle risorse, in parte a carenze di natura tecnica.Sotto questo aspetto è stato osservato, in particolare dagli esperti, che l'informatizzazione dei processi di per sé non porta necessariamente ad una modernizzazione dei servizi offerti. Perché l'uso delle tecnologie informatiche si traduca in un aumento dell'efficienza della pubblica amministrazione occorre che esso sia supportato da una capacità progettuale da parte delle amministrazioni. L'informatica è al servizio dell'attività amministrativa e solo sulla base di una razionale, accurata e consapevole attività di snellimento, di semplificazione e di adattamento dei procedimenti amministrativi alle nuove esigenze di celerità e di trasparenza nell'offerta dei servizi pubblici essa può dare frutti maturi.  Gli esperti, in particolare, hanno sottolineato come le tecnologie dell'informatica siano un mero «fattore abilitante», uno strumento che deve essere accompagnato da altri interventi che riguardano le norme, il rinnovamento culturale, i sistemi di programmazione e controllo e la formazione delle competenze necessarie. L'informatizzazione non può servire di per sé a risolvere i problemi dell'azione amministrativa. Solo una amministrazione di qualità può consentire al processo di informatizzazione di tradursi in formidabile spinta per lo sviluppo del Paese. Anche l'analisi sul rapporto tra pubbliche amministrazioni e mercato dell'ICT conferma questo dato. C'è un problema rappresentato dal sistema delle gare pubbliche, c'è un problema relativo alla posizione debole della pubblica amministrazione come contraente, c'è un problema rappresentato dalla frammentazione e dalla inadeguatezza qualitativa della domanda che viene dalle pubbliche amministrazioni, la quale non sfrutta appieno le potenzialità di innovazione insite nelle tecnologie informatiche.Il costo dell'ignoranza informatica è stimato in 2 miliardi di euro annui con riferimento al solo settore sanitario. Per quanto riguarda il profilo delle risorse disponibili per portare avanti l'obiettivo dell'informatizzazione delle nostre strutture pubbliche, è necessario riflettere su alcune componenti quantitative e qualitative della spesa. Sul piano quantitativo, da un confronto con gli altri paesi europei, emerge che la spesa pro capite per l'ICT da parte della pubblica amministrazione del nostro Paese risulta inferiore a quella della maggior parte dei Paesi europei. In una rilevazione fornita dal CNIPA che ha interessato 16 paesi dell'Unione europea, l'Italia occupa il dodicesimo posto, con una spesa pro-capite di 51,3 euro annui, a fronte dei 254,8 euro della Svezia, cui spetta il primo posto, dei 147,5 euro del Regno Unito, degli 86 euro della Francia e dei 72,3 euro della Germania. Sul piano qualitativo, si registra un peso eccessivo della quota di spesa destinata alla gestione ed alla manutenzione dei sistemi informativi rispetto a quella destinata allo sviluppo e agli investimenti. Nel 2008 si è registrato sotto questo profilo un miglioramento piuttosto significativo nelle amministrazioni centrali: la quota di spesa destinata allo sviluppo è infatti passata dal 45,8 per cento del 2007 al 54, 2 per cento del 2008. Resta peraltro da verificare se il dato sia ascrivibile ad un'effettiva inversione di tendenza o non sia un dato episodico, riferibile ad un singolo anno. Inoltre le attuali modalità di formazione del bilancio non risultano in grado di cogliere le potenzialità connesse alle spese per investimenti in un settore quale quello dell'informatizzazione. Gli investimenti in questo settore rappresentano un costo nell'immediato i cui benefici sono destinati a prodursi a distanza di tempo ed in favore di unità organizzative diverse da quelle che hanno determinato la spesa. È necessario al riguardo individuare nuovi strumenti per la valutazione degli investimenti che tengano conto della complessità di questo fenomeno. .............Questo è un punto cruciale: occorre spendere di più e meglio per allargare l'offerta dei servizi in rete a vantaggio di cittadini e imprese. Sotto questo profilo è emerso come i progetti di implementazione dei servizi e i progetti di infrastrutturazione della rete siano intimamente correlati e complementari: creare un'infrastruttura capace di supportare i servizi rappresenta, dunque, la condizione per lo sviluppo del piano e-gov 2012 del Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione e, per tali ragioni, è stato evidenziato come i due piani siano stati presentati in modo coordinato dai due ministeri - pubblica amministrazione e innovazione e sviluppo economico e comunicazioni - nel progetto «Cittadinanza digitale». L'accesso alle infrastrutture di telecomunicazione a banda larga e alle tecnologie informatiche evolute è infatti riconosciuto ormai come uno dei bisogni primari per lo sviluppo sostenibile di un territorio........... È risultato, infatti, come spesso si assista ad una spiccata capacità, da parte degli enti locali, di rappresentare il front office anche attraverso l'informatizzazione, evidenziando un buon livello di comunicazione iniziale. Poi, però, quando si tratta di passare a erogare veri servizi ai cittadini e alle imprese, emergono dei problemi, anche per una difficoltà di coordinamento tra regioni ed enti locali. È stata evidenziata da più parti la assoluta necessità di rafforzare una linea di indirizzo condivisa, attorno a un unico asse che, nel rispetto delle sfere di autonomia costituzionalmente previste, consenta allo Stato di esercitare le funzioni di coordinamento informatico dei dati dell'amministrazione statale, regionale e locale ad esso attribuite in via esclusiva dall'articolo 117, comma secondo, della Costituzione. In particolare, da parte degli enti locali è pervenuta la richiesta di essere coinvolti, a livello di programmazione, in un progetto di maggiore ampiezza, con direttive più certe da parte dello Stato. A queste esigenze si ispira il piano «E-Government 2012», presentato dal Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, on. Renato Brunetta, nel gennaio 2009 e nella stessa direzione sembra andare il «Piano straordinario Stato, regioni, enti locali per l'attuazione dell'e-government. E-gov 2010», approvato dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nella seduta del 9 aprile 2009.

ma nonostante quanto sopra rilevato , il governo: ............. Banda larga: il governo congela 800 milioni , clicca qui' x l'articolo  4 novembre 2009 Gli 800 milioni del piano Romani-Brunetta per il superamento del «digital divide» e che da tempo attendono di essere sbloccati dal Cipe sono stati sostanzialmente congelati in attesa della fine della crisi, «perché il governo ha cambiato l'ordine delle priorità». Lo ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, che, in merito all'ipotesi avanzata dal vice ministro alle Comunicazioni Paolo Romani di ricorrere al mercato finanziario se i fondi pubblici non saranno disponibili, ha commentato: «Faremo l'uno e l'altro».

oppure come spiega l'ADUC  , clicca qui' x articolo:

BANDA LARGA E GLI 800 MILIONI CONGELATI: L'AVVERTIMENTO DEL GOVERNO A TELECOM ITALIA

 ..............Il contrasto è tra il Governo (tutto) e Telecom Italia; alla base del quale c'è un dubbio del Governo (tutto): che dobbiamo farne di Telecom Italia? Continuare a garantirgli privilegi, nella speranza che rimanga italiana? Oppure toglierglieli e vedere cosa accade? Vivacchiare e finire definitivamente nella pancia della spagnola Telefonica (già ora indirettamente azionista di maggioranza relativa)? Oppure qualcos'altro? Il perche' del congelamento. Il Governo (tutto) pensa che stanziando questi spiccioli dia ancora respiro a Telecom Italia che da un lato e' troppo forte per essere fatta fuori e sostituita, dall'altra è troppo debole per poter continuare a essere l'asse portante delle telecomunicazioni italiane (e nelle quali non si sa chi comanda). Troppi i debiti e precario l'assetto societario che vede azionista di maggioranza relativa, seppur indirettamente, Telefonica, lo straniero che tanto fastidio dà, all'attuale e ai passati governi. Con il congelamento, il Governo (tutto) ha lanciato un messaggio a Telecom Italia: non pensare di continuare a vivacchiare sfruttando i nuovi investimenti pubblici nella Rete. Telecom Italia, infatti, deve investire pesantemente nella propria rete che va adeguata ed estesa. Farlo coi soldi pubblici è la miglior cosa, ovviamente; le permetterebbe di continuare a sfruttare la rendita di posizione di cui gode. Un vantaggio che il Governo (tutto) non vuol concedere. Perchè ha a cuore l'interesse degli italiani, imprese e cittadini? Oppure altro? Dietro i muri del potere si possono intuire altri scenari, come il coinvolgimento di Poste Italiane (controllate da Tremonti) in Telecom o addirittura una sorta di fusione Telecom-Mediaset (del presidente del Consiglio). Sono scenari, ipotesi, balle messe in giro ad arte, ma confermano che gli 800 milioni congelati sono solo un avvertimento, un elemento tattico in vista del dispiegamento a tutto campo delle truppe. Una partita, quella della Rete, che si sta giocando sotto traccia e che vede coinvolti anche Rai e Sky, visto che ormai è alle porte la totale 'fusione' e interoperabilità tra tecnologie che permettono la trasmissione di contenuti: etere, cavi, satellite. Se realmente si avesse a cuore l'interessi degli utenti, si potrebbe sbrogliare facilmente tutta la matassa. E' assodato che Telecom Italia è ormai un peso morto per lo sviluppo del Paese; al contempo è complicato giuridicamente 'espropriarle' la Rete (di vecchia generazione) da cui la nuova (in fibra ottica) non può prescindere. C'è una via d'uscita: inserire negli obblighi attribuiti al gestore che deve garantire il servizio universale anche la fornitura per tutti di un collegamento in banda larga minimo di uno o due mega. In questo modo, Telecom Italia o si decide a mettere sul mercato la propria rete (riducendo drasticamente la sua montagna di debiti) oppure si dà un nuovo assetto proprietario, con soci disposti a investire per davvero. E' in questa direzione che va la proposta lanciata da noi dell'Aduc............

sabato 14 novembre 2009

Enrico Berlinguer , un grande politico , con la vista lunga, da tenere ben presente oggi !!

Antonello Venditti : una canzone per Enrico Marco Travaglio ricorda Berlinguer De Gregori : "La storia siamo noi"

Negri: La lotta armata in Italia l'ha iniziata lo Stato

Toni Negri, "il cattivo maestro" della lotta armata degli anni 70 torna a graffiare. Ai microfoni di Sky tg24 parla del mondo operaio e del momento politico italiano

bifo 1

bifo 2

bifo 3 orso castano: molto tempo e' passatodal 77' ad oggi. I piu' giovani non sanno e non possono ricordare il clima di tensione sociale e di violenza politica che esisteva. Ma quelle pagine per alcuni aspetti cosi' tristi fanno parte della nostra storia ed e' giusto che ci si faccia sopra una riflessione. Una parte della  generazione di adolescenti di allora era portatrice di idee di rivolta contro una gestione della politica non molto lontana da quella di oggi, dove la corruzione e le leggi ad personam la fanno da padrone. Gli  "opposti estremismi" furono una trappola mortale che impedi' l'individuazione di una strada  per il rinnovamento della classe politica. Fino a che punto furono  provocati e costruiti dal potere saranno gli storici a documentarlo. Non mancarono le vittime della repressione : lo studente Lo Russo fu ucciso dalla polizia. Cosi' per il potere fu facile cosa reprimere e rimuovere. Bifo (Franco Berardi ) era un leader bolognese di quegi anni .Nei video ricostruisce il percorso politico da allora ad oggi.Interessanti , anche se un po' scontate,  le sue riflessioni sul cambiamento delle modalita' di comunicazione tra persone e dei media . Claudio Lolli , una canzone per il 77

FRANA ISCHIA: “AIUTO, CROLLA LA MONTAGNA”. LA DISPERATA CHIAMATA DI UNA TESTIMONE AL 113

da Bologna Notizie : ISCHIA, 11 NOV. – Acqua, fango e pietre sono piombate sul porto di Casamicciola, sull’isola d’Ischia, trascinando in mare auto e persone. Una ragazza muore, una ventina i feriti, due in gravi condizioni. La pioggia, che dopo giorni ha smesso di cadere orso castano : La insicurezza cammina intorno a noi, la frana della montagna metaforicamente rappresenta lo smottamento del tesuto sociale che da solo , spesso contro chi'dirige il paese , cerca di farvi fronte. Ma quali strumenti ha se a franare e' la montagna o magari se a tremare e' la terra ?........

Il lavoro e la crisi: esigiamo le risposte. Il peggio deve ancora venire! L'intervento di Guglielmo Epifani

Il lavoro e la crisi: esigiamo le risposte. L'intervento di Guglielmo Epifani a Roma il 14/11/09

ascolta l'intervento clicca qui' , un analisi lucida ed appassionata delle conseguenze della crisi economica e delle manovre del governo sul mondo del lavoro!.

UNA ACUTA E CHIARA SINTESI DEL PESO CHE IL MONDO DEL LAVORO PAGA PER UNA CATTIVA GESTIONE DELLA COSA PUBBLICA. IL CLIMA SOCIALE GENERALE E' QUELLO DI UN GENERALIZZATO NON RISPETTO PER IL MONDO DEL LAVORO , DEI PIU' DEBOLI , DEI PRECARI .

venerdì 13 novembre 2009

GIUSTIZIA: DI PIETRO, REFERENDUM CONTRO ENNESIMA LEGGE AD PERSONAM

Roma, 13 nov. (Adnkronos) - "In occasione della manifestazione 'No B Day' che si svolgera' a Roma, il 5 dicembre, l'Italia dei Valori attrezzera' degli appositi stand per raccogliere le firme dei cittadini che vorranno sottoscrivere il referendum per chiedere l'abrogazione dell'ennesima vergognosa legge ad personam, fatta ad hoc per il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi". Lo afferma in una nota il Presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.

giovedì 12 novembre 2009

A PROPOSITO DI TRASPARENZA NELLA GESTIONE DEI BUDGET DA PARTE DEI PRIMARI

ASL TO1 (Torino 1) , ATTO AZIENDALE : UNO STRALCIO

...........................Direttore del Dipartimento

Il Direttore di Dipartimento coordina le strutture a questo afferenti favorendo l’integrazione funzionale, la collaborazione professionale, il miglioramento del clima interno, È nominato dal Direttore Generale con apposito incarico e rappresenta il Dipartimento, in particolare nel Collegio di Direzione e nel Consiglio dei Sanitari. Compete al Direttore di Dipartimento: - predisporre la proposta di programma di attività annuale, correlandolo all'utilizzo delle risorse disponibili; - accedere ai dati gestionali delle strutture afferenti al Dipartimento; - partecipare alle fasi di negoziazione del budget delle singole strutture afferenti al Dipartimento; - promuovere l’adozione delle direttive aziendali in tema di uniformazione, completezza e snellimento delle procedure; - programmare la razionale utilizzazione delle risorse umane, strumentali e tecnologiche assegnate direttamente al Dipartimento; - adottare ed adeguare alle specifiche esigenze del Dipartimento le linee guida utili per un più corretto indirizzo diagnostico-terapeutico ed organizzativo; - promuovere le verifiche periodiche sulla qualità, secondo le linee aziendali e d’intesa con il Comitato di Dipartimento;  - dare attuazione ai piani dipartimentali di formazione continua; - vigilare affinché gli incarichi dirigenziali di consulenza e alta professionalità siano assegnati nelle strutture afferenti al Dipartimento con principi uniformi ed in coerenza con le esigenze organizzative; - sostituire il Direttore di struttura complessa o semplice dipartimentale in caso di assenza temporanea o vacanza: in tale caso, mantiene le funzioni sino a diverso provvedimento del Direttore Generale; - convocare le riunioni del Comitato di Dipartimento, stabilendone l’ordine del giorno; - svolgere i compiti specificamente assegnati dalla Direzione aziendale. In caso di temporanea assenza o di vacanza, le funzione sono svolte da un altro Direttore di Dipartimento aziendale, allo scopo indicato. In caso di decadenza dall’incarico, il Direttore Generale può designare un Direttore di Dipartimento.facente funzioni. ART. 36 Il Comitato di Dipartimento Il Comitato di Dipartimento collabora con il Direttore del Dipartimento per il miglior funzionamento delle attività dipartimentali, coerentemente con i principi aziendali di riferimento. È costituito dai responsabili delle Strutture complesse e semplici a valenza dipartimentale appartenenti al Dipartimento e dal Coordinatore Infermieristico – Tecnico Sanitario. Il Direttore del Dipartimento può invitare alle sedute, senza diritto di voto: - i responsabili delle strutture semplici non aventi valenza dipartimentale; - i responsabili di altre strutture complesse o semplici interagenti col Dipartimento; - i rappresentanti dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e degli specialisti ambulatoriali - i rappresentanti di enti, associazioni e categorie professionali che interagiscono con il Dipartimento. Il calendario delle riunioni è predisposto dal Direttore del Dipartimento annualmente. Le riunioni sono di massima da tenersi mensilmente e una di queste deve essere dedicata all’illustrazione degli obiettivi di budget concordati con la Direzione Generale, con l’obbligatorio invito ai responsabili di struttura semplice e ai soggetti che fattivamente contribuiscono alla realizzazione di tali obiettivi. Il Comitato di Dipartimento elabora proposte in ordine a: - modelli organizzativi del Dipartimento, con particolare riferimento ai profili diagnostici, terapeutici ed assistenziali; - programmazione annuale delle attività dipartimentali con lo sviluppo degli obiettivi assegnati dalla Direzione aziendale da realizzare nel corso dell'anno; - promozione del razionale utilizzo del personale assegnato al Dipartimento nell'ottica dell'integrazione dipartimentale; - proposte per il miglioramento continuo della qualità e per le connesse verifiche; - elaborazione del piano di formazione continua. Il Comitato di Dipartimento inoltre: - esprime il parere sulla proposta di istituzione di nuove strutture semplici; - adotta linee guida a valenza dipartimentale utili per il più corretto indirizzo diagnostico terapeutico; - valuta e propone al Direttore Generale, tramite il Direttore di Dipartimento, il motivato inserimento di altre strutture – già istituite e funzionanti – nel Dipartimento; - propone al Direttore Generale una rosa di tre nominativi scelti tra i Dirigenti di struttura complessa per la nomina del Direttore di Dipartimento; ASL TO1 – ATTO AZIENDALE 26 - valuta ogni altro argomento sottopostogli dal Direttore di Dipartimento o daidirigenti delle strutture che lo costituiscono in relazione a problemi o eventi diparticolare importanza....................

ORSO CASTANO : E' ORA DI SVILUPPARE NELLA SANITA' UNA DEMOCRAZIA  DIRETTA. QUESTO ATTO AZIENDALE DIMOSTRA COME I VERTICI SANITARI E NON DELL ASL NON HANNO NESSUNA INTENZIONE DI RENDERE CONTO AI CITTADINI DI COME GESTISCONO I LORO (dei cittadini) SOLDI. INFATTI ESSI DOVREBBERO PUBBLICARE SUL WEB I LORO PROGETTI DI IMPEGNO DEI SOLDI CHE RICEVONO. SE L'HA FATTO OBAMA , POSSONO BEN FARLO PURE LORO. CHE NE PENSA IL NOSTRO ASSESSORE ALLA SANITA' , CHE SAPPIAMO APPARTENERE AD UN'AREA POLITICA CHE FA DELLA DEMOCRAZIA UNA BANDIERA ? PERCHE' COSI' TANTO POTERE AI PRIMARI  CHE SAPPIAMO ESSERE NOMINATI DIRETTAMENTE DAL DIRETTORE GENERALE , A SUA VOLTA DI NOMINA POLITICA?

un esempio  di cosa possa accadere anche  "a sinistra" c'e' lo da Niki , clicca

In Italia non esiste : RICHIESTA DELLA FINOCCHIARO PER L' INTRODUZIONE DEL REATO DI TORTURA , clicca

dal blog "Il Detenuto Ignoto" 

martedì 10 novembre 2009 Dichiarazione dei senatori radicali Donatella Poretti, Marco Perduca e di Irene Testa Segretario dell'Associazione Il Detenuto Ignoto Apprendiamo con estremo favore dell'iniziativa della senatrice Anna Finocchiaro, la quale ha chiesto al termine della conferenza della capigruppo di calendarizzare i disegni di legge per l'introduzione del reato di tortura nel nostro codice penale. Come Radicali abbiamo depositato un disegno di legge sia al Senato che alla Camera, oltre ad un emendamento che raccolse numerosissime firme trasversali, e che non passò per pochi voti, nella speranza che il legislatore voglia colmare quel vuoto sempre più insostenibile in un Paese che voglia definirsi civile, dove, anche alla luce di ciò che è accaduto a Stefano Cucchi e rischia di accadere ogni giorno a chiunque, ci sembra ormai improrogabile. E' importante che certi crimini vengano puniti con una fattispecie specifica e non, come spesso accade, quando si riesce a dimostrarne le responsabilità, per semplici lesioni. Per queste ragioni ci auguriamo che l'iter di quanto richiesto dalla capogruppo del Pd possa essere rapido e lineare e si possa così giungere finalmente a rendere attuale e "materiale" quanto da oltre vent'anni attende nel limbo formale delle promesse ai cittadini e alle istituzioni internazionali

Intervista a Don Ettore Cannavera. Scambio di idee su varie tematiche:sulla Gozzini,sulla Bossi-Fini,sul precariato,sull'omosessualità e su "La Collina" stessa.

"Troppi medici hanno pensato: in fondo era solo un tossico

di Maria Zegarelli de l'Unita'

Ignazio Marino è senatore, presidente della Commissione parlamentare d’indagine sul Servizio Sanitario nazionale. Ma prima di tutto è un medico. e ogni sua considerazione da lì parte, dal suo essere medico. Il faldone sul caso di Stefano Cucchi ogni giorno si riempie di più. E ogni giorno si aggiungono particolari che non tornano. Contraddizioni. Troppe.  Presidente, lei ha parlato di contraddizioni e cose che la convincono poco. Ma ce n’è una che più l’ha colpita? In alcuni medici e in alcune delle persone che abbiamo ascoltato in questi giorni ho coltoun atteggiamento molto simile a quello di Giovanardi. Non lo hanno detto esplicitamente ma mi è sembrato che il loro approccio fosse quello. Come a dire, in fondo era un tossico, uno spacciatore, dal carattere difficile. È questo che le hanno fatto intendere? Sì, in alcune delle persone ascoltate c’era una certa insofferenza. Insofferenza soltanto o anche omertà? Guardi, io ho respirato da parte di alcuni medici una certa passività rispetto ai regolamenti che privano di ogni umanità questa professione. Si sono adeguati senza sentire il bisogno di ribellarsi a comportamenti richiesti che confliggono con il nostro dovere. A chi si riferisce in particolare? Per esempio ai medici del Sandro Pertini. Mi chiedo come sia possibile che di fronte ad un ragazzo che sta per morire nessuno sente il bisogno di alzare il telefono e avvertire un famigliare. Non lo fanno neanche quando Stefano Cucchi muore. La madre lo viene a sapere perché gli recapitano la richiesta di autorizzazione a procedere all’autopsia. C’è qualcosa che va rivisto in questo meccanismo perché è disumano. Cucchi ci mette di fronte a questo problema. I medici del Fatebenefratelli hanno detto che quando Cucchi arrivò al pronto soccorso non aveva lesioni sul volto. Come se lo spiega? Continuo a non spiegarmelo: Cucchi va al Fatebenefratelli dopo aver fatto le foto segnaletiche in carcere nelle quali si vedono chiaramente le ecchimosi sul volto. Come mai i quattro medici del Fatebenefratelli dicono che loro non ne hanno viste mentre in due certificati antecedenti, altri medici constatano quelle ecchimosi? Altra circostanza: sappiamo che Cucchi è stato picchiato, gli hanno rotto due vertebre, ma non sappiamo quante volte è stato picchiato. Vado avanti: i sanitari di Regina Coeli dicono che non poteva camminare quando lo hanno portato all’isola Tiberina: lì i medici dicono che camminava. Per questo motivo insieme ai senatori Galiato (Pdl) e Soliani (Pd), stiamo valutando l’ipotesi di un confronto diretto tra medici. Le rifaccio la domanda: quanta omertà c’è in tutta questa storia? Cucchi davanti ai medici non era mai solo, c’era sempre un agente di polizia penitenziaria. Questo può aver influito sulle sue dichiarazioni e sulle domande dei medici? Omertà ce n’è, tanto è vero che malgrado la documentazione raccolta e le deposizioni, ancora non si riesce a capire quale sia stata la dinamica dei fatti, perché ognuno dà una versione diversa. Quanto al fatto che Cucchi parlasse sempre davanti ad un agente è un aspetto che non abbiamo ancora approfonditomache affronteremo. Si è capito perché Cucchi ha rifiutato il ricovero al Fatebenefratelli la prima volta? Da quello che ci ha riferito un medico di Regina Coeli il suo rifiuto nasceva dal fatto che gli avevano detto che lì non avrebbe potuto fumare, mentre in carcere poteva, anche in infermeria. Possibile che nessun medico ha avuto dubbi sulla storia della caduta dalle scale? Anche qui ci sono discordanze: a Regina Coeli Cucchi dice di essere caduto dalle scale, mentre al Fatebenefratelli racconta di aver sbattuto contro uno spigolo. 12 novembre 2009

per non dimenticare : speriamo che non si ripeta , ma la situazione e' inquietante!!

.....................Franco Basaglia aveva 37 anni quando incontrò per la prima volta la realtà del manicomio: nel 1961, dopo aver rinunciato alla carriera universitaria intrapresa presso l’università di Padova, assunse la direzione dell’Ospedale psichiatrico di Gorizia. L’impatto fu traumatico: il giovane psichiatra osservava con sconcerto le pratiche in uso all’interno del manicomio e i trattamenti vessatori a cui i degenti erano sottoposti. Elettroshock, camicia di forza, contenzione, induzione di febbri malariche erano solo alcune delle torture non soltanto tollerate, ma addirittura prescritte dal regolamento di questi istituti. Basaglia iniziò a guardare con interesse alle correnti psichiatriche di origine fenomenologia ed esistenziale (Jaspers, Minkowski, Binswanger) e provò gradualmente a ricreare, all’interno dell’ospedale psichiatrico, il modello della “comunità terapeutica”, di origine britannica. “Un malato di mente entra nel manicomio come ‘persona’ per diventare una ‘cosa’. Il malato, prima di tutto, è una ‘persona’ e come tale deve essere considerata e curata (...) Noi siamo qui per dimenticare di essere psichiatri e per ricordare di essere persone”, ripeteva il nuovo Direttore ai medici ed agli infermieri del suo manicomio...........................

un aggiornamento su internet/italy , clicca

Aggiornamento lavori parlamentari 11 Novembre 2009 di intergruppo2punto0 Riportiamo di seguito alcuni aggiornamenti sui lavori parlamentari delle scorse settimane sui temi legati ad Internet, in particolare sul tema della banda larga, di cui si è parlato molto negli ultimi tempi. Il Senatore Vimercati, membro dell’Intergruppo Parlamentare 2.0, ha presentato assieme ad alcuni suoi colleghi, tra cui anche un altro “Parlamentare 2.0″, il Sen. Vita, un emendamento al ddl Finanziaria 2010 che prevede l’istituzione di un fondo di 200 M di euro per il finanziamento di progetti volti ad estendere e a sviluppare le reti di telecomunicazione a banda larga in Italia. L’emendamento dovrebbe essere esaminato e votato nei prossimi giorni. Sempre al Senato, il Sen. Francesco Ferrante (PD) ha presentato un’interrogazione in cui insiste sul ruolo fondamentale della banda larga come strumento di crescita e di modernizzazione del paese e in cui si chiede di conoscere i motivi che hanno portato al “congelamento” degli 800 M di fondi destinati allo sviluppo della banda larga nelle c.d. “aree sottoutilizzate”. Per quanto riguarda la Camera segnaliamo la presentazione, da parte del Presidente della Commissione Affari Costituzionali, di una bozza di documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sull’informatizzazione delle pubbliche amministrazioni, che dovrebbe essere esaminata nel corso della giornata odierna.

martedì 10 novembre 2009

Lo scienziato come ribelle e la scienza come contropotere , clicca qui'

...............Freeman ci racconta che il mondo scientifico si sta allontanando dalla semplicità dei bisogni primari della gente comune e si orienta sempre di più a fornire giocattoli ultratecnologici all’élite intellettuale ed economica. Così “Il principale beneficio sociale apportato dalla scienza pura in campi esoterici è quello di svolgere la funzione di programma di welfare per gli scienziati e gli ingegneri” (p. 40). Come sembra accadere intorno al supposto fenomeno del riscaldamento globale e negli studi sull’anidride carbonica: la Biosfera è talmente complessa che gli scienziati più onesti ammettono la scarsa comprensione delle interconnessioni intersistemiche della Natura. In realtà, "Benché scienza pura e scienza applicata possano dare l’impressione di muoversi in direzioni opposte, esiste una singola causa sottostante che ha agito su entrambe. Questa causa è il potere dei consigli di amministrazione e nel finanziamento della scienza. Nel caso della scienza pura , i comitati sono composti da esperti scientifici che eseguono i rituali dei giudizi dei pari [in concorrenza tra di loro]. Nel caso della scienza applicata, i comitati sono composti da dirigenti e amministratori di aziende commerciali. Di solito queste persone danno il loro sostegno a prodotti che possono comprare clienti ricchi come loro” (p. 40). Perciò vengono tralasciati o scartati progetti scarsamente comprensibili dalle masse, dai politici o dagli uomini più ricchi, oppure troppo audaci agli occhi di tutti. Non ci rendiamo conto che nel terzo millennio “Le norme etiche degli scienziati devono cambiare essendo cambiata la portata del bene e del male causata dalla scienza. A lungo andare il progresso etico è l’unica terapia per il danno prodotto dal progresso scientifico” (Haldane; Einstein). Inoltre bisogna sottolineare che “la scienza è un mosaico di visioni parziali e conflittuali. In tutte queste visioni c’è però un elemento comune: la ribellione contro le restrizioni imposte dalla cultura localmente dominante, occidentale o orientale che sia” (p. 19). E spesso sono gli studiosi meno accademici o addirittura i dilettanti ad avere più libertà di sperimentare e di innovare (p. 142). Il messaggio principale di Freeman è che “la scienza è un’attività umana, e che il modo migliore per capirla è capire gli individui che la praticano. La scienza è una forma d’arte e non un metodo filosofico. I grandi progressi nella scienza sono di solito la conseguenza di nuovi strumenti e non di nuove dottrine. La scienza prospera nel modo migliore quando usa liberamente tutti gli strumenti disponibili, senza essere costretta da nozioni preconcette di come la scienza dovrebbe essere. Ogni volta che introduciamo un nuovo strumento, esso conduce sempre a scoperte nuove e inattese, perché l’immaginazione della natura è più ricca della nostra” (p. 32). Dunque la scienza è mantenuta in moto da forze sociali e nello stesso tempo trascende queste forze per scoprire le innumerevoli realtà naturali. Esiste la storia sociale e la storia intellettuale, e c’è anche il contributo di scienziati artisti e ribelli, che obbediscono “ai loro istinti più che alle domande sociali o a principi filosofici” (p. 29). Anche se “Gran parte della storia della scienza, come di quella della religione, è una storia di lotte causate dal desiderio di denaro e di potere”, molti studiosi “vedono la massima ricompensa che si può ottenere dall’essere scienziati non nel potere e nel denaro, ma nell’opportunità di cogliere un barlume della bellezza trascendente della natura. Sia nella scienza sia nella storia c’è spazio per una varietà di stili e di intenti” (p. 30)............Freeman ha lavorato all’Institute for Advanced Study di Princeton (www.ias.edu) e si definisce un vecchio conservatore. Invece secondo il mio modesto parere, Freeman è anche un fisico che ama stare con i piedi per terra e che ha la mente ben motivata e ben orientata a interpretare il nostro futuro. Così, in ogni angolo di questa ormai lurida Terra, dispersa tra libere stelle che viaggiano nell’infinito, la vera “scienza è un’alleanza di spiriti liberi che si ribellano contro la tirannide locale che ogni cultura impone ai propri figli” (p. 20).

orso castano: una visione libertaria della scienza , direi ottimistica, che tiene conto dei condizionamenti ma li spinge sullo sfondo. Purtroppo questi esistono e l'amore dello scienziato per l'arte o la bellezza  (oltre che talora per il potere , il danaro ed il  successo)  non sempre riescono a romper questi orpelli. Piu' realista , ma anche piu' esterema,  la posizione di Fayaraband (vince l'ipotesi scientifica  che ha dietro piu' soldi e potere) .......cercare una posizione mediana non e' facile ed e' indispensabile studiare le varie posizioni approfonditamente.