L’FDA ( Food and Drug Administration ) ha approvato Hemacord, la prima terapia cellulare a base di cellule progenitrici emopoietiche del cordone ombelicale.
Hemacord trova indicazione nelle procedure di trapianto di cellule staminali emopoietiche nei pazienti con disturbi del sistema emopoietico, che includono alcune neoplasie ematologiche e alcune malattie metaboliche ereditarie e del sistema immunitario.Hemacord contiene cellule progenitrici emopoietiche, ottenute dal sangue del cordone ombelicale umano.
Il cordone ombelicale è una delle tre fonti di cellule progenitrici emopoietiche, impiegate nei trapianti di cellule staminali, gli altri due sono il midollo osseo e il sangue periferico.
Una volta che le cellule progenitrici emopoietiche sono infuse nei pazienti, migrano al midollo osseo dove si dividono e maturano.Quando le cellule diventano mature vengono immesse nel torrente circolatorio dove possono ripristinare, in modo parziale o completo, il numero e le funzioni delle cellule ematiche, tra cui la funzione immunitaria.L’approvazione di Hemacord si è basata sui dati di sicurezza e di efficacia inseriti in un docket pubblico e sui dati presentati nella domanda per l’ottenimento dell’autorizzazione, attestante il rispetto di altri requisiti normativi.
La scheda tecnica di Hemacord contiene un boxed warning ( avvertenza speciale ) riguardante il rischio di graft-versus-host disease ( GVHD ), sindrome da attecchimento, fallimento del trapianto e di reazioni da infusione, tutte potenzialmente fatali.
I pazienti che ricevono Hemacord devono essere sottoposti ad attento monitoraggio.
Una valutazione del rapporto rischio-beneficio, la selezione delle unità e la somministrazione di Hemacord devono essere fatte sotto la direzione di un medico esperto nel trapianto di cellule staminali emopoietiche. ( Xagena2011 )Fonte: FDA, 2011
lunedì 16 gennaio 2012
Pesticidi contraffatti minacciano l'Ue
Secondo Europol i magazzini di diversi porti europei sono pieni di pesticidi contraffatti provenienti dall'Asia. Nella migliore delle ipotesi i pesticidi sono inefficaci, ma possono anche risultare dannosi per l'ambiente, gli agricoltori e i consumatori.
Studio italiano, l'Alzheimer e' una specie di diabete , da UNIVADIS
Roma, 13 gen. (Adnkronos Salute) - L'Alzheimer è una specie di diabete. E' la conclusione di uno studio di biologi e biofisici del Cnr e dell'Università di Palermo, condotto sui meccanismi che legano la malattia alla riduzione di insulina, con l'obiettivo di individuare nuovi farmaci mirati. La ricerca è pubblicata su 'Aging Cell'. "Uno studio statunitense - spiega Daniela Giacomazza, della bf-Cnr - aveva evidenziato come pazienti con valori elevati di glicemia avessero una probabilità dell'85% di ammalarsi di Alzheimer, allungando così lelenco delle patologie associate al diabete, che già include disturbi cardiaci, renali, visivi e neurologici. In seguito è stato osservato che i pazienti con Alzheimer presentavano una riduzione di insulina (ormone responsabile dellassorbimento del glucosio a livello cellulare) tanto che si sarebbe potuto definire tale morbo un 'diabete di tipo III'". Da qui lidea di indagare su eventuali meccanismi molecolari comuni alle due patologie. "Alla base dellinsorgenza dell'Alzheimer - prosegue Marta Di Carlo, dell bim-Cnr - vi è un'eccessiva produzione della proteina A-beta nelle cellule cerebrali, che andando ad accumularsi negli spazi intercellulari forma vere e proprie placche che sono una delle principali cause della progressiva degenerazione cellulare". Lo studio mostra che la somministrazione di insulina, in un sistema in vitro, rende reversibili tali effetti. "Dopo essersi legata al suo recettore sulla membrana dei neuroni, linsulina provoca una serie di reazioni biochimiche che hanno come molecola chiave Akt, una proteina in grado di attivare una cascata di eventi, tra cui la sua traslocazione dal citoplasma al mitocondrio, che annullano leffetto degenerativo di A-beta - afferma l'esperta - In pratica, dopo il trattamento con linsulina, i neuroni danneggiati sono capaci di riprendere la loro morfologia e ripristinare le funzioni compromesse". Questo apre la possibilità di individuare nuovi farmaci che, "agendo in maniera mirata su Akt o sulle molecole da essa attivate, possono essere utilizzati nella prevenzione e terapia dellAlzheimer", conclude.
sabato 14 gennaio 2012
alleanze trasversali: tutti contro il web libero. Fa paura!
NOTIZIA PASSIAMO PAROLA CON IL WEB per il futuro Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC) identificato dall'articolo 50-bis: "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet"; la prossima settimana Il testo approderà alla Camera come articolo nr. 60. Ques...to senatore NON fa neanche parte della maggioranza al Governo... il che la dice lunga sulle alleanze trasversali del disegno liberticida della Casta. In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog (o un profilo su fb, o altro sulla rete) a disobbedire o a ISTIGARE (cioè.. CRITICARE..??!) contro una legge che ritiene ingiusta, i providers DOVRANNO bloccarne il blog o il sito. Questo provvedimento può far oscurare la visibilità di un sito in Italia ovunque si trovi, anche se è all'ESTERO; basta che il Ministro dell'Interno disponga con proprio decreto l'interruzione dell'attività del blogger, ordinandone il blocco ai fornitori di connettività alla rete internet. L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro 24 ore; pena, per i provider, sanzioni da 50.000 a 250.000 euro. Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni perl'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'ODIO (!) fra le classi sociali. MORALE: questa legge può ripulire immediatamente tutti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta. In pratica sarà possibile bloccare in Italia (come in Iran, in Birmania e in Cina) Facebook, Youtube e la rete da tutti i blog che al momento rappresentano in Italia l'unica informazione non condizionata e/o censurata. ITALIA: l'unico Paese al mondo in cui una media company (Mediaset) ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento. Con questa legge non sarà più necessario, nulla sarà più di ostacolo anche in termini PREVENTIVI. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra meno di 60 giorni dovrà presenterà al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di "normalizzare" con leggi di repressione internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni che finora non riusciva a dominare. Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet, l'Italia prende a modello la Cina, la Birmania e l'Iran. Oggi gli UNICI media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati la rivista specializzata "Punto Informatico" e il blog di Grillo. Fatela girare il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c'è libera informazione e diritto di critica la "democrazia" è un concetto VUOTO.
chi vuole condivida....
chi vuole condivida....
siti e riviste sulla famiglia

un aiuto per nanny

consulenza on line

parents intercultural conflict http://www.psych.umn.edu/courses/spring05/yoob/psy3301/reading%20packet/family%20and%20culture.pdf

PARENT EDUCATION FOR DIVORCING FAMILIES

HELP FOR FAMILIES; UN SITO DA VALUTARE ! GRAZIE.
http://www.helpforfamilies.com/help/parents/parent_base.htmapoptosi , morte di una cellula. Animazione impressionante. Das
youtube.com - Questa animazione esplora la via di trasduzione del segnale di Fas che induce l'apoptosi. L'animazione è stata pubblicata sulla rivista Science (Molecular ...
da :Carl Zimmer
In seguito al post di ieri sul CGI biologia Drew Berry, ecco un sito pieno del suo lavoro: http://wehi.tv/
Impressionanrte animazione sulla morte cellulare , da Google+
giovedì 12 gennaio 2012
Elenco interventi

- Dr.ssa Stavroula Leka - The PRIMAeT European Platform for Psychosocial Risk Management: A virtual learning environment for enterprises
- Dr. Sergio Iavicoli - la Valutazione e Gestione del rischio da stress lavoro-correlato: Dallo sviluppo all’implementazione
- Dr. Fulvio D’Orsi - Il ruolo della vigilanza nella valutazione e gestione del rischio da stress lavoro-correlato
- Dr. ssa Antonia Ballottin - le esperienze regionali nello sviluppo e nella sperimentazione del modello valutativo

una speranza in piu' :Vaccino può rallentare lo sviluppo del tumore alla mammella e dell’ovaio da xagena
Secondo i ricercatori del National Cancer Institute ( NCI ) i pazienti con tumore ovarico e della mammella con limitato carico tumorale e precedente trattamento chemioterapico minimo possono beneficiare di un vaccino ricombinante basato su vettore poxvirale. Tra le 12 pazienti con cancro della mammella che hanno ricevuto il vaccino, il tempo mediano alla progressione è stato di 2.5 mesi ( range: da 1 a 37 mesi ) con una sopravvivenza globale media di 13.7 mesi ( range: da 2.7 a 42.9 mesi ).Per le 14 pazienti con tumore ovarico che hanno ricevuto il vaccino, il tempo medio alla progressione era di 2 mesi ( range: da 1 a 6 mesi ) con una sopravvivenza globale media di 15.0 mesi ( range: da 1.5 a 57 mesi ).Le 26 pazienti nello studio avevano tumore al seno metastatico ( n=12 ) o cancro ovarico ( n=14 ) che era progredito dopo la terapia standard, o erano pazienti non-candidate alle terapie standard. Inoltre era richiesto un ECOG ( Eastern Cooperative Oncology Group ) performance status di 0 o 1.Le partecipanti hanno ricevuto iniezioni mensili con vaccini PANVAC che esprimono antigeni associati al tumore ( TAA ) per l'antigene carcinoembrionario ( CEA ) e la mucina-1 insieme a tre molecole co-stimolatorie delle cellule T.Queste pazienti erano state pesantemente pretrattate. Su 26 pazienti, 21 avevano subito tre o più cicli precedenti di chemioterapia.Gli effetti collaterali, associati alla somministrazione del vaccino, sono stati generalmente lievi. Reazioni al sito di iniezione sono state comunemente riportate............................Inoltre alcune donne hanno mostrato una buona risposta clinica alle terapie successive allo studio.Secondo i ricercatori la sopravvivenza globale può rappresentare un migliore endpoint rispetto al tempo alla progressione o alla riduzione della massa tumorale. ( Xagena2011 )
Fonte: Clinical Cancer Research, 2011
Snami, resistere contro la smobilitazione del Ssn da Dica33, rivista medica on line
Medici in rete, no ad aggregazioni forzate, basta con nuovi compiti a costo zero e soprattutto regia di medici nell'organizzazione territoriale. Sono queste le proposte che lo Snami in una nota, rivolge alla "nuova politica" per il prossimo futuro. «Nonostante la grande quantità di denaro pubblico speso» sottolinea il sindacato autonomo «non avvertiamo un miglioramento all'accesso alle cure, anzi c'è la verifica quotidiana di una esponenziale conflittualità con i pazienti sempre più invischiati e vittime di una disorganizzazione"organizzata" del sistema». Un sistema, secondo Snami, destinato al fallimento, a causa di «liste d'attesa imbarazzanti, costi crescenti per staff dirigenziali e consulenze, abuso dell'utilizzo delle risorse e costante aumento delle prestazioni indotte». In più il presidenteAngelo Testa (foto) accusa «i Soloni della Medicina Generale che propongono le aggregazioni forzate dei Medici, soluzioni di tipo sovietico, che noi contrastiamo come inattuabili, perché costose senza nessun beneficio per i pazienti e agli antipodi dell'essenza propria del nostro ruolo di Medici di Famiglia». «Dobbiamo resistere» conclude la nota, e «denunciare apertamente i giochi di chi "vuole cambiare tutto perché nulla cambi".
orso castano : l'organizzazione territoriale dei servizi sanitari, non puo' e non deve essere appannaggio dei soli medici di famiglia, ormai sulterritorio si sono radicati i poliambulatori , i servizi psichiatrici e quelli per le tossicodipendenze. , ecc. il distretto spesso, sbagliando privilegia, perche' piu' forti e numerosi , i medici di famiglia, che hanno proposto aggregazioni polispecialistiche passando sopra ai medici dei poliambulatori ed agli altri servizi, come fossero i controllori.E' sbagliato : non bisogna essere autoreferenziali, ne' ignorare i molti altri colleghi che hann una grande esperienza ormai del territorio e dei problrmi delle persone e che potrebbero essere molto dim aiuto per un progetto territoriale di prevenzione delle malattie. Il governo lo tenga a mente. Le categorie piu' forti e meglio organizzate non sempre fanno le proposte migliori.
Promosso brain training al pc, piu' smart in poco tempo , da UNIVADIS
Roma, 11 feb. (Adnkronos Salute) - L'allenamento per mantenere giovane il cervello a colpi di clic e mouse funziona davvero. A promuovere i giochi al computer come 'Brain Age', riconoscendoli capaci di migliorare le funzioni esecutive e la velocità di elaborazione, e il tutto anche in un periodo di un tempo relativamente breve, è uno studio giapponese pubblicato su 'Plos One'. La piccola riserva dei ricercatori consiste nel fatto che il videogame, pur migliorando la velocità dell'elaborazione e le funzioni esecutive dei giocatori, non influenza lo stato cognitivo globale o l'attenzione. Lo studio ha confrontato le funzioni cognitive di 32 anziani prima e dopo quattro settimane di 'allenamento' con un gioco per computer, Brain Age e Tetris, per 15 minuti al giorno, almeno cinque giorni alla settimana. Al termine delle quattro settimane, i ricercatori hanno scoperto che i giocatori che si sono allenati con il videogame anti-età hanno mostrato un piccolo miglioramento nelle funzioni esecutive e nella velocità di elaborazione, ma le altre funzioni cognitive sono rimaste invariate. Secondo i ricercatori, guidati da Rui Nouchi della Tohoku University in Giappone, dove è stato creato il gioco Brain Age, il tempo di allenamento relativamente breve utilizzato nello studio suggerisce che possa essere possibile migliorare alcune funzioni cognitive abbastanza rapidamente.
Ricerca italiana d'eccellenza mette radici virtuali a Seattle da UNIVADIS
Roma, 11 gen. (Adnkronos Salute) - A Seattle per dare vita ad un nuova roccaforte virtuale della Fondazione Issnaf (Italian Scientist and Scholars of North America Foundation), il network di ricercatori e accademici italiani che lavorano in Nord America. Un 'chapter', ovvero una sezione dedicata sul sito www.issnaf.org, dove i cervelli potranno incontrarsi, condividere esperienze e organizzare eventi di interesse dando vita a progetti comuni. "La città nello Stato di Washington - si legge nella nota dell'Issnaf - sarà il punto di aggregazione spontanea per i membri della fondazione operanti negli Stati Uniti". L'evento sarà celebrato il 19 gennaio all' 'Harborview Medical Centre' di Seattle (dalle ore 18 alle ore 20). L'appuntamento 'From Research to Commercialization' sarà presieduto dal presidente Issnaf, Vito Campese, dal vice Console Italiano dello Stato di Washington, Franco Tesorieri e dal presidente del 'chapter' Issnaf di Seattle, Lorenzo Mannelli. "L'Issnaf è orgogliosa - afferma Vito Campese - di annunciare il lancio di un nuovo 'chapter'. Uno dei nostri obiettivi è quello di supportare i nostri membri nell'ambizioso progetto di poter contribuire allo sviluppo e alla crescita del loro paese d'origine, l'Italia. Per farlo è necessario - conclude Campese - prima di tutto promuovere l'interazione e il contatto fra gli italiani che lavorano nella medesima area degli Stati Uniti". La Fondazione Issnaf, che conta ad oggi circa 1000 membri, nasce nel 2008 sotto l'egida dell'Ambasciata Italiana a Washington e su iniziativa di 37 ricercatori italiani di fama mondiale, fra cui quattro premi Nobel. Un punto di incontro fra migliori talenti che operano nella ricerca in Nord America e il mondo della ricerca in Italia.
Perché alcuni pazienti sono farmaco-resistenti?
uno stralcio interessnte:Le cause che determinano la farmaco-resistenza sono probabilmente molteplici e concorrono tra loro a determinarla, in misura diversa da caso a caso. Queste sono sinteticamente esposte nella Tabella II.
Tabella II
Nella Tabella II, l'ipotesi delle varianti geniche è esposta per ragioni didattiche come ipotesi a se stante. In realtà, la genetica ha un ruolo importante in tutti gli altri tre meccanismi enumerati.
Ruolo della farmacocinetica
Si può ragionevolmente ipotizzare che se un soggetto metabolizza più rapidamente un farmaco, ha concentrazioni plasmatiche dell'agente più basse di quanto ci si potrebbe aspettare e pertanto l'effetto clinico è minore. È ciò che accade se si somministra un farmaco, come ad esempio carbamazepina o valproato, a un soggetto trattato con altri farmaci "induttori" (fenobarbital o fenitoina).Oltre che da fattori ambientali, la farmacocinetica è controllata anche da fattori genetici. Sono stati ad esempio individuati soggetti in cui gli enzimi del citocromo P450 deputati al metabolismo della fenitoina (CYP 2C9 e 2C19) presentano un diverso grado di efficienza in relazione a fattori genetici.
È noto infatti che i geni che codificano per queste proteine possono presentare varianti alleliche caratterizzate da polimorfismo di un singolo nucleotide che si associano alla formazione di proteine enzimatiche con differente grado di attività (3). Dati simili sono noti anche per altri antiepilettici. L'ipotesi farmacocinetica più interessante è tuttavia quella secondo cui la distribuzione di alcuni antiepilettici può essere influenzata da proteine che veicolano tali farmaci al di fuori del SNC, determinando quindi una ridotta concentrazione di tali agenti proprio nel luogo in cui dovrebbero esercitare il loro effetto ..L'espressione di queste proteine aumenta nel SNC anche per effetto delle crisi e di una condizione di sofferenza del tessuto nervoso: è maggiore, ad esempio, in corrispondenza di displasie cerebrali o di tumori a crescita lenta. Anche in questo caso, oltre a fattori ambientali, sembrano essere implicati fattori genetici. Anni fa è stato pubblicato uno studio che dimostrava che i pazienti epilettici farmaco-resistenti avevano maggiori probabilità di essere portatori omozigoti (CC in posizione 3435) di una variante allelica del gene ABCB1 che codifica per la P-gp (una delle proteine che veicolano i farmaci al di fuori del SNC) rispetto a una popolazione di pazienti sensibili ai farmaci. Questi ultimi erano più spesso portatori omozigoti di un'altra variante allelica (TT in posizione 3435) che evidentemente era caratterizzata da una minore efficienza della proteina in oggetto . Ulteriori studi non hanno tuttavia sempre confermato questi dati e da una valutazione metanalitica non sono emersi risultati significativi .
Ipotesi della "severità intrinseca"
Tabella II
Meccanismi della farmaco-resistenza |
• Meccanismi farmacocinetici (ipotesi dei "trasportatori") • Meccanismi farmacodinamici (ipotesi dei target) • Ipotesi delle varianti geniche • Ipotesi della "severità intrinseca" |
Nella Tabella II, l'ipotesi delle varianti geniche è esposta per ragioni didattiche come ipotesi a se stante. In realtà, la genetica ha un ruolo importante in tutti gli altri tre meccanismi enumerati.
Ruolo della farmacocinetica
Si può ragionevolmente ipotizzare che se un soggetto metabolizza più rapidamente un farmaco, ha concentrazioni plasmatiche dell'agente più basse di quanto ci si potrebbe aspettare e pertanto l'effetto clinico è minore. È ciò che accade se si somministra un farmaco, come ad esempio carbamazepina o valproato, a un soggetto trattato con altri farmaci "induttori" (fenobarbital o fenitoina).Oltre che da fattori ambientali, la farmacocinetica è controllata anche da fattori genetici. Sono stati ad esempio individuati soggetti in cui gli enzimi del citocromo P450 deputati al metabolismo della fenitoina (CYP 2C9 e 2C19) presentano un diverso grado di efficienza in relazione a fattori genetici.
È noto infatti che i geni che codificano per queste proteine possono presentare varianti alleliche caratterizzate da polimorfismo di un singolo nucleotide che si associano alla formazione di proteine enzimatiche con differente grado di attività (3). Dati simili sono noti anche per altri antiepilettici. L'ipotesi farmacocinetica più interessante è tuttavia quella secondo cui la distribuzione di alcuni antiepilettici può essere influenzata da proteine che veicolano tali farmaci al di fuori del SNC, determinando quindi una ridotta concentrazione di tali agenti proprio nel luogo in cui dovrebbero esercitare il loro effetto ..L'espressione di queste proteine aumenta nel SNC anche per effetto delle crisi e di una condizione di sofferenza del tessuto nervoso: è maggiore, ad esempio, in corrispondenza di displasie cerebrali o di tumori a crescita lenta. Anche in questo caso, oltre a fattori ambientali, sembrano essere implicati fattori genetici. Anni fa è stato pubblicato uno studio che dimostrava che i pazienti epilettici farmaco-resistenti avevano maggiori probabilità di essere portatori omozigoti (CC in posizione 3435) di una variante allelica del gene ABCB1 che codifica per la P-gp (una delle proteine che veicolano i farmaci al di fuori del SNC) rispetto a una popolazione di pazienti sensibili ai farmaci. Questi ultimi erano più spesso portatori omozigoti di un'altra variante allelica (TT in posizione 3435) che evidentemente era caratterizzata da una minore efficienza della proteina in oggetto . Ulteriori studi non hanno tuttavia sempre confermato questi dati e da una valutazione metanalitica non sono emersi risultati significativi .
Ipotesi della "severità intrinseca"
L'ipotesi della "severità intrinseca" dell'epilessia può forse spiegare ciò che accade nella maggior parte dei pazienti farmaco-resistenti. Secondo questa ipotesi, quanto maggiore è la gravità e l'estensione del focolaio epilettico, o meglio del network epilettico, tanto più è difficile che i farmaci possano essere pienamente efficaci. D'altra parte, è noto dagli esperimenti condotti sull'animale che se si aumenta la suscettibilità alle crisi attraverso un aumento dell'intensità dello stimolo elettrico o farmacologico epilettogeno la dose dell'antiepilettico necessaria a controllare le crisi deve essere aumentata. Vi è quindi un punto in cui il farmaco non è più in grado di controllare completamente le crisi sperimentali. In altre parole, si può pensare che vi sia un continuum di gravità della malattia che modula il grado di risposta ai farmaci
mercoledì 11 gennaio 2012
ricostruire credibilita' per la politica. Sembra quasta la preoccupazione maggiore, ma i test che devono superare i politici sono ben concreti : Forte ridimensionamento dei privilegi della casta e nuova legge elettorale. Li' dimostreranno la loro buona volonta' , oppure non ci annino con parole vuote e ripetitive !
domenica 8 gennaio 2012
Le proposte del Garante
stralcio.....la parte finale , le proposte
"Libere professioni (le proposte)
Abolizione dei tariffari – Riforma della composizione degli organi disciplinari degli Ordini – Limitazione del potere degli Ordini in materia di corsi di formazione – Revisione della pianta organica dei notai – Eliminazione del controllo degli ordini sulla pubblicità dei professionisti
L’Autorità ritiene che in tale settore, al fine di completare il processo di modernizzazione già avviato e consentire ad esso di svolgere un ruolo adeguato di sostegno alla crescita nel Paese, risulta necessario introdurre le seguenti misure:
a) abolizione espressa di qualsiasi forma di tariffario e, conseguentemente, abrogazione dell’art. 3, comma 5, lett. d), del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito in legge dalla L. 14 settembre 2011, n. 148, nella parte in cui prevede che in caso di mancata determinazione consensuale del compenso, quando il committente è un ente pubblico, in caso di liquidazione giudiziale dei compensi, ovvero nei casi in cui la prestazione professionale è resa nell'interesse dei terzi si applicano le tariffe
professionali stabilite con decreto dal Ministro della Giustizia;
b) esclusione della funzione disciplinare in capo agli Ordini, da attuarsi mediante modifica dell’art. 3, comma 5, lett. f), del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito in legge dalla L. 14 settembre 2011, n. 148, prevedendo espressamente che negli organi indicati nella norma per l’esame delle questioni disciplinari entrino a far parte anche membri non iscritti agli albi e, limitatamente ai consigli locali, iscritti ad albi diversi da quello territoriale di competenza;
c) limitazione dei poteri dei Consigli degli ordini alla fissazione di requisiti minimi dei corsi di formazione, senza alcuna necessità di autorizzazioni o riconoscimenti preventivi, prevedendo forme di auto-dichiarazione da parte degli organizzatori con meri controlli a campione;
d) revisione della pianta organica dei notai (omissis);
e) abrogazione dell’articolo 2, comma 1, lett. b) del D.L. 4 luglio 2006, n. 233, convertito in legge dalla L. 4 agosto 2006, n. 248, nella parte in cui prevede il controllo, da parte degli ordini professionali, sulla trasparenza e veridicità dei messaggi pubblicitari veicolati dai professionisti.
Distribuzione dei farmaci (l’analisi)
L’art. 32 del D.L. n. 201/2011, convertito in legge dalla L. n. 214/2011, ha compiuto timidi passi in direzione di una apertura effettiva del mercato della vendita dei farmaci di fascia C, rinviando a un decreto ministeriale la definizione di aspetti essenziali della nuova disciplina. Su tale terreno occorre procedere con maggiore incisività.
La liberalizzazione della vendita dei farmaci in questione si andrebbe ad aggiungere a quella dei farmaci OTC realizzata con il D.L. n. 223/2006, convertito in legge dalla L. 248/2006, e che ha prodotto risultati particolarmente interessanti sia sotto il profilo della possibilità di scelta per il consumatore (oltre 250 corner nella grande distribuzione e circa 5000 parafarmacie) che sotto il profilo dei prezzi (sconti medi del 10 per cento anche nel canale delle farmacie, con punte del 30-40 per cento nei corner della grande distribuzione che, diversamente dalle parafarmacie, possono “sfruttare” il potere di acquisto delle grandi catene, spesso in grado di saltare la distribuzione all’ingrosso e comunque di sfruttare le economie di scala dal lato della domanda).
Se la liberalizzazione degli OTC ha reso “contendibile” circa l’8-10 per cento delle vendite delle farmacie, la liberalizzazione di tutti i farmaci di fascia C aggiungerebbe un altro 12-15 per cento all’alveo dei prodotti disponibili anche in punti vendita diversi, con un evidente effetto di potenziale, ulteriore riduzione dei prezzi, in virtù della accresciuta concorrenza nella distribuzione.
Risultati più significativi in questo senso potrebbero tuttavia derivare dall’eliminazione delle restrizioni all’apertura delle nuove farmacie (derivanti da piante organiche, restrizioni numeriche e obblighi di distanza minima) e al cumulo delle licenze (detenibili al massimo in un numero pari a 4); trattasi di misure del tutto inadeguate ai fini di una razionale e soddisfacente distribuzione territoriale degli esercizi. Tale obiettivo può essere invece più efficacemente conseguito attraverso la previsione di un numero minimo – anziché massimo – di farmacie nei diversi ambiti territoriali, evitando così un’artificiale e inefficiente limitazione degli accessi, ampliando le possibilità di scelta del consumatore e rafforzando gli incentivi al miglioramento qualitativo del servizio. Inoltre, i benefici derivanti dalla possibilità di gestire “catene” di farmacie, soprattutto in termini di economie di scala dal lato della domanda, si rifletterebbero in larga parte e fin da subito a favore dei consumatori in termini di prezzi più bassi. In questo senso, l’Autorità auspica che venga rimosso il vincolo relativo alla multi-titolarità e il limite di 4 farmacie almeno raddoppiato. Nel medio periodo, la maggior efficienza della distribuzione (e la possibilità di comprimere i margini di intermediazione, oggi ancora particolarmente elevati) finirebbe per riflettersi positivamente anche sulla spesa farmaceutica a carico del sistema sanitario nazionale.
Distribuzione dei farmaci (le proposte)
Liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C – Ampliamento della pianta organica – Estensione della multi-titolarità
Nel settore della distribuzione farmaceutica, l’Autorità ritiene necessario adottare le seguenti misure pro-concorrenziali:
a) liberalizzare la vendita dei farmaci con prescrizione medica ma a totale carico del paziente (i cosiddetti farmaci di fascia C);
b) rimuovere gli ostacoli all’apertura di nuove farmacie, aumentando la pianta organica della stesse mediante la modifica dell’art. 1 della L. 2 aprile 1968 n. 475, e ampliare la possibilità della multi-titolarità. L’art. 5, comma 10, del D.L. del 4 luglio 2006, n. 223, convertito in legge dalla L. 4 agosto 2006, n. 248, integra l'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362, prevedendo che un unico soggetto possa essere titolare al massimo di 4 farmacie. Tale vincolo, ove non completamente rimosso, andrebbe reso meno stringente così da poter cogliere i benefici derivanti dalle economie di scala. In questa prospettiva il numero massimo potrebbe essere aumentato fino ad almeno il doppio dell’attuale limite.
"Libere professioni (le proposte)
Abolizione dei tariffari – Riforma della composizione degli organi disciplinari degli Ordini – Limitazione del potere degli Ordini in materia di corsi di formazione – Revisione della pianta organica dei notai – Eliminazione del controllo degli ordini sulla pubblicità dei professionisti
L’Autorità ritiene che in tale settore, al fine di completare il processo di modernizzazione già avviato e consentire ad esso di svolgere un ruolo adeguato di sostegno alla crescita nel Paese, risulta necessario introdurre le seguenti misure:
a) abolizione espressa di qualsiasi forma di tariffario e, conseguentemente, abrogazione dell’art. 3, comma 5, lett. d), del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito in legge dalla L. 14 settembre 2011, n. 148, nella parte in cui prevede che in caso di mancata determinazione consensuale del compenso, quando il committente è un ente pubblico, in caso di liquidazione giudiziale dei compensi, ovvero nei casi in cui la prestazione professionale è resa nell'interesse dei terzi si applicano le tariffe
professionali stabilite con decreto dal Ministro della Giustizia;
b) esclusione della funzione disciplinare in capo agli Ordini, da attuarsi mediante modifica dell’art. 3, comma 5, lett. f), del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito in legge dalla L. 14 settembre 2011, n. 148, prevedendo espressamente che negli organi indicati nella norma per l’esame delle questioni disciplinari entrino a far parte anche membri non iscritti agli albi e, limitatamente ai consigli locali, iscritti ad albi diversi da quello territoriale di competenza;
c) limitazione dei poteri dei Consigli degli ordini alla fissazione di requisiti minimi dei corsi di formazione, senza alcuna necessità di autorizzazioni o riconoscimenti preventivi, prevedendo forme di auto-dichiarazione da parte degli organizzatori con meri controlli a campione;
d) revisione della pianta organica dei notai (omissis);
e) abrogazione dell’articolo 2, comma 1, lett. b) del D.L. 4 luglio 2006, n. 233, convertito in legge dalla L. 4 agosto 2006, n. 248, nella parte in cui prevede il controllo, da parte degli ordini professionali, sulla trasparenza e veridicità dei messaggi pubblicitari veicolati dai professionisti.
Distribuzione dei farmaci (l’analisi)
L’art. 32 del D.L. n. 201/2011, convertito in legge dalla L. n. 214/2011, ha compiuto timidi passi in direzione di una apertura effettiva del mercato della vendita dei farmaci di fascia C, rinviando a un decreto ministeriale la definizione di aspetti essenziali della nuova disciplina. Su tale terreno occorre procedere con maggiore incisività.
La liberalizzazione della vendita dei farmaci in questione si andrebbe ad aggiungere a quella dei farmaci OTC realizzata con il D.L. n. 223/2006, convertito in legge dalla L. 248/2006, e che ha prodotto risultati particolarmente interessanti sia sotto il profilo della possibilità di scelta per il consumatore (oltre 250 corner nella grande distribuzione e circa 5000 parafarmacie) che sotto il profilo dei prezzi (sconti medi del 10 per cento anche nel canale delle farmacie, con punte del 30-40 per cento nei corner della grande distribuzione che, diversamente dalle parafarmacie, possono “sfruttare” il potere di acquisto delle grandi catene, spesso in grado di saltare la distribuzione all’ingrosso e comunque di sfruttare le economie di scala dal lato della domanda).
Se la liberalizzazione degli OTC ha reso “contendibile” circa l’8-10 per cento delle vendite delle farmacie, la liberalizzazione di tutti i farmaci di fascia C aggiungerebbe un altro 12-15 per cento all’alveo dei prodotti disponibili anche in punti vendita diversi, con un evidente effetto di potenziale, ulteriore riduzione dei prezzi, in virtù della accresciuta concorrenza nella distribuzione.
Risultati più significativi in questo senso potrebbero tuttavia derivare dall’eliminazione delle restrizioni all’apertura delle nuove farmacie (derivanti da piante organiche, restrizioni numeriche e obblighi di distanza minima) e al cumulo delle licenze (detenibili al massimo in un numero pari a 4); trattasi di misure del tutto inadeguate ai fini di una razionale e soddisfacente distribuzione territoriale degli esercizi. Tale obiettivo può essere invece più efficacemente conseguito attraverso la previsione di un numero minimo – anziché massimo – di farmacie nei diversi ambiti territoriali, evitando così un’artificiale e inefficiente limitazione degli accessi, ampliando le possibilità di scelta del consumatore e rafforzando gli incentivi al miglioramento qualitativo del servizio. Inoltre, i benefici derivanti dalla possibilità di gestire “catene” di farmacie, soprattutto in termini di economie di scala dal lato della domanda, si rifletterebbero in larga parte e fin da subito a favore dei consumatori in termini di prezzi più bassi. In questo senso, l’Autorità auspica che venga rimosso il vincolo relativo alla multi-titolarità e il limite di 4 farmacie almeno raddoppiato. Nel medio periodo, la maggior efficienza della distribuzione (e la possibilità di comprimere i margini di intermediazione, oggi ancora particolarmente elevati) finirebbe per riflettersi positivamente anche sulla spesa farmaceutica a carico del sistema sanitario nazionale.
Distribuzione dei farmaci (le proposte)
Liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C – Ampliamento della pianta organica – Estensione della multi-titolarità
Nel settore della distribuzione farmaceutica, l’Autorità ritiene necessario adottare le seguenti misure pro-concorrenziali:
a) liberalizzare la vendita dei farmaci con prescrizione medica ma a totale carico del paziente (i cosiddetti farmaci di fascia C);
b) rimuovere gli ostacoli all’apertura di nuove farmacie, aumentando la pianta organica della stesse mediante la modifica dell’art. 1 della L. 2 aprile 1968 n. 475, e ampliare la possibilità della multi-titolarità. L’art. 5, comma 10, del D.L. del 4 luglio 2006, n. 223, convertito in legge dalla L. 4 agosto 2006, n. 248, integra l'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362, prevedendo che un unico soggetto possa essere titolare al massimo di 4 farmacie. Tale vincolo, ove non completamente rimosso, andrebbe reso meno stringente così da poter cogliere i benefici derivanti dalle economie di scala. In questa prospettiva il numero massimo potrebbe essere aumentato fino ad almeno il doppio dell’attuale limite.
sabato 7 gennaio 2012
Balduzzi. Liberalizzazione farmaci? “Preferisco parlare di apertura del sistema”
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........."L'obiettivo - spiega il Min. Sanita' Balduzzi - è aprire il sistema. È un sistema rigido, troppo rigido, ma quella rigidità deve essere compresa: non parliamo di un bene commerciale qualunque”. “Oggi - prosegue il ministro - le norme impongono una farmacia ogni 5mila abitanti nei comuni fino a 12mila abitanti e ogni 4mila in quelli più grandi. Dobbiamo abbassare il quorum e dare più apertura al settore permettendo a nuovi professionisti di inserirsi nel mercato. Così aumentiamo la concorrenza e abbassiamo i prezzi a vantaggio dei cittadini”.E la vendita nei grandi centri commerciali? “Si può fare, anche questo dà respiro. E lo faremo: il governo ha preso un impegno chiaro”. E nelle parafarmacie, gli chiedono ancora i giornalisti, potranno essere venduti contraccettivi? “Lo escludo. Voci del genere - sottolinea il ministro - sono frutto di una inadeguata informazione. Sia nelle proposte iniziali del governo sia nel testo finale sono sempre state escluse le pillole contraccettive”..........................

alia 2065: ultra 65enne un italiano su tre e gli stranieri residenti saranno 14 milioni

Contestualmente, nel periodo 2011-2065 l’incidenza della popolazione straniera sul totale passerà dall’attuale 7,5% a valori compresi tra il 22% e il 24% nel 2065, a seconda delle ipotesi.
Sclerosi multipla. L’approccio di genere svela i segreti della malattia
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stralcio :
.............La prima si riferisce ai geni associati al sesso: la sclerosi multipla sarebbe caratterizzata da diversità significative sia nella quantità che nel tipo di geni espressi nel sangue degli uomini e delle donne. La patologia quindi stravolgerebbe il normale mantenimento delle differenze di genere nel sangue.
Una seconda osservazione emerge invece dal confronto tra i geni espressi nella popolazione sana e malata. Sono state infatti identificate delle “firme molecolari” associate alla patologia diverse negli uomini e donne con sclerosi multipla. Come dei “codici a barre” distinti, che hanno però fornito informazioni sugli stessi processi biologici sottesi alla malattia: analisi bioinformatiche “in silico” hanno permesso di ipotizzare un nuovo meccanismo patogenetico legato alla trascrizione genica dipendente dal fattore SP1, proteina che regola l’espressione dei geni nelle prime fasi dello sviluppo. L'esistenza di un inibitore farmacologico specifico per SP1 ha consentito di svolgere esperimenti in vitro ed in vivo nel modello della sclerosi multipla. Nell’animale l’inibizione di SP1 sembrerebbe migliorare in maniera significativa il decorso della malattia.
“L’approccio di genere ci ha consentito di ottenere marcatoriin grado di distinguere in maniera molto precisa i malati dalla popolazione sana”, ha spiegato ancora Farina. “In altre parole, andando avanti nella ricerca sarà possibile, un domani, capire da un prelievo di sangue se una persona è affetta da sclerosi multipla oppure no. Inoltre, l’utilizzo di vari approcci bioinformatici e di biologia dei sistemi ha permesso di andare oltre la presenza di singoli geni come marcatori della patologia, e di decifrare informazioni biologiche complesse che risultano dall’interazione di questi marcatori tra loro.”

.............La prima si riferisce ai geni associati al sesso: la sclerosi multipla sarebbe caratterizzata da diversità significative sia nella quantità che nel tipo di geni espressi nel sangue degli uomini e delle donne. La patologia quindi stravolgerebbe il normale mantenimento delle differenze di genere nel sangue.
Una seconda osservazione emerge invece dal confronto tra i geni espressi nella popolazione sana e malata. Sono state infatti identificate delle “firme molecolari” associate alla patologia diverse negli uomini e donne con sclerosi multipla. Come dei “codici a barre” distinti, che hanno però fornito informazioni sugli stessi processi biologici sottesi alla malattia: analisi bioinformatiche “in silico” hanno permesso di ipotizzare un nuovo meccanismo patogenetico legato alla trascrizione genica dipendente dal fattore SP1, proteina che regola l’espressione dei geni nelle prime fasi dello sviluppo. L'esistenza di un inibitore farmacologico specifico per SP1 ha consentito di svolgere esperimenti in vitro ed in vivo nel modello della sclerosi multipla. Nell’animale l’inibizione di SP1 sembrerebbe migliorare in maniera significativa il decorso della malattia.
“L’approccio di genere ci ha consentito di ottenere marcatoriin grado di distinguere in maniera molto precisa i malati dalla popolazione sana”, ha spiegato ancora Farina. “In altre parole, andando avanti nella ricerca sarà possibile, un domani, capire da un prelievo di sangue se una persona è affetta da sclerosi multipla oppure no. Inoltre, l’utilizzo di vari approcci bioinformatici e di biologia dei sistemi ha permesso di andare oltre la presenza di singoli geni come marcatori della patologia, e di decifrare informazioni biologiche complesse che risultano dall’interazione di questi marcatori tra loro.”
giovedì 5 gennaio 2012
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