venerdì 10 luglio 2015

atrofia cerebrale e depressione

orso castano: non sara' mai tempo perso nel rACCOMANDARE LA FARMACOVIGILANZA COME ATTO DOVUTO E RISPETTOSO DELLA SALUTE DDEI PAZIENTI. lA KETAMINA Eì PERICOLOSA E LA FARMACOLOGIA DELLA DEèRESSIONE NONE' ANCORA DELTUTTO CONOSCIUTA.Va raccomandata quindi l'estrema prudenza nell'uso di farmacvi nuovi i cui effetti collaterali sono magari peggiuo del "rimedio"!!
Risultati immagini per ketamina trip
eroina prima e dopo

RELAZIONE ATTIVITA’ SCIENTIFICA
FEBBRAIO 2004 - FEBBRAIO 2005
Dott.ssa Maria Elisabetta Maragnoli 
Dipartimento di Scienze Farmacologiche
Università degli Studi di Milano
La depressione e’ una patologia in cui si osserva atrofia e perdita neuronale nell’ippocampo e nelle strutture corticali ad esso connesse (Sheline et al., 2002; Bremner et al., 2000). Regioni cerebrali quali corteccia prefrontale, corteccia del cingolo e amigdala, che sono associate all’ippocampo, contribuiscono all’alterazione dell’umore e delle emozioni nella depressione, come anche a disfunzioni di tipo cognitivo (Drevets 2001; Manji et al., 2001). E’ dimostrato inoltre che la diminuita funzionalita’ a livello ippocampale presente nella depressione altera il controllo dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, un circuito neuroendocrino primariamente coinvolto nella risposta fisiologica allo stress. E’ noto infatti che l’ippocampo esercita un’azione protettiva dallo stress grazie al mantenimento di un tono inibitorio sui nuclei paraventricolari ipotalamici dell’HPA, e a interazioni con la corteccia prefrontale (Nestler et al., 2002). Pertanto la malattia depressiva si caratterizza, oltre che per le disfunzioni neurotrasmettitoriali, anche per un’aumentata vulnerabilità cellulare. Per questo motivo, negli ultimi anni diversi laboratori hanno intrapreso studi mirati a valutare il coinvolgimento di proteine, come i fattori neurotrofici, nell’eziologia della depressione e nell’azione dei farmaci utilizzati per il suo trattamento.
Il lavoro che ho condotto finora ha riguardato lo studio del fattore trofico FGF-2 (Fibroblast Growth Factor-2) ed in particolare la sua regolazione da parte di farmaci utilizzati per il trattamento della depressione resistente. I nostri studi hanno dimostrato che l’espressione di FGF-2 e’ aumentata in specifiche aree cerebrali di ratto dalla co-somministrazione di due farmaci, fluoxetina e olanzapina, un antidepressivo SSRI e un antipsicotico atipico, rispettivamente (Maragnoli et al., 2004).
FGF-2 agisce attraverso una famiglia di recettori tirosino chinasici, tra cui FGFR1 (Fibroblast Growth Factor Receptor 1). E’ stato recentemente dimostrato che l’inattivazione selettiva di FGFR1 nel CNS di topo e’ in grado di diminuire la proliferazione di progenitori neuronali e il numero di neuroni nell’ippocampo, influenzando la struttura della corteccia cerebrale solo marginalmente (Ohkubo et al., 2004). L’inattivazione di tale recettore potrebbe avere rilevanza durante lo sviluppo, con notevoli ripercussioni sulla funzionalità del sistema nervoso maturo, ma potrebbe anche rappresentare uno strumento utile per analizzare il ruolo di questo sistema nei disturbi affettivi.
Pertanto, il mio lavoro di ricerca si e’ spostato nell’ultimo anno alla Yale University di New Haven, CT, USA. In questo laboratorio mi sto occupando di analizzare il ruolo di FGFR1 durante il neurosviluppo, utilizzando una linea Nestin-Cre specifica per il sistema nervoso centrale che induce una ricombinazione generalizzata in tutto il CNS (Graus-Porta et al., 2001). Nestin e’ un filamento intermedio e un marker selettivo di cellule staminali nel cervello embrionale e adulto, la cui espressione durante lo sviluppo e’ evidente in tutto il sistema nervoso a cominciare dal decimo giorno embrionale (E10). Il pattern di espressione e l’attivita’ della Cre ricombinasi controllata dal promotore per Nestin sono stati valutati incrociando i topi Nestin-Cre con R26R, una linea in cui la ricombinazione di Cre attiva un gene reporter ereditabile, la -galattosidasi (Soriano, 1999). Come si osserva in figura (1A-B), la ricombinazione e’ presente nella linea Nestin-Cre in tutte le cellule del CNS a P0. Nei topi in cui Nestin-Cre viene usata per ricombinare e inattivare FGFR1 (NesCre/FGFR1 KO), inoltre, si osserva una diminuita proliferazione di progenitori ippocampali. L’analisi dell’espressione di Nestin dimostra infatti che a E16.5 il numero di questi progenitori e’ inferiore a quanto si osserva nel fenotipo wild type (figura 1E-F); una simile diminuzione si osserva anche con uno staining di BrdU, un marker di proliferazione cellulare (figura 1G-H). Una colorazione al cresil violetto evidenzia inoltre che in eta’ adulta e’ presente atrofia ippocampale, oltre che la mancanza di corpo calloso e commissura ippocampale (figura 1C-D). La specifica alterazione che si osserva nell’ippocampo rende quindi questo modello animale particolarmente interessante per capire se alla base della patologia depressiva possa esserci un determinante genetico che aumenti la vulnerabilita’ allo stress. Per questo motivo, questi animali verranno sottoposti a una serie di test comportamentali, tra i quali restraint stress e learned helplessness, per valutare l’esistenza di una maggiore suscettibilita’ agli stimoli ambientali.
Fenotipo dei topi NesCre/FGFR1 KO. A-B, staining di LacZ in topi NesCre;R26R, in cui si osserva che la ricombinazione guidata dalla Cre ricombinasi e’ presente in tutte le cellule del CNS a P0. C-D, colorazione al cresil violetto, in cui e’ evidente una diminuzione del volume ippocampale. E-F, Nestin e G-H, BrdU immunostaining, in cui si osserva una diminuzione dei progenitori ippocampali a E16.5.

da Medsdcape

June 7, 2012 (Phoenix, Arizona) — The administration of 6 low-dose intravenous infusions of the fast-acting drug ketamine over 2 weeks shows efficacy in improving symptoms in patients with treatment-resistant depression, new research shows.
Ketamine, an N-methyl-D-aspartate (NMDA) glutamate receptor antagonist, is best known in medicine as an anesthetic but also has some notoriety as a street drug, sometimes dubbed "Special K" and taken for its psychedelic effects.
However, the drug has gained interest among researchers for its potential as a unique, rapid-onset antidepressant capable of quickly improving symptoms in severe or treatment-resistant depression.
"[Ketamine] may rapidly reverse prefrontal cortex–based deficits in depression at the neurocircuitry level, leading to an amelioration of clinical symptoms," said study investigator James W. Murrough, MD, a research fellow in Mount Sinai's Mood and Anxiety Disorders Program in New York City.
Dr. James Murrough
Dr. Murrough presented the study findings here at the New Clinical Drug Evaluation Unit (NCDEU) 52nd Annual Meeting.
Significant Symptom Reduction
A recent study by Dr. Murrough and colleagues published in Clinical Pharmacology and Therapeutics showed that in low doses, ketamine appears to "enhance the strength of cortical synapses through NMDAR- and AMPAR-dependent and neurotrophic mechanisms."
Most studies to date, however, have looked at the drug only in terms of a single-dose treatment, and the effects were measured over the course of hours or a week.

In an effort to evaluate the drug's effect in repeated administrations over the course of 2 weeks, the investigators conducted a study involving 24 patients with treatment-resistant depression.
After undergoing a washout of antidepression medication, patients were treated with a series of 6 intravenous infusions of low-dose ketamine (.5 mg/kg, which is about one quarter of the 2 mg/kg typically used as an anesthetic), administered 3 times a week over the 2 weeks. The patients were then monitored for up to 3 months or until a relapse.The results showed a significant decrease in depression during the 2-week treatment phase, with an overall improvement in Montgomery-Åsberg Depression Rating Scale (MADRS) score from baseline to postinfusion number 6 of 22.8 points (mean baseline MADRS score, 32.1 ± 6.0; endpoint MARDS score, 9.3 ± 11.3)..............
La ketamina è un anestetico per uso umano e veterinario che a piccole dosi diventa uno psichedelico molto potente. La ketamina si trova in polvere da sniffare o in liquido da iniettare o ingerire. È vivamente sconsigliato assumere ketamina per via orale e tramite iniezione. Sniffata impiega circa 10/15 minuti per salire e l’effetto dura circa un’ora, ma anche di più.
Effetti
La ketamina ha un effetto dissociativo e allucinogeno, pone il soggetto in uno stato di rilassamento vegetativo e i muscoli sono distesi. Sin da dosaggi molto bassi si riscontrano problemi d’equilibrio ed insensibilità al dolore. La mente sembra viaggiare separata dal corpo, si hanno allucinazioni e visioni mistiche, il tempo si dilata e le parti del corpo sembrano staccarsi.
Gli effetti variano però molto in funzione del dosaggio. Se la sostanza è pura produce evidenti effetti psichedelici, mentre assumendone 30-60 mg ha sempre effetti psichedelici ma di varia intensità. Tra i 60 e i 120 mg determina un totale distacco dalla realtà. A forti dosaggi la ketamina produce una totale dissociazione della mente dal corpo, diventa difficile muoversi e si soffre particolarmente il freddo. Durante l’esperienza, possono verificarsi attacchi di panico dovuti alla paura di non tornare “normali”. È però importante tener conto che questa è una droga totalmente imprevedibile; non si può giudicare dall’esperienza precedente come sarà la prossima.

giovedì 9 luglio 2015

trasformazione dei comportamenti femminili

West - Quotidiano sulle politiche sociali...............Ma c’è di più. Secondo gli studiosi australianidell’Università del New South Wales per le donne impugnare un joystick per sterminare i nemici a colpi di Kalashnikov e bazooka è un formidabile esercizio per migliorare l’autostima. Al punto da consentire loro di essere più sicure e decise nelle relazioni amorose, senza preoccuparsi di avere rapporti occasionali. Ricalcando esattamente, neanche a farlo apposta, le gesta della celebre eroina Lara Croft portata al cinema da Angelina Jolie, un mix di sensualità e forza fisica.

disturbo post traumatico da stres : possibile terapia

West - Quotidiano sulle politiche sociali

orso castano : il disturbo post traumatico da stress e' un problema grave . Non si verifica solo tra i reduci da guerraq m acolpisce anche chi e' sottoposto a lunghi periodi di mobbing o e' in stato di burn out.


Tetris e Candy Crush contro il disturbo post traumatico da stress

di Annalisa Lista - 08.07.2015
Un videogioco obsoleto come il Tetris aiuterebbe a combattere il disturbo post traumatico da stress. Diminuendo, cioè, la frequenza con la quale le immagini relative a eventi dolorosi (ad esempio rapimenti, incidenti stradali, torture) ritornano alla mente causando sofferenza. Ne sono convinti i ricercatori del Medical Research Council Cognition and Brain Science Unit in Inghilterra. Per l’esperimento, pubblicato nella rivista Psychlogical Science, 50 individui sono stati invitati a guardare filmati violenti dal forte impatto emotivo. Dopodiché, solo a una metà è stato chiesto di giocare a Tetris. A distanza di una settimana, è stato osservato che il primo gruppo presentava sintomi molto meno marcati del disturbo (-51% rispetto agli altri). In ragione del fatto che la forte concentrazione visiva necessaria per completare giochi come il Tetris o il Candy Crush favorisce il blocco cognitivo. Determinando, di conseguenza, la rimozione progressiva dei dettagli del trauma.

mercoledì 8 luglio 2015

viva la democrazia !!!


ascolta buona musica mentre leggi, Hans Zimmer playlist https://www.youtube.com/watch?v=FOi4WVjM42I&list=PL630CCB22977BF2F0&index=1


orso castano : il dibattito che si stasvolgendo a Bruxellles , nel Parlamernto Europeo, e' storico. Si sta discutendo non solo del Grexit, ma di Democrazia , delle sue regole, delle forze economiche che finora hanno determinato governi, debiti, modelli dincomportamento inadeguati, in nome del danaro. E' un dibattito sacrosanto ed e' per questo che e' cosi' acceso; dobbiamo ringraziare Tsipras di averlo con fermezza aperto e ci auguriamo che arrivi fino in fondo al merito. I latrocini, le finanze allegre , i debiti pubblici non considerati, non sono fulmini calati dal cielo, Dietro di essi c'e' una regia raffinata che vuole ed ha voluto manipolando moti "ceti intellettuali" , che ha inteso assoggettare chi non e' daccordo con la bancocrazia, che ha lasciato fare ben sapendo che si sarebbe arrivati a questo punto. Ora si tratta di rimette i diritti al loro posto, di separare l'economia bancaria dalla politica, Contemporaneamente questo dibattito porta alla luce tutti gli errori che la sinistra europea ha fatto, la sua non trasparenza, i sui sbANDI VERSO UNA DESTRA FORTEMENTE RAPPRESENTATA DALLO STRAPOTERE BANCARIO. C'e quindi da essere ottimisti per questa opportunita' di casmbiamento: la Grecia non puo' uscire dallEuropa per motivi geopolitici innanzitutto , La sua uscita porterebbe ad uno sconvolgimento enorme degli equilibri mondiali. L'Europa ha inventato la democrazia. E' ora , adesso, che indichi al mondo quali regole la possono far funzionare. Che "le danze comincino" non c'e' fretta, gli aiuti si possono e devono dare, ma il problema delle regole della democrazia politica non e' piu' rinviabile . E l'Europa , al riguardo ha molte cose da dire al mondo intero.

Da Corriere della seraRisultati immagini per i topos della democrazia nell'antica greciaRisultati immagini per i topos della democrazia nell'antica greciaRisultati immagini per egalite fraternite' liberte'Risultati immagini per egalite fraternite' liberte'Risultati immagini per egalite fraternite' liberte'Risultati immagini per i topos della democrazia nell'antica grecia

di Francesca Basso


BRUXELLES 

Un applauso lungo al termine del discorso del premier greco Alexis Tsipras: ma è quello dell’estrema sinistra e dell’estrema destra, ha attaccato il capogruppo del Ppe al Parlamento europeo, il tedesco Manfred Weber che gli rinfaccia di aver usato parole «inaccettabili» nei confronti degli europei che hanno prestato i soldi (i creditori internazionali sono stati definiti «criminali») senza poi essersi scusato. E’ solo l’inizio di una serie di accuse verso la Grecia che ritornano oggi nell’audizione al Parlamento europeo riunito a Strasburgo, ma che anche ieri al vertice dei capi di Stato e di governo aleggiavano sostenute dai Paesi del Nord e dell’Est Europa, oltre che dalla Germania.
Il gruppo dei Socialisti e Democratici, rappresentato da Gianni Pittella è più morbido, preferisce insistere sullo sforzo dell’Europa per evitare una Grexit, contesta certe «affermazioni estremiste di Tsipras, Schauble e Weber« e sottolinea lo sforzo del presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker «per trovare una soluzione positiva: è un momento troppo serio per fare il tifo, bisogna unire le istituzioni». Ma alla fine l’Europarlamento si trasforma nelle curve di uno stadio, con chi è pro e chi è contro Tsipras, con chi è per l’Europa e l’euro e chi resta euroscettico. Anche nelle repliche – dopo che tutti i gruppi parlamentari hanno parlato – le posizioni di Tsipras, di Juncker e del presidente del Consiglio Ue, il polacco Donald Tusk, restano granitiche, con le istituzioni europee che non si fanno blandire nemmeno quando il premier greco dice che se i negoziati fossero stati solo tra governo ellenico e Commissione Ue un accordo sarebbe già stato raggiunto. Tsipras attacca duramente le tre istituzioni creditrici «divise sulle proposte» necessarie per una soluzione e «i negoziati a porte chiuse», rivendicando il diritto di «un governo sovrano di decidere come distribuire il peso fiscale per centrare gli obiettivi di bilancio previsti» e caricare «più le imprese e meno i pensionati» invece di lasciarlo decidere ai tecnici. Accuse che Juncker ha rimandato al mittente, spiegando che «è vero che i negoziati sono avvenuti a porte chiuse ma in modo diverso dal passato» e che da quando è lui alla guida della Commissione Ue «le trattive sono state condotte al più alto livello politico dal presidente e dai commissari» mentre «prima erano i tecnocrati». Ma soprattutto ha indirettamente accusato la Grecia di aver fatto fallire un possibile accordo lasciando il tavolo del negoziato.
A Tsipras è stato contestato anche di non avere detto tutto su quanto è avvenuto dietro le porte chiuse: «Io ho chiesto di tassare gli armatori e i tagli alla Difesa – ha sottolineato Juncker – mentre non ho mai chiesto tagli alle pensioni e ai salari minimi. Si devono dire come le cose si sono svolte. Abbiamo proposto 35 miliardi per aiutare la Grecia». Stessa durezza è stata manifestata da Tusk: «La moralità è pagare i debiti che si devono agli altri. Non è vero che i creditori sono immorali e i debitori sono vittime. Non è possibile spendere più di quanto si guadagna e questa è l’origine della crisi greca, non l’euro». Tusk ha evidenziato le posizioni diverse che ci sono sulla Grecia e la necessità di “unità”. Ma il dibattito al Parlamento europeo ha evidenziato tutte le divisioni. Il ppe Weber ha messo in fila una serie di accuse, a cominciare dalla mancanza di fiducia nei confronti di Atene: «A febbraio 2015 ha detto che avrebbe presentato un programma di riforme e finora non l’ha fatto: non ci sono le basi per un negoziato, lei così distrugge la fiducia dell’Europa», ha detto il deputato del Ppe. Il discorso di Tsipras è stato molto vago, ha parlato certo di riforme ma il problema per la Grecia è far tornare dei conti che sono ormai fuori controllo e infatti ha chiesto apertamente che venga affrontato il tema della sostenibilità del debito greco. Weber gli ha replicato che «se si parla di un taglio del debito, non sono le banche e i mercati finanziari a pagare ma la Spagna e il Portogallo, le infermiere polacche slovacche e i funzionari di Helsinki. La solidarietà sono i 35 miliardi proposti da Juncker e rifiutati dalla Grecia nonostante la situazione drammatica in cui si trova».
Su questo Tsipras ha replicato che «la Grecia vuole un programma sostenibile per ripagare il debito, non per non propagarlo». La Grecia è pronta a rispettare «il funzionamento dell’Europa e della scelta democratica popolare», ha detto Tsipras, sottolineando che lui è al governo «da cinque mesi e mezzo ma che i programmi di aiuti durano da 5 anni e mezzo e non hanno funzionato». Ha anche accusato i creditori internazionali di avere imposto delle soluzioni che sono pesate sui lavoratori e sui pensionati mentre non sono stati toccati i più ricchi: «Il 10% dei greci gestisce il 56% della ricchezza nazionale e del rimasto fuori dal mirino dei programmi di salvataggio».
Tsipras non vuole «contrastare l’Europa ma quelle mentalità che fanno naufragare l’eurozona, la crisi greca è una debolezza di tutta la zona euro che ha prodotto la crisi autoalimentata del debito». Ha concluso che si assumerà «la responsabilità storica» delle prossime deisioni. Per ora gli altri Paesi dell’Eurozona stanno aspettando che si prenda la responsabilità di un piano di «riforme concrete e credibili». Il clima, è evidente, ormai è avvelenato e il tempo per trovare una soluzione pochissimo.

lunedì 6 luglio 2015

Piemonte. Al via nuova rete assistenza territoriale :de'ja'vu' e de'ja've'cu


orso castano: nihil sub sole novumcose gia' sentite , ripetute e starripetute ma mai attuate.
Gli equilibri di distribuzione di competenze (e , quindi, compensi) , in questa sintesi non vengono neppure sfiorati, Chi ha dato ha dato, chi ha avuto , ha avuto, scurdimmece o passato. (ad es. gli accreditamenti, per cui tanto scandalo ci fu con coinvolgimento di importanti pezzi del PD) sono gelosamente custoditi e gestiti, con un metodo spaventossamente clienterale senza neppure l'ombra di un concorso -tutti i medici assunti per chiamata diretta- alla faccia della meritocrazia e dei diritti di quelli che non hanno calci nel sedere , tanto paga "pantalone",cioe' i cittadini.
I Distretti, in generale , i cui responsabili sono direttamente nominati dal Direttore generale e rispondono solo a lui (come il medico competente altra figura amletica dipendente totalmente dal potere centrale , cioe' il Direttore Generale, di nomina politica Regionale) , cioe' dalla politica, che “dovrebbe difenderela salute dei lavoratori insieme al datore di lavoro (sic!!) , i Distretti dicevo non hanno finora mostrato grande brillantezza, appiattiti spesso su progetti e soldi regionali destinati ai medici di medicina Generale. La Prevenzione, la medicina integrata, gli studi per utilizzare farmaci piu' soft: neppure l'ombra di una parola. I progetti di prevenzione sono quelli stabiliti dalla Regione che ne stabilisce tutte le modalita' (ed i soldi)
I medici di medicina generale sempre piu'si caratterizzano come una corporazione chiusa che , nel loro fortino, dentro le solide mura dell'Ordine dei medici, non mollano nulla di nulla se non c'e' dietro un compenso. Della prevenzione , quella concretamente svolta , e spesso, dal settore terziario, non fa parola . Quindi , solite buone intenzioni scritte sulla carta, tante , tantissime riunioni di protagonisti, e speriamo bene cambi qualcosa. Speriamo cche “fatta la legge.....”

Obiettivo: garantire connessioni con il tessuto ospedaliero 29 GIU - “Un atto di programmazione che procederà di pari passo con la revisione della rete ospedaliera, a partire da2016,....................  Piemonte”. L’assessore alla sanità della Regione Piemonte, Antonio Saitta,... L’obiettivo è quello di strutturare reti territoriali connesse con le reti ospedaliere ........ una popolazione che invecchia, “ma soprattutto - dice Saitta - riportare nella sanità una vera civiltà assistenziale, che eviti inutili e dispendiosi passaggi ......

Il Piemonte, dove vivono il 7 % degli italiani, è una delle regioni più vecchie: nel 2011 gli over 65 erano 1.023.195 e l’indice di invecchiamento (che rapporta gli ultrasessantacinquenni al totale della popolazione) era del 23.4 % mentre alla stessa data, in Italia gli over 65 anni erano 12.301.537 pari al 20.3 % del totale della popolazione. Una popolazione che invecchia in condizioni di salute migliori, perché negli ultimi decenni è profondamente mutato lo scenario epidemiologico caratterizzato da un aumento della prevalenza di patologie croniche, di cui in Italia (dati Istat 2011) soffre almeno il 38.6% della popolazione."........i pazienti cronici necessitano di risposte integrate e multidisciplinari. Le strutture ospedaliere restano la sede più adatta per la diagnosi e la cura degli episodi acuti, ma le altre prestazioni (visite ed esami specialistici, consumo di farmaci, riabilitazione) hanno sul territorio il luogo più appropriato di erogazione, spesso anche al domicilio stesso dei pazienti: per la diffusione di patologie croniche a rilevante impatto sociale, vogliamo conciliare esigenze di equità e di solidarietà con il quadro delle risorse disponibili”.
L’assistenza socio sanitaria territoriale rappresenta uno dei tre macro livelli di assistenza in cui si vuole declinare l’offerta del servizio sanitario in Piemonte (insieme alla prevenzione e all’assistenza ospedaliera) attraverso: assistenza primaria (medicina generale, pediatria di libera scelta e continuità assistenziale), assistenza specialistica territoriale e attività erogate dalle strutture distrettuali delle Asl (assistenza domiciliare e residenziale socio-sanitaria ad anziani non autosufficienti, disabili, minori, salute mentale).......
 valorizzazione del ruolo dei Distretto come articolazione operativa fondamentale delle Asl per il governo della rete territoriale, ma anche il ruolo del sistema dell’assistenza primaria, compresa la continuità assistenziale, .....; 2° poi il coordinamento tra medici di famiglia e pediatri di libera scelta, strutture operative a gestione diretta, servizi specialistici ambulatoriali e strutture ospedaliere ed extra-ospedaliere accreditate; l’erogazione delle prestazioni afferenti all’area socio-sanitaria ad elevata integrazione sanitaria.
Il piano di assistenza territoriale (PAT) dovrà essere adottato da ogni singola Azienda sanitaria entro il 31 dicembre 2015 
Ribadito inoltre il ruolo dei sindaci nella programmazione territoriale distrettuale, ........
 29 giugno 201

venerdì 3 luglio 2015

Conflittualita' genitoriale e Diritti dei minori a non essere lacerati psicologicamente.

orso castano : la stampa talora risulta fuorviante. In questo caso  , al di la' delle considerazioni del giornalista, inviterei a leggere attentamente le due sentenze della Corte (correttamente riportate dallo stesso giornalista, che mi e' sembrato un po' troppo sintetico e frettoloso nelle sue valutazion)  che trattano di un argomento, che e' di grande importanza: l'esercizio della genitorialita'. E' ovvio che  un giudice non puo' e non deve stabilire una sorta di Trattamento Sanitario Obbligatorio , prrevisto per legge su specifici casi di disturbo mentale grave ed acuto e normato in maniera precisa nel rispetto delle liberta' individuali (sono previste garanzie precise e limiti temporali che , nonostante vari tentativi di modifica, a mio avviso non andrebbero assolutamente modificati)  per indurre due genitori litigiosi e  superficiali , rispetto all'esercizio della genitorialita', a frequentare corsi di "rieducazione" genitoriale. Ma il giudice del Trib. per i Minorenni ha il dovere di difendere (la stessa dizione :Trib. per i minorenni  e' chiara in merito) i minori stessi e la loro crescita psicologica "normale". La sentenza della Corte d'Appello per i Minori, nalla sua intenzionalita' mi sembra voglia attuare questa "mission" . E' altresi' ovvio che il tentativo di imporre una psicoterapia di coppia senza l'attiva collaborazione dei genitori non puo' funzionare, ed a nulla servono TSO (oltretutto poco legali) ma il diritto del minore a non essere "lacerato" psicologicamente da due genitori iper litigiosi come e dachi verra' supportato? L'iniziativa di cui al Post http://menteallegra.blogspot.com/2015/07/uno-spazio-su-internet-per-i-bambini.html                puo' essere utile?

West - Quotidiano sulle politiche sociali

Il Giudice non può obbligare due ex a diventare buoni genitori

di Roberta Lunghini - 03.07.2015
In Italia, l’immaturità dei genitori non è un motivo valido per costringerli ad andare da uno psicologo per imparare a educare correttamente i figli. La Cassazione ha, infatti, annullato una sentenza della Corte d’Appello di Firenze che aveva imposto a due ex coniugi di frequentare percorsi psicoterapeutici individuali e di sostegno alla genitorialità. Il tutto al solo scopo di superare la persistente conflittualità che impediva loro di trovare un accordo su come curare ed educare il figlio. I Supremi Giudici hanno, invece, ritenuto che l’obbligo precedentemente imposto era lesivo del diritto alla libertà personale costituzionalmente garantito e alla disposizione che vieta di imporre, se non nei casi previsti dalla legge, trattamenti sanitari obbligatori.
Impedire al padre di vedere la figlia non è maltrattamento in famiglia

impedire al padre di vedere la figlia non è maltrattamento in famiglia  di Roberta Lunghini - 19.06.2015
Corte di cassazione, sentenza n. 25386 - 2015 : http://www.west-info.eu/it/impedire-al-padre-di-vedere-la-figlia-non-e-maltrattamento-in-famiglia/corte-di-cassazione-sentenza-n-25386-2015-2/

In Italia, il genitore che impedisce all’altro di vedere il figlio non commette reato di maltrattamenti in famiglia. Per questo, la Cassazione ha rigettato il ricorso presentato da un padre contro una precedente sentenza della Corte di Appello di Campobasso che aveva ribaltato la decisione di primo grado. L’uomo sosteneva che la ex compagna gli vietava di incontrare la loro piccola, ostacolando in tutti i modi il loro rapporto. Ma i Supremi Giudici, tra le altre cose, hanno fatto anche presente che “la contestazione formale del reato di maltrattamenti non è di facile comprensione innanzitutto perché non è dato comprendere chi ne sia la vittima, se la figlia o il padre”. Inoltre “non è neanche facile ritenere che vi sia un diretto collegamento tra le condotte di cui al reato di cui all’art. 388 cod. proc. pen. ed un evento di maltrattamenti significativo ai sensi dell’art. 572 cod. pen., pur se nel capo a) sono richiamate entrambe le disposizioni“.

giovedì 2 luglio 2015

Piemonte: l'Assessore alla sanita' fa di testa sua e non ascolta nessuno. L'assistenza psichiatrica e' a dir poco preoccupante tra controlli della Corte dei conti e asstone che da decenni comandano con coperture politiche regionali oscure

orso castano: l'assistenza psichiatrica e' una cosa delicata e complessa. Bene ha fatto la Corte dei conti a mettere sotto i riflettori le spese errate che i vari Primari Psichiatri dell'ASL To2 hanno , direi da oltre due decenni , consigliano alle Direzioni Sanitarie ed amministrative, perche' si perpetuino , se non aumentino, le spese per tenere aperte Comunita' che spesso di terapeutico non sembrano avere nulla. Ci chiediamo perche' questo e' avvenuto, cui prodest. Che venga fuori!! I danni per i pazienti possono essere enormi, Occorrerebbe una seria inchiesta su quanti farmaci vengono "consumati" in queste Comunita' e se esistono piani di uscita definitiva per i pazienti che vengono li' ricoverati oppure se , i pazienti restano ricoverati ad vitam . Certo che la Comunita' viene pagata per ogni giorno di degenza , per ogni paziente, non poco. Sarebbe poi interessante sapere per qunto tempo i vari Primari restano al loro posto , se quoad vitam oppure se ogni cinque anni viene garantito , attraverso concorsi veramente pubblici e pubblicizzati (non aumma aumma), come prevede la legge,  un rinnovamento ed un ricambio che porti aria nuova e che non sia un proseguire nella vecchia e consolidata distribuzione di potere garante della quantita' di soldi che il cittadino spende tra psicoterapie . visite private, e settore pubblico. Ma chi si prendera' la b riga di approfondire e di insistere, con fermezza, perche' venga fatta questa inchiesta approfondita? Speriamo che non salti fuori , come a Roma , una storiaccia alla Mafia Capitale.

Psichiatria Piemonte, la Regione dà i numeri

Pubblicato Domenica 14 Giugno 2015, ore 19,20

Comunità terapeutiche e associazioni di familiari e pazienti contestano la riorganizzazione del servizio. "Una riforma basata su dati errati", accusa Corulli di Fenascop. "Strutture ridotte a parcheggi". E per Vignale (FI) la delibera è illegittima

“Dal primo gennaio dell’anno prossimo dietro espressioni eleganti come alta intensità terapeutica e cose del genere, non avremo altro che diversi tipi di parcheggi per i nostri pazienti, cui si aggiungeranno problemi a pagare il personale, licenziamenti di professionisti con anni di esperienza, spese per le famiglie dei ricoverati e un abbassamento dell’efficacia terapeutica del nostro lavoro”.Metello Corulli, presidente della Federazione nazionale strutture comunitarie psicoterapeutiche (Fenascop), disegna una scenario a di poco allarmante sulla psichiatria piemontese. «Nulla di più di quello che inevitabilmente si verificherà se non verrà modificata la delibera approvata dalla giunta e predisposta dall’assessorato senza ascoltare alcun parere da chi opera nel settore, senza prestare attenzione a chi rappresenta le famiglie e soprattutto basando i tagli della spesa su cifre sbagliate» dice il medico, da anni a capo della comunità terapeutica Il Porto, due giorni prima che a Palazzo Lascaris si riunisca il consiglio regionale in seduta aperta proprio sul tema del riordino della psichiatria come deciso dalla conferenza dei capigruppo.

Nei giorni scorsi era stato il consigliere Gian Luca Vignale, a nome di Forza Italia, a chiedere la convocazione dell’Aula, e nel criticare aspramente l’atto appena approvato dalla giunta aveva definito la delibera di riordino dell’assistenza ai pazienti psichiatrici «illegittima e tale da peggiorare anziché migliorare un sistema oramai in corto circuito. Illegittima – secondo l’esponente azzurro - perché il sistema dell’assistenza psichiatrica è basato su una delibera quadro del consiglio regionale che prevede ogni singolo atto di attuazione della delibera stessa deve prima ottenere il parere obbligatorio da parte della commissione competente. Compito della giunta regionale sarebbe stato invece introdurre alcune migliorie, di sua competenza come ad esempio il coinvolgimento diretto delle associazioni di familiari e pazienti e degli erogatori di servizio». Anch’egli come il presidente della Fenascop rimarca «la totale assenza di un coinvolgimento diretto da parte di familiari o dei Comuni chiamati a intervenire nella spesa».

Torna, insomma anche su questo fronte, l’immagine di un assessorato a suo modo decisionista e che pare privilegiare il percorso meno irto di difficoltà della giunta anziché scegliere la strada del confronto in consiglio per il varo delle delibere. È stato così con quella sulla rete ospedaliera il cui mancato passaggio a Palazzo Lascaris è uno dei motivi alla base dei ricorsi al Tar ed è così per quanto attiene alla riforma del ruolo delle strutture psichiatriche. Un ruolo che a detta di Corulli verrebbe ridotto “a un parcheggio per i pazienti”. Per sopportare questa tesi egli, in una lettera inviata a Saitta, Chiamparino e a tutti i consiglieri regionali,  elenca una serie di interventi predisposti da corso Regina che a suo dire mettono a repentaglio la stessa efficacia terapeutica dei servizi psichiatrici in Piemonte.

Uno di questi riguarda il personale: «Attualmente le comunità ad elevata intensità terapeutica – per pazienti subacuti, sono 10 in tutta la Regione con 200 posti letto complessivi,  hanno una presenza di 50 ore di psichiatri la settimana oltre la pronta reperibilità che garantisce la presenza dello psichiatra entro venti minuti dalla richiesta. Dal primo gennaio 2016 saranno sufficienti 20 ore di psichiatra la settimana, senza pronta reperibilità. A fronte di un risparmio di denaro, non à neanche più importante cercare di proteggere i pazienti dai tentativi anticonservativi?».

L’accusa, forse, più pesante che viene rivolta all’assessorato di Antonio Saitta è però un’altra: quella di basare la riforma su “dati che appaiono errati”. Nella lettera, Carulli contesta infatti le cifre citate dall’assessore: «I posti letto esistenti non sono 2,3 ogni 5mila abitanti come sostiene la Regione, bensì 3,2 ogni 5mla. Quanto alla spesa che per Saitta è di 200 milioni si aggira invece tra gli 80 e i 90 milioni. Come è possibile valutare l’opportunità o l’inopportunità di questa spesa se non si conosce nulla sulla spesa che la collettività sostiene per i repartini ospedalieri, per le cliniche psichiatriche convenzionate, per i trattamenti ambulatoriali ed i servizi dei vari dipartimenti di salute mentale? Riteniamo che una valutazione delle spese potrebbe iniziare solo dopo una conoscenza “sufficientemente” corretta dei vari ambiti». Un’accusa pesante, senza dubbio.

Se davvero fosse come sostiene il presidente, l’intero impianto di riforma della psichiatria si baserebbe su dati fasulli. Perché fasulli, sarebbe un altro aspetto della vicenda che verrà affrontata martedì in aula. Dove è facile prevedere, alla giunta e soprattutto all’assessore alla Sanità verrà riproposta la domanda sul mancato coinvolgimento di vari soggetti nella predisposizione della riforma. «Numerose richieste da parte nostra e delle cooperative, delle associazioni familiari di poter partecipare ai lavori del Tavolo tecnico non hanno ottenuto risposta  – denuncia Carulli –. Il 22 maggio scorso in un incontro, l’assessore Saitta ci aveva espresso generiche indicazioni sui criteri di una riorganizzazione della riabilitazione psichiatrica regionale e dato ampie rassicurazioni circa la volontà di collaborare ad una definizione condivisa di nuovi assetti coerenti con le linee guida nazionali e regionali, nonché con gli obiettivi dei piani operativi, pur senza offrirci alcun documento scritto. Una settimana dopo il dottor Vittorio De Micheli, a nome e per conto dell’assessore aveva dichiarato che prima di essere portato al voto del consiglio regionale, il documento sarebbe stato fornito alle associazioni familiari ed associazioni fornitrici di servizi, e ci sarebbe stata una audizione dei pareri ed osservazioni. Il 3 di giugno abbiamo saputo dai giornali che era stata votata la delibera»