La Ruta graveolens è in grado di uccidere le cellule tumorali del glioblastoma risparmiando quelle sane. Ma la sperimentazione sull’uomo è ancora lontana...............
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Chi ha fatto la ricerca
La ricerca è stata coordinata da Colucci-D’Amato, con la collaborazione del Laboratorio di Botanica della Sun diretto da Claudia Ciniglia, di quello di Farmacologia dell’università di Genova, diretto da Tullio Florio, di Floriana Volpicelli, fisiologa dell’università Federico II di Napoli, e Marina Melone, neurologa della Sun. Gli esperimenti sono stati finanziati dal Network per la salvaguardia e la gestione delle risorse genetiche agro-alimentari `Agrigenet´, dal Progetto Sicurezza, sostenibilità e competitività nelle produzioni agroalimentari della Campania `Carina´, e dal Programma di ricerca scientifica di rilevante interesse nazionale (Prin).
orso castano: l'orrore sta arrivando fino a due passi da noi". tanta violenza , in molti media, ci stiamo assuefacendo alla cultura dell' l'ISIS che, la considera come una cosa quotidiana, (la morte accompagna il vivere sociale; e' una cosa , in fondo con cui si puo' convivere). Bisogna ribellarsi , bisogna gridare forte , dire no" bisogna recuperare il rispetto per la vita umana. 50 morti ancora oggi nella stiva di un barcone e l'Europa che fa? L'Africa sta diventando un film dell'orrore, complici magari, dicono alcuni la Turchia, che chissa vorrebbe creare uno stato islamico in Europa. Non sarebbe la prima volta : L'assedio di Vienna fu posto a partire dal 14 luglio 1683 dall'esercito dell'Impero Ottomano, composto da circa 140 000 uomini. Da Wikipedia : "la battaglia decisiva cominciò l'11 settembre, quando cioè si concluse il raggruppamento dei rinforzi dalla Polonia, comandati da Sobieski, dalla Germania e dal resto dell'Austria, oltre alle forze presenti nella città https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Vienna.
La Storia non va ignorata, la Turchia sta ragionando solo in termini di "Volonta' di Potenza" , un comportamento irrazionale che produrra' , se non vigiliamo molto attentamente, una terzza guerra mondiale , i cui germi, dice il Presidente Mattarella, sono gia' presenti. da Limes : 27/07/2015
UNA TECNICA che potrebbe aprire la strada a una nuova stimolazione neurale non invasiva (senza elettrodi collegati al paziente) per malattie come il Parkinson, e perfino nuove prospettive per la cura della sordità e per la stimolazione dei muscoli, compreso quello cardiaco. È stata sviluppata da un gruppo internazionale di ricerca guidato dal Centro di Micro-BioRobotica dell'Istituto italiano di Tecnologia (Iit) a Pontedera e dall'Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e si basa sull'"accensione" a distanza delle cellule nervose via wireless. La nuova tecnica è basata sull'uso di nanoparticelle e ultrasuoni. I risultati ottenuti in provetta sono stati pubblicati sulla rivista ACS Nano.
"Nei nostri esperimenti abbiamo coltivato i neuroni in presenza di nanoparticelle piezoelettriche, capaci cioè di convertire energia meccanica in energia elettrica", spiega Attilio Marino, dottorando in BioRobotica del Sant'Anna presso l'Iit. "Per produrle", aggiunge, "abbiamo usato il titanato di bario, un materiale biocompatibile e sicuro anche ad alte concentrazioni". Una volta a contatto con i neuroni, le nanoparticelle si sono andate a incastonare sulla loro membrana esterna, pronte a entrare in azione: "Quando vengono stimolate a distanza con gli ultrasuoni, le nanoparticelle si deformano", continua Marino, "e convertono questa energia meccanica in un potenziale elettrico in grado di eccitare le cellule nervose".Le possibili applicazioni di questa scoperta sono molteplici, come spiega Gianni Ciofani, coordinatore del gruppo presso l'Iit di Pontedera: si va dalla ricerca sul sistema nervoso alle neuroprotesi, dal trattamento del Parkinson alla medicina rigenerativa. "Altre applicazioni potenziali", precisa Ciofani, "sono la rigenerazione dei nervi periferici e la stimolazione sensoriale, ad esempio quella del nervo acustico in alcuni tipi di sordità". La tecnica potrebbe essere usata "per stimolare anche altri tessuti eccitabili come il tessuto cardiaco".
New York, 21 ago. - E' possibile rilevare il rischio degli anziani di soffrire di demenza eseguendo un semplice test della saliva. Lo ha suggerito un gruppo di ricercatori del National Institute on Ageing di Bethesda (Usa) in uno studio pubblicato sulla rivista Neurology. Con il test si misurerebbero i livelli di cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress, collegato alla funzione cerebrale. Lo screening avverrebbe sui soggetti con elevati livelli dell'ormone. Gli scienziati, infatti, hanno scoperto che le persone con elevati livelli di cortisolo hanno piu' probabilita' di avere un volume cerebrale totale inferiore e prestazioni peggiori nei test cognitivi e mnemonici. "Gli studi hanno dimostrato che la depressione aumenta il rischio di demenza, ma non sappiamo molto su questo rapporto", ha spiegato Lenore Launer, autrice dello studio. "Alti livelli di cortisolo, l'ormone dello stress, sono stati trovati nelle persone con depressione - ha continuato - e la teoria e' che il cortisolo ha un effetto tossico sull'area cerebrale dell'ippocampo, che svolge un ruolo importante nella memoria". Per arrivare a queste conclusioni lo studio ha coinvolto 4.244 persone con un'eta' media di 76 anni che non soffrono di demenza. I partecipanti sono stati sottoposti a scansione cerebrale per rilevare il volume del cervello e sono stati presi in considerazione prove della loro capacita' di pensiero e di memoria. Inoltre, i ricercatori hanno prelevato campioni di saliva una volta al mattino e un'altra la sera con lo scopo di determinare i livelli di cortisolo. I soggetti sono stati poi divisi in tre gruppi in base ai livelli dell'ormone: alto, basso e medio. Ebbene, dai risultati e' emerso che le persone con piu' elevati livelli di cortisolo hanno piu' probabilita' di avere un volume cerebrale inferiore.
orso castano: ...ma oggi e' impossibile tenere alloscuro il popolo di quello che succede in politica. Internet lo impedisce! quello che sta succedendo e' che avanza sempre piu' una spinta all'atomizzazione dei soggetti , al consumismo esasperato, alla "genitalizzazione" dell'Eros (secondo la lettura di Marcuse , grande preveggente), mentre la scienza e la tecnica avanzano a gran velocita' e potrebbero dare da mangiare a tutto il mondo. Ma una trasformazione dei valori sociali , sempre piu' improntati ad un assurdo narcisismo (per fortuna non generalizzato) ed all'anomia, sta operando una sorta di graduale mutazione genetica del procedere della stessa scienza che inevitabilmente viene influeenzata dal contesto e dai valori egemoni nello stesso. Si che le stesse potenzialita' della scienza di risolvere i problemi drammatici del nostro tempo paiono restare sullo sfondo di una civilta' occidentale bloccata , incapace di trovare al suo interno idee ed energia per evolvere.
Non esaltare i più capaci fa sì che il popolo non contenda, non pregiare i beni che con difficoltà s'ottengono fa sì che il popolo non diventi ladro, non ostentare ciò che può desiderarsi fa sì che il cuore del popolo non si turbi. Per questo il governo del santo svuota il cuore al popolo e ne riempie il ventre, ne infiacchisce il volere e ne rafforza le ossa sempre fa sì che non abbia scienza né brama e che colui che sa non osi agire. Poiché egli pratica il non agire nulla v'è che non sia governato.
IV - QUEL CHE NON HA ORIGINE
Il Tao viene usato perché è vuoto e non è mai pieno. Quale abisso! sembra il progenitore delle diecimila creature. Smussa le sue punte, districa i suoi nodi, mitiga il suo splendore, si rende simile alla sua polvere. Quale profondità! sembra che da sempre esista. Non so di chi sia figlio, pare anteriore all'Imperatore del Cielo...............................
La stilista Suzanne Lee mostra i suoi esperimenti per coltivare un materiale a base di kombucha che può essere usato come tessuto o pelle vegetale per creare dei vestiti. Il processo è affascinante, i risultati bellissimi (anche se c'è ancora un piccolo inconveniente...) e il potenziale è semplicemente sensazionale. per preparare il kombucha è la scelta del tè. Ne esistono davvero tanti tipi, ma la cosa sorprendente è che derivano tutti dalla medesima pianta.
Il Kombucha in realtà non è un fungo vero e proprio ma una colonia di tre tipi di lieviti e batteri1. Il tè da esso ricavato contiene tutte le vitamine del gruppo B e vitamina C in grandi quantità2, oltre a molti acidi indispensabili per il nostro organismo3, fra i quali l’acido lattico, l’acido acetico, l’acido malico, l’acido ossalico, l’acido glucoronico, l’acido burritico, gli acidi nucleici, gli amminoacidi e gli enzimi.
Utilizzo: Favorisce l’equilibrio acido-basico, ripulisce le vene –proteggendo così dall’arteriosclerosi e dalla pressione alta4 –oltre ad avviare i processi naturali di autoguarigione nell’organismo5. Facilita la digestione, normalizza le evacuazioni sia in caso di diarrea che stitichezza, impedisce la formazione dei calcoli ai reni e alla vescica6. E’ un eccellente disintossicante, depura il fegato dalle tossine7, può aiutare anche a prevenire la cataratta. Grazie alla presenza dell’acido usnico, dall’effetto antibiotico, è un potente antiinfiammatorio8, capace di uccidere batteri, alcuni tipi di funghi e anche virus9.
Risultati clinici: E’ stata dimostrata la sua efficcacia nella prevenzione del cancro10. L’acido lattico destrogiro (L-acido lattico) che si trova in questo fungo infatti non è presente nelle cellule dei malati di cancro, poichè finchè nell’organismo è presente l’acido lattico L I tumori non possono svilupparsi1112. Secondo le ultime ricerche il fungo Kombucha è in grado di ripristinare l’equilibrio della flora intestinale13.
Molto incoraggianti i risultati sul vaccino Vsv-Ebov ma servono ulteriori test, afferma l’Oms..........l prosieguo dei test appare necessario per capire l’efficacia in ottica di immunità di gregge. La sperimentazione è stata attuata con unametodologia ad anello, sulla premessa che vaccinando tutte le persone che sono entrate in contatto con una persona infettata, si crei un anello protettivo e si fermi il virus da un ulteriore diffusione. Un primo cluster di pazienti (4.123) ha ricevuto subito il vaccino; un secondo (3.528 persone) dopo un lasso di tempo in cui, però, 16 persone hanno contratto la malattia. Nessun nuovo caso di contagio è stato diagnosticato nei sei giorni post vaccinazionein ambo i gruppi: la sua efficacia raggiunge praticamente il 100%. In virtù dei risultati, anche sul fronte sicurezza, la sperimentazione continuerà includendo persone comprese in un range di età dai 13 ai 17, e possibilmente dai 6 ai 12. PerMargaret Chan, direttore generale della World Health Organization,“è uno sviluppo veramente promettente; il cui credito va al governo della Guinea, alle persone che vivono nelle comunità coinvolte e ai nostri partner nel progetto. Un vaccino efficace sarà uno strumento importante nelle attuali e futuri epidemie di ebola”.
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Se i vaccini (deboli) rendono un virus più pericoloso
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Oggi, per la prima volta al mondo, un’équipe di scienziati della Penn State University ha pubblicato su PLoS Biology uno studio scientifico che sembrerebbe confermare, almeno in parte, tale teoria................I ricercatori si sono concentrati proprio su un vaccino di quest’ultimo tipo. In particolare, hanno studiato gli effetti di un vaccinoleakysomministrato aipolliper l’immunizzazione contro unherpesvirusresponsabile deldisturbo di Marek, chiamatoMdv(Marek’s disease virus). “La nostra ricerca”, spiegaVenugopal Nair, un autore dello studio,“dimostra che questo vaccino potrebbe permettere la sopravvivenza di forme estremamente aggressive del virus”.“Permettere la sopravvivenza”, per essere precisi, non vuol dire che i vaccini abbianoprovocatolo sviluppo di forme più aggressive del virus. Su questo punto gli scienziati non si sono espressi: i risultati della ricerca mostrano che, qualsiasi sia la ragione che abbia causato lo sviluppo di tali ceppi del virus, il vaccino ha permesso loro di continuare a esistere e riprodursi.
Per fare un esempio concreto, immaginate che un pollo sia contagiato dal ceppo più virale dell’Mdv, che lo porta alla morte indieci giorni. Il virus ha una velocità di trasmissione piuttosto lenta: in dieci giorni può contagiare al massimo uno o due altri animali. Se, invece, il pollo colpito dal ceppo aggressivo fosse vaccinato, il trattamento leaky potrebbe salvargli la vita, ma al contempo non arresterebbe la trasmissione del virus ad altri animali. Il pollo fortunato diventerebbe improvvisamente ilpaziente zero dell’epidemia.
È proprio questa l’ipotesi sulla quale hanno lavorato i ricercatori, dopo aver studiato, in un articolo precedente, un modello matematico di contagio. Per dimostrare la propria tesi, gli scienziati hanno fatto coabitare animali non vaccinati e animali infetti ma vaccinati, osservando la diffusione della malattia:“L’esperimento mostra che i ceppi troppo aggressivi per sopravvivere in un ambiente di individui non vaccinati possono in realtà sopravvivere quando vengono somministrate vaccinazionideboli”.
Gli scienziati, comunque, sottolineano che le proprie scoperte non hanno niente a che vedere con i vaccini umani: “È importante che questo studio”, commenta Peter Openshaw, presidente dellaBritish Society for Immunology e professore di medicina sperimentale allo Imperial College di Londra, non coinvolto nello studio, “non sia interpretato come un argomento anti-vaccinazioni per l’influenza o per qualsiasi altra malattia”. Lo ribadiamo ancora una volta: i vaccini sono il trattamento più sicuro ed economicoper prevenire le malattie, preservare la salute e mantenere efficiente la sanità pubblica.
orso castano: il mondo vegetale, i Principi Attivi delle piantte non finiscono di fornire novita' per i ricercatori. Stupiscono i diversi usi per varie patologie che possono essere fatti con questa come per altre piante. Questa versatilita' andrebbe profondamente studiata per comprendere la fisiopatologia umana.!!
Per valutare gli effetti di ar-turmerone sul NSC in coltura primaria, ratto fetale NSC sono state coltivate in presenza di varie concentrazioni di ar-turmerone per 72 ore. Il numero di cellule significativamente aumentata quando le cellule staminali neurali sono stati trattati con 3,125-25 mg / ml ar-turmerone ( p <0.05), con un incremento massimo di numeri NSC da ~ 80% a 6,25 mg / ml (Figura 1 A; P <0,01).
Figura 1
Ar-turmerone aumenta NSC proliferazione . in vitro (A) Ar-turmerone aumentato in modo significativo il numero di NSC fetale di ratto in coltura monostrato primaria (media ± SEM; * P <0,05, rispetto al controllo), dipendente dalla sua concentrazione; immagini a contrasto di fase rappresentativi sono raffigurati di NSC-trattati senza (A') o con (A'') 6,25 mg / ml ar-turmerone (barra rappresenta 200 micron). (B) Ar-turmerone ha aumentato notevolmente il numero di NSC proliferazione, valutata per BrdU-incorporazione (media ± SEM; ** p <0,01, rispetto al controllo), dipendente dalla sua concentrazione; immagini rappresentative sono raffigurati di NSC trattato senza (B') o con (B'') 3,125 mg / ml ar-turmerone, macchiato per BrdU-incorporazione (barra rappresenta 200 micron). (C) CSN Trattamento con 6,25 mg / ml ar-turmerone led ad un aumento significativo Ki67 mRNA; livelli di mRNA sono stati normalizzati all'espressione RPL13a endogena e calcolati con il 2 -ΔCt metodo; i dati sono rappresentati come media ± SEM; * p . <0.05 (D) In alte concentrazioni, ar-turmerone notevolmente diminuito rapporto NSC sopravvissuti entro 24 ore di trattamento, concentrazioni wheres tra 1,56 e 6,25 mg / ml avuto alcun effetto (media ± SEM; * P <0,05, rispetto con il controllo).
Con il saggio di BrdU-incorporazione, abbiamo prossimo studiato se questo aumento del numero NSC è stato causato da un aumento della NSC proliferazione. Infatti, il trattamento con determinate concentrazioni di ar-turmerone aumentato significativamente la percentuale di NSCs proliferanti dal ~ 50% al ~ 80% (Figura 1 B; P <0,01). Questo risultato è stato verificato a livello di mRNA utilizzando qPCR per il marcatore di proliferazione Ki67. In linea con i dati BrdU, il trattamento con 6,25 mg / ml ar-turmerone ha portato ad un aumento significativo Ki67 mRNA (Figura 1 C; P <0,05).
Per valutare se ar-turmerone colpite NSC sopravvivenza, cellule vitali e morti sono stati determinati dopo 24 ore, e la proporzione di cellule sopravvissute è stato quantificato per ogni concentrazione di ar-turmerone. Concentrazioni tra 1,56 e 6,25 mg / ml che aveva ceduto il massimo effetto sulla proliferazione NSC non ha influenzato la sopravvivenza cellulare. Concentrazioni più elevate di 12,5 e 25 ug / ml hanno determinato una significativa diminuzione del numero di cellule staminali neurali vitali (Figura 1 D; P <0,05).
Potenziale di differenziazione delle cellule staminali neurali
Per valutare l'effetto di ar-turmerone sul potenziale differenziazione delle NSC in vitro , le cellule in fase di espansione sono stati trattati con o senza 6,25 mcg / ml ar-turmerone e permesso di differenziare per 10 giorni dal prelievo di FGF2. Rispetto che nelle cellule di controllo non trattati, il processo di differenziazione era significativamente accelerato in NSC ar-turmerone-trattati, con meno indifferenziate (SOX2-positive cellule) 10 giorni dopo FGF2-ritiro (Figura 2 A; P <0,01). Inoltre, ar-turmerone trattati con le cellule staminali neurali preferenzialmente differenziato in giovani neuroni, come valutato dal TUJ1 colorazione, rispetto alle cellule di controllo non trattati (Figura 2 A, B, P <0,01). La generazione di GFAP-positive astrociti e oligodendrociti CNPase-positivi è stata influenzata da ar-turmerone (Figura 2 A, B).
Figura 2
Ar-turmerone induce neurogenesi in vitro e in vivo. (A) NSC potevano differenziare in assenza (controllo) o presenza di 6,25 mg / ml ar-turmerone. Immunocitochimica 10 giorni dopo fattore di crescita interruzione rivelato meno indifferenziate (Sox2 +) NSC nel gruppo turmerone trattato, ma più giovani neuroni. La generazione di astrociti e oligodendrociti non è stata influenzata da ar-turmerone (media ± SEM; ** p . <0.01, rispetto al controllo) (B) Immagini rappresentative di cellule differenziate sono oligodendrociti CNPase-positivi (a sinistra), TUJ1 positivo giovane neuroni (al centro), e astrociti GFAP-positivo (a destra); . barra rappresenta 50 micron (C) Dopo l'iniezione ICV di 3 mg (1 mg / ml) ar-turmerone, più neuroblasti DCX-positive notevolmente sono stati osservati nel SVZ rispetto agli animali di controllo a iniezione placebo (media ± SEM; ** P <0.01). (D) colorazione Rappresentante di neuroblasti DCX-positive nel SVZ (barra rappresenta 50 micron).
Per studiare gli effetti di ar-turmerone sulla neurogenesi in vivo , ratti adulti sono stati iniettati con 3 mg ar-turmerone nel ventricolo laterale del cervello (intracerebroventricolare, ICV). Una settimana dopo il trattamento, il numero di neuroblasti DCX-positive nella zona subventricolare (SVZ) è stato significativamente aumentato rispetto a iniezione placebo animali di controllo (Figura 2 C, D).
La proliferazione delle cellule staminali neurali endogene in vivo
L'effetto di ar-turmerone sulle cellule staminali neurali endogene in vivo è stata valutata iniettando ratti adulti con ar-turmerone ICV Per i seguenti 5 giorni, i ratti hanno ricevuto iniezioni sistemiche quotidiane di BrdU per etichettare le cellule proliferanti in vivo . Immunoistochimica 1 settimana dopo il trattamento ar-turmerone rivelato SVZ di ratti trattati per essere più ampia di quella di animali di controllo-iniettato con placebo, come misurato dalla colorazione BrdU (Figura 3 A). Differenze nella dimensione del SVZ, valutata mediante BrdU-colorazione, erano statisticamente significative (Figura 3 B; P <0,05). BrdU-colorazione dell'ippocampo non ha evidenziato un aumento statisticamente significativo della larghezza della fascia dentata, anche se è stata osservata una tendenza verso una più ampia fascia dentata dopo trattamento con ar-turmerone (Figura 3 C).
Figura 3
Proliferazione di endogena NSC è indotta da ar-turmerone in vivo. (A) Staining per proliferanti NSC con anti-BrdU dimostra che la zona sottoventricolare (SVZ) di ratti trattati con 3 mg (1 mg / ml) ar-turmerone ICV (sinistra ) è più ampia di quella di animali di controllo trattati con placebo (A', a destra); barra rappresenta 100 micron. (B) Le differenze nella larghezza della SVZ era statisticamente significativa (media ± SEM; * P <0,05, rispetto ai controlli). (C) BrdU colorazione dell'ippocampo non ha rivelato un aumento statisticamente significativo nel larghezza del giro dentato, anche se è stata notata una tendenza a favore ar-turmerone (media ± SEM).
Mobilitazione di NSC endogene dalle nicchie neurogenici
Un test non invasivo PET imaging è stato utilizzato per visualizzare e quantificare la mobilitazione di NSC endogene dalle nicchie neurogenici di animali ar-turmerone trattati in vivo . Una settimana dopo l'iniezione ICV di ar-turmerone, il radiofarmaco [ 18 F] FLT è stato iniettato per via sistemica per etichetta proliferanti NSC endogene in vivo , e quindi i dati PET sono stati acquisiti e co-registrato per un 3D atlante del cervello di ratto.
I cervelli dei ratti ar-turmerone-trattati hanno mostrato notevole accumulo di [ 18 F] FLT nel SVZ ipsi- e controlaterale per l'iniezione ICV (Figura 4 A), rispetto agli animali di controllo Salina a iniezione (Figura 4 B). Inoltre, ratti ar-turmerone-trattati hanno mostrato significativamente più [ 18 F] FLT-accumulo sia nella SVZ e l'ippocampo rispetto agli animali di controllo ( P <0,01), indicando così una mobilitazione di proliferazione NSCs da entrambi nicchie neurogena (Figura 4 C ).
Figura 4
NSC endogene nelle nicchie neurogene del cervello del ratto sono mobilitati per ar-turmerone in vivo. (A) [ 18 F] FLT-PET di un cervello di ratto 1 settimana dopo l'iniezione intracerebroventricolare di ar-turmerone mostra potenziata accumulo di [ 18 F] FLT nella zona subventricolare rispetto a (B) Saline-iniettato cerebrale di controllo, che indica un aumento di proliferazione NSC endogene causate da ar-turmerone. (C) Ar-turmerone-ratti trattati hanno mostrato significativamente più [ 18 F] accumulo FLT nel SVZ e l'ippocampo che ha animali di controllo (media ± SEM; ** P <0,01).
Discussione
I dati suggeriscono che ar-turmerone aumenta l'attività proliferativa delle cellule staminali neurali. Recentemente, gli effetti positivi e negativi sulla proliferazione sono stati attribuiti ad ar-turmerone, dipendente dal tipo cellulare studiato [ 22 ]. Anche se ar-turmerone ha inibito la proliferazione di diverse linee cellulari tumorali, è migliorata la proliferazione delle cellule mononucleari del sangue periferico [ 22 ]. Con la prospettiva di valutare ar-turmerone come candidato farmaco per patologie neurodegenerative o ictus, si deve tenere presente che il potenziamento della proliferazione di NSC, soprattutto da manipolazioni genetiche, porta un certo rischio oncogeno [ 23 ]. Tuttavia, l'espansione farmacologico della nicchia di cellule staminali senza manipolazioni genetiche sembra essere meno associato ad un aumentato rischio di cancro [ 13 , 14 ].
Un'altra questione da considerare prima di promuovere l'uso di ar-turmerone negli studi clinici è che siamo qui applicato ar-turmerone in vivo tramite iniezione icv, un percorso che non è ovviamente applicabile in studi clinici. Tuttavia, un altro studio recente ha trovato buona biodisponibilità di ar-turmerone dopo l'iniezione endovenosa o intraperitoneale, sia nel topo [ 24 ].
In vivo , ar-turmerone ampliato la larghezza della SVZ per ~ 45%. Un'espansione di questa nicchia NSC è stato dimostrato anche per altri agenti farmacologici, quali fattori di crescita [ 13 , 14 ]. In un contesto sperimentale simile, abbiamo precedentemente osservato che FGF2 espansa SVZ da ~ 350%, mentre una combinazione del ligando Notch Delta-like 4 e insulina ha portato ad un aumento della larghezza della SVZ di ~ 66% [ 18 ]. I nostri dati suggeriscono quindi che l'effetto di ar-turmerone sulla nicchia NSC in vivo è di poco inferiore a quella di "classici" pathways NSC-attivazione. Tuttavia, gli effetti pleiotropici di ar-turmerone rendono un promettente farmaco per ulteriori studi.
Ar-turmerone è stato recentemente descritto per inibire la LPS o l'attivazione Aß indotta della microglia attraverso l'inibizione di NF-kB, JNK-, e le vie p38-MAPK [ 4 , 5 ]. Attivazione microglia come il segno distintivo di una risposta infiammatoria innata del sistema nervoso centrale (SNC) è stato trovato in molti disturbi neurologici che sono considerati essere principalmente nonimmunogenic, come l'ictus [ 25 , 26 ], trauma cranico (TBI [ 27 ] , morbo di Parkinson [ 6 ], o malattia di Alzheimer [ 7 ]. NSC e le cellule immunitarie hanno interagito molto [ 16 , 17 , 28 - 30 ]. Pertanto, terapeuticamente regolano il destino uno dell'ente potrebbe influenzare l'altro.
Eppure, la nostra conoscenza circa l'interazione di NSC e le risposte infiammatorie nel sistema nervoso centrale in materia di rigenerazione e recupero funzionale ad oggi rimane scarsa. Su attrazione dalle citochine proinfiammatorie, NSC endogene influenzano notevolmente questa risposta rigenerativa [ 31 , 32 ], ad esempio, attraverso inducendo remyelinization [ 33 ] e neuroprotezione [ 15 ]. Come ar-turmerone entrambi i limiti di attivazione della microglia e induce la proliferazione NSC, essa costituisce un futuro candidato promettente farmaco per sostenere la rigenerazione nei disturbi neurologici.
In presenza di mitogeno in coltura cellulare, così come in condizioni fisiologiche in vivo , abbiamo trovato ar-turmerone promuovere neurogenesi. Tuttavia, dopo l'interruzione FGF2 in vitro , il trattamento con ar-turmerone ha portato ad una riduzione accelerata di indifferenziata NSC, indicando una rapida uscita dal ciclo cellulare. Questo effetto suggerisce che ar-turmerone può agire come antagonista debole al FGF recettore solo in assenza del ligando.
Ulteriori studi sono necessari per chiarire un tale rapporto putativo. A sostegno di questa nozione, un recente rapporto suggerisce che ar-turmerone agisce come un antagonista sul relativo fattore di crescita epidermico (EGF) recettore [ 34 ].
Non invasiva in vivo imaging è uno strumento fondamentale per la traduzione dal laboratorio al letto del paziente (cioè, da animale sperimentale per studi sull'uomo). Abbiamo usato l'imaging PET e il radiofarmaco [ 18 F] FLT che permette l'imaging e la misurazione della proliferazione, consentendo in tal modo la rilevazione non invasiva e la quantificazione dei endogena NSC mobilitazione nel cervello di ratto adulto in vivo [ 18 ]. Questo test di imaging è in grado di monitorare gli effetti dei farmaci finalizzate ad ampliare l'nicchia NSC [ 35 ]. Usando [ 18 F] FLT-PET, abbiamo trovato qui ar-turmerone per mobilitare NSCs da entrambe le nicchie neurogeni, SVZ e il giro dentato dell'ippocampo, in vivo . Pertanto, questo studio fornisce ulteriori prove per NSC attivazione da parte di ar-turmerone, spaziando dagli accertamenti cellule di coltura che in vivo imaging.
Conclusioni
In questo studio, abbiamo studiato gli effetti di ar-turmerone sul NSC in vitro e in vivo . Ar-turmerone aumentato il numero di cellule staminali neurali, sia in coltura cellulare e nel cervello di ratto adulto in vivo. Questo aumento il risultato di una maggiore proliferazione NSC e ha portato alla neurogenesi promosso durante la differenziazione. In vivo , ar-turmerone mobilitato le cellule staminali neurali endogene di entrambe le nicchie neurogena, SVZ e l'ippocampo. Proponiamo che ar-turmerone costituisce un futuro candidato promettente farmaco per sostenere la rigenerazione nei disturbi neurologici.
Ringraziamenti
Questo lavoro è stato sostenuto dal Programma Koeln Fortune / Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università di Colonia, in Germania (106/2012), e il progetto del 7 ° PQ dell'UE "NeuroFGL." Ringraziamo la signora Claudia Drapatz e la signora Katrin Eckstein per un'eccellente assistenza tecnica.