domenica 19 agosto 2012

piemonte radioattivo


da SALUGGIA , l'articolo, SINTETICO E CHIARO, e' riporTATO INTEGTRALMENTEE
17.08.2012 - A TRINO, SALUGGIA  E BOSCO MARENGO

"Il Piemonte pattumiera nucleare d'Italia"


Allarme di Legambiente
sui dati dell'Ispra

G. OR.
«Il Piemonte è la pattumiera nucleare d’Italia». A lanciare l’allarme è Legambiente, che commenta i dati pubblicati dall’Annuario dell’ambiente dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e le risorse ambientali. Il Vercellese, con i siti nucleari di Trino e Saluggia, contribuisce in modo determinante al primato regionale in quanto a rifiuti nucleari e scarichi di sostanze radioattive nell’acqua e nell’aria.
Considerando tutte le sostante radioattive presenti, il Piemonte ne ospita il 96 per cento; mentre se si tiene conto soltanto dei rifiuti radioattivi, la percentuale arriva al 72 per cento. «E per questi rifiuti – dice Gian Piero Godio di Legambiente Vercelli - non è previsto nessun trasferimento, ma anzi è previsto il consolidamento della loro presenza grazie alla realizzazione di nuovi depositi nucleari a Saluggia, Trino e Bosco Marengo». Ciò che più preoccupa Legambiente sono le sostanze radioattive che vengono scaricate in acqua e in aria dagli impianti nucleari dismessi, «in modo sistematico e autorizzato». Secondo gli ambientalisti il minore dei mali sarebbe la realizzazione del deposito nazionale unico il più presto possibile, evitando la costruzione di depositi temporanei, come il D2 di Saluggia.

craig venter ed il dna sintetico

orso castano : Venter e' inarrestabile, come il capitale che lo supporta , la Novartis, gia' nota per le piante ricombinate. Venter suggerisce che ci possono (e ci saranno) implicazioni "filosofiche" , cioe' sulla natura umana: costruire mappe genetiche sintetiche , conoscere meglio e di piu' il genoma umano, saper dove introdurre pezzi di genoma sintetico, perche' nonostante contenga errori per la trascrizione , comunque produce determinate proteine . e' qualcosa di storico e contemporaneamente sconvolgente. Strappare i segreti alla natura per sostituirsi ad essa per un mondo senza errori. Sara' proprio cosi'? Ne dubitiamo, ma ci tornremo sopra. Consiglio di ascoltare la conferenza .

sabato 18 agosto 2012

Fiom, Landini, su ILVA

Julian Assange

Il Principe viene pubblicato postumo nel 1532.Nel 1559 il papa Paolo IV lo mette all’Indice, da poco istituito.
Il Foscolo, nei Sepolcri, celebra il Machiavelli “che temprando lo scettro a’ regnatori / gli allor ne sfonda, ed alle genti svela / di che lacrime grondi e di che sangue”. Un’interpretazione che risale ai Ragguagli del Parnaso di Traiano Boccalini (1556-1613) e che c’è anche nel Contratto sociale di Rousseau. Gramsci, in forzata inattività politica come Machiavelli, ma in condizioni ben più gravi dell’esilio dell’Albergaccio, in carcere, legge Il Principe come «manifesto» di un uomo d’azione con forti passioni politiche che vuole spingere all’azione.  Tra i suoi appunti possiamo leggere:
Machiavelli“Carlo V lo studiava. Enrico IV. Sisto V ne fece un sunto. Caterina de’ Medici lo portò in Francia e se ne ispirò forse per la lotta contro gli Ugonotti e la strage di S. Bartolomeo. Richelieu, ecc. Cioè Machiavelli servì realmente gli Stati assoluti nella loro formazione, perché era stato l’espressione della «filosofia dell’epoca» europea più che italiana.

attenti al cat-segnale : pericolo in vista!!

...........La Rete, volente o nolente, è uno strumento democratico ed orizzontale in grado d’impensierire i gestori della cosa pubblica. Questo accade perché su Internet ci s’incontra, ci si organizza, si riescono a sviluppare idee di collaborazione molto interessanti.
La Rete, per tutti questi motivi, va assolutamente difesa ..... Per esempio si è costituita una Lega per la difesa dei internet che è pronta ad intervenire quando si pensa che la libertà di espressione e di condivisione nel web sia in pericolo.
Il cosiddetto Cat-segnale è una specie di S.o.S. lanciato da attivisti elettronici. E’ stato scelto come simbolo il gatto anche se i gattini, in rete, sono degli animaletti molto quotati e simpatici. Quanto appare il cat-segnale, invece c’è poco da essere contenti.
Perché vuol dire che un certo sito è entrato nella lista nera della Internet Defense League di cui fanno parte anche persone che lavorano per Mozilla, WordPress, Boingboing, Imgur e tante altre aziende che nella rete hanno un loro peso.

mercoledì 15 agosto 2012

Scoperto il codice universale che regola la produzione delle proteine


orso castano : so che il brano potra' apparire lungo o noioso, ma queste riflessioni vanno fatte e la lungimiranza del pensatore Marcuse, purtroppo assente va fortemente rievocata in questa "notte nella quaqle tutte le vacche sono nere"
quindi una prima riflessione condivisibile dal sito http://www.filosofico.net/onedimensionman1.htm  sulla supposstaa neutralita' della scienza : 
L'uomo a una dimensione


"Una confortevole, levigata, ragionevole, democratica non libertà prevale nella civiltà industriale avanzata, segno di progresso tecnico". Con questa frase significativa inizia la lucida analisi di Herbert Marcuse della società nella quale viviamo, in perenne bilico tra la pace e la guerra: la società industriale avanzata diventa più ricca, più grande e migliore mano a mano che aumenta il pericolo.
La struttura della difesa rende la vita più facile ad un numero crescente di persone ed estende il dominio dell’uomo sulla natura; in queste circostanze, i nostri mezzi di comunicazione di massa trovano poche difficoltà nel vendere interessi particolari come se fossero quelli di tutti gli uomini ragionevoli. I bisogni politici della società diventano bisogni ed aspirazioni individuali, la loro soddisfazione favorisce lo sviluppo degli affari e del bene comune, ed entrambi appaiono come la personificazione stessa della ragione. D’altro canto, la sua produttività tende a distruggere il libero sviluppo di facoltà e bisogni umani, la sua pace è mantenuta da una costante minaccia di guerra, la sua crescita si fonda sulla repressione delle possibilità più vere per rendere pacifica la lotta per l’esistenza.
Le capacità intellettuali e materiali della società contemporanea sono smisuratamente più grandi di quanto siano mai state, e ciò significa che la portata del dominio della società sull’individuo è smisuratamente più grande di quanto sia mai stata. Il modo vigente di organizzare una società è posto quindi a confronto con altri modi possibili, che si ritiene offrano migliori opportunità per alleviare la lotta dell’uomo per l’esistenza: una specifica pratica storica è posta a confronto con le sue alternative storiche.
Il fatto che la grande maggioranza della popolazione accetta ed è spinta ad accettare la società presente non rende questa meno irrazionale e meno riprovevole. Gli uomini devono trovare la via che porta dalla falsa coscienza alla coscienza autentica, dall’interesse immediato al loro interesse reale. È possibile far questo solamente se si avverte il bisogno di mutare modo di vita, di negare il positivo e di rifiutarlo. È precisamente questo bisogno che la società costituita si adopera a reprimere, nella misura in cui essa è capace di "distribuire dei beni" su scala sempre più ampia e di usare la conquista scientifica della natura per la conquista scientifica dell’uomo.
Nella società industriale avanzata, l’apparato tecnico di produzione e di distribuzione funziona non come la somma di semplici strumenti, che possono essere isolati dai loro effetti sociali e politici, ma piuttosto come un sistema che determina a priori il prodotto dell’apparato produttivo, tendente quindi a diventare totalitario in quanto determina non soltanto le occupazioni, le abilità e gli atteggiamenti socialmente richiesti, ma anche i bisogni e le aspirazioni individuali. In tale modo esso dissolve l’opposizione tra esistenza privata ed esistenza pubblica, tra i bisogni individuali e quelli sociali.
Di fronte ai tratti totalitari di questa società, la nozione tradizionale della "neutralità" della tecnologia non può più essere sostenuta. La tecnologia come tale non può essere isolata dall’uso cui è adibita; la società tecnologica è un sistema di dominio che prende ad operare sin dal momento in cui le tecniche sono concepite ed elaborate. L’analisi di Marcuse è centrata su tendenze che operano nelle società contemporanee più sviluppate, all’interno ed all’esterno delle quali vi sono larghe zone nelle quali queste ancora non prevalgono........
quindi uno stralcio da "one dimensional man" , L’uomo a una dimensione, Einaudi, Torino, 1964, 

LA RAZIONALITA’ SCIENTIFICA NON E’ UN SAPERE NEUTRO
A mo’ di sommario, possiamo ora cercare di identificare piú chiaramente il soggetto occulto della razionalità scientifica ed i fini nascosti nella sua forma pura. Il concetto scientifico di una natura universalmente controllabile configurò la natura come materia-in-funzione senza fine, mero oggetto di teoria e di pratica. In questa forma, il mondo-oggetto entrò a far parte della costruzione di un universo tecnologico – un universo di strumenti mentali e fisici, di mezzi in sé. Si tratta quindi di un sistema veramente "ipotetico", che dipende da un soggetto verificante e validante.
I processi di validazione e di verifica possono essere puramente teorici ma non avvengono mai nel vuoto, e mai hanno termine in una mente privata, individuale. Il sistema ipotetico di forme e funzioni viene a dipendere da un altro sistema – un universo di scopi prestabilito, nel quale e per il quale esso si sviluppa. Ciò che appariva estraneo, alieno al progetto teoretico, si mostra come parte della sua stessa struttura (metodo e concetti); l’oggettività pura si rivela quale oggetto per una soggettività che provvede il Telos, i fini. Nella costruzione della realtà tecnologica non c’è nulla di simile ad un ordine scientifico puramente razionale; il processo della razionalità tecnologica è un processo politico.
Soltanto nel medium della tecnologia l’uomo e la natura diventano oggetti fungibili di un’organizzazione. L’efficacia e la produttività universali dell’apparato nel quale essi sono inclusi occultano gli interessi particolari che organizzano l’apparato. In altre parole, la tecnologia è diventata il maggior veicolo di reificazione – di reificazione nella sua forma piú matura ed efficace. Non soltanto la posizione sociale dell’individuo e la sua relazione con gli altri appaiono determinate da qualità e da leggi oggettive, ma queste sembrano perdere il loro carattere misterioso ed incontrollabile, e appaiono come manifestazioni calcolabili della razionalità (scientifica). Il mondo tende a diventare materia di amministrazione totale, che assorbe in sé anche gli amministratori. La tela di ragno del dominio è diventata la tela della Ragione stessa, e la società presente è fatalmente invischiata in essa. Ed i modi trascendenti del pensiero appaiono trascendere la stessa Ragione.
In queste condizioni, il pensiero scientifico (scientifico nel senso piú lato, in quanto opposto al pensiero confuso, metafisico, emotivo ed illogico) assume, al di fuori delle scienze fisiche, la veste di un formalismo puro e in sé conchiuso (simbolismo) da un lato, e dall’altro lato quella di un empirismo totale. (Il contrasto non è un conflitto. Si osservi l’applicazione empirica della matematica e della logica simbolica nelle industrie elettroniche). In relazione all’universo stabilito di discorso e di comportamento, la non-contraddizione e la non-trascendenza sono il denominatore comune. L’empirismo totale rivela la sua funzione ideologica nella filosofia contemporanea.



14 agosto, 19:02
Scoperto codice universale proteine
(ANSA) - LONDRA, 14 AGO - Scoperto il codice universale che regola la produzione delle proteine in tutti gli organismi, dal lievito fino all'uomo. Ricercatori britannici dell'universita' di Sheffield hanno scoperto che il passaggio dal nucleo al citoplasma e' regolato da un complesso sistema di proteine chiamato Trex, che funziona come un passaporto per le molecole di mRna complete. La scoperta potra' essere d'aiuto nella lotta a malattie come la distrofia miotonica e diversi tipi di tumore.

Crisi: Ue schiva recessione; Berlino, no rinvio salva-Stati



orso castano : continuiamo a sperare per l'uscita dal tunnel, non tutti i tedeschi vogliono laa morte dell'euro. Certo che l'Italia deve     cambiare. troppi ladri, mafia diffusa al Nord ed al Sud. Siamo poco presentabili. La vicenda ILVA e' paradigmatica!! Come fanno i tedeschi a fidarsi di noi??


di Domenico Conti) (ANSAmed) - ROMA - L'Eurozona evita per un soffio la recessione grazie alla crescita migliore del previsto di Germania e Francia. Ma i Diciassette chiudono il secondo trimestre comunque in negativo, trascinati dai maxi-debiti e dall'austerity. Una schiarita, sul fronte della crisi, arriva dalla Corte costituzionale tedesca che - spiega un portavoce - non vede ragioni per rinviare il suo verdetto sul fondo salva-Stati oltre il 12 settembre. E così il ricorso di un gruppo di accademici non potrà bloccare l'atteso via libera dei giudici di Karlsruhe al fondo Esm, indispensabile per potenziare il 'firewall' anti-crisi europei e per far partire anche il contributo anti-spread della Bce. Parole positive sono arrivate anche dal Commissario Ue agli Affari Economici, Olli Rehn, che ha sottolineato l'irreversibilità dell'euro e promosso le misure "significative" dell'Italia "per rafforzare le riforme strutturali". Ora "é molto importante che continui".............Tuttavia Eurostat ha rivisto i dati del primo trimestre e stima ora una crescita piatta contro il precedente -0,1%. La recessione tecnica, due mesi consecutivi in rosso, è dunque evitata per un soffio, anche se gli economisti non cambiano più di tanto il quadro negativo dei mesi a venire, e in molti si aspettano un Pil in rosso nel periodo luglio-settembre, che certificherebbe la recessione. Ken Wattret, di Bnp Paribas, è convinto però che si tratti solo di una "tregua temporanea", mentre Martin Van Vliet di Abn Amro dice che "abbiamo già un piede nella recessione". E' la locomotiva tedesca a risollevare la crescita media d'Europa: il Pil tedesco è cresciuto dello 0,3% lo scorso trimestre rispetto ai tre mesi precedenti, quando aveva segnato +0,5%, dunque una frenata che tuttavia supera le stime di un +0,2%. E un contributo arriva anche dalla Francia, seconda economica europea, che ha chiuso con un Pil invariato anziché negativo come si aspettavano gli economisti (-0,1%), e dall'Olanda, cresciuta dello 0,2% contro il -0,3% atteso...............

lunedì 13 agosto 2012

limiti della mediazione


orso castano : la mediazione all'estero non e' obbligatoria. Sembra che una certa percentuale di persone la usi . Ma il numero di queste persone , pero', non e' cosi' elevato . I problemi della giustizia , di ben altro avrebbero bisogno. La non obbligatorieta' della mediazione non e' certo che spinga' ad un suo utilizzo piu' frequente. Mi sembra (lo dico da mediaatore professionale, che forse la legislazione sulla mediazione sia carente sul versante giudici. Ritengo che la mediazione possa essere un'ottimo strumento per velocizzare i processsi civili se usata non in alternativa al giudice , quanto piuttosto in maniera complementare al lavoro del giudice , che come nel caso della CTU (per molti aspetti la mediazione vi somiglia) , puo' approfondire molti aspetti dei conflitti , aspetti che difficilmente emergono durante l'iter processuale, nel gioco tra le parti, tra l'incrociarsi delle spade delle difese. Il giudice civile ed il mediatore dovrebbero lavorare in tandem , e la mediazione potrebbe essere riproposta dal giudice stesso in successive fasi del processo tutte le volte che si presentano inevitabili ritardi o blocchi che,  se approfonditi , potrebbero sciogliersi. Le riflessioni dell'Adiconsum , tutte centrate sulla non obbligatorieta' e sull'economicita' pura e semplice della mediazione , non affrontano questi problemi e mi sembrano troppo riduttive di un tema che richiederebbe ben altri approfondimenti.
No alla mediazione civile obbligatoria
Adiconsum appoggia la lotta delle toghe
La direttiva europea si proponeva di diffondere la cultura delle Adr (alternative dispute resolution) quale soluzione alternativa ai contenziosi nei Tribunali, mantenendo il loro carattere di peculiarità. Siamo proprio sicuri che questo obiettivo sia stato raggiunto nel nostro Paese?”. Volontarietà, gratuità, interrompibilità del procedimento in qualunque fase, possibilità, in caso di non accordo, di adire altre vie, comprese quelle giudiziarie tradizionali – sostiene l’Adicunsum in un documento – “sono tutti elementi rispettati nella conciliazione paritetica, che vede la presenza di un rappresentante dei consumatori e uno dell’impresa. La sua efficacia è testimoniata dal gran numero di conciliazioni
sottoscritte con tutte le maggiori imprese di servizio, compresi anche quei problemi per cui ora è richiesta la mediazione obbligatoria (segno evidente che tale strumento è ritenuto efficace anche da parte delle aziende) e dalle migliaia di consumatori che in questi anni si sono avvalse di tale procedura”. Adiconsum chiede quindi al Governo di “adoperarsi per la diffusione di tutte le possibili composizioni alternative nelle controversie imprese-consumatori”. Rispetto alla normativa sulla mediazione pende tuttora un giudizio di costituzionalità. Attualmente la mediazione nel nostro Paese è obbligatoria per le seguenti materie: condominio, diritti reali, divisione, successione, patti di famiglia, locazione, comodato, risarcimento del danno derivante da circolazione di veicoli e natanti, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica, risarcimento del danno derivante da diffamazione a mezzo stampa o altro mezzo pubblicitario, contratti assicurativi, bancari e finanziari.

domenica 12 agosto 2012

mediterranean open access network


OA Tracker

2011: Orizzonte 2020

Ulteriori iniziative saranno prese nei confronti di Open Access, per garantire che i risultati della ricerca sono disponibili per coloro che hanno bisogno di loro (Commissione europea)

2010: L'Unione dell'innovazione

(Iniziativa faro / Europa 2020): La Commissione europea "promuovere l'accesso aperto ai risultati della ricerca finanziata con fondi pubblici che avrà lo scopo di rendere l'accesso aperto alla pubblicazione il principio generale per i progetti finanziati dai programmi quadro di ricerca dell'UE.
http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=1717044770219887498#editor/target=post;postID=7610815024085159074

CARATTERISTICHE DELL’EUROPA MEDITERRANEA

L’Europa mediterranea rappresenta un sub-sistema di specifico interesse per la presenza di particolari condizioni, riconducibili alla fisionomia storico-culturale e geografica dell’area, ma anche all’attuale assetto socio-economico che la caratterizza. L’Europa mediterranea è una regione storicamente caratterizzata da continue dinamiche di contatto e di scambio in corrispondenza di una doppia “linea di faglia” culturale: - est/ovest europeo (incontro fra tradizione latina e tradizione slava); - nord/sud Mediterraneo (punto di contatto fra Europa e mondo arabo-islamico).

Per la sua posizione geografica, l’Italia si colloca nel cuore di queste fratture, con un significativo ruolo di “ponte” culturale tra di esse. Il panorama linguistico dell’area è molto diversificato, grazie alla presenza di lingue appartenenti a famiglie diverse (dalle lingue romanze della parte occidentale, alle lingue slave, al greco, all’albanese sul versante orientale, al turco, al maltese come propaggine estrema delle lingue semitiche diffuse sulla sponda sud del Mediterraneo), interessate da perduranti fenomeni di contatto (basti pensare all’area linguistica balcanica, alla genesi del maltese, alla penetrazione dell’arabo nel lessico dell’italiano e dello spagnolo).
È una realtà linguistica frammentata che storicamente ha conosciuto proficue occasioni di contatto e che oggi ha la possibilità di consolidarsi come laboratorio di esperienze per la costruzione di un multilinguismo europeo realmente “plurale” e inclusivo.
I Paesi economicamente più forti dell’Europa mediterranea sono sempre più impegnati in investimenti ed interscambi con l’Est europeo e con la sponda sud del Mediterraneo, dai quali attraggono flussi migratori che trovano in essi effettive occasioni di integrazione socio-economica, grazie al modello di sviluppo prevalente in quest’area, rappresentato alla piccola e media impresa.
Il circuito di interessi socio-economici che lega tra loro i Paesi dell’Europa mediterranea si pone dunque come valido incentivo alla progettazione di interventi mirati, nei quali l’obiettivo della diffusione di competenze linguistiche e culturali plurime si coniughi in modo funzionale e sistematico con le esigenze di mobilità professionale e di inclusione sociale.






Individuazione della fonte di diffusione di reti su larga scala

 Ha ricevuto 12 gennaio 2012; pubblicato 10 Agosto 2012
Vedi accompagnamento Fisica di messa a fuoco
Come possiamo localizzare la fonte di diffusione in una rete complessa? A causa delle dimensioni enormi di molti real-reti, come Internet o il sociale umano grafico-di solito è impossibile osservare lo stato di tutti i nodi in una rete. Abbiamo dimostrato che è fondamentalmente possibile stimare la posizione della sorgente da misure raccolte dagli osservatori scarsamente posti. Vi presentiamo una strategia che è ottimale per gli alberi arbitrari, ottenendo massima probabilità di corretta localizzazione. Descriviamo implementazioni efficienti con complessità O ( α ), dove α = 1 per gli alberi arbitrari e α = 3 per i grafici arbitrari. Nel contesto di studi diversi casi, si determina come precisione nella localizzazione è influenzata da vari parametri di sistema, compresa la struttura della rete, la densità di osservatori, e il numero di cascate osservati.
© 2012 dell'American Physical SocietyPhysical Review Letters

l'algoritmo di Pinto e la caccia all'autore del messaggio





Physics logo  

da Losanna University , l'algoritmo di Pinto.  

orso castano : Puo' la ricerca scientifica europea unire l'Europa del nord con quella del Sud ? Forse, la scienza non ha confini geopolitici se non viene forzatamente assogettata ad interessi particolari. Qui' devono intervenire i criteri della filosofia della scienza che ne inquadrano i paradigmi, rilevandone i limiti intrinseci ed estrinseci. E' un dibattito fortemente dialettico , ma assolutamente indispensabile. Il linguaggio scientifico e' libero ed universale , ma per realizzare questo occorrono forti strumenti critici indipentendi da influssi politici o religiosi. un modello , a tal fine , da studiare e' quello dell'arte contemporanea e della sua esigenza di liberta' 

Focus: Tracking Down an Epidemic’s Source

Published August 10, 2012  |  Physics 589 (2012)  |  DOI: 10.1103/Physics.5.89

Locating the Source of Diffusion in Large-Scale Networks

Pedro C. Pinto, Patrick Thiran, and Martin Vetterli
Published August 10, 2012



+Enlarge imageFigure 1
P. C. Pinto et al., Phys. Rev. Lett. (2012)
Deadly rivers. A technique for finding the source of an epidemic with limited information was tested with data from a 2000 South African cholera epidemic, where the disease spread from village to village along a river network.
Epidemiologists often have to uncover the source of a disease outbreak with only limited information about who is infected. Mathematical models usually assume a complete dataset, but a team reporting in Physical Review Lettersdemonstrates how to find the source with very little data. Their technique is based on the principles used by telecommunication towers to pinpoint cell phone users, and they demonstrate its effectiveness with real data from a South African cholera outbreak. The system could also work with other kinds of networks to help governments locate contamination sources in water systems or find the leaders in a network of terrorist contacts.
A rumor can spread across a user network on Twitter, just as a disease spreads throughout a network of personal contacts. But there’s a big difference when it comes to tracking down the source: online social networks have volumes of time-stamped data, whereas epidemiologists usually have information from only a fraction of the infected individuals.
To address this problem, Pedro Pinto and his colleagues at the Swiss Federal Institute of Technology in Lausanne (EPFL) developed a model based on the standard network picture for epidemics. Individuals are imagined as points, or “nodes,” in a plane, connected by a network of lines. Each node has several lines connecting it to other nodes, and each node can be either infected or uninfected. In the team’s scenario, all nodes begin the process uninfected, and a single source node spreads the infection from neighbor to neighbor, with a random time delay for each transmission. Eventually, every node becomes infected and records both its time of infection and the identity of the infecting neighbor.
To trace back to the source using data from a fraction of the nodes, Pinto and his colleagues adapted methods used in wireless communications networks. When three or more base stations receive a signal from one cell phone, the system can measure the difference in the signal’s arrival time at each base station to triangulate a user’s position. Similarly, Pinto’s team combined the arrival times of the infection at a subset of “observer” nodes to find the source. But in the infection network, a given arrival time could correspond to multiple transmission paths, and the time from one transmission to the next varies randomly. To improve their chances of success, the team used the fact that the source had to be one of a finite set of nodes, unlike a cell phone user, who could have any of an infinite set of coordinates within the coverage area.
The team evaluated their method with four different types of network structures and with two different methods for choosing observer nodes. Each network type is different in the way that it specifies the number of connections between nodes, and all four types are commonly used in network research. For each network type, the researchers either chose observer nodes randomly or chose them from among the nodes with the most connections. They found that choosing observers with many connections proved significantly more effective. For one of the networks, random selection required 25 percent of the nodes to act as observers before the team could determine the source with 90percent confidence. On the other hand, choosing well-connected observers required information from only 5 percent of the nodes for the same level of confidence.
The team also tested their technique on real data from a South African cholera outbreak that occurred in 2000, using nodes to represent villages connected by a network of rivers. Even when the “observer” villages were chosen randomly and represented just 20 percent of the total, the team predicted the source village to within four jumps. Pinto says his team will further investigate the optimal way to select these villages.
This research lays the groundwork for future epidemiological models on sparse data, says Tauhid Zaman, a network researcher at the Massachusetts Institute of Technology in Cambridge who specializes in source location. Future research could expand on the method to include multiple chains of infection, he adds. Pinto says the technique could also be useful for other network problems, such as tracing a contaminant in a subway system or finding the source of a computer virus.
–Brian Jacobsmeyer
Brian Jacobsmeyer is the science writing intern at APS.
usa google traduttore

mercoledì 8 agosto 2012

breve storia dell'europa negli ultimi anni

...................Il solco tra Europa del Nord e del Sud ha radici profonde quanto la nascita del mercato europeo. Dagli Anni 90, infatti, le uniche potenze manifatturiere del Nord, cioè Gran Bretagna e Germania hanno deciso di puntare sulla terziarizzazione. Con una visione precisa: l'idea che l'Europa  fosse destinata ad abbandonare la produzione industriale per diventare un centro strategico di servizi e distribuzione. Su queste basi è stato costruito il mercato unico, ancora oggi il più libero del globo.
IL BILANCIO DELL'INDUSTRIA. In questo modo la costruzione europea è avvenuta in contrasto con gli interessi delle grandi economie manifatturiere del Sud, meno pronte a competere sul mercato globalizzato, con un alto contenuto artigianale e tendenzialmente bassi investimenti in innovazione.
Alla crisi ha contribuito anche la nascita della moneta unica che, fondata sul marco tedesco, ha impedito di fare leva sulla svalutazione per spingere le esportazioni. Intanto Londra scommetteva sulla finanza e la Germania delocalizzava intere fasi della filiera manifatturiera, concentrando gli investimenti sull'industria ad alto contenuto scientifico tecnologico, dalla meccanica alla chimica, fino alla farmaceutica.
L'INVERSIONE DEL TREND NEL 2005. Il risultato di questo processo è ben riassunto dai dati sulla produzione industriale elaborati da Banca d'Italia. Fino ai primi Anni 2000 il livello tedesco era sotto la media Ue, mentre Italia, Francia e Spagna veleggiavano sopra il valore medio. Poi nel 2005 il trend si è invertito. Allora la crisi del debito non era nemmeno all'orizzonte, ma il conflitto dell'economia reale era già in corso. E non è mai finito: con l'aiuto degli europarlamentari Lara Comi, Cristiana Muscardini, Gianluca Susta, e Patrizia Toia, Lettera43.it ha analizzato le quattro più importanti partite su cui ora si sta giocando lo scontro tra le due anime dell'Europa.

1. Il regolamento del 'made in' per proteggere il mercato interno

Il regolamento del 'made in' è la madre di tutte le battaglie. Approvato dall'europarlamento nell'ottobre 2010, con una maggioranza di 525 voti a favore, impone semplicemente l'obbligo di etichettatura e l'indicazione di origine per le merci che entrano nel mercato dell'Ue.
Per gli Stati del Sud le nuove regole adeguano l'Europa ai sistemi in vigore negli Usa, in Giappone e in Cina: tutti mercati che prevedono una maggiore selezione per le merci straniere. E sono anche uno strumento per difendere i consumatori, accertare il rispetto delle norme igieniche e ambientali da parte di Paesi terzi e e individuare i responsabili di pratiche di concorrenza sleale.
L'OSTRUZIONISMO DEL CONSIGLIO. I governi del Nord Europa, che non sono interessati a proteggere le produzioni manifatturiere e secondo le malelingue hanno anche interesse a celare le delocalizzazioni nei Paesi emergenti, le considerano uno strumento che rende il mercato meno 'libero'.
Oppositori feroci del regolamento sono i governi inglese e tedesco. In contrapposizione al Nord, però, si è creato un nuovo asse tra le potenze manifatturiere del Sud e quelle dell'Est Europa: Spagna, Italia e Francia da una parte e Romania e Polonia dall'altra. Ma l'ostruzionismo del blocco settentrionale è altissimo e il regolamento attende ancora il voto del Consiglio Ue.

2. Il regolamento del settore tessile: il 50% del prodotto made in Ue

Entrato in vigore a maggio, il nuovo regolamento del tessile è stato fortemente voluto dai Paesi che hanno una manifattura ancora vicina all'artigianato in settori come l'abbigliamento, ma anche l'arredamento e l'alimentare (che attendono una regolamentazione simile).
Anche se solo a livello facoltativo, le nuove norme prevedono la tracciabilità di tutte le macro fasi di lavorazione: in questo caso filatura, tessitura, nobilitazione e confezionamento. E specificano che l'etichetta di made in Europe può essere applicata solo se due fasi su quattro avvengono all'interno dei confini dell'Ue.
LA RICERCA SUI CONSUMATORI. Il parlamento aveva chiesto di rendere la tracciabilità obbligatoria e allargarla alle merci di importazione.
Su questo punto, però, si è registrato un nuovo braccio di ferro. Contrari alla nuova etichetta sono i Paesi settentrionali - Danimarca, Olanda, Svezia, Germania -, con una cultura del mercato centrata sul consumatore, ma poca sensibilità alla manifattura. Favorevoli i Paesi dell'Europa meridionale e orientale: in primis Italia, Spagna, Portogallo, Francia e Polonia.
Risultato: il parlamento ha dato il via libera, ma i negoziati si sono arenati ancora una volta a livello di Consiglio Ue.
I governi hanno chiesto alla commissione Industria di realizzare una ricerca tra i consumatori per verificare la necessità di dare informazioni più accurate sull'orgine dei prodotti. Lo studio deve essere presentato entro il 30 settembre 2013 e il risultato non è scontato. «Nella cultura dei Paesi del Nord è il brand che deve fare da garanzia di qualità: l'idea della tracciabilità potrebbe essere bocciata», ha spiegato Comi.

3. Il codice degli appalti

Il codice degli appalti è forse il dossier più importante: si tratta della normativa che regola l'accesso ai bandi di gara per le forniture e per la realizzazione di grandi opere e infrastrutture. Una partita da miliardi di euro.
La proposta per un nuovo pacchetto di regole è stata presentata congiuntamente dai commissari al Commercio, Karel De Gucht, e al Mercato interno, Michel Barnier e ora è in discussione al parlamento europeo.
Data la complessità del faldone, l'approdo in aula è atteso per i primi mesi del 2013. Ma lo scontro si annuncia duro.
IL SUD PER LA RECIPROCITÀ. I 'liberisti' Paesi dell'Europa del Nord sostengono, infatti, la completa apertura del settore. I Paesi dell'Europa del Sud, invece, si definiscono sostenitori del principio di reciprocità. Cioè della necessità di una corrispondenza tra i criteri di accesso alle gare in vigore nell'Ue e nei Paesi emergenti, dalla Cina alle nuove potenze sudamericane.
«Non stiamo lottando per il protezionismo», ha puntualizzato Susta, «ma perché anche gli altri mercati si aprano alle imprese europee».

4. Il codice delle dogane

Altro fascicolo cruciale che dovrebbe essere votato nel 2013 è il nuovo codice delle dogane. La normativa comprende temi sensibili come i controlli alle frontiere, l'imposizione di dazi e soprattutto la lotta alla contraffazione, di fondamentale importanza per il settore manifatturiero.
E anche in questo caso, è in atto uno scontro tra l'anima  europea del Nord, più liberista,  e quella del Sud che invoca l'applicazione di norme commerciali più rigide. 


forli identita' europea su youtube

Quale Europa
di Europe Direct Punto Europa di Forlì  clicca per la play list  , 
Il lungo ciclo di incontri"Quale Europa?" ha l'obiettivo di spingerci alla riflessione su alcuni elementi fondamentali della società e della cultura dell'Europa che stiamo vivendo.
L'Unione europea sta annaspando in una crisi economica e sociale che data ormai da alcuni anni e che, contrariamente a quello che tante volte è avvenuto nella sua breve storia, sembra averla inchiodata in un immobilismo dove si perdono i grandi progetti politici, la creatività delle soluzioni e una certa originalità nelle scelte che l'hanno sempre caratterizzata.
L'Unione sta diventando veramente quel mercato freddo, cinico e privo di spinte ideali come in molti l'hanno descritta e forse voluta? Si sono diluite, perse, profondamente modificate le radici profonde di un'identità europea in trasformazione? Non siamo in grado di vedere e comprendere i grandi cambiamenti sociali e culturali che sono avvenuti negli ultimi decenni e che connotano una cittadinanza completamente diversa rispetto a quella immaginata dai padri fondatori? Manca completamente un progetto, uno o più obiettivi che i cittadini europei possano discutere politicamente?
Insomma: una riflessione su quello che è oggi l'Europa e su come potrebbe diventare. Vi proponiamo varie modalità di riflessione: molti seminari di approfondimento e discussione, film, tavole rotonde, due spettacoli, di cui uno teatrale.
Sono molte le persone invitate a riflettere con noi, darci gli spunti per aprire un dibattito che ci auguriamo interessante e profondo, ma che sicuramente sarà aperto, franco e composito. Un dibattito basato sulle diversità. Diversità politiche, religiose, generazionali, culturali, di genere, progettuali di cui noi stessi siamo portatori e che pensiamo siano veramente la principali ricchezza dell'Europa. Vorremmo partire da questo per riprendere a riflettere, discutere e progettare. Ci auguriamo che vi uniate a noi in qualche occasione o, meglio 
ancora, per tutte le serate del ciclo di incontri.

Taranto : fabbrica di cancro sotto il ricatto del laboro, da decenni . Brava ILVA e chi la protegge. Lavoro e mortte!!!


Ilva o si cambia o si chiude. I paletti... 
 
orso castano : Taranto, il suo mare, una fabbrica di cancro al centro della citta' 
di DOMENICO PALMIOTTICon la decisione dei giudici del Tribunale del Riesame si conferma il sequestro dell’Ilva di Taranto ma si allontana sicuramente la chiusura della fabbrica e si rende più stringente e vincolante l’obbligo di risanarla, mettendola a norma sotto il profilo ambientale. È vero che le motivazioni dei giudici ancora non ci sono e che sarà fondamentale leggerle per valutarle e quindi capire in quale direzione si andrà, ma il fatto che si sia voluto inserire anche Bruno Ferrante accanto ai custodi giudiziari già nominati dal gip di Taranto è un passaggio di non poco conto. Perché Bruno Ferrante resta sì presidente dell’Ilva e legale rappresentante dell’azienda ma adesso è anche «custode e amministratore» degli impianti e delle aree sequestrate.

In altri termini, non è più, o meglio non è solo l’uomo messo dalla proprietà, dai Riva, col compito di salvare la nave Ilva dal naufragio, ma è anche il riferimento diretto della Magistratura. Cioè colui che insieme agli altri tre custodi giudiziari dovrà dar conto alla Procura di quello che si sta facendo per migliorare l’acciaieria e ridurre l’inquinamento. E Ferrante, oltre a cercare una sintesi con i suoi colleghi «custodi» sugli interventi da realizzare, è anche quello che dovrà farsi staccare l’assegno dai Riva per consentire che le misure individuate vengano attuate. Ieri, nella conferenza stampa, Ferrante non ha fatto salti di gioia. E non li ha fatti non solo perché tre degli otto indagati (e fra questi Emilio e Nicola Riva) restano privati della libertà personale, ma proprio perché il provvedimento del Riesame rischia di avere un impatto economico nient’affatto trascurabile sull’Ilva.................... 

martedì 7 agosto 2012

Il Pangermanesimo .,....ritorna ?


LA BELLE ÈPOQUE 1885-1915

Lo sviluppo tecnologico e industriale generò un clima di euforia e di ottimismo, legato alla fiducia in un progresso che appariva inarrestabile. Crebbe così un senso di spensieratezza e di voglia di vivere che caratterizzò la fine del secolo, definita proprio per questo belle époque.

CARATTERISTICHE:

• Migliorarono le condizioni igienico-abitative.

• Si introdusse l’impiego della lampadina elettrica

• L’introduzione dell’ascensore elettrico.

• La cinematografia

• Si diffuse il grammofono

• Le prime motociclette vennero affiancate dalle biciclette a motore.

• La bicicletta era la protagonista di impegnative gare quali il giro di Francia e d’Italia.

• Calcio, ciclismo e automobilismo attirarono sempre più irresistibilmente l’interesse

• Si andò consolidando il consumo di massa

• Si diffusero i manifesti pubblicitari che propagandavano i tanti prodotti dell’industria

Questo rapido mutamento comportò però la crisi della famiglia e il rifiuto delle convenzioni sociali e la diffusione di comportamenti trasgressivi (bohémiens: artisti e intellettuali francesi dediti a uno stile di vita sregolato e anticonformista). 

Nietzsche è un filosofo rappresentativo della crisi; per lui la ragione non guida l’uomo ma lo inganna e gli impedisce di sviluppare le proprie capacità. 

Questa situazione di crisi esistenziale ebbe però il merito di stimolare la creatività e la ricerca di soluzioni nuove, che si manifestarono in tutti i campi della cultura, dalla letteratura all’arte figurativa, dalla musica alla filosofia. 

Un altro aspetto inquietante dell’epoca fu l’esplosione di irrazionalità, che alimentò rigurgiti di nazionalismo (inteso come arrogante presunzione di supremazia di una nazione sulle altre), di razzismo, di xenofobia, di darwinismo sociale e di antisemitismo.

• Razzismo: viene codificato in libri: “Saggio sull’ineguaglianza delle razze umane” di Gobineau e “I fondamenti del XX secolo” di Chamberlain. Viene teorizzata la diversità delle razze e la superiorità della razza ariana (dagli Ari: popolazione indo-europea).

• Xenofobia: si sposa con il nazionalismo ed è l’avversione per gli stranieri

• Darwinismo sociale: le idee di Darwin vengono prese dalla biologia e trasportate in una dimensione socio-politica. I più deboli sono destinati a soccombere : “struggle for life”. A livello di politica interno non devono essere aiutati i poveri, in politica estera vengono sfruttati gli Africani.

• Sciovinismo: una forma di patriottismo e di nazionalismo esasperato.

Antisemitismo: fomentato dalla accuse infondate secondo cui ci fosse un complotto ebraico volto alla dominazione del mondo intero. 

Come risposta all’intensificarsi dell’antisemitismo, nacque il sionismo (dalla collina di Gerusalemme Sion), il cui fondatore è Herzl. Il suo scopo era di creare una patria per il popolo ebraico disperso in Europa: tale patria fu in seguito identificata nella Palestina.

• Pangermanesimo: manifestatosi come aspirazione a riunire in un solo Stato tutti i popoli germanici, in seguito, aveva finito con il trasformarsi nell’esaltazione dell’assoluta superiorità della razza germanica, la sola ritenuta degna di guidare il mondo.