domenica 26 maggio 2013

e' morto ucciso dalla mafia , e' un "beato". Onore a Don Puglisi., Restera' nei nostri cuori.

Giustizia, programma possibile Via sedi inutili, processo telematico, pene alternative

orso castano : la Cancellieri non manca di sano pragmatismo , anche quando , mi sembra, ripropone l'obbligatorieta' della Mediazione , cosa peraltro non del tutto esclusa dalla Corte Costituzionale. Concordo , da Mediatore Professionale,  con la presenza di avvocati nell'equipe dei Med. Prof. , ma la Mediazione ha scopi ben diversi dal Processo Civile vero e proprio, quindi non e' pensabile affidare solo ad avvocati il compito di mediare e risolvere conflitti. Cosa assai compessa in molte situazioni. La depenalizzazione va fatta e con urganza. La Giustizia Italiana e' impantanata sui futili motivi e questo da spazio alla non giustizia ed ai profittatori di ogni genere ; ed in Italia non mancano!!


da Italia Oggi , on line
..................................Nessuna «grande, grande, grande riforma della giustizia», cavallo di battaglia di Berlusconi e disegno avanzato dall'ex guardasigilli Angelino Alfano, ma neppure promuove nuove norme sulla corruzione o i conflitti di interesse, richiesti dal Partito Democratico.
Il governo pone al centro della sua azione il completamento della revisione della «geografia giudiziaria,» per recuperare risorse eliminando le sedi inutili, il processo telematico, le pene alternative al carcere, anche per sconfiggere l'incivile sovraffollamento, lo strumento della mediazione, rivisto e perfezionato per ridurre l'enorme «debito giudiziario.» D'altronde cambiano i governi ma i numeri sono sempre lì, duri come la pietra.
Al 15 maggio 2013 erano presenti , nei 206 istituti penitenziari italiani, 65.891 detenuti, di cui oltre 23 mila stranieri, a fronte di una capienza regolamentare di 47.040 detenuti.
Di questi, 24.691 sono indagati o imputati in custodia cautelare, 40.118 sono condannati e 1.176 internati.
La situazione è drammatica oltre ogni misura. A giugno 2012 nei Tribunali erano pendenti 3.357.528 procedimenti civili e 1.279.492 penali. In Corte d'Appello erano pendenti 439.506 procedimenti civili e 239.125 penali. In Cassazione 99.487 procedimenti civili e 28.591 penali.
Certo, su questi temi, non si potranno riproporre stancamente le ricette del passato.
Ad esempio, in materia di sanzioni alternative al carcere non si dovrà insistere solo sull'esecuzione (domiciliari, messa alla prova, lavori socialmente utili ecc.) ma, finalmente, si dovrà procedere ad una seria depenalizzazione dei reati minori perché il ritiro di una licenza o altre sanzioni amministrative e pecuniarie sono spesso più efficaci ed afflittive delle «grida» carcerarie. Ed inoltre, se si vuole puntare sulla mediazione civile, perché non tutte le controversie possono essere portate dinanzi al giudice togato, occorre allora un restyling dell'istituto, prevedendo che negli organismi di mediazione possano stare gli avvocati (non mancano_) e non un laureato triennale in qualunque disciplina.
Un programma realista, quello illustrato dalla Cancellieri, ispirato all'efficienza della giustizia e perciò pragmaticamente riformatore. Sembra un programma minimo, perché evita i nodi che generano conflitto, ma proprio per questo dobbiamo definirlo ambizioso.
Riforme concrete e pacificazione, se non ora quando?

un Piano Marshall risolvera' la recessione in Europa?

orso castano : i sindacati italiani e tedeschi sembrano concordi, anche la tobin tax va inserita nel capitolo di un Piano Marshall globale che prelievi liquidita' dai "pi'u abbienti" per reivestirla nei settori produttivi. Un'idea da Robin Hood , ma per produrre cosa ? e chi dovrebbe proporre le nuove ideee produttive? I bocconiani Monti & co hanno fallito in Italia, il debito pubblico non e' diminuito, i disoccupati crescono a valanga e l'apparato produttivo cerca di galleggiare dentro la recessione. A queste domande e' assolutamente indispensabile dare risposte chiare ed anche il sindacato deve dare risposte, altrimenti rischia di unirsi al coro di chi pensa che si puo' uscire dalla crisi solo contasse piu' pesanti!  



Serve un piano Marshall decennale per l'Europa, la confederazione sindacale tedesca Dgb lancia l'idea di un ''fondo europeo per il futuro'' cui dovrebbero aderire tutti gli Stati Ue. Per la Germania, ha spiegato il leader Michael Sommer, proponiamo un prelievo di una tantum del 3% su tutti i patrimoni privati sopra i 500 mila euro per i contribuenti non coniugati, e sopra 1 milione di euro per le coppie sposate. Il volume dei prelevamenti per la Germania ammonterebbe a 50-70 miliardi. Sommer ha spiegato di aver affrontato anche con i tre leader dei sindacati italiani l'idea del piano Marshall lanciata in Germania dopo un anno di dibattito nel sindacato tedesco. ''Ho riscontrato una grande interesse di Susanna Camusso'', ha spiegato, annunciando un incontro a Madrid la settimana prossima, dove ci sara' anche la leader della Cgil.
Per il fondo europeo si potrebbero mobilitare fino a 200-250 miliardi all'anno (il 2% del Pil europeo), ha spiegato il sindacalista, che immagina un piano da 2600 miliardi in dieci anni, dal 2013 al 2022, per i 27 Paesi del'Ue.
Il fondo andrebbe alimentato prima con i prelievi una tantum sui patrimoni dei cittadini piu' abbienti dei diversi paesi dell'Ue, e poi successivamente anche con il raccolto della tobin tax.

Tobin Tax sui titoli di Stato: attacco all’Italia


......................Ma che cosa succederà al mercato dei titoli di Stato? Una domanda fondamentale. Perché la Tobin Tax, per come è stata prevista, colpirà anche le transazioni fatte sui titoli pubblici. Un mercato delicatissimo e con effetti devastanti sull’economia reale. Ricordiamo infatti che la crisi in cui l’Italia si sta dibattendo dipende, almeno in parte, dal problema rappresentato dal debito pubblico. E se ci dovessero problemi di fluidità del mercato lo spread è destinato a salire. E se sale lo spread ci sarà bisogno di più soldi per pagare gli interessi sul debito pubblico e quindi di più tasse e più tagli (conoscendo i politici italiani, più tasse). Le (Parigi: FR0000072399 - notizie) banche italiane, poi, i cui bilanci malgrado sia abbondantemente imbellettati iniziano a mostrare evidenti crepe, si troverebbero ancora più in difficoltà e probabilmente avrebbero bisogno di supporto pubblico. Insomma, l’Italia si avvierebbe decisamente sulla strada tracciata dalla Grecia e avrebbe assoluta necessità del supporto finanziario dell’Europa. In pratica perderemmo la nostra sovranità economica e i ricchi tedeschi potrebbero venire da noi a comprare, per meno di un piatto di lenticchie, gli ultimi gioielli rimasti.
, La Tobin Tax può essere la classica goccia che fa traboccare il vaso: se l’Italia non è ancora saltata è per gli immensi sacrifici di coloro che ancora lavorano e pagano per tutti, mentre classe politica e sindacati stanno dando uno spettacolo indegno di un paese civile. Anzi, probabilmente indegno e basta.
Il debolissimo governo italiano ha provato a opporsi, con il Ministro Grilli che ha dichiarato che l’Italia farà saltare l’intero progetto della Tobin Tax se il mercato dei titoli di stato non sarà dichiarato esente. Ma in fondo sappiamo tutti come andrà a finire: alla fine il governo piegherà educatamente la testa e farà ingoiare agli italiani l’ennesimo boccone avvelenato. E questa volta il veleno rischia di ucciderci.

Può la Tobin Tax finanziare il taglio di altre tasse come dice il M5S?


The Rebel Ekonomist



..............Ciò che ipotizzati mesi fa si è già avverato, Come riportato su MilanoFinanza nel post "Tobin Tax, meno volumi e più costi":

Non c'è stato soltanto il calo del 30% delle transazioni di borsa nel suo primo mese di applicazione in Italia, come riferito da Italia oggi. La Tobin tax, entrata in vigore il primo marzo (con aliquota dello 0,12% per le compravendite in borsa, e dello 0,10% per quelle in mercati non regolamentati), non ha nemmeno avuto un impatto rilevante sulla stabilizzazione dei mercati finanziari, contribuendo invece ad aumentare i costi. Come emerge da un'analisi di Christoph Mast, Global Head of Trading di Allianz  global investors.

"A partire dal mese di agosto del 2012, in Francia e Italia sono entrate in vigore nuove leggi sulla tassazione delle transazioni finanziarie e, nell’ambito di una maggiore cooperazione, anche a livello di Unione Europea si stanno discutendo nuove proposte su tale materia", dice Mast.

"Dopo l’applicazione della normativa, i volumi scambiati di titoli francesi e italiani sono diminuiti immediatamente rispetto al resto dell’Europa. Tuttavia, complessivamente sembra che, dato l’ambito di applicazione limitato delle imposte sulle transazioni finanziarie italiane e francesi, gli impatti su liquidità, spread e volatilità siano risultati inferiori al previsto. Per quanto concerne gli effetti sui costi di negoziazione è invece interessante evidenziare che, dopo l’applicazione delle nuove tasse, Francia e Italia sono entrati nell’elenco dei cinque paesi più costosi per il trading in Europa", afferma Mast."

Su chi graverebbe? Grandi banche, i grandi speculatori? Siete completamente fuori strada. Come spiegato da Seminerio (Phastidio):

"Se non fosse che, sfortunatamente, a pagare non sarà “il settore finanziario”, se non per la parte di operazioni effettuate per il “conto proprio”, cioè per la proprietà, ma i risparmiatori, nel momento in cui passano un ordine di compravendita alla propria banca; o i fondi pensione che amministrano il risparmio previdenziale; o i fondi comuni. Comunque la si giri, l’impatto sul “consumatore finale”, il risparmiatore, sarà sostanziale. E quanto al “conto proprio” delle banche, si svilupperanno forme alternative di investimento a “bassa frequenza” senza passare dalle transazioni, ad esempio ricorrendo ai total return swap, in cui due controparti entrano in un rapporto contrattuale in cui uno paga all’altro (ad esempio) la variazione totale di prezzo di un indice o di un singolo titolo. La fantasia elusiva dell’innovazione finanziaria non conosce confini, notoriamente (e purtroppo). Ribadiamolo ad abundantiam: in larghissima parte ad essere incisi dal tributo saremo noi contribuenti individuali, non le banche. Ed un prelievo dello 0,1 per cento ad operazione sarebbe oggettivamente molto penalizzante, sommandosi (nel nostro paese) all’imposta patrimoniale sostitutiva, pari quest’anno all’1 per mille del controvalore di mercato e destinata a salire il prossimo anno all’1,5 per mille."
Questo per quanto riguarda il primo punto. Veniamo al secondo, più semplice e forse più interessante per il cittadino medio: davvero la Tobin Tax può fornire un gettito fiscale tale da eliminare le altre tasse? La risposta è NO.
In parte la risposta l'ho già data con l'esempio svedese. A quello aggiungo che in Francia il gettito stimato è di 500 milioni per il 2013, mentre in Italia si spera in 1 miliardo. In realtà, sarà molto meno in quanto come abbiamo visto i volumi diminuiscono (anzi, il bilancio potrebbe alla fine essere fin negativo, come nel caso della tassa sulle barche). Dubito fortemente poi che possiamo ricavare il doppio delle entrate che si aspetta l'Eliseo, infatti ItaliaOggi stima:
In base ai flussi attuali all'appello mancheranno, dunque, almeno 300 milioni di euro a fronte di un previsto 1 miliardo di euro.
Se volete un mio giudizio personale, incasseremo meno della Francia

Queste comunque sono le stime delle entrate. Perchè non possono coprire i tagli di tasse che vuole fare Grillo? Facile, basta fare due conti.

Da un lato abbiamo una cifra stimata dai 500 ai 700 milioni, dall'altra abbiamo:

  • IMU sulla prima casa (più di 4 miliardi)
  • IVA (2.1 miliardi)
  • TARES (1.9 miliardi. Se volesse abolirla completamente 8 miliardi)
  • Bollo C/C (4.7 miliardi)
Siamo sui 13 miliardi di euro.  

Loro però parlano di inasprimento della Tobin Tax. Bene, a queste cifre la Tobin dovrebbe essere alzata di 20 volte, ipotizzando ovviamente che i volumi e il comportamento degli operatori rimanga fisso. Mi pare superfluo spiegare che non sarà così, anzi...


Se le cose stanno davvero in questi termini (l'HP ha letto una bozza, ma se l'idea è questa le cose stanno così), mi spiace, ma si parla del nulla. Questa è fin peggiore della proposta di Berlusconi di eliminare l'IMU tassando bibite e gioco d'azzardo. Non capisco come possano prendere piede proposte di questo tipo dopo 25-30 anni in cui la vecchia politica ha continuamente mentito. E' ora di imparare a riconoscere quando un politico/portavoce dice cose assurde come questa. 

Tobin Tax: il popolo dei trader contro la nuova imposta europea

Tobin Tax: il popolo dei trader contro la nuova imposta europeaE' entrata in vigore da quasi tre mesi ma per i trader indipendenti (cioè gli investitori professionisti che comprano e vendono azioni, bond o prodotti derivati via internet), la Tobin tax resta ancora un boccone amaro da digerire. Anzi, per il popolo dei trader di tutta la Penisola, l' imposta sulle transazioni finanziarie rischia addirittura di diventare un vero e proprio incubo. Dopo una prima applicazione un po' blanda in Italia e in Francia, la tassa è destinata infatti a entrare in vigore in ben 11 paesi europei e a colpire quasi tutti i tipi di operazioni: sui derivati, sui titoli azionari e obbligazionari e sui Buoni del Tesoro, senza escludere le negoziazioni intraday, cioè quelle aperte e chiuse nell'arco di una sola giornata che, per gli investitori professionisti, sono il pane quotidiano............A nulla, almeno per adesso, sono servite le iniziative portate avanti dall'Ifma (Italian Financial Market Advisor), un'associazione fondata da un gruppo di trader e di consulenti finanziari, che da mesi paventa un rischio tutt'altro che trascurabile: quello di una fuga di capitali dai listini di Piazza Affari. Già durante la fase di approvazione dell'ultima Legge di Stabilità, che ha introdotto la Tobin Tax, l'Ifma ha proposto di sospendere l'imposta e di sostituirla con altri prelievi un po' meno onerosi e meno distorsivi per le scelte degli investitori privati.
I progetti dell'associazione sono rimasti però lettera morta e oggi, visto che l'Europa sembra intenzionata ad andare avanti, secondo i trader c'è uno scenario abbastanza cupo che si profila all'orizzonte. Potrebbe innescarsi, cioè, una reazione a catena che porterà a un crollo della liquidità sui mercati colpiti dalla Tobin Tax e a una maggiore difficoltà per le imprese a finanziarsi in borsa o a gestire la propria tesoreria con vari tipi di strumenti d'investimento. Senza dimenticare, poi, i maggiori costi che le banche sosterrebbero per l'utilizzo di alcuni prodotti derivati che finiscono nel portafoglio dei clienti (come quelli usati per creare i popolarissimi mutui col cap, i quali proteggono i debitori dal rischio di un aumento dei tassi d'interesse). Naturalmente, gli istituti di credito saranno subito spinti a far ricadere questi maggiori costi sulle tasche dei clienti che, seppur indirettamente, pagherebbero dunque il conto più salato dell'introduzione della Tobin Tax.
Per adesso, l'imposta sulle transazioni finanziarie colpisce soltanto le azioni di società italiane che hanno una capitalizzazione (cioè un valore in borsa) superiore a 500 milioni di euro e verrà estesa ai derivati soltanto dal 1° luglio. Gli effetti a Piazza Affari, però, si sono già visti, poiché c'è stato un calo dei volumi di scambio nel settore azionario del 12%. In Francia è andata anche peggio: sui mercati d'Oltralpe, dove l'aliquota della Tobin Tax è dello 0,2% (contro lo 0,12% del nostro paese)la diminuzione dei volumi è stata di ben il 20%. Ma le cose potrebbero andare peggio in futuro, se questo nuovo balzello verrà ulteriormente esteso su larga scala, come vorrebbe l'Europa. Per questo, la battaglia del popolo dei trader non è finita.

giovedì 23 maggio 2013

Santanché difende Franceschini

orso castano : se Grillo ha bisogno di questo per fare politica, allora ha ragione la Santanche' : il dibattito politico sta diventando immorale  e qualcuno ne approfitta per scendere nei bassifondi sperando in tal modo di recuperare voti. Ma nei bassifondi si sa cosa si puo' trovare.

Grillo scatena un attacco frontale contro il ministro. Ma la deputata del Pdl lo difende: "Massacro assurdo e incivile. Non è questo il mondo in cui voglio vivere"......Il ministro per i Rapporti col parlamento è finito sotto il fuoco incrociato del leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo per aver chiesto agli amici di dare la preferenza aMichela Di Biase, candidata al Comune di Roma e, soprattutto, sua fidanzata.......

ciao DON GALLO , nei nostri cuori sarai sempre presente!

PIU' CHIARI DI COSI' SI MUORE


orso castano : piu' chiari di cosi' si muore. Squinzi e' apprezzabile per la franchezza e , mi sembra, per la serieta'. Non ama le ciancie e parla franco. Siamo davvero malmessi!! Occorrono iniezioni di liquidita' alle imprese ed incentivazioni alle imprese piu' serie per riprendersi , pena lo scivolamento verso il baratro. Parole dure ma da prendere in serissima considerazione. Se ci sara' questo scivolamento rischieremo davvero un conflitto sociale , anche in forme che potrebbero ricordare cose orribili avvenute in Italia in anni bui, oppure vedremo un infiltramento di paesi terzi che ci "aiuteranno" a risolvere il debito pubblico , in cambio di una sudditanza severa o DI SPOSTAMENTI DELL'ASSE GEOPOLITICO ITALIANO VERSO ALTRI ED OSCURI LIDI. I GRILLINI DOVREBBERO RENDERSENE CONTO!  NON E' SUFFICIENTE UN CAMBIAMENTO DI STILE COMUNCATIVO, IL LORO FALSO MOVIMENTISMO SUPERCONTROLLATO DA DUE RICCHI GURU CON CONTI ALL'ESTERO . dEVONO COSTITUIRSI IN PARTITO E RISPONDERE DELLE LORO AZIONI PUBBLICAMENTE.

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=178094


L'assemblea di Confindustria 
Letta agli industriali: siamo dalla stessa parte

Squinzi accantona l'Imu: "Nord sull'orlo del baratro, ridurre il cuneo fiscale

"Se questo sarà il Governo della crescita, noi lo sosterremo con tutte le nostre forze", assicura il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, nella sua relazione all'assemblea annuale. Ma al Governo Letta chiede meno tasse sul lavoro e iniziative per la crescita


Giorgio Squinzi
Giorgio Squinzi
Roma, 23-05-2013
"Il governo in carica è un buon risultato, al premier faccio gli auguri. Ma non smetteremo di incalzare Governo e Parlamento. Non possiamo cedere al pessimismo ma urgono interventi per alleviare la sofferenza sociale: il rifinanziamento della cig è urgente. Lasciamoci alle spalle temi delle passate campagne elettorali", ha detto Squinzi all'assemblea di Confindustria, a Roma, con una chiara allusione alle polemiche sullo soppressione dell'Imu. 

Costo del lavoro 
E' necessario, invece, ridurre il cuneo fiscale che pesa sul costo del lavoro per rilanciare la competitività: "Da Paese manifatturiero - ha sottolineato Squinzi - non possiamo permetterci la differenza di competitività rispetto ai nostri concorrenti. In Italia da anni il costo del lavoro sale, in Germania scende. Le nostre imprese pagano di più, i nostri lavoratori guadagnano di meno. Il cuneo fiscale del 2012 è stato oltre il 53% del costo del lavoro, tra i più elevati nell'area Ocse. Questo vuol dire che più della metà di quello che le imprese pagano ai lavoratori va nelle casse dello Stato. Bisogno ridurre questo cuneo, eliminando il costo del lavoro dalla base imponibile Irap e tagliando di almeno 11 punti gli oneri sociali che gravano sulle imprese manifatturiere".

Baratro in vista
Il Nord dell'Italia "è sull'orlo di un baratro economico che trascinerebbe tutto il nostro Paese indietro di mezzo secolo, escludendolo dal contesto europeo che conta. E' questo quello che vogliamo?", ha detto Squinzi doop aver ricordato le sofferenze del Sud, "una parte del Paese in cui lo sforzo per la crescita, lo sviluppo e l'occupazione assume le caratteristiche di una vera e propria sfida per la sopravvivenza".


Liquidità negata
"Lo stock dei prestiti erogati alle imprese è calato di 50 miliardi negli ultimi diciotto mesi. Un taglio senza precedenti nel dopoguerra - evidenzia il presidente di
Confindustria, Giorgio Squinzi - Quasi un terzo delle imprese ha
liquidità insufficiente rispetto alle esigenze".

Il rapporto con il Governo Letta
"Se per qualche ragione il nostro credito venisse usato per altri fini, chi ci governa sappia che il rapporto con gli imprenditori sara compromesso irreparabilmente", ha detto Squinzi riferendosi al decreto per lo sblocco dei debiti della Pa nei confronti delle imprese.

martedì 21 maggio 2013

Musica aiuto per pazienti in terapia intensiva, placa ansia e aiuta comfort

   orso castano : una buona musica , possibilmente rock, aiuta molo  molto....


Roma, 20 mag. (Adnkronos Salute) - Le note in aiuto dei pazienti critici ricoverati in terapia intensiva. La voce dell'artista o della band preferiti possono ridurre l'ansia e anche l'uso di sedativi per chi è in cura e trattato con il supporto dellla ventilazione per l'insufficienza respiratoria acuta. A stabilirlo è uno studio dell'Ohio State University pubblicato su 'Jama'. "I pazienti in condizioni critiche e sottoposti a ventilazione meccanica - affermano i ricercatori - ricevono farmaci sedativi e analgesici per via endovenosa in grado di ridurre l'ansia e favorire il loro comfort. Medicine spesso somministrate a dosi elevate per periodi prolungati e con vari effetti avversi. Mentre - avvertono - abbiamo verificato che quando il soggetto ascolta la sua musica preferita si riduce l'ansia e di conseguenza anche la quantità di sedativi". Lo studio ha esaminato 373 pazienti ricoverati in 12 unità di terapia intensiva in 5 ospedali di Minneapolis (Usa) tra il settembre 2006 e marzo 2011. Dei pazienti inclusi nello studio, il 52% era composto da donne e l'età media era di 59 anni. Ebbene, i pazienti che hanno ascoltato la musica per una media di 80 minuti al giorno hanno fatto registrare un punteggio per l'ansia di 19,5 punti inferiore rispetto a chi non ha avuto la possibilità dell'ascolto. Inoltre è diminuita del 36,5% anche la necessità dei farmaci anti ansia. Secondo gli scienziati "la musica fornisce ai pazienti uno stimolo confortante, rilassante e familiare durante il ricovero. E, inoltre, è un intervento poco costoso e facilmente affiancabile alla terapia farmacologica sedativa. Un aiuto a costo zero - concludono - che può rendere gli effetti collaterali dei medicinali meno frequenti e meno intensi".

orso castano : il legislatore si e' dimenticato del mobbing , del burn out, dello stress e del fatto che la troppa frequentazione del datore di lavoro, il fatto che le assunzioni di questi medici dipendono dal datore di lavoro che se li sceglie come vuole lui , rendono questa legge pericolosissima per i lavoratori. In pratica un'arma indiretta nelle mani dei padroni pubblici o privati che siano. Questo aspetto della legge rientra nella cultura autoritaria che si sta sviluppando in questi tempi duri e bui dove il posto di lavoro e' un tesoretto da difendere costi quel che costi!!

Legge 81 , Articolo 25, Obblighi del medico competente

Art. 25 (Obblighi del medico competente)
1. Il medico competente:
a) collabora con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione alla valutazione dei rischi, anche ai fini della programmazione, ove necessario, della sorveglianza sanitaria, alla
predisposizione della attuazione delle misure per la tutela della salute e della integrità psico-fisica dei
lavoratori, all’attività di formazione e informazione nei confronti dei lavoratori, per la parte di
competenza, e alla organizzazione del servizio di primo soccorso considerando i particolari tipi di
lavorazione ed esposizione e le peculiari modalità organizzative del lavoro. Collabora inoltre alla
attuazione e valorizzazione di programmi volontari di promozione della salute, secondo i principi della
responsabilità sociale;
b) programma ed effettua la sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41 attraverso protocolli sanitari
definiti in funzione dei rischi specifici e tenendo in considerazione gli indirizzi scientifici più avanzati;
c) istituisce, aggiorna e custodisce, sotto la propria responsabilità, una cartella sanitaria e di rischio
per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria; tale cartella è conservata con
salvaguardia del segreto professionale e, salvo il tempo strettamente necessario per l’esecuzione
della sorveglianza sanitaria e la trascrizione dei relativi risultati, presso il luogo di custodia
concordato al momento della nomina del medico competente;
d) consegna al datore di lavoro, alla cessazione dell’incarico, la documentazione sanitaria in suo
possesso, nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo del 30 giugno 2003, n. 196, e con
salvaguardia del segreto professionale;
e) consegna al lavoratore, alla cessazione del rapporto di lavoro, copia della cartella sanitaria e di
rischio, e gli fornisce le informazioni necessarie relative alla conservazione della medesima;
l’originale della cartella sanitaria e di rischio va conservata, nel rispetto di quanto disposto dal
decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, da parte del datore di lavoro, per almeno dieci anni,
salvo il diverso termine previsto da altre disposizioni del presente decreto;
f) (lettera soppressa)
g) fornisce informazioni ai lavoratori sul significato della sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti e, nel
caso di esposizione ad agenti con effetti a lungo termine, sulla necessità di sottoporsi ad accertamenti
sanitari anche dopo la cessazione della attività che comporta l’esposizione a tali agenti. Fornisce
altresì, a richiesta, informazioni analoghe ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
h) informa ogni lavoratore interessato dei risultati della sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41 e, a
richiesta dello stesso, gli rilascia copia della documentazione sanitaria;
i) comunica per iscritto, in occasione delle riunioni di cui all’articolo 35, al datore di lavoro, al
responsabile del servizio di prevenzione protezione dai rischi, ai rappresentanti dei lavoratori per la
sicurezza, i risultati anonimi collettivi della sorveglianza sanitaria effettuata e fornisce indicazioni sul
significato di detti risultati ai fini della attuazione delle misure per la tutela della salute e della integrità
psico-fisica dei lavoratori;

l) visita gli ambienti di lavoro almeno una volta all’anno o a cadenza diversa che stabilisce in base alla
valutazione dei rischi; la indicazione di una periodicità diversa dall’annuale deve essere comunicata al
datore di lavoro ai fini della sua annotazione nel documento di valutazione dei rischi;
m) partecipa alla programmazione del controllo dell’esposizione dei lavoratori i cui risultati gli sono
forniti con tempestività ai fini della valutazione del rischio e della sorveglianza sanitaria;
n) comunica, mediante autocertificazione, il possesso dei titoli e requisiti di cui all’articolo 38 al
Ministero della salute entro il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

Concetto chiave dell’articolo 25

In questo articolo vengono definite quali mansioni un medico competente incaricato deve essere in grado di eseguire e come relazionarsi con l’Azienda da monitorare cominciando con autocertificare i titoli che gli consento di svolgere tale attività.

lunedì 20 maggio 2013

Napolitano: crisi angosciante, subito misure per il lavoro

Messaggero logo

orso castano : Napolitano si mostra piu' intelligente e sensibile di Epifani. Il vecchio comunista che e' in lui e' venuto fuori, collocandolo piu' vicino alla FIOM ed a VCendola di un ex sindacalista CGIL, socialista, ma indisponibile a strillare in starda che cosi' non si puo' andare avanti. CEpifani bastona la FIOM e Vendola e ci ironizza sopra!! Allontana cosi' il PD dalla sua base naturale. Un attacco antioperaio nel momento piu' duro della crisi. . Il PD ha perso la bussola, sta facendo della moderazione la sua bandiera. Ci dobbiamo aspettare cosa? Un PDPDL? Epifani ha perso una buona occasione per tacere.



ROMA - La «crisi angosciante e drammatica» che vive l'Italia «impone alle Istituzioni, alle forze sociali e alle imprese la messa in atto di efficaci soluzioni per rilanciare l'occupazione e lo sviluppo economico e sociale del Paese». Lo scrive Giorgio Napolitano in occasione dell'anniversario dell'uccisione di Massimo D'Antona in un messaggio inviato al Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso «e a quanti hanno voluto raccogliersi nel nome e nel ricordo a quattordici anni dal vile attentato che sottrasse D'Antona all'affetto dei suoi cari e al suo apprezzato impegno scientifico al fianco delle Istituzioni, volto a delineare un percorso di rinnovamento e di progresso nella legislazione del lavoro». 
«Rilanciare, nel quadro dei valori costituzionali, l'attenzione al ruolo centrale del mondo del lavoro e sostenere la ricerca e l'innovazione come fattori essenziali della crescita economica e del progresso sociale», ha detto Napolitano..................

Un aumento del 10,3 % rispetto al 2011, Cgil: lavoro perso, sottopagato, part time: 9 milioni in difficoltà


orso castano: c'e' una ormai vasta area sociale che potremmo chiamare del "non lavoro" che si trova in una situazione di profondo disagio. Al di la' dei numeri, che fanno emergere foschi fantasmi di frantumazione della solidita' sociale, dobbiamo fare i conti col disagio di queste persone. Lo dico da psichiatra . Ormai la preoccupante sensazione, anzi drammaca sensazione   e' che ci si sta abituando anche ai suicidi. Non fanno piu' scandalo, la disperazione sta diventando un tratto implicito nella crisi, quasi un inevitabile scotto da pagare. I suicidi ormai sono tanti, troppi, e dovremmo strillare forte per dire BASTA! stanno diventando un bollettino di guerra quotidiano. Occorre fare subito qualcosa!! Ma i servizi di salute mentale non dedicano generalmente (tranne meritevoli  e rari esempi) uno spazio definito a questo problema. Mettono tutti nel mucchio : schizofrenici, gravi depressi e disoccupati. Ed addirittura, a chi propone sportelli dedicati al problema per prevenire i suicidi, qualche ASL mette i bastoni tra le ruote, non vuole, forse, che si facciano investimenti su questo problema!. Quasi quasi vien da pensare che l'autoeliminazione di un po' di disoccupati fa decrescere l'entita' del problema e quindi va bene!! Ma la novella e dinamica Ministra della Salute che fa? perche' non impone alle asl di fare velocemente progetti dedicati al problema? forse preferisce mettere la testa sotto la sabbia. Tanto il problema dei suicidi da perdita o assenza del posto di lavoro non la coinvolge direttamente!
Roma, 20-05-2013 , da RAINEWS 24
Cresce l'area della difficoltà nel lavoro e ormai sfiora i 9 milioni di persone: nell'ultimo trimestre 2012 - calcola l'Ires-Cgil - l'area della sofferenza occupazionale (disoccupati, scoraggiati e in cig) interessava 4,57 milioni di persone (+16,6%) mentre quella del disagio (precari e part time involontario) superava 4,17 milioni. Nel quarto trimestre 2012 - dice il presidente dell'Associazione Bruno Trentin, Fulvio Fammoni - l'area della sofferenza e quella del disagio occupazionale nel complesso sommano 8 milioni e 750.000 persone in età da lavoro (+10,3% sullo stesso periodo del 2011 con 818.000 persone in più in difficoltà). Rispetto all'ultimo trimestre del 2007, sottolinea lo studio Ires sulla base di dati Istat, l'area è cresciuta di 2,8 milioni di persone con un 47,4% in più. L'area della sofferenza occupazionale (disoccupati, scoraggiati e cassa integrati) aumenta di 650.000 unità, (+16,6%) arrivando a quota 4 milioni 570 mila persone. L'aumento rispetto al periodo pre crisi (ultimo trimestre 2007) è di 1,9 milioni di persone (+70,1%). L'area del disagio (precari e part time involontario) pari nell'ultimo trimestre 2012 a 4 milioni e 175 mila unità aumenta del 4,2% (+168.000 persone) e del 28,6% rispetto allo stesso trimestre del 2007 (+927.000 unità).  Il tasso di disoccupazione cresce su tutte e tre le ripartizioni territoriali ma nel Mezzogiorno è più marcata e si attesta al 18.3% (dal 14,9% di un anno prima). Aumenta anche la disoccupazione tra i lavoratori stranieri e raggiunge il 15.4%. Aumenta la disoccupazione giovanile (15-24 anni con tassi che al Sud superano il 46% per gli uomini e il 56,1% per le donne e la disoccupazione di lunga durata (raggiunge ormai il 54.8% del totale a fronte del 50,6% nel quarto trimestre 2011). L'Ires ricorda come sia ampia in Italia l'area dell'inattività e come questo consenta a fronte di un basso tasso di occupazione di avere un tasso di disoccupazione sostanzialmente in linea con la media europea. 
Il tasso di disoccupazione nel nostro Paese, sottolinea il Rapporto, ''non misura la dimensione reale della platea di chi vorrebbe lavorare'' soprattutto quando la crisi economica moltiplica le posizioni border line di quanti si collocano in prossimità del mercato senza prendervi parte attiva. Le forze lavoro ''potenziali'' ovvero coloro che non cercano lavoro ma sono disponibili oppure lo cercano ma non sono immediatamente disponibili a lavorare hanno raggiunto nell'ultimo trimestre 2012 i 3 milioni 229.000 persone (il 12,5% in rapporto alla forza), ''un primato europeo'', sottolinea la Cgil.

domenica 19 maggio 2013

Magic 'Pixie Dust' made from pig bladders helps 'regrow' limbs of wounded soldiers

Staminali da guerra!! Riflettete!!




A powder nick-named "Pixie Dust" is being used to save the limbs of war heroes who have been wounded in Afghanistan.
Surgeons have already used the dust to save several soldiers so badly mutilated that they were at risk of amputation.
Made from pig bladders it has the ability to help the human body grow new tissue to replace large areas of a leg or arm destroyed by blast damage.
Enlarge soldiers
Soldiers from the 1st Battalion the Coldstream Guards and the Afghan National Army patrol Helmand. American scientists are about to trial a new treatment that 'regrows' human tissue and could save limbs lost in combat
Many British and American soldiers have lost limbs to roadside bombs in the bitter battle for control of Afghanistan.
Now there is hope that limbs that would have been previously amputated can be saved.
Pig bladders contain a substance called extra cellular matrix, which is made up largely of collagen.
Scientists have already used powdered pig bladders help grow replacement human bladders.
But researchers working for the American military realised the substance might also help hundreds of wounded soldiers.
Professor Steve Wolf  one the US's top plastic surgeons -is carrying out a trial in Houston, Texas on victims of the Afghan fighting and has already treated several young soldiers whose limbs were so badly damaged they were unable to walk or faced amputation.
He said: 'The word has got around about how this substance from pig bladders has got this magic ability to grow new tissue. Then one day one of the patients used the phrase 'pixie dust' to describe it and the name stuck  
'We don't quite know how it works which adds to its magical qualities. We think that it attracts cells in the body that have the ability to multiply and gives them a chemical signal to make new tissue.'
Professor Wolf
Professor Wolf said medical experts were not entirely sure how the 'pixie dust' worked
Professor Wolf - chief of clinical trials at the American Army's Institute for Surgical Research is just about to start a formal trial using 'pixie dust' on bomb victims after the successful treatment of a handful of blast victims last year.
One of the first soldiers to receive the treatment was Corporal Isais Hernandez.
He was so severely wounded by a mortar round that amputation of his leg seemed likely.
Corporal Hernandez, a 25-year-old marine, was wounded in 2008, in an incident in which a colleague died.
He said: 'The surgery that Dr Wolf performed has been fantastic. Within a few weeks  of the operation last year I was doing things with the leg I hadn't done for months.
'It was so quick that you could almost see it growing and filling the hole where I was blasted.
'Before I had the sheets made from pigs bladder put into my leg I could barely use it. I had to crawl upstairs or take the elevator and I was either on sticks or in a wheelchair. It was pretty much useless.
'I had only 10 per cent strength in my injured leg compared to my good leg which was one reason why they'd wanted to amputate.
'After the operation it was up to 25 per cent. Now my leg is back to 35 per cent strength and I'm able to get out on my mountain bike and I can walk as far as I want.
'The Extra Cellular membrane had not only made muscle but also built nerves. I could feel my limb tingling as the new tissues grew.'
'Professor Wolfe has said there's a good chance I might be able to go back to active duty.'
He had a gaping, crater-like wound, in his thigh right down to the bone and doctors had no way of replacing the muscle and other tissue that had been blown away.
Professor Wolf operated and instead of using powered bladder he used it in sheet form putting layers of it into the large wound in leg Corporal Hernandez's leg.
Magically over a period of several weeks new tissue and muscle grew until the wound was filled.
Professor Wolf said: 'This was an amazing result. It was quite a sight to see the body regenerate in this way because in the past we have not been able to replace muscle and tissue once it has been lost.'
The Extra Cellular Matrix grew nerves, ordinary tissue and muscle where there had been none.
Corporal Hernandez is now able to walk on the limb - which he couldn't do before surgery -and is undergoing physiotherapy to restore as much strength as possible to his limb.
A large scar covers the area where the sheets of pig bladder worked their magic. 
'It was several inches deep and you could see right down to my thigh bone,' he said.
'It has healed really well. My army mates all joke about me being cured by pixie dust. It is amazing stuff I think it's a great name for something that seems to work like magic.'  
Pixie dust was developed by scientists at the Centre of Regenerative Medicine in Pittsburgh and one of their successes was to grow a completely new finger tip including blood vessels tissue, skin and finger nail for a man who severed it with the propeller of a model aeroplane.
Professor Wolf believes that pixie dust has huge potential. He said: 'We've seen a definite effect from using this powder in our first few patients which is why we are pressing ahead with full scale trial to see if we can get the same effect again.'
D. Steven Badylak, the institute's deputy director is convinced that the key to regeneration is finding the switch in human bodies that tells cells to grow as they do in the womb.
He said: 'The accepted wisdom is that we're born with what we have and that's it. We think we've proved that wrong with our initial work.
'Extra Cellular Matrix is loaded with signals that instruct cells to do things, as well as serving as a structural support.'
The Pentagon is investing millions of pounds in Professor Wolf's research in the hope that pixie dust might be able to help doctors grow new arms and legs.
He said: 'We're some way off from that at the moment but that would our eventual aim.'

I sindacati: «Atteggiamento troppo autoritario del direttore» Trecento medici in rivolta contro l’Asl


orso castano : il management all'interno delle ASL non esiste , primari e primarietti devono smetterla di ritenere , con la copertura della politica, di essere i "boss" della sanita' pubblica!! La stanno distruggendo.!!


Hanno chiesto le sue dimissioni all’assessore regionale alla sanità Enrico Rossi
dal Tirreno 25/10/2007
libri-da-leggere  EMPOLI. Quasi trecento medici dell’Asl 11 sono in rivolta contro la direzione dell’azienda. Protestano per l’atteggiamento «ostile del direttore generale nei confronti dei due medici licenziati, e poi reintegrati al lavoro, e per il comportamento troppo autoritario tenuto nel complesso delle relazioni». Uniti in queste lamentele sono le organizzazioni sindacali Anaao cosmed, Cgil medici, Umsped, Cimo, Fed. med. che raccolgono il 95% dei medici. E per questo motivo domani non parteciperanno alla conferenza dei servizi sanitari dell’Asl 11. Come medici ci saranno solo quelli del servizio veterinario. «Ci sarà solo una parte degli operatori», spiegano le varie sigle sindacali in agitazione.  Le relazioni sindacali con i medici sono in ebollizione ormai da giugno. Dopo il licenziamento dei due ginecologi i rapporti si sono guastati e da lì è stato il declino.  
Le sigle sindacali che domani non andranno alla conferenza dei servizi hanno già chiesto le dimissioni del direttore generale Alessandro Reggiani all’assessore regionale alla sanità Enrico Rossi «che però ha ritenuto di non accettarle», spiegano i sindacati dei medici. E hanno interrotto le relazioni con la direzione. Domani «non parteciperemo alla conferenza dei servizi sanitari - spiegano Anaao, Cosmed, Cgil medici, Umsped e Fed.med - perché permane l’atteggiamento ostile del direttore generale nei riguardi dei due colleghi licenziati. L’intersindacale dei medici denuncia un sistema di gestione della Usl 11 che relega, almeno i medici non cooptati, a un ruolo di puri esecutori senza la possibilità di esprimere il loro parere sui cambiamenti dell’azienda e più in generale sulla sanità del nostro comprensorio».  «Il dirigismo autoritario priva così la comunità della cultura, della esperienza e della capacità di elaborazione dei medici che non sono stati mai seriamente coinvolti nella definizione della nuova rete ospedaliera - continuano i medici - non consultati nella progettazione del nuovo ospedale, non debitamente ascoltati sulle modalità di trasformazione dell’organizzazione ospedaliera e quindi del modo di “curare” i pazienti.
Proprio così: centinaia di professionisti che hanno concorso con il loro lavoro al raggiungimento degli attuali livelli di salute della nostra comunità vantati dalla direzione aziendale, sono stati esclusi dalla gestione della sanità ed il loro ruolo di “dirigenti” è mortificato nel modo più sconsiderato». «Certo, è impensabile che la trasformazione della sanità, già fortemente condizionata da considerazioni economicistiche, avvenga senza il coinvolgimento e l’impegno di tutti gli operatori sanitari, ed appare ancor più incredibile che questi non siano stati adeguatamente consultati “prima” - concludono i medici - E’ quindi nell’interesse della comunità che chiediamo all’assessore Rossi una svolta, qui ed altrove». E dall’assessorato regionale si impegnano a lavorare per risolvere il problema in termini brevi. Lucia Aterini

l Consiglio dei Sanitari: composizione e funzionamento


orso castano : non e' sufficiente esprimere il parere , tale parere deve pesare nella gestione delle ASL :  sentito il Direttore Generale , che verifica l'assenza di incongruita' legali, sentiti i sindacati dell'azienda , che ne verificano la congruita' con i contratti e con i diritti dei lavoratori , deve essere esecutivo. Occorre piu' democrazia nelle ASL, occorre che i Primari abbiano meno potere burocratico, occorre che siano obbligati, anche con penalita', a supportare la ricerca scientifica a tutti i livelli del personale delle ASL. I verbali del Consiglio dei Sanitari devono essere pubblici, la loro attivita' deve essere pubblicata su internet, fatta salva con nik name o altro sistema la privacy Si tratta della Salute pubblica e non si puo' piu' scherzare con attribuzioni di potere burocratico che non puo' essere verificato e discusso. Le ASL sono in decadenza , il Ministro mdella Salute si dia da fare oppure si cambi Governo!

E' un organismo, composto su base elettiva, che svolge una serie di importanti funzioni consultive in materia sanitaria e tecnico-sanitaria.

E' composto dalle seguenti figure professionali, in quote e ruoli distinti:
- n°6 dirigenti medici, dipendenti della ASL, di cui 1 del Dipartimento di Prevenzione;
- n°1 dirigente medico veterinario;
- n°1 medico specialista ambulatoriale;
- n°1 medico di medicina generale (MMG);
- n°1 medico – pediatra di libera scelta (PLS);
- n°5 dirigenti laureati non medici del ruolo sanitario in rappresentanza di ciascuna figura professionale operante nella ASL;
- n°1 operatore del Servizio Infermieristico;
- n°2 operatori dell'area tecnico-sanitaria della riabilitazione e della prevenzione.
I MMG ed i PLS sono eletti dai rispettivi colleghi tra quelli operanti nel territorio della RMF. Le candidature vengono presentate in liste distinte per figura professionale, e sono costituite dai dipendenti dell'Azienda con almeno 3 anni di anzianità. Le elezioni dei componenti dei Consiglio vengono indette dal Direttore Generale con un avviso pubblicato 30 giorni prima della data fissata per la loro elezione. Le operazioni di voto si svolgono nell'arco di un solo giorno e sono a scrutinio segreto. Avviso e modalità di svolgimento delle elezioni, formazione dei seggi elettorali, nomina della Commissione Elettorale e dei tre scrutatori per ciascun seggio, come pure tutto ciò che necessita per la regolarità elettorale seguono la normativa prodotta in materia e ad essa devono adeguarsi senza deroghe.
Il Direttore Generale, acquisita dalla Commissione Elettorale, presieduta dal Direttore Amministrativo, i risultati della competizione elettorale e identificati gli eletti,procede alla nomina ufficiale dei componenti il Consiglio dei Sanitari. In caso di parità di voti ottenuti viene eletto il candidato con più anzianità di servizio.
Il Consiglio dei Sanitari dura in carica 5 anni e viene presieduto dal Direttore Sanitario della SL. Conserva le proprie funzioni sino al suo rinnovo e comunque non oltre i 120 giorni dalla scadenza naturale.
I componenti del Consiglio possono essere eletti non più di due volte consecutivamente.
Il Consiglio dei Sanitari fornisce il proprio parere sui seguenti argomenti:
- programmazione pluriennale;
- gli atti che regolamentano l'organizzazione del personale e le dotazioni organiche;
- i prowedimenti in materia di organizzazione dei servizi e delle relative attività;
- l'acquisizione di impianti ed attrezzature sanitarie;
regolamentazione delle prestazioni assistenziali e fissazione delle relative tariffe, qualora non siano già state definite a livello nazionale o regionale.
Il parere si intende espresso positivamente se il Consiglio dei Sanitari non si pronuncia entro il 15° giorno dal ricevimento della richiesta di parere.
- Verbali

Gino Rubini: Il servizio sanitario nazionale e la crisi


Pubblichiamo da “Inchiesta” gennaio-marzo 2013  questo intervento di Gino Rubini , responsabile del Dipartimento Salute e sicurezza della Cgil Emilia Romagna ed editor del sito www. diario prevenzione.it

Per una Rivista come Inchiesta è molto importante , a mio parere, aprire una fase di ricerca e di riflessione sullo stato del Servizio Sanitario Nazionale, sulla tenuta del sistema pubblico italiano di servizi e presidi che finora ha garantito, in linea di massima, una decente copertura universalistica ai bisogni di diagnosi e cura dei cittadini italiani. In questa fase di crisi non si deve dare nulla per scontato, in particolare dopo un risultato elettorale che fa prevedere instabilità politica e istituzionale per un periodo non breve.

1. Come vanno le cose ?
Non possono andare bene: nel corso di cinque anni sono stati tagliati 30 miliardi di euro, 10 miliardi sono stati tagliati con la spending review dal governo Monti l’anno scorso. Mentre non ci è dato sapere quale sarà l’orientamento del futuro governo erano abbastanza chiare le linee di fondo del governo Monti.
“Il nostro Sistema sanitario nazionale, di cui andiamo fieri, potrebbe non essere garantito se non si individuano nuove modalita’ di finanziamento”. Il momento e’ difficile – ha premesso il presidente del Consiglio – la crisi ha colpito tutti e ha impartito lezioni a tutti. E il comparto medico non e’ stato esente ne’ immune” dalla crisi. ” 1
Questa dichiarazione del 27 novembre 2012 nel corso della inaugurazione di un Centro di Ricerca a Palermo sollevò per qualche giorno un dibattito politico con smentite e retromarce tattiche da parte dello stesso premier. Nei fatti, tuttavia, non si può negare che da tempo sia in campo un’ipotesi di frantumazione del principio di universalità del diritto alle prestazioni di diagnosi e cura tramite la reintroduzione delle mutue che consentirebbero prestazioni differenziate rispetto agli standard minimi previsti per tutti.Questa ipotesi non nasce dal fatto che per il SSN si spenda troppo rispetto a quanto spendono altri paesi europei come la Germania o la Francia: .Come ha affermato il Presidente di Agenas Giovanni Bissoni in un recente convegno:
“ Le tabelle dell’Ocse ci dicono chiaramente che l’Italia spende meno dei Paesi europei con cui siamo abituati a confrontarci. La Corte dei conti ha certificato che la spesa sanitaria non è più fuori controllo e che il Ssn è il settore della Pa che più si è organizzato per governare la spesa. Il problema della sostenibilità non nasce da dati oggettivi interni al sistema sanitario, ma dall’equilibrio complessivo dei conti dello Stato. Qui sta il punto. Se certamente «ogni settore è chiamato a dare il suo contributo», dietro la stretta sulla Sanità (circa 31 miliardi in meno soltanto dal 2010 al 2015) ‘è altro: soffiando sulla crisi, qualcuno spinge sull’idea che l’Europa debba ripensare i propri modelli di welfare. C’è un pensiero forte, nell’ambito del mercato, secondo cui lo Stato deve liberarsi di una parte della spesa pubblica, Sanità compresa».2
Vi sono da tempo spinte molto forti da parte del comparto assicurativo finanziario per mettere le mani sul sistema sanitario, giocando su di un peggioramento della qualità delle prestazioni del servizio pubblico per aprire a tutto campo la vendita di prodotti assicurativi che diano nel futuro ad una parte dei cittadini più ricchi quello che ora offre il SSN pubblico a livello universale. Il disegno in atto sarebbe quello di aprire le porte ad un sistema sanitario pubblico destinato ai poveri ed un sistema misto pubblico privato di sanità integrativa finanziato con le polizze assicurative personali o di categoria. A service for the poor is a poor service” affermava Richard Titmuss, ricercatore e sociologo britannico, riteniamo ancora ben valido questo assioma.
Per quanto riguarda l’Emilia Romagna il fondo sanitario regionale per il 2013 subirà una decurtazione del 1,4% a causa delle successive manovre finanziarie : è la prima volta nella storia del SSN che la Regione riceve un livello di risorse inferiori a quelle dell’anno precedente. Anche per il 2013, ha ricordato l’assessore, la Regione ha stanziato 150 milioni di euro dal proprio bilancio a garanzia del fabbisogno finanziario connesso all’erogazione di prestazioni sanitarie aggiuntive rispetto ai Livelli essenziali di assistenza e dunque a garanzia del pareggio di bilancio del Ssr, e ad alimentare (con 50 mln di euro), il Fondo regionale per la non autosufficienza, che si aggiungono alle risorse direttamente stanziate a tal fine, per un totale di 430,6 milioni (a cui si aggiungono 21,725 milioni dal riparto delle risorse stanziate dalla legge di stabilità 2013 per la non autosufficienza).
Va dato atto che alcune regioni, come l’Emilia Romagna , stanno facendo uno sforzo enorme per non scendere sotto la soglia critica “di non ritorno” e mantenere uno standard decoroso dei servizi. Questo sforzo non potrà durare per molto tempo. Il rischio più serio è che a causa della fase di crisi e di difficile governabilità del paese le risorse disponibili per il SSN calino ancora per l’anno 2014. Quali sono gli effetti di questa situazione? E’ evidente che le strutture del SSN stanno soffrendo da tempo la mancanza di risorse. I tagli comportano un peggioramento progressivo di una serie di fattori che incidono sulla efficienza ed efficacia e produttività del sistema di servizi che compongono la struttura portante del SSR.
In primo luogo vi sono sofferenze nel personale medico e infermieristico: i pensionamenti di personale medico non vengono molto spesso rimpiazzati, la chiusura di reparti comporterà la messa in mobilità di personale altamente specializzato a tutto vantaggio della sanità privata che non spenderà un euro per la formazione… Le assunzioni di nuovo personale saranno pari ad un nuovo assunto, medico o infermiere per quattro che si sono dimessi o sono andati in pensione… Le stesse attività di formazione e aggiornamento del personale saranno ridotte. Le uniche assunzioni che vengono celebrate sulla cronaca sono quelle di manager contabili in grado di tagliare la spesa .3
L’equazione “tagliare senza abbassare la qualità”, al di là della propaganda consolatoria, non è più praticabile: il superfluo non c’è più da tempo, ora si taglia la carne viva della struttura che tiene in vita il Servizio pubblico.
La mancanza di risorse inciderà poi direttamente sulla manutenzione degli edifici, degli impianti e delle tecnologie sanitarie. In breve tempo si assisterà ad una obsolescenza tecnologica che declasserà i servizi di diagnosi e cura pubblici a vantaggio del privato che agirà in regime di convenzione e di mutualità privata. Il razionamento degli eccessi di consumo di prestazioni diagnostiche tramite i ticket , da tempo, per alcune tipologie di prestazioni, sta producendo un effetto collaterale di erosione della capacità del servizio pubblico di concorrere con i laboratori privati che con politiche calcolate fanno coincidere il costo della prestazione o del l’esame diagnostico con quanto il paziente avrebbe pagato per il ticket nella struttura pubblica.
Vi sono poi scelte da parte di alcune Usl di trasferire in outsourcing a strutture sanitarie private prestazioni di day hospital che consentono di realizzare immediate economie di scala . Nel medio periodo questo processo di outsourcing potrebbe costare molto caro per la perdita delle competenze e di capacità di controllare la qualità delle prestazioni acquistate dal SSN sul mercato della sanità privata. Queste scelte organizzative hanno subito una forte accelerazione in ragione della crisi e molto spesso avvengono in forma frammentata senza una strategia chiara per il medio e lungo periodo su quali servizi essenziali mantenere all’interno della struttura pubblica e quali porre in outsourcing .
L’altro aspetto sul quale sviluppare una ricerca approfondita riguarda latrasformazione dei rapporti di lavoro all’interno della struttura dei servizi pubblici . I processi di precarizzazione del personale medico e infermieristico sono emersi in diverse ricerche. Vi è stato un periodo in cui erano in essere contratti a ore senza alcun diritto da parte del professionista di ferie, malattia, contributi previdenziali, ecc.. Ci risulta che questa pratica sia stata superata tramite la diffusione di contratti regolari a termine, soluzione non soddisfacente ma incocmparabile rispetto ai contratti a ore. La precarizzazione dei rapporti di lavoro in strutture di servizio complesse come quelle del SSN rappresenta un indebolimento ed una perdita di efficienza delle stesse che sono difficilmente recuperabili nel breve periodo.
Il management di formazione bocconiana cerca di applicare in sanità le ricette già provate ( con relativi disastri organizzativi ) nella industria manifatturiera , logistica e servizi : tecniche di outsourcing di servizi diagnostico terapeutici,utilizzo di lavoro anche ad alta specializzazione somministrato, intensificazione del lavoro con l’adozione di pratiche tayloristiche sempre più spinte. La grande turbolenza che coinvolge il SSN viene governata con grandi difficoltà dagli assessori regionali alla sanità, con l’adozione di strategie emergenziali assai differenziate: sarebbe opportuno costruire una rappresentazione dei processi decisionali in atto e misurare le differenze e verificare , nel tempo, gli esiti di queste scelte.
Queste informazioni che derivano dai racconti delle esperienza che fanno diversi operatori sanitari, medici e infermieri incontrati richiedono una conferma scientifica tramite una ricerca orientata a individuare le trasformazioni organizzative che avvengono nel campo sanitario.
2. Effetti della crisi sullo stato di salute della popolazione italiana
La crisi prolungata che sta sfiancando le persone e le famiglie sta producendo anche danni allo stato di salute della popolazione. Le ricerche che hanno rilevato dati significativi sono diverse . Consideriamo il rapporto Country Report Italia 2013Le sfide decisionali per la salute e l’assistenza sanitaria in Italia.4 Questo rapporto rileva , come altri rapporti, il deterioramento per una parte della popolazione degli stili di vita per quanto riguarda l’alimentazione ( il calo delle razioni di frutta e verdura consumate ) , l’obesità come dato trasversale dai bambini agli adolescenti, differenze di salute in ragione al reddito e alle professioni .
Riportiamo in sintesi i punti essenziali che sono emersi da questi rapporti:
- una forte tendenza all’invecchiamento della popolazione con uno sbilanciamento, nelle età più avanzate, a favore delle donne che godono di una maggiore sopravvivenza;
- l’aspettativa di vita è a vantaggio del genere femminile, ma il divario, in “anni di vita guadagnati”, si sta riducendo a favore degli uomini pur risultando ancora consistente;
- la popolazione risulta ancora caratterizzata da comportamenti fortemente a rischio che necessitano d’interventi correttivi, soprattutto sulla fascia di popolazione giovane, peril contenimento degli stili di vita che possono influenzare in modo negativo sia la duratache la qualità della vita delle persone. Tra questi: il tabagismo che risulta più diffuso tra i giovani adulti, in particolare nella fascia di età 25-34 anni; l’eccesso ponderale (sovrappeso ed obesità) che negli anni sta aumentando progressivamente e l’attività fisicache, al contrario dei precedenti stili di vita, mostra un andamento positivo poiché, inentrambi i generi, è aumentata la quota di persone che praticano sport in modo continuativo ed è diminuita la percentuale di sedentari;
- le stime più recenti relative al 2012 confermano i tumori quale seconda causa di morte dopo le malattie cardio-circolatorie anche se, complessivamente, migliorano le percentuali di guarigione;
- i tassi di mortalità infantile, sia nella componente neonatale che post-neonatale, mostrano un andamento decrescente;
- nel nostro Paese la proporzione di parti cesarei è la più elevata, soprattutto nel Meridione, tra i Paesi dell’Unione Europea;
- più di un anziano ogni quattro vive in un nucleo monocomponente ed anche in questocaso si osserva un netto sbilanciamento verso il genere femminile;
- il peso assoluto e relativo degli stranieri sulla popolazione residente è aumentato notevolmente nel tempo e si prevede un ulteriore aumento nei prossimi anni;
- il numero delle persone con disabilità che vivono in famiglia è in crescita a causa dell’incremento della popolazione anziana;
- il trend del numero di pazienti trattati in Assistenza Domiciliare Integrata si confermain aumento;
- il consumo di antibiotici pongono l’Italia tra i Paesi a più elevato uso in Europa;
- si conferma la tendenza alla riduzione del ricovero ospedaliero sia in regime ordinario
che in Day Hospital;
- la spesa corrente pubblica sul Prodotto Interno Lordo presenta un andamento in aumento.
Ancora altri dati estrapolati dai Rapporti di Ricerca confermano una situazione instabile degli indicatori che definiscono il patrimonio di salute della popolazione italiana.
E’ verosimile supporre che gli investimenti in cure e interventi sanitari degli anni passati proiettino i loro effetti positivi ancora per qualche anno, ma tra breve si cominceranno a registrare gli effetti negativi derivanti dalla rinuncia a curarsi per ragioni economiche :
Secondo il Rapporto della Ricerca Censis Rbm del giugno 2012 , nell’anno precedente9 milioni d’italiani hanno rinunciato a cure per la loro salute per mancanza di soldi.
…….«La sanità negata», censura il Censis. Negata alle donne, agli anziani, alle famiglie con figli. Negata perché i tagli alla spesa pubblica significano riduzione delle prestazioni gratuite, negata dalle liste d’attesa e dai disservizi. Il 61% sono donne, 2,4 milioni sono anziani, 4 milioni vivono al Sud, 5 milioni sono coppie con figli: questa la foto impietosa di chi nell’ultimo anno avrebbe rinunciato a alle cure sanitarie per motivi economici.
Il fenomeno, spiega il Censis, è particolarmente accentuato nelle Regioni con piani di rientro dal deficit sanitario, dove la crescita media della spesa pubblica è calata dal +6,2% del 2000-2007 a meno dell’1% nei tre anni successivi. A livello nazionale si è passati, nello stesso periodo, da aumenti annui del +6% al +2,3%. Anche in conseguenza dei tagli, gli italiani che ritengono la sanità della propria Regione in peggioramento sono aumentati di dieci punti percentuali tra il 2009 e il 2012, fino al 31,7 per cento. Fonte sole24ore del 6 giugno 2012……….
Le politiche di austerity hanno prodotto altresì ulteriori differenze nella tutela del patrimonio di salute della popolazione: chi non ha i soldi né per i ticket né per il ricorso al privato semplicemente rinuncia alle cure fino a quando l’acutizzarsi della patologia costringe la persona al ricovero. Si è registrato d’altra parte un incremento della domanda di prestazioni in sanità privata proprio per bypassare le liste d’attesa rispetto ad interventi urgenti da parte dei cittadini con maggiori possibilità economiche.
Le differenze rispetto al diritto di curare la propria salute sono in rapido incremento come dimostra la ricerca CENSIS del 2012 “Il sistema sanitario in controluce. Rapporto 2012 Sostenibilià economica e qualità dell’assistenza”. 5
E’ palese che la crisi sta intaccando le strutture del SSN nel profondo: il mancato ricambio del personale sanitario medico e infermieristico per il razionamento delle assunzioni nel giro di poco tempo porterà al collasso organizzativo e operativo molte strutture.
La scelta del management e dei politici, verosimilmente sarà quella di “tamponare” e ritardare questi effetti negativi con la riorganizzazione dei servizi, le ristrutturazioni . Questa battaglia ha un senso e va agevolata se rappresenta una strategia di resistenza per durare nel tempo fino a quando a livello economico e politico si riapra la possibilità degli investimenti nel SSN pubblico, si riaprano le assunzioni e gli investimenti in tecnologie.
La sopravvivenza del SSN si gioca in un periodo non molto lungo nel quale occorre mantenere un livello decoroso della qualità dei servizi, in grado di mantenere in vita il sistema evitando la deriva verso un punto di non ritorno. Quale sarebbe il punto di non ritorno ? Il punto di non ritorno si evidenzierebbe allorquando successive misure di tagli e interventi demolitivi riducessero la qualità del SSN a servizio sanitario destinato esclusivamente ai poveri, a tutti coloro che non sono in grado di pagarsi una polizza assicurativa sanitaria. La trasformazione del SSN in una forma simile al Medicare Usa è l’ipotesi da combattere. In tal senso occorre aprire anche nel sindacato un confronto di merito sugli accordi aziendali che promuovono l’accensione di polizze sanitarie. Come sono congegnate queste polizze, quali sono le prestazioni coperte, quale relazione hanno con la sanita privata: tutto questo deve avvenire con il massimo della trasparenza. Le polizze integrative per le cure odontoiatriche sono una cosa buona, meno convincenti sono le polizze che ti inseriscono nella filiera della sanità privata per prestazioni di buona qualità che vengono erogate anche dal pubblico.
Questo è il terreno di battaglia civile e politica per ribaltare le ideologie neoliberiste che vogliono riconsegnare la cura della salute al mercato, trasformare il diritto alla salute in un bisogno da soddisfare, in base al proprio reddito, comprando le prestazioni sanitarie sul mercato.
Sulla tematica dei LEA ( livelli essenziali di assistenza) , della qualità delle prestazioni offerte dal SSN vi è ampio spazio per un confronto e per la costruzione di una strategia condivisa dalla maggioranza dei cittadini ed è pure l’occasione per spostare il dibattito politico dallo stagno melmoso delle invettive dei clown di turno contro tutto ciò che è pubblico ai problemi seri che riguardano la vita delle persone.
Tra questi problemi , infine, vi è senz’altro l’incremento delle differenze di salute in relazione alle professioni svolte.
Vi è stato negli ultimi 40 anni uno sforzo titanico per ridurre le differenze di salute, per aumentare l’aspettativa di vita in salute per i lavoratori esposti a rischi come la silice, le sostanze chimiche, rumori, disturbi muscolo scheletrici, lo stress . Questo straordinario lavoro di promozione della prevenzione da parte degli operatori degli Spsal rischia di essere accantonato o messo in sonno : la questione salute e sicurezza sul lavoro pare essere messa in disparte. Non stiamo dicendo che qualcuno smantella questi Servizi posti a presidio della salute dei lavoratori con protervia, più semplicemente in diverse regioni vengono applicati i tagli con particolare sollecitudine nel settore della prevenzione collettiva in quanto la ridotta o nulla attività dello Spsal è meno visibile e genera meno allarme della chiusura di un reparto ospedaliero..
Spero che queste brevi riflessioni sull’enorme e complesso pianeta della sanità pubblica e privata sia di stimolo per Inchiesta per lo sviluppo di una ricerca più approfondita.