mercoledì 24 dicembre 2014

combattere il grasso addominale

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Peso Key per Battling grasso della pancia come l'età: Studio

L'attività aerobica da sola non basta, ricercatori relazione
Con Mary Elizabeth Dallas
Lunedi, December 22, 2014
News image HealthDay
LUNEDI, Dec. 22, 2014 (HealthDay News) - Se si vuole combattere il grasso della pancia come l'età, la nuova ricerca suggerisce che è necessario aggiungere peso di formazione per il vostro regime di esercizio.
I ricercatori della Harvard School of Public Health hanno trovato che la combinazione di attività aerobica con il peso, o la resistenza, la formazione è la chiave per preservare il muscolo ed evitare l'aumento di peso, particolarmente legata all'età grasso della pancia.
"Perché l'invecchiamento è associato con sarcopenia, la perdita di massa muscolare, basandosi sul peso corporeo da solo non è sufficiente per lo studio di un invecchiamento sano", l'autore dello studio Rania Mekary, ricercatore presso il dipartimento di Harvard di nutrizione, ha detto in un comunicato stampa dell'università.
"Misurare la circonferenza della vita è un indicatore migliore della composizione corpo sano tra gli adulti più anziani", ha spiegato Mekary. "Impegnarsi in allenamento di resistenza o, idealmente, combinandolo con l'esercizio aerobico potrebbe aiutare gli anziani diminuire il grasso addominale aumentando o conservando la massa muscolare."
Lo studio a lungo termine è stato condotto tra il 1996 e il 2008. E 'incluso più di 10.000 uomini sani di età compresa tra 40 o più anziani il cui corpo di massa indici (BMI) varia ampiamente. BMI misura del grasso corporeo, cercando in peso e altezza.
I ricercatori hanno analizzato l'attività, il peso e la vita fisica circonferenza degli uomini per determinare quali esercizi ha avuto l'effetto più significativo sul girovita degli uomini, o la quantità di grasso della pancia che avevano.
Gli uomini che hanno fatto 20 minuti di allenamento con i pesi al giorno avevano un minore aumento di grasso della pancia che gli uomini che hanno speso la stessa quantità di tempo impegnarsi in moderata a vigorosa attività aerobica, come salire le scale e cantiere di lavoro, lo studio, pubblicato online il Dec. 22 sulla rivista Obesity , trovato. 
Nel frattempo, gli uomini che sono diventati più sedentari nel corso dello studio di 12 anni ha avuto un maggiore incremento nel grasso della pancia.
"Questo studio sottolinea l'importanza di allenamento con i pesi nel ridurre l'obesità addominale, soprattutto tra gli anziani," studio senior autore Frank Hu, professore di nutrizione ed epidemiologia, ha detto nel comunicato stampa di Harvard. "Per mantenere un peso sano e vita, è fondamentale per comprendere la formazione di peso con l'esercizio aerobico."
FONTE: Harvard School of Public Health, comunicato stampa, 22 Dicembre 2014
HealthDay
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Sindrome di Munchausen ed accanimento terapeutico verso i figli

orso castano : e' una specie di disease mongering tra le mura domestiche che porta i genitori ad un accanimento terapeutico verso il proprio figlio che , ai loro occhi appare malato e bisignoso di cure. C'e' quindi una proiezione sul figlio del proprio disturbo di personalita'



West logoOggi, vengono alla luce con maggior facilità i casi di genitori affetti dalla Sindrome di Munchausen per procura. Una patologia che induce padri e madri – queste ultime in special modo – a fare ammalare il proprio bambino. Come? Arrecandogli danni fisici o psichici e persuadendolo a pensare di non stare bene in salute. Una vera e propria forma di abuso nei confronti di minori che può portare fino alla morte del piccolo. La ricerca, pubblicata sul Journal of Child Health Care, è stata condotta all’Istituto di Clinica Pediatrica dell’Università Cattolica di Roma e mira a indagare sulle dimensioni del fenomeno nel Belpaese. Su 751 bambini ricoverati al Policlinico Gemelli tra il 2007 e il 2010, il 2% aveva un disturbo fittizio. Quasi sempre inventato dal paziente. E in alcuni casi, dovuto proprio all’abuso da parte dei genitori. Un disturbo che potrebbe rappresentare solo la punta dell’iceberg di un fenomeno ben più ampio e doloroso.

martedì 23 dicembre 2014

Afrrica, democrazia, sanita'

orso castano: la correlazione tra assenza di democrazia e sviluppo di epidemie mortali e' nota. L'assenza di democrazia consente alla corruzione di svilupparsi, non consente di investire in infrastrutture sanitarie , non consente la liberta' di pensiero e di critica e, quindi, di liberamente monitorare e diffondere questi dati tra la popolazione per consentirle , laddove e' possibile, di contrastare l'indebolimento dello stato attraverso il voto. E' un dramma in un mondo globalizzato. La velocita' consentita per  far pervenire informazioni, per supportare ideologie terroristiche, e' notevole con gli attuali mezzi di comunicazione. L'attacco, e per i piu' disperati, il raggiungimento della "fortezza Europa" diventa cosi' una metautopica , prima che un  obiettivo terroristico. Ma limitarsi al  puro accoglimento  dei desperados non cambiera' nulla , anzi aggravera'  l'antidemocrazia nelle aree africane (e le tensioni politiche intra-europee) , la cui struttura politica violentemente autoritaria si rafforzera'. L'Europa si sta' chiudendo avvitata in tuttaltri problemi strutturali : inventare un nuovo sistema di welfare che consenta di far fronte alla crisi violenta della manifattura ed alla concorrenza della globalizzazione, concorrenza spesso sleale se non pericolosa. Ma invece di trovare all'interno della sua millenaria cultura l'ispirazione per creare un nuovo welfare l'Europa sembra avviata verso forme di nuovo autoritarismo con , spesso , venature giustizialiste e pietiste. Il concetto di lavoro dovra' essere rielaborato parallelamente alla sperimentazione di un nuovo welfare La democrazia si sta indebolendo, la partecipazione diminuisce, il monitoraggio della corruzione si allenta paurosamente, la trasparenza e' flebile nonostante gli strumenti potenti che abbiamo a disposizione. Occorre lottare e sara' una lotta dura e lunga. Ma non c'e' altra via d'uscita. Anche perche' non si vede come potremmo aiutare l'Africa ad evolversi se non c'e' stabilita' nel governo dell'Europa. Limes , come del resto in moltissime situazioni e' un ottimo e consolidato strumento che ci aiuta a capire la situazione geopolitica. 

Limes

Democrazia negata e crisi economica nei paesi colpiti dall'Ebola

Il 2014 sarà un altro anno da dimenticare per l’Africa occidentale.Qui si è infatti sviluppata la peggior epidemia della storia del virus Ebola. L'epidemia, iniziata a febbraio in Guinea, ha successivamente colpito la Liberia, la Sierra Leone e la Nigeria. A inizio settembre i casi sospetti sono oltre 3 mila, i morti 1.500.
L’area in cui questo micidiale virus sta colpendo ha una storia e una situazione geopolitica fra le più difficili di tutto il continente.
Fra i paesi coinvolti, la Guinea è sicuramente quello con una storia meno complicata. A novembre 2010 le prime vere elezioni hanno consegnato la vittoria ad Alpha Condè, storico oppositore di Lansana Contè che dopo la prigione e l’esilio in Francia è tornato in patria da vincitore. Ma il vecchio combattente per la libertà non si è dimostrato molto diverso dal suo predecessore. La Guinea è rimasta illiberale e naviga in pessime acque a livello economico. Condè ha ignorato per 5 volte l’indicazione della Commissione Elettorale sulla data delle prossime elezioni, che alla fine si terranno nel 2015 - anche se c’è ancora tempo per qualche colpo di scena. Le opposizioni minacciano di non partecipare per il mancato spazio sui media - completamente in mano al presidente - e soprattutto accusano Condè di stare organizzando una milizia privata tra i Malinke, il suo gruppo etnico, per controllare il paese. Lo scontro è totale. Le opposizioni solo l'anno scorso hanno denunciato una cinquantina di morti negli scontri; i morti sarebbero tutti Fulani, etnia di pastori nemica storica dei Malinke e ai margini della società. 
L’arrivo dell’Ebola ha colto di sorpresa la fragile sanità guineanache ne è stata presto sopraffatta. Coprifuochi e appelli del governo sono serviti a poco; i cittadini guineani hanno portato il virus in giro per l’Africa Occidentale anche se gli Stati confinanti hanno da subito cercato di isolare il paese chiudendo le frontiere. Il governo di Condè ha cercato l’aiuto della comunità internazionale e la Croce Rossa e Medici Senza Frontiere sono intervenuti rapidamente. Sono stati abbattuti molti capi di bestiame e si è fatto un censimento delle persone nelle prefetture più duramente colpite, ma non è stato possibile arginare il virus.
Più drammatica la storia della Sierra Leone, sconvolta da anni di guerra civile. Il piccolo paese africano ha conosciuto pochissimi momenti di stabilità e negli anni Novanta la violenza ha raggiunto vette altissime. La causa dello scontro fra il debole governo di Freetown e i ribelli di Sankoh è stato il controllo delle zone minerarie, ricchissime di diamanti; solo l'intervento della Gran Bretagna ha posto fine a 11 anni di massacri (1991-2002). Il presidente liberiano Charles Taylor ebbe un ruolo importante nel conflitto: appoggiò i ribelli del Fronte unito rivoluzionario (Ruf) e saccheggiò con i suoi uomini le ricchezze della Sierra Leone. Per questo è stato condannato a 50 anni di carcere dal Tribunale Penale Internazionale.
Nel 2007 è stato eletto alla presidenza Ernest Bai Koroma(confermato nel 2012), ma fino a quest'anno è stata necessaria la presenza dei caschi blu per garantire la sicurezza. Con la scoperta del petrolio al largo della costa, le prospettive per Freetown sembrano migliorare, anche se l’economia resta di sussistenza e i problemi di convivenza tra i gruppi etnici Mende, Temne e Sherbro non sono stati risolti. Intanto la Cina ha messo gli occhi sul paese: costruirà un aeroporto, un porto e una ferrovia, tutti propedeutici allo sfruttamento delle risorse minerarie della Sierra Leone.
Quando è arrivato l'Ebola, Guinea e Sierra Leone non hanno collaborato per combattere il virus ma si sono addossate reciprocamente la colpa del contagio e hanno preferito chiudersi al mondo. Solo a luglio la Comunità Economica degli Stati dell’Africa dell’Ovest ha messo all’ordine del giorno l’epidemia, ma la cronica mancanza di finanziamenti non ha ancora prodotto niente di concreto a favore delle zone colpite.
Anche la Liberia è stata coinvolta dalla diffusione del virus. Qui la democrazia è tornata solo nel 2005 con l’elezione della prima donna presidente in Africa, l’economista Ellen Johnson Sirleaf, rieletta nel 2012. Il governo della “Signora” è accusato di essere fra i più corrottidell’Africa occidentale: a oltre 10 anni dalla fine della guerra civile, nella maggioranza delle case di Monrovia mancano acqua corrente ed elettricità, disoccupazione e analfabetismo restano endemici e gli ex bambini soldato non riescono a inserirsi in società. La polizia è corrotta e inefficiente e la popolazione vive sotto i livelli di sussistenza.
Ad agosto, il segretario generale delle Nazioni Unite Ban-Ki Moon ha nominato il medico britannico David Nabarro, specializzato in malattie infettive, coordinatore per gli interventi contro il virus Ebola. L’Onu invierà in Guinea, Libera e Sierra Leone uomini e mezzi per arginare l'epidemia, mentre restano dubbi sull'efficacia di ZMapp, il siero sperimentale che ha guarito dall'Ebola due cittadini statunitensi ma non ha salvato un prete spagnolo. A questo farmaco manca ancora l’approvazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma tutti i paesi dell’area ne hanno comunque fatto richiesta.

lunedì 22 dicembre 2014

epigenetica

..DA IL SOLE 24 ORE........ nel genoma umano erano codificati solamente 20.000 geni per proteine: più o meno quanti quelli di un insetto o di un verme. Allora da dove veniva l'enorme differenza tra quegli organismi semplici e noi? Come era possibile che le nostre cellule fossero così numerose e così diverse le une dalle altre, basti pensare a muscoli, cervello, fegato, sangue, con un numero tanto piccolo di geni per le proteine? Cominciò a farsi strada l'idea che la complessità derivava da altri fattori, ad esempio la struttura dei nostri cromosomi e la loro interazione con proteine particolari chiamate istoni, proteine intorno alle quali il Dna è avvolto con vari ordini di complessità.Le proteine istoniche sono costantemente e variamente modificate chimicamente: ogni tipo di modificazione ha funzioni differenti e contribuisce a determinare se la regione di Dna che si avvolge su quell'istone sarà utilizzata o no in ogni tipo cellulare. In questo modo, anche se tutte le cellule dello stesso organismo contengono gli stessi geni, questi geni (che sono regioni di Dna) vengono utilizzati (il termine tecnico è "espressi") in modo diverso in ogni cellula, determinandone la funzione. Il termine "epigenetica", coniato da Conrad Waddington nel 1942..........descrivere meccanismi che hanno effetto sulla espressione (utilizzo) dei geni senza modificarne la sequenza di Dna. Determinare lo stato epigenetico di una cellula significa costruire una mappa del genoma in cui, per ogni regione del Dna contenuto in quella particolare cellula, sono state individuate le modificazioni epigenetiche che ne regolano l'espressione. Queste modifiche sono a carico, come abbiamo detto, delle proteine istoniche, ma anche del Dna stesso.............. Per sviluppare conoscenze e progetti di altissimo livello, Epigen ha creato le più moderne piattaforme centralizzate in Italia per il sequenziamento di Dna ed Rna, per l'analisi bioinformatica dei dati prodotti dal sequenziamento che richiedono enormi quantità di memoria e potenza di calcolo, e per l'acquisizione di sofisticate immagini cellulari computerizzate..........Questi studi sono volti sia alla comprensione dei meccanismi che controllano l'integrità del genoma in condizioni normali e patologiche, sia sul ruolo delle regioni di Dna che non codificano per proteine ma vengono trascritte in Rna, che sembravano senza funzione. Ora si sta capendo che queste molecole hanno importanti funzioni nella regolazione epigenetica dei geni per le proteine e diversi laboratori Epigen stanno identificando e studiando il ruolo di queste molecole di Rna nelle patologie. Altri laboratori realizzano studi sul controllo dell'identità cellulare in patologie come il cancro e sui meccanismi epigenetici che portano le cellule staminali alla maturazione e alla conversione in altri tipi cellulari per possibili applicazioni nelle terapie rigenerative. Si stanno già studiando ed usando nuovi farmaci, chiamati epigenetici, che agiscono nell'articolata rete di processi cellualari che, sregolata, porta spesso a patologie complesse come il cancro e le distrofie muscolari............. Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/I3bhQ9

musica + street art

giovedì 18 dicembre 2014

genetica : cellule Peter Pan


orso castano:questo genere di studi , biologici molecolari (un tempo li si definivano organicisti, a voler significare che l'ipotesi dipartenza era organica e l'autismo una "malattia su basi organiche") hanno sempre accompagnato le teorie psicologiche che all'opposto partono dal presupposto che l'ipotesi di partenza sia di natura psichica (psicodinamica, relazionale, o un intreccio di tutte e due le cose) . Questa dicotomia e' difficile da superare e comunque la sua dialettica ha portato a sempre nuove comprensioni del problema autismo. Comunque questi opposti punti di vista (non mancano i tentativi di conciliazione) cadono al di fuori dell'"essere" persona che sfortunatamente ha il problema dell'autismo. Cioe' il suo mondo , le sue emozioni, le sue speranze, le sue fantasie, i suoi affetti meritano tutta la nostra attenzione.


  • ADNKronos Salute

Roma, 11 dic. (AdnKronos Salute) - Cellule eternamente giovani come Peter Pan, capaci di trasformarsi nei 'tasselli' che compongono il nostro organismo. Tutti i segreti di queste 'cellule Peter Pan' arrivano da un guida per scienziati, che insegna a riprogrammarle trasformandole in simil-staminali. Obiettivo, fra l'altro, generare una diversa classe di cellule pluripotenti, con la capacità di trasformarsi in quasi tutti i tipi di cellule, come si legge in una serie di studi pubblicati questa settimana su 'Nature'.
I risultati fanno parte di una raccolta di articoli, pubblicati dal consorzio del progetto Grandiose, che svela nuovi dettagli sulla catena di eventi che guidano la riprogrammazione delle cellule a uno stato di pluripotenza.
La comprensione di questi meccanismi, spiegano i ricercatori, fornisce la chiave di un migliore controllo sul processo di riprogrammazione, con un potenziale interessante per le applicazioni cliniche. E' possibile, infatti, riprogrammare cellule adulte differenziate riportandole a uno stato pluripotente - che le rende in grado di specializzarsi in una vasta gamma di tipi cellulari - forzando l'espressione di alcuni geni chiamati fattori di trascrizione.
Queste cosiddette cellule staminali pluripotenti indotte sono la grande promessa nel campo della medicina personalizzata e rigenerativa. Ora due studi firmati da Andras Nagy del Mount Sinai Hospital di Toronto, in Canada, svelano nuovi dettagli sui passaggi chiave della riprogrammazione cellulare, ed esplorano risultati alternativi per questa riprogrammazione.
I ricercatori del gruppo, in particolare, descrivono una nuova famiglia di cellule: la 'classe F', a causa dell'aspetto crespo (fuzzy) delle colonie formate da queste cellule. Si tratta di elementi stabili, e questo - spiegano gli studiosi - ne facilita il potenziale utilizzo in futuro per i trattamenti a base di cellule.
I tre altri lavori collegati, alcuni pubblicati su 'Nature Communications', consentono di dare un'occhiata più da vicino ai vari processi cellulari che sono alla base riprogrammazione, come gli eventi molecolari che influenzano l'induzione di pluripotenza o l'individuazione di cambiamenti nell'espressione delle proteine che si verificano durante la riprogrammazione. I risultati offrono nuovi dettagli sul processo di riprogrammazione e aprono alla possibilità che ci possano essere altre cellule in stadi alternativi, che potrebbero essere utili per lo sviluppo di cellule artificiali con proprietà utili per la medicina rigenerativa e per la scoperta di nuovi farmaci.


Molecularlab.it - News, eventi, animazioni e didattica su biologia molecolare, ingegneria genetica e ricerca

I ricercatori hanno scoperto che i geni Peter Pan possono orchestrare la dinamica di eventi che assegna un destino irreversibile alle staminali, ma nello stesso tempo le costringe a rimanere indifferenziate fino a nuovo ordine. I ricercatori hanno compiuto i loro studi su un gruppo di cellule della pelle che. per maturare hanno bisogno di una proteina chiamata Mitf. Gli esperti si sono accorti che un gene della nuova famiglia Peter Pan da loro caratterizzata, chiamato Pax3, decide il destino delle staminali producendo Mitf. Ma poi lo stesso Pax3 congela lo sviluppo delle cellule per impedirne la maturazione definitiva, mantenendo la proteina Mitf inattiva. Quando c'e' bisogno di nuovi melanociti un terzo comando, inviato dalla beta-caderina, libera Mitf dal giogo di Pax3 e la maturazione delle staminali adulte si completa.
 

nanoparticelle contro il cancro al seno

orso castano :le posizioni di K. Dawson sono convincenti. Le nanotecnologie possono essere uno strumento valido contro malattie fino ad oggi solo parzialmente aggredibili, ma proprio prche' parliamo di dimensioni simili a quelle proteiche per ogni nuovo nanofarmaco vanno visti i pro ed i contro; del resto tale procedimento e' ben noto in medicina nel "post marketing" : solola farmacovigilanza, il monitoraggio costante, le segnalazioni di ci opera sul campo possono "tarare" la bonta' del metodo e del farmaco. Andrebbe, in Italia, fatta una campagna molto piu' robusta di quella attuale peche' la farmacovigilanza si sviluppi seriamente.


 

Un studio randomizzato di fase III che ha confrontato paclitaxel basato nanoparticelle con paclitaxel a base solvente, come parte di chemioterapia neoadiuvante in pazienti con carcinoma mammario in fase iniziale (GeparSepto): GBG 69.   link all'abstarct  


Foto: In arrivo una nuova arma contro il tumore al senonanofarmaci, che agiscono contro le forme più aggressive di neoplasie alla mammella. Una nuova via indicata nello studio GeparSepto di fase III, presentato in questi giorni al Convegno Mondiale San Antonio Breast Cancer Symposium. L’esperimento, condotto dal German Breast Group (GBG) in associazione con il gruppo di studio German AGO-B, ha coinvolto più di 1.200 donne: il 38% delle pazienti trattate col farmaco nab-paclitaxel prima dell’intervento chirurgico ha raggiunto la risposta patologica completa rispetto al 29% di coloro che hanno ricevuto, prima dell’intervento chirurgico, il trattamento tradizionale. Il nab-paclitaxel è un farmaco innovativo che coniuga un principio attivo di efficacia antitumorale, paclitaxel, con la tecnologia d’avanguardia basata sulle nano particelle. In particolare, ne è stata dimostrata la superiore efficacia in una delle forme più aggressive di carcinoma mammario, quella ‘triplo negativa’, in cui la risposta patologica completa è quasi duplicata con il nanofarmaco.

Kenneth Dawson  Guida un gruppo di ricerca sulle bionanoscienze all'University College di Dublino, dov'è titolare della cattedra di Chimica fisica.
........intervista      Lei ha condotto studi nel campo delle bionanoscienze, interessandosi al rapporto fra nanoparticelle e sistemi viventi. Saranno le tecnologie dell’ultrapiccolo le chiavi che apriranno il mondo segreto (e spesso inaccessibile) del corpo umano, in primis del cervello?
La maggior parte di noi è convinta che molte malattie incurabili difficilmente si arrenderanno agli attuali approcci terapeutici, e che si debbano percorrere vie radicalmente nuove. Fra queste malattie io includerei l’Alzheimer, il Parkinson, la Sla, l’Hiv (si nasconde anche nel cervello), tumori cerebralinon trattabili, e altre ancora. Molti di noi credono, io per primo, che fra gli usi più promettenti delle nanotecnologie vi sia quello delle nanoparticelle ingegnerizzate (o targeted nanoparticles): capsule terapeutiche delle dimensioni di qualche milionesimo di millimetro, predisposte in modo da raggiungere in maniera selettiva il bersaglio. Le proteine (esse stesse delle nanoparticelle prodotte in natura) si muovono all'interno del nostro corpo con meccanismi naturali, è dunque probabile che ad alcune di queste malattie così difficili da attaccare si possa accedere solo tramite i naturali processi di trasporto. E questo si può fare solo in dimensioni nanometriche. Non più grandi, dato che le capsule terapeutiche sarebbero spazzate via dal sistema immunitario, né più piccole, dato che non sarebbero abbastanza simili alle proteine per essere inviate al bersaglio.
Può fare qualche esemplificazione?
Un esempio che mi appassiona è l'attraversamento della barriera ematoencefalica (che protegge il cervello dalle sostanze estranee e impedisce però il passaggio dei farmaci, ndr). Se capissimo come oltrepassarla (in modo sicuro per il malato) saremmo davvero in grado di colpire diverse malattie incurabili legate al cervello. I percorsi attraverso il cervello progettati da madre natura sono infatti in scala nanometrica. E' un'ipotesi plausibile che alla fine saranno le nanotecnologie l'unica risposta definitiva a questa sfida.
E quindi siamo vicini alla meta?
C'è ancora molta strada da fare per cantare vittoria, ma sono stati compiuti passi avanti. Bisogna stare attenti a non fare proclami e deludere chi ha fiducia in noi. Ma personalmente non vedo soluzioni alternative alle nanoscienze. Perciò, per me, la domanda non è se ce la faremo, ma se la nostra generazione riuscirà a mantenere le promesse. Lo spero.
Le nanotecnologie sono una nuova materia, e una nuova opportunità. Lei studia anche la “nanotossicità”. Sarebbe saggio bilanciare l'entusiasmo con una buona dose di cautela? Cosa sappiamo dei possibili rischi?
In medicina non c'è molto da preoccuparsi. Se riusciamo a rilasciare farmaci in maniera più mirata, ne possiamo usare meno e rischiare meno che vadano nel posto sbagliato. Così, in diagnostica e in medicina dobbiamo essere scrupolosi nelle valutazioni, ma le nanotecnologie sono la strada verso una minore tossicità e dosi più basse di farmaco, proprio perchè le progettiamo con grande attenzione.
Vi sono materiali realizzati con le nanotecnologie che rappresentano un rischio per l’uomo?
C'è  una legittima questione sui nanomateriali che non sono progettati specificamente per venire a contatto con l'uomo. E' il caso di alcuni prodotti di consumo che meritano una ragionevole prudenza. La ricerca ha dimostrato chiaramente che in molti casi le paure sono enfatizzate e causano timori ingiustificati. La realtà è che alcuni nanomateriali sono tossici, come qualunque altro materiale, ma siamo sempre più in grado di identificarli (e la gran parte sembra non avere tossicità fuori dell'ordinario). Certo, bisogna tenere alta la guardia, come sempre quando si tratta di nuove tecnologie, specialmente se usate in larghissima scala. Nanomateriali radicalmente nuovi miglioreranno molti aspetti della nostra società, ci faranno risparmiare e accumulare energia, ci daranno materiali più resistenti al fuoco per aerei e edifici più sicuri, ci faranno avere mari e fiumi più puliti. Ma dovremo essere sicuri che queste sostanze siano innocue.
E l'ambiente? La nanorivoluzione porterà benefici anche nella corsa globale a cibo sostenibile e acqua pulita?
Credo sia una questione fondamentale e davvero sottovalutata. Si tende a vedere le nanoscienze come una minaccia per l'ambiente (e questo, come ho già detto, va verificato con attenzione). Ma i potenziali cambiamenti portati dalle nanotecnologie sono l'esatto contrario. Le nanotecnologie in medicina sono chiaramente un modo per limitare e rendere più mirati i trattamenti, e il futuro ci mostrerà senza dubbio che lo stesso vale per pesticidi e nutrienti per piante e animali. Tendiamo a dimenticare che in agricoltura stiamo usando grandi quantità di sostanze tossiche riconosciute. E chi di noi coltiva la terra (è il mio hobby) conosce bene l'ansia di limitarne l'utilizzo per evitare danni all'ecosistema e alle risorse idriche. L'uso ben pianificato delle nanotecnologie ridurrà drasticamente la nostra dipendenza da queste sostanze tossiche e promuoverà un ambiente più sano e salutare, consentendoci di produrre le quantità crescenti di cibo sicuro per un mondo che ne ha davvero bisogno. Questo è il futuro. 
Donatella Barus

mercoledì 17 dicembre 2014

come rallentare l’invecchiamento ?

orso castano : aumentare l'espressione del collagene sembra , a cascata, rallentare l'invecchiamento degli organi del corpo , stando almeno a questi ricercatori
Un gruppo di ricercatori dell Joslin Diabetes Center ha impiegato un verme microscopico, il C. elegans, per identificare una nuova cascata che potrebbe portare a farmaci in gradi di rallentare l’invecchiamento e le malattie croniche che lo accompagnano. E come bonus, potremmo ottenere anche dei cosmetici migliori! Gli scienziati hanno riscontrato che qualunque intervento potesse mai migliorare la longevità di questi animaletti, ivi compresa la stessa restrizione calorica, andava ad incrementare l’espressione del collagene e di altre proteine appartenenti alla matrice extracellulare, l’infrastruttura che supporta tessuti, organi ed ossa. Interferire con l’espressione di queste proteine sembra significare interfeire con l’estensione della durata della vita, e di fatto stimolare la sovraespressione di alcuni dei geni correlati ha fatto in modo che i vermi dello studio vivessero più a lungo. Essenzialmente, ogni meccanismo riscontrato in questi piccoli animali potrebbe essere applicabile anche negli esseri umani. Il collagene ed altre strutture della matrice extracellulare tendono a deteriorarsi con il tempo, ed il collagene è stato implicato in svariate malattie umane, a partire dalle complicazioni del diabete sino alle patologie di rene ed ossa, passando per quelle cardiovascolari. Il campo dell’invecchiamento è stato incentrato spesso sui meccanismi che proteggono o rigenerano le cellule, ma è la matrice extracellulare che tiene insieme ogni cosa. Lo studio in questione insegna anche che la bellezza non è solo una questione superficiale: la bellezza più importante è quella interiore…il collagene, combattendo l’invecchiamento, potrebbe costituire una porzione importante dei cosmetici del futuro, e le case produttrici di cosmetici potrebbero prendere in considerazione l’ipotesi di comportarsi come quelle farmaceutiche, ricercando composti che favoriscano lo stato di salute generale di chi ne fa uso. (Nature online 2014, pubblicato il 15/12)http://www.popsci.it/ecco-come-rallentare-linvecchiamento.html

martedì 16 dicembre 2014

ladriorso castano: ecco il codicillo che il governo zitto zitto , buono buono inserisce in una legge, consentendo alle ASL , Regioni, Universita' (e relative "congreghe") di fare quello che vogliono con i soldi di tutti. Riteniamo che questo governo stia distruggendo anche la sanita' dopo aver fallito sul piano economico. C'e' il fondato sospetto che nulla avvenga per caso.!

Ecco "il codicillo "3. Emendamento per l’efficientamento del sistema sanitario
Dopo il comma 3 dell’articolo 2, del decreto legislativo 21.12.1999, n. 517, è inserito il comma: 3
bis - le Regioni e le Province autonome possono realizzare la collaborazione tra Servizio sanitario
regionale e Università, in deroga al modello unico aziendale di cui al comma 3, anche attraverso
modelli istituzionali che comportino diverse modalità organizzative delle funzioni assicurate dalle
aziende sanitarie, da definire nell’ambito dei protocolli d’intesa tra Regione e Università.”
Il comma 1 dell’articolo 3 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.502 è sostituito dal seguente:
1. Le Regioni assicurano i livelli essenziali di assistenza attraverso:
a) le aziende unità sanitarie locali, avvalendosi anche delle aziende di cui all’articolo 4; b) i modelli
istituzionali, di cui all’articolo 2, comma 3 bis del decreto legislativo 21 dicembre 1999, n.517.”

Anaao, no a devolution Ssn

Roma, 12 mag. (AdnKronos Salute) - "L'emendamento delle Regioni alla legge di Stabilità titolato, in maniera pomposa quanto ipocrita, 'efficientamento del servizio sanitario', in realtà assesta un ulteriore colpo al suo carattere unitario. Dopo la balcanizzazione delle competenze professionali, affidate a variabili intese locali, oggi la devolution tocca un aspetto centrale di ogni sistema sanitario, quale i rapporti tra servizio sanitario e Università, tra assistenza e formazione dei medici e delle altre professioni sanitarie, delegati a protocolli di intesa tra le singole Regioni e le singole Università".
"Siamo al baratto - spiega l'Anaao Assomed - tra i tagli chiesti dal Governo, la perdita del carattere vincolato del Fondo sanitario regionale, che diventa il bancomat per le inefficienze organizzative e gli sprechi delle singole Regioni, e una delega legislativa in bianco, addirittura sugli assetti istituzionali di un complesso sistema che riguarda non solo la formazione, anche quella post laurea oggi nell'occhio del ciclone, ma anche le sue ripercussioni sulla qualità e quantità delle attività assistenziali erogate ai cittadini. Si accentuano le differenze tra le Regioni e tra i cittadini, creando un cortocircuito a tutto vantaggio della vanagloria di qualche governatore e del potere universitario".Le organizzazioni sindacali fanno appello ai senatori affinché "non si facciano complici di uno scempio che si intende realizzare con un colpo di mano che, violentando logica e regolamenti parlamentari, pretenderebbe di introdurre provvedimenti ordinamentali in una legge finanziaria. Contro il presente e il futuro di un sistema che solo noi, evidentemente - conclude l'Anaao Assomed - ci ostiniamo a volere e chiamare nazionale".