giovedì 10 febbraio 2011

sara tommasi : stralci di articoli sulla "Bocconiana" , non consiglio le foto, lasciano sconcertati

a...........Ma di film ne fa pochi, “Ultimi della classe”, “Tutto l’amore del mondo”, qualche fiction. Non sfonda. E la relazione naufraga. Torna a Milano e, a detta di tutti quelli che la conoscevano, è un’altra persona. Le abbondanti forme mostrate all’“Isola” sono sparite, è più minuta, il  look si fa più  discreto, l’aria dimessa, lo sguardo diventa quasi perso nel vuoto. Ricomincia a frequentare Mora, il lavoro non le manca: campagne pubblicitarie, serate, ospitate tv, un programma calcistico sulle reti Mediaset. Ma qualcosa non va dentro di lei. I suoi comportamenti sono stravaganti, bizzarri. Chi ha letto gli sms che mandava al premier (ma anche a Paolo Berlusconi, Del Noce, La Russa) si è certamente fatto un’idea: «Silvio vergognati! Mi hai fatta ammalare... paga i conti dello psicologo»; «riprendi subito Ron (Ronaldinho ndr) nella tua squadra di m... o ti faccio escludere da Obama dai Grandi del mondo». «Berlusconi mi voleva candidare, dovevo dirgli di sì» e «Lele Mora mi metteva droga nel bicchiere» sono altre dichiarazioni che affollano i quotidiani. Ma dietro queste frasi sconnesse c’è di più. Ci sono episodi che si sono verificati da un anno a questa parte, molto chiacchierati nella Milano della moda e della tv. L’ultimo è accaduto venerdì scorso: Sara è stata cacciata dal proprietario di una pizzeria del centro perché si è messa a urlare e buttare vino rosso sui clienti: «Il PdL mi deve un milione di euro», gridava la showgirl all’uscita del ristorante. Durante le cene, gli amici notano  che «è silenziosa, assente, ma un istante dopo, magari, si mette a cantare». Ha atteggiamenti molto provocanti con gli uomini. Nell’ultimo mese non si contano le rivelazioni bollenti fatte sulle riviste di gossip. Ha raccontato flirt con Stefano Ricucci, Ronaldinho, Balotelli, Quagliarella. Gli interessati smentiscono ma pare che, invece, siano storie verissime, magari di una sola notte. «Tutti ci cascano», ammette un ragazzo che l’ha frequentata, «lei è seducente, ti palpeggia e, suvvia, è molto bella. Non riesci a dire di no». Ultimamente vorrebbe «trovare un uomo, sistemarsi e abbandonare questo mondo». Passa da momenti di euforia e libertà sessuale perché ha «un istinto insopprimibile» a periodi in cui nemmeno esce di casa. Fragile, incline alla paranoia. Molte persone del giro di Mora la emarginano  per i suoi strani comportamenti. Mesi fa, il suo manager la invita a cena a casa sua. Dopo un’ora di ritardo, Lele chiama Sara per sapere che fine avesse fatto. «Oh, Lele, sei tu», risponde dalla sua  Smart, «per fortuna che mi hai chiamato perché non ricordavo più dove dovessi andare...». Scrive sms poco lucidi di insulti ai conoscenti. Oppure avances spinte. Dipende. Un mese fa doveva sottoporsi ad alcune cure, ma ha rinunciato. Episodi estremi sono accaduti anche in tv. A dicembre, “Verissimo” ha dovuto tagliare un suo intervento come ospite perché alla domanda «come conquisti un uomo?»  lei ha risposto: «Faccio come Monica Lewinsky» e perché ha offeso una nota conduttrice Rai. Si è presentata dietro le quinte negli studi di Piero Chiambretti e di “Kalispera” di Alfonso Signorini. Dal primo si è seduta su una poltrona bianca senza l’intimo, come Sharon Stone in “Basic Instinct”, ma la scena non è andata in onda; dal secondo è stata allontanata dalla sicurezza........ 
Diverso il quadro della personalita' che viene fuori dalla descrizione che ne fa Caterina Soffico nel libro "ma le donne no" :........SINCERAMENTE non è una delle mie priorità quando vado al bar la mattina con indosso un paio di jeans, gli stivali e una camicia sotto il cappotto, ma non so bene che rispondere. Lascio cadere il discorso. Lei però chiarisce : a me piace fare gli "stacchetti". Cosa è uno stacchetto, chiedo ingenuamente? Lei mi spiega, come se fossi uscita dal paleozoico, che è quando entra in scena la velina e si dimena davanti alle telecamere. "Lo stacchetto per una come me è un'opportunità, come fare le fotocopie in ufficio per una praticante di legge".
Qui comincia una conversazione perche' lei ha buttato una laurea in Economia alla Bocconi e lei mi vuole convincere che non l'ha buttata affatto, ma che l'ha usata per vendersi meglio. Il Sara pensiero è il seguente: "Dopo 4 anni di Bocconi ho imparato a fare la manager di una grande azienda. In questo caso il prodotto sono io, un prodotto da vendere sul mercato dello showbusiness". Lei teorizza la seguente serie di cose: che non vuole fare una vita "normale", cioè quella banale trafila scuola-studio-lavoro famiglia. Lei vuole una vita glamour, si vanta di essere nella squadra di Lele Mora e di conoscere Fabrizio Corona. Ecco il fìor fiore di quella conversazione: "Fare la paperetta non è squalificante, sono cresciuta facendo ballare la Barbie, ora sono io che ballo, che mi metto in mostra, non la trovo una cosa volgare". "Solo chi fa il moralista e il bacchettone pensa che una paperetta si vende. È solo un gioco di ragazze. È dalla notte dei tempi che il mondo gira cosi'."Ero partita con l'idea di non spogliarmi, l'avevo detto a tutti. Ma poi come si ' fa? Dove vai se non ti spogli?". Dice che non rifarebbe l'università: "Salterei a pie pari, una perdita di tempo" . Sostiene che gli ex compagni di corso, travolti dalla crisi posi crac Lehman Brothers, la invidiano e le dicono: "Noi adesso siamo disoccupati, tu sì che hai capito tutto". Rivendica con sicurezza la sua strada: "Chi l'ha detto che è più degno e morale lavorare in finanza che fare il mio lavoro? Io non voglio giudicare, ma i soloni non vengano a giudicare me. Il mondo moderno è veloce, bisogna agire e non perdersi in chiacchiere". Racconta che la madre Cinzia si era arrabbiata per il nudo: "Per lei una che fa il calendario non è seria. Mi dice sempre: a me sembra che ti sei fatta togliere le mutande da tutta Italia. Io le ho detto che per me, invece, è arte. Insomma, è un percorso della carriera e della mia vita "..........
orso castano: difficile , se non si conosce bene "il personaggio" comprenderlo e valutarlo. Sembra, ma e' questa la cosa direi sconvolgente e rigettante , che quando si incontrano una personalita' particolarmente fragile o borderline ed una ideologia basta sull'arrivismo ad ogni costo, si verifica una netta e veloce caduta di valori , una perdita di aderenza alla realta', una impossibilita' di calcolare le conseguenze delle mosse che si vanno facendo, rispetto al futuro , e si mettono in atto comportamenti catastrofici. M a sta proprio qui' il dramma: quante donne oggi in carriera , pur di fare presto e subito, con una personalita' fragile/dipendente , con un'ideologia pseudo femminista di falsa emancipazione sociale, imboccano una starda che puo' portarle alla catastrofe? E quanti "vitelloni" sono disponibili ad usarle , a considerarle poco piu' che dei corpi con cui giocare, da cui trarre piacere, senza vedere "l'essere umano che c'e' dietro? Segnalerei , riportandola integralmente , la presentazione del libro "male donne no" di Caterina Soffici. Non me ne voglia l'editore e chi ne ha fatto la recensione. Ma mi e' sembrata bella ed azzeccata.
"81 minuti e mezzo: è il tempo libero che gli uomini italiani hanno ogni giorno in più delle donne. Ecco a voi la società più maschilista d’Europa. Libere e padrone del proprio destino: era questa l’idea che le donne italiane avevano di sé. Ma era un’illusione, perché le cose negli ultimi vent’anni sono cambiate profondamente. In peggio. Non solo le donne italiane non hanno più fatto progressi, ma hanno cominciato ad arretrare, svegliandosi nel paese più maschilista d’Europa. Quali sono le radici di questo fenomeno e, soprattutto, perché le donne italiane hanno smesso di combattere per difendere i propri diritti? Il libro racconta storie, personaggi e fenomeni forse imprevedibili come la nascita e l’evoluzione del velinismo politico o la degenerazione dell’immagine delle donne in televisione e nella pubblicità. O ancora il ritorno di parole antiche, che riemergono da un passato fatto di playboy, massaie e ragazze illibate. Ma soprattutto descrive le donne reali, che quotidianamente devono fare i conti con discriminazioni sul lavoro, part-time negati e l’impossibilità di conciliare lavoro e vita familiare. Il confronto tra la situazione italiana e quanto succede all’estero – dove ci si imbatte in belle storie di donne vincenti, che reagiscono e si realizzano – sconcerta e indigna, ma dimostra che un altro mondo meno sessista è possibile. Un mondo dove vivrebbero meglio anche gli uomini.


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