venerdì 14 agosto 2009

Shahzia Sikander. (Pakistani, born 1969)

 

da "The Renaissance Society  at The University of Chicago", clicca

The Renaissance Society presents the midwestern museum debut of Pakistani artist Shahzia Sikander. Trained in the art of the Indian and Persian miniature, Sikander uses traditional materials and techniques such as vegetable dyes, tea stains, burnished wasli papers, and watercolor to address issues of gender and heritage. Exploring new formats and scale, her unorthodox self portraits investigate the personal and psychological spaces between cultures. Her exhibition at the Society features a few dozen of her innovative miniatures as well as large-scale wall paintings.

fantasy art al femminile: julie bell

immagini fantastiche , vero , ma che ci dicono anche dei simboli e delle atmosfere inconsce di questa artista contemporanea  arte contemporanea, titolo :at battles end Copyright Julie Bell, born 1954 art used with permission

da Artkey, arte contemporanea

 Jules de Balincourt , Allweweresayingwasgivepeaceachance 2006 olio e acrilico su tavola 

giovedì 13 agosto 2009

herbert marcuse l'aveva previsto , per dominare il potere ha bisogno di un uomo ad una dimensione , prigioniero di falsi bisogni!!

I MEDIA E L’ILLIBERTA’ (L’uomo a una dimensione, Einaudi, Torino, 1967, pagg. 253-255) Alla negazione della libertà, e perfino della possibilità della libertà, corrisponde la concessione di libertà atte a rafforzare la repressione. È spaventoso il modo in cui si permette alla popolazione di distruggere la pace ovunque vi sia ancora pace e silenzio, di essere laidi e rendere laide le cose, di lordare l’intimità, di offendere la buona creanza. È spaventoso perché rivela lo sforzo legittimo e persino organizzato di conculcare l’Altro nel suo proprio diritto, di prevenire l’autonomia anche in una piccola, riservata sfera dell’esistenza. Nei paesi supersviluppati, una parte sempre piú larga della popolazione diventa un immenso uditorio di prigionieri, catturati non da un regime totalitario ma dalle libertà dei concittadini i cui media di divertimento e di elevazione costringono l’Altro a condividere ciò che essi sentono, vedono e odorano.Come può una società ch’è incapace di proteggere la sfera privata dell’individuo persino tra i quattro muri di casa sua asserire legittimamente di rispettare l’individuo e di essere una società libera? È ovvio che una società vien definita libera da ben altri fondamentali risultati, oltre che dall’autonomia dei privati. Eppure, l’assenza di quest’ultima vizia anche le maggiori istituzioni della libertà economica e politica, negando la libertà alle sue nascoste radici. La socializzazione di massa comincia nella casa ed arresta lo sviluppo della consapevolezza e della coscienza. Per giungere all’autonomia si richiedono condizioni in cui le dimensioni represse dell’esperienza possano tornare di nuovo alla vita; la loro liberazione richiede la repressione delle soddisfazioni e dei bisogni eteronomi che organizzano la vita in questa società. Quanto piú essi son diventati le soddisfazioni ed i bisogni propri dell’individuo, tanto piú la loro repressione apparirebbe come una privazione davvero fatale. Ma proprio in virtú di tale carattere fatale essa può produrre il requisito soggettivo primario per un mutamento qualitativo, vale a dire la ridefinizione dei bisogni.Si prenda un esempio (sfortunatamente fantastico): la semplice assenza di ogni pubblicità e di ogni mezzo indottrinante di informazione e di trattenimento precipiterebbe l’individuo in un vuoto traumatico in cui egli avrebbe la possibilità di farsi delle domande e di pensare, di conoscere se stesso (o piuttosto la negazione di se stesso) e la sua società. Privato dei suoi falsi padri, dei capi, degli amici, e dei rappresentanti, egli dovrebbe imparare di bel nuovo il suo ABC. Ma le parole e le frasi che egli formerebbe potrebbero venir fuori in modo affatto diverso, e cosí dicasi delle sue aspirazioni e paure. È certo che una situazione simile sarebbe un incubo insopportabile. Mentre la gente può sopportare la produzione continua di armi nucleari, di pioggia radioattiva, e di alimenti discutibili, essa non può (proprio per questa ragione!) tollerare di essere privata del trattenimento e dell’educazione che la rende capace di riprodurre i meccanismi predisposti per la sua difesa o per la sua distruzione. L’arresto della televisione e degli altri media che l’affiancano potrebbe quindi contribuire a provocare ciò che le contraddizioni inerenti del capitalismo non provocarono – la disintegrazione del sistema. La creazione di bisogni repressivi è diventata da lungo tempo parte del lavoro socialmente necessario – necessario nel senso che senza di esso il modo stabilito di produzione non potrebbe reggersi. Qui non sono in gioco né problemi di psicologia né problemi di estetica, ma piuttosto la base materiale del dominio................Posto dinanzi al carattere totale delle realizzazioni della società industriale avanzata, la teoria critica si trova priva di argomenti razionali per trascendere la società stessa. Il vuoto giunge a svuotare la stessa struttura della teoria, posto che le categorie di una teoria sociale critica sono state sviluppate nel periodo in cui il bisogno di respingere e sovvertire era incorporato nell’azione di forze sociali efficaci. Tali categorie erano in essenza dei concetti negativi, dei concetti d’opposizione, i quali definivano le contraddizioni realmente esistenti nella società europea dell’Ottocento. Perfino la categoria "società" esprimeva l’acuto conflitto esistente tra la sfera sociale e quella politica – la società era antagonista rispetto allo Stato. Del pari, termini come individuo, classe, privato, famiglia, denotavano sfere e forze non ancora integrate con le condizioni vigenti, erano sfere di tensione e di contraddizione. Con la crescente integrazione della società industriale, queste categorie vanno perdendo la loro connotazione critica e tendono a diventare termini descrittivi, ingannevoli od operativi....................Questa situazione ambigua implica una ambiguità ancora piú fondamentale. L’uomo a una dimensione oscillerà da capo a fondo tra due ipotesi contraddittorie: 1) che la società industriale avanzata sia capace di reprimere ogni mutamento qualitativo per il futuro che si può prevedere; 2) che esistano oggi forze e tendenze capaci di interrompere tale operazione repressiva e fare esplodere la società. Io non credo si possa dare una risposta netta; ambedue le tendenze sono tra noi, fianco a fianco, ed anzi avviene che una includa l’altra. La prima tendenza predomina e qualsiasi condizione possa darsi per rovesciare la situazione viene usata per impedire che ciò avvenga. La situazione potrebbe essere modificata da un incidente, ma, a meno che il riconoscimento di quanto viene fatto e di quanto viene impedito sovverta la coscienza e il comportamento dell’uomo, nemmeno una catastrofe produrrà il mutamento.

orso castano : ha ragione Nanni Moretti ne I l Caimano : «Berlusconi ha già vinto, ci ha cambiato la testa trentanni fa». Ha saputo proporre e coinvolgere la gente su  modelli   di falsi bisogni, basati sul narcisismo piu' spinto, sul dio denaro, sull'esibizionismo fine a se stesso, sul sesso facile oltre i sentimenti, condizionando  e trascinando con se' anche in gran parte le televisioni pubbliche; I media ormai sono dentro le case  e le faniglie vengono indottrinate a modelli di comportamento funzionali al consumismo, che fa "girare"il sistema , all'aquisto di oggetti spesso superflui, all'egocentrismo come valore. Marcuse lucidamente lo aveva pessimisticamente previsto. Andrebbe riletto attentamente... 

Videocracy da youtube , un film-documentario sull'Italia addomesticata ed incapace di critica , di lele mora a Venezia

clicca youtube , lo schermo e' + largo Videocracy» Ci sono voluti trentanni di fanciulle scosciate e giovanotti palestrati, di casalinghe disperate e quiz milionari, di reality irreali, di gossip e volgarità eretti a sistema. Un lavoro lungo e paziente, che alla fine però ha fatto centro: la tv in Italia ha preso il posto della democrazia. E la tesi di Videocracy , il documentario che promette di rendere davvero spe­ciale levento programmato per il 3 settembre al Lido dalle due sezioni autonome della Mostra del Cinema, la Settimana Internazionale della Critica (SCI) e le Giornate degli Autori, che hanno scelto di concerto il film, rifiutato dalle sezioni ufficiali. Ottanta minuti di reportage spietato sullItalia berlusconiana, le sue mutazioni antropologiche e culturali, firmati da Erik Gandini, regista quarantenne originario di Bergamo ma traslocato a 18 anni in Svezia. «In una videocrazia la chiave del potere è limmagine - sostiene il cineasta - . In Italia solo un uomo ha dominato le immagini per tre decenni. Prima ma­gnate della tv, poi Presidente, Silvio Berlusconi ha creato un binomio perfetto, caratterizzato da politica e intrattenimento televisivo, influenzando come nessun altro il contenuto della tv commerciale nel Paese. I suoi canali televisivi, noti per leccessiva esposizione di ragazze seminude, sono considerati da molti uno specchio dei suoi gusti e della sua personalità». I recenti fatti di cronaca a luci rosse confermano. In ogni caso Videocracy (prodotto dalla svedese Atmo con la danese Zentropa e poi distribuito dalla Fandango) non passerà indenne sugli schermi del Festival veneziano. «E un film destinato a far discutere», assicura Francesco Di Pace, direttore della SCI, ben contento di essersi assicurato, in sintonia con il Festival di Toronto che lo proietterà dopo l'anteprima mondiale veneziana, la patata bollente che nessuno voleva. «Era stato proposto prima a Orizzonti, una delle sezioni ufficiali della Mo­stra, ma è stato scartato da Marco Müller e i suoi selezionatori - racconta Di Pace - . Così labbiamo acchiappato noi. Comunque la sia pensi è un film che andava mostrato. Perché denuncia il potere che la tv ha sulla nostra società e sulla nostra cultura. Quel che produce nella gente, come ne condiziona i comportamenti». Un panorama inedito, per molti inspiegabile, che Gandini osserva con lo sguardo lontano ma partecipe dell italiano allestero. «Non è un film su Berlusconi ma sullItalia berlusconiana », ribadisce lui, già autore di un documentario su Guantanamo. In Videocracy il punto di osservazione è un altro: il back stage di unItalia ossessionata dall'esibi­zionismo sessuale e senza più freni morali. LItalia dei Lele Mora, dei Briatore, Corona, Ventura. Che compaiono in scena insieme con i reduci dei Grandi Fratelli, le veline e i tronisti, la tribù Costa Smeralda, smaniosa solo di apparire, pronta a tutto per riuscirci. La tesi sostenuta da Moretti ne I l Caimano : «Berlusconi ha già vinto, ci ha cambiato la testa trentanni fa».

Cosè la videocrazia? Secondo Erik Gandini, italiano dorigine e svedese di adozione, che ha più volte affrontato nei suoi documentari aspetti chiave del mondo contemporaneo, come in Surplus e Gitmo, è il sistema di potere televisivo di cui lItalia offre oggi lesempio più consistente ed emblematico. Videocracy non è esattamente un film su Berlusconi ma un film sullItalia berlusconiana di lunga durata: fisiologicamente, sociologicamente e forse persino antropologicamente berlusconiana. LItalia in cui, come afferma Nanni Moretti ne Il Caimano, «Berlusconi ha già vinto». UnItalia trentennale, ossessionata dallesibizionismo sessuale e dalla totale assenza di freni morali - con ogni probabilità anche molto incapace di guardarsi allo specchio che viene restituita dallo sguardo attento di uno straniero sui generis, la cui relativa italianità gli ha consentito una conoscenza sul campo del fenomeno analizzato. Ma il suo film non rincorre lattualità o lo scandalo. Non insegue la notizia o il gossip. Sviluppa piuttosto una distanza critica singolare rispetto alle circostanze e ai personaggi rappresentati o ai materiali di repertorio selezionati e assemblati: distanza critica fatta di straniamento e profondo sdegno allo stesso tempo. E che nello spettatore italiano, convinto magari di aver già visto tutto ciò o di saperne anche di più, può sortire persino un prezioso effetto terapeutico.

orso castano :vedi anche il post su Herbert Marcuse : "l'uomo ad una dimensione" , in cui la capacita'  del filosofo  di prevedere alcuni aspetti (di cui stiamo parlando) della societa' e' davvero impressionante....

Italia : la privacy e la liberta' su internet ed i media stanno saltando

Il pericolo in Internet: i siti ProAna (spingono all'anoresia) , da "Briciole di pane", clicca

di Laura Dalla Ragione  Una degli aspetti più sconcertanti nella diffusione e nella globalizzazione dei Disturbi del Comportamento Alimentare è l’utilizzazione del web nella trasmissione di modelli culturali che enfa tizzano la magrezza con la comparsa di siti che propagandano comportamenti patologici, finalizzati al controllo del peso e danno consigli estremi su come dimagrire. I siti pro-Ana, dove Ana sta per anoressia, costituiscono uno dei canali più efficaci di diffusione del disturbo, soprattutto tra gli adolescenti, che utilizzano questo mezzo quotidianamente e con estrema familiarità.  La caratteristica di questi siti è quella di costituirsi come delle sette, sorta di movimenti underground dove si lancia un appello a dimagrire ad oltranza, come una forma di protesta e opposizione al mondo degli adulti. Il segno distintivo dei seguaci di Ana è un braccialetto rosso che viene venduto ad un prezzo che varia dai 3 ai 20 dollari, e che consente il riconoscimento anche fuori dal web.

Birmania , lotta x la democrazia

12 agosto 2009 @ 17:48 San Suu Kyi, una donna sola che lotta per la libertà da Kataweb ,clicca

-MARLENE KUNTZ « Prevarremo perché la nostra causa è giusta, perché la nostra causa è fondata. ... La Storia è dalla nostra parte. Il Tempo è dalla nostra parte . La lotta per la democrazia e i diritti dell'uomo in Birmania è una lotta per la vita e la dignità. È una lotta che comprende le nostre aspirazioni politiche, sociali ed economiche...."

Condannata a 18 mesi di carcere domiciliare xe' non possa partecipare alle elezioni.

LA VITTORIA DEGLI OPERAI DELLA INNSE, lotta dura victoria siempre

mercoledì 12 agosto 2009

I riski della chirurgia estetica

BeauI ity Junkies :  In search of the thinnest thighs, perkiest breasts, smoothest faces, whitest teeth, and skinniest, most perfect toes in America,  clicca 

Dal sito dell'autrice , Alex Kuczynski ...........The New York Times Book Review: (Editor's Choice book) "Cosmetic surgery is now so prevalent that it could qualify as a national epidemic. And under all that Botox -- the gateway procedure --as well as the face-lifts and tummy tucks, lies a sinister story, as deep as it is shallow. In exploring it, Kuczynski. . .has performed a real service. She gives you everything you need to know -- the menu of procedures (right down to toe liposuction), the price tags, the names of doctors and dentists, the drugs, the implements and implants, the celebrity patients. she also lays out the dangers, the diasters and the death. Along with the reporting, Kuczynski provides delicious tid-bits of the cocktail-party circuit. . .fascinating. . . ."..................The Houston Chronicle: "A rich cautionary tale of the world of cosmetic enhancement. . . Kuczynski has artfully tapped into the zeitgeist, showing us that our preoccupation with looking young has become something of a Frankenstein monster. Consider a recent New Yorker magazine cartoon: Two curvy, bikinied, long-haired beauties frolic on a beach. One says to the other, 'I never thought turning eighty would be so much fun!' Beauty Junkies is the book to read before the Botox party."......................

Wall Street Journal:" Beauty Junkies captures the sad fate that has befallen the feminine ideal: Since women can achieve an approximation of attractiveness through one procedure or another, they all end up looking vaguely like the same person: an aging porn star. In the end, the book leaves the reader not only aware of the emptiness of cosmetics surgery's results but also conscious of the vacuity of our current concept of beauty itself."....................Kathy  Peiss Author of Hope in a Jar: The Making of America's Beauty Culture:"This perceptive book shows how an age-old desire to look young and attractive has turned into a national obsession with cosmetic surgery. Alex Kuczynski explores the world of Botox, liposuction, and breast implants with the skepticism of a good journalist and the ruefulness of a former consumer. These stories of self-absorbed beauty-seekers—-and the doctors and marketers who profit handsomely from them—-are told with wit and a refreshing dose of candor. The mirror she holds up to the ‘beauty junkies’ presents a disturbing portrait of contemporary American dreams of perfection and their pursuit at all costs."...................mmanuel and Robert Hart Professor of Bioethics, University of Pennsylvania Medical School:"There could not be a better guide to the tumultuous world of cosmetic surgery in America than Alex Kuczynski. . . . If you are thinking about getting something lifted, tightened, extended, augmented, suctioned or abraded this is the book to read before walking into a plastic surgeon's office."...........................Samuel Wilson Fussell  author of Muscle: Confessions of an Unlikely Body Builder:  "A fascinating look at life under the knife. When the surgically-altered, cosmetically-enhanced form becomes the norm, when movie stars to maids and even Presidential candidates exaggerate their smiles and eliminate their frowns through 'correction,' what does that say about who we are and what we value? Beauty Junkies addresses the why's and the wherefore's, the amazing wartime history of plastic surgeries and so much more. Hold on to your implants and enjoy the ride." un esempio italiano: ...........PIU’ BELLA SOTTO GLI SLIP 

La chirurgia estetica delle parti intime , clicca

Purtroppo non siamo riusciti a trovare sul web , con google, post o articoli in Italiano autonomi, cioe' senza conflitti di interesse, sui riski da chirurgia plastica. Quindi per chi volesse approfondire l'argomento consigliamo di utilizzare il sistema di ricerca di Google  e di verificare di volta in volta se chi espone eventuali rischi non proponga poi altri sistemi alternativi egualmente pericolosi. 

anoressia : c'e' anche "thin", film documentario di LAUREN GREENFIELD

BRICIOLE DI PANECLICCA

call center e precariato : protesta contro brunetta tascabile che colpisce i piu' deboli !! complimenti infiniti!

martedì 11 agosto 2009

"La sessualità dei bambini non è un affare dei grandi" di Lauru Didier, Delpierre Laurence

"Dei bambini non si sa niente": il titolo del fortunato romanzo, che rivelò una sessualità cruda e dolente propria del mondo dei giovanissimi, è un richiamo quasi obbligato per il lettore italiano, anche in presenza di un saggio, com'è questo di Lauru, che riflette sul tema a partire dalla celebre teoria freudiana sulla sessualità infantile. Esposti a ogni tipo di immagine, atteggiamento o discorso esplicito, bambini e adolescenti vivono oggi senza la possibilità di un riparo. Persino nella produzione dei giocattoli il confine con il mondo "dei grandi" si è fatto sempre più labile e ambiguo. Come se la mente infantile potesse accogliere tutto, si ostenta da parte degli adulti una "naturalità" frutto soprattutto di scarsa consapevolezza e disattenzione. Programmi televisivi, pubblicità, giochi, abbigliamento: l'ipersessualizzazione di forme e linguaggi si intromette nelle fantasie, innescando un'eccitazione sproporzionata, che nei soggetti più fragili si traduce in patologie, disordini del comportamento, iperattività. L'autore non pretende di offrire strategie vincenti, ma invita a un'osservazione incantata, rispettosa, non invasiva. Gli spunti di riflessione si susseguono, procedono e si chiudono proprio come in un racconto: una storia che parla di bambini e della grande fatica che devono affrontare - forse oggi più che mai - per crescere nella loro pelle.

Segnaliamo oltre al libro uno studio sull'esposizione dei bambini  a programmi "adulti" dei media:

Più tv da bambini e prima arriva l'attivazione sessuale ,clicca 05-05-2009 Maratone davanti alla tv mentre si trasmettono programmi 'da grandi' possono influire pesantemente sulla sessualità dei bambini. Scene bollenti e immagini esplicite viste da piccoli possono contribuire a rendere i ragazzini precoci, cioè sessualmente attivi troppo presto. Lo rivela uno studio condotto dai medici del Children's Hospital di Boston (Usa). La ricerca si basa sullo studio di un gruppo di 754 individui la cui età varia dai 6 ai 18 anni. I ricercatori hanno scoperto che quanto prima i bimbi venivano esposti a programmi per adulti in tv e al cinema, tanto prima diventavano sessualmente attivi nell'adolescenza rispetto ai coetanei."Televisione e film sono fra le principali fonti di informazione sul sesso e le relazioni per gli adolescenti" ha spiegato Hernan Delgado, della Divisione pediatria e adolescenza del Children's Hospital di Boston e responsabile della ricerca. "La nostra indagine mostra che le attitudini sessuali e le aspettative dei preadolescenti sono influenzate molto presto nel corso della vita dall'esposizione ai media". I ricercatori hanno esaminato il rapporto tra abitudini televisive e inizio dell'attività sessuale dei ragazzi, concentrandosi in due momenti particolari: nell'infanzia, e poi tra i 12 e i 18 anni. Si è rilevato che, se i più piccoli (6-8 anni) guardavano trasmissioni e film per adulti, poi erano molto piu' inclini ad anticipare le prime esperienze con il sesso rispetto ai coetanei. "I bambini imparano dai media" sottolinea David Bickham del Center on Media and Child Health, coautore della ricerca, affermando che "quando i ragazzini guardano programmi con scene di sesso e relazioni complesse, non sono in grado di distinguere con chiarezza tra realtà e fiction". In ogni caso "occorrono ulteriori studi per comprendere del tutto il grado di influenza dei media sui giovanissimi per quanto concerne il sesso". Fonte: Adnkronos

per essere aggiornati sull'argomento , clicca qui :Center on Media and Child Health

ADOLESCENTI E DENARO. COSA PUO' SPINGERE A FARE IL DENARO QUANDO DIVENTA UN VALORE DETERMINANTE

KIDS + MONEY , A FILM BY LAUREN GREENFIELD

.....................This 30-minute documentary short is an illuminating portrait of several young people in Los Angeles and the complex and intricate role that money plays in their lives. Ranging in age from 11 to 17, and spanning several socio-economic levels, thirteen kids (and a few of their parents) are interviewed in their homes, and discuss everything from their shopping habits and addictions, the importance of clothes and fitting-in at school, getting money from parents versus making their own money, and the overwhelming pressures of consumerism and image in LA................, CLICCA

A MARGINE DEL FILM IL PRODUTTORE FORNISCE UNA SERIE DI RIFLESSIONI E QUESTIONARI (ESSENDO UN FILM DOCUMENTARIO) PER UN APPROFONDIMENTO SU ADOLESCENTI/DENARO

...............Discussion prompts for students.......................(clicca x help for families)

• Who do you relate to in the film? Who do you not relate to? • Using examples from the film, explain the difference between the things we ‘want’ and the things we ‘need.’ • Are you affected by advertising? Do your consumption patterns reflect trends set by the media, your peers, or yourpersonality? • What does a brand name mean to you? How does wearing brand names make you feel? How important are clothes orshoes in your life? Are clothes more or less important in different grades? Do you define other people by them? • Do you have a part-time job? Has it affected your attitude about money? Has it influenced how you spend? Do you get an allowance? Do you need to do any work or chores in order to get it? • Do you talk about money with your friends? How is peer pressure related to money? Are your attitudes about money thesame as or different from your friends? Does money shape how you think about your peers? Does it influence how youthink about yourself? • Is there a difference between how girls and boys spend money? What are the different reasons for spending money and/or acquiring things? • Do you influence how your parents spend their money (e.g. type, volume, and brand of purchase)? How are your spending patterns similar to or different from theirs? What have they taught you — directly or indirectly — to think about money? • Define the following terms: ‘materialism,’ ‘charity,’ ‘spendthrift,’ ‘greed,’ ‘rich,’ ‘poor,’ ‘middle class.’ Are these concepts necessarily related to money? Why? Why not? • Does money influence your major decisions and priorities? Have your attitudes about money changed over time? Do you think they will? Why? Why not? • According to recent polling data, “as a group, young people have become far more eager to be wealthy than ever before.” (Shop ‘Til We Drop: Consumer Culture in the New Gilded Age, Juliet B. Schor, p.177) Do you think this is true? If so, why? Why now?

...........Discussion prompts for parents...................(clicca x help for families)

• Which young person in the film reminded you of your own? Why? • Does your child receive an allowance? Does he or she have to complete chores in order to receive it? • Do your kids work part-time? Do you think working affects how they think about money? • Do your children save the money they earn or do they spend it right away? Do they have a savings account or a piggy bank? If they save, what do they save for? Do they understand the difference between saving and investing? • Do you place restrictions on what your children can buy? Why? Why not? • How do the images and messages conveyed in the popular media influence your children’s attitudes about money? Are you influenced in similar ways? List five ways a parent can counteract these influences. • What are the most expensive material goods that you have bought for your children over the past year? What made you buy these items? • At one point, one of the parents comments “to fit in and be ‘normal’ you need to look a certain way.” Do you agree? Why? Why not? • When should parents begin talking to their kids about money? Have you ever discussed family finances with your children?

ORSO CASTANO : non esistono enciclopedie ne' libri che contengono tutti i consigli utili per i genitori. Ogni famiglia ha una storia a se', complessa , e percorre il suo sentiero piu' o meno tortuoso o, magari, quasi lineare (ce lo auguriamo) . Certo e' che i genitori danno al denaro ed al successo un'importanza assoluta e centrale per la vita , rischiano di spingere i figli su strade a dir poco scivolose. Segnaliamo questo sito USA (Help for Families) e vi invitiamo caldamente a visitarlo per valutarlo. Ve ne saremo molto grati. Se e' valido lo sponsorizzeremo. Grazie. clicca x il sito "Help for families", usate il traduttore google

traduttore google , clicca

IL GRANDE FRATELLO : NARCISISMO E GRAN BAZAR DEL CORPO

prima di tutto una preghiera per la santa protettrice

ORSO CASTANO : GF e' lo specchio dello scivolare del livello dei valori e della cultura di massa, oppure, se vogliamo salvarlo, uno splendido studio personologico e culturale di come decenni di velinate o di sottocultura, pervicacemente  e ripetutamente proposti sui media (fino all'ossessione programmata)  , hanno ridotto i piu' rustici ed intelligenti degli italioti.....Comunque qui' non si vuole criticare l'aspetto ludico dello spettacolo, ma c'e' ludico e ludico... e qui' mi sembra che il ludico sia strumentale ad un abbassamento del livello culturale. Del resto ci sono precedenti illustri come  il poeta latino  Giovenale che , descrivendo l'atmosfera dei suoi tempi diceva :"panem et circenses" (pane e giochi del circo) come metodo diffuso per governare con consenso  oppure il piu' truce "Feste, farina e forca"  per definire la vita nella Napoli del periodo borbonico. Per fortuna non c'e' piu' la forca;  c'e'   un forte controllo dei Media a fini di consenso e...(.talora).......disinformazione. 

lunedì 10 agosto 2009

un dato da studiare approfonditamente, come parametro dell'efficacia dell'intervento sul disagio , clicca

dati da  :  « Archivio Periodo di riferimento: Anni 2006-2008 Diffuso il: 03 luglio 2009I dati statistici riportati nelle tavole allegate si riferiscono alla rilevazione condotta dall’Istat, sui suicidi e sui tentativi di suicidio relativi all’anno 2008.  Le tavole ripropongono il medesimo schema di presentazione editoriale che è stato adottato, in passato, per la pubblicazione cartacea “Annuario statistiche giudiziarie penali” al fine di rendere possibili anche confronti temporali sull’andamento del fenomeno. Per tale motivo è stata mantenuta la stessa numerazione adottata in precedenza per le corrispondenti tavole del suddetto volume.  Inoltre, a partire dall’anno 2005 è stata aggiunta una nuova tavola relativa ai suicidi e tentativi di suicidio di nati all’estero per sesso e Paese. La rilevazione statistica dei suicidi e dei tentativi di suicidio, della quale viene fornita una breve nota descrittiva, riguarda i dati accertati dalla Polizia di Stato, dall’Arma dei Carabinieri e dalla Guardia di Finanza in base alle notizie contenute nella scheda individuale di denuncia di suicidio o tentativo di suicidio trasmesso all'atto della comunicazione all’Autorità giudiziaria. Ulteriori dati statistici sul fenomeno sono consultabili e scaricabili dal “Sistema informativo territoriale sulla giustizia”..........per la consulatazione delle tavole andare su download :Tavole ZIP (36 kbyte)

totale  suicidi e tentati suicidi  :

...............anno 2006 : m+f 3.284  con i picchi molto alti tra 18/24 e 25/44...........anno 2007 : m+f 6001  con picchi molto alti  tra  18/24 e 25/44 ...............anno  2008 : m+f  6152  sempre con picchi elevati 18/24  e 25/44........per chi volesse consultare una bibliografia sul suicidio , andare sul sito del Gruppo Abele : http://www.gruppoabele.org/Index.aspx?idmenu=3170

orso castano : rinviamo per riflessioni piu' argomentate su questi ed altri dati intendendo tornare spesso su questo fondamentele temai. Una cosa e' certa: il sistema di prevenzione del disagio sociale profondo non funziona , c'e' qualche falla. Tutti gli psichiatri e gli psicoterapeuti dovrebbero riflettere approfonditamente. Lçe parole della Prof.ssa Zanaboni sul video sono sintetiche , precise ed utili, come quelle di chi ha vissuto il dramma in prima persona!!

CENSIS : La deregulation dei comportamenti 16 Giugno 2009

"La trasgressione non scandalizza più, siamo al casting personale di massa Mutamenti antropologici: la «libertà di essere se stessi» nella morale pubblica e privata . Secondo i giovani oggi è debole la condanna sociale per il manager cocainomane (per il 75%) o per la donna che usa il proprio corpo per fare carriera (73%). Secondo L’indagine del Censis, oggi i giovani (18-30 anni) pensano che avere successo nella vita significa soprattutto realizzare le proprie aspirazioni (37,9%), ma anche fare qualcosa di utile per gli altri (26,1%) e, quasi a pari merito, essere se stessi (25,4%). L’affermazione della propria personalità è un valore in sé e slega il successo dal raggiungimento di obiettivi specifici e concreti. Ma il modello vincente che la società propone è quello di diventare ricchi e famosi (lo pensa il 31,3%). Le opinioni dei giovani proiettano l’immagine di una società caratterizzata ormai da un relativismo esasperato, che stenta a condannare anche i comportamenti riprovevoli: per il 75,2% la società esprime una debole condanna per il manager di successo che fa uso di cocaina, o la donna che usa il proprio corpo per affermarsi e fare carriera (73,3%), lo studente modello che si sballa tutti i fine settimana (67,2%), l’imprenditore affermato che usa lavoratori in nero (65,4%), il magistrato con amicizie poco raccomandabili (65%), l’uomo politico con una vita trasgressiva nascosta (63,1%), il professore universitario che fa carriera con i concorsi truccati (58,4%). La poltiglia valoriale e comportamentale sembra sempre più accettata dal corpo sociale, sulla scia di una malintesa retorica della «libertà di essere se stessi». In una generale deregulation dei comportamenti, la ritualizzazione del tempo libero (il fine settimana, la vacanza) si accompagna a un’ampia gamma di azioni fortemente a rischio. Il sabato sera si registra il picco di giovani (entrambi i sessi) che dichiarano di aver bevuto alcol (l’86% circa a fronte dell’1,9% delle ragazze e del 3,9% dei ragazzi che bevono, ad esempio, il lunedì). Si può stimare che il 22,4% dei ragazzi e il 13% delle ragazze tra 11 e 18 anni (quasi 839 mila persone) hanno uno stile di consumo di alcol rischioso o dannoso. Anche sul fronte delle droghe appare sempre più diffuso un modello di consumo «compatibile», di trasgressione controllata, con l’incremento dell’uso di droghe da prestazione (la cocaina o le anfetamine), il crollo dei consumi di sostanze come l’eroina poco conciliabili con la normalità della vita quotidiana, e la diffusione continua di nuove forme di ritualizzazione dei consumi (l’ecstasy nei fine settimana). Le persone segnalate per cocaina sono aumentate da 7.850 nel 1999 a 13.143 nel 2008 (mentre diminuivano da 9.937 a 6.176 quelle per eroina), tra il 2001 e il 2007 le dosi di droghe sintetiche sequestrate sono passate da 315.779 a 393.457. E si concentrano nel fine settimana anche le sregolatezze sulle strade più gravi: quasi la metà dei morti per incidenti stradali, il 70,7% delle contravvenzioni per guida in stato di ebbrezza e il 47,4% di quelle per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. La trasgressione non scandalizza più. Se esiste ancora un richiamo collettivo condiviso, è il primato del soggetto: il criterio di legittimità del comportamento è la scelta individuale. Vince così il gioco virtuale dell’affermazione di sé. La regola dell’apparizione televisiva e del successo mediatico è proprio quella dell’essere se stessi, dell’affermazione della propria opinione e immagine, qualunque essa sia. Alle selezioni per partecipare al «Grande Fratello» si sono registrate oltre 20.000 presenze per ciascuna delle 9 edizioni realizzate dal 2000 al 2009. Anche il boom di Facebook può essere inserito in questa tendenza al casting personale di massa, per amplificare l’auto-rappresentazione di sé. In Italia gli utenti sono arrivati a 9,7 milioni (oltre 5 milioni maschi, circa 4,5 femmine), con un'articolazione per età che evidenzia una maggiore diffusione tra i giovani (il 26,9% degli utenti ha 18-24 anni e il 31,2% 25-34 anni). In un solo anno gli utenti di Facebook in Italia sono passati dal 2% al 44% dei navigatori del web.

Quello della libertà di essere se stessi è un lungo ciclo storico-culturale - cominciato in Italia negli anni ’70 - destinato probabilmente a finire non in modo repentino, ma attraverso un silenzioso sfarinamento nel tempo, verosimilmente senza scosse.

.............Dalla deregulation ai legami fragili In uno scenario nel quale la molecolarizzazione si fa avanzata, i luoghi e i momenti di aggregazione reale e condensazione sociale vanno diradandosi: si assiste piuttosto a fenomeni di adesione, per lo più temporanea, ad etiche e discorsi imperniati sul valore dell’essenza profonda del sé e del suo diritto ad affermarsi, sia nella vita pubblica che nei contesti sociali di riferimento delle persone. Oggi la capacità di condensazione delle molteplici declinazioni dell’essere sé stessi appare limitatissima, proprio per la sua natura intimamente individualista. La società dei comportamenti individuali non può che essere una società dai legami instabili, frutto di ricomposizioni continue, in cui quello che era fondante può diventare inutile il momento dopo, con un meccanismo quasi inconsapevole la cui cifra maggiore è la temporaneità e la fragilità del legame, seppure intenso, che si tende comunque a costruire proprio in nome dell’affermazione della propria soggettività. Da una parte c’è la valorizzazione di essere se stessi, che proprio in quanto individuale è un’adesione separata ad un unico modello che non crea coesione sociale, e dall’altra un affastellarsi di micro appartenenze con una ricerca continua di relazioni a forte intensità emozionale ma estremamente volatili. Ed allora se e come assisteremo al recupero della capacità di coagulare persone, gruppi sociali, interessi, istituzioni, nuova classe dirigente andando oltre la poltiglia valoriale e comportamentale fondata sulla retorica della «libertà di essere se stessi»? Al momento non sembrano in campo soggetti e culture in grado di arginarla, ma è possibile che questa filosofia della libertà e del valore dell’espressione profonda di sé sia giunta alla fine del proprio ciclo e che nell’onda dei tempi lunghi del cambiamento sociale si possa cominciare ad affermare una cultura di nuova attenzione all’altro in cui ci sia un ritorno alla coscienza del noi contro l’affermazione della mucillagine dell’io

orso castano : desolanti le considerazioni finali del CENSIS :"Ed allora se e come assisteremo al recupero della capacità di coagulare persone, gruppi sociali, interessi, istituzioni, nuova classe dirigente andando oltre la poltiglia valoriale e comportamentale fondata sulla retorica della «libertà di essere se stessi»? ma , al dila dei numeri , che pure indicano ina tendenza consistente verso una tolleranza preoccupante dei disvalori che , abilmente potenti, pervasivi, martellanti, quotidiani ed onnipresenti media (molto individuabili) diffondono , quasi ci fosse un progetto dietro di destabilizzazione del tessuto sociale , fatta a colpi di diffusione di disvalori che dovrebbero portare , nell'intenzione di chi ci lavora con fervore sopra , a quella che qualcuno , magari un po' rozzamente , ma con vocabolo che rende, ha chiamato "PUTTANOPOLI" , la citta' dove  l'essere umano , anima e corpo e' consenzientemente in vendita, protetto in questo comportamento da chi ha il potere. Vorrei ricordare un immagine infernale Dantesca, quella dell'alto prelato che viaggiava sulla schiena di un cavallo con un drappo cosi' lungo e pomposo da toccare e strascinarsi sul terreno , talche' , dice il sommo , non si riusciva a distinguere chi fosse la bestia e chi l'uomo.........

sabato 8 agosto 2009

INNSE RESISTENZA !!

I medici rottamati: vogliamo un SSN migliore , non staremo fermi contro chi vuole declassare la sanita'

RACCOLTA FIRME DELL'ANAAO ASSOMED E MANIFESTAZIONE CONTRO LA 'ROTTAMAZIONE' DEI MEDICI Una manifestazione nazionale di tutti i medici italiani, il ricorso alla Corte Costituzionale, una raccolta di firme da presentare al Presidente della Repubblica per denunciare la politica del Governo che fa dei medici del Ssn professionisti di serie B. Questa la risposta che il Segretario Nazionale dell'Anaao Assomed, Carlo Lusenti proporrà a settembre di fronte "all'ennesima ingiustizia perpetrata nei confronti della categoria medica dal Governo che ha approvato in via definitiva la legge che consente alle Aziende di 'licenziare' i medici con 40 anni di contribuzione con l'eccezione, di dubbia costituzionalità, degli universitari e dei direttori di struttura complessa. Malgrado il nostro impegno, le proteste e gli appelli unitari dell'Intersindacale medica e veterinaria, i dubbi di alcuni ministri e le ripercussioni sul bilancio INPDAP, valutabili in un aggravio di spesa di circa 3 miliardi di euro – afferma Lusenti - i sostenitori della rottamazione (e perché no, di un SSN declassato ed impoverito) ben rappresentati nel Governo hanno scritto la parola fine con il 23simo voto di fiducia al decreto legge anti-crisi, che ha vanificato qualsiasi possibilità del Parlamento di contrastare questa decisione ostinata e per certi versi ossessiva del Governo che ha voluto a tutti i costi infliggere l'ennesima ed incomprensibile punizione alla categoria. In netta controtendenza rispetto alle politiche previdenziali e contro l'interesse dei cittadini, il SSN sarà progressivamente impoverito di risorse umane e professionali, si produrranno sempre più vistosi vuoti delle dotazioni organiche con gli inevitabili e prevedibili conseguenze sulla qualità dell'assistenza". "Ma i medici del SSN - conclude Lusenti - non si arrenderanno ad una politica ostile che immagina il lavoro dei medici nelle corsie degli ospedali come un ozioso passatempo burocratico, che immagina i medici come sadici macellai, che crede di governare un mondo complesso come quello della sanità con norme inique e contraddittorie".   Scritto da AntonioCaperna il 05/08/09 alle 01:24 | Permalink

venerdì 7 agosto 2009

da LA Stampa.it

Innse, operai ancora in cima alla gru .Nuovo acquirente non piace a Podestà Alcuni momenti di tensione fuori dallo stabilimento della Innse Operai provati dal caldo soffocante e da snervante attesa non mollano. La Fiom delusa: «Dalla Provincia un comportamento inaccettabile».

orso castano: La "casta" della Provincia (Milano) non smentisce l' "incapacita'" a risolvere il problema della precarieta' e della disoccupazione. .......

Criminal minds, il cervello dei serial killer

dal sito Brain Factor , clicca; Giovedì 06 Agosto 2009 09:42 Redazione News - Neuroimmagine La psicopatia criminale sarebbe ascrivibile a una alterazione microstrutturale del fascicolo uncinato, un tratto di sostanza bianca che collega nel cervello amigdala e corteccia orbitofrontale. Lo hanno scoperto con risonanza magnetica a tensore di diffusione (DT-MRI) i ricercatori del King's College di Londra (Craig M et al., Altered connections on the road to psychopathy, Molecular Psychiatry, 2009). In pratica, i ricercatori dell'Istituto di Psichiatria del King's College, fra cui Declan Murphy, Michael Craig e il "nostro" Marco Catani, hanno trovato rispetto ai controlli delle differenze nel cervello degli psicopatici in studio - diagnosticati con la Psychopathy Checklist Revised (PCL-R) - che possono "spiegare biologicamente le azioni di questi soggetti". "Se i nostri risultati venissero replicati su larga scala, l'indicazione verso un chiaro deficit strutturale riscontrabile nel cervello degli psicopatici potrebbe avere profonde implicazioni non solo per ricercatori e clinici, ma anche per il sistema giudiziario", ha dichiarato ieri in una nota stampa Craig, autore principale della ricerca. Questioni di etica, anzi di "neuroetica", dunque. E' noto che la psicopatia può essere fortemente associata a un marcato comportamento criminale (omicidi, stupri, ecc.). Precedenti studi avevano legato la psicopatia a disfunzioni di regioni specifiche del cervello, principalmente l'amigdala (struttura che modula emozioni, paura e aggressività) e la corteccia orbitofrontale (regione alla base del processo decisionale). Lo studio del King's College sarebbe però il primo a mostrare il ruolo del tratto di sostanza bianca che connette queste due regioni, chiamato fascicolo uncinato. Ciò è stato possibile utilizzando la tecnica della trattografia in vivo con DT-MRI. I ricercatori del King's College non solo avrebbero osservato una riduzione dell'integrità microstrutturale del fascicolo uncinato negli psicopatici, ma anche una proporzionalità diretta fra la gravità dell'alterazione e il grado di psicopatia manifestata dal soggetto.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 06 Agosto 2009 12:29 )

orso castano : il modello sembra un po' riduzionistico, nel senso che viene ridotta la complessita' del comportamento criminale, rimuovendo le dinamiche psicologiche ed attribuendo il comportamento esclusivamente a cause organiche.

i neuroinsegnanti......

da Brain Factor del 6/8/09Non stiamo parlando delle scuole italiane... In USA gli insegnanti hanno capito che le nuove scoperte delle neuroscienze nel campo dell'apprendimento possono essere di grande aiuto nell'impostazione di metodi più efficaci di "trasmissione del sapere". Ne discute Aalok Mehta sull'ultimo numero di Brain Work, la newsletter di neuroscienze di Dana Foundation (Mehta A, Neuroeducation emerges as insights into the brain and learning grow, Brain Work, Vol. 19, N. 3, Summer 2009). “L'interesse degli insegnanti per le neuroscienze è enorme: a questo punto il bisogno di neuroscienziati nelle scuole è reale”, ha dichiarato a Brain Work Ken Kosik, docente alla University of California di Santa Barbara (UCSB). “Il neuroinsegnamento (neuroeducation) è un campo interdisciplinare che vede una stretta collaborazione fra neuroscienze, formazione artistica e strumenti di insegnamento per sviluppare metodi educativi potenziati”, spiega Metha su Brain Work, richiamando i temi discussi nel recente congresso di Baltimora su “Learning, Arts, and the Brain”, tenutosi presso la prestigiosa Johns Hopkins University, e nel meeting di Washigton “Learning and the Brain”. I rapporti fra educazione artistica, creatività e abilità attentive, la modifica “fisica” dei circuiti neuronali del cervello dovuta all'apprendimento (plasticità cerebrale), le cause dei disturbi dell'apprendimento che colpiscono una buona parte degli studenti, sono stati gli argomenti che hanno visto il maggiore interesse dei neuroscienziati e degli insegnati intervenuti, che – come riporta Mehta - “hanno manifestato grande entusisasmo per le neuroscienze, richiedendo a gran voce studi e ricerche capaci di tradursi direttamente in nuove tecniche di insegnamento, da utilizzare in classe”. In questa direzione vanno le ricerche di Mariale Hardiman, fra i relatori del congresso di Baltimora, che ha messo a punto un modello di insegnamento che fa leva su strumenti neuroscientifici e psicologici di sicura efficacia sul cervello dell'adolescente, illustrato nel libro “Connecting Brain Research with Effective Teaching: The Brain-Targeted Teaching Model”. Sei i punti chiave del modello Hardiman: stimolare relazioni emozionali fra gli studenti, creare ambienti arricchiti di stimoli utili all'apprendimento, progettare indirizzi di studio basati su concetti chiave importanti, insegnare come applicare la conoscenza, valutare periodicamente i risultati educativi, infine “insegnare a imparare”. Agli incontri ha preso parte anche Michael Posner, famoso docente della Oregon University, che ha sostenuto l'importanza dello studio dell'arte nel miglioramento delle capacità di attenzione degli studenti, componente fondamentale dell'intelligenza generale. Ultimo aggiornamento ( Giovedì 06 Agosto 2009 12:52 ) 

orso castano: del libro, oltretutto fuori pubblicazione , non esistono recensiono ne' in italiano ne' in inglese.Per chi volesse approfondire l'argomento :Metha su Brain Work, richiamando i temi discussi nel recente congresso di Baltimora su “Learning, Arts, and the Brain”, tenutosi presso la prestigiosa Johns Hopkins University, cliccare (riporta una sintesi di quanto avvenuto nel congresso della Johns Hopkins University. Va solo tenuto conto che  se e' vero che le neuroscenze possono molto aiutare, non ne va fatta una mitizzazione e vanno messe sempre sotto l'occhio critico della filosofia della scienza  

Cervello si ripara da sé dopo ictus e Alzheimer

da Brain Factor rivista on line

Lunedì 03 Novembre 2008 Marco Mozzoni News - Ictus  Il cervello sarebbe capace di ripararsi da sé dopo insulti acuti quali ictus e trauma cerebrale o patologie neurodegenerative croniche quali Alzheimer (nell'immagine, comparato a un cervello normale) o sclerosi multipla, reclutando cellule progenitrici immature per generare nuove cellule nervose. Lo sostiene il gruppo di ricerca italiano coordinato da Maria Pia Abbracchio del Dipartimento di Scienze Farmacologiche dell'Università di Milano e da Mauro Cimino dell'Università di Urbino, che ha pubblicato in questi giorni uno studio specifico sulla rivista open access Plos One: Lecca D, Trincavelli ML, Gelosa P, Sironi L, Ciana P, et al. (2008) The Recently Identified P2Y-Like Receptor GPR17 Is a Sensor of Brain Damage and a New Target for Brain Repair. PLoS ONE 3(10): e3579. Nello studio viene illustrato come dopo una lesione ischemica cerebrale alcune cellule circostanti la zona lesa emettono un segnale di allarme che induce altre cellule ad attivarsi con finalità riparative. Il segnale di danno viene recepito soltanto da cellule che possiedono il recettore GPR17. Normalmente l' infiammazione locale scatenata dopo la lesione prevale sull'azione riparatrice, ma i ricercatori italiani hanno dimostrato che potenziando il GPR17 é possibile migliorare l'azione autoriparatrice del cervello. "E' proprio attraverso la stimolazione del recettore GPR17 che le cellule progenitrici immature presenti nel tessuto cerebrale iniziano il percorso differenziativo che potrà portarle a generare nuove cellule nervose - ha spiegato la professoressa Abbracchio all'ANSA -. Sono cellule derivanti da cellule staminali che hanno la capacità di evolvere in cellule nervose e cellule gliali. Queste ultime formano la mielina che riveste i prolungamenti nervosi e permette ai neuroni di comunicare fra di loro. Queste cellule possono quindi riformare la guaina mielinica danneggiata dalla lesione, ripristinando così la capacità di trasmettere impulsi. Purtroppo, in condizioni normali questo processo riparativo non si propaga in misura significativa, e il danno prevale sull' attività ricostruttiva. Ci siamo chiesti allora che cosa succede se proviamo a potenziare l'attività del recettore GPR17 - prosegue Abbracchio - e le nostre speranze si sono rivelate giuste: la stimolazione del recettore aumenta notevolmente la maturazione di queste cellule verso forme più specializzate, in grado di riformare la mielina". Si tratta quindi di trovare terapie da somministrare precocemente nelle fasi successive a lesioni neurologiche acute (ictus, traumi spinali) o anche continuativamente nelle malattie degenerative croniche (come la sclerosi multipla e l' Alzheimer) per potenziare l' attività di questo recettore".

Cervello e longevità: intervista a Rita Levi Montalcini

Intervista a Rita Levi Montalcini, che oggi compie 100 anni. Contributo straordinario del Prof. Piergiorgio Strata, ordinario di Fisiologia, Dipartimento di Neuroscienze, Università di Torino, e direttore scientifico dell'European Brain Research Institute (EBRI). A cosa attribuisce il Suo brillante stato mentale, all'età di 100 anni? Mantengo sempre attivo il mio cervello, tuttavia non sono preoccupata per me stessa. Mi interesso del mondo che mi circonda e mi preoccupo in modo particolare di aiutare, combattendo l'ignoranza e i privilegi, quelle decine di milioni di persone che ancora muoiono di fame ogni giorno. Direbbe che è Lei a tenere vivo il suo cervello o è il suo cervello a tenere viva Lei? In realtà, non è così facile distinguere tra l'influenza che la mente ha sul corpo e viceversa. Il cervello non è in grado di funzionare se il corpo non è in salute: non sarei in grado di lavorare se soffrissi di qualche malattia. Quale messaggio si augura i lettori facciano proprio, riguardo il cervello? Il nostro cervello è costituito da parti differenti: la regione paleocorticale o limbica è arcaica, emotiva e aggressiva. Essa non si è sviluppata durante l'evoluzione sostanziale dei mammiferi sub-primati. In questo, l'Homo Sapiens è praticamente uguale agli altri animali. La differenza rispetto alle altre specie viventi è l'enorme sviluppo della componente neocorticale, coronato nell'evoluzione del linguaggio, non così tanto tempo fa. Le tragedie della storia umana, ad esempio l'Olocausto e altri eventi drammatici, sono il risultato della predominanza della componente emotiva paleocorticale sulla componente cognitiva neocorticale. Di conseguenza, il messaggio è di massimizzare le capacità cognitive, caratteristiche dell'attività della componente neocorticale, in modo che queste prevalgano sulla componente limbica emotiva - aggressiva. Quanto da vicino segue la ricerca attuale? Quali sono a Suo giudizio i lavori più promettenti? I processi scientifici e tecnologici si muovono con passo assai rapido e il cervello viene studiato alacremente. Nondimeno, nonostante la mia vista scarsa, ma grazie ad amici, a relazioni personali e ai miei occhiali da lettura, la seguo. Mi tengo aggiornata, in particolare sulla neurobiologia e sulle neuroscienze. E' difficile dire quali sono i campi di ricerca più promettenti. Il nostro cervello non è programmato geneticamente come quello degli insetti. Gli esseri umani si trovano continuamente sotto l'influenza dell'ambiente. Studiare il ruolo dell'ambiente sul nostro cervello è certamente un campo di estremo interesse, oggi. Quale area delle neuroscienze suggerirebbe oggi di studiare agli aspiranti neuroscienziati? E' molto difficile da dire. Le neuroscienze comprendono aree di interesse molto ampie. Forse sarebbe importante comprendere come poter migliorare le capacità cognitive della componente neocorticale del cervello. Se iniziasse oggi la Sua carriera, cosa studierebbe? Cercherei sostanzialmente di migliorare le capacità cognitive del nostro cervello, diminuendo al contempo le capacità arcaiche di natura affettivo - limbica, essendo la prevalenza di queste ultime responsabili di così tante tragedie nel mondo. Contributo straordinario del Prof. Piergiorgio Strata, ordinario di Fisiologia, Dipartimento di Neuroscienze, Università di Torino, e direttore scientifico dell'European Brain Research Institute (EBRI). Traduzione dall'originale EDAB di Marco Mozzoni, con autorizzazione preventiva dell'Autore. Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 22 Aprile 2009 09:09 )

Le istituzioni culturali Pubbliche non usano l'open source ? Il fenomeno e' diffuso? Perche'.....cosa c'e' sotto?

dal Blog Gravita' zero del  6/8/09

IL CODICE DEL VOLO SU DVD, CHE DELUSIONE!

Sono abituato troppo bene a fare acquisti in paesi europei tranne il nostro! Quando all'estero un DVD-Rom viene realizzato, tale lo è per tutte le piattaforme Mac comprese. Così quando ho visto che il DVD "Leonardo da Vinci il Codice del Volo" era realizzato nientemeno che con la partecipazione della Biblioteca Reale di Torino e in collaborazione con il Ministero delle attività culturali ho pensato prima di tutto alla qualità della realizzazione dell'opera. L'ho acquistato e provato... era inutilizzabile! Dovevo disporre di una piattaforma Windows! Inammissibile per un paese che in Europa si sta orientando verso piattaforme open source.

Chi usa Mac-Os e qualsiasi altra piattaforma per i nostri Ministeri è tagliato fuori!Mi sembra di tornare indietro di 10 anni, in un'epoca di monopolio, inammissibile che il governo lo permetta!

orso castano : purtroppo anche qualche ASL non supportao non agevola l'uso dell'open source. L'Assessorato alla Sanita' della Regionbe Piemonte  consente che vengano diffusamente usati sistemi operativi diversi da Linus e piu' precisamente Windows xp o Vista, alla faccia delle raccomandazioni europee. E nessuno dice niente! Meno male che si vuole risparmiare !! Tanto i soldi sono dello stato, cioe' i nostri!!

giovedì 6 agosto 2009

"Lezioni per il futuro , le idee per battere la crisi"

Ben volentieri riportiamo , di gianni riotta l'introduzione al dibattito del Sole 24 Ore del luglio 09 , stralcio dallintroduzione , che lucidamente fa il punto sinteticamente sulla situzione globale economica e no (il libro e' da leggere all'intero) ".......ottismo tardo kennediano, un po' più di spesa pubblica, un po' più di stato, un po' più di buona volontà e tutto andrà a posto. Non più. Perché quel 1989 segnò anche l'era della globalizzazione, aperta dal grande Deng Xiao Ping che dice ai cinesi di arricchirsi e riscopre le virtù classiche asiatiche del lavoro e della comunità e dalla foga con cui piccoli affamati paesi, dalla Sud Corea a Hong Kong, sperano di vincere negli affari. Nei garages di Silicon Valley ragazzini come Jobs e Wozniak intuiscono che il computer, inventato per triturare numeri per gigantesche burocrazie può invece comunicare parole per individui e che la Darpanet, sistema nervoso militare via cavo progettato per resistere alle bombe termonucleari russe, può evolvere in internet e diffondere notizie, ricette della nonna, bilanci d'azienda e lettere d'amore. Nel tumultuoso passare di una generazione un miliardo di esseri umani muove dalla fame a un lavoro decente e mezzo miliardo di loro, tra India e Cina muta da contadini a ceto medio. Ieri una ciotola di riso era il sogno, oggi una borsa Fendi. La velocità del mutamento travolge gli esperti. Nel saggio "The end of work" del 1995 Jeremy Rifkin preconizza fosco un mondo senza lavoro, giusto mentre Robert Rubin, segretario del Tesoro con il presidente Bill Clinton e veterano di Goldman Sachs, contribuisce a creare una dozzina di milioni di posti negli Usa e il pianeta intero lavora con una furia senza precedenti. E la speranza di un nuovo ordine mondiale che viene però spezzata dalle fiamme su Washington e New York dell'n settembre 2001, culminate nelle guerre in Afghanistan e Irak mentre la Russia, ricca di petrolio, e la Cina, ricca di lavoro, tornano protagoniste. Nel contesto di queste idee, di questi dubbi e angosce matura e scoppia la crisi finanziaria e economica del 2008. Provare a spiegarla solo in base a criteri moralistici, gli americani cicale il resto del mondo formiche (e, se mai, gli americani interpretavano negli anni del boom la favola antica in modo bizzarro, consumando sì da cicale ma sgobbando da formiche!), o solo economici e giuridici è fallace. La corsa di quello che il consigliere di Rea-gan, il falco Luttwak, per primo chiamò "turbocapitalismo" dalle colonne della "London Review of books" e la mancanza di regole per il lassismo di Rubin e del presidente della Federai Reserve Alan Greenspan si spiegano solo partendo dall'equilibrio precario della geopolitica 2000. Certo, d'intesa con Greenspan, già nel 1997 Rubin contrastò i freni ai derivati proposti da Brooksley Born, la giurista a capo della Commodity Futures Trading Commission: ma davvero qualcuno ritiene che quei poveri legacci alla piena della storia ne avrebbero fermato il corso? Orfani di ideologie, angosciati dalla crisi industriale e dal nuovo terrorismo, milioni di esseri umani trovarono forza e slancio nella globalizzazione, arricchendosi in Occidente, o indebitandosi per consumare come se fossero ricchi, cambiando status sociale in Oriente e America Latina dopo secoli di sofferenze. Ma nessuna istituzione, nessuno stato, nessun sistema economico, nessuna dottrina politica offriva riparo davanti alla crescita tumultuosa, e alla sua tumultuosa versione dell'azzardo "turbofinanziario". Fallito l'ordine di Bush padre, esaurita la globalizzazione del boom di Clinton e impantanata a Kabul e Baghdad l'America di Bush figlio, ilondo alla soglia della crisi è confuso e senza progetto politico. L'Europa ha bocciato la sua Costruzione e rinunciato a crescere isieme come comunità, non solo mercato. Nello storico discorso all'universita'di Humboldt di Berlino del 2000 il ministro degli Esteri tedesco Joschka Fischer lo dice con lietezza: l'euro è un progetto politico. Una comune valuta per un comune organismo politico del continente. Spenta questa strategia con il no alla Costituzione e lo shock seguito all'allargamento affrettato dell'Unione, l'euro non è più un "progetto" di idee e politica, solo una monetà. Il dollaro, orfano di Bretton Woods ma anche dell'egemonia multipolare di Bush padre e di quella soft di Clinton, resta rifugio dei cinesi ma non è più la bandiera di un mondo. Qualcuno da Pechino sogna una divisa internazionale,moneta sonante di un ulteriore e auspicato ordine mondiale dopo la crisi. Ma la verita' è che il pianeta resta senza ordine né potenza egemonica e stabilizzante. Nel settembre 2008 i due candidati alla Casa Bianca, Obama e McCain, sono in volata, le curve dei sondaggi a poca distanza. È la crisi a spezzare l'equilibrio e far vincere il democratico, ma la buona volontà di Obama è per ora solo speranza, non poco in um'era che non sa più sperare, ma non ha ancora un progetto capace di economia vera. Questo vuoto ha reso devastante la crisi del 2008, che qualcuno calcola come peggiore dei danni delle due guerre mondiale in fila. Non la fine del mercato, di cui pure perfino il Financial Times ha discusso con serietà, né la fine del capitalismo o del modo di produzione post moderno o dell'impero tecnologico criticato da Severino. È la coscienza drammatica che senza un quadro d'ordine planetario - la storia dirà presto se condiviso o imposto, occidentale, orientale o multipolare, ccr istituzioni internazionali o attraverso gli stati classici - la somma dei desideri degli individui e la meccanica della crescita può indurre al caos. La foga con cui economisti e altri studiosi si sono affrontati in questo dibattito de il Sole 24 Ore, magistralmente aperto e chiuso da Guido Tabellini e con interventi internazionali di eccellenza, darà spazio e alimento a ogni teoria corrente, keynesiani ed anti, regolatori e liberisti, classici e innovatori. Ciascuno troverà ràdici alle proprie teorie. Se manca ancora un punto di equilibrio condiviso è perché il quadro teorico seguito alla fine della Guerra Fredda resta in movimento. Il mondo non ha una sintesi né di idee, né di impero, né di forza consolidate Churchill propose l'esercito comune europeo sessanta anni fa: non ce n'è ancora tràccia ; e restiamo in balia delle nostre pulsioni alla crescita, moltipllcate e confuse dal pantografo globale. Dal dibattito innescato da Tabellini e irradiato da tante firme insigni cito solo l'esemplare saggio del presidente Carlo Azeglio Ciampi che si chiede amaro, perché ci siam smarriti? Non chiedete la risposta solo agli economisti, né solo date a loro la colpa. La responsabilità è politica e storica, collettiva e individuale, di ciascuno di noi e dei nostri leader, tutti scolari confusi all'alba del XXI secolo. Come diceva Orazio nella sua Epistola all'amico tormentato Bullazio, 5trenua nos exercet inertia: navibus atque quadrigis petimus bene vivere... Un'inerzia irriducibile ci frustra e andiamo per mari e terre inseguendo la felicità... gianni.riotta@sole24ore.com

II Sole 24 Ore LEZIONI PER IL FUTURO

orso castano : lucido l'articolo , di Gianni Riotta,  introduttivo al libro , che andrebbe letto tutto. Come si suol dire "Buon sangue non mente"; l'ex direttore della Stampa mostra tutta la sua capacita' di analisi e di interpretazione degli avvenimenti economici finanziari dei nostri giorni.

Innse, operai non scendono dalla gru

Operai provati dal caldo soffocante e da snervante attesa. Ma i sindacati parlano di sviluppi nelle prossime ore ........Gli operai, che hanno passato la seconda notte in cima al carroponte, stanno bene, ma con il sole impietoso di questi giorni che batte sul tetto e sulle pareti in lamiera del capannone sono messi a dura prova dal caldo soffocante. Al momento il loro blitz è servito a bloccare il lavoro di smontaggio dei sette giganteschi macchinari, già venduti da Silvano Genta, proprietario della Innse. Dalla mezzanotte di martedì scorso i dirigenti della Fiom, come chiunque altro, non sono più autorizzati dalla Polizia ad incontrare e a sincerarsi delle condizioni di salute dei cinque e i viveri gli vengono consegnati direttamente dalla Digos.........l segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini apre un nuovo scenario: «È stata depositata una proposta di interesse per i capannoni e i macchinari della Innse Presse di Milano, la proposta firmata è stata fatta alla Aedes, l’azienda proprietaria dei terreni su cui sorge la fabbrica metalmeccanica. Una proposta ufficiale di acquisizione dello stabilimento»

da youtube :AGOSTO 2009: DEDICATO AI COMPAGNI DELL'INNSE IN LOTTA PER I LORO DIRITTI.

....le vecchie canzoni di Pino Masi, belle testimonianze di un determinante periodo storico sono tutte su youtube sotto la voce Pino Masi