giovedì 10 settembre 2015

Salute migranti

EpiCentro
migranti e salute   , link
Ultimi aggiornamenti
(3 settembre 2015) Azioni intersettoriali per la salute dei migranti: la newsletter Phame
L’8% della popolazione della regione europea dell’Oms è costituita da migranti, che sono stimati essere circa 73 milioni. La mobilità delle persone comporta un aumento delle diversità all’interno delle società che richiede ai sistemi sanitari una maggiore flessibilità e la capacità di adattarsi ai diversi bisogni e profili di salute. Il fenomeno migratorio pone dunque implicazioni di breve, medio e lungo termine, che coinvolgono tutti i 53 Paesi della Regione e che devono essere affrontate con un dialogo interregionale, intersettoriale e coordinato. Sono alcuni degli aspetti sottolineati dall’articolo introduttivo “Intersectoral action for migrant health” pubblicato nel numero di luglio 2015 della newsletter del progetto europeo Phame (Public Health Aspects of Migration in Europe). Il progetto coinvolge gli Stati membri al fine di rafforzare tutti gli aspetti relativi alla salute delle popolazioni migranti. Per maggiori informazioni consulta l’articolo “Intersectoral action for migrant health”, ilnumero completo della newsletter di luglio 2015 e la pagina dedicata alla newsletter Phame.

(30 luglio 2015) Malattie infettive e migranti: i materiali del workshop di maggio 2015
Si è parlato di pratiche di screening per le malattie infettive tra i migranti e di strategie e coperture per le malattie prevenibili da vaccino nella due giorni che, il 28 e 29 maggio 2015, ha visto partecipare esperti da oltre 20 Paesi della regione del Mediterraneo e del Mar Nero. Il workshop “Screening practices for infectious diseases among newly arrived migrants” e “Vaccine Preventable Disease (VPD): strategies and coverage” è, infatti, stato occasione per presentare i risultati preliminari dell’indagine atta ad identificare i programmi di screening attualmente in corso, e loro relative procedure, condotta dal Cnesps dell’Iss nell’ambito delle iniziative di monitoraggio della salute delle popolazioni migranti, supportate dall’Ecdc dal Ministero della Salute italiano. L’indagine ha coinvolto in una prima fase i paesi dell’Ue/Eea ed in una seconda i paesi non-UE del Mediterraneo e del Mar Nero che fanno parte del Network di paesi istituito col Progetto EpiSouth. Leggi l’approfondimento.

(28 maggio 2015) Malattie croniche e migranti in Italia: il rapporto e il convegno
Si è svolto a Venezia, il 18 maggio 2015, il convegno “Malattie croniche e migranti in Italia”. L’evento – organizzato dall’Oms Europa, e il Centro nazionale di epidemiologia sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) dell’Iss – è stata occasione per presentare il rapporto “Malattie croniche e migranti in Italia. Rapporto sui comportamenti a rischio, prevenzione e diseguaglianze di salute” (pdf 2,2 Mb), pensato per stimolare un dibattito italiano ed europeo sulla salute dei migranti, partendo dai dati del sistemi di sorveglianza Passi sui fattori di rischio. L’importanza del convegno non è stata tanto nella qualità dei discussant e della platea (molti gli operatori della sanità pubblica, i ricercatori e gli studiosi del mondo dell’immigrazione che hanno partecipato) quanto dagli importanti messaggi lanciati dai diversi relatori e condivisi durante la giornata. Stefano Campostrini (Università Ca’ Foscari, Venezia) racconta la giornata.

(5 febbraio 2015) In agenda: il convegno dell’Italian National Focal Point – Infectious Diseases and Migrant
Aprire un dibattito sulla stretta interazione tra gli aspetti economici, politici e socio-culturali e la necessità di garantire a tutti gli individui il diritto alla salute, in un momento storico nel quale agenti patogeni nuovi, o che si pensava fossero stati sconfitti minacciano la salute del singolo e della comunità di appartenenza. Questo l’obiettivo alla base del XIII convegno dell’Italian National Focal Point – Infectious Diseases and Migrant (Network nazionale di esperti sulla salute delle popolazioni migranti, coordinato dall’Unità Operativa Ricerca psico-socio-comportamentale, Comunicazione, Formazione - Dipartimento di Malattie Infettive, Parassitarie ed Immunomediate - Istituto Superiore di Sanità) dal titolo “Salute e migrazione: nuovi scenari internazionali e nazionali”, in programma a Roma il prossimo 17 febbraio. Per iscriversi all’evento, organizzato dall’Unità Operativa Ricerca psico-socio-comportamentale, Comunicazione, Formazione, c’è tempo fino al 12 febbraio. Per maggiori informazioni visita la pagina dedicata sul sito uniticontrolaids.it.

martedì 8 settembre 2015

Cacciano gli immigrati ma rischiano l’estinzione

West - Quotidiano sulle politiche sociali


di Nicola Dotto - 08.09.2015
Mentre si arrovellano su come cacciare gli immigrati, i Balcani rischiano l’estinzioneA l punto da diventare vere e proprie terre di nessuno. In primis la Bulgaria che nei prossimi 35 anni andrà incontro a un crollo demografico del 30%, rappresentando un record negativo a livello mondiale. Con oltretutto quasi la metà della stessa popolazione che vivrà sotto alla soglia del livello di povertà. Subito a seguire nella classifica la Romania con una contrazione demografica stimata del 22%, e in ordine sparso Croazia, Serbia, Bosnia, Moldavia, Ungheria…Sono i numeri dell’ultimo rapporto ONU “World PopulationProspect”. Che, per il prossimo futuro, indica l’India, dove vivono attualmente 1 miliardo e 31 milioni di abitanti, come il Paese destinato a strappare il primo posto alla Cina per numero di abitanti.

Germania: con i siriani accoglienza o selezione? da WIRED italia

orso castano: articolo non del tutto convincente . la GERMANIA ha in passato accolto moltissimi turchi ed investito marchi su marchi per la loro integrazione, sempre la GERMANIA non avrebbe potuto permettersi treni blindati che riportavano indietro migranti respinti perche' non aventi diritto in quanto provenienti da aree geografiche dove predomina sulla guerra una grade poverta'. La sua immagine e credibilita' ne avrebbe risentito in modo tragico riportando alla mente la ferocia nazista. La scelta tedesca puo' presentare aspetti di perplessita' nel selezionare tra i migranti "i migliori". L'Italia , senza dubbio , ha mostrato piu' apertura solidale e piu' liberalita' (piu' disponibilita' ad un melpot di tipo americano -- almeno in teoria--) ma , purtroppo, cosa dannatamente italiana, questa italica disponibilita' e' viziata dalla presenza (per fortuna limitata anche se certo non di piccolo cabotaggio) corruzione, e dagli interessi materiali. La cultura mafiosa , machiavellica , guicciardiniana , fa , purtroppo, parte integrante della nostra cultura. 


da  Risultati immagini per wired

.............Merkel, sospendendo il trattato di Dublino e dunque accettando di farsi carico di tutte le richieste di asilo che arriveranno da persone che fuggono da quel dilaniato territorio senza controllare come siano giunte ai confini federali, ha fatto una scelta allo stesso tempo politica e di prospettiva. C’è poco di esteri e di cooperazione europea e molto di equilibri interni in quelle decisioni. Riguardano non solo una tradizione consolidatissima di accoglienza e un’integrazione vera – turchi e italiani ne sanno qualcosa, difficoltà e sacrifici inclusi – ma anche e soprattutto la bilancia demografica del Paese (nel 2012 erano a 1,38 figli per donna, sotto all’1,40 dell’Italia e all’1,41 del Giappone), le necessità occupazionali e, probabilmente, anche una mossa di “incanalamento del flusso”, se così si può dire senza mancare di rispetto verso nessuno.
La scelta di aprire a tutti i siriani che vorranno cercare rifugio in Germania catapulta infatti il Paese in una posizione di leadershipanche nell’unico fronte sul quale, nei mesi scorsi, sembrava non esserlo (basti pensare al procurato naufragio dell’identica proposta avanzata da Jean-Claude Juncker anche sulla spinta dell’Italia). Pure in virtù dell’impeccabile organizzazione sfoderata in queste ore, da Monaco a Dortmund, sottolineata per esempio da Tonia Mastrobuoni sulla Stampa.
Ma non è forse facile fare accoglienza in questo modo,scegliendosi i rifugiati da accogliere e pretendendo poi di dare lezioni ai vicini che non svolgerebbero a dovere il loro compito? È doloroso ammetterlo e, di conseguenza, spietato incrinare il sentimento di genuino entusiasmo e affetto con cui nel corso del fine settimana abbiamo assistito all’arrivo di migliaia di persone in cammino da mesi specialmente a Monaco. Ma i siriani interessano alla Germania semplicemente perché, con metà della popolazione in fuga, si tratta spesso di individui della classe mediameglio istruiti e dunque più utili in termini di esigenze lavorative di quanto possano esserlo coloro che con essi hanno condiviso il lungo cammino.
Dopo alcuni mesi di riflessioni e incertezze, il ragionamento dalla Cancelleria federale sembra più che altro essere stato un altro. Non certo la convergenza sulla proposta dei Paesi mediterranei, che infatti continua a zoppicare nonostante la retromarcia tedesca: “Se proprio dobbiamo sbloccare un sistema di quote, facciamo il primo passo, poniamoci alla guida e scegliamoci chi vogliamo accogliere”. Dieter Zetsche, il capo del colosso automobilistico Daimler, ha per esempio candidamente ricordato che le persone che arrivano in queste ore dal Medio Oriente “sono giovani, ben istruiti e molto motivati: esattamente ciò di cui abbiamo bisogno”. Più che un’accoglienza indiscriminata e umanitaria, a me ricordano i torni di una selezione aziendale su scala internazionale.

domenica 6 settembre 2015

I migranti : ultimo anello di una catena di errori dal Sole24ore, del 27/08/2015


orso castano : articolo breve , veloce , ma anche se poco articolato (necessariamente rispetto all'obiettivo) esprime un angolo di visione pochissimo discusso ed approfondito, purtroppo. Ma potrebbe essere l'unica angolatura che consentirebbe , non di risolvere il problema migrazioni, che e' strutturale, ma almeno di iniziare a capire cosa  fare per governarlo.

La rotta balcanica è balzata in prima pagina solo di recente ma è da oltre un anno che questa tratta, come quella africana con il suo terminale in Libia, viene battuta in maniera importante.
Ma se è complicato risolvere le guerre in corso, l’aspetto più inquietante è l’assenza di un governo europeo. L’Europa non ha imparato dal passato recente - basti pensare alle guerre balcaniche - e neppure da quello remoto: alla fine della seconda guerra mondiale in Europa si aggiravano circa 40 milioni di profughi, molti dei quali non tornarono mai più alle loro case. Soltanto la Germania ne aveva 17 milioni. Forse non è casuale che Berlino, con un gesto senza precedenti, abbia aperto automaticamente le porte ai siriani.
La Siria è un caso emblematico. Il conflitto cominciato nel 2011 si è trasformato quasi subito in una guerra per procura tra gli Stati della regione. L’Occidente ha incoraggiato l’afflusso dei combattenti stranieri dalla frontiera turca condividendo l’obiettivo degli alleati arabi sunniti - Turchia, Arabia Saudita, Qatar - di abbattere Bashar Assad, per poi pentirsi tardivamente di fronte all’ascesa barbarica del Califfato. Quindi c’è poco da fare gli ipocriti se i jihadisti tornano a seminare il terrore in Europa: la destabilizzazione anti-Assad si è risolta in un boomerang, come già accadde con i mujaheddin lanciati contro l’Armata Rossa in Afghanistan. Aggiungiamo che in Iraq l’avanzata dell’Isis ha generato oltre 200mila profughi, cristiani e yezidi, soltanto nel Kurdistan iracheno. Non lamentiamoci se i cristiani spariscono dal Medio Oriente: dove mai dovrebbero tornare? Ora ci sono 2 milioni di rifugiati siriani in Turchia, un milione in Libano - che ha già i suoi problemi di stabilità - oltre 900mila in Giordania.
Anche la generosa accoglienza di Ankara - così generosa che la stessa Unhcr se ne chiedeva da tempo le ragioni - è stata funzionale all’abbattimento di Assad e dei suoi alleati. Ma con lo sdoganamento dell’Iran lo scenario è cambiato e la Turchia, soddisfatta l’esigenza di colpire i curdi del Pkk, si sta adattando a un possibile negoziato con Usa, Europa, Russia, Iran, Arabia Saudita, per la spartizione del Levante in sfere di influenza. I rifugiati non servono più, anzi sono diventati ingombranti e infatti è cominciato l’esodo siriano verso le coste greche e i Balcani.
E dopo tante manovre per sbalzare di sella Assad, costate 260mila morti e milioni di profughi, sembra che gli americani siano giunti alla conclusione che la via per stabilizzare la Siria, mettendo un freno all’espansione dei jihadisti, sarebbe lasciare il regime che ha governato il Paese per decenni: sconcertante.
Tra errori di valutazione, ambiguità , contraddizioni, cambiamenti repentini di linea, i governanti europei devono spiegare che affrontano un’emergenza di cui i migranti sono l’ultimo anello di una catena di clamorosi errori politici. 
(2015-) Streaming Serie TV 

"L’umanità sta soffrendo per il più grande esodo della sua storia. Milioni di persone hanno viaggiato indietro nel tempo, fuggendo da un disastro globale. Tutti coloro che sono tornati indietro per salvare se stessi, devono rispettare due regole fondamentali: non si può parlare del futuro, e non ci si può relazionare con le proprie famiglie. Uno dei viaggiatori del tempo ha una missione ben precisa: evitare il proprio omicidio."


Una carta di Laura Canali
Limes................Si arriva al paradosso che organizzazioni umanitarie di tutti i livelli, dalla più grande e internazionale alla più piccola e locale, devono infrangere le leggi per garantire, per quanto possibile, aiuto ai migranti. Alla struttura “tradizionale” della gestione delle emergenze e di più ampi aiuti umanitari – una struttura ormai stabilizzata nei suoi problemi e nelle sue soluzioni – si aggiunge questo nuovo aspetto che pone una sfida completamente nuova sia dal punto di vista della logistica, che richiede nuovi approcci e una certa creatività – che dal punto di vista etico. Se per avere informazioni è necessaria la costruzione di un network del tutto nuovo, immerso fin quasi alla gola nell’informale, per aiutare le persone in cammino ci vuole un mix fra abilità/scaltrezza operativa e creatività. Allo studio, ad esempio, c’è un numero telefonico unico e una app che permettano di trasmettere nel più breve tempo possibile le coordinate di chi è in viaggio. Ma la vera nuova tecnologia dell’aiuto umanitario non è digitale: è un “kit di transito” il più possibile leggero che contiene beni primari di vitale importanza e di sopravvivenza. È configurato in ordine a questo scopo, in base alle rotte che il migrante deve affrontare, e deve adattarsi di volta in volta alle esigenze del passaggio in un particolare ambiente, in un particolare momento dell’anno, in una particolare fase politica. È uno zainetto sempre più leggero, immaginato come “salvavita in cammino”. È anonimo, per eludere i controlli di chi, individuata l’organizzazione che lo fornisce, potrebbe impedire a questa di operare, espellerla dal paese, farle terra bruciata intorno, accusarla di “ingerenza umanitaria”. Contiene sempre prodotti per l’igiene personale con particolare attenzione agli inverni gelidi – i materiali liquidi si congelerebbero. Se per attraversare le foreste serbe d’inverno, dove la temperatura può scendere fino a meno 20 gradi, sono necessari un pasto caldo, un fuoco e una coperta isotermica, per affrontare l’estate greca, durante la quale i migranti transitano sulle isole prima di raggiungere i confini macedoni, i bisogni cambiano radicalmente: cibi e bevande energetiche, un sacco a pelo. Altra costante dello zainetto, essendo necessità primaria, è la presenza al suo interno di materiale informativo. Nei kit la geografia entra nella forma di una mappa, la politica nella forma di depliant informativi di tipo legale, medico, logistico (soprattutto relativo alle possibilità di trasporto). Uno zainetto pesa dai 500 grammi ai 2 chili. Individuare i tempi e i luoghi della sua distribuzione è uno dei rebus da sciogliere: “Se quell’uomo o quella donna o quel bambino non esistono, come fai a salvavargli la vita dandogli un kit di sopravvivenza?”. Qui ritorna l’importanza del network. Le distribuzioni possono avere logistiche e problematiche differenti in zone diverse di uno solo paese. Ai confini con la Fyrom, per esempio, per poter ricevere le distribuzioni i migranti devono uscire dalle foreste nelle quali si nascondono per sfuggire alla polizia greca. Le distribuzioni sono il più possibile “rapide, in assetto mobile, per non compromettere la sicurezza dei migranti”. Al contrario, nel contesto estivo del turistico Dodecanneso, “le autorità ti pregheranno di distribuire e fornire assistenza ai migranti per non generare un disordine che sarebbe evidente anche ai villeggianti”.Lo zainetto è uno strumento povero, come il migrante. Ma può poco o nulla per risolvere l’altro grande problema della persona in viaggio: la salute mentale. Durante il cammino il migrante può perdersi, perdere l’obiettivo che lo ha spinto a partire o a fuggire. Può passare settimane, mesi, anni in stato di estrema prostrazione, subire detenzioni e torture. La salute mentale viene indicata come priorità dalla mia fonte, ma è qualcosa che “in viaggio” è davvero difficile curare. All’arrivo deve essere valutata attentamente.I migranti non sono tutti uguali, anzi. Uno degli elementi che li differenzia è la “velocità di migrazione”. I percorsi migratori implicano in base al budget di ognuno e alle occasioni, alla fortuna, all’accesso alle informazioni, ai legami con altre persone che hanno fatto la stessa cosa o a familiari sparsi nel mondo, una “velocità” o “lentezza” che determina la loro vulnerabilità fisica e mentale. Ciò fa di loro degli “esperimenti”, delle “vite”, delle “persone” che non hanno identità classiche, come la nazionalità.Il 7 maggio 2015 è andata in onda in simultanea su quattro canali televisivi la prima puntata di una serie di fantascienza prodotta da BBC Worldwide e Altremedia dal titolo Refugiados. Il mondo si sveglia un giorno e si trova davanti la più grande emergenza della storia: dal nulla si materializzano 3 miliardi di rifugiati. La tensione narrativa dell’intera puntata è tutta giocata sul fattore “caos” generato dall’invasione. Nella storia, subito drammatica, i rifugiati invadono un mondo ricco e tranquillo; non parlano, hanno paura, destabilizzano l’equilibrio di comunità piccole e grandi.Le reazioni sono quelle che vediamo sempre più rappresentate nei media: c’è chi si mette ad aiutare, chi cerca di rimanere lontano dall’evento, chi pensa che si debba reagire con la forza e spazzare via il pericolo usando tutti i mezzi necessari. L’invasione avviene tutta d’un colpo, da un giorno all’altro, e i “normali cittadini” non possono che adeguarsi. Scopriamo la provenienza dei rifugiati alle prime battute. In una fattoria immersa nei boschi uno dei protagonisti – uno dei rifugiati – chiede aiuto a una famiglia composta da madre, padre e figlia. Alla domanda “chi sei?”, risponde: “Io non sono l’unico, siamo dovuti scappare per sopravvivere. Veniamo dal futuro”.In un certo senso i migranti che arrivano oggi in Europa vengono dal futuro. Sono persone sulle quali si concentrano tutte le contraddizioni di un mondo che viaggia a velocità diverse. Sono vera, tangibile avvisaglia di un mondo globalizzato che è cambiato molto più velocemente e molto più in profondità di quanto non siano cambiate le istituzioni nazionali e internazionali che dovrebbero governarlo. E che si manifesta, per questo, in forme disordinate e imprevedibili.

venerdì 4 settembre 2015

la teoria del tutto ed il tempo esistenziale

Pubblicato il 09 gen 2015 su you tube      https://youtu.be/wyX1B8I3R5cRisultati immagini per l'illusione del tempo
Questo appassionante documentario  ci accompagnerà con mano alla scoperta della vera natura della quarta dimensione, il "tempo", abbastanza diversa da come tutti siamo abituati a concepirla.
un commento: 
Perdete tempo, il tempo non esiste. Esiste solo spazio pieno di materia in movimento . Velocita della luce, tempo, spazio-tempo sono solo ilusioni.

Ma questa teoria del tempo , di Eistein, contrasta con la nostra percezione del tempo , vissuto, percezione ben rappresentata dall'artista Florencia Martinez ........: di Ivan Quaroni 
L’artista argentina le riassume così: “Non è vero che siamo felici, non è vero che la bellezza è immutabile, è invece vero noi corriamo contro il tempo e che tutto ha una scadenza”... Dorian Gray è l’ideale dell’uomo contemporaneo, per il quale contano solo la bellezza e l’emozione subitanea, il capriccio e la sua immediata soddisfazione. Dorian Gray è il paradigma ante litteram del consumatore compulsivo. Quello che il sociologo inglese Zygmunt Bauman ha definito l’uomo che sceglie, l’individuo che prende continuamente decisioni in merito ai suoi consumi poiché le sue scelte non sono mai definitive. L’homo eligens di Bauman non è l’uomo che ha scelto, ma quello che, appunto, sceglie...... l’homo eligens continua a nutrire l’illusione di poter ingannare il tempo e, con esso, la morte.
Il pregiudizio maschile, inverato dalla logica pubblicitaria, insegue l’ideale di una donna eternamente giovane e avvenente, sensuale e condiscendente. A causa di questo stereotipo la donna reale, quella in carne ed ossa, subisce una sorta di ansia di prestazione estetica, il cui destino è quello di aggravarsi con il trascorrere del tempo e la comparsa delle prime rughe, quelle che la pubblicità, con diabolica astuzia ha ribattezzato col termine diinestetitismi. .......…Il Pasto Nudo, titolo mutuato dall’omonimo romanzo di William S. Burroughs, diventa allora il simbolo di un martirio, di un rito sacrificale in cui è immolato sull’altare l’ideale di una beauté incorruttibile e sempiterna. Non si tratta qui di negare l’importanza della bellezza, ma piuttosto di sottolinearne il potere destabilizzante nei confronti dell’uomo, che non nell’impossibilità di possederla, la offende o la occulta........"

segnalo ora un film e la sua colonna sonora: e' la biografia del Premio nobel per la fisica del fisico Stephen Hawkins
 clicca sul link ,     https://youtu.be/q1s0egP7YxM    si dovrebbe vedere il film.

da you tube........ In particolare, l'uomo (hwkins) persegue l'obiettivo scientifico di spiegare il mondo, arrivando ad elaborare la formula matematica che dia un senso complessivo a tutte le forze dell'universo: quella "teoria del tutto" che dà il titolo al film. La teoria del tutto (il film) però non si concentra sull'aspetto accademico o intellettuale della vita di Hawking ma privilegia l'aspetto personale e l'evoluzione parallela di due forze dell'universo: l'amore per la moglie e i figli, e la malattia, quel disturbo neurologico che porterà al graduale decadimento dei muscoli dello scienziato e lo confinerà su una sedia a rotelle. La contrapposizione di vettori riguarda anche le convinzioni ideologiche di Stephen e Jane: lui crede solo alle verità dimostrabili, lei nutre una profonda fede in Dio.
James Marsh, regista,  premio Oscar......... sceglie una narrazione molto convenzionale per raccontare una storia eccezionale. .......

Petitgand : orrore infinito

https://youtu.be/17fk_ShY1Ao

https://youtu.be/rhUHCm4tdsc

https://youtu.be/etvj6MfMXWs?list=PLZ9mq5CPvkRcU8lcumRrRhuKgzZcJL1vC


mercoledì 2 settembre 2015

intervista a wim wenders su "il sale della terra"




La mia "Road Movie Trilogy", composta da Alice nelle cittàFalso movimento e Nel corso del tempo, risale a una quarantina di anni fa, e all'epoca il film era l'unico mezzo per realizzarle. Non esisteva neppure lo strumento del video, né per girarli né per distribuirli. Ma oggi è cambiato tutto, completamente.

Le sfide sono altre.
L'intero processo produttivo si è modificato. Il panorama è diverso, anche dal punto di vista degli stimoli visivi e ambientali. Il numero dei film che escono è aumentato più che mai. I video musicali, la pubblicità e le piattaforme Internet hanno trasformato regole e linguaggi.

Oggi un film come Il cielo sopra Berlino passerebbe inosservato, restando sugli schermi solo qualche settimana per poi essere sostituito in fretta da altro. Sia chiaro che non mi sto lamentando, anzi. Per me è stato un grande privilegio aver potuto lavorare come regista in un periodo tanto dinamico per l'arte, il linguaggio e l'organizzazione produttiva.
E' così entusiasmante quel che faccio! Durante la mia carriera ho potuto lavorare con attori e tecnici che avevano cominciato a essere operativi nell'era del cinema muto, e ora mi capita di lavorare con ragazzi che non hanno mai toccato una pellicola. Le possibilità si ampliano e gli strumenti progrediscono sempre più velocemente, sia nell'ambito della fiction sia in quello del documentario.

Buena Vista Social Club è stato il primo documentario musicale mai realizzato in digitale, e Pina è stato il primo documentario girato in 3D. Fino alla fine del mondo fu il primo film a usare il digitale-Hd, cioè una tecnologia che in pratica all'epoca non esisteva affatto, tanto che per realizzare le sequenze del sogno dovemmo trasferirci per tre mesi negli studi NHK di Tokyo, dove si trovava l'unico prototipo esistente al mondo capace di ottenere l'editing in alta definizione.

Oggi qualsiasi ragazzino di talento, munito di computer, potrebbe arrivare al medesimo risultato. Ma fummo noi, per primi, a intravedere lo sviluppo digitale delle immagini, e in fondo era proprio questo il tema del film: provare a indicare l'orientamento della nostra cultura visiva, tentare di capire dove ci stava portando.

Ecco perché mi emoziona molto sapere che La Repubblica ha scelto proprio Il sale della terra per inaugurare la sua "sala virtuale". C'è forse qualcosa di più interessante del mischiare il nuovo e il classico? E Sebastião Salgado, non è forse già diventato un classico? Salgado è il fotografo più perfezionista che io abbia mai conosciuto. Pochi, oggi, lavorano come lui. Tanti fotografi arrivano in un posto, scattano qualche foto e se ne vanno. Invece Sebastião s'immerge totalmente nelle situazioni che ritrae. Vi passa il suo tempo, vive insieme alle persone, stabilisce rapporti di amicizia, condivide le loro vite quanto più gli è possibile e in modo assolutamente empatico. Dedica il suo lavoro a queste persone e dà loro una voce.

Io credo che Sebastião, a tutti gli esseri umani che sono stati davanti alla sua macchina fotografica, abbia saputo restituire la dignità che spesso erano stati costretti a perdere a causa delle guerre, delle carestie e di tutte le atrocità di cui lo stesso Salgado è stato testimone. Mi tolgo il cappello di fronte a quest'uomo. Anzi, meglio: è il mio film a farlo.
(testo raccolto da Leonetta Bentivoglio)

musica : hans zimmer play list

orso castano : il successo e l 'assegnazione di eventuali premi ad un film , oltre che dagli investimenti che vengono fatti e che condizionano la spettacolarita' del film, alla  fine e' data dalnumero degli spettatori che lo vanno a vedere e che ne danno un giudizio positivo. Da questo punto di vista , senza voler entrare nelle dinamiche psicologiche che coinvolgono lo spettatore, la colonna sonora di un film di successo e' molto importante. Queste colonne sonore , insieme alla trama e , naturalmente, alle capacita' di recitazione degli attori , per molti versi fanno parte della musica che accompagna il percorso del nostro tempo. La tipologia, il timbro, la melodia di questa musica sono simbolicamente significativi e fanno parte della cultura dei tempi che viviamo.

https://youtu.be/zKuZ_3XjbA0?list=PL88924304E85A66C6
Risultati immagini per hans zimmerRisultati immagini per hans zimmer

musica : tan dan

https://youtu.be/HCkbfapn-I4Risultati immagini per cina: paesaggiRisultati immagini per cina: paesaggiRisultati immagini per cina: paesaggiRisultati immagini per cina: paesaggiRisultati immagini per cina: paesaggiRisultati immagini per memorie di una geisha

lunedì 31 agosto 2015

Tunisia: dopo la primavera, la delusione ed il terrorismo

orso castano: intervista molto interessante anche se "tronca" (poteva essere piu' approfondita, visto lo spessore del personaggio). La blogger Ben Mhenni viene intervistata e valuta la non bella fine della primav era tunisina.

19 marzo 2015



ROMA - Lina Ben Mhenni è una delle voci più famose della Primavera araba: in quei giorni del 2011 in cui il mondo guardava incredulo un paese intero ribellarsi, il suo blog divenne un punto di riferimento per chi cercava di capire cosa stesse accadendo a Tunisi. Da allora è diventata una celebrità, premiata in tutto il mondo e citata anche dall'allora candidato segretario del Pd Matteo Renzi nel pantheon dei suoi miti, accanto a Papa Giovanni e Nelson Mandela.

Lina, si aspettava un attacco come questo nel cuore della sua città?
"Assolutamente no. Sono sotto choc, come molti tunisini oggi: pensare che tutto sia avvenuto a pochi passi dal Parlamento, in pieno centro, è incredibile. Mai avrei pensato a una cosa simile".

Quale messaggio c'è dietro ad un'azione così?
"Stanno cercando di distruggere il paese simbolo della Primavera araba. Ma non vinceranno: torno ora dal centro, c'erano centinaia di persone a manifestare, spontanea mente. Torneremo in strada nelle prossime ore per dire che non siamo spaventati, che chi ha sparato non rappresenta la vera Tunisia".

Però il suo paese è quello che ha il più alto numero di giovani partiti per la Siria...
"La Tunisia non ha ancora vinto la sua scommessa: nessuno dei governi che si sono succeduti dopo la caduta di Ben Ali ha centrato gli obiettivi che si era posta la rivoluzione e molti hanno perso la speranza. Chi perde la speranza è fragile e facilmente manipolabile: è per questo che i terroristi hanno trovato qui un terreno fertile".

E Lei che della Primavera tunisina è stata la voce e il volto cosa pensa?
"Sono triste: è difficile vedere a che punto siamo oggi e pensare a dove avremmo voluto arrivare quattro anni fa. Ma non perdo la speranza. È un processo lungo e difficile, dobbiamo essere pazienti ".

Tunisian girl. La rivoluzione vista da un bloghttp://www.ibs.it/code/9788889772683/mhenni-leena-b-/tunisian-girl-rivoluzione.html
Intanto l'Is avanza...

"È vero: stanno guadagnando spazio. È vero, il numero di quelli che si schierano con loro è in aumento. Ma, lo ripeto, ci sono delle ragioni dietro a tutto questo: ed è a quelle che dobbiamo guardare ".

una sintesi , non molto aggiornata, ma sicuramente molto interessante per capire cos'e' la medicina antiaging, cioe' la prevenzione dell'invecchiamento

La medicina anti aging

Per comprendere le basi della medicina anti-aging intesa come medicina preventiva e necessario comprendere il processo biologico dell’invecchiamento fenomeno che appartiene a tutti gli esseri viventi.
L’invecchiamento fisiologico va distinto da quello patologico che e rappresentato da una serie di segni e sintomi ad insorgenza rapida e precoce.
La vita dell’uomo e regolata dall’equilibrio tra il Sistema Nervoso,  Immunitario ed Endocrino. Dobbiamo quindi considerare l’organismo come un sistema aperto dove ogni singolo distretto comunica e collabora con gli altri al fine di garantire un buon equilibrio dell’insieme con l’ambiente. L’invecchiamento deve quindi considerarsi come una alterazione della comunicazione tra questi tre grandi sistemi, in definitiva una sconnessione di segnali e di informazioni che porta ad una maggiore vulnerabilita dell’organismo  nei confronti degli agenti patogeni.
Esistono varie teorie sull’invecchiamento che investono sia l’organismo che i singoli organi. A cui si aggiungono le teorie sull’invecchiamento cellulare e molecolare.
Tra le teorie sistemiche emergono quelle:
  • dell’autointossicazione (Metchnikoff 1904)
  • dell’“error catastrophe” (Orgel 1963)
  • del“wear and tear” (Sacher 1966)
  • dello“stress damaging” (Selye 1970)
  • dell’evoluzionismo che prevede un invecchiamento programmato
Tra le teorie che coinvolgono singoli organi ricordiamo: quella endocrina (Korencheysky 1961) ed immuno-biologica (Waford 1969)
A livello cellulare invece abbiamo la teoria:
·         delle mutazioni somatiche (Szilard 1959)
·         della plasma membrana (Zs.Nagy 1978)
·         mitocondriale (Miquel et al. 1980)
·         dell’asse mitocondri-lisosomi (Brunck et al. 2002)
A livello molecolare la teoria:
  • dei radicali liberi (Harman 1953-2003)
  • della formazione di legami crociati (Bjorksten 1968)
  • immuno-biologica (Waford 1969)
  • dell’accumulo di alterazioni sul DNA (Vilenchik 1970)
  • degli oligo-elementi (Eichhorn 1979)
  • della glicosilazione non-enzimatica (Cerami 1985)
  • dello stress ossidativo (Sohal & Allen 1990)
  • dell’intossicazione da carbonili (Yin & Brunck 1995)
  • del “garbage catastrophe” (Terman 2001)
possiamo enunciare una formula per valutare le alterazioni molecolari, cellulari, tessutali:
A = D – R
A = alterazioni molecolari, cellulari, tessutali
D = danni che si accumulano nel tempo
R = meccanismi di riparazione
I bersagli molecolari coinvolti sono innanzitutto il Dna, le proteine ed i lipidi.
Ma al di la delle varie teorie quali sono le cause dell’invecchiamento? Oggi e stato dimostrato il meccanismo mediante il quale il danno ossidativo produce morte cellulare. Queste ricerche hanno dimostrato che la vita di ogni cellula e il risultato dell’equilibrio tra  produzione di composti ossidanti, radicali liberi, e sostanze antiossidanti.
Questo equilibrio e influenzato da fattori interni genetici e fattori esterni come stile di vita, alimentazione, fumo, stress, radiazioni UV, inquinamento, inadeguata attivita fisica.
Gli effetti dell’invecchiamento sono caratterizzati:
  1. da stress ossidativo con produzione di radicali liberi dell’ossigeno e danni alle membrane, ed ai tessuti in generale;
  2. dalla glicazione delle proteine;
  3. dal deficit di metilazione con riduzione della funzionalita del DNA cellulare;
  4. dall’ingresso eccessivo degli ioni calcio all’interno della cellula con perdita della sua funzione;
  5. dallo squilibrio degli acidi grassi essenziali con alterazione delle membrane biologiche;
  6. dalla disfunzione del sistema immunitario;
  7. da alterazione della produzione di neurotrasmettitori;
  8. da alterazione della funzione circolatoria con danni da ipossia cronica.
Approfondiamo la conoscenza dei primi quattro punti.
  1. I Radicali Liberi e l’Ossidazione
    La formazione di radicali liberi e dovuta ad alterazione della catena respiratoria mitocondriale.
    Si tratta di sostanze chimiche che possiedono uno o piu elettroni spaiati negli orbitali esterni, con conseguente sottrazione di elettroni ad altre molecole. La sottrazione elettronica si rende necessaria  per completare il loro ottetto, che attiva una  reazione a catena. Caratteristica fondamentale dei radicali liberi e la loro spiccata reattivita e instabilita con vita molto breve. Questi radicali possono essere prodotti direttamente nel corpo (microcosmo-endogeni) o possono provenire dall’ambiente esterno (macrocosmo-esogeni).
    In che modo alimentiamo la produzione di radicali liberi?
    Attraverso le diete ipocaloriche, l’alcool, l’attivita fisica intensa, l’esposizione ai raggi UV del sole, il tabacco, i processi infiammatori dell’organismo, soprattutto cronici, l’inquinamento, i trattamenti farmacologici e le vaccinazioni, lo stress.
    Il rapporto tra radicali liberi, invecchiamento e danni cardiovascolari si realizza attraverso  danni cellulari per ossidazione degli acidi grassi polinsaturi. In conseguenza di cio le proteine si frammentano con frequente danneggiamento del DNA.
    I Radicali Liberi
    Possono essere classificati come reattivi all’ossigeno ROS - Anione Superossido (-O2), Idrossile (OH-), Singoletto d'ossigeno (+O2), - o all’azoto RNS        - Ossido nitrico (NO-), Biossido d'azoto (NO2-), Perossido nitrico (OONO-)-.
    Quindi questi Radicali liberi provocano uno stress ossidativo. La misura dello stress ossidativo viene determinata tramite le Unita Carratelli. Una Unita Carratelli corrisponde ad una concentrazione di perossido di idrogeno (H2O2) di 0,08 mg/100 ml. Queste misurazioni sono effettuate prelevando una goccia di sangue capillare e analizzata tramite il d-ROMs Test (test per la determinazione dei metaboliti reattivi dell'ossigeno).
    In conclusione i punti chiave dell’ossidazione sono:
    1. Complesso I NADH deidrogenasi - puo perdere un elettrone e formare O2-
    2. CoQ 10  puo perdere un elettrone e formare O2-
    3. SOD (superossidodismutasi)  in caso di deficit  di Cu e Zn puo perdere funzionalita con aumento O2-
    4. Catalasi in caso di deficit  di Cu e Zn puo perdere funzionalita con aumento O2-
    5. Glutatione perossidasi  In caso di deficit di selenio l’enzima perde funzione con aumento dell’ H2O2
    6. PL – PUFA    Un deficit di questi acidi grassi o l’eccesso di quelli saturi porta ad alterazione della fluidita della membrana mitocondriale con alterazione sterica dei sistemi enzimatici  e perdita della loro funzione.
    7. La Vit. B1 (Tiamina) rientra come coenzima in 24 sottoprocessi della fosforilazione. Un suo deficit comporta riduzione della funzionalita mitocondriale.
    8. Il Cu, Fe, Zn  sono presenti in quasi tutti i complessi enzimatici. Un deficit comporta blocco della catena.
    9. I Complessi  II e III (citocromi) possono alterarsi per carenza di metalli e PL – PUFA
    10.  La Citocromo ossidasi  puo alterarsi per carenza di rame o instabilita della membrana

  2. Glicazione o glicosilazione non enzimatica

In determinate condizioni il Glucosio puo reagire con i gruppi NH2 (aminoacidi, peptidi, proteine). Il fenomeno e accentuato e piu rapido nei pazienti diabetici.
Le “reazioni di Maillard” (1912) portano alla formazione di “basi di Schiff” e “prodotti di Amadori” (stabili). Si formano anche carbonili insaturi (gliossale, metil-gliossale, deossi-glucosoni) simili ai prodotti della perossidazione lipidica. Tutti questi prodotti sono denominati: AGEs -Advanced Glycation End-products ( pirraline e pirroli, pentosidine,  carbossimetil-lisina, vesperlisine)- e ALEs -Advanced Lipoxidation end products): (aldeidi, carbonili idro-Liposolubili.
Reazione di Maillard
fig 1
fig 2

  1. La metilazione
  2.  La metilazione e il trasferimento di  gruppi metile al DNA trasformandolo nella sua forma inattiva detta eterocromatina. La metilazione e anche importante per la formazione di molte molecole biologiche (mielina, fosfatidiletanolamina, varie proteine ecc…)
    I gruppi metili vengono donati da molecole donatrici e tra queste la piu importante e la metionina che si condensa con ATP formando S – adenosilmetionina (SAM) un potente donatore di metili.
    La reazione e catalizzata da metionina – sintetasi, B12 e 5 – metil   tetraidrofolato.
    La carenza di questi componenti comporta aumento di Omocisteina con aumento del rischio cardiovascolare.

  3. Il calcio
    1. Il calcio e fondamentale per la trasmissione dei segnali ormonali, di neurotrasmettitori e dei fattori di crescita.
    2. Un aumento della sua concentrazione intracellulare indica l’alterazione dei processi di comunicazione intercellulare,  alterazione che aumenta con i processi di invecchiamento.
    3. Il calcio e normalmente uno ione extracellulare che, in condizioni di ischemia tessutale, irrompe entro il clitoplasma, scompaginando la membrana limitante e distruggendo il citoscheletro, impedendo i normali scambi con il tessuto circostante e sostituendosi agli altri elementi citoplasmatici. Alla cellula cosi colpita non resta che mettere a disposizione tutte le riserve energetiche residue al fine di rimuovere l'abnorme accumulo di calcio in essa creatosi. Ne consegue un progressivo deterioramento della cellula che esita nella morte cellulare stessa
alla base dell’invecchiamento  e soprattutto il danno da radicali liberi che colpisce:
  1. il DNA mitocondriale e nucleare
  2. le membrane mitocondriali, nucleari e citoplasmatiche
  3. le strutture lipoproteiche dell’organismo
  4. l’attivazione della caspase
 Il DNA Mitocondriale
Il primo bersaglio e il DNA mitocondriale dove una sola delezione puo portare alla perdita di funzione di tutto il filamento. Il DNA e un target importante del HO°(idrossil radicale) producendo 8 – idrossiguanosina (8 – Ohdg come marker di danno).
Aleksandra Trifunovic e colleghi del Karolinska Institute di Stoccolma, in Svezia, hanno condotto uno studio sull'invecchiamento ed e risultato che questo e causato dell'accumulo di errori nel genoma mitocondriale. I difetti del DNA mitocondriale provocano o contribuiscono a provocare una vasta gamma di patologie.
Ogni cellula possiede centinaia di migliaia di mitocondri, per cui perché il danno si manifesti occorre che molti mitocondri riportino quegli errori; in effetti e quello che accade nelle persone anziane.
I mitocondri sono intimamente interessati alla produzione di ROS che si forma normalmente come prodotto “di scarto” della catena respiratoria in prossimita fisica del DNA mitocondriale.  La riduzione della funzionalita degli enzimi della catena respiratoria, non solo diminuisce la sintesi di ATP, ma aumenta la produzione di radicali dell’ossigeno in un tragico circolo vizioso tra danno respiratorio, accumulo di radicali liberi e mutazione del DNA mitocondriale.

Il DNA Nucleare
Il danneggiamento del DNA nucleare (da parte di 8 Ohdg) puo portare all’alterazione dei processi di sintesi e di replicazione della cellula con conseguente morte della stessa. Durante la fase di crossing – over della mitosi il danno da radicali liberi puo indurre  una non disgiunzione dei cromosomi con morte cellulare

Il danno delle membrane biologiche
Il danno alle membrane biologiche si manifesta principalmente mediante formazione di lipoperossidi con formazione di:
-          Aldeidi (malondialdeide)
-          Acido glutarico
-          Acido azelaico
La perossidazione dei lipidi attiva la fosfolipasi A2 con liberazione di PL – PUFA che vengono trasferiti in omega 3 ed omega 6. L’aumento del rapporto omega 3/6 comporta danni sistemici come blocco Th1 (omega 3 in eccesso).
L’ossidazione dei lipidi di membrana comporta irrigidimento della stessa con perdita di fluidita ed alterazione delle funzioni recettoriali

INVECCHIAMENTO CUTANEO
L’invecchiamento cutaneo puo essere fisiologico “crono-aging”, o fotoindotto “fotoaging”.
L’invecchiamento fisiologico provoca:
Diminuita capacita di rigenerazione dei vasi
Rughe sottili
Diminuito turnover cellulare
Riduzione del tessuto elastico
Riduzione del collagene
Segni clinici
-          Cute sottile
-          Secchezza
-          Perdita elasticita
-          Rughe

L’invecchiamento fotoindotto provoca:
Grave perdita dei vasi
Grana spessa
Rughe profonde e irregolari
Grave perdita di collagene
Produzione irregolare tessuto elastico anomalo
Segni clinici
Modificazione colore cutaneo
Inspessimento
Fragilita vascolare
Rughe profonde
Spesso Cronoaging e Fotoaging sono associati
Le modificazioni piu importanti colpiscono il derma:
-          Ipertrofia  del derma con elastosi e produzione di fibre elastiche anomale nel caso del fotoaging. Iperproduzione di isolotti di tessuto associato a grave perdita di collagene per danno UV indotto ai fibroblasti. Epidermide inspessita.
-          Atrofia con ipoproduzione di fibre elastiche e collagene nel cronoaging. L’epidermide e assottigliata
In entrambi i casi e presente: grave perdita di GAG e acido jaluronico. Alterazioni del microcircolo.
In conclusione i punti chiave dell’ossidazione sono:
  1. Complesso I NADH deidrogenasi - puo perdere un elettrone e formare O2
  2. CoQ 10  puo perdere un elettrone e formare O2-
  3. SOD (superossidodismutasi)  in caso di deficit  di Cu e Zn puo perdere funzionalita con aumento O2-
  4. Catalasi in caso di deficit  di Cu e Zn puo perdere funzionalita con aumento O2-
  5. Glutatione perossidasi  In caso di deficit di selenio l’enzima perde funzione con aumento dell’ H2O2
  6. PL – PUFA    Un deficit di questi acidi grassi o l’eccesso di quelli saturi porta ad alterazione della fluidita della membrana mitocondriale con alterazione sterica dei sistemi enzimatici  e perdita della loro funzione.
  7. La Vit. B1 (Tiamina) rientra come coenzima in 24 sottoprocessi della fosforilazione. Un suo deficit comporta riduzione della funzionalita mitocondriale.
  8. Il Cu, Fe, Zn  sono presenti in quasi tutti i complessi enzimatici. Un deficit comporta blocco della catena.
  9. I Complessi  II e III (citocromi) possono alterarsi per carenza di metalli e PL – PUFA
  10. La Citocromo ossidasi  puo alterarsi per carenza di rame o instabilita della membrana
Terapia anti-aging 
  1. Un ruolo di primo piano hanno gli interventi antiossidanti 
  2. Essenziale e il recupero dell’attivita del I – II – III  e  IV  complesso mitocondriale attraverso la somministrazione di:
    1.  Cu, Zn e Fe come oligoelementi o a diluizione omeopatica;
    2. NADH (che attraversa anche la barriera emato-encefalica);
    3. Ubichinone (va assunto a stomaco pieno dopo un pasto con sostanze grasse);
    4. Carnitina – favorisce la formazione di ATP;
    5. Creatina – Stabilizza la membrana mitocondriale e i citocromi (II – III)
    6. Picnogenolo (potente antiossidante che attraversa la barriera emato-encefalica);
    7. Zeolite (potente antiossidante molto attivo sulla pelle);
    8. PL – PUFA. 

  3. Fondamentali sono tutti gli interventi di  biorigenerazione:
  4.  cioe di stimolo ed attivazione delle funzioni biologiche della cutanee per ottimizzarne la fisiologia con  conseguente miglioramento estetico. L’obiettivo del trattamento e la stimolazione di un regolare ricambio epidermico ed una normalizzazione della fisiologia del derma, mediante: normalizzazione delle funzioni dell’EGF e dei caloni ed ottimizzazione chimico – fisica della matrice (mantenimento dello stato colloidale e stimolazione dei componenti strutturali).
    La biorigenerazione puo essere effettuata  mediante l’iniezione di: 
    ·         Vitamine del complesso B, Vitamina A, C, E
    ·         Minerali (Ca, Mg, K, N, Cl)
    ·         Aminoacidi precursori dei componenti della matrice
    ·         Acido jaluronico (attivatore di CD 44)
    ·         Coenzimi
    ·         Antiossidanti  e  NAC
    Obiettivo di un trattamento di biorigenerazione completo ed efficace deve mirare alla prevenzione ed al trattamento dell’ invecchiamento cutaneo e generale.
    Tutto questo si puo ottenere mediante:
     ·         Aumento delle capacita di difesa (fattori anti – ossidanti gia visti).
    ·         Riduzione dei fattori di danno (miglioramento dello stile di vita).
    ·         Ottimizzazione della fisiologia dell’organismo (endofarmacologia).
Altrettanto importanti sono i trattamenti con sostanze che stimolano la plasticita neuronale, di membrana e recettoriale quali i: 
Fosfolipidi ipotalamici
Farmaci Nootropi (derivati dal Diacetam con capacita di aumentare la sensibilita recettoriale agli aminoacidi eccitatori).
S – Adenosil Metionina
Farmaci che migliorano la funzione mitocondriale
Acetilcarnitina e altri antiossidanti
Cosi come i farmaci antidegenerativi:
Vitamina E
Glutatione
Acetilcarnitina
Il NAC o N – Acetil cisteina e la variante acetilata della L – cisteina, precursore del Glutatione ridotto (GSH).
Il GSH ha azione: 
-          Antiossidante
-          Disintossicante (chelazione metalli pesanti e aumento biodisponibilita del ferro)
-          Attivita pro - immunitaria
-          Attivita protettiva su SNC
Ricerche degli ultimi anni dell’Universita di Pisa hanno evidenziato che buona parte dei fenomeni di plasticita cerebrale e legata a delle proteine che fanno parte dell’ossatura del DNA ed in particolare agli “istoni”. Queste proteine sarebbero piu reattive nei giovani ed inoltre sono modificabili da stimoli esterni, come un fascio di luce. Poiché queste modifiche influenzano l'attivita dei geni, il team di Pisa ha identificato in esse la causa della maggiore o minore plasticita del cervello. Per dimostrarlo, i ricercatori hanno provato a produrre delle modificazioni sugli istoni;  hanno cioe usato sui topi una sostanza, la tricostatina, che aumentando l'acetilazione degli istoni, provoca le stesse reazioni generate in una giovane mente da una stimolazione luminosa. Il risultato ha confermato che nei cervelli adulti trattati con tricostatina la plasticita della corteccia visiva e aumentata e che i topi adulti si sono comportati come quelli in via di sviluppo. La tricostatina quindi a livello sperimentale si e dimostrata, almeno sui topi, una sostanza anti-aging per la plasticita cerebrale.
Sempre alla plasticita e legata l’attitudine del sistema nervoso centrale a riorganizzarsi dopo una lesione, con conseguente recupero funzionale, parziale o totale.
In conclusione il cervello e un organo capace di produrre nuovi neuroni, dalle proprie cellule staminali e tutto questo e controllato dai neurotrasmettitori e da tutto il sistema PNEI. Il cervello e una rete dinamica mutabile. Peculiarita che gli permette di aggiornarsi continuamente in funzione alle necessita comunicative e computazionali. La potenzialita plastica del cervello nell'uomo e dimostrabile in base al cambiamento di massa encefalica dalla nascita alla maturita. Questo  aumento e di circa il doppio. Il principio su cui si basa la plasticita e la memoria cellulare. Le cellule neuronali hanno maggiore attivita e di conseguenza formano piu sinapsi tra di loro in ambienti arricchiti, durante l'apprendimento e in caso di riorganizzazione cerebrale.
In conclusione possiamo prevedere un protocollo anti-aging con:
  1. Biostimolazione intradermica con NAC ogni 14 – 21 giorni
  2. Biorigenerazione intradermica  ogni 7 – 14 – 21 giorni
  3. Carbossiterapia ogni 7 – 14 giorni (metodica che prevede l’utilizzo della CO2 medicale a scopo terapeutico mediante iniezione intradermica/ sottocutanea).
  4. NAC per os da 600 a 1200 mg / die
  5. Terapia integrativa (antiossidanti, antiaging, endofarmacologia, omeopatia, omotossicologia e organoterapia omeopatica)
  6. Restrizione calorica, mangiare meno migliora il metabolismo dei grassi e riduce l’infiammazione
  7. Attivita fisica, che nutre il cervello inducendo l’espressione di fattori trofici come il BDNF (fattore nervoso derivato dal cervello) e aumentando l’espressione di geni che regolano il metabolismo e l’infiammazione, le due chiavi della neurodegenerazione.
  8. Tecniche di corretta gestione dello stress e di liberazione emozionale, per sciogliere i blocchi del sistema PNEI
  9. Attivita sessuale, per rafforzare il sistema immunitario e migliorare la stabilita psichica e la produzione degli ormoni.
  10. Ridere molto, gioire della vita.
  11. Dormire a sufficienza.


Bibliografia: