Dedicato a B.
Lui cammina sulla luna e noi su questa dura terra
giovedì 15 settembre 2011
mercoledì 14 settembre 2011
Garattini: in Italia ricerca finita, bisogna cambiare rotta da doctornews del 14/9/11
«In Italia bisogna convincersi che la ricerca è importante, fondamentale per un paese. Mentre i nostri politici fanno di tutto per penalizzarla. Ma a queste condizioni il nostro paese non può resistere a lungo, nonostante la buona volontà dei ricercatori» sono le parole di Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerca "Mario Negri", in occasione delle celebrazioni dei 50 anni dell'ente. «Ormai non c'è più ricerca nel nostro paese e il divario con gli altri paesi Ue si fa sempre più evidente e siamo ben al di sotto della media Ue» continua Garattini. Il direttore del Mario Negri non si stupisce, perciò, delle proteste che contraddistinguono in questa fase il mondo dell'istruzione «si tratta di aspetti speculari dello stesso problema» sottolinea Garattini «La ricerca è uno strumento di progresso. Se non si attiva a tutti i livelli, anche la cultura si abbassa e la scuola perde il suo ruolo fondamentale. Il disagio che ne deriva è inevitabile» Quanto alla giornata di celebrazioni per il 50esimo del Mario Negri, Garattini sottolinea come si tratti di «una giornata di ascolto, abbiamo messe insieme eccellenze delle strutture biomediche con l'obiettivo di ascoltare, imparare e articolare meglio i nostri programmi. È questo atteggiamento, insieme alla sua forte indipendenza, uno dei punti di forza del nostro Istituto di ricerca» conclude Garattini.

Marco Malagutti
orso castano : le affermazioni di Garattini, considerata l'importanza del personaggio e dell'Istituto Mario negri , sono allarmanti. La responsabilita' e' politica ed e' giusto che i politici ne rispondano. A nulla sono valse le proteste, le richieste, i seminari, questo governo non ha occhi per vedere ne' orecchi per sentire, siamo sull'oprlo di un disastro nazionale e mister B pensa solo a fuggire dai processi ed a tagliare, tagliare, tagliare. La manovra e' depressiva ma alui non glie ne puo' importare di meno!

Marco Malagutti
orso castano : le affermazioni di Garattini, considerata l'importanza del personaggio e dell'Istituto Mario negri , sono allarmanti. La responsabilita' e' politica ed e' giusto che i politici ne rispondano. A nulla sono valse le proteste, le richieste, i seminari, questo governo non ha occhi per vedere ne' orecchi per sentire, siamo sull'oprlo di un disastro nazionale e mister B pensa solo a fuggire dai processi ed a tagliare, tagliare, tagliare. La manovra e' depressiva ma alui non glie ne puo' importare di meno!
martedì 13 settembre 2011
Ordini europei, serve direttiva per evitare esodo pazienti da Univadis del 12/9/2011
Potrebbero essere fino a 60 milioni i pazienti europei che si sposteranno in cerca di cure migliori a partire dal 2013, quando cadranno i confini tra i Paesi dell'Unione. Per evitare questo esodo è necessaria una direttiva europea che garantisca una qualità professionale standardizzata. Lo chiedono all'Europa i vertici delle associazioni e confederazioni europee degli Ordini dei medici, dei medici specialisti, dei medici di medicina generale, al termine del primo convegno internazionale ''Per uno specialista europeo accreditato'' svoltosi a Udine. Secondo i medici, l''obiettivo è impedire che si creino flussi incontrollabili di nuovi pazienti che andrebbero ad appesantire le liste d'attesa e anche flussi di medici provenienti da Paesi con percorsi formativi difformi e diversi livelli di preparazione. «È necessario avere regole certe per creare un sistema sanitario comune europeo senza discriminazioni fra Paesi quanto a formazione, sanità erogata e livello tecnologico», ha affermato il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo)Amedeo Bianco. «Ci preoccupa molto» ha aggiunto il presidente dell'Ordine dei Medici di Udine, Luigi Conte «la proiezione fatta dalla Società italiana di medici manager secondo la quale dal 2013 ci saranno circa 60 milioni di cittadini europei che cercheranno cure migliori rispetti ai loro paesi d'origine quanto a qualità, tecnologie e preparazione dei professionisti. Dobbiamo prevenire gli scenari peggiori
orso castano : un'occasione d'oro, una bella scommessa che le istituzioni sanitarie europee non possono perdere, ne deliberalizzare ponendo paletti assurdi o limitazioni fuori tempo!!
orso castano : un'occasione d'oro, una bella scommessa che le istituzioni sanitarie europee non possono perdere, ne deliberalizzare ponendo paletti assurdi o limitazioni fuori tempo!!
da Univadis 13/9/2011 Fnomceo ed Europa
......
........In vista dell'entrata a regime dal 2013 della Direttiva europea sulla libera circolazione dei cittadini per motivi sanitari e della possibilità per i medici di prestare la loro opera sul territorio europeo, la Fnomceo, per salvaguardare il controllo della qualità professionale dei singoli medici, lancia un appello in 5 punti alle istituzioni nazionali ed europee: 1) Sviluppare criteri sovranazionali di riferimento per la armonizzazione della formazione medica specialistica; 2) l'uniformità dei percorsi formativi per i diversi curricula nazionali; 3) Svolgere prove di valutazione internazionali; 4) Creare e diffondere una 'cultura della qualità'; 5) Identificare contenuti formativi concreti e sempre attuali ed aggiornati. "La Fnomceo - si legge nel documento finale - si propone quale interlocutore istituzionale per garantire un'uniforme attenzione ai bisogni di salute dei cittadini europei ed una comune elevata qualità professionale, attraverso una condivisa armonizzazione dei percorsi formativi specialistici". Per questo, sottolinea la Federazione degli Ordini, "è questione centrale la definizione di nuovi e più equilibrati rapporti tra sistema professionale e sistema formativo universitario per far fronte all'emergente necessità di innovare i contenuti e le modalità della formazione professionalizzante al fine di meglio tutelare la salute dei cittadini europei". "La Fnomceo - prosegue la nota - condivide il progetto dell'European Union of Medical Specialist (Uems) che attraverso le sue sezioni specialistiche vuole sviluppare criteri sovranazionali di riferimento per la formazione medica specialistica, allo scopo di armonizzare, per ogni titolo specialistico, i diversi curricula nazionali, raccomandando l'uniformità nei percorsi formativi e lo svolgimento di prove di valutazione internazionali e ritenendo che tutto questo rappresenti, di fatto, un concreto ed efficace insieme di azioni intrapreso nella direzione della qualità formativa e professionale"
orso castano : bene sta facendo la FNOM Ceo ad organizzarsi in vista di una scadenza cosi' importante quale la libera circolazione dei cittadini europei per le cure. E' una cosa molto grossa ed importante, un grande segno di civilta' , di liberalizzazione . Ancora una volta si presenta un'occasione d'oro per i camici bianchi per scambi scientifici ed ampliamento delle conoscenze ed esperienze di n continente vasto come l'Europa.
orso castano : bene sta facendo la FNOM Ceo ad organizzarsi in vista di una scadenza cosi' importante quale la libera circolazione dei cittadini europei per le cure. E' una cosa molto grossa ed importante, un grande segno di civilta' , di liberalizzazione . Ancora una volta si presenta un'occasione d'oro per i camici bianchi per scambi scientifici ed ampliamento delle conoscenze ed esperienze di n continente vasto come l'Europa.
lunedì 12 settembre 2011
venerdì 9 settembre 2011
sex pistols testi indignatos
La canzone più famosa dei Sex Pistols e un vero e proprio inno di tutto il movimento punk, nonché la prima canzone balzata in testa alle classifiche di vendita nel Regno Unito che sia mai stata censurata (per "vilipendio alla regina e all'inno nazionale", tutte cose che andrebbero "vilipese" in po' più spesso anche perché, solo pochi anni dopo, il rigurgito di imperialismo inglese made in Thatcher & Elisabetta mandò a morire non so quanta gente nell'assurda guerra delle Falkland).
Ma anche una violentissima requisitoria contro ogni sorta di violenza in nome dello stato e di lavaggio del cervello da parte del potere (il "regime fascista che ti ha reso cretino e una potenziale bomba H"), una canzone "maledetta" che ha fatto giustamente epoca. (RV)
God save the queen her fascist regime
Right! Now ha, ha,
I am an antichrist
I am an anarchist
Don't know what I want
But I know how to get it
I wanna destroy the passerby
'Cause I wanna be Anarchy
No dogs body
Anarchy for the UK
It's coming sometime and maybe
I give a wrong time stop a traffic line
Your future dream is a shopping scheme
'Cause I wanna be Anarchy
In the city
How many ways to get what you want
I use the best
I use the rest
I use the enemy
I use Anarchy
'Cause I wanna be Anarchy
It's the only way to be
Is this the M.P.L.A or
Is this the U.D.A or
Is this the I.R.A
I thought it was the UK
Or just another country
Another council tenancy
I Wanna be Anarchy
I Wanna be Anarchy
Oh what a name
I wanna be Anarchy
Know what I mean?
And I wanna be an anarchist
Get pissed
Destroy!
My Way
And now, the end is near
And so I face the final curtain
You cunt, I´m not a queer
I´ll state my case, of which I´m certain
I´ve lived a life that´s full
And each and every highway
And yet, much more than this
I did it my way
And yes, I´ve had a few
But then again, too few to mention
But dig, what I have to do
I´ll see it through with no devotion
Of that, take care and just
Be careful along the highway
And more, much more than this
I did it my way
There were times, I´m sure you knew
When there was nothing fucking else to do
But through it all, when there was doubt
I shot it up or kicked it out
I fought the just as before
And did it my way
Knocked out in bed last night
I´ve had my fill, my share of looting
And now, the tears subside
I find it all so amusing
To think, I killed a cat
And may I say, oh no, not their way
But no, no, not me
I did it my way
For what is a brat, what has he got
When he finds out that he cannot
Say the things he truly thinks
But only the words, not what he feels
The record shows, I´ve got no clothes
And did it my way
Ma anche una violentissima requisitoria contro ogni sorta di violenza in nome dello stato e di lavaggio del cervello da parte del potere (il "regime fascista che ti ha reso cretino e una potenziale bomba H"), una canzone "maledetta" che ha fatto giustamente epoca. (RV)
God save the queen her fascist regime
it made you a moron a potential H bomb !
God save the queen she ain't no human being
there is no future in England's dreaming
Don't be told what you want don't be told what you need
there's no future no future no future for you
God save the queen we mean it man
we love our queen god saves
God save the queen cos tourists are money
and our figurehead is not what she seems
Oh god save history god save your mad parade
Oh lord god have mercy all crimes are paid
When there's no future how can there be sin
we're the flowers in the dustbin
we're the poison in your human machine
we're the future your future
God save the queen we mean it man
we love our queen god saves
God save the queen we mean it man
there is no future in England's dreaming
No future for you No future for me
No future no future for you
god save the queen(inviata da Riccardo Venturi)God save the queen she ain't no human being
there is no future in England's dreaming
Don't be told what you want don't be told what you need
there's no future no future no future for you
God save the queen we mean it man
we love our queen god saves
God save the queen cos tourists are money
and our figurehead is not what she seems
Oh god save history god save your mad parade
Oh lord god have mercy all crimes are paid
When there's no future how can there be sin
we're the flowers in the dustbin
we're the poison in your human machine
we're the future your future
God save the queen we mean it man
we love our queen god saves
God save the queen we mean it man
there is no future in England's dreaming
No future for you No future for me
No future no future for you
No One Is Innocent Artist(Band):Sex Pistols |
They just like wearing filthy clothes and swapping filthy jokes God save television keep the programms pure God save William Grundy from falling in manure Ronnie Biggs was doing time until he done a bunk Now he says he's seen the light and he sold his soul to punk God save Martin Boorman and nazis on the run They wasn't being wicked God that was their idea of fun God save Myra Hindley God save Ian Brady Even though he's horrible and she ain't what you call a lady Ronnie Biggs was doing time until he done a bunk Now he says he's seen the light and he sold his soul to punk Ronnie Biggs was doing time until he done a bunk Now he says he's seen the light and he sold his soul to punk God save politicians God save our friends the pigs God save Idi Amin and god save Ronald Biggs God save all us sinners God save your blackest sheep God save the good samaritan and god save the worthless creep Ronnie Biggs was doing time until he done a bunk Now he says he's seen the light and he sold his soul to punk Ronnie Biggs was doing time until he done a bunk Now he says he's seen the light and he sold his soul to punk Sold his soul Sold his soul Sold his soul to punk
Anarcky in UK
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I am an antichrist
I am an anarchist
Don't know what I want
But I know how to get it
I wanna destroy the passerby
'Cause I wanna be Anarchy
No dogs body
Anarchy for the UK
It's coming sometime and maybe
I give a wrong time stop a traffic line
Your future dream is a shopping scheme
'Cause I wanna be Anarchy
In the city
How many ways to get what you want
I use the best
I use the rest
I use the enemy
I use Anarchy
'Cause I wanna be Anarchy
It's the only way to be
Is this the M.P.L.A or
Is this the U.D.A or
Is this the I.R.A
I thought it was the UK
Or just another country
Another council tenancy
I Wanna be Anarchy
I Wanna be Anarchy
Oh what a name
I wanna be Anarchy
Know what I mean?
And I wanna be an anarchist
Get pissed
Destroy!
My Way
And now, the end is near
And so I face the final curtain
You cunt, I´m not a queer
I´ll state my case, of which I´m certain
I´ve lived a life that´s full
And each and every highway
And yet, much more than this
I did it my way
And yes, I´ve had a few
But then again, too few to mention
But dig, what I have to do
I´ll see it through with no devotion
Of that, take care and just
Be careful along the highway
And more, much more than this
I did it my way
There were times, I´m sure you knew
When there was nothing fucking else to do
But through it all, when there was doubt
I shot it up or kicked it out
I fought the just as before
And did it my way
Knocked out in bed last night
I´ve had my fill, my share of looting
And now, the tears subside
I find it all so amusing
To think, I killed a cat
And may I say, oh no, not their way
But no, no, not me
I did it my way
For what is a brat, what has he got
When he finds out that he cannot
Say the things he truly thinks
But only the words, not what he feels
The record shows, I´ve got no clothes
And did it my way
Declino scientifico dell’Italia? Probably yes , clicca

L’articolo di Daraio e Moed ha usato il database WoS, mentre i dati Scimago, citati da De Nicolao, sono elaborati sul database SCOPUS. I due database sono in genere ben correlati fra loro, ma non coprono le stesse pubblicazioni e comunque meno del 20% del totale. Recentemente lo sviluppo del database free di Google Scholar ha permesso di allargare ricerche bibliometriche in modo verificabile da tutti. Oramai Google Scholar copre circa il 60% delle pubblicazioni conosciute, particolarmente nelle scienze sociali, economiche ed umanistiche. Son proprio accademici di queste aree, cronicamente sotto-rappresentate nei database di WoS e SCOPUS, ad aver generato la discussione che ha avuto eco sui media, e fra scienziati italiani.
La ricerca per nazione non è stata limitata all’affiliazione degli scienziati e comprende gli studi che riguardano quella nazione. I risultati riportati nella Figura 1 rappresentano quindi l’impatto aggregato delle citazioni di pubblicazioni provenienti da una nazione o riguardanti quella nazione. Pur nella loro limitatezza, questi dati indicano una caduta d’impatto per l’Italia nel periodo più recente (dal 2010 ad oggi) rispetto a dieci anni fa (dal 2000 ad oggi). Per contro, nazioni europee a noi simili come la Spagna hanno avuto un leggero aumento di impatto, similmente a nazioni scientificamente forti come la Germania. Tuttavia, nessuna nazione europea ha avuto la triplicazione di impatto prodotta dalla Cina, o dalla nostra cugina Argentina (Figura 1), che viene classificata oltre la 30esima posizione nei ranking Scimago................
Il mio contributo a questa discussione segue un approccio estrememente semplificato, che quantifica l’impatto globale di una nazione e complementa le precendenti analisi basate sul numero delle pubblicazioni. Ho innanzitutto focalizzato la ricerca sulle citazioni che riguardano l’Italia ed altre nazioni, poichè circa metà di tutte le pubblicazioni non viene mai citata – e quindi ha impatto praticamente nullo. Poi ho considerato le citazioni sulle discipline meglio coperte dal database di Google Scholar, escludendo Chimica, Fisica ed aree loro associate. Infine ho usato non solo il nome in inglese (Italy) ma anche quello in madrelingua (Italia) nella ricerca per nazione, cumulando insieme le citazioni ritrovate dopo aver eliminato quelle di autori con cognomi nazionalistici, come "Germany" [Essendo questi cognomi molto comuni per "England" e "France", ho escluso Inghilterra e Francia dall’analisi].
Questa semplice analisi sembra supportare le caute apprensioni di Daraio e Meud – l’impatto della scienza italiana sta effettivamente declinando. Non solo rispetto ad altre nazioni europee, ma soprattutto rispetto a nazioni emergenti come la Cina e l’Argentina. La correlazione più ovvia che si potrebbe fare è questa: le differenze d’ impatto scientifico nel tempo (Figura 1) riflettono l’andamento economico delle nazioni – ridotto in Italia ed altri paesi europei, ma in forte espansione in Cina ed Argentina.
L’indignation des citoyens monte contre la censure d’internet

Pour parution immédiate:
Mardi 5 juillet 2011
Contact: Benjamin des Gachons, Avaaz, +33 6 82 31 30 88,benjamin@avaaz.org
L’indignation des citoyens monte contre la censure d’internet
120 000 personnes en France ont signé la pétition d’Avaaz appelant Sarkozy à retirer le décret instaurant la censure d’internet
Paris, France. En moins d’une semaine, plus de 120 000 citoyens français ont signé une pétition d’Avaaz appelant le Président Sarkozy à retirer le projet de décret qui laisserait le gouvernement décider des contenus en ligne et des services de l'internet auxquels les citoyens peuvent accéder. Avaaz, un mouvement citoyen mondial qui compte plus d’un million de membres en France, a collecté des signatures individuelles dans tout le pays et les remettra au Président Sarkozy et au gouvernement.
“Les mesures de censure d’internet proposées par le gouvernement Sarkozy sont dangereuses pour la démocratie française, a indiqué Benjamin des Gachons, Chargé de campagnes à Avaaz. “L’extrême censure est une réalité pour l’internet dans des pays comme la Chine, mais ne devrait pas apparaître à l’agenda politique de pays comme la France. Les citoyens français refusent catégoriquement la manoeuvre du gouvernement lui permettant, au mépris de la démocratie, d'être juge et partie pour définir notre usage d’internet.”
Le décret largement condamné et débattu en ce moment inclut des mesures de filtrage et de blocage jugées disproportionnées et inefficaces par un récent rapport de l’ONU sur l’internet. Ces mesures donneraient à quelques ministres des pouvoirs excessifs de censure arbitraire sur n'importe quel contenu en ligne. Elles obligeraient les hébergeurs et les fournisseurs d'accès internet à retirer ou filtrer tout contenu qualifié notamment d'"atteinte à l'ordre public et à la protection des personnes". Le Conseil National du Numérique récemment installé par Sarkozy a indiqué que le blocage de sites prévu dans le décret violait la liberté d'expression protégée par la Constitution française et ignorait l'intérêt du public.
“Avec ce décret, le Président Sarkozy apparaît plus comme un ennemi de la liberté d’internet que comme son fervent partisan, malgré ses promesses au récent forum e-G8” a ajouté M. des Gachons.
La pétition “France: sauvons internet”: http://www.avaaz.org/fr/ france_sauvons_internet/?pr
Avaaz est un mouvement citoyen mondial qui compte près de 10 millions de membres dans le monde, dont plus d’un million en France.
Pour plus d’informations, visitez notre site: www.Avaaz.org
ALERT Sovrappeso & Obesità ! da XAGENA
Rischio di malattia valvolare per le persone che hanno assunto Mediaxal
E' stato accertato che Mediaxal / Mediator è in grado di provocare danneggiamento delle valvole cardiache. Non è da escludere che anche i pazienti italiani trattati con Mediaxal potrebbero aver subito dei gravi danni. I danni valvolari possono essere evidenziati mediante esame ecocardiografico.Mediator: il farmaco che avrebbe causato la morte di centinaia o migliaia di pazienti venduto anche in Italia
Lo scandalo legato al farmaco Mediator ( Benfluorex ), che avrebbe causato la morte di numerosi pazienti in più di trent'anni d’uso, si tinge sempre più di giallo. I giornali francesi Le Figaro e Liberation, hanno riportato quanto riferito ai giudici da due ricercatori dei laboratori Servier: i rapporti sul farmaco sarebbero stati modificati di proposito per far si che Mediator ottenesse [...]
orso castano : ecco cosa succede ! medici disinformati prescrivono farmaci pericolosi , magari spesso (voglio dimagrire!!) su pressione dei pazienti stessi. Si ribadisce cosi' da un lato l'importanza della farmacovigilanza e dall'altra della diffusione delle informazioni sui farmaci (ed il web e' uno strumento ideale allo scopo) facilmente comprensibile da chiunque e precisa!
Studio, attivita' fisica aerobica 'elisir' per cervello e scudo contro demenza , da UNIVADIS
orso castano : ormai sono numerosi gli studi che correlano una moderata attivita' fisica con un miglioramento delle prestazioni cognitive en aumento delle capacita' riparative del cervello contro la sua atrofia. E' una buona notizia per chi si occupa di prevenzione della demenza.
cambiamo la manovra . appello dei sindacati medici
I provvedimenti martellanti che stanno colpendo i medici dirigenti e convenzionati, i veterinari e i dirigenti del Servizio Sanitario Nazionale stanno oltrepassando ogni limite.
Non è più tollerabile che chi quotidianamente garantisce milioni di prestazioni sanitarie negli ospedali e nei servizi territoriali venga sempre più penalizzato professionalmente ed economicamente e costretto a lavorare in una sanità pubblica sempre più impoverita da devastanti sottofinanziamenti, sprechi e malaffare.
Non è più tollerabile che chi quotidianamente garantisce milioni di prestazioni sanitarie negli ospedali e nei servizi territoriali venga sempre più penalizzato professionalmente ed economicamente e costretto a lavorare in una sanità pubblica sempre più impoverita da devastanti sottofinanziamenti, sprechi e malaffare.
martedì 6 settembre 2011
Lottare, in Italia e in tutta Europa, per non finire come la Grecia , da Facebook
......................In realtà la speculazione finanziaria viene consapevolmente utilizzata dalle classi dominanti europee per due motivi: innanzitutto per obbligare i governi dei vari paesi con minore produttività del lavoro a tagliare brutalmente lo stato sociale, gli stipendi e i diritti dei lavoratori. Senza lo spauracchio della speculazione Berlusconi non sarebbe mai riuscito a varare due stangate come quelle contro cui stiamo lottando. Non ci sarebbero riusciti il governo Greco, quello Portoghese, quello Spagnolo e via dicendo.
In secondo luogo, la speculazione finanziaria viene utilizzata per determinare un enorme spostamento di risorse dal basso verso l'alto, dai lavoratori alle banche. Stiamo vivendo nel mezzo del più gigantesco furto legalizzato che la storia dell'umanità abbia mai visto.
L'obiettivo delle classi dirigenti europee è semplice quanto brutale: determinare una pesante riduzione del tenore di vita del popolo e del potere dei lavoratori per aumentare la competitività dell'Europa a livello mondiale basandola sulla drastica riduzione del costo del lavoro. Non stiamo parlando di qualche sacrificio, ma di un vero e proprio salto all'indietro nella storia, del dimezzamento dei salari e delle tutele. La speculazione serve a costruire un "vincolo esterno" che permetta di fare questa vera e propria rivoluzione passiva contro i popoli europei. Per questo attaccano sia i diritti civili che i diritti sociali, la Costituzione come il contratto nazionale di lavoro e la sanità pubblica: vogliono cancellare il ‘45, quel gigantesco movimento di liberazione dal nazifascismo che ha cambiato la faccia dell'Europa e del mondo.
Per questo noi comunisti dobbiamo lottare contro il governo Berlusconi e costruire le alleanze necessarie per mandarlo a casa. Nello stesso tempo, però, dobbiamo costruire un fronte di lotta contro il capitale finanziario, le politiche europee e il neoliberismo. Solo sconfiggendo il neoliberismo è possibile uscire dalla crisi che il neoliberismo ha provocato. di Paolo Ferrero
In secondo luogo, la speculazione finanziaria viene utilizzata per determinare un enorme spostamento di risorse dal basso verso l'alto, dai lavoratori alle banche. Stiamo vivendo nel mezzo del più gigantesco furto legalizzato che la storia dell'umanità abbia mai visto.
L'obiettivo delle classi dirigenti europee è semplice quanto brutale: determinare una pesante riduzione del tenore di vita del popolo e del potere dei lavoratori per aumentare la competitività dell'Europa a livello mondiale basandola sulla drastica riduzione del costo del lavoro. Non stiamo parlando di qualche sacrificio, ma di un vero e proprio salto all'indietro nella storia, del dimezzamento dei salari e delle tutele. La speculazione serve a costruire un "vincolo esterno" che permetta di fare questa vera e propria rivoluzione passiva contro i popoli europei. Per questo attaccano sia i diritti civili che i diritti sociali, la Costituzione come il contratto nazionale di lavoro e la sanità pubblica: vogliono cancellare il ‘45, quel gigantesco movimento di liberazione dal nazifascismo che ha cambiato la faccia dell'Europa e del mondo.
Per questo noi comunisti dobbiamo lottare contro il governo Berlusconi e costruire le alleanze necessarie per mandarlo a casa. Nello stesso tempo, però, dobbiamo costruire un fronte di lotta contro il capitale finanziario, le politiche europee e il neoliberismo. Solo sconfiggendo il neoliberismo è possibile uscire dalla crisi che il neoliberismo ha provocato. di Paolo Ferrero
Perché chi si occupa di scienza rifiuta di ammettere che alla base di essa ci sia una filosofia? clicca da Yahoo answer
Domanda aperta
Non c' è in tutto questo un' autoreferenzialità mascherata che prestabilendo arbitrariamente non la verità o la falsità di un fenomeno, ma il metodo unicamente valido con cui la verità può essere valutata pone alla base del pensiero scientifico una visione metafisica ben più forte e potente di tutte le metafisiche pre scientifiche e che chi si occupa di scienza spesso non vuole assolutamente ammettere rendendo il rischio di una visione univoca e riduttiva del mondo più pericolosa che mai? Non c' è una pretesa di verità assoluta che vuole confondere sistematicamente la realtà con una sua rappresentazione spostando solo i termini del problema della scelta dei presupposti per poter fare finta di dimenticarsi di questa arbitrarietà ed rivendicare così la potenza esclusiva della visione scientifica su tutta la realtà?
DISCUSSIONE
--- Zegalvis, sono d' accordo con te sulla matrice filosofica della scienza, ma assolutamente no sull' universalità del metodo. La scienza non prende i fenomeni così come sono, né verifica qualunque ipotesi implicata, ma considera solo alcuni aspetti dei fenomeni separandoli da altri che ritiene interferenti e sceglie ipotesi quantificabili tralasciando arbitrariamente tutto ciò che non lo è. Inoltre questo processo non esula per nulla dal background culturale, ma deve essere studiato e imparato secondo il background della cultura occidentale. Non vorrai negare il fatto che per diventare scienziati occorre andare a scuola ove si impara qual è il modo giusto di guardare il mondo tra tutti i modi possibili di consideralo.
--- Andrea il mondo è percepito anche per un solipsista che comunque percepisce il suo pensiero o sentimento (percepisce se stesso come significato originario e esaustivo del mondo). Nulla appare se non è percepito, indipendentemente dal fatto che questa percezione sia rivolta all' interno o all' esterno di se stessi.--- Ribadisco Andrea che anche il soggetto solipsista deve percepire il suo pensare per dire di stare pensando, deve cioè percepire il suo stato interiore per affermare che esso è il mondo intero.
--- Fra, non fraintendere: nessuno scienziato serio dirà mai che le asserzioni a cui la scienza giunge sulla realtà sono inopinabili, infatti nessuna asserzione scientifica è definitiva per chi applica correttamente il metodo scientifico (anche se alcuni se ne dimenticano volentieri), ma pochi tra chi si occupa di scienza è disposto ad ammettere che i principi fondanti del metodo scientifico sono principi indimostrati e arbitrari e quindi che la verifica della verità sul fenomeno studiato è, anche se correttamente condotta dal punto di vista scientifico, comunque discutibile e che pure la definizione di oggettività scientifica è opinabile in quanto arbitrariamente predefinita.
lunedì 5 settembre 2011
I RISCHI DEL CLOUD COMPUTING: CAVALLO DI TROIA PER IL CONTROLLO DELLLA RETE? da "La Stampa"
......................In un post precedente Watson aveva messo in guardia nei confronti del Cloud computing, la tecnologia reclamizzatissima ultimamente, specie dopo il lancio dell’iCloud di Apple, che consentirà di trasferire i propri files sulla “nuvola” rendendoli accessibili dovunque uno si trovi e attraverso qualsiasi macchina (PC, telefonino smart, rete locale, internet cafè ecc). Al di là della comodità di non dovere ogni volta portarsi dietro i propri files – scriveva - questa tecnologia sarebbe parte di una tendenza generale a sostituire la proprietà fisica dei contenutimediatici da parte degli utenti, con un affitto dei contenuti medesimi attraverso il Cloud. Solo che il Cloud è praticamente un YouTube universale, nel senso che consentirebbe di bloccare, censurare, cancellare normalmente i contenuti a richiesta dei governi, esattamente come fa già oggi You Tube. E senza nemmeno l’ordine di un giudice: basterebbe un’ingiunzione (diceva al Washinghton Post Chris Calabrese, dell’American Civil Liberties Union). L’obiettivo è costringere tutti a usare una delle reti Cloud detenute dai grandi providers come Apple, Google, Facebook, tassando , regolamentando e facendo diventare internet costoso. Oltre a renderle il web facile soggetto di censure e cancellazioni. Una volta che la maggior parte dei dati saranno confinati sul Cloud, sarà infatti facile rendere a poco a poco più stringenti le regole di copyright, libera espressione e diffamazione e cacciare siti e media alternativi. Insomma il Cloud secondo questa teoria non sarebbe nient’altro che un cavallo di Troia per svuotare l’internet libero . Uno sforzo per assimilare i media alternativi,prima di distruggerli. E rendere il web più simile alla tv via cavo,dove un numero limitato di grandi corporations può decidere insieme ai governi quello che può o non può essere pubblicato. | |
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Legge su stress lavoratori, solo 2 aziende su 10 la rispettano da Univadis
Roma, 2 set. (Adnkronos Salute) - Una legge fantasma. Nato per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori, il decreto legislativo che impone l'obbligo per il datore di lavoro di monitorare oltre ai rischi oggettivi, anche la pericolosità dello stress a cui sono sottoposti i dipendenti, è oggi poco applicato dalle aziende. "Possiamo stimare che solo il 20% delle piccole e medie imprese italiane ha in corso oggi l'adempimento, anche se la legge prevedeva come termine ultimo il 31 dicembre 2010. Ma anche i controlli delle Asl latitano: solo nel 50% delle ispezioni viene chiesto al datore di lavoro l'attestazione della valutazione dello stress". A fare il punto per l'Adnkronos Salute sull'attuazione, a livello nazionale, della legge in materia di sicurezza è il dipartimento di prevenzione dell'Asl Roma H. L'insieme di norme contenute nel decreto legislativo 81/08, meglio noto come Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (Tusl), ha riunito e riorganizzato le precedenti normative in materia di sicurezza e salute per i dipendenti succedutesi in più di cinquant'anni. Riportando l'Italia agli standard previsti dall'Europa. "Ma allo stato attuale - affermano gli esperti - il documento di valutazione dei rischi da stress (Dvr) viene predisposto solo ora dalle aziende. Le piccole e medie imprese sono, insieme al settore pubblico (ospedali, scuole, militari), in ritardo. Vanno meglio le grandi società e le multinazionali". Eppure secondo gli ultimi dati Istat, sono oltre 4 milioni gli italiani che si sentono a rischio stress sul posto di lavoro. "La circolare del ministero del Lavoro del 17 novembre 2010 - chiariscono gli esperti - ha stabilito che la decorrenza del 31 dicembre 2010 prevista dal decreto 81/08 andava intesa come data di avvio dell'attività di revisione del Dvr. E non invece come il giorno entro cui dovevano essere concluse le pratiche". Un intervento della commissione ministeriale, la stessa che ha stabilito le Linee guida per la valutazione del rischio (non ancora definitive), che ha fatto storcere il naso a molti addetti ai lavori. "La circolare - sottolineano dal dipartimento - nonostante la diversa valutazione di alcuni giuristi e delle Regioni, tenute a vigilare con le Asl i rischi da stress correlato, ha causato non poca confusione". Poca informazione, scarsa applicazione e blandi controlli, evidenziano dunque gli addetti ai lavori. Un quadro poco incoraggiante. Mentre invece il problema dello stress per i lavoratori si trasforma in danni alla salute. E in una perdita in produttività per l'azienda. Secondo il rapporto dell'Istat 'Salute sui luoghi di lavoro' (2008), sono 4 milioni e 58mila "i dipendenti italiani - si legge nella ricerca - che ritengono di essere esposti ai rischi che potrebbero pregiudicare il proprio equilibrio psicologico". I lavoratori che hanno sofferto di problemi di stress, depressione e ansia, dovuti all'attività lavorativa, sono stati il 21% del campione intervistato (19,4% degli uomini e 21,6% delle donne): il 39,2% dei dirigenti, il 29,1% degli impiegati e il 10,3% degli operai. I fattori di rischio di tipo psicologico sono percepiti soprattutto fra le persone che lavorano nella sanità (26%), nei trasporti (24,6%) e nella pubblica amministrazione (23%), in particolare tra le donne, che ne risentono in modo maggiore rispetto agli uomini. Le problematiche legate allo stress devono essere inserite nel documento di valutazione dei rischi sul lavoro (Dvr) e il monitoraggio deve essere compiuto su tutti i lavoratori, compresi i dirigenti e gli impiegati, prendendo in esame non i singoli, ma i gruppi omogenei esposti ai rischi dello stesso tipo. Il datore di lavoro deve procedere alla redazione del Dvr, avvalendosi dell'ausilio del responsabile del servizio di prevenzione e protezione (Rspp), con il coinvolgimento del medico competente, laddove presente, e previa consultazione del rappresentante dei lavoratori. Inoltre dal 30 giugno 2012 le aziende con meno di 10 lavoratori non potranno più autocertificare la valutazione del rischio, come previsto finora, ma dovranno basarsi sulle procedure standardizzate. Ma quello che accade nella realtà è ben diverso. "Ogni territorio regionale ha le sue specificità settoriali di lavoro - sottolineano i tecnici - e i controlli delle Asl si concentrano e specializzano su questi. Nel Lazio, in Piemonte o in Veneto ci sono settori artigianali e industriali che non troviamo in Sicilia o in Campania. Ecco che il sistema di controllo della Asl è ancora troppo variegato. Quando gli ispettori delle aziende sanitarie verificano i documenti durante i controlli, nel dubbio non sanzionano penalmente l'azienda se non c'è l'assoluta certezza che non abbia neanche iniziato la procedura di valutazione del rischio". "Il dato del 20% è anche sottostimato, moltissime aziende medio piccole anche al Nord fanno una valutazione generica nel Drv. Seguono le Linee guida, ma spesso con un approccio superficiale al problema. Sono più attente le multinazionali, ma nelle piccole realtà siamo ancora molto indietro ", osserva Biagio Calò, direttore del Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Spresal) della Asl di Novara. E aggiunge: "Sul rischio stress non abbiamo effettuato nessuna sanzione, purtroppo anche qui in Piemonte abbiamo una mancanza di ispettori che non ci permette di vigilare nei modi opportuni". La situazione non è diversa nel Sud del Paese. "Anche in Sicilia siamo sul dato del 20% - afferma Niccolò Perrone, responsabile dello Spresal della Asl 6 di Palermo - ed è difficile valutare in strutture medio-piccole lo stress da lavoro correlato. I datori di lavoro si appoggiano alle Linee guida, ma c'è poco coinvolgimento dei dipendenti nella redazione del Dvr. Anche se è previsto dalla legge. Il Testo unico in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro - aggiunge Perrone - è però un bel passo avanti rispetto alla giungla degli anni '90". "Finora non abbiamo sanzionato nessuno e stiamo ancora assistendo le aziende, piuttosto che vigilare con mano pesante - afferma Fulvio D'Orsi, direttore dello Spresal della Asl Roma C - tuttavia le carenze che riscontriamo più frequentemente sono la mancanza di coinvolgimento dei lavoratori nella valutazione; l'Rspp compila più o meno da solo le liste di controllo descrivendo spesso un quadro non veritiero dell'azienda". "E ancora, quando le società hanno molto personale non provvedono a suddividerlo in gruppi omogenei, come prevedono le metodologie di valutazione delle Linee guida, ma sono valutate genericamente nella loro globalità. Così non si riscontrano tutti i problemi riferibili alle singole articolazioni organizzative. Inoltre, a fronte di criticità rilevate non vengono messe in atto misure correttive", elenca. Un lavoro non facile per chi non ha spesso i mezzi e gli ispettori per monitorare un territorio vasto. Ecco che il problema principale che allarma le Asl, soprattutto nelle regioni sottoposte ai piani di rientro, sono le risorse umane impegnate nei controlli. "Se ho pochissimi ispettori a disposizione - sottolinea la direzione dell'Asl Roma H - e ad esempio ho molti cantieri edili aperti sul territorio, non andrò a controllare la dichiarazione di valutazione del rischio, ma mi concentrerò su altro. Sui ponteggi, sui caschi di sicurezza. O, come spesso accade, se ho un grave problema di sanità pubblica sul territorio, i miei sforzi andranno in quella direzione". Ed ecco che il Dvr e i danni provocati dallo stress, come ansia e depressione, passano in secondo piano
mercoledì 31 agosto 2011
Sigaretta in menopausa aumenta livelli ormoni sessuali
Sigaretta in menopausa aumenta livelli ormoni sessuali
Roma, 1 set. (Adnkronos Salute) - Le donne che fumano durante la menopausa hanno livelli più elevati di ormoni sessuali, androgeni ed estrogeni, rispetto a chi non ha il vizio del tabacco. Con un tasso molto più alto per le fumatrici più accanite. Lo indica uno studio trasversale pubblicato sul 'Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism'. I ricercatori hanno eseguito analisi specifiche su 2.030 donne in menopausa dai 55 agli 81 anni. Individuando tassi elevati di estrogeni e androgeni in chi accedeva più sigarette. E visto che la presenza di questi ormoni sessuali è associata a fattori di rischio per i tumori al seno, allendometrio e forse anche allovaio oltre che di diabete, secondo i ricercatori smettere di fumare aiuterebbe le donne a tenere lontane queste malattie.
Con lo sguardo afroeuropeo e non solo. L'Europa con i suoi pregi e difetti vista da un Afroeuropeo colto.
03:34 (10 ore fa)
di Jean-Pierre
Dal 11 al 27 paesi in pochissimi anni. Gli ultimi paesi accolti nell’Unione Europea sono la Romania e la Bulgaria. Paesi che un po’ piu’ di dieci anni fa erano collocati nel blocco sovietico, facevano parte dell’ ’URSS (Unione delle Repubbliche Socialisti e Sovietiche), e ora sono membri rispettabili dell’Unione Europea. È un bel traguardo ma è anche una sfida per una terra, l’Europa e i suoi 400 milioni di abitanti circa. Mi fà impressione sentirmi anch’io cittadino europeo, quando vent’anni fa ero solo un giovane studente africano, cittadino di una nazione come il Togo, ex colonia tedesca per 20 anni e francese per 40 anni. Ora sono cittadino afroeuropeo a tutti gli effetti e concittadini dei cittadini europei dei 27 paesi. Anche per me è unA SFIDA e un TRAGUARDO essere qui. Membro di una realtà cosi’ grossa e cosi’ importante come l’Europa.
Mi dico anche proprio per queste sfide nuove che stanno accadendo anno dopo anno, l’Europa dovrà attrezzarsi nelle sue strutture e nelle sue istituzioni sociali, politiche, amministrative e sindacali. Perché dovrà rispondere a varie questioni che riguardano la vita, il benessere, le situazioni che stanno affliggendo i suoi cittadini, cioè Noi. Le situazioni sono sempre piu’dure e difficili, basta pensare alle condizioni lavorative dei cittadini, alla grossa questione della disoccupazione nonché alla crisi economica provocata a dire il vero dai miopi amministratori e dagli speculatori finanziari (per la maggior parte). A’ mio parere quella che sta colpendo duramente l’Europa e le sue istituzioni politiche ed economiche in questi tre anni è una crisi endogena, una CRISI, di cui le cause sono da ricercare non solo all’esterno dell’Europa, ma soprattutto all’interno.
Di fronte a queste drammatiche situazioni, l’Europa non dovrà più dare delle risposte approssimative e pressoché giuste ai problemi della gente. Dovrà mettere nella sua agenda le tre parole che in questi anni sa pronunciare bene e correttamente, ma non sa vivere e stenta a fare vivere: diritti, doveri ed opportunità.. vedremo in che modo queste tre “mots-clé” dovranno essere la chiave di volta della nuova Europa a 27 stati.
La più grande sfida per tutti noi è quella di “apprendre à cohabiter”, di mparare a coabitare o meglio a convivere. Ognuno vicino e accanto all’altro rispettandone i ritmi di vita, i sentimenti, le espressioni, i linguaggi e la lingua, il credo sociale e religioso e dando a ciascuno le opportunità e valorizzando le capacità e i modelli di vita, ossia la “Weltanschauung”di ogni cittadino europeo e di altre nazioni. Anch’io che sono d’origine africana, possiedo il mio credo, una gamma di valori e di ideali, siano essi spirituali o politici e culturali, ma credo che non mi devo per nessun motivo rinchiudermi in essi (valori) in modo esclusivo ed escludente in difesa di non si sa quale identità culturale.
Intanto diciamo in varie lingue benvenuti, welcome, bienvenus, benvenidos, Willkommen in Europa a Cipro, Malta, Repubblica Ceca, la Slovacchia, alla Slovenia, alla Croazia, alla Ungheria, all’Estonia, alla Lituania, alla Polonia, alla Bulgaria, alla Romania
Nel 1957 (alla Convenzione di Roma) l’Europa che ha vissuto tra due spinte di segno opposto, ovverosia tra quella indotta da esperienze unificanti ( il cristianesimo, l’impero carolingio, il rinascimento, l’illuminismo) e quella derivata da conflitti interconfessionali e interstatali ( le guerre di religione e i due conflitti mondiali ecc..) ha cercato di cambiare il corso della sua storia all’insegna della pace e del buon vicinato. Altiero Spinelli (italia), Jean Monnet (France), Robert Schuman (France), Charles De Gaulle (France), Conrad Adenaeur (Deutschland), ebbero la singolare ispirazione di lavorare per la creazione di qualcosa che vada al dilà del nazionale, ma che non sia sovranale, ma che riesca a dare valore ad ogni singolo stato della Comunità Econimica Europea preceduta da CECA ( Comunità europea del Carbone e dell’aciao). Si misero in marcia, la France, Deutschland, Holland, Belgique, Italia e Luxemburg. Da cinque che erano i paesi sono passati a quindici, poi a venticinque e ora a ventisette. Hanno adottato da dieci anni la moneta unica ed è la prima volta che degli stati scelgono liberamente la propria moneta unica. Nella mia Africa, abbiamo anche noi una moneta unica che è la FCFA (la moneta della Comunità francese di Africa, Occidentale e Centrale). 1 euro oggi equivale a 655,00 f cfa. Ma la moneta cfa non è stata scelta liberamente dagli stati africani all’indomani della loro indipendenza dai paesi colonizzatori europei. Se la sono trovati imposta dalle potenze politiche ed economiche europee, francesi per la precisione.
La nostra moneta unica nei paesi francofoni in Africa è una imposizione neocoloniale.
In Europa c’è stato un tentativo di realizzazione di una convenzione europea affinché ci sia una vera Costituzione Europea (Commissione di lavoro presieduta dall’ex presidente francese Valéry Giscard D’Estaing e da Giuliano Amato). Non c’è stato nulla di fatto, per ora.
C’è comunque l’accordo Schengen per la libera circolazione dei cittadini residenti nell’Unione Europea. Personalmente considero quello dell’Accordo Schengen, la piu’ grande conquista che qualifica meglio l’idea e l’intuizione stessa della creazione dell’Unione Europea. L’Abbattimento dei confini e delle frontiere è una grande rivoluzione. Lo dico perché 21 anni, che già ero studente in Italia (fresco di arrivo dall’Africa), per potermi poi spostare dall’Italia in Francia a trovare i miei amici Oratoriani di Saint’Eustache a Parigi e quelli della Présence Africaine (Quartier Latin) dovevo sempre richiedere il visto francese presso il consolato francese a Venezia che qualche volta me lo negava. Sento ancora sul mio corpo quel dolore e quella tristezza di quella notte d’inverno del 22 dicembre 1994 quando al confine tra la Francia e la Svizzera la polizia svizzera mi fece scendere dal treno mentre dormivo. Il loro argomento era che non ero in possesso del visto per transitare per Svizzera verso l’Italia dove stavo rientrando dopo alcuni giorni a Parigi con i miei amici e sostenitori. Tristezza e umiliazione mescolate al senso di disprezzo nei confronti di questi tre poliziotti piuttosto arroganti e maleducati. Non ero un bandito, ma semplicemente cittadino immigrato, africano e nero regolarmente soggiornantr in Italia
Che tristezza per uno che pur essendo regolare in Italia non poteva uscire facilmente dallo spazio geografico in cui era confinato. Ero sempre arrabbiato per questo motivo.
Che bella, l’idea della Libera Circolazione.
Poi c’è stata quella della Moneta Unica, l’Euro. Anche qui è innegabile che anche questo è una bella Conquista. Finalmente quando devo spostare nei paesi dell’Unione, non devo piu’ andare presso la banca per chiedere il cambio delle monete. Non devo piu’ richiedere molte settimane prima né la deutsche Mark, né le Franc français. Questa fatica del cambio di moneta mi viene risparmiata anche quando ritorno in Togo e in Bénin (i miei due paesi d’origine) a trovare i miei parenti ed amici o tenere corsi agli studenti africani. A questi ultimi parlo ben volentieri dei traguardi che i cittadini europei ele loro Istituzioni hanno raggiunto nel corso degli anni. Mi vengono le lacrime agli occhi quando i n Africa parlo di queste cose, perché penso alle occasioni che i leaders africani hanno perso per realizzare una delle piu’ grandi intuizioni postcoloniali: IL PANAFRICANISMO. Una sorta di Unione Africana che era sempre stata nel sogno dei nostri padri dell’Indipendenza come Kwame N’krumah (ghana), Ahmed Sekou Touré (Guinea-Conakry), Jomo Kenyatta (kenya), Julius Nyerere (Tanzania-Zanzibar), Sylvanus Olympio (Togo), Patrice Emery Lumumba (Congo Democratico), Amilcar Cabral (Guinea-Bissau), Agosthino Neto (Angola), e altri ancora. I miei Maîtres-à-penser nella mia giovinezza africana) e ora anche in Europa.
Tornando a noi, in Europa. Devo dire che dall’idea della comunità economica si è passato, non in modo del tutto definitivo, come ci saremo augurati a quella dell’Unione di convivenza tra i cittadini. Vedo che il cammino è appena abbozzato e sarà faticoso arrivare alla metà, quella cioè dell’Eu come spazio di visibilità e di vita degli uomini, delle donne e dei popoli che un modo o l’altro si trovano a entrarci. Una specie di Agorà moderna che va favorita ed incoraggiata anche attraverso alcuni impegni politically correct.
L’Europa e le sue Istituzioni dovranno favorire:
Guarda più sovente i volti delle persone tristi e allegre e presta più attenzione alle loro grida.
Ascolta la voce dei richiedenti asilo e dei perseguitati che bussano ai tuoi confini di terra e di mare
Ascolta la voce e le voci dei Cittadini giunti a Lampedusa e negli confini tuoi. Non abbandonarli per nessun motivo.
Dai valori alla relazione “relationship”, all’amicizia e alla fratellanza.
Dai forza e senso ai valori come il Riconoscimento delle Diversità, tutte la Diversità.
Ascolta la voce delle Tue donne, nostre sorelle, madri, compagne, amche e mogli.
Cura e guarisci le ferite degli emarginati che bussano alle tue porte e vogliono avere un briciolo del tuo pane e una goccia della tua acqua.
Cara Europea non accettare il ritorno della dittatura nel continente.
Cara Europa sotieni il passo e la lotta dei cittadini ungheresi contro la Dittatura.
Asciuga il volto dei dannati che da qualche anno popolano le periferie delle tue città fantastiche, Londra, Berlin, Paris, Roma, Atene, Bruxelles, Amsterdam Madrid, Lisboa, Vienna,, ecc.
E quando avrai accettato il 1 maggio prossimo gli altri dieci paesi, ricordati di una cosa: le nazioni, le città e i villaggi non esistono senza i loro abitanti.
Cara Europa degli Illuministi non permettere che si facciano delle leggi per calpestare i diritti al pane, alla cura, all’educazione, all’abitazione, alla libertà di culto e della parola di nessun cittadino dimorante nei tuoi spazi.
Cara Europa le guerre e gli atti di terrore si evitano includendo le persone, non allontanandole dai tuoi fragili confini.
Europa, ti chiedo di guardare l’Africa e gli altri continenti con simpatia ed empatia nella logica appunto del destino comune tra tutti i cittadin.i
Europa non chiuderti dentro i tuoi confini, guarda oltre le tue frontiere e fai tesoro degli intramontabili tesori che ti offrono gratuitamente: l’Africa, l’Asia, le Americhe e l’Oceania.
Cara Europa, sii saggia. Non perdere la tua Memoria e quella tua gente.
Cara Europa ricordati della tua gente in diaspora e la gente in esilio ed in immigrazione nei tuoi territori.
Hello Europa, valorizza i tuoi anziani e ogni volta ricordati questo detto africano: “L’Anziano che muote è una biblioteca che brucia”.
Cara Europa, vorrei anche dirti che non abbiamo bisogno di senofobi, dei politici bugiardi e falsi..
Non abbiamo bisogno di furbi, di disonesti, di razzisti e dei mediocri.
Cara Europa, fai ritornare l’Amore per la Cultura, la compagna esistenziale di ognuno di noi. Cara Europa abbiamo bisogno delle tue conquiste democratich che ti hanno reso Grande, Forte e Coesa soprattutto dopo la guerra provocata dal nazifascismo.
ara Europa ricordati delle tue numerose religioni, fedi e spiritualità delle donne e degli uomini dei tuoi territori.
Europa, madre nostra, ti chiediamo di non sostenere piu’ né in Africa né altrove le Dittature che stanno estinguendo le popolazioni povere d emarginate della terra.
Cara Europa, madre e sorella, se posso consigliarti, ti devo quest’ultima cosa: “Metti al primo posso la dimensione dell’Essre rispetto all’Avere”. Se puoi.
Buon cammino a Te cara Europa!
(Jean-Pierre Sourou Piessou, afroeuropeo)
Mi dico anche proprio per queste sfide nuove che stanno accadendo anno dopo anno, l’Europa dovrà attrezzarsi nelle sue strutture e nelle sue istituzioni sociali, politiche, amministrative e sindacali. Perché dovrà rispondere a varie questioni che riguardano la vita, il benessere, le situazioni che stanno affliggendo i suoi cittadini, cioè Noi. Le situazioni sono sempre piu’dure e difficili, basta pensare alle condizioni lavorative dei cittadini, alla grossa questione della disoccupazione nonché alla crisi economica provocata a dire il vero dai miopi amministratori e dagli speculatori finanziari (per la maggior parte). A’ mio parere quella che sta colpendo duramente l’Europa e le sue istituzioni politiche ed economiche in questi tre anni è una crisi endogena, una CRISI, di cui le cause sono da ricercare non solo all’esterno dell’Europa, ma soprattutto all’interno.
Di fronte a queste drammatiche situazioni, l’Europa non dovrà più dare delle risposte approssimative e pressoché giuste ai problemi della gente. Dovrà mettere nella sua agenda le tre parole che in questi anni sa pronunciare bene e correttamente, ma non sa vivere e stenta a fare vivere: diritti, doveri ed opportunità.. vedremo in che modo queste tre “mots-clé” dovranno essere la chiave di volta della nuova Europa a 27 stati.
La più grande sfida per tutti noi è quella di “apprendre à cohabiter”, di mparare a coabitare o meglio a convivere. Ognuno vicino e accanto all’altro rispettandone i ritmi di vita, i sentimenti, le espressioni, i linguaggi e la lingua, il credo sociale e religioso e dando a ciascuno le opportunità e valorizzando le capacità e i modelli di vita, ossia la “Weltanschauung”di ogni cittadino europeo e di altre nazioni. Anch’io che sono d’origine africana, possiedo il mio credo, una gamma di valori e di ideali, siano essi spirituali o politici e culturali, ma credo che non mi devo per nessun motivo rinchiudermi in essi (valori) in modo esclusivo ed escludente in difesa di non si sa quale identità culturale.
Intanto diciamo in varie lingue benvenuti, welcome, bienvenus, benvenidos, Willkommen in Europa a Cipro, Malta, Repubblica Ceca, la Slovacchia, alla Slovenia, alla Croazia, alla Ungheria, all’Estonia, alla Lituania, alla Polonia, alla Bulgaria, alla Romania
Nel 1957 (alla Convenzione di Roma) l’Europa che ha vissuto tra due spinte di segno opposto, ovverosia tra quella indotta da esperienze unificanti ( il cristianesimo, l’impero carolingio, il rinascimento, l’illuminismo) e quella derivata da conflitti interconfessionali e interstatali ( le guerre di religione e i due conflitti mondiali ecc..) ha cercato di cambiare il corso della sua storia all’insegna della pace e del buon vicinato. Altiero Spinelli (italia), Jean Monnet (France), Robert Schuman (France), Charles De Gaulle (France), Conrad Adenaeur (Deutschland), ebbero la singolare ispirazione di lavorare per la creazione di qualcosa che vada al dilà del nazionale, ma che non sia sovranale, ma che riesca a dare valore ad ogni singolo stato della Comunità Econimica Europea preceduta da CECA ( Comunità europea del Carbone e dell’aciao). Si misero in marcia, la France, Deutschland, Holland, Belgique, Italia e Luxemburg. Da cinque che erano i paesi sono passati a quindici, poi a venticinque e ora a ventisette. Hanno adottato da dieci anni la moneta unica ed è la prima volta che degli stati scelgono liberamente la propria moneta unica. Nella mia Africa, abbiamo anche noi una moneta unica che è la FCFA (la moneta della Comunità francese di Africa, Occidentale e Centrale). 1 euro oggi equivale a 655,00 f cfa. Ma la moneta cfa non è stata scelta liberamente dagli stati africani all’indomani della loro indipendenza dai paesi colonizzatori europei. Se la sono trovati imposta dalle potenze politiche ed economiche europee, francesi per la precisione.
La nostra moneta unica nei paesi francofoni in Africa è una imposizione neocoloniale.
In Europa c’è stato un tentativo di realizzazione di una convenzione europea affinché ci sia una vera Costituzione Europea (Commissione di lavoro presieduta dall’ex presidente francese Valéry Giscard D’Estaing e da Giuliano Amato). Non c’è stato nulla di fatto, per ora.
C’è comunque l’accordo Schengen per la libera circolazione dei cittadini residenti nell’Unione Europea. Personalmente considero quello dell’Accordo Schengen, la piu’ grande conquista che qualifica meglio l’idea e l’intuizione stessa della creazione dell’Unione Europea. L’Abbattimento dei confini e delle frontiere è una grande rivoluzione. Lo dico perché 21 anni, che già ero studente in Italia (fresco di arrivo dall’Africa), per potermi poi spostare dall’Italia in Francia a trovare i miei amici Oratoriani di Saint’Eustache a Parigi e quelli della Présence Africaine (Quartier Latin) dovevo sempre richiedere il visto francese presso il consolato francese a Venezia che qualche volta me lo negava. Sento ancora sul mio corpo quel dolore e quella tristezza di quella notte d’inverno del 22 dicembre 1994 quando al confine tra la Francia e la Svizzera la polizia svizzera mi fece scendere dal treno mentre dormivo. Il loro argomento era che non ero in possesso del visto per transitare per Svizzera verso l’Italia dove stavo rientrando dopo alcuni giorni a Parigi con i miei amici e sostenitori. Tristezza e umiliazione mescolate al senso di disprezzo nei confronti di questi tre poliziotti piuttosto arroganti e maleducati. Non ero un bandito, ma semplicemente cittadino immigrato, africano e nero regolarmente soggiornantr in Italia
Che tristezza per uno che pur essendo regolare in Italia non poteva uscire facilmente dallo spazio geografico in cui era confinato. Ero sempre arrabbiato per questo motivo.
Che bella, l’idea della Libera Circolazione.
Poi c’è stata quella della Moneta Unica, l’Euro. Anche qui è innegabile che anche questo è una bella Conquista. Finalmente quando devo spostare nei paesi dell’Unione, non devo piu’ andare presso la banca per chiedere il cambio delle monete. Non devo piu’ richiedere molte settimane prima né la deutsche Mark, né le Franc français. Questa fatica del cambio di moneta mi viene risparmiata anche quando ritorno in Togo e in Bénin (i miei due paesi d’origine) a trovare i miei parenti ed amici o tenere corsi agli studenti africani. A questi ultimi parlo ben volentieri dei traguardi che i cittadini europei ele loro Istituzioni hanno raggiunto nel corso degli anni. Mi vengono le lacrime agli occhi quando i n Africa parlo di queste cose, perché penso alle occasioni che i leaders africani hanno perso per realizzare una delle piu’ grandi intuizioni postcoloniali: IL PANAFRICANISMO. Una sorta di Unione Africana che era sempre stata nel sogno dei nostri padri dell’Indipendenza come Kwame N’krumah (ghana), Ahmed Sekou Touré (Guinea-Conakry), Jomo Kenyatta (kenya), Julius Nyerere (Tanzania-Zanzibar), Sylvanus Olympio (Togo), Patrice Emery Lumumba (Congo Democratico), Amilcar Cabral (Guinea-Bissau), Agosthino Neto (Angola), e altri ancora. I miei Maîtres-à-penser nella mia giovinezza africana) e ora anche in Europa.
Tornando a noi, in Europa. Devo dire che dall’idea della comunità economica si è passato, non in modo del tutto definitivo, come ci saremo augurati a quella dell’Unione di convivenza tra i cittadini. Vedo che il cammino è appena abbozzato e sarà faticoso arrivare alla metà, quella cioè dell’Eu come spazio di visibilità e di vita degli uomini, delle donne e dei popoli che un modo o l’altro si trovano a entrarci. Una specie di Agorà moderna che va favorita ed incoraggiata anche attraverso alcuni impegni politically correct.
L’Europa e le sue Istituzioni dovranno favorire:
- lo scambio culturale tra tutti i cittadini nativi, residenti o semplicemente dimoranti nell’Unione
- creare dei luoghi dove possano avvenire questi scambi in modo naturale e senza attriti
- mettere al centro di ogni azione dell’Unione i tre cardini su cui si fondano le convivenze tra cittadini: i diritti, i doveri (le responsabilità) e le opportunità.
- Esigere da ogni stato appartenente all’Unione il rispetto di alcuni parametri della buona Pedagogia. Per esempio che le scuole siano di qualità e siano accessibili da ricchi e poveri; che le strutture sanitarie siano di buon livello in modo tale che garantiscono il diritto alla cura e alla prevenzione delle malattie; che gli orari di lavoro non strozzino lo spazio sociale e del tempo libero dei lavoratori e delle lavoratrici; che il salario sia equo e garantisca il potere di acquisto dei lavoratori/ci e le loro famiglie; che le informazioni per mass-media siano anche delle formazioni delle coscienze dei cittadini; garantire la tutela, il rispetto delle minoranze culturali e linguistiche che vivono nell’Unione di cui l’impegno forte e concreto di lotta contro le discriminazioni, le intolleranze, il razzismo, la xenofobia, l’islamofobia, l’omofobia, l’antisemitismo; permettere, incoraggiare e valorizzare le diverse forme artistiche e culturali dei cittadini e delle cittadine.
- Combattere l’omofobia sotto ogni forma e modo
- Fare dell’Ue uno spazio concreto dove si rispettano e si valorizzano i valori e gli ideali dei membri dello spazio, compresi i cittadini immigrati dell’Unione stess. Valori ed ideali che non dovranno essere mai disponibili ai compromessi.
- Incoraggiare e valorizzare il ruolo e la figura delle Donne dentro l’unione Europea
- Sostenere il passo dei bambini, creando spazi, possibilità per la crescita dei Ragazzi e delle Ragazze (sostegno alla Maternità e all’Infanzia). Nella mia Africa, si dice che i bambini rappresentano il ramo dell’albero della vita e ogni volta che vengono trascurati e violentati, la pianta non fiorisce piu’. Essa perde il profumo della primavera, i fiori appunto.
- Valorizzare sempre di piu’ i cittadini Immigrati presenti nello spazio dell’Unione. Anche perché da come si accoglie l’ospite, si capisce se ti vuoi davvero bene.
Guarda più sovente i volti delle persone tristi e allegre e presta più attenzione alle loro grida.
Ascolta la voce dei richiedenti asilo e dei perseguitati che bussano ai tuoi confini di terra e di mare
Ascolta la voce e le voci dei Cittadini giunti a Lampedusa e negli confini tuoi. Non abbandonarli per nessun motivo.
Dai valori alla relazione “relationship”, all’amicizia e alla fratellanza.
Dai forza e senso ai valori come il Riconoscimento delle Diversità, tutte la Diversità.
Ascolta la voce delle Tue donne, nostre sorelle, madri, compagne, amche e mogli.
Cura e guarisci le ferite degli emarginati che bussano alle tue porte e vogliono avere un briciolo del tuo pane e una goccia della tua acqua.
Cara Europea non accettare il ritorno della dittatura nel continente.
Cara Europa sotieni il passo e la lotta dei cittadini ungheresi contro la Dittatura.
Asciuga il volto dei dannati che da qualche anno popolano le periferie delle tue città fantastiche, Londra, Berlin, Paris, Roma, Atene, Bruxelles, Amsterdam Madrid, Lisboa, Vienna,, ecc.
E quando avrai accettato il 1 maggio prossimo gli altri dieci paesi, ricordati di una cosa: le nazioni, le città e i villaggi non esistono senza i loro abitanti.
Cara Europa degli Illuministi non permettere che si facciano delle leggi per calpestare i diritti al pane, alla cura, all’educazione, all’abitazione, alla libertà di culto e della parola di nessun cittadino dimorante nei tuoi spazi.
Cara Europa le guerre e gli atti di terrore si evitano includendo le persone, non allontanandole dai tuoi fragili confini.
Europa, ti chiedo di guardare l’Africa e gli altri continenti con simpatia ed empatia nella logica appunto del destino comune tra tutti i cittadin.i
Europa non chiuderti dentro i tuoi confini, guarda oltre le tue frontiere e fai tesoro degli intramontabili tesori che ti offrono gratuitamente: l’Africa, l’Asia, le Americhe e l’Oceania.
Cara Europa, sii saggia. Non perdere la tua Memoria e quella tua gente.
Cara Europa ricordati della tua gente in diaspora e la gente in esilio ed in immigrazione nei tuoi territori.
Hello Europa, valorizza i tuoi anziani e ogni volta ricordati questo detto africano: “L’Anziano che muote è una biblioteca che brucia”.
Cara Europa, vorrei anche dirti che non abbiamo bisogno di senofobi, dei politici bugiardi e falsi..
Non abbiamo bisogno di furbi, di disonesti, di razzisti e dei mediocri.
Cara Europa, fai ritornare l’Amore per la Cultura, la compagna esistenziale di ognuno di noi. Cara Europa abbiamo bisogno delle tue conquiste democratich che ti hanno reso Grande, Forte e Coesa soprattutto dopo la guerra provocata dal nazifascismo.
ara Europa ricordati delle tue numerose religioni, fedi e spiritualità delle donne e degli uomini dei tuoi territori.
Europa, madre nostra, ti chiediamo di non sostenere piu’ né in Africa né altrove le Dittature che stanno estinguendo le popolazioni povere d emarginate della terra.
Cara Europa, madre e sorella, se posso consigliarti, ti devo quest’ultima cosa: “Metti al primo posso la dimensione dell’Essre rispetto all’Avere”. Se puoi.
Buon cammino a Te cara Europa!
(Jean-Pierre Sourou Piessou, afroeuropeo)
Manovra, respingere l'attacco all'art. 18 Statuto lavoratori
di reterache da Google Reader
L’ARTICOLO DA RITIRARE
Massimo D’Antoni 29/8/2011
L ’attacco all'articolo 18 dello
Statuto dei lavoratori, quello che sanziona il licenziamento
ingiustificato, non è una novità per Berlusconi.......... La
soluzione prevista dall'art. 8 del decreto legge della manovra, che
consente alla contrattazione aziendale di derogare ai limiti posti
dallo Statuto dei lavoratori, è particolarmente maldestra.Come ha
spiegato il senatore Pietro Ichino, i risultati prevedibili della sua
applicazione sarebbero un aumento del contenzioso e la creazione di
ulteriori disparità tra lavoratori. Insomma, un intervento che
potrebbe al più soddisfare quei liberisti che vedono lo
scardinamento del diritto del lavoro come un obiettivo in sé
auspicabile.Più in generale, ci sono due ordini di ragioni che
giustificano una forte opposizione a tale norma e la richiesta della
sua cancellazione.............La prima ha a che vedere con il
presupposto di fondo dell'intervento: l'idea che l'aumento della
produttività passi per una maggiore licenziabilità e la conseguente
modifica dei rapporti di forza all' interno dell'impresa; e che il
prevedibile aumento nella diseguaglianza delle retribuzioni possa
determinare migliori incentivi per i lavoratori.Evidentemente l'esito
di 15 anni di riforme in direzione di una progressiva
deregolamentazione del mercato del lavoro non è bastato a scalfire
certe convinzioni. Non ci riferiamo soltanto ai costi umani
della maggiore precarietà, ma al fatto che l'aumento della
flessibilità non ha portato agli sperati aumenti della
produttività.Il perché non è difficile da spiegare, una volta che
si comprenda che la produttività del lavoro è principalmente
l'effetto di investimenti, realizzati sia dall' impresa che dal
lavoratore, in capitale fisico e soprattutto umano; investimenti che
comportano in molti casi l'acquisizione di competenze specifiche
all'impresa. È chiaro che maggiore è la precarietà, minore
sarà l'incentivo ad investire per entrambe le parti. La via
della flessibilità può sembrare una soluzione più a portata di
mano per aumentare la competitività, in quanto scarica all'esterno
dell' impresa parte dei rischi e consente, complice il vantaggio in
termini di obblighi previdenziali, il contenimento dei costi del
lavoro.Ma si tratta di benefici di corto respiro, che non favoriscono
certo quella riqualificazione produttiva di cui il Paese ha un
disperato bisogno. Ben più convincenti semmai altre strade, come
quella di prevedere, insieme ad un giusto grado di flessibilità
«interna» e a forme innovative di coinvolgimento del sindacato,
incrementi salariali a livelli programmati, in modo da aumentare il
premio per le imprese più innovative penalizzando quelle meno
efficienti. E veniamo così alla seconda ragione per cui è
importante opporsi all'articolo 8 della manovra. Una ragione più
legata alla fase specifica in corso, ma non per questo meno cruciale.
Si tratta della consapevolezza che la drammaticità del momento
richiede spirito di collaborazione tra i soggetti interessati, per
ricondurre il Paese su un sentiero virtuoso di crescita, rigore e
responsabilità.Solo cercando soluzioni il più possibile condivise,
e non alimentando un clima di risentimento e di diffidenza di tutti
contro tutti, sarà possibile distribuire in modo equo i sacrifici
necessari.L'appello comune delle parti sociali del 27luglio («Un
patto per crescere») era un segnale importante nella direzione
giusta, che rischia di essere vanificato dall'ennesimo ricorso a
quella che è stata efficacemente definita strategia della
divisione.È chiaro che ci sono sensibilità, visioni e interessi
diversi in gioco; compito di un governo responsabile dovrebbe essere
quello di fare sintesi e definire le priorità minimizzando i
constrasti, non quello di giocare col fuoco dello scontro ideologico,
cullandosi nella propria illusione di autosufficienza.
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