lunedì 25 febbraio 2013

nanoparticelle


 RISCHI AMBIENTALI E POTENZIALITA'

sabato 29 settembre 2012  ore 08.45
auditorium I Clinica Medica - viale del Policlinico 155,  Roma
Esperti a confronto per il workshop “Nanoparticelle di sintesi e ambientali: angeli o demoni”, in programma venerdì 29 settembre alla Sapienza.
Obiettivo dell’incontro, organizzato da Silvana Fiorito del dipartimento di Medicina clinica, è di illustrare i potenziali effetti benefici, nonché i rischi per la salute umana delle nanoparticelle, elementi delle dimensioni di alcuni miliardesimi di metro che si prestano a numerose applicazioni soprattutto in ambito biomedico.
Grazie alle loro caratteristiche fisico-chimiche e alla straordinaria versatilità, le nanoparticelle hanno potenzialità terapeutiche e diagnostiche estremamente sofisticate: basti pensare ai dispositivi per la somministrazione di farmaci mirati o ai nanomateriali intelligenti per la rigenerazione cellulare. Ma il problema della loro tossicità è ancora irrisolto a causa della difficoltà di definire e standardizzare parametri certi di biocompatibilità.
Ampiamente provata invece è la nocività per l’organismo umano e animale delle nanoparticelle ambientali derivanti dai gas di scarico dei motori o dall’inquinamento industriale.
Nel corso del workshop saranno presentate le ultime scoperte della ricerca nano in ambito biomedico: per esempio sugli effetti di alcuni tipi di nanoparticelle (le graphite nanoplatelets) che i ricercatori hanno scoperto contrastare l’azione di batteri, anche patogeni, per l’uomo; o sulla tossicità  del nanoparticolato ambientale, derivante dai gas di scarico dei motori diesel, su cellule umane in vitro. Al riguardo i ricercatori della Sapienza hanno dimostrato che non è soltanto la quantità ma anche la qualità delle nanoparticelle a determinarne la nocività.

Nanoparticelle , sistema immunitario , correttezza nell'informazione scientifica e tecnologica

Molecularlab.it - Animazioni, News e didattica su biologia molecolare, ingegneria genetica e ricercaorso castano : pubblicare post senza contemporaneamente fornire  "controcanti" o  senza alcun commento con il link a questo sito che esalta , a dir poco, il "new brave world" delle nanotecnologie non mi sembra cosa corretta nel campo della comunicazione scientifica. Ormai , sembra che le nanoparticelle siano  la panacea di tutti i nostri mali, dall'inquinamento al cancro. Questo modo di fare informazione scientifica e' scorretto, non entra nel merito, non riporta gli effetti collaterali potenziali e studiati per ciascun intervento nanotecnologico e , sopratutto , non si parla dei metodi diversied alternativi che potrebbeo essere usati senza che l'uomo entri in contatto con nano-particelle insicure ed ancora poc o studiate come farmavigilanza. Ricordiamo a questi divulgatori che gia' le nanoparticelle dei combusti delle macchine da trasporto (dalle PM10 in giu')  sono un grave problema , per non parlare delle particelle che derivano dai combusti diesel o dalle ruote delle macchine da trasporto. Queste particelle hanno portato ad un aumento dei tumori ed hanno fatto diventare Torino una delle citta' piu' inquinate d'Italia. Questi divulgatori non fanno un buon servizio alla prevenzione ed alla salute della popolazione. anche se la loro strada, come si suol dire "e' lastricata, come quella dell'inferno , di buone intenzioni......La storia purtroppo si ripete. Come per gli OGM, che avrebbero dovuto sfamare l'umanita' , ma che sembrano modificare il nostro DNA , per i quali ci furono schieramenti opposti , ma almeno ci fu un serio dibattito, cosi' dietro quest'enfasi nano-mercato , ci sono colossi a caccia di soldi, forse alcuni entusiasti divulgatori, nella fretta , hanno dimenticato di suggerire chi c'e' dietro questo ennesimo business a danno dei consumatori. E' tempo di vigilare!!!
Nanoparticelle e sistema immunitario
......................Prodotti basati sulla nanotecnologia sono già presenti sul mercato e (link)  comprendono componenti per l'elettronica, vernici anti graffio, attrezzature sportive, tessuti anti macchia e anti grinza e creme solari. Gli analisti stimano che il mercato per questi prodotti valga ora centinaia di miliardi di euro e che potrebbe arrivare a un bilione entro il 2015.

Questo potrebbe anche significare che la possibile esposizione professionale e del pubblico alle nanoparticelle fabbricate potrebbe aumentare sensibilmente nel prossimo futuro. Molti ricercatori hanno già affrontato le questioni di tossicità associate con diverse nanoparticelle in vitro e in vivo. Tuttavia, mancano ancora informazioni che descrivono il relativo rischio per la salute e ambientale delle nanoparticelle costruite. Gli effetti delle proprietà delle nanoparticelle sul sistema immunitario sono ancora in fase di analisi, e gli studi di molte preparazioni con nanoparticelle di solito ricadono in due categorie: (a) reazioni a nanoparticelle che sono specificamente modificate per stimolare il sistema immunitario e (b) effetti collaterali indesiderati delle nanoparticelle.Questo significa che i risultati del progetto InLiveTox potrebbero avere il potenziale per cambiare il modo in cui i settori farmaceutico, chimico, cosmetico e alimentare testano sicurezza ed efficienza dei nuovi materiali. I metodi migliorati potrebbero apportare significativi benefici economici sia mediante la riduzione dei costi dei test se confrontati all'uso di animali, ma anche mediante l'opportunità di portare sul mercato prodotti più sicuri in modo più veloce rispetto ai metodi attuali, soddisfacendo allo stesso tempo la legislazione REACH.

La tecnologia sviluppata in questo progetto potrebbe fornire un significativo vantaggio a chi la adotterà da subito. Essa può essere usata come strumento di test e ricerca in tossicologia e farmacologia per qualsiasi nuova entità chimica. I risultati del progetto hanno superato in molti modi le aspettative, fornendo una tecnologia eccitante e innovativa che ha il potenziale per sostenere gli sviluppi di nuovi prodotti nel settore dei test in vitro. A livello macro, il progetto conferma la posizione competitiva in campo internazionale che gli enti di ricerca europei occupano nel settore in rapido sviluppo dei test in vitro.

Il consorzio è un gruppo interdisciplinare composto dai leader europei in nanotossicologia, farmacia e ingegneria a livello europeo, assieme a un importante gruppo di ricerca americano proveniente dalla University of Rochester nell'ambito dell'invito FP7-NMP-2008-1.3-2 del 7° PQ. 

Fonte: Cordis (20/02/2013)

Nanotecnologie e Biotech



 Nanoparticelle in una cellula cancerosa

sabato 23 febbraio 2013

http://geekitaly.com/


Il nuovo arto bionico controllato interamente dal cervello
Stamattina vi voglio parlare di un’interessante novità dal mondo della scienza, ho scoperto, su un sito americano, che recenetemente è stato testato un arto bionico; ma cosa cambia con il passato? Il nuovo arto è controllato interamente dal cervello, e non ha alcun bisogno di elettrodi installati nella massa celebrale(sulla testa), ma prende spunto solo dai nervi sottesi della gamba.
Vale a dire che la protesi viene installata da un equipe medica specializzata, ed è funzionale proprio grazie ai nervi rimanenti nella gamba, ed è quindi del tutto autonoma.  Il test è stato condotto da Zac Vawter, ingegnere informatico e corritore di lunghe maratone, ed è stato teso a raggiungere l’obbiettivo di salire 103 scale consecutivamente senza cadere mai, o perdere il controllo celebrale sulla gamba; il test sembra riuscito perfettamente. Secondo Vawter, le sue gambe costituiscono quelle che aveva prima, poichè non si nota una vera differenza, dato che il controllo inconscio sulla gamba non è affatto cambiato, c’è una totale dimestichezza nel muoverla, derivata dal controllo celebrale che c’è nel muovere un qualsiasi arto sano del nostro corpo.

orso castano : un ulteriore specialismo , va ad aggiungersi all'esercito di psicologi che ogni giorno va a caccia di corsi e specialismi da acquisire . >Il vero problema e' a disoccupazione intellettuale sanitaria, ormai di massa che il sistema sanitario non riesce a gestire e che vedra' aumentare richieste di specialismi e figure sanitarien inutili , che sottrarranno risorse alla prevenzione, soprattutto quella secondaria , che dovrebbe essere attivata sopratutto dal paziente , in prima persona, sotto la direzione del medico supportato da strutture adeguale solo, solamente quando esse servono, pena una crescita esponenziale dei costi della sanita', ormai un colabrodo usato solo per tamponare una disoccupazione intellettuale di massa !!

tecnici di riabilitazione psichiatrica: "Rivedere accreditamento e piante organiche dei Dsm"

In un manifesto presentato alle forze politiche, l'AITeRP denuncia il rischio di un vero e proprio collasso di "tutto l'apparato socio-sanitario legato alla salute mentale". E' per questo che servono "finanziamenti certi e standard minimi".

23 FEB - “Da oltre 20 anni, tra i professionisti che si occupano di salute mentale dei cittadini, ci sono i Tecnici della Riabilitazione Psichiatrica (Te.R.P.) che denunciano seri problemi nel sistema, così gravi che si rischia un vero e proprio collasso di tutto l’apparato socio-sanitario legato alla Salute Mentale”, è l’allarme lanciato dall’Associazione italiana dei tecnici di riabilitazione psichiatrica (AITeRP). Sulla di questo ragionamento l’associazione ha elaborato un “Manifesto per la salute mentale e la riabilitazione psichiatrica” rivolto a tutte le forze politiche in campo.

Il documento evidenzia innanzitutto come
“i cittadini che soffrono di un disagio mentale siano sempre più in aumento anche a causa della crisi economica che incide sulle capacità di sostentamento e di autoaffermazione dell’individuo”. E’ per questo che è necessario garantire certezze nella cura, stabilendo “standard minimi e linee guida condivise basate sulle evidenze scientifiche e da attuare in tutti i Dipartimenti di Salute Mentale”. Qualsiasi tipo di intervento necessita però di finanziamenti certi e in particolare di “ un utilizzo più efficiente delle risorse già impiegate finalizzandole e legandole ai percorsi riabilitativi condivisi tra operatori, utenti e loro familiari”.

Altra questione nodale è legata a una riorganizzazione dei Dsm, rivedendo i “i criteri di accreditamento delle strutture psichiatriche e le piante organiche degli operatori che vi lavorano”. Funzione essenziale è svolta anche da conoscenza e prevenzione, in quanto “la Salute Mentale si tutela a partire dalla conoscenza delle malattie, dei loro segni e delle possibilità di cura”. Il manifesto chiede infine che vengano effettivamente valorizzati i tecnici della riabilitazione psichiatrica attraverso “il pieno riconoscimento delle loro competenze e professionalità”.
 


23 febbraio 2013

giovedì 21 febbraio 2013

nuove protesi cerebrali?


orso castano : nel prossimo anno dovrebbero uscire i Google Glass, occhiali che permetteranno.."Una volta indossati potremo accedere alle funzioni dei nuovi Glass enunciando le parole “Ok Glass”. Si aprirà un’interfaccia che vedremo nell’angolo in alto a destra del nostro campo visivo. Gli occhiali possono essere controllati principalmente dalla nostra voce, ma è presente anche un piccolo touchpad.  In base al comando impartito dall’utente Glass permetterà di scattare una foto o registrare un video, condividere istantaneamente quello che vediamo in quel preciso momento, mostrare le indicazioni stradali per raggiungere una meta specifica, inviare messaggi utilizzando esclusivamente la nostra voce, ricevere una risposta ad un nostro ipotetico dubbio, convertire valute o unità di misure, tradurre la nostra stessa voce." una specie di memoria aggiuntiva che, pero', puo' essere scambiata , visivamente con altre persone. Ma non esistono gia' le telecamere , anche quelle montate sugli elmetti? vedremo...
.............Rod, mentre indossava la sua versione dei Google Glass, ha capito che il valore più grande di questa creazione sarà quello di creare una seconda generazione di applicazioni che aumenteranno le nostre cognizioni. Un po’ come immaginare di essere in grado di richiamare (e condividere) tutto quello che abbiamo visto, leggere le trascrizioni di ogni conversazione che abbiamo avuto, affianco ai nomi ed ai volti di tutti quelli che abbiamo incontrato. Immaginate di avere informazioni contestuali supplementari a voi trasmesse nel momento in cui vi serviranno.
La creazione di un software e di un hardware per una “protesi del cervello” è certamente possibile entro il prossimo decennio, ma saranno veramente apprezzate queste nuove tecnologie così invasive?
Google Glass

omega 3 e cuore


Omega 3 non associati a beneficio nella prevenzione dell'infarto miocardico e dell'ictus nel post-IMA


Ipertrofia Prostatica Benigna - IPB

orso castano : un algoritmo utile anche per i pazienti

da TEam Salute , link

 Articolo pubblicato su Giornale del Medico online, 30/05/2011

univadis
20 feb. (Adnkronos Salute) - Un idrogel per riparare i danni conseguenti agli attacchi di cuore. A metterlo a punto i bioingegneri della University of California a San Diego (Usa), che hanno dimostrato in uno studio sui maiali come l'innovativo materiale possa aiutare la formazione di nuovi tessuti e vasi sanguigni, in modo da riportare il cuore a una condizione di salute. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su 'Science Translational Medicine' e aprono la strada a studi clinici che potrebbero partire già nel corso di quest'anno in Europa.
L'idrogel viene iniettato attraverso un catetere senza incisioni chirurgiche o anestesia generale: una procedura poco invasiva, dunque, che consente al nuovo materiale di formare una sorta di 'impalcatura' nelle aree danneggiate del cuore, favorendo la crescita di nuove cellule e quindi la riparazione. Poiché il gel è stato messo a punto utilizzando tessuto cardiaco prelevato dai suini, sono state evitate reazioni avverse da parte del sistema immunitario. Ulteriori prove effettuate con campioni di sangue umano hanno mostrato che il gel non ha nemmeno effetti sulla capacità di coagulazione del sangue, cosa che sottolinea la biocompatibilità del trattamento per l'uso nell'uomo.

Studio Usa, con ricette elettroniche -17,5 mln errori terapie in 1 anno



univadis
Roma, 20 feb. (Adnkronos Salute) - Le prescrizioni di farmaci attraverso un sistema elettronico possono dimezzare il rischio di errori nelle terapie ed evitare più di 17 milioni di incidenti di questo tipo negli ospedali degli Stati Uniti in un solo anno. Lo indica una ricerca pubblicata online sul 'Journal of American Medical Informatics Association' a firma di esperti dell'Us Institute of Medicine.
Oggi avviene almeno un errore al giorno legato ai medicinali nei nosocomi d'Oltreoceano. I ricercatori hanno calcolato che ampliando l'uso delle ricette on line, questo sistema avrebbe la possibilità di 'tagliarne' 50 milioni in un anno. Gli studiosi hanno analizzato i dati sull'impatto dei sistemi di prescrizione elettronica sugli errori terapeutici e li hanno combinati con quelli sull'adozione di questa metodologia negli ospedali, utilizzando diverse fonti affidabili. Tra queste, il 2006 American Society of Health System Pharmacists Annual Survey, la 2007 American Hospital Association Annual Survey.
L'analisi finale calcola la stima della riduzione degli errori per il 2008: la ricette elettroniche dimezzano la probabilità di errori. Proiettando il numero nel contesto degli ospedali americani che avevano adottato il sistema entro il 2008, gli autori hanno calcolato che questi errori si riducono del 12,5% a livello nazionale. Ciò equivale a circa 17.400.000 errori evitati solo nel 2008. Tuttavia, l'indagine ha scoperto che solo un ospedale per acuti su tre possiede un sistema del genere, soprattutto le strutture più grandi e di città. "Nonostante l'efficacia dei sistemi di prescrizione elettronica nel prevenire gli errori terapeutici - fanno dunque notare gli esperti - la loro adozione e l'uso negli ospedali degli Stati Uniti rimane modesta. Se tutti li adottassero, 51 milioni di errori potrebbero essere evitati ogni anno".
Tornare a vedere forme con occhiale bionico, a Pisa primi impianti mondo
Filippo, 32enne di Pescara - e come lui altri 7 pazienti italiani - ha detto addio al buio totale nel quale era avvolto ormai da qualche anno per effetto dell'aggravamento di una malattia degenerativa rara, la retinite pigmentosa, ed è tornato a vedere la differenza tra giorno e notte, a distinguere la forma degli oggetti, le sagome delle persone. Progressi apparentemente piccoli,....... La protesi infatti ha dei costi molto alti, circa 78 mila euro ai quali si aggiungono le spese per l'intervento (il Drg vale 4 mila euro) e per l'assistenza post impianto. "Arriviamo a circa 85 mila euro a paziente",......... Si cominciò con 16 elettrodi per approdare a 60 e la tecnologia è in continua evoluzione. Oggi siamo alla quinta generazione del software e alla terza generazione delle telecamere. Con la protesi retinica, i fotorecettori danneggiati sono sostituiti da un microcomputer in grado di trasformare e trasmettere ". l'impulso luminoso, ricevuto da una telecamera montata sugli occhiali del paziente, alle cellule nervose della retina ancora attive................l'impulsRetina Italia Onlus attraverso il suo presidente, Assia Andrao: "Realizzeremo nei prossimi mesi una serie di incontri informativi sulla protesi retinica dedicati a pazienti e familiari in tutta Italia". La protesi, continua Rizzo, è fissa, l'impianto resterà sulla retina per il resto della vita dei nostri pazienti, ma il software che regola la proiezione di immagini è in continuo sviluppo e stiamo assistendo a un continuo miglioramento delle performance visive dei pazienti. Per il 2016 è prevista una protesi con 240 elettrodi, cioè una densità 4 volte migliore di quella che impiantiamo oggi e questo permetterà quindi di estendere il campo di applicazione anche a pazienti che hanno una vista migliore rispetto a coloro che sono adesso candidabili all'intervento

mercoledì 20 febbraio 2013

BioInItaly NewsletterBioInItaly Newsletter E la vetrina del biotech italiano all'Estero . 
Periodicamente Offre Agli Internazionali parti interessate, in lingua inglese, Informazioni Su Quanto Accade nel Mondo delle biotecnologie italiane.
BioInItaly 1
31 gennaio 2013
  • Cell Therapeutics Inizia registrazione nella fase 3 PERSIST-1 Prova di Pacritinib per il trattamento della mielofibrosi

    Cell Therapeutics, Inc. (CTI) (NASDAQ e MTA: CTIC) ha annunciato che la Società ha avviato centri di sperimentazione clinica e ha iniziato il reclutamento dei pazienti in uno studio clinico di Fase 3, noto come PERSIST-1 o PAC325, per pacritinib, inibitore sperimentale JAK2 CTI , che viene valutato per il trattamento di pazienti con mielofibrosi. Lo studio randomizzato prevede l'arruolamento di 270 pazienti e valuterà la sicurezza e l'efficacia di pacritinib rispetto alla migliore terapia disponibile, esclusi gli inibitori della JAK, in pazienti con mielofibrosi. 

  • Cell Therapeutics annuncia di dati di sicurezza e il Consiglio di sorveglianza raccomandazione di continuare la GOG-0212 Fase 3 Sperimentazione clinica di OPAXIOTM come terapia di mantenimento nel carcinoma ovarico

    Cell Therapeutics, Inc. (CTI) (NASDAQ e MTA: CTIC) ha annunciato che il Gynecologic Oncology Group (GOG) ha informato che un CTI indipendente Safety Board dati di monitoraggio (DSMB) ha raccomandato la continuazione del GOG-0212 fase 3 di sperimentazione clinica OPAXIOTM ( paclitaxel poliglumex) come terapia di mantenimento nel carcinoma ovarico senza modifiche a seguito di un'analisi ad interim di sopravvivenza. CTI resta a conoscenza dei risultati delle analisi intermedi. GOG-0212 è lo studio più grande manutenzione in questa impostazione, dopo aver arruolato circa 1.000 dei 1.100 pazienti previsti. L'iscrizione è dovrebbe essere completata nel 2013. 

  • Bausch + Lomb Iniziati Fase 3 Programma per il farmaco candidato glaucoma licenza da Nicox

    Bausch + Lomb, la società globale di salute degli occhi, e Nicox SA (NYSE Euronext Paris: COX), che si trova a Sophia-Antipolis con il Centro Ricerche di Bresso, Milano, ha annunciato che Bausch + Lomb ha avviato la sua fase 3 del programma clinico di latanoprostene bunod (precedentemente noto come BOL-303259-X e NCX 116) per la riduzione della pressione intraoculare (PIO) in pazienti con glaucoma o ipertensione oculare. Latanoprostene bunod è un ossido nitrico-donazione di prostaglandina F2-alfa analogico licenza Nicox di Bausch + Lomb. 

  • Aptuit firma accordi con Alios BioPharma e Aegerion Pharmaceuticals

    Aptuit LLC ha recentemente annunciato accordi con due importanti clienti che rappresentano buoni esempi di come la scoperta della droga di Aptuit e capacità di sviluppo può essere applicata a diverse aree terapeutiche, tra cui anti-virale, sistema nervoso centrale, oncologia, antibatterico, respiratorie e più, per sostenere il successo dei progetti del cliente. La società ha rivelato che sta collaborando con Alios BioPharma, South San Francisco, California, su progetti di ottimizzazione di piombo per due dei Alios 'anti-virali obiettivi.

  • La diagnosi di artrite reumatoide: un nuovo kit dalla collaborazione tra Toscana Biomarkers e dell'immunodiagnostica AMAR presto sul mercato indiano

    Un nuovo kit ELISA per la diagnosi di artrite reumatoide sarà prodotto e commercializzato grazie alla collaborazione tra Toscana Biomarkers (Siena, Italia) e Immunodiagnostics AMAR (Hyderabad, India). Le due aziende hanno recentemente siglato un accordo di fornitura di licenza e che segue la fruttuosa collaborazione iniziata circa un anno fa. In base a questo accordo, eseguito nel dicembre 2012, Immunodiagnostics AMAR produrrà e commercializzare in India un kit ELISA basato su peptidi citrullinati sviluppato, brevettato e prodotto da Toscana Biomarkers. 

  • Aptalis Pharma, Inc. annuncia i risultati di studi di fase 3 di Aeroquin (TM) (Soluzione Levofloxacin per inalazione) tra i pazienti con fibrosi cistica e infezione polmonare cronica

    Aptalis Pharma, Inc., una società di specialità farmaceutica globale focalizzata sulle malattie gastrointestinali e la fibrosi cistica (FC), ha annunciato i risultati di due studi di fase 3 mondiali di Aeroquin ™ (soluzione inalatoria levofloxacina). I due studi sono stati condotti in pazienti affetti da fibrosi cistica con infezione polmonare cronica stabile con Pseudomonas aeruginosa. Hanno seguito un successo controllato con placebo di dose-finding studio che ha dimostrato una riduzione dose-dipendente pronunciata nella densità di Pseudomonas aeruginosa nell'espettorato e il miglioramento della funzione polmonare nei stessa popolazione di pazienti [Geller DE et al, Am J Respir Crit Care Med. 2011 Jun 1, 183 (11) :1510-6]. 

  • Dako entra in collaborazione con Eli Lilly and Company per lo sviluppo della diagnostica da compagnia

    Dako, una società di Agilent Technologies, ha annunciato di aver stipulato un accordo quadro quadro con Eli Lilly and Company per lo sviluppo di test diagnostici compagno per identificare i pazienti che possono essere più probabilità di trarre beneficio da un farmaco oncologia sperimentale attualmente in fase di sviluppo da parte di Lilly. L'accordo costituisce un quadro di collaborazione tra Dako e Lilly con un focus sul gasdotto Lilly oncologia. 

  • Boehringer Ingelheim e Eli Lilly and Company annunciano positivi top-line pivotal di fase III i risultati dati per empagliflozin

    Boehringer Ingelheim e Eli Lilly and Company (NYSE: LLY) ha annunciato risultati top-line per quattro studi di fase III completati clinici per empagliflozin, un glucosio sodio sperimentale co-trasportatore-2 (SGLT-2) in fase di studio inibitori per il trattamento di pazienti con diabete diabete 2 (DT2). In tutti e quattro gli studi, l'endpoint primario di efficacia, definito come cambiamento significativo della HbA1c dal basale rispetto al placebo, è stata accolta con empagliflozin (10 e 25 mg) una volta al giorno. 


REGISTRAZIONE Tribunale di Milano n. 226 del 2006/04/04 
Direttore responsabile Claudio BenedettiFederchimica Assobiotec (logo)

antidepressivi per stimolare le staminali

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Anziano
Una speranza per contrastare malattie neurodegenerative come l'Alzheimer e il Parkinson viene da uno studio sulle terapie antidepressive condotto da Maura Boldrini, ricercatrice dell'università di Firenze. Alla scoperta ha dedicato la copertina la rivista scientifica Biological Psichiatry. La scienziata fiorentina ha dimostrato che, sui soggetti affetti da forme depressive, il trattamento farmacologico stimola la crescita di cellule staminali nervose e di vasi sanguigni.
'Questa scoperta - spiega Boldrini - rafforza le aspettative del mondo scientifico nei confronti del potenziale di trattamenti basati sulle capacità rigenerative delle cellule staminali'.
Nel corso dello studio sono stati confrontati pazienti con diagnosi di disturbi dell'umore con tracce di antidepressivi nel tessuto cerebrale e storia di trattamento con antidepressivi serotoninergici, soggetti depressi che non avevano assunto farmaci antidepressivi e persone non depresse, tutti con le stesse caratteristiche legate all'età e al sesso.
'E' un dato acquisito - spiega la ricercatrice - che gli antidepressivi abbiano un potenziale applicativo che va al di là della regolazione dell'umore. Con una nuova ricerca ci proponiamo adesso di individuare su quali recettori i farmaci antidepressivi agiscono per produrre l'effetto neurotrofico. A questo scopo useremo un sistema di recettori in grado di simulare gli effetti della serotonina'. Pochi giorni dopo la pubblicazione su Biological Psichiatry la scoperta della Boldrini è stata ripresa e approfondita dalla rivista Science. 
Fonte: Aduc (28/11/2012)

La ricerca sulle staminali va avanti ; speriamo porti a vere e proprie "terapie evidenced based"


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SU NATURE COMMUNICATION RICERCATORI DI EDIMBURGO HANNO TROVATO UN SUPPORTO IDEALE PER LA CRESCITA SU LARGA SCALA DI STAMINALI EMBRIONALI
Staminali di topo
Un team di ricercatori di Edimburgo ha recentemente proposto, con uno studio pubblicato su 'Nature Communication', una nuova metodica in grado di supportare la crescita di cellule staminali embrionali umane su larga scala, allo scopo di testare nuovi farmaci. La tecnica si realizza grazie a nuovi materiali, a base di un gel acquoso, che agiscono come una sorta di ponteggio al quale le cellule possano aderire man mano che crescono.
Solitamente le cellule staminali sono coltivate su superfici biologiche costose, che spesso rischiano di contaminare le cellule con agenti patogeni. Questo nuovo metodo, invece, fa sì che, una volta che si siano moltiplicate in misura sufficiente, il gel possa essere raffreddato, arrestando la crescita cellulare senza danni. Si tratta di una metodica che supera tutte le attuali tecniche esistenti per separare le cellule con mezzi meccanici o chimici, che comportano maggior rischio. Se questo sistema sarà attuato sarà quindi più facile ottenere grandi quantitativi di cellule staminali a costo ridotto, da utilizzare nelle sperimentazioni cliniche, facilitando così la ricerca.

Fonte: Aduc (05/02/2013)




Creato un tessuto cyborg per realizzare scaffold tissutali intelligenti
NANOCAVI METALLICI E MICROSCOPICI TRANSISTOR COSTITUISCONO UNA RETE SENSIBILE ALL'ATTIVITÀ ELETTRICA SU CUI SEMINARE NEURONI ED ALTRE CELLULE VIVENTI
In marrone la rete elettronica in bianco alginato
Un gruppo della Harvard University ................."Uno scheletro elettronico è stato fatto da una rete di nanocavi metallici con microscopici transistors che monitorano l'attività elettrica. I ricercatori hanno piegato o arrotolato questa rete in una struttura tridimensionale per simulare la parte di un tessuto o di un vaso sanguigno................

La squadra : hanno fatto crescere neuroni su questo scheletro ed hanno analizzato con successo l'attività elettrica "in risposta a neurotrasmettitori eccitatori". Hanno anche monitorato cambiamenti nei livelli di pH su entrambi i lati di un vaso sanguigno semplificato, ed hanno osservato sottili differenze nel modo in cui cellule cardiache su un lato del tessuto rispetto ad altre presenti nell'altro lato.
Il team è composto da Bozhi Tian, Charles Lieber della Harvard University, Daniel Kohane direttore del laboratorio di biomateriali e di Drug Delivery del Boston Children's Hospital e Robert Langer un ingegnere chimico e professore presso il MIT.   L'Articolo scientifico:
B Tian, J Liu, T Dvir, L Jin, Jonathan H. Tsui, et al. (2012) "Macroporous nanowire nanoelectronic scaffolds for synthetic tissues". Nature Materials DOI:10.1038/nmat3404

Redazione MolecularLab.it (28/08/2012)

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martedì 19 febbraio 2013

epigenetica : stem cell dall'utero


L’epigenetica? - Cellule staminali dall’ utero - Epigenome NOE
Sito Web pubblico. Epigenome Network of Excellence: una rete di ricerca europea che si dedica al supporto di iniziative scientifiche di alto livello nel campo in rapida espansione dell'epigenetica

Cellule staminali dall’ utero

La paura nell’uso di embrioni come risorsa di cellule staminali derivanti da embrioni umani, è andata scemando da quando la scienza ha trovato una nuova risorsa di cellule che possono essere sviluppate in molti tipi diversi di tessuto adulto. Anthony Atala a capo dell’istituto per la medicina rigenerativa, (Wake Forest University School of Medicine), descrive nella rivista scientifica Nature Biotechnology come il suo gruppo di ricerca abbia estratto con successo cellule da donne gravide. Queste cellule che costituiscono circa l’ 1% del fluido amniotico che circonda il feto in sviluppo, rappresentano una via di mezzo tra cellule staminali embrioniche e cellule staminali adulte. Sebbene ci siano voluti anni per dimostrare che queste cellule hanno proprietà simili alle cellule staminali, il gruppo ha dimostrato come esse si possano auto-rinnovare e possano essere usate per creare una vasta gamma di cellule che potrebbero essere utili per la terapia.

Premio Nobel all'epigenetica


  
  orso castano : lo studio dell'influenza dell'RNA sullo spegnimento di geni o parti di geni responsabili di patologie e' molto importante. Si va dalla difesa da certi virus alla terapia tumorale attraverso lo spegnimento di geni oncogeni. 


Premio Nobel all’ epigenetica

Che cosa hanno in comune la petunia e il millepiedi ? Alla vista appaiono diversi, al tatto sono diversi, all’olfatto odorano diversamente…o perlomeno una persona penserebbe così. Entrambi i sistemi però hanno portato gli scienziati a scoprire un nuovo modo di spegnere l’espressione genica. La natura si serve di numerosi metodi per silenziare i geni, un mezzo molto astuto che permette allo stesso genoma di usufruire di molteplici modi di espressione, o epigenomi in un unico organismo.

Traduzione :: Manuela Portoso (Institute of Human Genetics, CNRS, Montpellier)


Uno di questi trucchi, l’ interferenza a RNA, (RNA interference) è diventato di dominio pubblico da quando Andrew Fire (Stanford, CA) e Graig Mello (Massachuttes, MA) hanno ricevuto in modo congiunto il premio nobel per la medicina grazie al loro lavoro sull’azione dell’ interferenza a RNA nel verme Caenorhabditis elegans. Una lettera spedita alla rivista Nature nel 1998, ha rivelato la loro eclatante scoperta.

Marijori Matze (Instituto Gregor Mendel, Vienna) ha dichiarato che strani casi di silenziamento genico sono stati scoperti in piante transgeniche un decennio precedente. Il suo gruppo di ricerca ha pubblicato nel 1989 un lavoro in cui piante di tabacco erano in grado di silenziare transgeni presenti in due copie mentre questo fenomeno non si verificava in piante con una sola copia.


L’ anno seguente, un gruppo olandese e uno americano generavano contemporaneamente simili strani risultati, in una ricerca condotta con lo scopo di aumentare il colore dei petali della petunia. Piuttosto che aumentare il color viola del fiore della petunia, l’aumento del numero di copie del gene responsabile del colore del fiore provocava una splendida varietà di fiori, alcuni con sprazzi di viola su sfondo bianco altri completamente bianchi. Quando i ricercatori hanno esaminato i livelli di RNA espressi dal gene responsabile per il color viola, i fiori bianchi avevano un livello molto basso. Questo risultato ha portato alla conclusione che le copie in più del gene determinavano lo spegnimento del gene endogeno stesso.

Altre importanti scoperte sono state compiute grazie a ricerche condotte in piante negli anni novanta. Verso la fine degli anni novanta, Fire e Mello, hanno cominciato a scoprire i meccanismi sottostanti questo misterioso sistema per spegnere i geni. Iniettando dell’ RNA a singolo filamento trascrivente il gene di un muscolo di un verme non hanno ottenuto alcun effetto e nemmeno quando hanno provato a iniettare dell’RNA a singolo filamento antisenso. Tuttavia quando hanno iniettato entrambi i filamenti di RNA senso e antisenso contemporaneamente, il verme ha cominciato a perdere tono muscolare. I due filamenti senso e antisenso di RNA, formavano un doppio filamento di RNA (dsRNA) che interferiva con la traduzione del gene del muscolo in proteina.

Subito dopo, David Baulcombe e Andrew Hamilton (Centro John Innes, Norwich, UK) hanno apportato ulteriori elucidazioni su questo meccanismo. Hanno scoperto che il dsRNA veniva spezzato in piccoli frammenti (siRNAs) responsabili del silenziamento genico. In particolare il dsRNA viene tagliato da una proteina chiamata dicer. I piccoli RNAs diventano a singolo filamento quando si legano a complessi di proteine dai quali protrudono per trovare molecole di RNA complementari. L’ mRNAcomplementare che sta per venir tradotto in proteina, viene riconosciuto e degradato. In questo modo il gene viene inattivato.

Sia in animali che in piante l’RNAi rappresenta una difesa naturale contro l’invasione da materiale genetico, sia introdotto artificialmente, come negli esperimenti citati, che in natura, attraverso l’infezione virale. Inoltre questo sistema rappresenta uno dei tre metodi per regolare il silenziamento genico durante lo sviluppo. Oltre al suo naturale ruolo, l’RNAi può avere un’ incredibile applicazione nel campo medico. Essere in grado di colpire e silenziare geni espressi erroneamente, rappresenta un’ enorme speranza per il trattamento di malattie a carattere genetico. E senza vermi e petunia non ce ne saremmo accorti!