giovedì 22 settembre 2011

Superata la velocita' della luce , clicca x art.

Attesa conferma ufficiale. L'evento potrebbe rivoluzionare la concezione dell'universo22 settembre 2011
Percorso:ANSA > Scienza&Tecnica > Superata la velocita' della luce

I neutrini superano la velocità della luce. Lo dimostrerebbero i dati del rivelatore Opera, dell'esperimento Cngs (Cern NeutrinoS to Gran Sasso), nel quale un fascio di neutrini viene lanciato dal Cern di Ginevra e raggiunge i Laboratori del Gran Sasso dell'Istituto nazionale di Fisica Nucleare (Infn). 

Einstein


Così l'Italia spreca il tesoro di Internet da La Repubblica del 22 settembre 2011, clicca x art.

Secondo un rapporto McKinsey preparato per il G8 in quindici anni ci sono stati 700mila nuovi occupati grazie alla Rete. Eppure nel nostro Paese non ci sono investimenti
.......Perché questa enorme differenza? Ci sono tanti motivi: il più evidente è la scarsa diffusione della banda larga e quella, pressoché inesistente, della banda ultralarga (fino a 100 megabit al secondo). Calcola Sacco: "È dimostrato che ogni 10 per cento di aumento di penetrazione della banda larga, la ricchezza di un paese in termini di Pil cresce dell'1 per cento. E ogni mille nuovi utenti di banda larga si creano 80 nuovi posti di lavoro". Ci sarebbe da correre a dare un senso al tavolo aperto mesi fa dal ministro Paolo Romani con le società di telecomunicazioni che finora non ha prodotto nulla o quasi. Del resto quando lo scorso giugno il ministro Tremonti provò ad inserire nella manovra del Patto di Stabilità una norma che equiparava l'accesso a Internet ad un diritto universale facendo propri gli obiettivi della Agenda Digitale Europea (connessione garantita minima per tutti a 30 megabit: oggi siamo sotto i 3), fu messo in minoranza dallo stesso governo e ne uscì un articolo molto blando che si limitava a generici auspici.....Ed è qui che cade l'Italia, secondo Sacco: sull'atteggiamento di chiusura delle piccole e media aziende verso la rete. I 700 mila posti di lavoro creati da Internet in 15 anni riguardano soprattutto le grandi aziende, le altre hanno invece un saldo zero: uno si crea e uno si distrugge. 
Che fare? Investire sulla rete, naturalmente, a partire dalle entrate impreviste dell'asta in corso per le frequenze dell'Internet mobile, come ha scritto Calabrò al governo e al parlamento. Ci si aspettavano 2,4 miliardi di euro: siamo già sopra i 3 miliardi. Ce n'è abbastanza per abbattere il digital divide, portando finalmente la banda larga in tutto il paese: "Il valore socioeconomico di coprire il 100 per cento della popolazione - sostiene Sacco - è più alto di quello di portare la banda ultra larga al 30 per cento della popolazione". In palio, c'è il nostro futuro prossimo: secondo la società di consulenza Boston Consulting, oggi in Italia Internet vale il 2 per cento del Pil, pari a 36,1 miliardi di euro: nel 2015 questo valore può raddoppiare, con una crescita annua fra il 13 e il 18 per cento". Dipende dalle scelte che faremo oggi.

15-09-2011 ISTAT: E' FUGA DALLE FAMIGLIE TRADIZIONALI , clicca x art.da ASCA, agenzia naz. informazione da


 dati un po freddi , le complicazioni non mancano: progetti e funzioni
 educaive si complicano, genitori "putativi" in aumento, monogenitori

Alzheimer, nuove linee guida per diagnosi

.........Gli esperti Usa hanno ufficialmente riconosciuto una nuova categoria clinica, definita Mild Cognitive Impairment (Mci). Si tratta dello stadio in cui vi è una prima, tenue manifestazione dell'indebolimento della capacità cognitiva del paziente.
Per gli scienziati americani la definizione di questo aspetto equivale a «uno dei maggiori cambiamenti nel modo in cui la medicina vede e studia la malattia», hanno sottolineato in un documento congiunto il National Institute on Aging e l'Alzheimer's Association.
Al termine di studi incrociati e approfonditi condotti a livello nazionale, i gerontologi americani specializzati in Alzheimer sono giunti alla conclusione che per una diagnosi corretta del male era opportuno istituire questa nuova categoria clinica.
«Si tratta» hanno spiegato gli esperti «di una categoria “preclinica”. Secondo gli esperti, precede di una decina d'anni la manifestazione vera e propria della demenza e per curare l'Alzheimer è a questo stadio che bisogna intervenire.
pairment (Mci). Si tratta dello stadio in cui vi è una prima, tenue manifestazione dell'indebolimento della capacità cognitiva del paziente.

TMNews - Il Papa a Napolitano: "Auspico rinnovamento etico per l'Italia"


Il Papa a Napolitano:



Il Papa a Napolitano: "Auspico rinnovamento etico per l'Italia"

Il Pontefice in Germania: capisco chi lascia la Chiesa a causa della pedofilia. Prima di partire messaggio al capo dello Stato

Roma, 22 set. (TMNews) - Papa Benedetto XVI ha espresso "l'auspicio di un sempre più intenso rinnovamento etico per il bene della diletta Italia"..........

mercoledì 21 settembre 2011

Di Pietro: prima che ci scappi il morto il premier lasci


Antonio Di PietroRoma, 21-09-2011
Il governo ha una grande responsabilita' politica di un governo che non ha piu' nulla da dire o da dare e che, chiuso nel suo bunker, pensa di poter ancora governare il Paese mentre nel Paese sta sbocciando la rivolta sociale. Prima che ci scappi il morto, mandiamo a casa questo governo". Lo dice Antonio Di Pietro nel suo blog.......

"Ginkgo e warfarin...sconvolgenti novità!" + "Celidonia epatotossica", da Fitoterapia 33 on line



"Ginko e Warfarin"


l lavoro dei ricercatori giapponesi della Shizuoka University dimostra un'interazione a livello metabolico, tale che l'induzione del Citocromo P450 riduce l'attività anticoagulante del farmaco. Esattamente il contrario di quanto supposto o pensato finora...... La Ginkgo biloba è una delle piante medicinali più utilizzate nel mondo, sia per disturbi cardio e cerebrovascolari sia per la cefalea. Nota da sempre è l'attività antiaggregante dei suoi derivati terpenici presenti nelle foglie e, sia per questo, sia per la presenza di alcuni case reports di sindromi emorragiche, deriva la raccomandazione di non associare le due sostanze nel medesimo paziente.... Nei test, condotti su topi, l'estratto di Ginkgo biloba e la singola bilobalide, hanno dimostrato di indurre l'attività del CYP450 che metabolizza il farmaco, con la conseguente attenuazione della attività del warfarin....la complessità delle interazioni erbe-farmaci rimane tale e quale, se non forse amplificata, ma il rischio clinico di emorragie dalla associazione tra Ginkgo e warfarin viene con questo lavoro messo in seria discussione. Del resto, salvo eccezioni, molte delle interazioni tra erbe e farmaci, tanto paventate, sono in realtà solo teoriche o ipotetiche, o vere solo nei modelli sperimentali, senza rilevanza clinica. Rimane l'avviso di estrema cautela quando si debba necessariamente associare un fitoterapico ad una terapia farmacologica, per la imprevedibilità delle risposte. Fabio Firenzuoli
Centro di Medicina IntegrativaAOU Careggi, Firenze

Celidonia epatotossica
 La Celidonia è utilizzata a fini depurativi e per la cura delle malattie epatiche, come prodotto erboristico, fitoterapico ed omeopatico. I casi definibili come probabili e altamente probabili sono in totale solo 8, tuttavia sono stati riportati anche in letteratura altri casi, e quindi almeno in pazienti epatopatici o particolarmente delicati come i pazienti affetti da malattie oncologiche o da pluripatologie, che frequentemente cercano cure depurative, questi estratti dovrebbero essere evitati o almeno prescritti sotto stretta sorveglianza medica. 
Luigi Gori
Centro di Medicina IntegrativaAOU Careggi, Firenze

orso castano : le piante medicinali sono stati i primi farmaci al mondo. Non va buttata alle ortiche tutta la cultura e la conoscenza che abbiamo del mondo vegetale, ma, anzi , va approfondita con i piu' recenti mezzi di indagine (e questo sforzo a livello di informazione vale proprio la pena di farlo). L'uso terapeutico delle piante officinali , presenti in tutte le farmacopee europee, va fatto nel rispetto delle regole e delle stesse precauzioni che il medico utilizza nel prescrivere le medicine di sintesi.

giovedì 15 settembre 2011

mercoledì 14 settembre 2011

Garattini: in Italia ricerca finita, bisogna cambiare rotta‏ da doctornews del 14/9/11

«In Italia bisogna convincersi che la ricerca è importante, fondamentale per un paese. Mentre i nostri politici fanno di tutto per penalizzarla. Ma a queste condizioni il nostro paese non può resistere a lungo, nonostante la buona volontà dei ricercatori» sono le parole di Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerca "Mario Negri", in occasione delle celebrazioni dei 50 anni dell'ente. «Ormai non c'è più ricerca nel nostro paese e il divario con gli altri paesi Ue si fa sempre più evidente e siamo ben al di sotto della media Ue» continua Garattini. Il direttore del Mario Negri non si stupisce, perciò, delle proteste che contraddistinguono in questa fase il mondo dell'istruzione «si tratta di aspetti speculari dello stesso problema» sottolinea Garattini «La ricerca è uno strumento di progresso. Se non si attiva a tutti i livelli, anche la cultura si abbassa e la scuola perde il suo ruolo fondamentale. Il disagio che ne deriva è inevitabile» Quanto alla giornata di celebrazioni per il 50esimo del Mario Negri, Garattini sottolinea come si tratti di «una giornata di ascolto, abbiamo messe insieme eccellenze delle strutture biomediche  con l'obiettivo di ascoltare, imparare e articolare meglio i nostri programmi. È questo atteggiamento, insieme alla sua forte indipendenza, uno dei punti di forza del nostro Istituto di ricerca» conclude Garattini.
Marco Malagutti



orso castano : le affermazioni di Garattini, considerata l'importanza del personaggio e dell'Istituto Mario negri , sono allarmanti. La responsabilita' e' politica ed e' giusto che i politici ne  rispondano. A nulla sono valse le proteste, le richieste, i seminari, questo governo non ha occhi per vedere ne' orecchi per sentire, siamo sull'oprlo di un disastro nazionale e mister B pensa solo a fuggire dai processi ed a tagliare, tagliare, tagliare. La manovra e' depressiva ma alui non glie ne puo' importare di meno!

martedì 13 settembre 2011

Ordini europei, serve direttiva per evitare esodo pazienti da Univadis del 12/9/2011

Potrebbero essere fino a 60 milioni i pazienti europei che si sposteranno in cerca di cure migliori a partire dal 2013, quando cadranno i confini tra i Paesi dell'Unione. Per evitare questo esodo è necessaria una direttiva europea che garantisca una qualità professionale standardizzata. Lo chiedono all'Europa i vertici delle associazioni e confederazioni europee degli Ordini dei medici, dei medici specialisti, dei medici di medicina generale, al termine del primo convegno internazionale ''Per uno specialista europeo accreditato'' svoltosi a Udine. Secondo i medici, l''obiettivo è impedire che si creino flussi incontrollabili di nuovi pazienti che andrebbero ad appesantire le liste d'attesa e anche flussi di medici provenienti da Paesi con percorsi formativi difformi e diversi livelli di preparazione. «È necessario avere regole certe per creare un sistema sanitario comune europeo senza discriminazioni fra Paesi quanto a formazione, sanità erogata e livello tecnologico», ha affermato il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo)Amedeo Bianco. «Ci preoccupa molto» ha aggiunto il presidente dell'Ordine dei Medici di Udine, Luigi Conte «la proiezione fatta dalla Società italiana di medici manager secondo la quale dal 2013 ci saranno circa 60 milioni di cittadini europei che cercheranno cure migliori rispetti ai loro paesi d'origine quanto a qualità, tecnologie e preparazione dei professionisti. Dobbiamo prevenire gli scenari peggiori


orso castano : un'occasione d'oro, una bella scommessa che le istituzioni sanitarie europee non possono perdere, ne deliberalizzare ponendo paletti assurdi o limitazioni fuori tempo!! 

da Univadis 13/9/2011 Fnomceo ed Europa

..............In vista dell'entrata a regime dal 2013 della Direttiva europea sulla libera circolazione dei cittadini per motivi sanitari e della possibilità per i medici di prestare la loro opera sul territorio europeo, la Fnomceo, per salvaguardare il controllo della qualità professionale dei singoli medici, lancia un appello in 5 punti alle istituzioni nazionali ed europee: 1) Sviluppare criteri sovranazionali di riferimento per la armonizzazione della formazione medica specialistica; 2) l'uniformità dei percorsi formativi per i diversi curricula nazionali; 3) Svolgere prove di valutazione internazionali; 4) Creare e diffondere una 'cultura della qualità'; 5) Identificare contenuti formativi concreti e sempre attuali ed aggiornati. "La Fnomceo - si legge nel documento finale - si propone quale interlocutore istituzionale per garantire un'uniforme attenzione ai bisogni di salute dei cittadini europei ed una comune elevata qualità professionale, attraverso una condivisa armonizzazione dei percorsi formativi specialistici". Per questo, sottolinea la Federazione degli Ordini, "è questione centrale la definizione di nuovi e più equilibrati rapporti tra sistema professionale e sistema formativo universitario per far fronte all'emergente necessità di innovare i contenuti e le modalità della formazione professionalizzante al fine di meglio tutelare la salute dei cittadini europei". "La Fnomceo - prosegue la nota - condivide il progetto dell'European Union of Medical Specialist (Uems) che attraverso le sue sezioni specialistiche vuole sviluppare criteri sovranazionali di riferimento per la formazione medica specialistica, allo scopo di armonizzare, per ogni titolo specialistico, i diversi curricula nazionali, raccomandando l'uniformità nei percorsi formativi e lo svolgimento di prove di valutazione internazionali e ritenendo che tutto questo rappresenti, di fatto, un concreto ed efficace insieme di azioni intrapreso nella direzione della qualità formativa e professionale"


orso castano : bene sta facendo la FNOM Ceo  ad organizzarsi in vista di una scadenza cosi' importante quale la libera circolazione dei cittadini europei per le cure. E' una cosa molto grossa ed importante, un grande segno di civilta' , di liberalizzazione . Ancora una volta si presenta un'occasione d'oro per i camici bianchi per scambi scientifici  ed ampliamento delle conoscenze ed esperienze di n continente vasto come l'Europa. 

venerdì 9 settembre 2011

sex pistols testi indignatos

La canzone più famosa dei Sex Pistols e un vero e proprio inno di tutto il movimento punk, nonché la prima canzone balzata in testa alle classifiche di vendita nel Regno Unito che sia mai stata censurata (per "vilipendio alla regina e all'inno nazionale", tutte cose che andrebbero "vilipese" in po' più spesso anche perché, solo pochi anni dopo, il rigurgito di imperialismo inglese made in Thatcher & Elisabetta mandò a morire non so quanta gente nell'assurda guerra delle Falkland).
Ma anche una violentissima requisitoria contro ogni sorta di violenza in nome dello stato e di lavaggio del cervello da parte del potere (il "regime fascista che ti ha reso cretino e una potenziale bomba H"), una canzone "maledetta" che ha fatto giustamente epoca. (RV)

God save the queen her fascist regime

it made you a moron a potential H bomb !

God save the queen she ain't no human being
there is no future in England's dreaming

Don't be told what you want don't be told what you need
there's no future no future no future for you

God save the queen we mean it man
we love our queen god saves

God save the queen cos tourists are money
and our figurehead is not what she seems
Oh god save history god save your mad parade
Oh lord god have mercy all crimes are paid

When there's no future how can there be sin
we're the flowers in the dustbin
we're the poison in your human machine
we're the future your future

God save the queen we mean it man
we love our queen god saves

God save the queen we mean it man
there is no future in England's dreaming

No future for you No future for me
No future no future for you
god save the queen(inviata da Riccardo Venturi)

No One Is Innocent 
Artist(Band):Sex Pistols



They just like wearing filthy clothes and swapping filthy jokes
God save television keep the programms pure
God save William Grundy from falling in manure

Ronnie Biggs was doing time until he done a bunk
Now he says he's seen the light and he sold his soul to punk

God save Martin Boorman and nazis on the run
They wasn't being wicked God that was their idea of fun
God save Myra Hindley God save 
Ian Brady
Even though he's horrible and she ain't what you call a lady

Ronnie Biggs was doing time until he done a bunk
Now he says he's seen the light and he sold his soul to punk
Ronnie Biggs was doing time until he done a bunk
Now he says he's seen the light and he sold his soul to punk

God save politicians God save our friends the pigs
God save Idi Amin and god save Ronald Biggs
God save all us sinners God save your blackest sheep
God save the good samaritan and god save the worthless creep

Ronnie Biggs was doing time until he done a bunk
Now he says he's seen the light and he sold his soul to punk
Ronnie Biggs was doing time until he done a bunk
Now he says he's seen the light and he sold his soul to punk
Sold his soul Sold his soul Sold his soul to punk


Anarcky in UK
Right! Now ha, ha,
I am an antichrist
I am an anarchist
Don't know what I want
But I know how to get it
I wanna destroy the passerby

'Cause I wanna be Anarchy
No dogs body

Anarchy for the UK
It's coming sometime and maybe
I give a wrong time stop a traffic line
Your future dream is a shopping scheme

'Cause I wanna be Anarchy
In the city

How many ways to get what you want
I use the best
I use the rest
I use the enemy
I use Anarchy

'Cause I wanna be Anarchy
It's the only way to be

Is this the M.P.L.A or
Is this the U.D.A or
Is this the I.R.A
I thought it was the UK
Or just another country
Another council tenancy

I Wanna be Anarchy
I Wanna be Anarchy
Oh what a name

I wanna be Anarchy
Know what I mean?

And I wanna be an anarchist
Get pissed
Destroy!



My Way
And now, the end is near
And so I face the final curtain
You cunt, I´m not a queer
I´ll state my case, of which I´m certain
I´ve lived a life that´s full
And each and every highway
And yet, much more than this
I did it my way

And yes, I´ve had a few
But then again, too few to mention
But dig, what I have to do
I´ll see it through with no devotion
Of that, take care and just
Be careful along the highway
And more, much more than this
I did it my way

There were times, I´m sure you knew
When there was nothing fucking else to do
But through it all, when there was doubt
I shot it up or kicked it out
I fought the just as before
And did it my way

Knocked out in bed last night
I´ve had my fill, my share of looting
And now, the tears subside
I find it all so amusing
To think, I killed a cat
And may I say, oh no, not their way
But no, no, not me
I did it my way

For what is a brat, what has he got
When he finds out that he cannot
Say the things he truly thinks
But only the words, not what he feels
The record shows, I´ve got no clothes
And did it my way



Declino scientifico dell’Italia? Probably yes , clicca


HomeNella calura estiva d’agosto abbiamo seguito una discussione sul possibile declino della scienza italiana. La discussione è nata dalla risonanza mediatica di un articolo apparso online su una rivista scientifica internazionale (firmato da Cinzia Daraio). Il titolo, alcuni dati e la discussione dell’articolo davano supporto alla percezione che il ridotto finanziamento alla ricerca in Italia sta cominciando a tradursi in declino scientifico. Questa conclusione è stata contrastata da De Nicolao in un commento online, poi ripreso da alcuni giornali come l’Unità. E’ quindi sorta un’avvincente discussione, a cui vorrei contribuire partendo da considerazioni fattuali.
L’articolo di Daraio e Moed ha usato il database WoS, mentre i dati Scimago, citati da De Nicolao, sono elaborati sul database SCOPUS. I due database sono in genere ben correlati fra loro, ma non coprono le stesse pubblicazioni e comunque meno del 20% del totale. Recentemente lo sviluppo del database free di Google Scholar ha permesso di allargare ricerche bibliometriche in modo verificabile da tutti. Oramai Google Scholar copre circa il 60% delle pubblicazioni conosciute, particolarmente nelle scienze sociali, economiche ed umanistiche. Son proprio accademici di queste aree, cronicamente sotto-rappresentate nei database di WoS e SCOPUS, ad aver generato la discussione che ha avuto eco sui media, e fra scienziati italiani. 
La ricerca per nazione non è stata limitata all’affiliazione degli scienziati e comprende gli studi che riguardano quella nazione. I risultati riportati nella Figura 1 rappresentano quindi l’impatto aggregato delle citazioni di pubblicazioni provenienti da una nazione o riguardanti quella nazione. Pur nella loro limitatezza, questi dati indicano una caduta d’impatto per l’Italia nel periodo più recente (dal 2010 ad oggi) rispetto a dieci anni fa (dal 2000 ad oggi). Per contro, nazioni europee a noi simili come la Spagna hanno avuto un leggero aumento di impatto, similmente a nazioni scientificamente forti come la Germania. Tuttavia, nessuna nazione europea ha avuto la triplicazione di impatto prodotta dalla Cina, o dalla nostra cugina Argentina (Figura 1), che viene classificata oltre la 30esima posizione nei ranking Scimago................
Il mio contributo a questa discussione segue un approccio estrememente semplificato, che quantifica l’impatto globale di una nazione e complementa le precendenti analisi basate sul numero delle pubblicazioni. Ho innanzitutto focalizzato la ricerca sulle citazioni che riguardano l’Italia ed altre nazioni, poichè circa metà di tutte le pubblicazioni non viene mai citata – e quindi ha impatto praticamente nullo. Poi ho considerato le citazioni sulle discipline meglio coperte dal database di Google Scholar, escludendo Chimica, Fisica ed aree loro associate. Infine ho usato non solo il nome in inglese (Italy) ma anche quello in madrelingua (Italia) nella ricerca per nazione, cumulando insieme le citazioni ritrovate dopo aver eliminato quelle di autori con cognomi nazionalistici, come "Germany" [Essendo questi cognomi molto comuni per "England" e "France", ho escluso Inghilterra e Francia dall’analisi].
Questa semplice analisi sembra supportare le caute apprensioni di Daraio e Meud – l’impatto della scienza italiana sta effettivamente declinando. Non solo rispetto ad altre nazioni europee, ma soprattutto rispetto a nazioni emergenti come la Cina e l’Argentina. La correlazione più ovvia che si potrebbe fare è questa: le differenze d’ impatto scientifico nel tempo (Figura 1) riflettono l’andamento economico delle nazioni – ridotto in Italia ed altri paesi europei, ma in forte espansione in Cina ed Argentina.

L’indignation des citoyens monte contre la censure d’internet

AVAAZ.org: The World in Action
Pour parution immédiate:
Mardi 5 juillet 2011
Contact: Benjamin des Gachons, Avaaz, +33 6 82 31 30 88,benjamin@avaaz.org
L’indignation des citoyens monte contre la censure d’internet
120 000 personnes en France ont signé la pétition d’Avaaz appelant Sarkozy à retirer le décret instaurant la censure d’internet
Paris, France. En moins d’une semaine, plus de 120 000 citoyens français ont signé une pétition d’Avaaz appelant le Président Sarkozy à retirer le projet de décret qui laisserait le gouvernement décider des contenus en ligne et des services de l'internet auxquels les citoyens peuvent accéder. Avaaz, un mouvement citoyen mondial qui compte plus d’un million de membres en France, a collecté des signatures individuelles dans tout le pays et les remettra au Président Sarkozy et au gouvernement.
“Les mesures de censure d’internet proposées par le gouvernement Sarkozy sont dangereuses pour la démocratie française, a indiqué Benjamin des Gachons, Chargé de campagnes à Avaaz. “L’extrême censure est une réalité pour l’internet dans des pays comme la Chine, mais ne devrait pas apparaître à l’agenda politique de pays comme la France. Les citoyens français refusent catégoriquement la manoeuvre du gouvernement lui permettant, au mépris de la démocratie, d'être juge et partie pour définir notre usage d’internet.”
Le décret largement condamné et débattu en ce moment inclut des mesures de filtrage et de blocage jugées disproportionnées et inefficaces par un récent rapport de l’ONU sur l’internet. Ces mesures donneraient à quelques ministres des pouvoirs excessifs de censure arbitraire sur n'importe quel contenu en ligne. Elles obligeraient les hébergeurs et les fournisseurs d'accès internet à retirer ou filtrer tout contenu qualifié notamment d'"atteinte à l'ordre public et à la protection des personnes". Le Conseil National du Numérique récemment installé par Sarkozy a indiqué que le blocage de sites prévu dans le décret violait la liberté d'expression protégée par la Constitution française et ignorait l'intérêt du public. 
“Avec ce décret, le Président Sarkozy apparaît plus comme un ennemi de la liberté d’internet que comme son fervent partisan, malgré ses promesses au récent forum e-G8” a ajouté M. des Gachons.
La pétition “France: sauvons internet”: http://www.avaaz.org/fr/france_sauvons_internet/?pr

Avaaz est un mouvement citoyen mondial qui compte près de 10 millions de membres dans le monde, dont plus d’un million en France.
Pour plus d’informations, visitez notre site: www.Avaaz.org

ALERT Sovrappeso & Obesità ! da XAGENA

Caso Mediator ( Benfluorex; in Italia Mediaxal ): l'anoressizzante avrebbe causato 500-2000 decessi nella sola Francia. In Italia il farmaco è stato ampiamente utilizzato fino al 2003. Ci sono evidenze scientifiche che il danno provocato dalla Fenfluramina e suoi derivati ( uno di questi è proprio il Benfluorex ) sia di lunga durata.
Rischio di malattia valvolare per le persone che hanno assunto Mediaxal
E' stato accertato che Mediaxal / Mediator è in grado di provocare danneggiamento delle valvole cardiache. Non è da escludere che anche i pazienti italiani trattati con Mediaxal potrebbero aver subito dei gravi danni. I danni valvolari possono essere evidenziati mediante esame ecocardiografico.
Mediator: il farmaco che avrebbe causato la morte di centinaia o migliaia di pazienti venduto anche in Italia
Lo scandalo legato al farmaco Mediator ( Benfluorex ), che avrebbe causato la morte di numerosi pazienti in più di trent'anni d’uso, si tinge sempre più di giallo. I giornali francesi Le Figaro e Liberation, hanno riportato quanto riferito ai giudici da due ricercatori dei laboratori Servier: i rapporti sul farmaco sarebbero stati modificati di proposito per far si che Mediator ottenesse [...]

orso castano : ecco cosa succede ! medici disinformati prescrivono farmaci pericolosi , magari spesso (voglio dimagrire!!) su pressione dei pazienti stessi. Si ribadisce cosi' da un lato l'importanza della farmacovigilanza e dall'altra della  diffusione delle informazioni sui farmaci (ed il web e' uno strumento ideale allo scopo)  facilmente comprensibile da chiunque e precisa!  



 salute :diritti alla trasparenza dimenticati

Studio, attivita' fisica aerobica 'elisir' per cervello e scudo contro demenza , da UNIVADIS

Roma, 8 set. - (Adnkronos Salute) - Un camminata in un parco, o un corsetta lenta possono allungare la vita del cervello, rallentando il rischio di demenza e la progressione delle malattie neurodegenerative. Ad affermarlo è uno studio della Mayo Clinic (Usa), pubblicato sulla rivista Mayo Clinic Proceedings. I ricercatori hanno esaminato migliaia di lavori scientifici sull'argomento e hanno stabilito che lo sport aerobico, dove lo sforzo prolungato nel tempo aiuta l'efficienza dell'apparato cardiocircolatorio, può preservare anche le capacità cognitive. Dimostrando quindi l'importanza dell'antica locuzione latina 'Mens sana in corpore sano', ovvero la stretta relazione tra benessere fisico e mentale. Secondo gli scienziati anche svolgere semplici attività quotidiane all'aria aperta, come spalare la neve o rastrellare le foglie in giardino, equivale a un esercizio fisico che genera i fattori nutritivi cellulari in grado di migliorare il funzionamento del cervello. Rendendo più attive anche le connessioni cerebrali, ovvero la neuroplasticità. "Siamo giunti alla conclusione - afferma Eric J. Ahlskog, neurologo della Mayo Clinic - che un allenamento aerobico può prevenire la demenza e il decadimento cognitivo (lieve) del cervello. Inoltre può aiutare a modificare favorevolmente questi processi una volta che si sono innescati nel paziente"


orso castano : ormai sono numerosi gli studi che correlano una moderata attivita' fisica con un miglioramento delle prestazioni cognitive en aumento delle capacita' riparative del cervello contro la sua atrofia.  E' una buona notizia per chi si occupa di prevenzione della demenza.

cambiamo la manovra . appello dei sindacati medici



I provvedimenti martellanti che stanno colpendo i medici dirigenti e convenzionati, i veterinari e i dirigenti del Servizio Sanitario Nazionale stanno oltrepassando ogni limite.
Non è più tollerabile che chi quotidianamente garantisce milioni di prestazioni sanitarie negli ospedali e nei servizi territoriali venga sempre più penalizzato professionalmente ed economicamente e costretto a lavorare in una sanità pubblica sempre più impoverita da devastanti sottofinanziamenti, sprechi e malaffare.

martedì 6 settembre 2011

Lottare, in Italia e in tutta Europa, per non finire come la Grecia , da Facebook

......................In realtà la speculazione finanziaria viene consapevolmente utilizzata dalle classi dominanti europee per due motivi: innanzitutto per obbligare i governi dei vari paesi con minore produttività del lavoro a tagliare brutalmente lo stato sociale, gli stipendi e i diritti dei lavoratori. Senza lo spauracchio della speculazione Berlusconi non sarebbe mai riuscito a varare due stangate come quelle contro cui stiamo lottando. Non ci sarebbero riusciti il governo Greco, quello Portoghese, quello Spagnolo e via dicendo.
In secondo luogo, la speculazione finanziaria viene utilizzata per determinare un enorme spostamento di risorse dal basso verso l'alto, dai lavoratori alle banche. Stiamo vivendo nel mezzo del più gigantesco furto legalizzato che la storia dell'umanità abbia mai visto.
L'obiettivo delle classi dirigenti europee è semplice quanto brutale: determinare una pesante riduzione del tenore di vita del popolo e del potere dei lavoratori per aumentare la competitività dell'Europa a livello mondiale basandola sulla drastica riduzione del costo del lavoro. Non stiamo parlando di qualche sacrificio, ma di un vero e proprio salto all'indietro nella storia, del dimezzamento dei salari e delle tutele. La speculazione serve a costruire un "vincolo esterno" che permetta di fare questa vera e propria rivoluzione passiva contro i popoli europei. Per questo attaccano sia i diritti civili che i diritti sociali, la Costituzione come il contratto nazionale di lavoro e la sanità pubblica: vogliono cancellare il ‘45, quel gigantesco movimento di liberazione dal nazifascismo che ha cambiato la faccia dell'Europa e del mondo.
Per questo noi comunisti dobbiamo lottare contro il governo Berlusconi e costruire le alleanze necessarie per mandarlo a casa. Nello stesso tempo, però, dobbiamo costruire un fronte di lotta contro il capitale finanziario, le politiche europee e il neoliberismo. Solo sconfiggendo il neoliberismo è possibile uscire dalla crisi che il neoliberismo ha provocato. di Paolo Ferrero

Perché chi si occupa di scienza rifiuta di ammettere che alla base di essa ci sia una filosofia? clicca da Yahoo answer


Domanda aperta


Mi si continua a ripetere che la scienza è fondata sui fatti non sulla filosofia (l' ultimo è Rex in commento a una mia risposta in biologia su evoluzionismo creazionismo) e con questo si vuole chiaramente negare che la scienza abbia l' opinabilità che ormai si riconosce a qualsiasi altra filosofia. Ma allora cos' è un fatto per la scienza? Non è certo ciò che generalmente si intende per fatto, ossia un mero accadimento percepito, perché la percezione non è certo oggettivamente inopinabile. E se la scienza prestabilisce, come fa, i parametri per cui un fatto si può considerare fatto o no su quali fatti si basa per farlo?
Non c' è in tutto questo un' autoreferenzialità mascherata che prestabilendo arbitrariamente non la verità o la falsità di un fenomeno, ma il metodo unicamente valido con cui la verità può essere valutata pone alla base del pensiero scientifico una visione metafisica ben più forte e potente di tutte le metafisiche pre scientifiche e che chi si occupa di scienza spesso non vuole assolutamente ammettere rendendo il rischio di una visione univoca e riduttiva del mondo più pericolosa che mai? Non c' è una pretesa di verità assoluta che vuole confondere sistematicamente la realtà con una sua rappresentazione spostando solo i termini del problema della scelta dei presupposti per poter fare finta di dimenticarsi di questa arbitrarietà ed rivendicare così la potenza esclusiva della visione scientifica su tutta la realtà?


DISCUSSIONE

---  Zegalvis, sono d' accordo con te sulla matrice filosofica della scienza, ma assolutamente no sull' universalità del metodo. La scienza non prende i fenomeni così come sono, né verifica qualunque ipotesi implicata, ma considera solo alcuni aspetti dei fenomeni separandoli da altri che ritiene interferenti e sceglie ipotesi quantificabili tralasciando arbitrariamente tutto ciò che non lo è. Inoltre questo processo non esula per nulla dal background culturale, ma deve essere studiato e imparato secondo il background della cultura occidentale. Non vorrai negare il fatto che per diventare scienziati occorre andare a scuola ove si impara qual è il modo giusto di guardare il mondo tra tutti i modi possibili di consideralo.
---  Andrea il mondo è percepito anche per un solipsista che comunque percepisce il suo pensiero o sentimento (percepisce se stesso come significato originario e esaustivo del mondo). Nulla appare se non è percepito, indipendentemente dal fatto che questa percezione sia rivolta all' interno o all' esterno di se stessi.

---  Ribadisco Andrea che anche il soggetto solipsista deve percepire il suo pensare per dire di stare pensando, deve cioè percepire il suo stato interiore per affermare che esso è il mondo intero.

---  Fra, non fraintendere: nessuno scienziato serio dirà mai che le asserzioni a cui la scienza giunge sulla realtà sono inopinabili, infatti nessuna asserzione scientifica è definitiva per chi applica correttamente il metodo scientifico (anche se alcuni se ne dimenticano volentieri), ma pochi tra chi si occupa di scienza è disposto ad ammettere che i principi fondanti del metodo scientifico sono principi indimostrati e arbitrari e quindi che la verifica della verità sul fenomeno studiato è, anche se correttamente condotta dal punto di vista scientifico, comunque discutibile e che pure la definizione di oggettività scientifica è opinabile in quanto arbitrariamente predefinita.


lunedì 5 settembre 2011

I RISCHI DEL CLOUD COMPUTING: CAVALLO DI TROIA PER IL CONTROLLO DELLLA RETE? da "La Stampa"


......................In un post precedente Watson aveva messo in guardia nei confronti del Cloud computing, la tecnologia reclamizzatissima ultimamente, specie dopo il lancio dell’iCloud di Apple, che consentirà di trasferire i propri files sulla “nuvola” rendendoli accessibili dovunque uno si trovi e attraverso qualsiasi macchina (PC, telefonino smart, rete locale, internet cafè ecc).

Al di là della comodità di non dovere ogni volta portarsi dietro  i propri files – scriveva -  questa tecnologia sarebbe parte di una tendenza generale a sostituire la proprietà fisica dei contenutimediatici da parte degli utenti, con un affitto dei contenuti medesimi  attraverso il Cloud.

Solo che il Cloud è praticamente un YouTube  universale, nel senso che consentirebbe  di bloccare, censurare, cancellare normalmente i contenuti a richiesta dei governi, esattamente come fa già oggi You Tube.  E senza nemmeno l’ordine di un giudice: basterebbe un’ingiunzione (diceva al Washinghton Post Chris Calabrese, dell’American Civil Liberties Union).

L’obiettivo è costringere tutti a usare una delle reti Cloud detenute dai grandi providers come Apple, Google, Facebook, tassando , regolamentando e facendo diventare internet costoso. Oltre a renderle il web facile soggetto di  censure e cancellazioni. Una volta che la maggior parte dei dati saranno confinati sul Cloud, sarà infatti facile rendere a poco a poco più stringenti le regole di copyright, libera espressione e diffamazione e cacciare siti e media alternativi.

Insomma il Cloud secondo questa teoria non sarebbe nient’altro che un cavallo di Troia per svuotare l’internet libero . Uno sforzo per assimilare i media alternativi,prima di distruggerli. E rendere il web più simile alla tv via cavo,dove un numero limitato di grandi corporations può decidere insieme ai governi quello che può o non può essere pubblicato. 

Legge su stress lavoratori, solo 2 aziende su 10 la rispettano da Univadis



Roma, 2 set. (Adnkronos Salute) - Una legge fantasma. Nato per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori, il decreto legislativo che impone l'obbligo per il datore di lavoro di monitorare oltre ai rischi oggettivi, anche la pericolosità dello stress a cui sono sottoposti i dipendenti, è oggi poco applicato dalle aziende. "Possiamo stimare che solo il 20% delle piccole e medie imprese italiane ha in corso oggi l'adempimento, anche se la legge prevedeva come termine ultimo il 31 dicembre 2010. Ma anche i controlli delle Asl latitano: solo nel 50% delle ispezioni viene chiesto al datore di lavoro l'attestazione della valutazione dello stress". A fare il punto per l'Adnkronos Salute sull'attuazione, a livello nazionale, della legge in materia di sicurezza è il dipartimento di prevenzione dell'Asl Roma H. L'insieme di norme contenute nel decreto legislativo 81/08, meglio noto come Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (Tusl), ha riunito e riorganizzato le precedenti normative in materia di sicurezza e salute per i dipendenti succedutesi in più di cinquant'anni. Riportando l'Italia agli standard previsti dall'Europa. "Ma allo stato attuale - affermano gli esperti - il documento di valutazione dei rischi da stress (Dvr) viene predisposto solo ora dalle aziende. Le piccole e medie imprese sono, insieme al settore pubblico (ospedali, scuole, militari), in ritardo. Vanno meglio le grandi società e le multinazionali". Eppure secondo gli ultimi dati Istat, sono oltre 4 milioni gli italiani che si sentono a rischio stress sul posto di lavoro. "La circolare del ministero del Lavoro del 17 novembre 2010 - chiariscono gli esperti - ha stabilito che la decorrenza del 31 dicembre 2010 prevista dal decreto 81/08 andava intesa come data di avvio dell'attività di revisione del Dvr. E non invece come il giorno entro cui dovevano essere concluse le pratiche". Un intervento della commissione ministeriale, la stessa che ha stabilito le Linee guida per la valutazione del rischio (non ancora definitive), che ha fatto storcere il naso a molti addetti ai lavori. "La circolare - sottolineano dal dipartimento - nonostante la diversa valutazione di alcuni giuristi e delle Regioni, tenute a vigilare con le Asl i rischi da stress correlato, ha causato non poca confusione". Poca informazione, scarsa applicazione e blandi controlli, evidenziano dunque gli addetti ai lavori. Un quadro poco incoraggiante. Mentre invece il problema dello stress per i lavoratori si trasforma in danni alla salute. E in una perdita in produttività per l'azienda. Secondo il rapporto dell'Istat 'Salute sui luoghi di lavoro' (2008), sono 4 milioni e 58mila "i dipendenti italiani - si legge nella ricerca - che ritengono di essere esposti ai rischi che potrebbero pregiudicare il proprio equilibrio psicologico". I lavoratori che hanno sofferto di problemi di stress, depressione e ansia, dovuti all'attività lavorativa, sono stati il 21% del campione intervistato (19,4% degli uomini e 21,6% delle donne): il 39,2% dei dirigenti, il 29,1% degli impiegati e il 10,3% degli operai. I fattori di rischio di tipo psicologico sono percepiti soprattutto fra le persone che lavorano nella sanità (26%), nei trasporti (24,6%) e nella pubblica amministrazione (23%), in particolare tra le donne, che ne risentono in modo maggiore rispetto agli uomini. Le problematiche legate allo stress devono essere inserite nel documento di valutazione dei rischi sul lavoro (Dvr) e il monitoraggio deve essere compiuto su tutti i lavoratori, compresi i dirigenti e gli impiegati, prendendo in esame non i singoli, ma i gruppi omogenei esposti ai rischi dello stesso tipo. Il datore di lavoro deve procedere alla redazione del Dvr, avvalendosi dell'ausilio del responsabile del servizio di prevenzione e protezione (Rspp), con il coinvolgimento del medico competente, laddove presente, e previa consultazione del rappresentante dei lavoratori. Inoltre dal 30 giugno 2012 le aziende con meno di 10 lavoratori non potranno più autocertificare la valutazione del rischio, come previsto finora, ma dovranno basarsi sulle procedure standardizzate. Ma quello che accade nella realtà è ben diverso. "Ogni territorio regionale ha le sue specificità settoriali di lavoro - sottolineano i tecnici - e i controlli delle Asl si concentrano e specializzano su questi. Nel Lazio, in Piemonte o in Veneto ci sono settori artigianali e industriali che non troviamo in Sicilia o in Campania. Ecco che il sistema di controllo della Asl è ancora troppo variegato. Quando gli ispettori delle aziende sanitarie verificano i documenti durante i controlli, nel dubbio non sanzionano penalmente l'azienda se non c'è l'assoluta certezza che non abbia neanche iniziato la procedura di valutazione del rischio". "Il dato del 20% è anche sottostimato, moltissime aziende medio piccole anche al Nord fanno una valutazione generica nel Drv. Seguono le Linee guida, ma spesso con un approccio superficiale al problema. Sono più attente le multinazionali, ma nelle piccole realtà siamo ancora molto indietro ", osserva Biagio Calò, direttore del Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Spresal) della Asl di Novara. E aggiunge: "Sul rischio stress non abbiamo effettuato nessuna sanzione, purtroppo anche qui in Piemonte abbiamo una mancanza di ispettori che non ci permette di vigilare nei modi opportuni". La situazione non è diversa nel Sud del Paese. "Anche in Sicilia siamo sul dato del 20% - afferma Niccolò Perrone, responsabile dello Spresal della Asl 6 di Palermo - ed è difficile valutare in strutture medio-piccole lo stress da lavoro correlato. I datori di lavoro si appoggiano alle Linee guida, ma c'è poco coinvolgimento dei dipendenti nella redazione del Dvr. Anche se è previsto dalla legge. Il Testo unico in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro - aggiunge Perrone - è però un bel passo avanti rispetto alla giungla degli anni '90". "Finora non abbiamo sanzionato nessuno e stiamo ancora assistendo le aziende, piuttosto che vigilare con mano pesante - afferma Fulvio D'Orsi, direttore dello Spresal della Asl Roma C - tuttavia le carenze che riscontriamo più frequentemente sono la mancanza di coinvolgimento dei lavoratori nella valutazione; l'Rspp compila più o meno da solo le liste di controllo descrivendo spesso un quadro non veritiero dell'azienda". "E ancora, quando le società hanno molto personale non provvedono a suddividerlo in gruppi omogenei, come prevedono le metodologie di valutazione delle Linee guida, ma sono valutate genericamente nella loro globalità. Così non si riscontrano tutti i problemi riferibili alle singole articolazioni organizzative. Inoltre, a fronte di criticità rilevate non vengono messe in atto misure correttive", elenca. Un lavoro non facile per chi non ha spesso i mezzi e gli ispettori per monitorare un territorio vasto. Ecco che il problema principale che allarma le Asl, soprattutto nelle regioni sottoposte ai piani di rientro, sono le risorse umane impegnate nei controlli. "Se ho pochissimi ispettori a disposizione - sottolinea la direzione dell'Asl Roma H - e ad esempio ho molti cantieri edili aperti sul territorio, non andrò a controllare la dichiarazione di valutazione del rischio, ma mi concentrerò su altro. Sui ponteggi, sui caschi di sicurezza. O, come spesso accade, se ho un grave problema di sanità pubblica sul territorio, i miei sforzi andranno in quella direzione". Ed ecco che il Dvr e i danni provocati dallo stress, come ansia e depressione, passano in secondo piano