martedì 27 dicembre 2011

un esempio storico, un riferimento del genio rinascimentale di Leonardo, Cultura ed innovazione. Il Rinascimento fu un periodo da imitare oggi

Le tracce di Leonardo
LA SFORZESCA, PRIMO MODELLO IN ITALIA DI AZIENDA AGRICOLA
Con la possessione della Sforzesca (ancora oggi conservata e visibile alle porte della città) Ludovico il Moro inaugura nel 1486 la prima delle grandi opere pensate per fare di Vigevano una residenza ducale. La costruzione vera e propria a forma di quadrilatero ne costituiva il "centro". Le torri angolari o colombaie erano i casamenti dei fittabili e i locali per ospitare il duca che, avendo a disposizione il Castello, di fatto non vi soggiornava ma vi faceva capo per le battute di caccia. Erano parte integrante della costruzione le case dei lavoratori, i magazzini, le stalle e gli allevamenti.
La Sforzesca fu pensata fin dall'inizio come laboratorio agricolo sperimentale, una azienda agricola la cui natura e il cui fine erano la produzione, non il diletto e gli ozi del principe. La villa rappresenta il primo esempio assoluto di complesso agricolo a corte chiusa, archetipo delle aziende che si svilupparono in età moderna. E' inoltre ben nota l'introduzione alla Sforzesca della coltivazione dei gelsi e quindi dell'allevamento razionale dei bachi da seta.
Le lapidi commemorative del XVI secolo ancora oggi presenti alla Sforzesca insistono sulla sagacia dei lavori idrici compiuti dal Moro che, nella traduzione italiana, "rese fertile questa arida pianura assetata, col portarvi con grande spesa abbondante acqua". Anche la lapide sulla torre bramantesca datata 1492 che scandisce la successione degli interventi del Moro a Vigevano pone come prioritari i lavori idrici, grazie ai quali "rese fertili con irrigazione fluviale gli aridi campi di Vigevano".
LEONARDO E LA SFORZESCA
Le sperimentazioni e le novità gestionali ma anche tecniche avviate "sul campo" alla Sforzesca, ebbero in Leonardo da Vinci un attento e partecipe osservatore e forse anche suggeritore. Sono frequenti infatti le citazioni di Vigevano che compaiono nel manoscritto H (conservato a Parigi presso l'Istituto di Francia). Sono annotazioni e disegni che spaziano dai congegni idraulici ai lavori di bonifica agraria, dalle osservazioni agronomiche alla costruzione di un padiglione in legno. La maggior parte risultano datate febbraio-marzo 1494 da Vigevano e proprio dalla Sforzesca................

Momenti della rivoluzione scientifica , clicca e leggi il documento, very intresting


Il pitagorismo dei neoplatonici, in se stesso, avrebbe rappresentato dunque un indirizzo di pensiero contrario al progresso della scienza, anche se poi, in casi come quello di Keplero, la fede nell’esistenza di relazioni matematiche perfette costituì uno degli stimoli per la ricerca. Chi, comeTartaglia, Guidobaldo del Monte, Stevino, Viète, Benedetti, Galilei, contribuì maggiormente al consolidamento della matematica e della fisica, condivideva un approccio metodologico che privilegiava i procedimenti piuttosto che la metafisica..............
orso castano: puo' essere il Rinascimento italiano con Leonardo. Galilei ed altri un riferimento storico/fattuale/teorico per l'innovazione odierna? Certo gli strumenti sono profondamente cambiati ma lospirito di quel tempo che vedeva l'umo "globale" al centro del mondo e' un riferimewnto troppo importante per una seria critica del "protocollismo" e lo "spezzettatino cultural/scientifico" senza grandi risultati che e' sotto gli  occhi di tutti. O meglio quando ci sono buoni risultati, gratta gratta chi li ha fatti ha un background culturale non indifferente.
a allora......?
rinascimentale non è solo umanesimo, sebbene essa si innesti in quel movimento: abbiamo avuto modo di evidenziare la forte impronta naturalistica nel platonismo e aristotelismo quattro-cinquecenteschi. Come si raccorda questa tradizione con la stagione di studi che è alla base della nuova concezione del sapere scientifico? Anche la risposta a questo interrogativo richiede una precisa articolazione: per lo più, in passato, gli storici della scienza hanno rimarcato la matrice religiosa, metafisica e superstiziosa delle credenze magiche e astrologiche spesso connesse a quella lezione naturalistica, denunciandone il carattere anti-scientifico, in quanto non inquadrabili all’interno di criteri stabili e oggettivi. Con l’aumentare dell’interesse storico-culturale per quei fenomeni, tuttavia, la valutazione si è fatta più equilibrata.............. rivoluzione scientifica comportò una radicale ridefinizione del sapere, già solo nella misura in cui impose un approccio alla natura di stampo quantitativo-matematico, portatore di profonde istanze innovative, come vedremo, anche a livello di osservazione e verifica, che scardinava il prevalente atteggiamento speculativo, legato a una valutazione qualitativa della realtà (essenze, forme ecc.). Gli uomini che, a partire dal XVI secolo, sempre più insistentemente imposero la matematizzazione del cosmo, in effetti, in molti casi prendevano le mosse (è il caso di Copernico e dello stesso Keplero) da un retroterra culturale almeno in parte naturalistico, in cui, in altre parole, era forte il riferimento alla totalità organica, alle sue intrinseche corrispondenze. Tuttavia, come dimostra proprio il caso di Keplero, seppero correggere quanto, confrontato con precisi dati osservativi tradotti matematicamente, si rivelasse mero pregiudizio. ...............E.W. Strong distinse, invece, tra due tradizioni nettamente differenziate del pensiero matematico rinascimentale:.............• una tradizione (risalente allo stesso Platone, e a Proclo) che assegna un significato ontologico ai numeri, considerandoli entità intermedie tra mondo sensibile e mondo delle forme, e inserendo lo studio matematico in una prospettiva propedeutica alla visione speculativa;
• l’altra, ispirata dagli Elementi di Euclide, che divulgò un modello di struttura scientifica e argomentativa destinato a larga fortuna nel corso del XVII e XVIII secolo.



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