giovedì 12 febbraio 2009

Un patrimonio comune a tutti : la liberta' di informazione !

Dall'editoriale di “Computer Magazine” , rivista italiana mensile di informatica Sono pochi i siti Internet che hanno realmente rivoluzio­nato la Rete. Wikipedia è uno di questi. La monumentale "enciclopedia libera" ha conquistato in breve tempo uno spazio enorme, diventando un punto di riferimento per chiunque si trovi a fare una ricerca sul Web. Non a caso, se cerchiamo informazioni su un qualsiasi argomento utilizzando Google, i primissimi risultati fanno regolarmente riferimento a Wikipedia.org.  L'appello del suo creatore, Jimmy Donai Wales, è quindi particolarmente preoccupante. Secondo Jimbo, il progetto Wikipedia ha bisogno di 6 milioni di dollari per poter proseguire la sua attività nei prossimi 12 mesi, denaro che il fondatore dell'enciclopedia vorrebbe raccogliere attraverso le donazioni dei frequentatori del sito. L'alternativa, davvero raccapricciante per un progetto co­me Wikimedia Foundation, sarebbe l'introduzione degli annunci pubblicitari all'interno delle sue pagine. Nelle ultime settimane, infatti, abbiamo potuto toccare con ma­no la differenza tra un sito Internet indipendente e uno legato a doppio filo agli inserzionisti. Il caso di YouTube, che ha deciso di censurare parte dei video perché "non graditi" dalle aziende che investono in pubblicità, è un precedente pericoloso che dovreb­be portare tutti a interrogarsi riguardo il destino di Internet. Cosa succederebbe a Wikipedia in condizioni simili? Potremmo anco­ra considerare "neutrali" e "oggettive" le informazioni pubblicate sull'enciclopedia? E ancora: è mai possibile che la sopravvivenza di un progetto così importante possa dipendere solo dalla buona volontà e dalla generosità dei visitatori? marcoschiaffino@sprea.it

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